Un fitto calendario per un autunno molto caldo
L’assemblea nazionale online di Stop Rearm Europe – Italia del 15 settembre ha
collettivamente deciso di chiamare, intorno al 20 novembre,
alla mobilitazione in tutta Italia con azioni e iniziative in tutti
i territori, coordinate da slogan e comunicazione nazionale comune.
In questo modo, sosterremo con forza la giornata di azione e sciopero europeo
studentesco e giovanile “Lottiamo per il nostro futuro, non per le loro
guerre” che si realizzerà in tanti paesi europei proprio il 20 novembre. Qui il
manifesto e le info: www.youthstike.org In Italia gli studenti sciopereranno e
nella mattinata si terranno cortei in molte città.
Con la mobilitazione europea studentesca e giovanile, la giovane generazione
si mette alla testa del processo necessario e urgente di costruzione di un
movimento di massa europeo contro la guerra, il riarmo, l’economia di guerra, il
genocidio, la militarizzazione, l’autoritarismo.
Risponderemo così all’appello di Stop Rearm Europe – Europa, che chiama a
mobilitarsi, in quel fine settimana in tutto il continente per “Stato Sociale
no Stato di Guerra”, con diversi paesi che stanno preparandosi a manifestare.
Appello e info: https://stoprearm.org/
L’appello è rivolto a tutte le reti, coalizioni,
coordinamenti, comitati, organizzazioni e verrà presentata
all’assemblea nazionale No Kings a Napoli il 4 ottobre.
IL SENSO: UNA MOBILITAZIONE POPOLARE E TERRITORIALE
In quel periodo, a livello nazionale saranno in discussione le leggi di
bilancio, con le quali i paesi Nato inizieranno a tenere
fede all’impegno di arrivare al 5% del PIL in armi e spese militari.
L’Unione Europea starà finalizzando il suo bilancio pluriennale che
ad oggi prevede spese militari cinque volte più alte che nel precedente. E in
Italia la lunga campagna elettorale sarà entrata ancora più nel vivo, con guerra
e riarmo come uno dei temi più caldi.
Le persone, le comunità territoriali, gli Enti Locali stanno già pagando
pesantemente il prezzo delle guerre e sono esposte a una crescente
militarizzazione del territorio, della produzione, del sapere. Noi siamo un
Paese dove la maggioranza delle persone è contro la guerra e il riarmo: con
una mobilitazione nazionale declinata a livello locale possiamo coinvolgerle,
dare loro la possibilità di partecipare attivamente, di alzare la voce. E
possiamo declinare la lotta contro guerra e riarmo valorizzando, rafforzando
o iniziando vertenze sulla militarizzazione dei nostri territori.
IL METODO
Proponiamo che a partire dai prossimi giorni si preparino e si realizzino
percorsi di convergenza territoriali per coinvolgere tutti i soggetti
interessati, in coordinamento stretto con le organizzazioni studentesche e
giovanili che in molti territori prepareranno, ovviamente nella loro autonomia,
i loro cortei.
Gli incontri dovranno servire a capire come sostenere la mobilitazione
studentesca e giovanile, e come mobilitare le comunità locali in iniziative,
manifestazioni e azioni. Nel percorso, andranno discusse non solo le modalità e
le forme di manifestazioni- iniziative-azioni da realizzare ma anche gli
strumenti per coinvolgere lungo il percorso la cittadinanza e
per rivolgersi alle istituzioni locali, sui temi generali e sulle
vertenze territoriali.
Nei prossimi giorni invieremo una versione aggiornata della delibera per gli
Enti Locali, che potrà essere usata anche come petizione per raccolte firme.
LA COMUNICAZIONE
Tutte le iniziative locali verranno valorizzate attraverso
la comunicazione nazionale sia a mezzo stampa che social. Produrremo una grafica
nazionale, da personalizzare per le iniziative locali. Dopo l’assemblea No Kings
del 4 ottobre, produrremo un breve appello pubblico per le giornate.
GLI SLOGAN COMUNI
Fuori l’Italia dalla guerra e dall’economia di guerra.
Fuori i nostri territori dalla guerra.
Stato Sociale non Stato di Guerra.
Lottiamo per il nostro futuro, non per le loro guerre.
I CONTENUTI CONSOLIDATI
Ogni territorio individuerà ovviamente i suoi temi prioritari. In comune,
abbiamo il lavoro consolidato nel lavoro di Stop Rearm Europe: fermare le
guerre, che vanno avanti in Ucraina, nel Golfo, in Medio Oriente come se fosse
inevitabile, senza nessuno in Europa che muova un dito per fermarle, anzi quasi
aspettando l’incidente che le allarghi. Le guerre non bisogna armarle,
sostenerle, supportarle. Serve subito una iniziativa diplomatica, anche per
evitare nuove aggressioni, invasioni, assedi come quello contro Cuba e il
Venezuela.
Fermare il genocidio. Fermare Israele, le sue invasioni, le sue annessioni, le
sue torture, i suoi crimini. Sanzionare, isolare, boicottare è un dovere per le
persone e per le istituzioni.
Fermare il riarmo, la militarizzazione dei territori, della produzione, della
società, del sapere. No all’aumento delle spese militari, mentre il bilancio
pluriennale della Unione Europea si prepara a quintuplicare i fondi per le spese
militari. No ai debiti di guerra che l’Europa ci vuole imporre di contrarre,
mentre per tutto il resto è tornata l’austerità. Tutte le risorse per la
giustizia sociale e climatica. Per una Europa fuori dai blocchi politici e
militari.
IL CALENDARIO (PARZIALE) DELLE ALTRE MOBILITAZIONI A
CARATTERE NAZIONALE GIA’ PREVISTE
19-20 settembre. Roma, manifestazione nazionale per il diritto all’abitare con
Spin Time, con assemblea nazionale.
Il 25 settembre una delegazione dei promotori consegnerà in Senato le 55.000
firme raccolte per la legge di iniziativa popolare per la
difesa civile popolare nonviolenta.
Il 2 ottobre, quando il decreto antisemitismo verrà votato alla Camera, il largo
comitato promotore che ha promosso i presidi la scorsa settimana a Roma e in
tutta Italia, si prepara a tornare in piazza.
2/3 ottobre Forum Alternativo Popolare per l’Acqua, in contrapposizione al Forum
Euromed per l’Acqua promosso dai governi, con iniziativa di “benvenuto” ai
partecipanti il 29 settembre a Roma.
Il 4 ottobre ci troviamo a Napoli per l’assemblea nazionale No Kings. L’invito a
tutti e tutte è di venire a Napoli.
Il 10 ottobre è la giornata internazionale per la Palestina.
Il 14 ottobre, in Toscana, sciopero generale in occasione della prima
udienza nel processo contro i/le attiviste denunciate per le manifestazioni per
Gaza dello scorso ottobre.
Il 16 ottobre i Fridays for Future e non solo tornano in piazza con lo Sciopero
del Clima.
Il 17 ottobre la CGIL con Via Maestra promuove una manifestazione nazionale
pace, diritti, lavoro, democrazia a Roma.
Il 24 ottobre a Castelvolturno una larga coalizione campana, dai vescovi agli
spazi sociali, promuove una manifestazione nazionale contro il nuovo CPR, contro
tutti i CPR, contro le politiche di remigrazione nazionali ed europee, per
un’altra idea di sicurezza. In contemporanea, ci sarà la Marcia Gravina –
Altamura in Puglia contro la militarizzazione e il riarmo.
E sempre il 24 ottobre a Roma si terrà una assemblea nazionale promossa
da “Fuori dal fossile”, anche sul legame fra fossile e guerra.
Il 15 novembre ci sarà il Climate Pride a Roma.
In uno dei fine settimana intorno al 25 novembre, giornata contro la violenza di
genere, ci sarà la manifestazione nazionale di Non Una di Meno.
Insieme alle manifestazioni, almeno quattro grandi appuntamenti di convergenza e
di discussione sono già in programma:
Il 14.15 novembre a Bologna, i Municipi Sociali preparano, in ambito No Kings,
un grande meeting internazionale, “L’Europa oltre l’Occidente”.
Dall’11 al 13 dicembre, Stop Rearm Europe organizza a Berlino, nell’ambito del
grande Forum della Sinistra Europea, un incontro sui temi della nostra campagna.
A Padova, il 16 e 17 gennaio, ci saranno gli Stati Generali
sull’Autoritarismo, preparati da A Pieno Regime in ambito No Kings.
In primavera poi, dall’8 al 10 aprile, a Barcellona si svolgerà un grande forum,
convergenza fra il festival Sabir e l’Unsilence Forum, dove si terrà anche
l’assemblea europea in presenza di Stop Rearm Europe Europa.
STOP ReArm Europe