Tag - honduras

Chi saccheggia la Terra e chi la difende: due documentari
Pilleurs de Terre Film Documentario Regia: Fanny Paloma Produzione: Blu Corporation Anno 2026 – 1’15’’ QUI il sito ufficiale in francese. “Pilleurs de Terre” è un documentario d’inchiesta e di poesia sulla lotta di chi vive vicino alle piantagioni Socfin/Bolloré in Cambogia e Camerun.  Per cinque anni, la regista Fanny Paloma ha condotto un’indagine per documentare l’accaparramento di terre da parte
Honduras, il ritorno della repressione: violenza, militarizzazione e guerra ai movimenti sociali
Virata la boa dei simbolici 100 giorni, il governo di Nasry Asfura, supportato da una solida maggioranza parlamentare bipartitista, sta confermando le peggiori previsioni. Oltre a procedere a gran velocità con l’occupazione e il controllo ferreo delle istituzioni e aprire nuovamente le porte alla svendita di territori e al saccheggio dei beni comuni, i primi tre mesi di governo sono serviti anche per ancorare gli interessi di gruppi economici nazionali a controllo famigliare e per sferrare nuovi attacchi alle opposizioni politiche e sociali. Si tratta di una riedizione 2.0 del governo dell’indultato Juan Orlando Hernández, in attesa di un suo ritorno in Honduras per assumere il ruolo strategico affidatogli da Trump. In un contesto in cui si indebolisce l’istituzionalità, si allargano le maglie per la corruzione e per l’infiltrazione del crimine organizzato, si intensifica la campagna mediatica di denigrazione e criminalizzazione delle opposizioni e si promuove la militarizzazione della società e dei territori, uno dei risultati non può che essere l’aumento della repressione e della violenza omicida. Secondo l’Osservatorio della Violenza dell’Università Nazionale Autonoma dell’Honduras (OV-UNAH), durante i quattro anni di governo progressista di Xiomara Castro il tasso di omicidi ogni 100 mila abitanti si è quasi dimezzato, passando da 41,7 omicidi nel 2021 a 23,2 nel 2025. Durante i primi mesi del 2026, si rileva invece una preoccupante inversione di tendenza con 598 morti violente nel primo trimestre, includendo 6 massacri, che equivale a un aumento del 6% rispetto all’anno precedente. Tra le vittime almeno 137 minorenni e 70 femminicidi. L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) considera come soglia dell’epidemia un tasso di omicidi superiore a 10 vittime ogni 100 mila abitanti. I mesi di aprile e maggio non sono certo andati meglio. Cavalcando queste cifre, un’ampia maggioranza parlamentare ha approvato un nuovo “pacchetto sicurezza” che prevede una serie di riforme del codice penale che, oltre a inasprire le pene contro l’estorsione e ridefinire il delitto di “associazione con finalità di terrorismo”, incorporando tra le nuove figure le bande giovanili (maras) e le strutture collegate al crimine organizzato e il narcotraffico, lascia aperte le porte a interpretazioni estensive che potrebbero essere usate contro settori sociali e manifestanti che esercitano il diritto alla protesta pacifica. Per vari giuristi si corre il rischio che queste nuove tipificazioni, invece di concentrarsi esclusivamente su atti che attentano contro l’ordine costituzionale, possano poi essere usate contro il movimento sociale e popolare honduregno. Tra le varie riforme in cantiere, infatti, c’è anche quella che innalza la pena per il reato di usurpazione, principale arma usata nel lawfare contro le organizzazioni contadine e le popolazioni nere (garifuna) e indigene dell’Honduras che difendono i propri diritti su terre ancestrali e di riforma agraria. Per la costituzionalista e difensora dei diritti umani Reina Rivera Joya, l’applicazione simultanea dei delitti di terrorismo e usurpazione porterebbe a pene che oscillano tra i 25 e i 35 anni di carcere. La ‘lotta contra il crimine organizzato, il narcotraffico e il terrorismo’ è inoltre uno strumento spesso usato da governi ultraconservatori allineati con Washington per giustificare misure eccezionali repressive, stati d’emergenza, l’inasprimento delle pene e la militarizzazione dei territori. Non è un caso che il Congresso honduregno, dopo le riforme del codice penale, abbia approvato un decreto in cui si autorizzano le Forze Armate ad affiancare la Polizia in compiti di pubblica sicurezza. È stata inoltre creata l’Agenzia Nazionale contro il Crimine che inonderà di reparti operativi speciali le zone ritenute maggiormente conflittuali e si è data luce verde alla costruzione di nuove carceri di massima sicurezza. Insomma, un vero e proprio circolo vizioso in cui la politica adotta un modello che crea esclusione, miseria e violenza e si usano l’emergenza, la militarizzazione e la repressione per controllarne gli effetti, provocando così una nuova escalation della violenza stessa, alimentata dall’impunità, le cui vittime sono quasi sempre quegli stessi settori della popolazione che vedono i loro diritti sistematicamente calpestati e che esigono cambiamenti strutturali. È in questo contesto che lo scorso 21 maggio sono stati massacrati, con tiro di grazia, venti contadini di una comunità del Bajo Aguán, entroterra caraibico nel nordest dell’Honduras, una delle zone più conflittuali in cui si mescolano esigenza di terra e giustizia, espansione agroindustriale, politica collusa con il crimine organizzato e assenza dello Stato. Beneficiata da una riforma agraria negli anni 60 e 70, la Valle dell’Aguán subì una controriforma all’inizio degli anni 90 con l’avvento e la consolidazione globale del modello neoliberista, che nelle campagne honduregne trovò la sua materializzazione nella nefasta legge di ‘modernizzazione agricola’. Essa portò a una veloce ricomposizione del latifondo e alla conseguente proletarizzazione delle famiglie contadine, fomentando, con fondi della Banca Mondiale, l’espansione dell’agrobusiness e delle monocoltivazioni, specialmente quella della palma africana. Dopo il colpo di Stato del 2009, nell’Aguán iniziò un’importante offensiva dei gruppi di contadini organizzati per recuperare le terre che erano state sottratte loro. La risposta di uno Stato garante degli interessi di produttori palmeros e narcotrafficanti fu la militarizzazione della zona e un’ondata di violenza che insanguinò le rive del fiume Aguán. Più di cento, tra dirigenti e membri di cooperative agrarie, sono stati assassinati impunemente negli ultimi 15 anni, mentre buona parte delle organizzazioni contadine subirono l’impatto delle infiltrazioni, delle divisioni indotte, delle campagne di killeraggio mediatico, della repressione giudiziaria e fisica. Le venti persone assassinate nel settore della comunità di Rigores (Colón) mentre andavano a lavorare in una piantagione di palma africana (Paso Aguán), tra cui due adolescenti di 14 e 16 anni e tre sorelle di 28, 30 e 33 anni, avevano già denunciato, pochi giorni prima, l’irruzione di agenti della polizia che avevano assaltato case e piccoli punti di vendita, distruggendo e bruciando mobilio, elettrodomestici e prodotti alimentari. La stessa zona è stata teatro delle scorribande di gruppi criminali che si dedicano, in totale impunità, a sfollare centinaia di famiglie che hanno recuperato terre e territori, mentre nella valle e sulla costa si moltiplicano i megaprogetti turistici ed energetici e le attività estrattive. La Piattaforma Agraria dell’Aguán denuncia che il massacro di Rigores avviene proprio dopo l’annuncio di una nuova militarizzazione della zona e di riforme punitive che criminalizzano ulteriormente la lotta per l’accesso alla terra. Nella stessa direzione va il richiamo di altre organizzazioni sociali. “Il conflitto nasce dalla decisione politica di sottrarre le terre ai contadini e ridarle a latifondisti e agroindustriali. Chi osa protestare viene criminalizzato, arrestato, cacciato via, assassinato”, spiega il Consiglio civico delle organizzazioni popolari e indigene dell’Honduras (Copinh). “I gruppi criminali” continua l’organizzazione indigena Lenca “agiscono nel silenzio delle istituzioni, le banche procedono a finanziare progetti di spoliazione, gli accordi raggiunti con le autorità non sono mai rispettati e lo Stato continua a proteggere i ricchi. Per questo diciamo che il crimine organizzato, l’agroindustria e lo Stato sono coinvolti e perseguono gli stessi obiettivi”. Per risolvere questa situazione, conclude il Copinh, non serve la militarizzazione dei territori, bensì “giustizia agraria, indagini indipendenti, carcere per gli autori materiali e i mandanti”. Il tutto in perfetta sintonia con quanto espresso dall’ex presidente Juan Orlando Hernández negli audio pubblicati da Canal RED e Hondurasgate, quando, rivolgendosi al fedelissimo presidente del Congresso, Tomás Zambrano, intimava l’uso della violenza per mettere in riga chi si oppone e protesta. “In Honduras serve la forza, la logistica e il sangue. Se vuoi controllare la gente devi reprimerla, spremerla, devi contrastare la violenza generando violenza”. Per il direttore di Radio Progreso, padre Ismael “Melo” Moreno, il dibattito non deve concentrarsi sulla veridicità o meno degli audio, ma se “i loro contenuti sono coerenti con fatti e personaggi coinvolti nella vita politica. La violenza scoppiata e annunciata negli audio non ha nulla di falso ed è un fiume di sangue quello che scorre”. Fonte: Pagine Esteri Giorgio Trucchi
May 26, 2026
Pressenza
Colonizzazione America Latina: piano di Trump e Netanyahu
Si tratta di un vero e proprio piano strategico per riappropriarsi di territori, per imporre, anche militarmente, una sempre più feroce politica espansionistica e un modello economico neoliberista estrattivista, quello disegnato dall’amministrazione MAGA (Make America Great Again) e dal governo Netanyahu per America Latina, con il sostegno dell’argentino Javier Milei […] L'articolo Colonizzazione America Latina: piano di Trump e Netanyahu su Contropiano.
May 25, 2026
Contropiano
L’America latina di fronte agli Stati Uniti
Queste note hanno l’obiettivo di offrire una visione generale del sub-continente e dei suoi rapporti attuali con gli Usa, con alcuni approfondimenti sulle politiche di impatto continentale. di Marco Consolo (*) In un mondo attraversato da guerre e tensioni geopolitiche e caratterizzato dall’incertezza sul futuro, la transizione planetaria ha modi e tempi incerti. Viceversa, la cruda e certa realtà è
“LATINOAMERICA:” CHE COSA E’ L’HONDURASGATE?
LatinoAmerica è la trasmissione quindicinale di Radio Onda d’Urto. Ogni due settimane, 30 minuti in volo libero e ribelle…tra il border di Tijuana e gli orizzonti sconfinati della Patagonia. 30 minuti su Radio Onda d’Urto, dentro il ciclo della “Cassetta degli Attrezzi”: appuntamento ogni due lunedì, alle ore 18.45, e in replica il giorno dopo, il martedì, alle ore 6.30. La puntata di lunedì 18 maggio 2026 ci porta in Honduras. Riprendiamo infatti le considerazione fatte a Radio Blackout di Torino da Giorgio Trucchi, giornalista, collaboratore dall’America Centrale per Pagine Esteri, più volta ai microfoni anche di Radio Onda d’Urto. Al centro delle riflessioni di Trucchi il cosiddetto “Hondurasgate”, che coinvolge i governi di Usa, Israele e Argentina, oltre al ruolo cinese nella zona dell’America Centrale. La puntata di LatinoAmerica di lunedì 18 maggio 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
May 20, 2026
Radio Onda d`Urto
Colonizzazione America Latina: piano di Trump e Netanyahu
Le registrazioni dei file audio confermano il progetto di trasformare l’intera regione in un’enclave estrattivista basata su carceri disumane e manipolazione religiosa finanziata con fondi pubblici sottratti alle infrastrutture statali. di Giorgio Trucchi (*) Si tratta di un vero e proprio piano strategico per riappropriarsi di territori, per imporre, anche militarmente, una sempre più feroce politica espansionistica e un modello
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana,con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di attacco informatico sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna, che lotta contro la turistificazione dell’isola, e per la difesa della sua terra. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con il resto dell’isola è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. Per informarsi sulla resistenza hondurenha: https://barracondigital.org https://www.instagram.com/barracondigitalhn?igsh=MW9tMG04d3N6cjh2Nw== https://systerserver.town/@barracondigital https://www.facebook.com/barracondigital https://codigosur.org Citati nella puntata: Hondurasgate – Sito ufficiale Pròspera – Sito ufficiale I edited my DNA on a secret island (to live forever) – Video di Bryan Johnson su Youtube Cayos Cochinos – Isola su cui girano “Supervivientes – Perdidos en Honduras” reality show spagnolo Approfondimento sull’Hondurasgate – Info di Blackout Canzoni: 1. Ana Tijoux – Antifa dance 2. Bruja Incendiaria – La kumbia de las grillas 3. Cafè Guancasco – El club de los idiotas 4. Varios Artista – Wagaira Le 5. Puras mujeres – Somos trabajadoras 6. Aurelio – Landini
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana,con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di attacco informatico sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna, che lotta contro la turistificazione dell’isola, e per la difesa della sua terra. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con il resto dell’isola è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. Per informarsi sulla resistenza hondurenha: https://barracondigital.org https://www.instagram.com/barracondigitalhn?igsh=MW9tMG04d3N6cjh2Nw== https://systerserver.town/@barracondigital https://www.facebook.com/barracondigital https://codigosur.org Citati nella puntata: Hondurasgate – Sito ufficiale Pròspera – Sito ufficiale I edited my DNA on a secret island (to live forever) – Video di Bryan Johnson su Youtube Cayos Cochinos – Isola su cui girano “Supervivientes – Perdidos en Honduras” reality show spagnolo Approfondimento sull’Hondurasgate – Info di Blackout Canzoni: 1. Ana Tijoux – Antifa dance 2. Bruja Incendiaria – La kumbia de las grillas 3. Cafè Guancasco – El club de los idiotas 4. Varios Artista – Wagaira Le 5. Puras mujeres – Somos trabajadoras 6. Aurelio – Landini
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana,con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di attacco informatico sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna, che lotta contro la turistificazione dell’isola, e per la difesa della sua terra. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con il resto dell’isola è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. Per informarsi sulla resistenza hondurenha: https://barracondigital.org https://www.instagram.com/barracondigitalhn?igsh=MW9tMG04d3N6cjh2Nw== https://systerserver.town/@barracondigital https://www.facebook.com/barracondigital https://codigosur.org Citati nella puntata: Hondurasgate – Sito ufficiale Pròspera – Sito ufficiale I edited my DNA on a secret island (to live forever) – Video di Bryan Johnson su Youtube Cayos Cochinos – Isola su cui girano “Supervivientes – Perdidos en Honduras” reality show spagnolo Approfondimento sull’Hondurasgate – Info di Blackout Canzoni: 1. Ana Tijoux – Antifa dance 2. Bruja Incendiaria – La kumbia de las grillas 3. Cafè Guancasco – El club de los idiotas 4. Varios Artista – Wagaira Le 5. Puras mujeres – Somos trabajadoras 6. Aurelio – Landini
May 13, 2026
Radio Blackout
HONDURASGATE: I TENTACOLI D’ISRAELE E STATI UNITI SULL’AMERICA LATINA
Con il giornalista Giorgio Trucchi, collaboratore per Pagine Esteri dal Centro America, abbiamo analizzato il contenuto dei 37 audio pubblicati da Hondurasgate che svelano la trama ordita da USA, Israele ed Argentina per fare dell’Honduras un polo strategico per mettere le mani sull’America Latina. Già dagli anni 70 e 80 del secolo scorso, l’Honduras ha ricoperto un ruolo fondamentale, anche grazie alla sua collocazione geografica, per permettere agli Stati Uniti di contrastare i movimenti armati di liberazione in Salvador e Guatemala e la rivoluzione Sandinista in Nicaragua. Nuovamente il paese viene cooptato per impedire qualsivoglia avanzata di movimenti sociali e di protesta, così come organizzazioni politiche o di governo progressisti e di sinistra nei paesi limitrofi. In secondo luogo sul piatto torna la partita con la Cina: dall‘articolo scritto per Pagine Esteri da Giorgio Trucchi si legge “Obiettivo immediato è frenare l’espansione e il dominio cinese nella lavorazione dei minerali critici – controlla circa l’85% della raffinazione delle terre rare del mondo – intervenendo nelle zone di maggiore incidenza come lo è la regione latinoamericana.“ Per chi volesse approfondire ulteriormente la notizia segnaliamo il portale “Hondurasgate.ch” che riporta i file audio e il processo di verifica dell’autenticità.