Tag - curdi

La tragedia curda che l’Occidente nasconde
un articolo di Mario Sommella. A seguire link e aggiornamenti. Il popolo kurdo tra guerra permanente e negata:la tragedia che l’Occidente finge di non vedere Ci sono guerre che fanno rumore e guerre che vengono tenute apposta nel silenzio. La questione kurda appartiene a questa seconda categoria: un dolore lungo, stratificato, quasi “normale” per chi guarda da lontano, e quindi
Siria, le forze governative s’impadroniscono del nord-est curdo
L’esercito siriano avanza nel territorio controllato dai curdi . Le Forze Democratiche Siriane (SDF) accusano le forze siriane di violare l’accordo di ritiro, attacando città chiave e giacimenti petroliferi. Gli Stati Uniti hanno esortato le truppe siriane a interrompere l’avanzata attraverso il territorio controllato dai curdi nel nord della Siria, mentre continuano degli scontri con […]
Siria, gli USA forzano l’accordo: le FDS arretrano, ma i Drusi si separano
La scadenza di fine anno per l’implementazione dell’accordo del 10 marzo 2025 fra autorità di Hayat Tahrir al-Sham (HTS) e Forze Democratiche Siriane (FDS) non era, evidentemente, solo formale. Da allora, infatti, gli USA hanno incrementato le proprie pressioni affinché si giunga ad un accordo e lo stanno facendo esaudendo […] L'articolo Siria, gli USA forzano l’accordo: le FDS arretrano, ma i Drusi si separano su Contropiano.
Siria. I curdi delle SDF costrette a lasciare Aleppo
Nella giornata di domenica, tutti i combattenti curdi delle Forze democratiche siriane (SDF) hanno abbandonato Aleppo, dopo aver raggiunto un accordo di cessate il fuoco con l’attuale regime siriano guidato dal jihadista Al Sharaa. L’intesa è arrivata dopo giorni di violenti scontri con tra SDF ed esercito governativo costati la vita ad alcune […] L'articolo Siria. I curdi delle SDF costrette a lasciare Aleppo su Contropiano.
Questione curda: gli USA mediano, ma si combatte in Siria
Nuova battaglia fra le forze delle autorità qaediste e le Forze Democratiche Siriane (FDS) nelle enclave controllate da queste ultime ad Aleppo. Questa volta si è trattata di una drammatica resa dei conti, con un l’utilizzo di tecniche sioniste da parte dei tagliagole installati a Damasco: Sheikh Maqsoud e Ashrafieh […] L'articolo Questione curda: gli USA mediano, ma si combatte in Siria su Contropiano.
Turchia, Damasco e jihadisti attaccano la popolazione curda a Aleppo
Dal 7 gennaio è iniziato un attacco contro i quartieri a maggioranza curda della città di Aleppo, bombardamenti che colpiscono la popolazione civile causando morti, feriti e fughe. Si tratta di gruppi di miliziani islamisti sostenuti sia dal governo centrale di Damasco che dalla Turchia che ha l'obiettivo della polizia etnica; da parte curda non c'è un esercito in campo.  Gli insediamenti curdi attaccati sono Sheikh Maqsoud, Ashrafiyah  e Beni Zeyd. La documentazione fornita dall’Agenzia di stampa curda ANHA riferisce che 9 persone— quasi tutte civili — hanno perso la vita, mentre almeno 46 sono rimaste ferite, tra cui molti bambini e bambine. Ne parliamo con un compagno dell'Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia
Bombardati i quartieri a maggioranza curda di Aleppo
Le milizie governative siriane hanno iniziato a bombardare i quartieri a maggioranza curda di Aleppo, dopo la scadenza dell’ultimatum ai civili per lasciare l’area. Per tutta la giornata di ieri un flusso di profughi è continuato a uscire dalla città. A riferire della situazione sul terreno ci sono anche operatori umanitari, che hanno riferito dell’ultimatum dato alla popolazione civile di Aleppo per lasciare i due quartieri, Sheikh Maqsood e Ashrafia, a prevalente presenza curda, annunciando l’ingresso e l’avvio di operazioni per “riprendere il controllo” della zona. Il Consiglio Nazionale del kurdistan ha lanciato un appello sulla drammatica situazione: clicca. I nuovi signori di Damasco sono deboli con i forti (Israele) e forti con i deboli. L’offensiva contro i curdi avviene per obbedienza alle direttive di Ankara. ANBAMED
ROJAVA: CORRISPONDENZE DALLE MANIFESTAZIONI IN SOLIDARIETÀ CON I QUARTIERI CURDI DI ALEPPO SOTTO ATTACCO
Nel nord della Siria, ad Aleppo, continuano a resistere gli abitanti dei quartieri autogovernati, a maggioranza curda, Sheikh Maqsoud e Ashrefiye, che fanno parte dell’Amministrazione autonoma del confederalismo democratico e che sono sotto attacco delle milizie filogovernative di Damasco. In corso da ieri pesanti bombardamenti di artiglieria. Le milizie, inquadrate nell’esercito siriano, avanzano anche con tank e altri mezzi militari. Le forze di sicurezza interne dei due quartieri curdi resistono e riferiscono di aver respinto, ieri, 5 tentativi di incursione. Ci sono diverse vittime e decine di feriti tra i civili. In tutto i morti sarebbero 9, tra i quali due donne e un bambino. Pesanti anche i danni materiali, con circa 130 abitazioni che risultano parzialmente distrutte dai colpi di artiglieria. Il PYD, il partito di unione democratica, ha scritto un comunicato in cui denunciava i ripetuti attacchi delle milizie sui quartieri curdi, sottolineando l’impatto sanitario e umanitario che l’assedio sui quartieri curdi di Aleppo sta avendo sulla popolazione. Dai territori del Rojava (Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est) la corrispondenza di una compagna. Ascolta o scarica Come raccontava la compagna nella corrispondenza, oggi, 7 gennaio, in moltissime città dell’Amministrazione Democratica, si sono svolti cortei in solidarietà alla popolazione che resiste a Sheikh Maqsoud, e per chiedere l’immediata fine di questi attacchi, che stanno continuando per mano principalmente delle milizie proxy dello Stato Turco e di gruppi armati mercenari legati al governo di transizione. Il numero dei feriti è arrivato a 52 ed è in continuo aumento. Ecco alcuni interventi di partecipanti alle manifestazioni: * Una donna di Afrin Ascolta o scarica * Un uomo di Afrin Ascolta o scarica * Una rappresentante del Kongra Starr (Movimento delle donne del Rojava) Ascolta o scarica
SIRIA: PROTESTE, NEGOZIATI E TENSIONI. IL PUNTO SULLA SITUAZIONE CON MURAT CINAR
In Siria le forze di sicurezza del governo di transizione di Damasco hanno arrestato 21 persone nella regione costiera di Latakia per aver partecipato alle manifestazioni dei giorni scorsi per federalismo e autodeterminazione. La mobilitazione di migliaia di persone era culminata domenica in scontri tra le milizie che compongono l’esercito di Damasco e i manifestanti. Il bilancio è stato di almeno 8 morti. Da ieri, a Latakia, le forze di sicurezza hanno imposto anche il coprifuoco. Le milizie filoturche affiliate a Damasco, intanto, hanno di nuovo violato il cessate il fuoco attaccando con i droni le Forze democratiche siriane – l’esercito dell’autonomia democratica a guida curda nel nord-est – vicino la diga di Tishreen. Le Sdf hanno fatto sapere ieri sera di aver risposto al fuoco causando vittime e feriti tra i nemici supportati dalla Turchia. Il tutto mentre, sulla carta, scade in queste ore l’accordo di cessate il fuoco tra l’attuale governo siriano e le Sdf. I relativi negoziati sull’integrazione delle istituzioni autonome civili e militari del Rojava nello stato siriano, però, sono pressoché fermi, nonostante i contatti tra le parti proseguano. Su questo, ieri, dall’isola-carcere di Imrali è intervenuto Ocalan esortando lo stato turco – grande sponsor di Damasco – a svolgere un ruolo di facilitazione e non di ostacolo verso un accordo che eviti una nuova guerra. Il punto con il giornalista e nostro collaboratore Murat Cinar che oltre alle notizie dalla Siria, ci racconta le manifestazioni che si sono svolte in Turchia la scorsa domenica 28 dicembre, a Istambul e Ankara, contro gli abusi sessuali all’interno delle carceri israeliane. Ascolta o scarica