Tag - sionismo

SI, TUTTI GLI EBREI!
di Amanda Gelender (ripreso da invictapalestina.org) Tutti gli ebrei devono annientare il Sionismo all’interno del Giudaismo. Gli ebrei devono distruggere lo Stato israeliano e l’ideologia sionista nella sua interezza, in ogni suo nodo e tentacolo, inclusa la colonia che ospita Israele: l’America. Mi sta più a cuore la Palestina che l’Ebraismo. Se l’Ebraismo deve morire perché la Palestina possa vivere,
#stopthegenocideingaza🇵🇸 Pena di morte per i palestinesi che lottano per la sopravvivenza. #Israele mostra quanto sia genocida, fascista e razzista. Il mondo intero deve mobilitarsi perchè sia isolata, emarginata, boicottata. Il #sionismo è un cancro, Va estirpato.
March 30, 2026
Antonio Mazzeo
La pulizia etnica sionista spazza via pure i cristiani
Il divieto imposto al cardinale Pizzaballa e al “custode del Sacro Sepolcro” di accedere alla chiesa per celebrare la “domenica delle palme”, a una settimana dalla Pasqua, non è affatto un incidente dovuto ad “incomprensioni”, né a superiori ragioni di “sicurezza”. I due prelati, ovviamente ben noti e introdotti nella […] L'articolo La pulizia etnica sionista spazza via pure i cristiani su Contropiano.
March 30, 2026
Contropiano
“L’Iran e Gaza sono solo l’inizio”
Il genocidio a Gaza è solo l’inizio. Benvenuti nel nuovo ordine mondiale. L’era della barbarie tecnologicamente avanzata. Non ci sono regole per i forti, solo per i deboli. Opporsi ai forti, rifiutarsi di piegarsi ai loro capricciosi desideri significa essere sommersi da missili e bombe. Assistiamo quotidianamente a questa follia […] L'articolo “L’Iran e Gaza sono solo l’inizio” su Contropiano.
March 29, 2026
Contropiano
Israele: denazificare e ripudiare il sionismo
articoli di Naomi Klein, Orly Noy, Jewish Voice for Peace (ripresi da comune-info.net, invictapalestina.org, assopacepalestina.org) Abbiamo bisogno di un esodo dal sionismo – Naomi Klein Ho pensato a Mosè, alla rabbia che deve aver provato quando, sceso dal monte, trovò gli israeliti intenti a adorare un vitello d’oro. L’ecofemminista che c’è in me si è sempre sentita a disagio con
Sionismo nelle università e borse IUPALS a studenti palestinesi bloccati a Gaza
Ci va giù pesante Antonio Violante professore di geografia alla facoltà di storia dell’Università Statale di Milano, in merito all’immobilismo non solo della CRUI, ma anche di singoli rettori in tutta Italia che una volta deliberata la borsa di studio per studenti e studentesse palestinesi arrivati al dunque se ne sono lavati le mani: con lo scoppio della guerra da Gaza non esce più nessuno: «Questo immobilismo colpevole si può spiegare soltanto con una prospettiva di carrierismo post-accademica – precisa Antonio Violante – che una volta abbandonata la carica vede ex-rettori impegnati in politica» Partendo dalla situazione degli studenti bloccati a Gaza, Violante poi smonta molti stereotipi e pregiudizi legati ad una conoscenza spesso superficiale dell’Iran persiano per analizzare la situazione geopolitica in quella parte di mondo così martoriata. Ascolta qui l’intervista ad Antonio Violante su Radio Onda d’Urto a cura di Stefano Bertoldi: https://www.radiondadurto.org/2026/03/09/scuola-resistente-la-puntata-di-sabato-7-marzo-2026/. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Furundulla 311 – No rdio, Si rdio, Boh rdio?…
…brutto clima, ma NO Nordio! No P2 e NO fascisti del (M)SI di Benigno Moi Assodato che le vignette non vanno spiegate… ma sono un sasso buttato come spunto di riflessione, per ogni vignetta almeno un link (forse) Sirdio   Blocchi navali “La sicurezza come alibi. Se fosse un film, andrebbe sotto questo titolo la pessima trilogia che il governo
Abbiamo bisogno di un esodo dal sionismo
IL SIONISMO SIN DALL’INIZIO HA RICHIESTO L’ESPULSIONE DI MASSA DELLE PERSONE PALESTINESI DALLE LORO CASE E DALLE LORO TERRE ANCESTRALI, LA NAKBA. SIN DALL’INIZIO HA GENERATO UNA FORMA DI LIBERTÀ RIBUTTANTE CHE VEDE I BAMBINI E LE BAMBINE PALESTINESI NON COME ESSERI UMANI MA COME MINACCE DEMOGRAFICHE. «ABBIAMO LASCIATO CRESCERE INDISTURBATO IL FALSO IDOLO DEL SIONISMO PER TROPPO TEMPO…. – SCRIVE NAOMI KLEIN IN CONTRO L’ANTISEMITISMO (TAMU/TANGERIN ED.), UN LIBRO CHE RACCOGLIE VOCI EBRAICHE E NON CHE RAGIONANO SU SIONISMO, ANTISEMITISMO E RAZZISMO – CERCHIAMO DI LIBERARE L’EBRAISMO DA UN ETNOSTATO CHE VUOLE CHE EBREE ED EBREI VIVANO PER SEMPRE NELLA PAURA… ECCOLO, IL FALSO IDOLO. NON È IL SOLO NETANYAHU, È IL MONDO CHE LUI HA CREATO E CHE LO HA CREATO: È IL SIONISMO. CHE COSA SIAMO NOI? NOI CHE DA MESI E MESI SCENDIAMO IN STRADA, NOI SIAMO L’ESODO. L’ESODO DAL SIONISMO…» Distribuzione di cibo (febbraio 2026) promossa dalla cucina popolare ad Al-Mawasi, Striscia di Gaza, progetto SOS Gaza -------------------------------------------------------------------------------- Ho pensato a Mosè, alla rabbia che deve aver provato quando, sceso dal monte, trovò gli israeliti intenti a adorare un vitello d’oro. L’ecofemminista che c’è in me si è sempre sentita a disagio con questa storia: che razza di Dio è un Dio geloso degli animali? Che razza di Dio è un Dio che vuole accaparrarsi e tenere per sé tutto il sacro della Terra? Ma esiste un’interpretazione meno letterale di questa storia. Parla di falsi idoli. Della tendenza umana ad adorare ciò che è profano e luccicante, a guardare verso ciò che è piccolo e materiale invece che verso ciò che è grande e trascendente. Quello che voglio dirvi stasera, in occasione di questo rivoluzionario e storico «Seder in the Streets»,[1] è che troppe persone, tra quelle che compongono il nostro popolo, hanno ricominciato ad adorare un falso idolo. Ne sono affascinate. Inebriate. Profanate. Quel falso idolo si chiama sionismo. È un falso idolo che prende le nostre più profonde storie bibliche di giustizia ed emancipazione dalla schiavitù – la storia stessa della Pèsach – e le trasforma in armi brutali di furto coloniale di terre, le trasforma in programmi di pulizia etnica e genocidio. È un falso idolo che ha preso l’idea trascendente della terra promessa – una metafora di liberazione umana che attraversa credi e religioni di tutto il pianeta – e si è arrogato il diritto di tramutarla in un atto di compravendita per un etnostato militarista. La forma di liberazione difesa dal sionismo politico è a sua volta profana. Sin dall’inizio ha richiesto l’espulsione di massa delle persone palestinesi dalle loro case e dalle loro terre ancestrali, la Nakba. Sin dall’inizio, ha dichiarato guerra ai sogni di liberazione. In un Seder, è bene ricordare il trattamento che ha riservato ai sogni di liberazione e di autodeterminazione del popolo egiziano. Il falso idolo del sionismo individua la sicurezza di Israele nella dittatura egiziana e nei suoi stati-clienti. Sin dall’inizio ha generato una forma di libertà ributtante che vedeva i bambini e le bambine palestinesi non come esseri umani ma come minacce demografiche, proprio come nel libro dell’Esodo faceva il faraone che, preoccupato per la crescita della popolazione israelita, ordinava di sterminarne gli infanti. Il sionismo ha portato tutti e tutte a questo presente catastrofico, ed è tempo di dirlo chiaramente: è dove ci porta da sempre, alla catastrofe. È un falso idolo che ha spinto davvero troppi membri del nostro popolo su un cammino profondamente immorale, che li incita ormai a giustificare il calpestamento dei comandamenti fondamentali: non uccidere. Non rubare. Non desiderare la roba d’altri. È un falso idolo che identifica la libertà ebraica con le bombe a grappolo che uccidono e mutilano i bambini e le bambine palestinesi. Il sionismo è un falso idolo che ha tradito tutti i valori ebraici, incluso quello che attribuiamo alla messa in discussione, una pratica insita nel Seder, con le sue quattro domande poste dal più giovane o dalla più giovane dei bambini. Incluso l’amore che proviamo, come popolo, per i testi e per l’istruzione. Oggi questo falso idolo difende il bombardamento di ogni università di Gaza; la distruzione di innumerevoli scuole, archivi, tipografie; l’uccisione di centinaia di accademici e accademiche, giornalisti e giornaliste, poetesse e poeti – ciò che in Palestina chiamano «scolasticidio», cioè la distruzione dei mezzi di istruzione. Nel frattempo qui, a New York, le università chiedono l’intervento della polizia e levano barricate contro la grave minaccia costituita dai loro stessi studenti e studentesse, giovani che osano porre domande semplici del tipo: come potete sostenere di credere in qualcosa, e men che meno in noi, se nel frattempo permettete che si compia questo genocidio, se vi investite e collaborate? Abbiamo lasciato crescere indisturbato il falso idolo del sionismo per troppo tempo. E allora stasera diciamo: basta così. Il nostro ebraismo non può essere rinchiuso in un etnostato, perché il nostro ebraismo è internazionalista per natura. Il nostro ebraismo non può essere protetto dall’esercito devastatore di quello stato, perché tutto ciò che fa quell’esercito è seminare dolore e raccogliere odio, anche contro noi ebrei ed ebree. Il nostro ebraismo non è minacciato dalle persone che alzano la voce per esprimere solidarietà alla Palestina al di là delle differenze di razza, di etnia, abilità fisica, identità di genere ed età. Il nostro ebraismo è una di quelle voci, e sa che in quel coro risiedono sia la nostra sicurezza, sia la nostra liberazione collettiva. Il nostro ebraismo è l’ebraismo del Seder di Pèsach: riunirsi in una cerimonia per condividere il cibo e il vino con le persone amate e con quelle sconosciute, un rito che per sua stessa natura è portatile, abbastanza leggero da poterselo caricare sulle spalle, e che non ha bisogno di nient’altro che delle altre persone: niente muri, niente templi, niente rabbini, un ruolo per tutti e tutte, soprattutto il bambino più piccolo o la bambina più piccola. Il Seder è la tecnologia della diaspora per eccellenza, concepita per il lutto collettivo, la contemplazione, la messa in discussione, la commemorazione e la rivitalizzazione dello spirito rivoluzionario. Allora guardatevi attorno. Questo, qui, è il nostro ebraismo. Mentre il livello dei mari sale, le foreste bruciano e nulla è certo, preghiamo davanti all’altare della solidarietà e del mutuo soccorso, a qualunque costo. Non abbiamo bisogno del falso idolo del sionismo. Non lo vogliamo. Vogliamo liberarci dal progetto che commette un genocidio in nostro nome. Liberarci da un’ideologia i cui unici piani di pace sono gli accordi con i petrolstati teocratici che uccidono l’intera regione, mentre vende al resto del mondo le sue tecnologie di omicidio meccanicizzato. Cerchiamo di liberare l’ebraismo da un etnostato che vuole che ebree ed ebrei vivano per sempre nella paura, che vuole che i nostri bambini e le nostre bambine abbiano paura, che vuole convincerci che il mondo ce l’abbia con noi affinché corriamo nella sua fortezza e sotto la sua cupola di ferro, o quantomeno affinché armi e donazioni continuino ad affluire. Eccolo, il falso idolo. Non è il solo Netanyahu, è il mondo che lui ha creato e che lo ha creato: è il sionismo. Che cosa siamo noi? Noi che da mesi e mesi scendiamo in strada, noi siamo l’esodo. L’esodo dal sionismo. E ai Chuck Schumer di questo mondo non diciamo: «Lasciate andare il nostro popolo». Diciamo: « Ce ne siamo già andati. E i vostri figli, le vostre figlie? Adesso sono con noi» -------------------------------------------------------------------------------- [1] Questo testo è il discorso pronunciato da Klein il 23 aprile 2024 in occasione dell’«Emergency Seder in the Streets» a New York. Celebrato durante la festa ebraica della Pèsach, il Seder è un rito che fa rivivere simbolicamente ai suoi partecipanti, attraverso la condivisione di cibi e bevande e la lettura del libro dell’Esodo, il passaggio dalla schiavitù in Egitto alla libertà. Questo «Seder nelle strade», organizzato da Jewish Voice for Peace, si è svolto a Grand Army Plaza, Brooklyn, nelle vicinanze dell’abitazione di Chuck Schumer – leader della maggioranza democratica al Senato e sostenitore incondizionato di Israele – per chiedere l’interruzione della fornitura di armi a Israele. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Abbiamo bisogno di un esodo dal sionismo proviene da Comune-info.
March 11, 2026
Comune-info
Criminalizzare la solidarietà con la Palestina: il vero significato del DDL Antisemitismo approvato al Senato
Il Senato della Repubblica ha approvato il cosiddetto DDL sull’antisemitismo, un provvedimento che solleva interrogativi profondi e inquietanti sul futuro della libertà di espressione e del dibattito democratico nel nostro Paese. Il testo si fonda sulla controversa definizione proposta dall’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), una formulazione che da anni è […] L'articolo Criminalizzare la solidarietà con la Palestina: il vero significato del DDL Antisemitismo approvato al Senato su Contropiano.
March 10, 2026
Contropiano