Perquisizioni al personale medico: interrogarsi sul senso di idoneità al trattenimento in CPR
Il 16 settembre 23 medici sono stati perquisiti su disposizione della Procura di
Ravenna, nell’ambito dell’inchiesta sui presunti falsi certificati di non
idoneità al trattenimento nei Centri di permanenza per il rimpatrio. Al dott.
Nicola Cocco, unico formalmente indagato nella nuova operazione, viene
contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla formazione di falsi
certificati; agli altri medici coinvolti il falso ideologico continuato e
l’interruzione di pubblico servizio, in relazione a 34 certificazioni di non
idoneità al trattenimento.
Questa operazione riporta l’attenzione su un dibattito già aperto: che senso ha
parlare di “idoneità” alla reclusione in un luogo patogeno per definizione? Dal
2022, per direttiva ministeriale, è compito di un* medic* valutare le condizioni
di salute delle persone prima dell’ingresso in Cpr. Eppure, è noto come anche in
casi di fragilità accertata, alcune persone sono state dichiarate idonee al
trattenimento — come se un buono stato di salute potesse essere dichiarato
compatibile con la tortura della detenzione in Cpr. L’operato dell* medich*
viene criminalizzato quando, in linea con il codice deontologico, dichiarano la
non idoneità di una persona con un luogo che inchieste, studi, sentenze e le
parole di chi vi è stato recluso descrivono come strutturalmente incompatibile
con il diritto alla salute.
Il tentativo della procura e del ministero è ovviamente un monito e
un’intimidazione all* altr* medich*: le indagini sembrano infatti essersi
concentrate sulle discussioni e sulle prese di posizione pubbliche dell* medich*
coinvolt* — come se il semplice confrontarsi apertamente sulla tutela e cura
delle persone fosse di per sé la base della costruzione di questa ennesima
montatura associativa.
Ne abbiamo parlato con il dott. Vittorio Agnoletto, medico, professore
all’Università statale di Milano, fondatore di Lila (Lega italiana lotta contro
l’AIDS) e membro di Medicina Democratica.