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2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: riparte da Genova il Movimento NoKings!
Andando verso il venticinquennale del G8 di Genova, e ormai mancano solo pochi giorni, auguriamo il più grande successo a questa Assemblea NoKings che significativamente è stata prevista a Palazzo Ducale, nel cuore di quella “zona rossa” che in quei giorni ospitò l’incontro degli otto “grandi” mentre nel resto della città, al di là di quelle grate d’acciaio alte tre metri, succedeva il finimondo. E già da domani, 14 luglio, Palazzo Ducale sarà la sede di vari incontri tematici. “25 anni dopo il G8 di Genova siamo dentro una transizione verso nuove forme di potere e governo del mondo” recita il testo della convocazione che già da settimane è stato diramato da NoKingsItaly, che rappresenta la convergenza di “Stop Rearm Europe” (con centinaia di adesioni, tra cui anche il Centro Studi Sereno Regis) insieme alla Rete No DDL Sicurezza “A Pieno Regime” (oltre 200 realtà). > “I Kings non sono solo i governanti autoritari, da Trump a Putin, da Netanyahu > a Milei, da Modi agli Ayatollah. (…) I re sono i padroni delle città e del > territorio, i signori della rendita, della guerra, delle frontiere, delle > piattaforme, dei nuovi domini tecnologici e digitali. > > I re sono coloro che anche qui, in Europa, ci trascinano in guerra, ci > riportano all’inevitabilità delle fonti fossili e del capitalismo estrattivo, > pensano alle nazioni come portatrici di sacri valori e all’Europa come una > fortezza da difendere e non come un progetto comune da alimentare con scambi e > connessioni. > > I re sono i governi e i vertici Ue che smantellano welfare e investono > sull’economia bellica, fiancheggiano il genocidio, producono un orizzonte di > guerra. Di fronte a loro, però, qualcosa si muove. Crescono dissenso, > coalizioni larghe, reti capaci di connettere lotte diverse e territori > diversi. No Kings non è solo una battaglia di resistenza. È uno spazio per > costruire mobilitazioni concrete, allargare le alleanze, uscire dalla > catastrofe come unico orizzonte: pensare nuove forme di connessione tra locale > e globale, tra città e territori ribelli, movimenti, comunità e pratiche di > democrazia radicale.” Dopo una prima convocazione a Roma nel novembre scorso, e poi a gennaio con quella partecipata assemblea di Bologna che, evocando i movimenti anti-Trump, adottò appunto il nome No Kings; dopo la grande mobilitazione di Roma il 28 marzo scorso, che vide in piazza 300.000 persone, unite dalla battaglia per il No al referendum costituzionale, il Movimento NoKings riparte precisamente da qui: dal 25ale di quel “movimento dei movimenti” che con oltre mille diverse organizzazioni da ogni parte del mondo, identificò nel Genoa Social Forum un punto di aggregazione. E saranno parecchi coloro che i fatti di Genova 2001 li hanno vissuti sulla propria pelle e vorranno esserci di nuovo, ma senz’altro molti di più saranno i protagonisti di quel “movimento dei movimenti” che in effetti non si è mai davvero perso, e anzi con andamento carsico (secondo la definizione dello scrittore Stefano Velenti nell’intervista di qualche giorno fa) ha continuato a lavorare sotto traccia. E particolarmente in questi ultimi due o tre anni è tornato a riempire le piazze: con gli studenti che si sono attivati contro la guerra o per la Flotilla, con i comuni cittadini che hanno dato vita ai presidi per la Palestina, con i giovani dei movimenti per la casa o in difesa dei migranti, per rivendicare condizioni di lavoro un minimo più eque, o per ribadire l’inaccettabilità dei vari decreti sicurezza. Tutte testimonianze di una tensione, di una sempre più impellente richiesta di alternative concrete, che però si muovono in ordine sparso. E che invece, di fronte a forme di dominio globale che sempre più chiaramente virano verso la destra, verso la guerra come unica prospettiva di rilancio industriale, verso il riarmo come unico orizzonte di sicurezza, avrebbero bisogno di coordinarsi al meglio per costruire solide coalizioni. E precisamente questo proverà ad essere l’Assemblea NoKings del 18 luglio a Palazzo Ducale: “Un’occasione di confronto, per allargare lo sguardo, trovare nuove lenti per leggere il mondo che cambia; un’occasione per andare oltre, per costruire insieme gli strumenti, le alleanze e le nuove rotte possibili; un vascello per attraversare questo mare sempre più in tempesta, realizzare mondi nuovi qui e ora.” La giornata comincerà la mattina di sabato 18 luglio, dalle 10 in poi per le registrazioni (chi non si fosse ancora registrato può farlo qui) e proseguirà dalle 11 alle 13 con l’assemblea plenaria per una valutazione del percorso No Kings fino ad ora e in prospettiva, un confronto sugli scenari internazionali ed europei, sull’autoritarismo, sulla guerra, sul riarmo, sulle lotte sociali e territoriali, sulla necessità di costruire nuove rotte oltre i confini nazionali. Proseguirà poi nel pomeriggio (tra le 14.30 e le 16,30) con i gruppi di lavoro divisi in oltre 10 focus tematici per far emergere proposte, campagne, mobilitazioni e connessioni tra lotte locali, nazionali, europee e globali. Il tutto si concluderà (tra le 16.30 e le 18.30) con la restituzione dei gruppi e le indicazioni per il futuro. Tra le proposte già sul tappeto: una manifestazione in tutte le capitali europee, il prossimo 21 novembre, per rilanciare la dimensione internazionale, anzi globale, di quelle istanze che già erano urgenti 25 anni fa e lo sono più che mai ora, con una popolazione che nel frattempo ha raggiunto gli otto miliardi. Quanto agli incontri tematici che avranno luogo già da domani nella stessa sede di Palazzo Ducale eccoli di seguito elencati: 14 luglio, ore 16.30, nella Sala del Maggior Consiglio, il convegno “Genova 2001-2026. Venticinque anni dopo il G8 di Genova: dalle promesse della globalizzazione alle crisi del presente”, promosso da Cgil Genova, Spiker, Spi Cgil Genova, in collaborazione con Fondazione Palazzo Ducale, Università degli Studi di Genova, Comune di Genova e Limes. Partecipano Igor Magni, Ivan Bosco, Carlo Stiaccini, Alessandro Mantovani, Raffaella Bolini, Lucio Caracciolo, Daniela Preziosi, Maurizio Landini e saranno presenti anche Haidi ed Elena Giuliani (info qui); tra il 16 e il 17 luglio, Sala del Minor Consiglio, il ciclo di forum tematici dedicati ai temi delle guerre contemporanee, del riarmo, della finanza bellica, della tutela del dissenso, della sorveglianza urbana, delle smart city e della cittadinanza digitale. Promuovono le Org Fair insieme a The Weapon Watch e Coordinamento Hub di protezione con interventi di: Deborah Lucchetti, Gianni Alioti, Alessandra Algostino, Donatella della Porta, Carlo A. Bachschmidt, Nicola Vallinoto, gli Avv. Paola Bevere, Gilberto Pagani e Dario Rossi, Laura Renzi (per Amnesty International) e altri (orari e dettagli circa i partecipanti qui e qui). Articolo pubblicato anche su https://serenoregis.org/2026/07/13/2001-2026-genova-social-forum-reload-riparte-da-genova-il-movimento-nokings/ Daniela Bezzi
July 13, 2026
Pressenza
5 maggio, Stop Rearm Europe: assemblea on line
Verso le manifestazioni del 2 giugno in tutta Italia e il 14 giugno a Bruxelles   STOP REARM EUROPE – ITALIA ASSEMBLEA NAZIONALE APERTA ONLINE 5 MAGGIO ORE 17:30 Verso il 2 giugno in tutta Italia e il 14 giugno a Bruxelles Viviamo con il fiato sospeso, in uno stato di guerra permanente che ogni giorno rischia di arrivare al
Milano, 5 maggio: Stop al riarmo
MARTEDÌ 5 MAGGIO ORE 18, PASTICCERIA HOPPIPOLLA VIA VARANINI 26 – MILANO L’Officina culturale Fratelli Cervi ravvisa l’urgenza di diffondere nella società civile la consapevolezza del grave e pericoloso processo di riarmo che sta caratterizzando il continente europeo (grazie al programma noto come ReArm Europe) e, quindi, il nostro Paese. In una fase storica in cui i conflitti armati si stanno espandendo a macchia d’olio e costituiscono oramai il principale strumento di relazione internazionale, occorre reagire a questo processo con una cultura di pace e di valorizzazione del diritto. Bisogna inoltre opporsi alle politiche belliciste anche per l’immediato riflesso che esse determinano nella nostra società a livello materiale, con lo storno di importanti risorse dai capitoli di spesa di sanità, assistenza, istruzione e cultura, per convogliarle verso la spesa militare. Per questo motivo abbiamo pensato di organizzare un dibattito in cui invitare, oltre a soggetti che si stanno impegnando contro questo processo di riarmo, la cittadinanza che voglia confrontarsi su questo tema essenziale. Officina culturale Fratelli Cervi, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
ROMA: IL BILANCIO DELLE DUE MANIFESTAZIONE NAZIONALI DI SABATO 21 GIUGNO CONTRO GUERRA, RIARMO E GENOCIDIO
Sabato 21 giugno, a Roma, si sono svolte due manifestazioni nazionali contro la guerra, il riarmo e il genocidio a Gaza. Due piazze organizzate in vista del vertice Nato de L’Aja – in programma dal 24 al 26 giugno – incentrato sulla riconversione bellica del capitalismo occidentale. Sono stati circa 30mila i/le partecipanti del corteo “Disarmiamoli”, indetto da una ottantina di realtà tra cui Potere al Popolo, Usb, Giovani palestinesi, Movimento No Tav. La manifestazione è sfilata dall’Esquilino fino ai Fori Imperiali, facendo registrare una massiccia presenza giovanile e, come ha dichiarato Giorgio Cremaschi ai nostri microfoni, “superando ogni più rosea aspettativa”. Un corteo partecipato da oltre 100.000 persone, secondo gli organizzatori, ha invece sfilato nella stessa giornata da Ostiense al Colosseo dietro lo slogan “Stop Rearm Europe – Welfare, not Warfare” della campagna europea “Ferma il riarmo”. Una manifestazione che ha visto coinvolte più di 450 realtà tra società civile, associazionismo, sindacati (come la Cgil), partiti (PRC, AVS, M5S, Sinistra Anticapitalista) e uno spezzone di movimento animato dalla rete  “Reset Against the War“. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, una trasmissione dedicata alle due piazze con il resoconto di Giorgio Cremaschi di Potere al popolo e quello di Iacopo del centro sociale La strada di Roma e della rete Reset Againt the War Ascolta o scarica
June 23, 2025
Radio Onda d`Urto