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“Il filo che ci unisce” alla Palestina in una serata di arte, dialogo e musica ad Alba
Sabato 25 luglio lo Spazio DOM ospiterà l’evento promosso dalla Rete Cuneese per la Palestina con il patrocinio della Città di Alba. Gli organizzatori spiegano: “L’iniziativa rappresenta il momento conclusivo del progetto che, dopo la mostra diffusa alla Libreria Milton, riunisce arte, testimonianze e musica per sostenere la popolazione palestinese e promuovere una cultura della solidarietà”. Il programma è così pianificato: “Sarà possibile visitare l’installazione e la selezione artistica curata da Ca.sa Emma, che accosta i disegni dei bambini di Gaza del progetto HeArt of Gaza alle opere donate da artisti del territorio, tutte acquistabili per contribuire alla raccolta fondi destinata ai progetti benefici. Sarà inoltre esposta l’installazione I lenzuoli della memoria di Donne Donne in cammino per la pace. Dalle 20:00 prenderanno il via gli interventi delle associazioni partecipanti e delle realtà coinvolte, moderati da Ab Amajou, con la partecipazione speciale di Mohammed Timraz, arte terapeuta gazawi e fondatore di HeArt of Gaza. La serata sarà accompagnata dalla musica dal vivo dei Nūär, progetto arab folk che unisce sonorità arabe e strumenti della tradizione occidentale, e dalle ottime birrette del micro-birrificio Uranio, E, tra le voci resistenti, anche quella di Project M.i.l.a² (make international law act again) collettivo informale“. “Nel corso dell’evento sarà ancora possibile sostenere due importanti progetti – precisano i coordinatori – HeArt of Gaza, dedicato ai bambini di Gaza, e la scuola JUZOOR Aisha Khalil in Cisgiordania occupata, attraverso una raccolta fondi per proseguire la costruzione dell’istituto scolastico e l’asta benefica dell’opera donata da Sumisura”. L’ingresso è libero. Per informazioni:  retecuneeseperlapalestina@gmail.com Redazione Italia
July 17, 2026
Pressenza
“Falastin Hurra 2.0 – From Strip to Motion” in esposizione a Saluzzo
La collezione di opere artistiche “da e per la Palestina” viene presentata nella cittadina piemontese per iniziativa promossa dal gruppo Saluzzo per Gaza e dalla Rete Cuneese per la Palestina, che spiegano: > Riprende il percorso, con grande slancio politico e artistico, a Ssluzzo, in > provincia di Cuneo, quindi ancora in Piemonte, dell’ormai nota esposizione > curata da alino e Giansandro Morelli e inaugurata a Napoli nel gennaio 2024 > con una grande esposizione al Complesso di San Domenico, poi ospitata in tante > città, e in tante micro-iniziative sparse per tutto il paese, oltre che presso > il museo di Bogotà in Colombia, da ormai quasi due anni. > > Grazie alla partnership con un concerto di associazioni – Saluzzo per Gaza, > Libera Saluzzo, ANPI Saluzzo, Circolo Arci “Ratatoj”, con il sostegno di Rete > Cuneese per la Palestina e con il patrocinio di Voci Erranti, Terres Monviso > e del Comune di Saluzzo, presso il Bistrò Lo Spaccio l’esposizione Falastin > Hurra (Palestina Libera, in lingua araba) giunge nella sua nuova veste, 2.0 – > From Strip to Motion, così concepita a Torino nell’ottobre 2025, e ora pronta > per una nuova unica tappa nella provincia piemontese. > > La mostra raccoglie illustrazioni e fumetti che si muovono tra produzione > artistica e narrazione del presente, restituendo uno sguardo plurale e in > continuo aggiornamento. Molte delle opere nascono anche nel contesto della > comunicazione contemporanea, mantenendo un legame diretto con ciò che accade. > > Aggiornata artisticamente in collaborazione con NAZRA Palestine Short Film > Festival, ancora curata da alino e Giansandro Morelli con la preziosa aggiunta > della fumettista Lorena Canottiere, si focalizza su autori e autrici > arabo-palestinesi, con una piccola sezione di autor* italian* e > internazionali, nella quale si trovano molte nuove acquisizioni, fra cui la > stessa Canottiere, Andrea Bruno, La Verve, Eva Daffara, Samuele Canestrari e > tant* altr* (e si conta di averne ancora nuovi per la tappa di Saluzzo); e si > affiancano alle immagini della storica sezione Kufia, matite italiane per la > Palestina, il portfolio di disegnator* italiani – tra cui Andrea Pazienza > [inoltre Magnus, Guido Crepax, Josè Munoz, Lorenzo Mattotti, Filippo Scozzari, > Milo Manara,…] e Cinzia Ghigliano  da cui tutto è partito, con un > aggiornamento delle ormai quasi 240 opere del progetto (data la prolifica > produzione degli artist* stessi, in costante supporto del drammatico periodo > che vive il mondo Palestinese, nel pieno del Genocidio perpetrato > dall’invasore e criminale Stato d’Israele). > > In mostra, soprattutto, ci saranno le tavole e le illustrazioni (anche quelle > nuovissime realizzate quotidianamente per i social) di: Leila Abdelrazaq, Naji > Al-ali, ma anche il giovane Naji Al Alì, nato nel 99, Fuad Alymani, Mazen > Kerbaj, Gina Nakhle-Koller, Hassan Manasrah, Mohammad Saba’aneh, Othman Selmi; > e le aggiunte di Lina Gaibeh e AnnaMay Khoury, e un ricordo della scomparsa > fumettista, illustratrice e artista Palestinese Mahasen Al-Kethib [a soli 31 > anni uccisa dal bombardamento dell’esercito israeliano a Jabaliya, nella > Striscia di Gaza, del 18 ottobre 2024]. A Saluzzo la mostra allestita negli spazi dello Spaccio Bistrò verrà inaugurata venerdì 15 maggio alle 17:30 insieme al fumettista e illustratore alino in una serata a tema, a cui gli organizzatori dell’esposizione invitano a partecipare per “continuare l’attivismo in supporto del Popolo Palestinese e contro il Genocidio in atto per mano di Israele”. Precedentemente, venerdì 8 maggio, hanno proposto l’incontro sul tema Le parole per dirlo. Una bibliografia di storie e racconti sulla Palestina a L’Ortica Libreria Indipendente di Saluzzo, dove il suo titolare, Giuseppe Cavaglieri, insieme a Francesca Galliano, referente territoriale di Libera, hanno guidato il pubblico in “un percorso editoriale dedicato alla tematica palestinese: una selezione delle pubblicazioni più rilevanti e interessanti sull’argomento, attraversando diversi generi letterari — dai romanzi ai saggi, fino ai racconti — con proposte pensate sia per un pubblico adulto che per i più giovani”. Contemporaneamente, proseguono le iniziative promosse dalla Rete Cuneese per la Palestina, che recentemente ha coordinato la mobilitazione Per la pace, contro la corsa riarmo e l’assemblea sul tema Sicurezza, o repressione? Parliamone… per “costruire pensieri, costruire dialogo” ed elaborato il volantino “L’Italia ripudia la guerra, eppure ne ha fatto un business!” divulgato nel territorio alle manifestazioni e nei presidi. E, parallelamente all’esposizione della rassegna, saranno proposti eventi e verranno svolte attività di cui gli organizzatori comunicheranno presto il programma. FALASTIN HURRA 2.0. FROM STRIP TO MOTION dal 15 al 29 maggio in esposizione a Saluzzo (Cuneo) Lo Spaccio Bistrò / Il Quartiere – piazza Montebello 1 visite a ingresso libero dal lunedì al venerdì a orario continuato, dalle 7 alle 18 al sabato e alla domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30 INFORMAZIONI: notiziario di ARCI Cuneo – Asti Rete Cuneese per la Palestina – retecuneeseperlapalestina@gmail.com Articolo redatto a cura di Maddalena Brunasti Redazione Torino
May 13, 2026
Pressenza
L’Italia ripudia la guerra, eppure ne ha fatto un business!
Dal 1° maggio in tutta la provincia di Cuneo compaiono volantini a favore del disarmo e di politiche di pace e di cooperazioni. Voluta e condivisa da Cuneo per Gaza, Saluzzo per Gaza, Rete Cuneese per la Palestina e tante associazioni che sui singoli comuni si stanno spendendo per ‘percorsi e proposte di Pace’, l’iniziativa si propone di favorire una riflessione nelle cittadine e nei cittadini sull’articolo 11 della Costituzione, “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa e risoluzione delle controversie internazionali”, e sulle politiche che ne stanno snaturando la forma e la sostanza. “L’Italia investe sempre più in armi di difesa e di offesa riducendo, di conseguenza, gli investimenti in scuola pubblica, sanità pubblica ed assistenza, ed inoltre si rallegra che il mercato della guerra crei prodotto interno lordo e benessere per alcuni – spiegano i promotori – Bisognerebbe invece implementare politiche di riconversione per ridurre la nostra dipendenza economica dalla guerra, garantire a tutte e tutti salute, istruzione e cure. Inoltre bisognerebbe tornare a credere a ed a dare supporto agli organi di diritto internazionale ed alle organizzazioni umanitarie per sostituire alle armi la diplomazia. La guerra è stata e sempre sarà una follia…”       Maddalena Brunasti
May 1, 2026
Pressenza
“Per la pace, contro la corsa riarmo”: assemblea a Bra
La Rete Cuneese per la Palestina sollecita la mobilitazione di persone e associazioni locali, che invita a radunarsi venerdì 10 aprile alle 18 a Bra, in via Cavour, con questo messaggio: > La “terza guerra mondiale a pezzi” denunciata con forza già nel 2014 da Papa > Francesco sta diventando sempre più un unico scontro globale frontale che > coinvolge contemporaneamente sempre più Stati e popoli. Le Nazioni > economicamente e militarmente più potenti puntano con sempre più evidenza a > spartirsi le risorse economiche del mondo senza alcuna preoccupazione per i > disastri e le vittime civili, donne e bambini soprattutto, che causano. > > Chi governa l’Italia non sembra interessato a interrompere questa spirale > distruttiva e questo enorme spreco di risorse, anzi punta ad ampliare sempre > più il commercio di armi con paesi in guerra (perfino genocidi come Israele a > Gaza e in Cisgiordania) anteponendo gli affari al rispetto della Costituzione > (in particolare dell’art. 11) e ai principi dei Diritti dell’Uomo e > dell’Infanzia. Si giunge perfino a giustificare e coprire le grandi > distruzioni e gli enormi massacri che queste scelte comportano falsificando e > distorcendo continuamente attraverso gran parte dei mezzi d’informazione la > realtà delle cose che succedono. Anzi ormai si punta sempre più chiaramente a > far diventare l’industria bellica il sistema trainante dell’economia come > soluzione alla crisi sempre più evidente determinata dalle difficoltà di gran > parte del nostro sistema economico basato su un becero e ingannevole > consumismo, lo spreco delle risorse naturali, lo sfruttamento intensivo e > devastante del territorio con gravissimi danni alla vita ed alla salute di > milioni di persone.  E purtroppo la stessa Comunità Europea persegue i > medesimi obiettivi. > > Chi tra i cittadini più coscienti si oppone a tutto questo viene sempre più > perseguito e punito con continue e nuove leggi che limitano i diritti > costituzionali, da quello di manifestare in modo pacifico e non violento negli > spazi pubblici, alle proteste e agli scioperi nella scuola e nei luoghi di > lavoro, all’accesso agli organi d’informazione, al diritto alla libertà di > stampa. > > NOI rifiutiamo la logica del riarmo e del profitto bellico che trasforma la > guerra in un mercato e la morte in un affare. Il riarmo alimenta tensioni > internazionali, legittima la repressione interna, sottrae risorse essenziali > alla società e al benessere sociale dei cittadini riducendo drasticamente le > disponibilità economiche necessarie a mantenere e migliorare servizi sociali > per tutti, in particolare dei più deboli e poveri. Infatti, ogni euro speso in > armi è un euro sottratto alla sanità, alla scuola, ai trasporti pubblici, > all’edilizia popolare, al sostegno al reddito di chi è in difficoltà, alla > difesa dell’ambiente. Per opporci al riarmo, alle derive autoritarie e > conseguenti restrizione dei diritti, alle guerre e alle violazioni > sistematiche del diritto internazionali V’INVITIAMO A MOBILITARVI CON NOI > PARTECIPANDO ALLA ASSEMBLEA CITTADINA VENERDÌ 10 APRILE – BRA ORE 18.00 – VIA CAVOUR Redazione Italia
April 8, 2026
Pressenza
4 aprile a Bra: il silenzio del ‘venerdì santo’ nella ‘via crucis’ della guerra
“C’è un tempo per parlare. E c’è un tempo per tacere.”, esordisce il gruppo di persone che nella piazza principale della città piemontese praticano insieme mezz’ora di silenzio per la pace ogni venerdì. Il prossimo, 4 aprile, è un venerdì santo e il gruppo propone questa riflessione: > ci ritroviamo in SILENZIO, dalle 18:30 alle 19:00 nella piazzetta del > Municipio di Bra, per uno spazio aperto di presenza e di coscienza. > Un tempo breve, ma essenziale. > Un tempo per restare umani davanti alla morte. > > Non è una manifestazione contro qualcuno. > È un momento per qualcosa: per fermarsi, per guardare, per non distogliere lo > sguardo. > > Viviamo in un tempo in cui tutto scorre veloce. > Le immagini passano. Le notizie si accavallano. > La morte rischia di diventare un numero. > > E noi rischiamo di abituarci. > > Ma il Venerdì Santo ci interroga: ci mette davanti a un uomo, un uomo > qualunque, un uomo condannato, umiliato, messo a morte… un uomo sulla croce. > > E ci costringe a una domanda semplice e radicale: quanto vale una vita? > > Fare memoria viva di quella croce è riconoscerla oggi nelle guerre che > continuano a distruggere città e popoli, nelle vite schiacciate da ingiustizie > economiche e sociali, nei corpi dimenticati, nei diritti negati, nelle > possibilità spezzate. > > Ogni volta che una vita viene scartata, ogni volta che una dignità viene > calpestata, ogni volta che qualcuno viene lasciato indietro, quell’uomo, ogni > UOMO e DONNA, è di nuovo sulla croce. > > E allora scegliamo il silenzio. > > Non come fuga. Non come indifferenza. Ma come spazio. > > Perché il silenzio non spiega il dolore. Lo lascia parlare. > > Il silenzio non risolve, ma ci unisce. > > Il silenzio ci mette davanti a ciò che non trova risposte, a ciò che ci > supera, a ciò che ci riguarda. > > Scegliamo il silenzio anche come gesto umano. > > Come il digiuno, crea un vuoto. E quel vuoto può diventare spazio. Spazio per > accorgerci degli altri. Spazio per condividere. Spazio per non restare chiusi > in noi stessi. > > Perché non si esce dal dolore evitandolo, ma attraversandolo insieme. > > Non vogliamo avere paura. Vogliamo restare. Restare davanti alla sofferenza. > Restare davanti alla morte. Restare davanti all’umano. > > Per questo ci ritroviamo in silenzio, per fare spazio all’umano che è in > ognuno di noi. > > Con la possibilità di un gesto semplice: fermarsi, ascoltare, lasciarsi > toccare. > > E allora SOGNIAMO. > > Sogniamo chiese e moschee vuote di parole. Piene di silenzio. > > Sogniamo luoghi senza confini, senza dentro e fuori, senza chi è accolto e chi > resta fuori. > > Sogniamo uomini e donne capaci di fermarsi, di restare davanti al dolore. > > E poi… un suono… > > Un suono che non serve a riempire il silenzio. Serve a interrompere il rumore. > > Un suono che non copre il silenzio, ma lo rende più profondo. > > Un colpo solo. Che attraversa il silenzio. > > Un gesto semplice. Umano. Che non spiega, non risponde. Ma chiama a fermarsi, > a respirare, a tornare. > > Sogniamo occhi che non si abbassano, mani che non restano in tasca, coscienze > che non si addormentano. > > Sogniamo comunità che non si abituano alla morte. Che non accettano che una > vita valga meno di un’altra. > > Sogniamo un mondo in cui il silenzio non sia vuoto, ma ascolto. Non sia > assenza, ma presenza. > > Vi aspettiamo. > Per mezz’ora. > Per fermarci. > Per ascoltare. > Per restare. > Per affidare i nostri sogni all’eco di un gong. > > Perché, anche nel silenzio, possiamo scegliere di essere umani.   Una delle aggregazioni che praticano il silenzio per la pace costantemente ogni anno, mese, settimana o giorno, indicate nella mappa online sul sito di Pressenza Italia (sezione ‘produzioni’, colonna a destra), il gruppo che dall’ottobre 2025 ogni venerdì si raduna a Bra è coordinato dalla RETE CUNEESE PER LA PALESTINA, che insieme alla SCUOLA DI PACE TONI LUCCI di Bra e alla Consulta Giovanile della cittadina coopera al Progetto Juzoor, una scuola per la libertà realizzato con patrocinio del Comune di Bra e sostegno della Fondazione VIS. Maddalena Brunasti
April 1, 2026
Pressenza