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Nel CPIA con le speranze e il dolore degli studenti iraniani
Insegno in un CPIA in una scuola serale per studenti stranieri e in classe ho molti studenti iraniani che studiano l’italiano per poter frequentare le università italiane. Studiano informatica, ingegneria e medicina nelle Università di Torino. Si chiamano Masha Arvis… Manfredo Pavoni Gay
NORTHWAY / Impulse, Surrender!
NORTHWAY release xXxXx out on Impulse, Surrender! out on January 10th 2026 Dopo anni di silenzio creativo, i Northway tornano. E lo fanno con uno slancio nuovo, una formazione rinnovata e un lavoro che è una dichiarazione d’intenti: “Impulse, Surrender!”.Al fianco di Labo e Teo arrivano Simo e Brambo, dando vita a un equilibrio […]
Combattere la violenza economica di genere
QUANDO SI PARLA DI VIOLENZA DI GENERE SIAMO ABITUATI A PENSARE A QUELLA FISICA E PER FORTUNA SEMPRE PIÙ SPESSO A QUELLA PSICOLOGICA, MOLTO MENO INVECE ALLA VIOLENZA ECONOMICA, UN ABUSO IN CRESCITA CHE ASSUME MOLTE FORME CON GRAVI CONSEGUENZE. DA MILANO ARRIVANO TRE BUONE NOTIZIE. LA PRIMA: C’È CHI SA OCCUPARSI DI QUESTO TEMA, COME LA COOPERATIVA CERCHI D’ACQUA. LA SECONDA: È NATA UNA COLLABORAZIONE CON MAG2, COOPERATIVA DI FINANZA ETICA, CHE APRE ORIZZONTI INEDITI. LA TERZA: È POSSIBILE PROTEGGERE IL PERCORSO AVVIATO Nel 2025 sono circa 6,4 milioni (il 31,9%) le donne italiane con età compresa tra 16 ai 75 anni ad avere subito almeno una violenza fisica o sessuale nel corso della vita. Numeri allarmanti al quale vanno aggiunti quelli di altre forme di violenza, come quella psicologica e digitale, le molestie, il mobbing fino al femminicidio. Poi c’è la violenza economica di genere, che spesso sfugge alla triste contabilità del fenomeno, forse perché fatta rientrare nelle “normali usanze familiari” rimarcando quanto ancora la nostra cultura sia radicata nel patriarcato. D’altronde non è compito dell’uomo occuparsi dei soldi in casa, soprattutto della gestione del conto corrente, dei risparmi e degli investimenti? Una consuetudine tramandata da generazioni tramite stereotipi duri da debellare e che rappresentano il nucleo cognitivo del pregiudizio e della discriminazione. Ad accrescere la violenza economica sono convinzioni come “le donne non sono capaci e non sono interessante a gestire il denaro”, “non dovrebbero preoccuparsi delle questioni finanziarie” o “spetta agli uomini essere l’unico o il principale sostenitore economico della famiglia”. Pensieri che tendono a escludere le donne dalle decisioni finanziarie domestiche e a limitarne l’accesso alle risorse monetarie, di fatto, ostacolando la loro capacità di prendere decisioni economiche indipendenti e rendendole più vulnerabili alla violenza economica e al ricatto. Isolamento economico A dare forma ai pensieri possono essere innumerevoli azioni. Secondo l’Istituto europeo per l’uguaglianza di genere (EIGE), la violenza economica coinvolge comportamenti volti a controllare la capacità di un individuo di acquisire, utilizzare o accumulare denaro, credito, proprietà o altre risorse, danneggiando la sua sicurezza economica e la sua capacità di raggiungere l’autosufficienza finanziaria. Nel concreto, l’uomo può vietare alla donna di avere un conto corrente, un bancomat o una carta di credito personali, ma pure negare l’accesso ai conti bancari condivisi, ai fondi di risparmio, o anche ai soldi per le necessità quotidiane. Può controllare le spese con la richiesta di scontrini e ricevute e tenerla all’oscuro dalle decisioni finanziarie importanti all’interno della famiglia o anche dalla conoscenza dello stato patrimoniale della famiglia. Può sottrarle i fondi personali in modo equivoco oppure indurla a fare investimenti rischiosi o a contrarre debiti, come accollarsi prestiti o fare acquisti a credito contro la sua volontà. Non solo. È violenza anche ostacolare il suo percorso formativo e impedendole di lavorare e, di conseguenza, di avere un reddito autonomo. Comportamenti che non lasciano segni visibili, ma minano l’autonomia della donna rendendola, di fatto, ricattabile e succube alle decisioni dell’uomo. Le conseguenze sulle donne Se nell’immaginario popolare le donne in situazioni di dipendenza economica vengono considerate spesso delle fortunate “mantenute”, nella realtà le conseguenze possono essere gravi e minano stabilità e benessere generale a breve e lungo termine. Il mancato controllo monetario può portare a emozioni negative legate all’insicurezza finanziaria che generano forme di depressione, ansia, stress, disturbo da stress post-traumatico e scarsa qualità della vita. Gli stessi sintomi possono derivare dal mancato sviluppo personale e professionale. Nelle forme più acute può esporre all’indebitamento, alla disoccupazione e alla mancanza delle risorse finanziarie necessarie per la sopravvivenza quotidiana. Non solo. La povertà associata alla violenza economica può portare anche a conseguenze negative per la salute, ad esempio inducendo la donna a rinunciare alle cure sanitarie o a fare ricorso ad alcol e droghe per far fronte alla violenza. Un abuso in crescita Secondo il sondaggio del 2023 realizzato da WeWorld il 49% delle donne italiane avrebbe subito violenza economica almeno una volta nella vita, percentuale che sale al 67% tra le donne divorziate o separate. Inoltre 1 donna su 10 dichiara che il partner le ha negato di lavorare, 1 donna separata o divorziata su 4 dichiara di aver subito decisioni finanziarie prese dal suo partner senza essere stata consultata prima e che quasi 1 italiano su 2 pensa che le donne siano più spesso oggetto di violenza economica perché hanno meno accesso degli uomini al mercato del lavoro. Visione confermata dai dati. In Italia lavora poco più di 1 donna su 2 contro il 70,4 per cento degli uomini e il paese è all’85° posto su 148 nella classifica mondiale del contrasto al divario di genere. Alle minori opportunità di lavoro corrispondono, a parità di livello di istruzione e tipologia di impiego, anche retribuzioni più basse, fattore che favorisce il propagarsi della violenza economica.   Il progetto di Cerchi d’Acqua Cerchi d’Acqua, realtà fondata nel 2000 nella ricca Milano, riferimento del “1522” (numero nazionale contro la violenza di genere) in città e tra i fondatori dell’associazione nazionale D.i.Re. (Donne in Rete Contro la Violenza), afferma che la violenza economica, sulla base dei dati raccolti in forma anonima ogni anno, è salita dal 22% nel 2022 al 31% nel 2024. Un aumento dovuto alla maggior consapevolezza delle donne che si sono rivolte al Centro e hanno avviato percorsi di uscita dalla violenza. Per affrontare l’incremento delle richieste, l’equipe di Cerchi d’Acqua ha avviato un paio di anni fa uno sportello per contrastare la violenza economica e avviare percorsi di autonomia delle donne fornendo gli strumenti concreti necessari per il loro reinserimento lavorativo, rafforzandone autostima, capacità professionale e indipendenza. Tra le molte attività previste, percorsi psicologici individuali e di gruppo, incontri di orientamento al lavoro e workshop tematici. Quest’anno, grazie alla collaborazione con MAG2, cooperativa di finanza etica attiva dal 1980, si è messo a punto un progetto che prevede anche consulenza finanziaria personalizzata e incontri di gruppo sulla finanza etica, perché è importante anche orientare le scelte verso un’economia solidale e benefica per i beni comuni. Presentato al bando Impatto+ 2025 “Oltre la violenza, l’indipendenza” di Gruppo Banca Etica con il nome “Sostieni il cammino all’autonomia delle donne: no alla violenza economica”, il progetto è stato selezionato tra i vincitori che possono accedere alla raccolta fondi su Produzioni dal Basso. Un crowdfunding iniziato il 25 novembre, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, con possibilità di effettuare donazioni fino al 24 gennaio 2026 nell’apposita pagina del portale. “Il nostro desiderio è ridare l’indipendenza economica alle donne, un passo fondamentale non solo per la loro autonomia, ma anche per aiutarle a uscire dalla violenza”, dicono le socie di Cerchi d’Acqua che stanno portando avanti il progetto. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Combattere la violenza economica di genere proviene da Comune-info.
Da Milano a Cagliari: la forza di non rimanere indifferenti.
Vogliamo parlare in queste righe di due iniziative molto simili fra loro, sebbene geograficamente distinte, ma che rappresentano la continuità, la perseveranza, la testimonianza di scelta. Occasioni di relazione nel tessuto sociale del luogo, così come di messa in luce di una realtà di dolore e morte, che non è finita con una falsa tregua. Parliamo dei presidi giornalieri per la Palestina, di Piazza Duomo a Milano e di Piazza Yenne a Cagliari. Il primo attivo da oltre sei mesi, il secondo da due mesi esatti. C’era già stato un gemellaggio a distanza, con i milanesi, un po’ di giorni addietro, perché avevano postato una foto con la scritta GRAZIE CAGLIARI. In questi giorni di fine anno, si sono ritrovati a Cagliari alcuni rappresentanti del presidio milanese, per rafforzare questo gemellaggio di presenza attiva davanti allo spettro di un genocidio in atto sull’altra sponda del Mediterraneo, quello del popolo palestinese. Oltre una cinquantina gli attivisti presenti, ma anche numerosi passanti si sono fermati incuriositi. In chiusura, fra le sette e mezza e le otto, l’ora di più frequentata, la musicista e cantante sardo-milanese Silvia Zaru, si è esibita in Bella ciao e nel Disertore, di Boris Vian. E’ stato forte il suo messaggio: contro il genocidio, contro tutte le guerre! Più che un gemellaggio formale, questo contatto con le amiche e i compagni milanesi non può che rafforzare l’intento di proporre un’alternativa di presenza, ma anche un presidio di altra-informazione e di altra-cultura, rispetto alla vulgata schematica e bellicista della grande maggioranza dei media. Auguriamo a queste piazze di riunirsi ancora, chissà la prossima a Milano, nel 2026. Con tanti auguri di buon anno disarmato e di lotta per la libertà e la giustizia sociale.   Redazione Pressenza Sardigna Redazione Cagliari
CPR di Milano, prima condanna per un gestore
C’è una prima condanna contro un ente gestore del CPR a Milano, ma per Naga ODV e la rete Mai più Lager – No ai CPR il risultato lascia «molto amaro in bocca». L’ex direttore del Centro di permanenza per il rimpatrio di via Corelli, Alessandro Forlenza, ha patteggiato una pena di due anni e tre mesi e una multa di 2.000 euro per i reati di frode nelle pubbliche forniture e turbativa d’asta. Anche la società Martinina S.r.l., che formalmente gestiva la struttura, ha patteggiato una sanzione di 30.000 euro e un’interdittiva dall’esercizio di impresa per un anno e otto mesi. Il procedimento giudiziario prosegue ora nei confronti della madre di Forlenza, amministratrice della Martinina, con una nuova udienza fissata per marzo. All’udienza di ieri il Naga ha partecipato come parte civile, in un processo avviato grazie a un lavoro di documentazione durato anni: immagini e video diffusi sui social dalla rete Mai più Lager – No ai CPR, testimonianze raccolte all’interno del centro e il dossier Al di là di quella porta, pubblicato nell’ottobre 2023, che aveva contribuito ad attirare l’attenzione della magistratura. Reportage e inchieste/CPR, Hotspot, CPA IL CPR DI VIA CORELLI A MILANO SOTTO INDAGINE DELLA PROCURA Indagati gli amministratori di Martinina srl, Consiglia Caruso e Alessandro Forlenza Nicoletta Alessio 2 Dicembre 2023 Si tratta della prima condanna pronunciata contro un gestore del CPR milanese, un fatto che le due associazioni definiscono «di alto valore simbolico». Ma è proprio il perimetro della decisione giudiziaria a sollevare le critiche più dure. «Il giudizio ha potuto cogliere solo gli aspetti amministrativi della vicenda», sottolineano Naga e Mai più Lager, «lasciando sullo sfondo le drammatiche conseguenze che quelle irregolarità hanno avuto sulla vita delle persone detenute». Secondo le associazioni, l’irregolarità dei documenti presentati per ottenere l’appalto e la mancata erogazione dei servizi promessi hanno prodotto «violazioni sistematiche di diritti fondamentali, dal diritto alla salute a quello alla difesa, fino alla libertà personale». Un piano che, almeno per ora, resta fuori dall’accertamento giudiziario. Particolarmente criticata è la scelta del Ministero dell’Interno di costituirsi parte civile nel processo. «È un’ammissione che ci risulta indigesta e persino beffarda», affermano le due realtà, «perché il gestore è stato selezionato dalla Prefettura di Milano, sulla base di documenti che oggi si assumono essere falsificati, e senza che vi fossero controlli adeguati quando i servizi non venivano erogati». Nel mirino delle critiche anche il Comune di Milano. Naga e Mai più Lager condannano la decisione del sindaco di non costituirsi parte civile, nonostante un ordine del giorno approvato dal Consiglio comunale. «Sarebbe stato un segnale politico chiaro – scrivono – di contrarietà alla presenza, sul territorio cittadino, di un luogo teatro di violazioni di diritti fondamentali, anche di rango costituzionale». Per le organizzazioni, quanto emerso nel CPR di via Corelli non rappresenta un’eccezione, ma la regola. «Quello che sta venendo alla luce a Milano è ciò che accade in tutti i CPR d’Italia, fin dalla loro istituzione oltre 27 anni fa», denunciano. Anzi, proprio perché più esposto all’attenzione mediatica e al monitoraggio del centralino SOS CPR, il centro di via Corelli sarebbe uno di quelli dove la violenza riesce meno a rimanere invisibile. «Nei CPR del Sud Italia o in Albania – ricordano – il sequestro dei telefoni impedisce che escano immagini e testimonianze». A dimostrarlo, secondo NAGA e Mai più Lager, è anche l’avvicendamento di ben quattro gestori nello stesso centro milanese dal 2020 a oggi, oltre a un anno di commissariamento della Procura di Milano. «Nonostante i cambi di gestione, abbiamo denunciato sempre le stesse brutalità e gli stessi abusi», affermano, respingendo l’idea che il problema sia riconducibile al singolo operatore. La radice della violenza è strutturale: «La detenzione amministrativa è un’istituzione totalizzante fondata sull’inflizione di una violenza sistematica di Stato a danno di persone trasformate in capri espiatori della propaganda securitaria, colpevoli solo di non avere un documento che la legge, nei fatti, rende impossibile ottenere». Un monito che le due realtà sociali rilanciano mentre si avvicina l’entrata in vigore del Patto europeo su Migrazione e Asilo. «È importante ricordarlo ora – concludono – perché quel Patto rischia di fare della detenzione amministrativa e della deportazione in paesi terzi senza garanzie il principale strumento di gestione dei flussi migratori». Approfondimenti/CPR, Hotspot, CPA PATTO MIGRAZIONE E ASILO 2026, A CHE PUNTO SIAMO? Come l'Unione Europea sta riscrivendo il diritto d'asilo e normalizzando l'eccezione Dario Ruggieri 23 Dicembre 2025 Naga ODV e Mai più Lager – No ai CPR chiedono che la condanna non resti un episodio isolato, ma diventi l’occasione per mettere in discussione l’intero sistema dei CPR e il suo impatto sui diritti fondamentali delle persone migranti.
Formatori e formatrici dell’inclusione – Corso gratuito in presenza e online
Sono aperte le iscrizioni al nuovo corso gratuito di aggiornamento “Formatori e formatrici dell’inclusione. Percorsi di diritto antidiscriminatorio e pratiche di mediazione interculturale”, promosso dall’Università degli Studi di Milano in collaborazione con Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) e diverse associazioni attive nella mediazione interculturale e nel contrasto al razzismo.  Il corso ha lo scopo di formare figure professionali capaci di promuovere l’inclusione di persone con background migratorio in diversi contesti (pubblico, lavorativo, sociale). Il programma è articolato in diversi moduli: * Diritto antidiscriminatorio, diritto dell’immigrazione e tutela dei diritti umani * Mediazione linguistica e comunicazione interculturale * Diversity management e progettazione inclusiva * Laboratori e workshop, curati da Il Razzismo è una brutta storia con il coinvolgimento del Network Europeo Antirazzista. Le lezioni potranno essere seguite in presenza o online e si svolgeranno dal 5 febbraio a giugno 2026.  E’ possibile iscriversi fino al 12 gennaio 2026 seguendo queste istruzioni: DOMANDE DI AMMISSIONE Le domande di ammissione devono essere presentate improrogabilmente entro le ore 23:59 del 12 gennaio 2026. Per iscriversi i candidati dovranno: 1. Registrarsi al portale di Ateneo accedendo al servizio https://registrazione.unimi.it. Questa operazione non è richiesta a coloro che sono già registrati al portale, che sono in possesso delle credenziali di Ateneo (laureandi o laureati da non più di un anno presso l’Università degli Studi di Milano) o di SPID. 2. Autenticarsi con le proprie credenziali e presentare domanda di ammissione al corso utilizzando il servizio online_ http://studente.unimi.it/ammissioni/a/corsiPerfezionamento/checkLogin.asp. 3. Effettuare l’upload dei seguenti documenti in formato .pdf, .jpg oppure .rtf: Per tutti: * Curriculum vitae et studiorum (in cui deve essere specificata la denominazione della laurea conseguita), utile per la selezione e l’assegnazione delle eventuali borse di studio; * Ogni altro documento eventualmente richiesto nella scheda del singolo corso. Per i candidati iscritti o laureati in un’università estera, in aggiunta: * Certificato d’iscrizione all’università o di conseguimento del titolo; * Traduzione del titolo in italiano o inglese (verranno accettati i certificati in originale in lingua spagnola, francese o tedesca). La comunicazione di dati non veritieri e la mancanza dei requisiti comporteranno l’esclusione dal corso. Modalità di selezione I partecipanti saranno selezionati sulla base della valutazione del curriculum vitae et studiorum, in data 16 gennaio 2026. Graduatorie La graduatoria degli ammessi sarà pubblicata il giorno 21 gennaio 2026 online al link: http://studente.unimi.it/ammissioni/g/graduatoriaperfezionamento/checkLogin.asp. La pubblicazione ha valore di notifica a tutti gli effetti, non verrà pertanto inviata alcuna comunicazione personale ai candidati. N.B. A seguito di alcune richieste di chiarimento che gli organizzatori hanno ricevuto, gli stessi specificano che ai fini dell’iscrizione al corso NON è necessario essere laureati. I candidati e le candidate non laureati posso dunque procedere all’iscrizione seguendo le istruzioni sopra descritte. Tutte le informazioni sono disponibili nel bando di ammissione. Consulta il programma completo * Per informazioni scrivere a: corsoinclusione@unimi.it 
Il Ven. Thamthog Rinpoche sarà al Ghe Pel Ling di Milano a gennaio 2026
Siamo felici di annunciare che nelle prossime settimane arriverà a Milano, direttamente dall’India, il nostro maestro: il Ven. Thamthog Rinpoche. Sarà al Ghe Pel Ling, dove, a partire dall’inizio di gennaio, terrà insegnamenti speciali e imperdibili: un’occasione preziosa per approfondire la pratica  del buddhismo tibetano con un maestro di immensa esperienza e autorevolezza, attualmente alla guida del monastero di S.S. Il Dalai Lama a Dharamsala. In gennaio il ven. Thamthog Rinpoche sarà a Milano e ci guiderà coi suoi preziosi insegnamenti. Sarà un’occasione straordinaria dedicata al puro Dharma buddhista. Ecco una anticipazione degli appuntamenti da mettere in agenda. Gli insegnamenti si terranno al Ghe Pel Ling, in via Euclide 17. Sabato 3 e domenica 4 gennaio – Iniziazione di Yamantaka eroe solitario La pratica di Yamantaka è un estremamente potente e appartiene alla classe del Tantra Supremo. Yamantaka rappresenta l’aspetto irato di Manjusri, la manifestazione della saggezza di Buddha. Lunedì 5 e Martedì 6 gennaio – La pratica del Guru Yoga Il Guruyoga è considerata la vita del sentiero, poiché il Guru è colui che trasmette gli insegnamenti che conducono all’Illuminazione. La gentilezza è incomparabile e deve essere visto come un Buddha. Sabato 10 e domenica 11 gennaio – Commentario al Bodhisattvacharyavatara Il Ven. Thamthog Rinpoche commenta uno dei testi fondamentali della filosofia buddhista, scritto dal grande erudito e saggio Pandit Shantideva. Il Bodhisattvacharyavatara espone il percorso progressivo nella pratica  che conduce all’illuminazione. Nel testo l’autore spiega come il coltivare qualità come l’amore, la compassione, la generosità e la pazienza, sia non solo un vantaggio a livello personale, ma sia di aiuto per tutti gli esseri senzienti e per mantenere l’armonia nel mondo. Sabato 17 e domenica 18 gennaio – Grande iniziazione di Avalokiteshvara 1000 braccia Avalokitesvara è l’emanazione della compassione illuminata di Buddha. Questa pratica aiuta a incrementare la forza del nostro potenziale di amore e compassione. Sabato 24 e domenica 25 gennaio – Prosegue il commentario  al Bodhisattvacharyavatara Vi aspettiamo numerosi per condividere questa esperienza unica di crescita spirituale.   Redazione Italia
Milano, presidio per la Palestina: negazione e rabbia non prevaricano
Da quasi sei mesi un gruppo spontaneo, ma determinato, di cittadini e cittadine manifesta in piazza Duomo per la Palestina. Non si sono mai fermati. Dalle 18 alle 19 sono lì in piedi, fermi, con i loro cartelli e le loro bandiere. Oggi abbiamo ricevuto da Eleonora, una di loro, questo inquietante messaggio: “Mercoledì 10 dicembre 2025, presidio quotidiano in Piazza Duomo a sostegno del popolo Palestinese. Due coppie che sembrano provenire dall’Europa dell’est passeggiano e vedono tutti noi fermi e silenziosi con cartelli e bandiere. La più grande delle donne inizia ad inveire contro una signora vicino a me sputando anche, per terra, poi si rivolge a me in una lingua che non conosco e di nuovo urla in modo rabbioso. Vista la reazione immagino siano israeliani e le rispondo “Shalom!” (PACE). A quel punto invece di calmarsi inizia ad inveire ancora più forte, sputa anche davanti a me e mi arriva ad un palmo di distanza dal viso. Intervengono due persone del Presidio e chiedono agli altri del suo gruppo di allontanarla. Invece rimangono lì e lei inizia a piangere in maniera isterica. Poi uno di loro prende un bicchiere e recita una specie di inno ad Israele in tono provocatorio. Quindi finalmente se ne vanno. Avevo immaginato che prima o poi potesse succedere qualcosa del genere e pensavo mi sarei impaurita, invece ero assolutamente calma. Forte della presenza di un gruppo solidale e compatto. Ovviamente diverse persone hanno assistito alla scena ed è emerso palesemente il desiderio di negazione e la rabbia di un popolo che evidentemente si sente superiore e intoccabile. Si crede in diritto di poter opprimere ed eliminare un altro popolo anche contestando chi denuncia quotidianamente il genocidio del popolo palestinese che, ricordiamolo, è tutt’ora in corso. Gli episodi di questo genere sono pochi ma vanno denunciati. Per il resto riceviamo ringraziamenti, sorrisi e abbracci commossi. Ci vediamo in piazza Duomo.” Redazione Italia
Licenziamento alla Scala | Quattro domande a Roberto D’Ambrosio, Gianni Giovannelli e Alessandro Villari – di Effimera
Effimera ha rivolto quattro domande al sindacalista della CUB Roberto d'Ambrosio e agli avvocati, Gianni Giovannelli e Alessandro Villari, che hanno rappresentato e difeso la lavoratrice de teatro milanese La Scala licenziata per aver gridato "Palestina libera". Il giudice ha annullato il licenziamento e stabilito che la giovane venga risarcita. Il fatto non ha [...]