Tag - immigrazione

“Translinguismo nella filosofia e nella narrativa: polifonia e incontro tra culture diverse”
Domenica 26 luglio a Livorno comincia il ciclo di conferenze promosso dall’Associazione Arturo Fornaciari. “Gli incontri sono tesi a fare emergere il concetto di translinguismo – spiega il comunicato del Comune di Livorno – Un’esperienza per cui un autore, a causa di emigrazione, espulsione, esilio, scelta volontaria di allontanamento dal proprio paese, etc., utilizza nei propri scritti una lingua diversa dalla propria”. I dettagli della rassegna, in svolgimento da luglio a ottobre alla Biblioteca dei Bottini dell’Olio, verranno illustrati domani, mercoledì 22 luglio alle ore 12 nella sala preconsiliare Luciano De Majo di Palazzo Comunale. Contestualmente verrà presentato il Premio Leonardo Amoroso conferito dal Centro Studi Elia Benamozegh. Sarà presente l’assessora alla cultura, Angela Rafanelli, e interverranno Paolo Edoardo (Pardo) Fornaciari, studioso di cultura ebraica e presidente dell’Associazione Arturo Fornaciari, e i professori Alessandro Guetta, docente di filosofia ebraica all’Institut National des Langues et Civilisation Orientales di Parigi, e Laura Bastogi, già insegnante di italiano e latino al liceo classico Niccolini di Livorno e membro del comitato scientifico di Nuovi Studi Livornesi. Redazione Italia
July 21, 2026
Pressenza
ACCUSATI DI ESSERE SCAFISTI, LIBERATI DOPO 11 ANNI DI CARCERE IN ATTESA DI UN NUOVO PRECESSO
Ci sarà un nuovo processo per i 5 immigrati finiti in carcere in Italia con l’accusa di essere gli scafisti della strage di Ferragosto del 2015, quando 49 persone morirono d’asfissia in una stiva. Per questa strage erano stati condannati a 30 anni, di cui 11 già scontati. Uno di loro, Alaa Faraji, l’anno scorso era già riuscito a ottenere una grazia parziale ed è stato il primo ad ottenere la revisione del processo, a cui si sono aggiunte le richieste dei suoi ex compagni di viaggio. Ora la Corte d’appello di Messina ha ritenuto ammissibile la revisione del processo e, grazie a questo, quelli che sono ormai noti come “i calciatori libici” sono adesso in libertà provvisoria con pena sospesa, la prima udienza sarà ad ottobre. Ai nostri microfoni Sara dell’Arci Porco Rosso di Palermo. Ascolta o scarica
June 30, 2026
Radio Onda d`Urto
I lavoratori stranieri in Italia producono il 9% del PIL
Aodi: «No alla caccia allo straniero. Prima di dire “l’Italia agli italiani”, diciamo “l’Italia a chi ama l’Italia, la rispetta, lavora, paga le tasse e contribuisce ogni giorno alla sua crescita”. No all’immigrazione irregolare, sì alla buona immigrazione, qualificata, integrata e utile al Paese» ROMA, 15 GIUGNO 2026 – Le recenti polemiche politiche sull’immigrazione, gli episodi di intolleranza registrati negli ultimi giorni e il crescente utilizzo dei temi migratori e religiosi come strumenti di scontro politico stanno alimentando un clima di contrapposizione che rischia di allontanare il dibattito pubblico dalla realtà dei fatti e dai numeri. L’Italia è oggi uno dei Paesi europei più colpiti dall’inverno demografico, dall’invecchiamento della popolazione e dalla carenza di personale in numerosi comparti strategici. Dalla sanità all’assistenza agli anziani, dall’edilizia alla logistica, dall’agricoltura alla ristorazione, migliaia di professionisti e lavoratori di origine straniera contribuiscono quotidianamente al funzionamento del sistema economico e sociale nazionale. Secondo una accurata indagine condotta da AMSI-CO-MAI E UNITI PER UNIRE aggiornata al 30 aprile 2026, il valore aggiunto prodotto dai lavoratori di origine straniera supera i 177 miliardi di euro e rappresenta oggi oltre il 9% del PIL italiano. A questo si aggiungono centinaia di migliaia di imprese guidate da cittadini di origine straniera e un contributo fiscale che continua a rappresentare una risorsa concreta per il Paese. Su questi temi riflettono l’AMSI – Associazione Medici di Origine Straniera in Italia, denominata anche Unione Professionisti della Sanità Internazionali, l’UMEM – Unione Medica Euromediterranea, la Co-Mai – Comunità del Mondo Arabo in Italia, l’AISC NEWS – Agenzia Mondiale Senza Confini, il Movimento Internazionale Transculturale Uniti per Unire e il nuovo Comitato Politico Internazionale Uniti per Unire, che invitano ad affrontare il fenomeno migratorio con equilibrio, responsabilità e visione strategica, respingendo ogni forma di razzismo, islamofobia, antisemitismo e discriminazione. Interviene il professor Foad Aodi, medico fisiatra, giornalista e divulgatore scientifico internazionale, esperto in salute globale, membro del Registro Esperti FNOMCeO, docente dell’Università di Tor Vergata e fondatore del Movimento Internazionale Uniti per Unire. «Noi diciamo, oggi come in passato, con chiarezza, no all’immigrazione irregolare, allo sfruttamento, alla clandestinità e a ogni forma di illegalità. Ma diciamo con la stessa forza sì alla buona immigrazione, programmata, qualificata, integrata e rispettosa delle regole. È necessario uscire dalla logica degli slogan e tornare a guardare la realtà. L’Italia ha bisogno di professionalità, competenze e forza lavoro. Ha bisogno di persone che contribuiscano alla crescita economica e sociale del Paese», afferma Aodi. L’ITALIA È ANCHE DI CHI LA AMA E LA COSTRUISCE OGNI GIORNO Secondo la rete associativa, il dibattito pubblico dovrebbe partire da una considerazione semplice: milioni di persone di origine straniera vivono regolarmente in Italia, lavorano, pagano le tasse, crescono figli, creano imprese e contribuiscono al benessere collettivo. «Prima di dire “l’Italia agli italiani”, diciamo “l’Italia a chi ama l’Italia”. A chi vive nel nostro Paese, ne rispetta le leggi, lavora onestamente e contribuisce ogni giorno alla sua crescita. Non esiste alcun Paese moderno composto esclusivamente da persone nate nello stesso territorio. Viviamo in una società globale e multiculturale che richiede responsabilità, capacità di integrazione e rispetto reciproco», sottolinea Aodi. IL GRANDE CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI DI ORIGINE STRANIERA Le associazioni ricordano che il contributo dei professionisti di origine straniera è ormai essenziale in numerosi settori. Medici, infermieri, operatori socio-sanitari, farmacisti, ricercatori, ingegneri, architetti, imprenditori, lavoratori della logistica, dell’edilizia, della ristorazione, dell’agricoltura e dell’assistenza familiare rappresentano oggi una componente fondamentale del tessuto produttivo italiano. «Pensiamo alla sanità italiana che soffre una carenza cronica di personale. Pensiamo alle migliaia di professionisti sanitari di origine straniera che garantiscono ogni giorno continuità assistenziale negli ospedali, nei servizi territoriali e nelle strutture socio-sanitarie. Pensiamo inoltre al settore dell’assistenza agli anziani e alle persone fragili, dove migliaia di assistenti familiari provenienti dall’Est Europa, dalle Filippine, dal Sud America, dal Nord Africa e dall’Asia garantiscono ogni giorno un supporto fondamentale alle famiglie italiane. Senza questo contributo il sistema avrebbe enormi difficoltà a reggere», evidenzia Aodi. GUARDARE LA REALTÀ E NON GLI SLOGAN La rete associativa invita ad affrontare il tema dell’immigrazione con pragmatismo e senso di responsabilità. «La politica deve avere il coraggio di guardare la realtà per quella che è e non per come qualcuno vorrebbe raccontarla. In numerosi comparti produttivi le imprese faticano a reperire personale e il contributo dei lavoratori di origine straniera rappresenta oggi una componente essenziale della tenuta economica e sociale del Paese. Con il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione italiana, la programmazione dei flussi migratori qualificati rappresenta una necessità economica e sociale, non una scelta ideologica», afferma Aodi. GLI ITALIANI ALL’ESTERO MERITANO RISPETTO. LO STESSO RISPETTO VA GARANTITO A CHI LAVORA IN ITALIA La rete associativa richiama inoltre il valore dell’emigrazione italiana nel mondo. «Milioni di italiani lavorano all’estero, in Europa, nei Paesi del Golfo, nelle Americhe e in numerose altre realtà internazionali, contribuendo alla crescita economica dei Paesi che li ospitano. Nessuno accetta che vengano discriminati per la loro origine. Lo stesso principio deve valere per chi vive e lavora regolarmente in Italia. Serve coerenza, serve rispetto e serve una visione moderna della società», dichiara Aodi. RE-IMMIGRAZIONE E BUONA IMMIGRAZIONE: SERVONO CHIAREZZA E SENSO DI RESPONSABILITÀ Sul dibattito politico che negli ultimi giorni ha rilanciato il termine “re-immigrazione”, il professor Foad Aodi invita ad abbandonare slogan e parole d’ordine poco chiare per concentrarsi invece su proposte concrete e applicabili. «Chiediamo a chi utilizza il termine “re-immigrazione” di spiegare con precisione cosa significhi e quali sarebbero le novità rispetto alle norme già esistenti. Da anni sosteniamo che chi sbaglia deve pagare, che chi vive in Italia deve rispettare le leggi e che chi non possiede i requisiti previsti dalla normativa deve regolarizzare la propria posizione oppure rientrare nel proprio Paese, salvo i casi previsti dal diritto internazionale per rifugiati e persone perseguitate. Non stiamo quindi parlando di principi nuovi, ma di regole che esistono già e che devono essere applicate con equilibrio e responsabilità», afferma Aodi. «Da oltre vent’anni, attraverso il Manifesto per una Buona Immigrazione, sosteniamo un modello fondato su immigrazione programmata, integrazione, legalità, diritti e doveri. Per questo diciamo no all’immigrazione irregolare e allo sfruttamento, ma diciamo anche no agli slogan utilizzati esclusivamente per finalità elettorali o per alimentare scontri tra forze politiche. Il tema dell’immigrazione è troppo importante per essere ridotto a una battaglia di propaganda», prosegue Aodi. «Occorre lavorare per garantire i diritti di tutti, nel rispetto dei doveri di ciascuno. Bisogna affrontare la realtà con pragmatismo. Ridurre drasticamente la presenza dei lavoratori di origine straniera significherebbe mettere in difficoltà interi comparti produttivi che oggi dipendono dal loro contributo. Le conseguenze ricadrebbero sulle imprese, sui servizi, sull’assistenza alle persone fragili e sulla competitività del Paese. Per questo servono programmazione, serietà e visione strategica, non parole d’ordine che rischiano di creare ulteriore confusione». COOPERAZIONE INTERNAZIONALE, INTEGRAZIONE E DIALOGO: SERVONO RISULTATI CONCRETI Secondo Aodi, il tema migratorio non può essere affrontato esclusivamente all’interno dei confini nazionali, ma richiede una strategia più ampia fondata sulla cooperazione internazionale e sul rispetto degli accordi esistenti. «Bisogna rispettare e rafforzare gli accordi bilaterali con i Paesi di origine, collaborando in modo serio e concreto con le istituzioni e le comunità locali. Aiutare i Paesi d’origine significa investire realmente nella cooperazione internazionale, nella formazione, nello sviluppo e nelle opportunità per i giovani, non limitarsi a slogan o dichiarazioni di principio. Solo così si possono affrontare le cause profonde delle migrazioni e costruire percorsi sostenibili e condivisi», afferma Aodi. «Purtroppo negli ultimi quindici anni abbiamo assistito a molte dichiarazioni e a pochi risultati concreti sui grandi temi dell’integrazione. Non abbiamo registrato passi avanti significativi sul dialogo interculturale e interreligioso, sulla piena valorizzazione delle seconde generazioni, sulla cittadinanza e sulla costruzione di un modello stabile di convivenza e partecipazione. Troppo spesso questi argomenti tornano al centro del dibattito soltanto durante le campagne elettorali, per poi scomparire una volta concluse», prosegue Aodi. «L’Italia ha bisogno di una visione di lungo periodo che metta al centro inclusione, legalità, diritti, doveri, cooperazione internazionale e dialogo tra culture e religioni diverse. Continuare ad affrontare questi temi esclusivamente con approcci emergenziali o con slogan politici non aiuta né gli italiani né le comunità di origine straniera che vivono e lavorano regolarmente nel nostro Paese» DAL MANIFESTO PER UNA BUONA IMMIGRAZIONE AL MANIFESTO UNIONE PER L’ITALIA Le associazioni ricordano il lavoro portato avanti negli ultimi venticinque anni attraverso il Manifesto per una Buona Immigrazione, il Manifesto per una Buona Sanità Internazionale e, più recentemente, il Manifesto Unione per l’Italia creato dal nascente Comitato Politico Uniti per Unire. «Da anni lavoriamo per promuovere integrazione, legalità, sicurezza, programmazione dei flussi migratori, valorizzazione delle competenze e partecipazione attiva alla vita del Paese. La buona immigrazione è una risorsa. L’immigrazione irregolare e lo sfruttamento sono invece fenomeni che vanno contrastati con fermezza. Confondere questi due aspetti significa fare cattiva informazione e creare divisioni sociali», afferma Aodi. IL CONTRIBUTO DEI PROFESSIONISTI DI ORIGINE STRANIERA IERI COME OGGI «Il nostro appello è alla responsabilità. Basta campagne basate sulla paura. Basta contrapposizioni tra italiani e cittadini di origine straniera. Ribadiamo il nostro no all’islamofobia, all’antisemitismo, al razzismo e a qualsiasi forma di discriminazione religiosa, culturale o etnica. Lavoriamo insieme per un’Italia più forte, più sicura, più giusta e più competitiva. Un’Italia che sappia valorizzare tutte le sue energie migliori nell’interesse delle nuove generazioni e del bene comune. Questo è lo spirito del Manifesto Unione per l’Italia», conclude Aodi. Ufficio Stampa Congiunto redazione@aiscnews.it Centro Medico Iris Italia – Roma | Tel. 06 8862793 www.unitiperunire.org www.aiscnews.org www.facebook.com/foadaodi1 AMSI Associazione di Medici di Origine Straniera in Italia
June 15, 2026
Pressenza
La trappola che è stata predisposta
Visto che i fatti di Belfast hanno rimesso al centro della discussione temi oramai sviscerati in tutti i loro aspetti, proviamo a fare una sintesi per ottenere un po’ d’ordine mentale. 1) Il fenomeno migratorio in Occidente è integralmente un fenomeno con radici economiche, dipendente dalla logica di capitale. Vengono […] L'articolo La trappola che è stata predisposta su Contropiano.
June 15, 2026
Contropiano
RAZZISMO E FASCISMO SOTTO I CIELI D’IRLANDA!
QUANTO STA SUCCEDENDO IN IRLANDA(E INGHILTERRA) E’ IL PRELUDIO A UNA GENERALE GUERRA TRA POVERI DOVE I PARTITI FASCISTI E RAZZISTI FOMENTANO LO SCONTRO SIA CONTRO IL NEMICO “IMMIGRATO” VISTO  COME VALVOLA DI SFOGO PER I LAVORATORI POVERI E LE MASSE IMPOVERITE DALLA CRISI DEL CAPITALISMO, SIA PER AVERE VOTI ALLE ELEZIONI POLITICHE. QUESTO AVVENIMENTO DEV’ESSERE UN TERMOMETRO PER IL SI COBAS NELL’ANDARE A STRUTTURARE UNA ORGANIZZAZIONE CHE SIA IN GRADO DI DARE UNA PROSPETTIVA ANCHE POLITICA  ALLA NS CLASSE DI RIFERIMENTO  CHE SONO I PROLETARI VISTO CHE ABBIAMO AL NS INTERNO 33 NAZIONALITA’. NOI RAPPRESENTIAMO  GIA’  IL MONDO INTERO COME CLASSE LAVORATRICE E LA NS UNITA'(CONTRO IL RAZZISMO E IL NAZIONALISMO) L’ABBIAMO COSTRUITA CON LE LOTTE DAVANTI AI CANCELLI. DOBBIAMO ESSERE PUNTO DI RIFERIMENTO AVANZATO PER ALTRI MILIONI DI PROLETARI . VIVA L’UNITA’ INTERNAZIONALE DEI LAVORATORI UNICO ANTIDOTO CONTRO SIONISMO, RAZZISMO E FASCISMO. IN UNA PAROLA CONTRO IL SISTEMA CAAPITALISTICO, SI COBAS NAZIONALE   L'articolo RAZZISMO E FASCISMO SOTTO I CIELI D’IRLANDA! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Attenti a Modena…
Che sta succedendo  nella placida città di pianura, dove si producono meccanica di precisione e tortellini? Viene da chiederselo, leggendo notizie e veleni ormai quotidiani che arrivano da Modena. Non che la città fosse un luogo bucolico ed estraneo alle tensioni sociali: il tribunale è intasato da centinaia di cause contro lavoratori […] L'articolo Attenti a Modena… su Contropiano.
June 10, 2026
Contropiano
La resistibile ascesa delle destre – 1
di Enrico Semprini Questo elaborato è il primo di una serie in cui verranno trattati tre temi, magari anche più volte, ma sempre con angolazioni differenti. La remigrazione; la psicologia di massa del fascismo; il ruolo dell’irrazionalità e delle religioni. REMIGRAZIONE: I FASCISTI LA FANNO MEGLIO! Chi di noi ha mai sentito lo slogan “abbiamo bisogno degli immigrati”? Eppure si
Governare le migrazioni producendo irregolarità – di Antonio Ciniero
La notizia degli arresti eseguiti all’alba del 18 maggio - dodici persone accusate di tratta, caporalato e sfruttamento lavorativo ai danni di braccianti indiani - non rappresenta purtroppo un’eccezione. È, piuttosto, l’ennesima manifestazione di un sistema che continua a produrre vulnerabilità, ricattabilità e sfruttamento come effetti strutturali del modo in cui in Italia viene [...]
May 26, 2026
Effimera