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Preparativi di guerra: nuovo accordo NATO sulle materie prime critiche
Nel summit NATO tenutosi ad Ankara il 7 luglio scorso è stato avviato un nuovo progetto internazionale sulle materie prime critiche per la Difesa, che vede coinvolti dodici Paesi facenti parte dell’Alleanza, tra cui l’Italia. Obiettivo dell’iniziativa è organizzare e rafforzare le filiere di approvvigionamento per le industrie militari, mettendo a punto un sistema condiviso di cooperazione riguardante l’intero processo produttivo: estrazione, stoccaggio, trasporto, gestione e riciclaggio dei minerali critici indispensabili. A tale proposito, il Segretario Generale della NATO ha dichiarato che «Per mantenere forti e pronte le nostre capacità di difesa necessitiamo di basi industriali e filiere produttive resilienti».[1] Il summit è complementare a diversi accordi siglati tra Unione Europea e Stati Uniti nel corso dell’ultimo anno: la Dichiarazione congiunta del 21 agosto 2025,[2] l’incontro interministeriale tra UE, USA e Giappone del 4 febbraio 2026[3] e, in ultimo, il Memorandum d’intesa del 24 aprile[4]. Il Memorandum è particolarmente significativo, in quanto stabilisce misure regolative dei prezzi al commercio dei metalli rari, includendo «prezzi minimi corretti alla frontiera, mercati basati su standard, sovvenzioni a copertura del differenziale di prezzo o accordi di ritiro della produzione». Stabilisce, inoltre: «standard per l’estrazione, la lavorazione, il riciclaggio o il commercio di minerali critici; cooperazione tecnica e normativa; cooperazione in materia di promozione e controllo degli investimenti; risposte rapide coordinate per prevenire interruzioni e crisi nelle catene di approvvigionamento dei minerali critici, anche provenienti da paesi terzi».[5] Se le «risposte rapide coordinate» includano o meno le risposte militari non è dato saperlo con certezza, dal momento che USA e UE «intendono proteggere le informazioni sensibili o tutelate per ragioni di sicurezza nazionale scambiate nell’ambito del presente Memorandum».[6] Sicuramente sono ricomprese anche misure civili, quali l’accumulo di scorte di minerali e la facilitazione normativa. E proprio a proposito della normativa bisogna spendere alcune parole: non solo il Memorandum è stato siglato dalla Commissione Europea, senza quindi alcuna forma di coinvolgimento democratico della popolazione, ma in esso è anche scritto che verranno prese misure per «accelerare, snellire o ridurre le tempistiche e le procedure di autorizzazione per l’estrazione, la separazione e la lavorazione di minerali critici».[7] Il modello è quello della logistica militare europea, che al momento attuale prevede de facto la circolazione di mezzi militari e truppe all’interno dei Paesi membri senza alcun bisogno di autorizzazione da parte dei Governi nazionali. L’obiettivo dell’Unione Europea è esplicito: estrarre almeno il 10% del fabbisogno di minerali critici entro il 2030,  processarne il 40% e, infine, riciclarne il 15%. Vi è però la necessità di ricorrere a fonti di estrazione collocate in paesi terzi, «determinati di comune accordo»[8] fra UE e USA. L’intento è chiaramente quello di muoversi in funzione anti-cinese, sottraendo quote di mercato dei metalli rari al gigante asiatico a partire dal controllo delle fonti di estrazione. Sarà però importante, all’interno di questo progetto imperialista, riuscire a mantenersi all’avanguardia per quanto riguarda la lavorazione e il riciclo dei metalli. Non per nulla il 25 marzo del 2025 l’Unione Europea ha ufficialmente stabilito la nascita di ben quarantasette progetti strategici riferiti all’intero ciclo produttivo delle materie prime critiche, comprese le fasi di ricerca e sviluppo. Dieci progetti riguardano il riciclo e, fra questi, quattro sono localizzati in Italia: in Toscana Solvay Italia lavora al riciclo dei metalli del gruppo del platino; nel Lazio Itelyum ed Erion si occupano del riciclo di metalli rari provenienti da hard-disk e motori elettrici; nel Veneto Recover-it recupera rame, nichel e platino dalle acque reflue industriali; in Sardegna Glencore dovrebbe occuparsi del recupero di litio dalle batterie, anche se il progetto sta incontrando difficoltà di tipo legale. Complessivamente i quarantasette progetti hanno un costo di 22,5 miliardi di Euro: risorse provenienti dalla Commissione e dagli Stati membri e pertanto potenzialmente sottratte al welfare. Siamo di fronte a un nuovo tassello del mosaico che descrive sempre più chiaramente i preparativi di una guerra globale ma anche quali saranno gli scenari della futura manifattura. Il coinvolgimento della NATO, di cui parlavamo all’inizio, ne è la prova lampante, così come lo è l’accaparramento dei metalli rari in Ucraina da parte degli USA – che subito dopo un accordo vantaggioso hanno iniziato a disimpegnarsi dalla guerra, scaricando gli oneri sulla UE per spostare l’attenzione verso l’indo-Pacifico. E. Gentili, F. Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- [1] https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2026/07/07/nato-allies-launch-new-project-on-critical-raw-materials-for-defence. [2] Cfr. https://policy.trade.ec.europa.eu/news/joint-statement-united-states-european-union-framework-agreement-reciprocal-fair-and-balanced-trade-2025-08-21_en. [3] Cfr. https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/fr/statement_26_323. [4] Cfr.                        https://ec.europa.eu/commission/presscorner/detail/en/ip_26_862. [5] https://ustr.gov/sites/default/files/files/Press/Releases/2026/U.S.-EU%20Critical%20Minerals%20Action%20Plan.pdf. [6] https://circabc.europa.eu/ui/group/09242a36-a438-40fd-a7af-fe32e36cbd0e/library/ca7bcd9d-6a41-417f-aed4-537e309f2f95/details. [7] Ibidem. [8] Ibidem. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Aerotech Academy di Pomigliano: come il militare si presenta foriero di occupazione e sviluppo del territorio
Aerotech Academy Pomigliano è il sito campano facente parte della rete dei Leonardo Labs, i laboratori di innovazione tecnologica del gruppo Leonardo (clicca qui). Come spesso avviene quando l’Università e la ricerca non ricevono le dovute attenzioni e i necessari finanziamenti, multinazionali e aziende di varie dimensioni si presentano nel ruolo di mecenati, finanziando la ricerca finalizzata alla produzione di sistemi di arma e di tecnologie duali. Aerotech, difatti, è un campus vero e proprio che si avvale della «collaborazione tra Leonardo e l’Università degli Studi di Napoli “Federico II”»[1] e che è attivo ormai da sei anni. A Bari, da due anni, è in corso una analoga iniziativa basata sul rapporto fra la nota azienda militare, il Politecnico di Bari e l’Università del Salento. La Aerotech Academy si presenta come percorso di alta formazione su tematiche ingegneristiche di frontiera ed è progettato congiuntamente da Leonardo e dall’Università al fine di fornire competenze teoriche, nonché capacità operative immediatamente spendibili in settori industriali a tecnologia avanzata. Un percorso che porta a formare ricercatori da utilizzare poi negli stabilimenti e nei laboratori di Leonardo e che si avvale di percorsi formativi multidisciplinari e materiali didattici e tecnici che un normale corso universitario, senza finanziamenti illustri, non potrebbe offrire. I corsi sono in lingua inglese e durano nove mesi, dei quali cinque sono dedicati alla ricerca e alla formazione nel settore aerospaziale mentre gli altri quattro risultano orientati ad aspetti pratici (cd. “project working”). Gli studenti selezionati sono tutti laureati.[2] Alla luce di quanto detto sorge spontanea una domanda: per quale ragione percorsi di alta formazione sulla ricerca di frontiera sono possibili negli atenei pubblici solo in presenza di Fondazioni e Accademie emanazione di multinazionali e imprese produttrici di tecnologie duali e sistemi d’arma di ultima generazione? La risposta è facilmente intuibile: scarsità di finanziamenti pubblici e un diretto interesse commerciale da parte dei soggetti privati coinvolti. Come è possibile leggere direttamente dal sito della Leonardo Academy,[3] infatti, la formazione erogata è funzionale ad accrescere e aggiornare la competitività dell’impresa. Leonardo ha dunque bisogno di queste situazioni per acquisire ulteriori conoscenze e competenze in ogni ambito di attività del gruppo. Quello dell’azienda, tra l’altro, è un interesse che si è manifestato anche nei riguardi della scuola pubblica e che il nostro Osservatorio ha già documentato.[4] La funzione della pubblica istruzione dovrebbe essere ben altra che aiutare le imprese nell’accrescimento della loro offerta produttiva, ma tant’è… In conclusione dobbiamo purtroppo constatare la palese rinuncia di quella parte del mondo accademico che si è lasciata coinvolgere nel progetto a esercitare con vigore quei principi di autonomia e indipendenza che dovrebbero contraddistinguere i cultori della materia. Nelle sei edizioni fino ad oggi svolte, dall’anno 2020, abbiamo assistito a un modello sempre più stretto di collaborazione tra università e industria, in funzione del salto di qualità tecnologico auspicato dalla Ue per costruire sinergie tra le aziende produttrici di armi e di tecnologie duali.  Si comprende poi l’interessamento di Leonardo per le materie STEM di cui il nostro Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ha già parlato come dimostra la partecipazione attiva anche di studenti liceali a laboratori legate alle professioni dell’aeronautica e dell’innovazione.  F. Giusti, E. Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- * [1] Cfr. https://www.leonardo.com/it/news-and-stories-detail/-/detail/aerotech-academy-consegnati-diplomi-sesta-edizione. * [2] Cfr. https://www.aerotechacademy.unina.it/wp-content/uploads/2026/07/Bando-ITA-26-27_last02072026.pdf. * [3] Cfr. https://www.aerotechacademy.unina.it/. * [4] Cfr. https://osservatorionomilscuola.com/2026/06/28/scuola-universita-e-ricerca-la-militarizzazione-va-avanti-spedita/. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Puntata del 07/07/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@0
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@1
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026@2
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
Puntata del 07/07/2026
Il primo argomento della puntata è stato quello delle lotte nel distretto della moda di Prato, in particolare sulle vicende capitate ai lavoratori dell’Acca srl, ne abbiamo parlato in collegamento telefonico con Riccardo del SUDD Cobas. L’ Acca srl il 20 giugno annuncia la sua chiusura con conseguente licenziamento di 95 dipendenti, niente di nuovo per chi opera nel settore della logistica, in cui aprire e chiudere aziende, serve a mantenere un sistema di malaffare, fatto di sfruttamento dei lavoratori ed evasione fiscale. Così i lavoratori assieme al sindacato di base SUDD Cobas hanno organizzato un picchetto permanente davanti alla sede dell’azienda per mettersi di traverso a questa scelta fatta sconsiderando totalmente le prospettive di chi in quel posto ci lavorava fino a poco tempo prima. Da lì prima una rete organizzata via WeChat di imprenditori, solidali alla causa dei padroni dell’Acca e detrattori del sindacato di base, ha organizzato di fatto un assalto al presidio con la pretesa di riprendere la merce bloccata nel magazzino, tanto che è dovuta intervenire anche la celere per fermarli. Poi dopo il tavolo di trattativa conquistato il 1 luglio alla presenza di istituzioni locali e azienda, sono state le forze dell’ordine a sgomberare il presidio con la forza, di fatto prendendo le parti di un’azienda che nel frattempo è sotto processo per un’evasione fiscale pari a 71 milioni di euro. Con Riccardo siamo entrati nei dettagli di questa storia e nel racconto del partecipatissimo corteo organizzato in risposta a questa situazione di violenza costante usata contro chi cerca solo di difendere il proprio posto di lavoro. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Margherita Napoletano, coordinatrice RSU CUB all’ospedale san Raffaele di Milano, vittima di una contestazione disciplinare a seguito di posizioni decise prese nei confronti della direzione ospedaliera. La nostra ospite si è più volte esposta denunciando la grave carenza di personale e l’abuso nella gestione degli appalti. A questo si aggiunge una diffida alla CUB da parte della direzione ospedaliera che appare pretestuosa e finalizzata ad intimidire e mettere fuori gioco il sindacato conflittuale. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia  di Emiliano Gentili, redattore del  blog dei lavoratori e delegati indipendenti di Pisa e membro del centro studi politico/sindacale della CUB, su l’articolo del 02/07/2026: “Dal 1° Luglio è partito il nuovo tentativo di scippo del TFR” https://delegati-lavoratori-indipendenti-pisa.blogspot.com/2026/07/dal-1-luglio-e-partito-il-nuovo.html Con l’aiuto di Emiliano siamo entrati nel merito della Legge di Bilancio dove il Governo è intervenuto anche per potenziare i fondi di previdenza complementare, alimentando quel meccanismo del silenzio-assenso che indirizza il Trattamento di Fine Rapporto dei neo-assunti nel settore privato verso i fondi pensione. Buon ascolto
July 12, 2026
Radio Blackout
Vertice NATO ad Ankara: rinforzo della Difesa Europea e della spesa militare
Proprio in questi giorni si sta riunendo ad Ankara il vertice NATO, pochi giorni dopo la visita del Segretario Generale della Alleanza in Germania per colloqui urgenti, nel corso dei quali è arrivato un attestato di stima per il riarmo intrapreso da Berlino. Il merito tedesco sarebbe quello di avere mantenuto gli impegni assunti con la NATO, aumentando la spesa per la Difesa, accrescendo le risorse (economiche e militari) destinate all’Ucraina e fornendo un forte impulso alla riconversione a fini militari di parte del tessuto manifatturiero nazionale. Rutte ha parlato di «un risultato straordinario» invitando le industrie della Difesa europee – e non solo – ad «aprire nuove linee di produzione, espandere le catene di approvvigionamento e fornire rapidamente ciò di cui abbiamo bisogno per la nostra sicurezza». Durante il summit in Turchia la NATO farà i conti con la necessità di un salto di qualità nella ricerca e nella produzione di sistemi d’arma tecnologicamente sempre più evoluti, nell’ottica di acquisire in maniera sinergica e collaborativa armi, veicoli e tutte le attrezzature più importanti, in maniera tale da sfruttare le economie di scala e  favorire l’integrazione tra sistemi produttivi nazionali differenti.[1] Non si parlerà, dunque, solo dell’Ucraina e dell’ammontare effettivo delle spese militari: la riunione NATO sarà assai attenta allo sviluppo del complesso industrial-militare, alla ricerca accademica a fini bellici, alla interazione tra soggetti pubblici e privati. Forti pressioni arrivano dall’industria militare turca, che recentemente ha concluso accordi con importanti aziende del settore di vari paesi, europei e non. Preoccupa invece la capacità europea di garantire un costante e crescente rifornimento bellico da qui ai prossimi anni. Sono trascorsi oltre dieci anni da quando, nel 2014, i paesi della Alleanza si impegnarono a portare al 2% del PIL la spesa per la Difesa, destinando almeno il 20% di queste somme all’acquisto di equipaggiamenti bellici e a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo. Nel 2023, al vertice di Vilnius, fu preso un accordo per lo sviluppo di una maggiore sinergia tra aziende militari e acquisti collaborativi, nel tentativo di costituire una dotazione bellica composta da sistemi d’arma fra loro compatibili (interoperabilità). Nel vertice 2024, tenutosi negli States, l’attenzione venne focalizzata su come espandere la capacità industriale. Nel giugno del 2025, infine, i Paesi NATO si impegnarono a destinare alla Difesa il 5% del PIL.[2] La gran parte dei documenti prodotti dalla Nato in questi ultimi anni analizza i pericoli per l’Alleanza pensando che arrivino in prevalenza dalla Russia. Da qui il sostegno alla produzione di armi in alcune fabbriche ucraine e al potenziamento della spesa per la Difesa nei paesi geograficamente più vicini a Mosca: «Gli Alleati si sono impegnati a sostenere l’Ucraina e la sua base industriale della difesa, promuovendo ed espandendo al massimo la cooperazione in materia di difesa con l’industria ucraina».[3]  In generale, la percezione di un nemico esterno favorisce l’adozione dell’obiettivo strategico di incrementare la spesa militare, gli investimenti in intelligence e la stessa capacità produttiva del settore bellico. Allo stesso tempo, il tentativo in corso è quello di modificare la legislazione vigente per favorire il riarmo e la concentrazione di capitali – rivedendo, ove necessario, l’agenda delle priorità dei singoli paesi – e accelerare processi di ricerca e tempistiche di approvvigionamento, nonché  ampliare e ammodernare la produzione di armi  – anche attraverso processi di riconversione militare della manifattura. E i maggiori investimenti diretti vanno a favore degli aerei da combattimento multiruolo, degli elicotteri, dei sistemi aerei senza equipaggio e della ricerca sulle armi tecnologiche, specie per quanto riguarda l’equipaggiamento di fanteria. Dal punto di vista amministrativo si va costruendo un’infrastruttura adatta allo sviluppo di una filiera militare continentale: normative ad hoc, anche in deroga alle leggi vigenti, accordi bilaterali di cooperazione in materia di Difesa, abbattimento delle barriere commerciali, acquisti collaborativi (sia di prodotti finiti, come armi e munizioni, sia di semi-lavorati) per favorire produzioni in grande scala. La NATO, insomma, si candida a ricoprire un ruolo da «promotore di iniziative, ente normatore, organismo che definisce i requisiti, aggregatore e facilitatore dell’attuazione, al fine di espandere la capacità industriale nel settore della Difesa».[4] Del resto esiste un cronoprogramma[5] della NATO per lo sviluppo di filiere di approvvigionamento resistenti agli shock economici o “geo-politici”. Vedremo nei prossimi giorni se e come questi ambiziosi obiettivi siano stati raggiunti e quali saranno le iniziative intraprese, con i relativi effetti immediati e a medio termine sui Bilanci comunitari e nazionali. F. Giusti, E. Gentili, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- [1] Cfr. https://www.nato.int/en/what-we-do/deterrence-and-defence/natos-role-in-defence-industry-production. [2] Cfr. https://www.nato.int/en/news-and-events/articles/news/2025/02/13/nato-defence-ministers-conclude-meeting-focus-on-defence-spending-and-support-for-ukraine. [3] Cfr. https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2025/02/13/updated-defence-production-action-plan. Traduzione nostra dall’originale: « Allies also pledged to support Ukraine and its defence industrial base by fostering and expanding defence cooperation with the Ukrainian defence industry to the fullest extent, and committed to enhancing defence industrial cooperation with NATO partners». [4] https://www.nato.int/en/about-us/official-texts-and-resources/official-texts/2024/07/10/nato-industrial-capacity-expansion-pledge. Traduzione nostra dall’originale: «We will leverage the Alliance’s role as convenor, standard setter, requirements setter and aggregator, and delivery enabler to expand defence industrial capacity». [5] Cfr. https://www.nato.int/content/dam/nato/webready/documents/factsheets/240712-Factsheet-Defence-Supply-Chain-Roadmap-en.pdf. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente