IRAN: TRUMP ANNUNCIA IL “PROJECT FREEDOM” A HORMUZ. MISSILI, DRONI E NAVI RIVALI NEL CUORE DEL GOLFO PERSICOAGGIORNAMENTO SERALE – Si aggrava, di ora in ora, la situazione nello Stretto di
Hormuz, al largo delle coste tra Oman e Iran. Trump, dalla Casa Bianca, si dice
“stufo” dello stallo nei negoziati e punta a un accordo a breve “o li farò
saltare in aria completamente’. Intanto, per il Pentagono, navi della Marina Usa
“dotate di missili stanno attualmente operando nel Golfo Arabico, dopo aver
attraversato lo Stretto di Hormuz. Le forze Usa stanno assistendo gli sforzi
volti a ripristinare il transito per la navigazione commerciale”, ha aggiunto il
Centcom, parlando di prima applicazione del “Project Freedom” di Trump, la una
scorta militare per permettere alle navi di attraversare lo Stretto. “Abbiamo
aperto – hanno aggiunto meno di un’ora fa i militari USA – un corridoio per il
transito libero”.
Teheran replica parlando di “colpi d’avvertimento scagliati contro navi
nemiche”, mentre sul piano diplomatico apre colloqui bilaterali con l’Oman per
“un protocollo che garantisca il transito sicuro delle navi dallo Stretto di
Hormuz”. Impossibile avere indicazioni indipendenti su cosa accada davvero nello
Stretto, così come sull’accusa degli Emirati Arabi (alleati di ferro di Tel Aviv
nell’area) nei confronti di Teheran di avere scagliato “droni iraniani contro il
Paese” del Golfo. Una petroliera, in questo caso sudcoreana, è invece
sicuramente in fiamme in mezzo a Hormuz, forse per una mina sottomarina, una
delle decine presenti nello Stretto, dove – secondo Teheran – “nessuna nave
nemica è riuscita a passare”.
L’aggiornamento su Radio Onda d’Urto con Ahmad Rafat, giornalista italo-iraniano
e fondatore dell’”Iniziativa per la libertà d’espressione in Iran”. Ascolta o
scarica
AGGIORNAMENTO MATTINA . Sono in corso colloqui bilaterali tra l’Iran e l’Oman
per mettere a punto un protocollo che garantisca il transito sicuro delle navi
dallo Stretto di Hormuz, ha dichiarato il ministero degli Esteri di Teheran, che
poco prima aveva avvisato tutte le navi mercantili e petroliere di evitare
qualsiasi movimento nello stretto di Hormuz senza il coordinamento dell’Iran
altrimenti la loro sicurezza sarebbe in pericolo. Una risposta a Trump ed il suo
annunciato Project Freedom, la scorta per permettere alle navi di attraversare
lo Stretto.
“Non so quale sia questa iniziativa” ha detto stamattina il presidente francese
Emmanuel Macron a chi gli chiedeva se prenderà parte all’iniziativa annunciata
da Trump sostenendo che la Francia non parteciperà “a nessuna operazione di
forza in un contesto che, per quanto mi riguarda, non mi sembra chiaro”.
“Gli Stati Uniti hanno deciso che il loro unico alleato è Israele. Gli Stati
Uniti di Trump hanno deciso questo. Guardate le minacce che vengono
continuamente fatti nei confronti degli alleati europei dell’alleanza atlantica
e questo conduce gli Stati Uniti a prendere decisioni che non sono funzionali
alla grande strategia e dei grandi interessi che ha una superpotenza nel mondo.”
analizza ai microfoni di Radio Onda d’Urto il giornalista Alberto Negri.
Sul fronte diplomatico Teheran ha affermato che gli Stati Uniti “devono
abbandonare richieste massimaliste” e che sono responsabili della lentezza degli
sforzi diplomatici per porre fine alla guerra. Ieri sera aveva fatto sapere che
stava valutando la risposta americana al piano in 14 punti iraniano.
Ai microfoni di Radio Onda d’Urto, l’analisi con Alberto Negri, giornalista per
anni inviato di guerra e oggi editorialista del quotidiano Il Manifesto. Ascolta
o scarica.