Tag - amore

Matinée XXL #121 – 24.08.2026
Matinée XXL: slancio onirico e stallo iperrealista.. solo due ore di calma prima che ricominci irrefrenabile il quotidiano flusso di transazioni, confini, controlli, paranoie ed egoismi. La musica è stanca, torniamo a dormire.. Tracklist: Pharoah Sanders – Upper Egypt & Lower Egypt Max Roach & Abbey Lincoln – Lonesome lover Sun ra & his arkestra – Enlightenment Max Roach – Driva’man Eric Dolphy – Like someone in love Maria Monti – I fili della luce / Armatura Nuova Idea – Fumo di una sigaretta Le stelle di Mario Schifano – Susan song Catherine Ribeiro + Alpes – 15 aout 1970 Brigitte Fontaine & Areski – Le 6 septembre Joyce – Opiniao / Chora doutor Gonzo & Luar Domatrix – Ja nem gritam no calvar calhau! – Penunibal Peter Forest – A Maria Cavaca Radikal Satan – gri-gri nzumbe – Serpentine lines A large sheet of muscle – our illustrious police Norman Church – History of a country Town / shopping quarter The new Bristol shakers – Blending of the spheres Big Hands – a jupiner tree whose roots are made of fire / Tu Estòmago (XVI)
August 24, 2026
Radio Blackout - Info
Matinée XXL #121 – 24.08.2026
Matinée XXL: slancio onirico e stallo iperrealista.. solo due ore di calma prima che ricominci irrefrenabile il quotidiano flusso di transazioni, confini, controlli, paranoie ed egoismi. La musica è stanca, torniamo a dormire.. Tracklist: Pharoah Sanders – Upper Egypt & Lower Egypt Max Roach & Abbey Lincoln – Lonesome lover Sun ra & his arkestra – Enlightenment Max Roach – Driva’man Eric Dolphy – Like someone in love Maria Monti – I fili della luce / Armatura Nuova Idea – Fumo di una sigaretta Le stelle di Mario Schifano – Susan song Catherine Ribeiro + Alpes – 15 aout 1970 Brigitte Fontaine & Areski – Le 6 septembre Joyce – Opiniao / Chora doutor Gonzo & Luar Domatrix – Ja nem gritam no calvar calhau! – Penunibal Peter Forest – A Maria Cavaca Radikal Satan – gri-gri nzumbe – Serpentine lines A large sheet of muscle – our illustrious police Norman Church – History of a country Town / shopping quarter The new Bristol shakers – Blending of the spheres Big Hands – a jupiner tree whose roots are made of fire / Tu Estòmago (XVI)
Matinée XXL #121 – 24.08.2026
Matinée XXL: slancio onirico e stallo iperrealista.. solo due ore di calma prima che ricominci irrefrenabile il quotidiano flusso di transazioni, confini, controlli, paranoie ed egoismi. La musica è stanca, torniamo a dormire.. Tracklist: Pharoah Sanders – Upper Egypt & Lower Egypt Max Roach & Abbey Lincoln – Lonesome lover Sun ra & his arkestra – Enlightenment Max Roach – Driva’man Eric Dolphy – Like someone in love Maria Monti – I fili della luce / Armatura Nuova Idea – Fumo di una sigaretta Le stelle di Mario Schifano – Susan song Catherine Ribeiro + Alpes – 15 aout 1970 Brigitte Fontaine & Areski – Le 6 septembre Joyce – Opiniao / Chora doutor Gonzo & Luar Domatrix – Ja nem gritam no calvar calhau! – Penunibal Peter Forest – A Maria Cavaca Radikal Satan – gri-gri nzumbe – Serpentine lines A large sheet of muscle – our illustrious police Norman Church – History of a country Town / shopping quarter The new Bristol shakers – Blending of the spheres Big Hands – a jupiner tree whose roots are made of fire / Tu Estòmago (XVI)
August 24, 2026
Radio Blackout
Buona festa della mamma a tutte le madri invisibili – di Nadir Dendoune
Qualche giorno fa, in occasione della "festa della mamma", che in Francia si festeggia il 31 maggio, il giornalista, scrittore e regista Nadir Dendoune ha reso omaggio a sua madre, Messaouda, arrivata dall'Algeria nel 1959, e a tutte le "madri invisibili". Critica a un sistema che relega gli anziani in secondo piano e abbandona [...]
June 12, 2026
Effimera
«Pensando ad Anna»: gli anni ’70 in…
… un docu-film di Tomaso Aramini. di Michalis Mavropulos Un «esperimento etnologico senza precedenti», come lo definisce il suo creatore, audace e provocatorio a qualsiasi convenzione, poiché combina realtà e finzione attraverso la lente del cinema. «È un film, la cui idea ho concepito in accordo con il regista Tomaso Aramini, il quale utilizza un metodo artistico originale e rivoluzionario perché
Gay People: orgoglio no, orgoglio sì
La giornata internazionale contro l’omofobia: poche righe e molti link. Amarsi è un diritto naturale ma che fatica… soprattutto se si mettono in mezzo le religioni organizzate e gli Stati che si credono etici (infati accettano ogni guerra). Dal punto di vista anagrafico la “bottega” (come progetto collettivo) è adolescente, perciò – così il luogo comune – con gli ormoni
In tempo di guerra dov’è l’amore? E’ al centro della poesia persiana
L’Occidente è in guerra con la paura. Oggi il mio cuore soffre per l’Occidente. Nonostante lottiamo contro la paura in Afghanistan, Iraq, Libia, Siria, Palestina e ora in Iran, questa continua ad aumentare e chiude il nostro cuore alla bellezza di altre culture. Oggi le famiglie di Teheran, Beirut e Tel Aviv sono messe sulla strada sotto una pioggia di bombe. Giorno dopo giorno, scuole e ospedali vengono bombardati e tutti vivono nella paura. Non sanno se domani saranno in grado di procurarsi vestiti caldi e asciutti, acqua e cibo per i loro figli. Non sanno se saranno in grado di mandare i loro figli a scuola. Come si sfida la paura? Nonostante la paura e l’odio presenti tra noi, l’amore, la fratellanza e la gioia sono ancora vivi in molte culture. La cultura iraniana possiede una conoscenza dell’amore, della gioia e della fratellanza. Invece di inasprire le leggi e punire gli oppositori del regime, i leader iraniani dovrebbero trarre ispirazione dai grandi poeti persiani anziché combattere la paura che “noi” occidentali abbiamo di loro. Inoltre, “noi” occidentali dovremmo saperne di più su questa straordinaria cultura millenaria. La cultura iraniana è eccezionale. Nel corso della sua storia, l’Iran ha visto molti grandi poeti che hanno influenzato la società, la spiritualità e la filosofia. Ho avuto l’opportunità di trascorrere un po’ di tempo con amici iraniani quando ero una studentessa universitaria. In diverse occasioni ho partecipato a serate di lettura di poesie iraniane. Ho un ricordo abbastanza chiaro di questi momenti perché sono rimasta totalmente stupita dalla bellezza di diversi brani di scrittura. La poesia persiana gioca infatti un ruolo fondamentale nella cultura iraniana perché è una parte viva della vita quotidiana. Gli iraniani citano spontaneamente i grandi poeti nelle conversazioni e usano la poesia per esprimere le loro emozioni più profonde. L’estetica persiana, strettamente legata alla poesia, è caratterizzata da un’armonia tra forma e contenuto, da una profonda connessione tra linguaggio ed espressione, da una ricerca della bellezza e della saggezza. I TEMI UNIVERSALI DELLA POESIA PERSIANA La poesia persiana si distingue per la profondità dei suoi temi, che fondono amore, spiritualità, filosofia e umanesimo. Amore Che sia terreno o divino, l’amore è al centro di quasi tutta la poesia persiana. L’amato, spesso idealizzato, rappresenta a volte un essere umano, a volte una metafora del divino. I ghazal di Hafez incarnano questa affascinante ambiguità, dove la passione carnale si fonde con l’estasi mistica. Spiritualità e Sufismo Molti poeti persiani sono stati influenzati dal sufismo, una corrente mistica all’interno dell’Islam che sostiene l’unione dell’anima con Dio. Rumi, Attar e Sanai scrissero versi di eccezionale intensità spirituale, celebrando l’amore universale e la dissoluzione dell’ego. La natura fugace della vita La poesia persiana sottolinea l’impermanenza del mondo, la fragilità dell’esistenza e l’importanza di assaporare il momento presente. Nelle sue quartine, Omar Khayyam medita sul passare del tempo, sulla vanità dell’ambizione umana e sulla saggezza di cogliere l’attimo. Natura e vino I poeti persiani descrivono spesso giardini, fiori, fiumi e vino come simboli di bellezza, piacere e libertà. Queste immagini servono anche come metafore filosofiche o spirituali. GRANDI POETI PERSIANI Omar Khayyam (1048–1131) Matematico, astronomo e poeta, Omar Khayyam è meglio conosciuto per le sue Rubaiyat (quartine). Il suo lavoro, spesso tinto di scetticismo ed edonismo, mette in discussione il destino, la religione e il significato della vita. Ferdowsi ( 940 – 1020) Ferdowsi, autore dello Shahnameh (“Libro dei Re”), è una delle figure più iconiche della letteratura persiana. Questo poema monumentale, composto da oltre 50.000 distici, occupa un posto centrale nella storia culturale dell’Iran. Nello scriverlo, Ferdowsi ha svolto un ruolo decisivo nel preservare la lingua, la cultura e l’identità persiana in un momento segnato dalla crescente influenza dell’arabo. Jalal ad-Din Rumi (1207–1273) Mistico sufi e poeta universale, Jalal ad-Din Muhammad Rumi, noto anche come Mowlana o Molavi, rimane una delle figure più importanti della letteratura e della spiritualità persiana. La sua opera trascende i secoli e i confini, e la sua poesia, tradotta in numerose lingue, è oggi tra le più lette al mondo, in particolare in Occidente. Saadi (1210–1292) Autore del Bustan (“Il Frutteto”) e del Golestan (“Il Giardino delle Rose”), Saadi di Shiraz è considerato uno dei grandi maestri della saggezza persiana e della prosa poetica. Le sue massime, intrise di umanità e moralità, continuano a essere citate e ammirate oggi, sia in Oriente che in Occidente. Hafez (1325–1390) Considerato il più grande poeta lirico della letteratura persiana, Hafez è famoso soprattutto per i suoi ghazal, in cui sensualità, misticismo e ironia si fondono con una sottigliezza unica. In Iran, il suo Divan si trova ancora nella maggior parte delle case ed è spesso consultato come un vero oracolo letterario. -------------------------------------------------------------------------------- TRADUZIONE  DALL‘INGLESE DI FILOMENA SANTORO. REVISIONE DI THOMAS SCHMID. Anne Farrell
March 26, 2026
Pressenza
La colpa ne «Il mistero Nora Ricci»
Il protagonista dell’ultimo romanzo di Pierluigi Sullo, “Il mistero Nora Ricci” (ed. Manni), è un uomo adulto che racconta, in prima persona, un episodio della sua vita di ragazzo. Un episodio che nasconde un mistero, per l’appunto. Ma questo mistero è veramente la Nora Ricci del titolo, o non bisognerebbe cercarlo altrove? Non è un caso, io credo, che il romanzo cominci con la frase: “In principio c’era la colpa”. Ma di chi è questa ‘colpa’? Il narratore l’attribuisce a sé stesso: sua è la ‘colpa’, a Nora appartiene invece il ‘mistero’. Ma è davvero così? La storia si dipana utilizzando la suspence tipica del ‘racconto d’indagine’, benché l’investigazione sia quasi involontaria e le scoperte spesso avvengano fortuitamente. Il bisogno di capire e catturare il vero ‘volto’ di Nora Ricci è ciò che muove l’indagine, ma lo svelamento di Nora talvolta appare come un pretesto per andare oltre. Per scoprire un altro ‘mistero’. La verità che il protagonista insegue sembra essere più profonda. Più personale. Ed è qualcosa che riguarda i tremori della gioventù. Le speranze, i desideri e le ‘colpe’ del tempo giovane della vita. La scelta dello stile asseconda questa interpretazione. La scrittura stessa è dolce, un po’ trasognata, con punte improvvise di amarezza. O di sdegno politico, come nella scena che rievoca i fatti di Genova e l’uccisione di Carlo Giuliani: “Ero paralizzato dall’orrore, fissavo lo straccio che era stato un ragazzo…”. Del resto, l’impegno civile e il ricordo degli anni della giovinezza sono tematiche costanti di Pierluigi Sullo. Anche nei suoi precedenti romanzi (“Uccelli nella tempesta” e “La rivoluzione dei piccoli pianeti”, entrambi editi da Lastaria) amore e politica, gioventù e voglia di cambiamento sociale vanno di pari passo. In quest’ultimo romanzo però sono più intrecciati. Fanno, per così dire, corpo comune. E dunque la scrittura si fa più dolce, più meditata. Anche, forse, per non scottarsi con il fuoco della sessualità, ossia con il ‘mistero’ dei misteri. > La forza di questo libro sta proprio, a mio parere, nell’intimo intreccio di > sentimenti di natura diversa, che però convergono sulla figura emblematica di > una donna che reclama il suo spazio fin dal titolo. Così, alla fine, scopriremo che Nora Ricci ha davvero una vita turbinosa, che va di pari passo con le vicende politiche dell’epoca. Una vita oscura che le impedisce di avere un’esistenza pacificata e che mette in pericolo chi le si avvicina troppo. La ‘colpa’ che turba il nostro narratore tuttavia non ha a che fare con dilemmi di natura politica, bensì proprio con il fuoco della sessualità. Con la scoperta dei propri impulsi e con l’improvvisa consapevolezza che non sempre è facile tenerli a bada, renderli più ‘civili’ e adeguati all’immagine che si ha di sé stessi. Ha infatti la sensazione di aver abusato di Nora, durante la loro prima, unica e indimenticabile vacanza nei mari di Puglia e Calabria. Di essersi mostrato troppo rapace. E anche se lei, nei loro casuali e sporadici incontri, non glielo rinfaccia mai, lui si sente in colpa per aver ceduto a quell’impulso predatorio. Ma, a differenza di Nora, il narratore-protagonista del romanzo ha infine trovato il suo equilibrio amoroso. Ora è sposato e anche se il rapporto con Livia, la moglie, non cancella quell’antica ‘colpa’, tuttavia lo rassicura: l’amore sembra essere l’antidoto giusto per curare la tentazione della violenza. “Livia e io”, dice, “dopo quasi vent’anni ci svegliavamo la mattina contenti di incontrarci di nuovo, qualunque cosa ciascuno avesse sognato o quali che fossero gli incubi in agguato.” “Il mistero Nora Ricci” ci parla, in sostanza, di rivoluzioni e cambiamenti che avvengono fuori, ma anche dentro di noi. Ci parla soprattutto, in modo sommesso e nient’affatto ideologico, di quell’impulso rapace che cova dentro l’animo degli uomini. Anche dei più miti, come il protagonista di questo libro. La copertina è di Valter Cirillo (Pixabay) SOSTIENI, DIFENDI, DIFFONDI DINAMOPRESS Per sostenere Dinamopress si può donare sul nostro conto bancario, Dinamo Aps Banca Etica IT60Y0501803200000016790388 tutti i fondi verranno utilizzati per sostenere direttamente il progetto: pagare il sito, supportare i e le redattrici, comprare il materiale di cui abbiamo bisogno L'articolo La colpa ne «Il mistero Nora Ricci» proviene da DINAMOpress.
March 8, 2026
DINAMOpress