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Banca Etica ci scrive
A seguito dell’articolo pubblicato da Contropiano il 3 settembre, riceviamo e pubblichiamo la nota inviataci da Banca Etica: Venerdì 28 agosto 2026 è stata diffusa la notizia della decisione dell’amministrazione statunitense di inserire il collettivo italiano Autistici/Inventati nelle cosiddette liste OFAC, nell’ambito di azioni mirate a “contrastare la crescente minaccia rappresentata […] L'articolo Banca Etica ci scrive su Contropiano.
September 5, 2026
Contropiano
AUTISTICI/INVENTATI: CONFRONTO RADIOFONICO TRA RICCARDO DUGINI DI BANCA ETICA E ALESSANDRO VOLPI, DOCENTE UNIVERSITARIO E COLLABORATORE DI ALTRECONOMIA
Banca Etica, dopo aver letto – e ascoltato, – i contributi online che abbiamo pubblicato nei giorni scorsi (clicca qui) sulla repressione Usa che ha colpito Autistici/Inventati e in particolare l’intervista ad Alessandro Volpi, ha chiesto a Radio Onda d’Urto di intervenire per riportare il proprio punto di vista sulla vicenda. Ai nostri microfoni, nella mattinata di venerdì 4 settembre, sono così intervenuti in un confronto Riccardo Dugini – vicedirettore generale di Banca Etica (dove si trovano anche i conti di Radio Onda d’Urto) – e lo stesso Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea a Pisa e collaboratore di Altreconomia. La vicenda A/I è ormai nota: venerdì 28 agosto è stata resa nota l’ennesima decisione arbitraria dell’amministrazione degli Stati Uniti diretta da Donald Trump. Il collettivo Autistici/Inventati – che da un quarto di secolo sviluppa servizi informatici indipendenti come indirizzi email, siti web, blog e newsletter a migliaia di persone e collettivi – è stato inserito nelle cosiddette liste Ofac, agenzia del Dipartimento del Tesoro Usa che amministra e applica sanzioni economiche e commerciali, ufficialmente per “contrastare la crescente minaccia rappresentata dai gruppi terroristici violenti di estrema sinistra”.I n sostanza, gli Stati Uniti considerano A/I responsabile dell’uso che gli utenti fanno dei loro servizi. Una novità assoluta nella giurisprudenza Usa e non solo. A seguito della scelta di Trump di inserire A/I tra le “organizzazioni terroristiche”, Banca Etica ha contattato Autistici/Inventati per comunicare l’elevazione del profilo di rischio del conto corrente di “Ai Odv”, sospendendo così per ora l’operatività del conto Banca Etica fa poi sapere di aver contattato le organizzazioni di categoria delle banche (Abi e Assopopolari) e il Mef del ministro Giorgetti per verificare se “ci siano soluzioni praticabili che permettano di mantenere l’operatività del conto corrente di Autistici/Inventati, senza mettere a repentaglio l’operatività dei 130mila clienti e soci di Banca Etica”. In assenza di indicazioni una banca italiana che mantenga rapporti con un soggetto inserito nelle liste Ofac potrebbe essere oggetto di “sanzioni secondarie che implicano la cessazione dei servizi erogati da intermediari Usa: questo implicherebbe per tutti i clienti di Banca Etica l’impossibilità di utilizzare carte di credito e carte di debito”, dipendenti anche in Europa dal monopolio a stelle e strisce, con “l’impossibilità di effettuare pagamenti in aree extra-Euro”, per i quali sono necessari i medesimi intermediari finanziari, anch’essi statunitensi. Alessandro Volpi, ai nostri microfoni, sostiene invece che “se una banca nata per sostenere il dissenso e l’innovazione sociale non può più proteggere un cliente come Autistici/Inventati di fronte a un’accusa politica mossa da una potenza straniera, allora il concetto stesso di finanza etica rischia di svuotarsi di significato, riducendosi a una gestione cosmetica del risparmio che si ferma esattamente dove iniziano gli interessi della sicurezza nazionale Usa”. L’audio del confronto radiofonico tra Riccardo Dugini – vicedirettore generale di Banca Etica – e Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa e collaboratore di Altreconomia. Ascolta o scarica         
September 4, 2026
Radio Onda d`Urto
Autistici/inventati: banca Etica non deve avallare l'ingerenza Usa
Leggiamo il post che l'economista Alessandro Volpi scrive in merito alla questione banca Etica/ Autistici sottolineando che la Corte di Giustizia Europea ha emesso una sentenza per limitare l'influenza delle sanzioni statunitensi sul territorio dell'unione europea e che nonostante questo Banca Etica, pur dissentendo, non si sta opponendo al dictat del governo americano.  Qui la petizione l rivolta a Banca Etica. La mettiamo anche qui sotto.  Chiediamo a chiunque abbia voglia di partecipare e sia cliente/soci* di Banca Etica di mandare la seguente mail agli indirizzi assistenza@bancaetica.com info@bancaetica.com reclami@bancaetica.com per fare pressione sulla banca: "Alla gentile attenzione di Banca Etica, sono cliente della banca da diversi anni. Ho scelto di affidare a voi i miei risparmi per motivi politici ed etici. Vi scrivo a pochi giorni di distanza dall'ennesimo atto di prevaricazione attuato dal governo statunitense nei confronti di persone/associazioni che hanno scelto di affidarsi alla vostra banca: dopo il caso di Francesca Albanese, adesso la repressione si è rivolta verso il collettivo Autistici/Inventati. Ho letto con preoccupazione della vostra intenzione di chiudere il rapporto bancario con l'Associazione AI-ODV in seguito al suo inserimento nella lista OFAC. Pur comprendendo il timore di possibili ripercussioni sulla struttura della banca e su tutt* noi clienti, mi chiedo quanto la scelta di agire nuovamente in tal senso (come già successo per la relatrice ONU) in realtà non incentivi l'utilizzo di questi strumenti da parte dei governi, permettendo loro di raggiungere davvero l'obiettivo: un ennesimo passo verso la repressione globale della libertà di espressione, di cui ci rendiamo complici. Vi chiedo di interpellare la comunità di Banca Etica prima di prendere ulteriori decisioni riguardo al caso di A/I, ragionando in modo condiviso su quali siano i rischi che tale comunità è pronta a sostenere in virtù dei principi etici che pensiamo ci accomunino. Qui la corrispondenza di Alessandro Volpi su RODU in cui critica duramente Banca Etica      
September 3, 2026
Radio Onda Rossa
La scelta poco etica di Banca Etica
L’afa dell’agosto 2026 non è stata soltanto meteorologica, ma ha portato con sé una tempesta geopolitica che ha scosso le fondamenta della sovranità digitale e finanziaria italiana, segnando forse il punto di non ritorno per l’esperimento della finanza alternativa nel nostro Paese. Al centro di questo scontro si trova il […] L'articolo La scelta poco etica di Banca Etica su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
REPRESSIONE AUTISTICI/INVENTATI: LA CRITICA DI ALESSANDRO VOLPI NEI CONFRONTI DI BANCA ETICA
Tra le conseguenze dell’azione repressiva del Dipartimento di Stato Usa c’è la sospensione, da parte di Banca Etica, del conto corrente di “AI ODV”, sul quale vengono raccolte le donazioni in favore del gruppo, unica fonte di autofinanziamento del progetto. Sulle pagine de Il manifesto, stamattina, il presidente di Banca Etica ha chiarito la posizione di contrarietà dell’istituto rispetto alla decisione del governo statunitense, denunciando però il ricatto nei confronti della banca, che rischia di finire sotto sanzioni, con conseguenze sui conti di tutti e 130mila i suoi correntisti. Su questo aspetto finanziario sentiamo il commento di Alessandro Volpi, docente di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche dell’Università di Pisa e collaboratore di Altreconomia Ascolta o scarica    DI SEGUITO IL POST DI ALESSANDRO VOLPI Un post che scrivo davvero mal volentieri e con amarezza, ma penso necessario. L’afa dell’agosto 2026 non è stata soltanto meteorologica, ma ha portato con sé una tempesta geopolitica che ha scosso le fondamenta della sovranità digitale e finanziaria italiana, segnando forse il punto di non ritorno per l’esperimento della finanza alternativa nel nostro Paese. Al centro di questo scontro si trova il destino di Autistici/Inventati, lo storico collettivo di hacktivismo che per venticinque anni ha garantito spazi di libertà espressiva e anonimato digitale, e che oggi si ritrova paradossalmente schiacciato tra le ambizioni tecnocratiche del nuovo Rhine Group di Mario Draghi e il pugno di ferro della politica estera statunitense. La vicenda è precipitata il 26 agosto 2026, quando il Segretario di Stato americano Marco Rubio ha firmato un provvedimento senza precedenti, inserendo il collettivo A/I nella lista degli Specially Designated Global Terrorists, accusandolo di fornire l’infrastruttura tecnologica per il coordinamento di movimenti eversivi transnazionali. Questa mossa ha innescato una reazione a catena immediata e devastante attraverso il meccanismo del de-risking finanziario, costringendo Banca Etica a compiere un atto che contraddice la sua stessa ragion d’essere: la chiusura unilaterale dei conti correnti del collettivo. In altre parole, il calcolo del rischio che la banca si assumeva per il mantenimento in vita dei conti dei A/I dopo il provvedimento di Rubio diventava l’elemento dominante rispetto all’azione etica della banca stessa. La vicenda, peraltro, è complicata da un elemento altrettanto recente. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha emesso una sentenza molto rilevante che pone un argine fondamentale proprio all’influenza extraterritoriale delle sanzioni statunitensi sul suolo europeo, prendendo le mosse dal caso di un cittadino sloveno il cui conto corrente era stato chiuso unilateralmente dal proprio istituto bancario. L’uomo era stato inserito nelle “liste nere” del Dipartimento del Tesoro USA (OFAC), un provvedimento che aveva spinto la banca, per timore di ritorsioni americane e per una politica di estremo de-risking, a interrompere ogni rapporto finanziario. Con questa pronuncia, i giudici di Lussemburgo hanno stabilito che il “diritto al conto di base” e i princìpi di sovranità sanciti dal cosiddetto Regolamento di Blocco dell’UE (Blocking Statute) prevalgono sulle decisioni politiche di Paesi terzi. La Corte ha chiarito che una banca operante nell’Unione non può procedere alla risoluzione automatica di un contratto basandosi esclusivamente su provvedimenti amministrativi stranieri, qualora questi non siano stati recepiti formalmente dall’ordinamento europeo o dalle Nazioni Unite. Secondo la sentenza, l’integrità del sistema bancario dell’UE non può essere sacrificata sull’altare della politica estera di Washington: gli istituti di credito hanno l’obbligo di fornire motivazioni concrete, oggettive e conformi al diritto comunitario prima di procedere a una chiusura, garantendo che nessun cittadino europeo venga privato dell’accesso ai servizi finanziari essenziali a causa di una “morte civile” decretata oltreoceano. Questa decisione rappresenta un precedente fondamentale anche per casi come quello del collettivo Autistici/Inventati, ribadendo che la finanza europea deve rispondere alle leggi di Bruxelles e non ai decreti di Segretari di Stato stranieri, salvaguardando così l’autonomia economica dei residenti dell’Unione di fronte alle crescenti pressioni della geopolitica statunitense. In realtà, Banca Etica, nonostante questa pronuncia, ha ritenuto, appunto, che l’eccesso di rischio finanziario di una decisione contraria alle decisioni dell’amministrazione Usa, non consentisse il mantenimento in vita dei conti di A/I. La finanza, in sostanza, prevale su qualsiasi altro aspetto: difficile da spiegare a chi sceglie Banca etica proprio per la sua sostanziale diversità. Non importa quanto una banca si proclami “etica” o attenta ai diritti sociali: nel momento in cui il sistema dei pagamenti internazionale è mediato dal dollaro e regolato dalle liste di proscrizione del Dipartimento di Stato, l’autonomia decisionale di un istituto come Banca Etica svanisce, trasformandola in un semplice terminale esecutivo di decisioni prese oltreoceano. Il rischio è che questa vicenda non sia un caso isolato, ma il modello di una nuova architettura finanziaria dove la “compliance” alle direttive Usa diventa il filtro definitivo che decide chi ha il diritto di esistere economicamente e chi deve essere cancellato. Se una banca nata per sostenere il dissenso e l’innovazione sociale non può più proteggere un cliente come Autistici/Inventati di fronte a un’accusa politica mossa da una potenza straniera, allora il concetto stesso di finanza etica rischia di svuotarsi di significato, riducendosi a una gestione cosmetica del risparmio che si ferma esattamente dove iniziano gli interessi della sicurezza nazionale americana. In questo scenario, il think tank di Draghi funge da ponte verso una normalizzazione dove l’efficienza del mercato e la stabilità del sistema bancario prevalgono sistematicamente sulle libertà civili, lasciando intendere che nell’Europa del 2026 non ci sia più spazio per zone d’ombra digitali o per banche capaci di resistere alle pressioni della geopolitica. La fine del rapporto tra Banca Etica e il collettivo A/I non è dunque solo una disputa contrattuale, ma il funerale della sovranità bancaria italiana, celebrato sotto l’egida di Marco Rubio e con il silenzio assenso delle nuove élite finanziarie europee che vedono nella tracciabilità totale e nell’allineamento atlantico l’unico futuro possibile, a costo di sacrificare l’ultimo baluardo del dissenso tecnologico e l’anima stessa del credito cooperativo.
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
DIFENDERE AUTISTICI/INVENTATI PRIMA DEL 25 SETTEMBRE 2026. INTERVISTA AD ALBERTO ABO DI MONTE
“16.000 caselle mail, 10.000 blog, 5500 mailing-list e 1500 siti sono ipotecati senza che un giudice abbia preso parola, senza che alcun server sia stato sequestrato, senza che la comunità delle/degli utenti o dei gestori potesse proferire parola”. Per usare le parole di Supporto Legale si tratta di “un salto di qualità nella repressione del dissenso. Siamo di fronte a una decisione politica e amministrativa che trasforma la fornitura di strumenti di comunicazione, privacy e autodifesa digitale in un elemento d’accusa. Il messaggio è brutale e va letto per quello che è: per controllare chi parla, si colpisce chi permette di parlare. Per impedire il dissenso, si tenta di distruggerne le infrastrutture”. Banca Etica ha annunciato la sospensione del conto di Autistici/Inventati per evitare sanzioni secondarie da parte del governo Usa con il rischio concreto di blocco dell’attivita’ per oltre 130.000 correntisti tra cui Radio Onda d’Urto. Gli Usa hanno dato tempo fino al 25 settembre per adeguarsi alle sanzioni. Sull’attacco Usa contro Autistici-Inventati abbiamo sentito Alberto Abo Di Monte autore dell’articolo “Il nemico è la rete che non ti spia. Storia dell’attacco USA contro Autistici/Inventati”. Articolo pubblicato sul portale wumingfoundation.com. Intervista ad Alberto Abo Di Monte nostro collaboratore Ascolta o scarica  https://www.wumingfoundation.com/giap/2026/09/come-si-e-arrivati-allattacco-usa-contro-autistici-inventati/ Condividiamo anche questo documento che sta circolando in rete: DIFENDERE AUTISTICI/INVENTATI PRIMA DEL 25 SETTEMBRE 2026 Da venticinque anni, un collettivo di hacker italiani sta costruendo un’infrastruttura comunicativa progettata per resistere alla censura, alla sorveglianza e alle retate della polizia. Il 26 agosto, gli Stati Uniti l’hanno designata come organizzazione terroristica. Il periodo di liquidazione termina il 25 settembre. “Autistici/Inventati non è nato dal nulla. Le sue radici affondano in oltre un decennio di organizzazione autonoma italiana, radio pirata, BBS (bulletin board system), centri sociali occupati, movimenti anticapitalisti e sperimentazione con i computer come strumenti politici. Negli anni ’90, reti come l’European Counter Network e Isole nella Rete fornivano spazi online ai movimenti sociali, quando Internet era ancora sconosciuto a gran parte del pubblico. Gli Hackmeeting italiani riunivano programmatori, attivisti, artisti e curiosi di tecnologia all’interno di spazi autogestiti. Gli hacklab sorsero nei centri sociali occupati, dove le persone potevano conoscere e imparare ad utilizzare Linux, a costruire reti e a considerare la conoscenza tecnica come qualcosa da condividere piuttosto che da vendere. I futuri membri di A/I provenivano da diverse parti di questo mondo. A Milano, le persone legate all’hacklab LOA usavano il nome Autistici per descrivere il loro intenso fascino per la tecnologia e il desiderio di smascherare le dinamiche politiche nascoste al suo interno. A Firenze, il progetto Inventati era più orientato alla comunicazione, all’editoria e all’organizzazione dei movimenti. Tra i suoi progetti figuravano Stampa , un giornale pensato per essere affisso direttamente sui muri della città, e Spia la Spia, un’iniziativa volta a mappare le telecamere di sorveglianza nei luoghi pubblici. Erano coinvolte anche persone provenienti da Bologna e da altre località. Molti hanno partecipato allo sviluppo iniziale di Indymedia Italia, parte della rete internazionale di editoria aperta che consentiva ai manifestanti e ai semplici partecipanti di riferire sugli eventi senza dover attendere che fossero i giornalisti professionisti a mediare tali informazioni. I diversi gruppi condividevano un problema comune: i movimenti avevano sempre più bisogno di siti web, mailing list e posta elettronica privata, ma le infrastrutture indipendenti rimanevano scarse”. “A/I ha trascorso venticinque anni a prepararsi al giorno in cui un server fosse scomparso. Sa come sostituire un server, spostare un servizio, ripristinare dati crittografati e continuare a operare dopo che la polizia o i provider ne abbiano interrotto il funzionamento. Gli Stati Uniti stanno tentando qualcosa di diverso. Stanno cercando di spaventare banche, host, registrar, fornitori di infrastrutture e sostenitori in tutto il mondo affinché abbandonino il collettivo. Il successo di questa strategia dipenderà in parte dall’architettura di A/I. Dipenderà anche da noi. Da oggi al 25 settembre, conservate la storia. Condividete la storia. Costruite la coalizione. Documentate l’isolamento. Insegnate gli strumenti. Preparate una difesa legale. Non permettete allo Stato di stabilire silenziosamente che costruire un’infrastruttura che preservi la privacy per il dissenso sia di per sé un atto di terrorismo”. Server called Paranoia ITA
September 2, 2026
Radio Onda d`Urto
Un ordine esecutivo americano, un collettivo italiano spento in una notte
Autistici/Inventati è un collettivo italiano che da venticinque anni offre servizi digitali – posta elettronica, blog, mailing list, server e strumenti di anonimato – a movimenti e associazioni. Il 26 agosto gli Stati Uniti lo hanno inserito in una lista legata al terrorismo globale. Il caso pone una questione più ampia: quanto è sovrana l’Italia nel mondo digitale, se un provvedimento americano può bloccare un’infrastruttura italiana senza passare da un tribunale italiano o europeo. Il 26 agosto il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha inserito Autistici/Inventati nella stessa lista di designazione usata per Al-Qaeda. Lo strumento è l’Ordine Esecutivo 13224, un atto amministrativo dell’esecutivo americano, non una sentenza. Nel documento compaiono numeri imponenti: sedicimila caselle di posta elettronica, diecimila blog, cinquemilacinquecento mailing list, millecinquecento siti. Ma quante di quelle caselle appartengono davvero a qualcuno che ha commesso un reato? La domanda è centrale, perché il caso non riguarda soltanto un collettivo di attivisti digitali che fornisce infrastrutture di rete a movimenti sociali, centri sociali, parrocchie, studenti. Riguarda il potere di un governo straniero di spegnere, con la firma di un funzionario, pezzi di infrastruttura utilizzata in Italia senza passare da un giudice italiano o europeo. Autistici/Inventati nasce nel 2001 dall’incontro tra persone e gruppi dell’area antagonista e anticapitalista interessati alla tecnologia e ai diritti digitali. Le sue origini si intrecciano con Indymedia Italia, la rete di informazione indipendente che raccontò dall’interno le proteste del G8 di Genova. Da allora offre caselle di posta non commerciali, mailing list, blog ospitati su Noblogs e altri servizi, gestiti in gran parte da volontari. Nella designazione americana il collettivo è descritto come fornitore dell’infrastruttura digitale di cellule antifasciste internazionali: posta, chat cifrate, server, videoconferenze e strumenti di anonimato. Il documento cita un gruppo di Portland che avrebbe usato quei servizi per organizzare un attacco agli elicotteri della polizia di frontiera, con un’incriminazione federale in corso. Il Tesoro cita inoltre, tra i beneficiari dei servizi, il PKK, Partito dei Lavoratori del Kurdistan, organizzazione designata come terroristica da Stati Uniti, Regno Unito e Unione Europea. La questione di fondo è dunque questa: fornire strumenti di comunicazione e cifratura a chiunque li richieda, senza controllare chi li usa e per quale scopo, equivale a sostenerne le finalità? C’è poi un aspetto giuridico importante. La designazione del Tesoro tramite l’OFAC attribuisce lo status di Specially Designated Global Terrorist (SDGT), diverso dall’inserimento nella lista delle Foreign Terrorist Organizations (FTO), che compete al Dipartimento di Stato con una procedura distinta. La differenza non è soltanto tecnica: uno status meno formalizzato e deciso con minori garanzie può produrre comunque un blocco totale dei rapporti economici. Da quel momento nessun soggetto americano può più fornire servizi al collettivo, dai server ai domini fino ai pagamenti. Il Tesoro ha dovuto emettere una licenza, la numero 36, per permettere a chi aveva rapporti commerciali con Autistici/Inventati di chiuderli senza rischiare sanzioni. Il punto debole dell’impianto non sta necessariamente nel sospetto su Portland, che può anche essere fondato, ma nel criterio che non distingue tra chi avrebbe commesso un reato e tutti gli altri utenti. La sociologa Susan Leigh Star osservava che un’infrastruttura tende a diventare visibile quando smette di funzionare. È come il montante dell’acqua di un condominio: se viene chiuso per punire l’inquilino del terzo piano, resta a secco l’intero palazzo, compresi quelli che con quell’inquilino non hanno nulla a che fare. Le conseguenze si sono viste subito. Il Public Interest Registry, l’ente statunitense che amministra i domini .org, ha applicato ad autistici.org un blocco tecnico chiamato serverHold: il dominio esiste, ma i browser non riescono più a raggiungerlo. Il collettivo ha dichiarato di aver appreso della designazione non da una notifica ufficiale, ma da un tweet del Segretario di Stato Marco Rubio, e di non aver ottenuto risposte dal registrar europeo, che a sua volta risponde a un registro americano. Nella notte tra il 27 e il 28 agosto, alle 3:57, il dominio è sparito dalla rubrica pubblica di internet. Autistici/Inventati ha respinto ogni accusa, definendo il provvedimento il frutto di un’amministrazione politicamente in affanno e ribadendo l’intenzione di continuare a fornire strumenti di autodifesa digitale a chiunque ne abbia bisogno. Sul fronte economico la vicenda è ancora più istruttiva. Le donazioni tramite bonifico passavano su un conto Banca Etica, l’istituto italiano della finanza sociale. Non è la prima volta che quel “no” viene pronunciato: era già successo con Francesca Albanese, relatrice speciale dell’ONU sui territori palestinesi, anch’essa finita nella lista sanzionatoria americana, a cui Banca Etica non era riuscita ad aprire un conto. La spiegazione resa pubblica all’epoca è tecnica quanto inquietante: un bonifico in dollari tra Milano e Roma transita comunque per New York attraverso il sistema SWIFT, e se tra i soggetti coinvolti compare qualcuno inserito nella lista sanzionatoria, quello scalo può negare l’imbarco, con il rischio di compromettere l’operatività dell’intero istituto. Il timbro americano, in altre parole, non colpisce solo il dollaro: arriva anche al bonifico in euro tra due conti italiani. Il 27 agosto anche il conto PayPal di Autistici/Inventati, l’altro canale di raccolta fondi, è stato bloccato. C’è un dettaglio quasi paradossale: il collettivo non ha mai accettato Bitcoin, un canale esterno ai tradizionali circuiti finanziari. È una scelta politica coerente con la sua critica alla speculazione finanziaria, ma oggi rappresenta l’unica porta che aveva scelto di tenere chiusa mentre le altre venivano sprangate dall’esterno. Il precedente più significativo non riguarda però un collettivo di attivisti, ma un magistrato internazionale. A febbraio lo stesso Ordine Esecutivo 13224 aveva colpito Karim Khan, procuratore capo della Corte Penale Internazionale, che aveva emesso un mandato d’arresto per Benjamin Netanyahu. I conti di Khan sono stati congelati e la sua casella di posta professionale, ospitata su Microsoft, è svanita, costringendo la Corte a migrare l’infrastruttura. Lo stesso strumento amministrativo che ieri ha rallentato il lavoro del tribunale internazionale sui crimini di guerra, oggi prova a spegnere un collettivo antifascista italiano. È il criterio che lega i due casi a dover preoccupare, al di là delle simpatie o antipatie per Autistici/Inventati: se offri un servizio a chi commette reati e non conservi i registri, per l’amministrazione americana puoi diventare complice. Non per una sentenza di un tribunale, ma per una decisione amministrativa. Applicato alla lettera, il criterio coinvolge chiunque offra una cifratura efficace, perché l’anonimato è parte essenziale del servizio. È come considerare un fabbro che vende serrature inviolabili complice di qualunque reato venga commesso dietro una porta che quelle serrature proteggono. Sul fronte politico italiano è calato un silenzio quasi totale. Nei giorni successivi alla designazione l’unica voce istituzionale registrata è stata quella di Rifondazione Comunista, che ha chiesto al ministro degli Esteri Antonio Tajani di chiarire la posizione del governo su un provvedimento americano che colpisce un soggetto italiano, la sua infrastruttura e i suoi conti. Nell’immediato non è arrivata alcuna presa di posizione ufficiale dell’esecutivo. È qui che emerge il problema della sovranità. Chi debba essere considerato terrorista non dovrebbe dipendere, per un soggetto italiano, dalla sola firma di un funzionario dall’altra parte dell’oceano, ma da un procedimento in cui l’accusato possa difendersi secondo le garanzie del proprio ordinamento. È questo il perimetro della sovranità che rischia di consumarsi, un dominio alla volta, un conto corrente alla volta: quando un’infrastruttura italiana dipende da un rubinetto americano, una parte della sua autonomia diventa esposta a una decisione amministrativa statunitense. La domanda, allora, non riguarda più soltanto Autistici/Inventati. Riguarda chiunque, in Italia, dipenda da un’infrastruttura che non controlla. FONTI ● Foto di copertina: David Pupăză (@davidpupaza) su Unsplash — licenza Unsplash, uso libero — https://unsplash.com/photos/heNwUmEtZzo ● U.S. Department of the Treasury, “Treasury Takes Action Against Violent Far-Left Terrorist Networks”, 26 agosto 2026 — https://home.treasury.gov/news/press-releases/sb0616 ● U.S. Department of State, “Designation of Autistici/Inventati as a Specially Designated Global Terrorist”, 26 agosto 2026 — https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/08/designation-of-autistici-inventati-as-a-specially-designated-global-terrorist ● U.S. Department of State, “Imposing Sanctions on Violent Far-Left Terrorist Groups”, 26 agosto 2026 — https://www.state.gov/releases/office-of-the-spokesperson/2026/08/imposing-sanctions-on-violent-far-left-terrorist-groups/ ● U.S. Department of State, Executive Order 13224 — pagina descrittiva — https://www.state.gov/executive-order-13224 ● JURIST, “US Treasury sanctions Palestine Action and two other groups over alleged far-left terrorism ties” — https://www.jurist.org/news/2026/08/us-treasury-sanctions-palestine-action-and-two-other-groups-over-alleged-far-left-terrorism-ties/ ● Decode39, “Autistici/Inventati case sets a new counterterrorism precedent, Irdi says” — https://decode39.com/16319/autistici-inventati-case-sets-a-new-counterterrorism-precedent-irdi-says/ ● Open, “Autistici/Inventati, che cos’è il gruppo italiano antifascista dichiarato «terrorista» dagli Usa”, 27 agosto 2026 — https://www.open.online/2026/08/27/autistici-inventati-sanzioni-usa-terrorismo-cosa-e/ ● Radio Onda d’Urto, intervista al collettivo Autistici/Inventati, 27 agosto 2026 — https://www.radiondadurto.org/2026/08/27/autistici-inventati-nella-lista-statunitense-dei-terroristi-globali-se-non-fosse-grave-e-seria-la-situazione-si-potrebbe-fare-una-bella-risata-intervista-al-collettivo-digitale/ ● Sito ufficiale Autistici/Inventati — comunicato di replica alla designazione USA — https://www.autistici.org Francesco Russo
August 31, 2026
Pressenza
Banca Etica: approvato il bilancio 2025 ed eletto il nuovo Comitato Etico
Sabato 16 maggio i soci e le socie riuniti in assemblea ad Ancona, a Vigo (Spagna) e online in diretta streaming hanno approvato il bilancio 2025, che fotografa il buon andamento della crescita di Banca Etica: * i crediti a persone, famiglie, imprese e organizzazioni sono cresciuti dell’8,3 rispetto all’anno precedente, nove volte più della media del sistema bancario; * la fiducia dei risparmiatori verso la finanza etica continua a consolidarsi, la raccolta diretta ha raggiunto i 2 miliardi e 812 milioni di euro (+7,8% sul 2024, contro il +2% del sistema); * il Gruppo Banca Etica ha chiuso l’esercizio con un utile netto consolidato di 12,2 milioni di euro (10,5 milioni di euro per la sola capogruppo) e continua a crescere il capitale sociale, che ad oggi ha superato il significativo traguardo di 100 milioni di euro, permettendo a Banca Etica di migliorare gli indici di solidità patrimoniale con il TCR Ratio al 24,78% e il CET 1 Ratio al 20,96%. I soci e le socie hanno votato per il rinnovo del Comitato Etico, l’organo indipendente e volontario che vigila affinché l’attività della banca rispetti i principi della finanza etica: aiuta a risolvere i quesiti etici ed a garantire che i finanziamenti e gli investimenti supportino progetti sociali, ambientali e di cooperazione, promuovendo l’inclusione finanziaria. Il nuovo Comitato Etico di Banca Etica in carica per i prossimi 3 anni è composto da: * Barbieri Roberto Enrico * Feruglio Francesca * Guarascio Carmela * Martinez Contreras Francisco Javier * Peliti Giuditta * Sanchez Gonzalez Ana Delia * Villano Francesco Ospite d’eccezione dell’assemblea di Banca Etica – che si è aperta con un minuto di silenzio in solidarietà con le troppe vittime delle guerre in corso – è stato Monsignor César Essayan, vicario apostolico di Beirut dei Latini, che ha portato la sua testimonianza sulla drammatica crisi in Libano, sulle prospettive di pace e il bisogno di una finanza disarmata: «Dopo 51 anni di guerre, crisi socioeconomiche, distruzioni e soprattutto morti, è ora, malgrado la guerra in corso, di gridare “Basta!”. Non vogliamo più accompagnare la sopravvivenza. Dobbiamo rendere possibile la vita perché abbiamo visto persone rialzarsi, abbiamo visto la speranza riaccendersi. Ma oggi la domanda non è più soltanto cosa possiamo fare: è cosa vogliamo davvero cambiare». “Il bilancio che abbiamo presentato ai soci e alle socie è solido e in piena linea con i nostri obiettivi strategici, ma i numeri raccontano solo una parte della crescita di Banca Etica. Nel 2025 abbiamo registrato una straordinaria fiducia, in particolare da parte dei giovani: un terzo dei nuovi correntisti è under 35, a dimostrazione che la finanza etica non è solo una scelta economica, ma una precisa posizione politica in favore della pace e della giustizia climatica – ha dichiarato il presidente di Banca Etica, Aldo Soldi – In uno scenario internazionale segnato da conflitti e crisi energetiche, noi scegliamo di schierarci con atti concreti: non finanziamo le armi, sosteniamo la transizione ecologica e continuiamo a dare credito a quell’economia sociale che spesso non trova ascolto altrove. La nostra forza risiede in un modello democratico e partecipato, costruito insieme ai soci, per dimostrare che un’alternativa di valore al modello di sviluppo attuale non solo è possibile, ma è già una realtà in crescita”.   Banca Popolare Etica
May 19, 2026
Pressenza