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Extinction Rebellion tappezza Roma con manifesti di Meloni in manganello. “L’Unica Sicurezza è questo Clima di Merda”
Durante la notte Extinction Rebellion ha incollato su muri e bacheche di diversi quartieri di Roma manifesti raffiguranti Giorgia Meloni nel mezzo di un’alluvione munita di manganello con la scritta “L’Unica Sicurezza è questo Clima di Merda”. Tra questi, anche uno alto più di due metri, incollato in via Guendalina Borghese a Garbatella, a pochi metri dalla sede di Fratelli d’Italia dove è partita la carriera politica della premier. Con questo ultimo messaggio, il movimento conclude la settimana di proteste nella Capitale, iniziata con un’ondata di calore anomala e conclusa con trombe d’aria che ieri notte hanno fatto cadere diversi alberi in città. La settimana di manifestazioni preavvisate e azioni dirette lanciata per esigere politiche climatiche serie e radicali in vista delle prossime elezioni, e che ha visto l’inasprimento di misure repressive come conseguenza diretta dei decreti sicurezza promossi ed approvati dal governo Meloni. Dopo quello che è successo martedì – con il sequestro per oltre 7 ore di 6 persone che stavano provando ad appendere uno striscione nel giorno della Festa della Repubblica – abbiamo deciso di lasciare un ultimo messaggio alla città” commenta Extinction Rebellion.“Se non è più possibile manifestare nelle piazze in nome della sicurezza pubblica, faremo in modo che siano i muri a parlare: l’unica sicurezza di cui dovrebbe importarci è questo clima di merda, e le temperature e i temporali di questa settimana ne sono un esempio”. Il riferimento è alle pesantissime misure repressive disposte dalla Questura di Roma nei confronti del movimento nei giorni precedenti. Dalle restrizioni sull’occupazione in tenda di piazza del Viminale costretta ad essere spostata in piazza dell’Esquilino senza motivazioni, alle denunce – a cui probabilmente seguiranno multe per migliaia di euro – per una performance di 20 minuti sotto palazzo Venezia, fino al sequestro di 6 persone per oltre 7 ore impedendogli di dare notizie ai loro legali. “Hanno raccontato per mesi che il decreto sicurezza serviva ad arginare la violenza nelle piazze. Questo è il risultato: persone non violente trattate come criminali e con migliaia di euro di multa da pagare”. Nello specifico, il nuovo Decreto Sicurezza, approvato dal governo e definito dagli esperti dell’ONU “il più grave attacco alla libertà di protesta degli ultimi decenni”, introduce nuovi reati, aggravanti e sanzioni amministrative, in particolare legati a manifestazioni e proteste. Nel frattempo, nel corso della settimana la città è stata colpita da due diversi eventi climatici estremi: un’ondata di calore eccezionale e violenti temporali che hanno causato danni diffusi. “Due eventi climatici estremi nell’arco di una sola settimana ci ricordano quanto la crisi climatica sia ormai diventata un problema sociale e sanitario”, dichiara Extinction Rebellion. “Mentre il governo continua a parlare di sicurezza pubblica in relazione all’inasprimento delle pene nei confronti delle manifestazioni, le persone continuano a morire e a pagare i danni causati da ondate di calore estreme, incendi e alluvioni”. L’ondata di calore sull’Europa centrale e occidentale che ha raggiunto il suo picco la scorsa settimana ha visto raggiungere i 38 gradi in diverse città italiane, e temperature fino a 16 gradi sopra la media del periodo nelle zone europee più colpite. Sulle Alpi lo zero termico ha superato i 4000 metri, una quota superiore alla maggior parte delle vette, che, esponendo i nevai montani a uno scioglimento precoce, riduce le riserve idriche alpine e aumenta il rischio di siccità nei periodi estivi, specialmente quando questi eventi si verificano così presto nella stagione. In Italia, come nel resto del mondo, gli eventi estremi si verificano con sempre più frequenza a causa della crisi climatica, con perdite e danni che affliggono la popolazione: si stima che negli ultimi 30 anni siano morte 38.000 persone in Italia a causa di eventi climatici estremi, e che in dieci anni si siano accumulati 19 miliardi di euro di danni derivanti da frane e alluvioni. Le azioni di questi giorni sono state un piccolo campanello d’allarme e l’inizio di una lunga ondata di agitazione che crescerà fino alle prossime elezioni, affinché sia un monito per tutte le forze politiche, dalla maggioranza all’opposizione” conclude Extinction Rebellion. “Perché le uniche sicurezze da garantire sono quella sociale, sanitaria, lavorativa e climatica”. Extinction Rebellion
June 4, 2026
Pressenza
Il diritto a difendere l’ambiente ai tempi dei decreti sicurezza
DIRITTO NON CRIMINE. Il diritto a difendere l’ambiente e i territori ai tempi dei decreti sicurezza a cura di Francesco Martone e Osservatorio Repressione Pubblicazione realizzata nell’ambito del progetto P.E.A.C.E. (Protect Eco Activism and Civil Engagement) Maggio 2026, 84 pp. Download     È liberamente scaricabile online la seconda edizione di “DIRITTO NON CRIMINE. Il diritto a difendere l’ambiente e i
ROMA: OCCUPATA PIAZZA DELL’ ESQUILINO. EXTINCION REBELLION “FOGLI DI VIA DALLA TERRA PER TRUMP E MELONI”
Occupata a Roma piazza dell’Esquilino per 24 ore da attivisti di Extincion Rebellion.  Dopo un pomeriggio con attività sui temi della giustizia climatica, l’antimilitarismo e il trans-femminismo, le persone in piazza si sono radunate attorno a un missile giallo attaccandovi ed esponendo le caricature di Giorgia Meloni e Donald Trump: le stesse immagini che sono state poi strappate e sequestrate dalla polizia, per ordine del Questore in quanto “avrebbero potuto configurarsi come fattispecie penale”. Poco prima, erano stati appesi dei simbolici “fogli di via dalla Terra”, indirizzati a diverse figure politiche italiane ed internazionali, intonando lo slogan “Fascisti su Marte”: da Elon Musk a Jeff Bezos, da Matteo Salvini a Antonio Tajiani, da Nethanyau a Putin, fino a Leonardo SPA e Unicredit. “Presentiamo il foglio di via a chi è realmente socialmente pericoloso, per la Terra e per chi la abita: chi finanzia guerra ed economia fossile, chi lascia la popolazione nell’insicurezza climatica.” Il racconto dell’iniziativa di Maria di Extincion Rebellion Ascolta o scarica 
June 1, 2026
Radio Onda d`Urto
Extinction Rebellion, un giorno di occupazione in Piazza dell’Esquilino a Roma
Dopo un pomeriggio con attività sui temi della giustizia climatica, l’antimilitarismo e il trans-femminismo, le persone in piazza si sono radunate attorno al missile giallo attaccandovi ed esponendo le caricature di Giorgia Meloni e Donald Trump: le stesse immagini che questa mattina sono state strappate e sequestrate dalla polizia, per ordine del Questure in quanto “avrebbero potuto configurarsi come fattispecie penale”. “Una democrazia dove non è permessa la satira e la critica a chi è in posizione di potere, è una democrazia malata. Difendere la democrazia significa difendere il diritto all’espressione del dissenso.” Poco prima, erano stati appesi dei simbolici “fogli di via dalla Terra”, indirizzati a diverse figure politiche italiane ed internazionali, intonando lo slogan “Fascisti su Marte”: da Elon Musk a Jeff Bezos, da Matteo Salvini a Antonio Tajiani, da Nethanyau a Putin, fino a Leonardo SPA e Unicredit. “Presentiamo il foglio di via a chi è realmente socialmente pericoloso, per la Terra e per chi la abita: chi finanzia guerra ed economia fossile, chi lascia la popolazione nell’insicurezza climatica.” A seguire, sul palco improvvisato della piazza, si sono approfonditi i temi di guerra, diritti umani, democrazia e crisi climatica grazie agli interventi di Emergency, Comunità Nazionale di Comunità Accoglienti, Rete Ecosocialista, Forum Droghe, Libere/i di Lottare. A Sud ha presentato il loro ultimo report “Guerra al Pianeta”, e il gruppo Libere Cittadine per la Palestina ha eseguito una performance sulle drammatiche condizioni della popolazione Palestinese a Gaza e nei Territori Occupati. Durante la serata dell’occupazione in tenda di Extinction Rebellion in piazza dell’Esquilino è comparsa la scritta “Disarmare la Terra” sulla facciata della Basilica Papale di Santa Maria Maggiore che si affaccia sulla piazza. Parole che pronunciò Papa Francesco, sepolto in quella stessa basilica. Un messaggio di pace e di cura del nostro pianeta che conclude questa giornata di occupazione. Extinction Rebellion
May 31, 2026
Pressenza
GIUSTIZIA CLIMATICA: EXTINCTION REBELLION TINGE DI VERDE IL LAGHETTO DAVANTI ALLA SEDE CENTRALE DI ENI
Un enorme striscione con il logo di Eni che brucia la bandiera della Palestina, la scritta “Stop Ecocidio – Stop Genocidio”, e un laghetto tinto di verde proprio di fronte alla sede centrale di ENI: inizia così la settimana di proteste di Extinction Rebellion per “evidenziare il legame tra crisi ecoclimatica, guerre e crisi della democrazia”, come scrivono le-gli attivisti nel comunicato di indizione di PrimaVera Democrazia. L’iniziativa inizia oggi in Italia, a pochi giorni dall’80 “compleanno” della Repubblica, e continuerà insieme a diversi movimenti climatici, sociali e antimilitaristi europei come Stop Rearm Europe e Ende Gelände. Oggi è anche il giorno dello sciopero generale del sindacalismo ed è stato esposto uno striscione in cui Eni brucia simbolicamente la bandiera palestinese, “per denunciare il tentativo di Eni di collaborare con Israele per estrarre gas e petrolio nelle acque palestinesi”, e la sua collaborazione “nel Mare del Nord con il gruppo israeliano Delek, uno dei principali fornitori di combustibile dell’esercito israeliano”. “In particolare, l’azione simbolica all’EUR vuole denunciare le conseguenze sugli ecosistemi e sul clima delle scelte di politica energetica del Governo, delle attività di estrazione di gas e petrolio da parte di ENI, e degli intrecci con le guerre in corso e la corsa al riarmo”, scrive XR in un comunicato. “Il verde innaturale assunto dall’acqua grazie alla fluoresceina, un tracciante innocuo che si degrada e scompare in poche ore, simboleggia infatti la distruzione e la morte degli ecosistemi e degli esseri viventi da cui dipende la sopravvivenza stessa dell’umanità”. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Lotta di XR ci racconta come è andata. Ascolta o scarica
May 29, 2026
Radio Onda d`Urto
“Foglio di via illegittimo”: Extinction Rebellion vince il ricorso al Consiglio di Stato
Il Consiglio di Stato ha annullato il foglio di via di un anno a un’attivista di Extinction Rebellion per aver partecipato una manifestazione al Tesla Store nel 2025. Per i giudici la misura violava il principio di proporzionalità ed era priva di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente pericolosa e lesiva della libertà di movimento. Per il movimento è una “sentenza storica che mette nero su bianco l’illegittimità delle politiche repressive del governo.” Dopo oltre un anno di ricorsi, il Consiglio di Stato ha dichiarato illegittimo il foglio di via della durata di un anno emesso dalla Questura di Milano nei confronti di un’attivista di Extinction Rebellion, per aver partecipato aduna manifestazione al Tesla Store. I giudici hanno inoltre condannato il Ministero dell’Interno al pagamento delle spese legali. “Il Consiglio di Stato mette oggi nero su bianco, in una sentenza storica, quello che movimenti, avvocati e costituzionalisti ripetono da anni: il foglio di via è una misura illegittima e gravemente lesiva delle libertà personali” commenta Extinction Rebellion. I fatti risalgono al 7 marzo 2025, quando decine di persone avevano preso parte a un’azione con Extinction Rebellion e occupato il Tesla Store di Milano in Piazza Gae Aulenti. L’iniziativa mirava a denunciare la responsabilità dei miliardari nella crisi climatica e nell’aumento delle diseguaglianze sociali e il ruolo di Elon Musk nell’avanzata di movimenti politici di estrema destra a livello internazionale . La protesta si era conclusa con 22 persone denunciate per manifestazione non preavvisata e 10 anche per violenza privata. Nelle settimane successive, 7 di loro avevano ricevuto un foglio di via obbligatorio, una misura di prevenzione del Codice Antimafia, che consente di allontanare da un Comune per un periodo compreso tra 6 mesi e 4 anni, soggetti ritenuti “socialmente pericolosi” che non abbiano nel Comune “legami significativi”, come residenza, lavoro, studio o motivi familiari. Nonostante ciò, il foglio di via era stato notificato anche a una giovane residente in un Comune limitrofo, con grossi rapporti personali e famigliari con Milano, stravolgendo la sua vita quotidiana e isolandola dalla rete di relazioni. Nel foglio di via il Questore riportava che l’attivista avesse mostrato “una pervicace inclinazione a tenere condotte in grado di turbare l’ordine e la sicurezza pubblica”, nonostante durante la manifestazione il suo ruolo si fosse limitato a distribuire succo di frutta e biscotti alle altre persone. I legali di Extinction Rebellion avevano immediatamente presentato ricorso al TAR Lombardia, evidenziando i legami della giovane con la città, tra cui la presenza dei nonni. Il TAR aveva però respinto la richiesta di sospensione, motivando la decisione anche con il fatto che la protesta fosse avvenuta nello stesso periodo di atti vandalici contro veicoli Tesla compiuti da soggetti diversi, ritenuti idonei a generare “un clima di incertezza tra i consumatori” e un danno diretto all’azienda. Data l’assurdità di punire una persona per atti non da lei compiuti, il caso è stato portato davanti al Consiglio di Stato, che ha infatti ribaltato la decisione: i giudici hanno riconosciuto la violazione del principio di proporzionalità e l’assenza di elementi concreti per qualificare l’attivista come socialmente pericolosa. La misura è stata giudicata sproporzionata rispetto ai fatti contestati e lesiva della libertà di movimento. Nel frattempo, per mesi l’attivista non ha potuto entrare a Milano senza autorizzazione preventiva della Questura, talvolta negata, anche per esigenze legate allo studio. “Quello che mi è successo è un chiaro esempio di come funziona la macchina di violenza e intimidazione dell’apparato poliziesco statale il cui obiettivo non è proteggerci, ma punire e isolare chi esprime dissenso,” ha dichiarato l’attivista. “Io ho avuto la possibilità di difendermi, ma non tutte ce l’hanno. Da questa esperienza ho imparato che non dobbiamo farci paralizzare dalla repressione, ma portare solidarietà a chi ne è colpito e disobbedire ancora, perché quando lo facciamo insieme funziona, tanto che a seguito della concomitanza di azioni svolte da vari gruppi nei confronti di Tesla lo showroom di Milano è stato chiuso!”. Storie come questa rendono evidente il clima repressivo che si respira in Italia, destinato ad intensificarsi e normalizzarsi a causa della recente conversione in legge dell’ultimo decreto sicurezza. “Di fronte a questo clima di soffocamento delle libertà democratiche e di partecipazione alla vita politica comune” conclude l’attivista “è essenziale rafforzare le relazioni e creare reti di solidarietà che non si lascino intimorire e spezzare dalla repressione. Perché è solo insieme che è possibile difendere la Terra da chi sta traendo profitto dalla sua distruzione.” Fonti * Extinction Rebellion: https://extinctionrebellion.it/press/2025/03/07/occupata-tesla-milano/ * Oxfam: https://www.oxfamitalia.org/emissioni-super-ricchi-futuro-del-pianeta/ * La Repubblica: * https://www.repubblica.it/esteri/2024/12/21/news/elon_musk_afd_destra_uk_donazioni-423900716/   Extinction Rebellion
May 21, 2026
Pressenza
Emilia-Romagna: in carovana fino al 14 giugno
Mentre a Ravenna la mobilitazione continua (ne scrive Manuela Foschi con un bel dossier fotografico) gli appuntamenti per ragionare su «diritti e rovesci» attraversano tutta la regione Per liberare Ravenna da armi e industria fossile  di Manuela Foschi Extinction Rebellion due giorni fa a Punta Marina ha detto «No alle armi a Ravenna e No alla industria fossile» di cui