GIUSTIZIA CLIMATICA: EXTINCTION REBELLION TINGE DI VERDE IL LAGHETTO DAVANTI ALLA SEDE CENTRALE DI ENI

Radio Onda d`Urto - Friday, May 29, 2026

Un enorme striscione con il logo di Eni che brucia la bandiera della Palestina, la scritta “Stop Ecocidio – Stop Genocidio”, e un laghetto tinto di verde proprio di fronte alla sede centrale di ENI: inizia così la settimana di proteste di Extinction Rebellion per “evidenziare il legame tra crisi ecoclimatica, guerre e crisi della democrazia”, come scrivono le-gli attivisti nel comunicato di indizione di PrimaVera Democrazia.

L’iniziativa inizia oggi in Italia, a pochi giorni dall’80 “compleanno” della Repubblica, e continuerà insieme a diversi movimenti climatici, sociali e antimilitaristi europei come Stop Rearm Europe e Ende Gelände. Oggi è anche il giorno dello sciopero generale del sindacalismo ed è stato esposto uno striscione in cui Eni brucia simbolicamente la bandiera palestinese, “per denunciare il tentativo di Eni di collaborare con Israele per estrarre gas e petrolio nelle acque palestinesi”, e la sua collaborazione “nel Mare del Nord con il gruppo israeliano Delek, uno dei principali fornitori di combustibile dell’esercito israeliano”.

“In particolare, l’azione simbolica all’EUR vuole denunciare le conseguenze sugli ecosistemi e sul clima delle scelte di politica energetica del Governo, delle attività di estrazione di gas e petrolio da parte di ENI, e degli intrecci con le guerre in corso e la corsa al riarmo”, scrive XR in un comunicato. “Il verde innaturale assunto dall’acqua grazie alla fluoresceina, un tracciante innocuo che si degrada e scompare in poche ore, simboleggia infatti la distruzione e la morte degli ecosistemi e degli esseri viventi da cui dipende la sopravvivenza stessa dell’umanità”.

Ai microfoni di Radio Onda d’Urto Lotta di XR ci racconta come è andata. Ascolta o scarica