Puntata del 19/05/2026@0
Il primo approfondimento della serata lo abbiamo fatto in compagnia di Roberta,
una lavoratrice del call center Generali, che assieme alle sue 19 colleghe sta
lottando contro la prospettiva del licenziamento previsto per il 15 giugno.
Infatti la cooperativa Pro&Out, subappalto di Generali, a marzo aveva annunciato
questa mossa, perchè la committenza diceva di non poter più sostenere l’alto
costo del lavoro delle operatrici di call center.
Vale la pena ricordare che la paga oraria a loro tutt’ora spettante ammonta a
7,28 euro lordi l’ora grazie all’inquadramento con il famigerato contratto
collettivo nazionale Multiservizi, infatti il committente Gap s.r.l. avrebbe
voluto applicare un contratto pirata con condizioni di lavoro e paga peggiori.
E così dopo il primo presidio sotto la sede della Regione Piemonte, all’apertura
di una serie di tavoli di trattativa, le lavoratrici assieme al SiCobas Torino,
hanno lanciato un appuntamento sempre lì,il 20 maggio in Piazza Piemonte 1 alle
10, con l’intento di avere delle risposte concrete da chi le sta facendo pendere
una spada di Damocle sul capo da marzo.
Buon ascolto
--------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------
--------------------------------------------------------------------------------
Il secondo argomento della puntata è stato quello del nuovo piano industriale di
Electrolux che prevede circa 1700 esuberi negli stabilimenti italiani, lo
abbiamo affrontato in compagnia di Cinzia RSU FIOM Forli per Electrolux. In
breve da un comunicato degli RSU Fiom:
“La multinazionale Electrolux ha annunciato un piano industriale fortemente
contestato, che prevede ben 1.700 esuberi in Italia, una cifra che rischia di
salire a 1.900 se si considerano i lavoratori con contratti a termine. La
contrazione mette in serio pericolo l’intero comparto produttivo del “bianco”
nazionale. A Susegana, storico polo dell’azienda, gli operai sono immediatamente
e nuovamente scesi in sciopero per due ore per manifestare il proprio dissenso:
il timore diffuso tra i lavoratori è quello di vedere svuotate le fabbriche e di
subire il dramma del licenziamento, evocando i fantasmi della dura crisi già
affrontata nel 2014.
La reazione della politica e delle istituzioni locali.
Il fronte istituzionale si è compattato in modo netto contro i vertici
aziendali:
Regioni e Governo: il presidente del Veneto, Alberto Stefani, e il ministro
delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, hanno definito “inaccettabili” i
tagli lineari proposti. Il Governo chiederà formalmente il ritiro del piano
nell’incontro fissato per il 25 maggio a Roma, esigendo un nuovo progetto che
tuteli l’occupazione ed escluda i licenziamenti collettivi.
I Sindaci del Territorio: ben 18 sindaci della Marca Trevigiana, guidati dal
primo cittadino di Susegana Gianni Montesel e da quello di Conegliano Fabio
Chies, si sono uniti ai sindacati e ai delegati Rsu per chiedere di essere
ammessi al tavolo delle trattative nella Capitale. L’obiettivo è difendere il
tessuto economico locale e scongiurare un devastante impatto sull’indotto
industriale della cosiddetta white Valley”
Buon ascolto