Tag - arci

Carteinregola aderisce all’appello contro il DDL antisemitismo basato sulla definizione IHRA
Il 9 settembre andrà in discussione in Commissione Affari Costituzionali alla Camera il Disegno di legge n. 1004 “Disposizioni per il contrasto all’antisemitismo e per l’adozione della definizione operativa di antisemitismo” che vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) (1), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Il ddl o si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. Carteinregola aderisce all’appello e alla manifestazione promossi dalla Rete #NoBavaglio e sottoscritto da decine di realtà, tra le quali Amnesty International Italia, Arci, Articolo 21, ANPI Roma, Assopace Palestina,  CGIL Roma e Lazio, FLC-CGIL e molti altri. Vai alla pagina del Senato con l’iter e i materiali del Disegno di legge n. 1004 scarica: * Testo DDL 1004 ( PDF) * Relazione 1004, 1575, 1627, 1722, 1757, 1762 e 1765-A ( PDF) * Testo approvato 1004 (Bozza provvisoria) ( PDF) * Fascicolo emendamenti n. 1 ( PDF) APPELLO CONTRO IL DDL ANTISEMITISMO BASATO SULLA DEFINIZIONE IHRA : IL 9/09 RIPRENDE LA DISCUSSIONE ALLA CAMERA IN COMMISSIONE AFFARI COSTITUZIONALI (note di Carteinregola) PRESIDIO-MARATONA DAVANTI A MONTECITORIO PER CHIEDERE LO STOP DELLA NORMA LIBERTICIDA Il ddl Antisemitismo, in discussione il 9 settembre in Commissione Affari Costituzionali alla Camera, vuole introdurre nella legge italiana la definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) (1), la quale, in ben 7 degli 11 esempi esplicativi citati di presunti atti di antisemitismo, tende a sovrapporre le critiche alle politiche di Israele con il razzismo antisemita. Questo significherebbe tacciare di odio razziale la denuncia delle politiche coloniali, delle violazioni dei diritti umani e del genocidio del popolo palestinese – denunciato anche dall’Onu circa un anno fa – della pulizia etnica e dell’apartheid. Opporsi al DDL significa prendere sul serio l’antisemitismo e il suo riemergere nel presente in varie forme, anche violente, e credere che sia necessario contrastarlo con strumenti di lotta e solidarietà efficaci, proteggendo al contempo lo spazio per la legittima e necessaria critica a Israele e alle sue politiche. Il ddl Antisemitismo si propone il paradossale obiettivo di trasformare in legge una definizione come quella dell’IHRA che invece nasce come giuridicamente non vincolante. Si tratterebbe dunque di una nuova, anomala, norma che amplierebbe, forzatamente, il concetto di antisemitismo, snaturandolo e trasformandolo in uno strumento per la repressione del dissenso politico e della documentazione dei crimini commessi dal governo israeliano e per colpire il diritto di critica, incentivando forme di autocensura letali per la nostra democrazia. L’Italia sarebbe quindi il primo Paese in Europa, assieme alla Romania, ad assumere interamente la definizione IHRA con un’apposita legge dello Stato. A questi si aggiungono, tra i primi ad averla adottata in Europa ma con provvedimenti non vincolanti, Austria (tramite delibera del Consiglio dei Ministri) e Regno Unito (dichiarazione politica del Primo Ministro e dichiarazione scritta ministeriale). Si costruisce così un quadro che legittima misure sempre più repressive che minaccia direttamente le organizzazioni e ong impegnate nella denuncia della violazione dei diritti umani, le associazioni, i movimenti che lottano per l’autodeterminazione del popolo palestinese e in generale tutte/i le/gli attiviste/i, militanti, cittadine/i, studentesse e studenti e tutti i movimenti per la Palestina e le campagne di boicottaggio come BDS, che in questi mesi a milioni sono scese/i in piazza e si sono mobilitate/i e si mobilitano sempre più in difesa dei diritti umani, civili e politici in Palestina e della libertà di espressione, diritto di critica e la libera informazione. Il ddl Antisemitismo mette a rischio insegnanti, docenti universitari, ricercatori, giornalisti, operatori culturali e artisti, associazioni sportive e atleti, che potrebbero essere accusati di antisemitismo semplicemente per analizzare, raccontare o denunciare le politiche israeliane e il genocidio in corso o per azioni non violente di boicottaggio di Israele. La definizione IHRA inclusa nelle “Linee guida sul contrasto all’antisemitismo nella scuola” sta già esercitando forti pressioni contro insegnanti e docenti universitari che hanno subito provvedimenti e accuse di antisemitismo. Colpisce anche quei gruppi ebraici e internazionali che, proprio partendo dalla memoria dell’antisemitismo e dell’Olocausto, si oppongono apertamente al genocidio del popolo palestinese, alle politiche di apartheid (definite tali dalla Corte internazionale di giustizia) e alle politiche del governo Netanyahu. In netto contrasto con questa deriva, come già approvato dall’Ordine dei Giornalisti, si può e si deve scegliere di abbandonare la definizione IHRA e adottare la Dichiarazione di Gerusalemme (2), che non vuole essere definizione vincolante dal punto di vista giuridico, ma uno strumento per identificare, monitorare e combattere l’antisemitismo attraverso una serie di linee guida, legando  la lotta all’antisemitismo alla protezione dei diritti umani e alla libertà di critica. Serve una mobilitazione nazionale per fermare una norma che confonde deliberatamente critica politica e discriminazione, e per far rispettare le leggi già esistenti in modo  che combattano davvero ogni forma di razzismo senza diventare un bavaglio contro chi denuncia il genocidio e le politiche disumane del governo israeliano. CHIAMIAMO IL MONDO DELLA CULTURA, SCUOLA, UNIVERSITÀ, RICERCA, INFORMAZIONE, ARTE, SPORT, TUTTE LE REALTÀ SOCIALI, CULTURALI, SINDACALI, POLITICHE DAVVERO DEMOCRATICHE A FARE FRONTE COMUNE Per una normativa che: difenda la memoria della Shoah senza trasformarla in arma politica; protegga davvero le persone ebree da ogni forma di odio; impedisca che l’antisemitismo venga manipolato per giustificare l’oppressione di un altro popolo e mettere in campo forme di repressione e derive autoritarie; garantisca che la lotta al razzismo sia una lotta unica, indivisibile, senza gerarchie né eccezioni. A tal fine è bene ricordare che gli strumenti normativi per prevenire e punire i crimini d’odio di diversa estrazione già ci sono, quali ad esempio la Legge Mancino (legge 25 giugno 1993, n. 205): sarebbe sufficiente garantirne la piena applicazione, senza il bisogno di evocare, strumentalmente, ulteriori norme, per di più liberticide come appunto quelle previste dal Ddl Antisemitismo. SERVE UNA PRESA DI POSIZIONE PUBBLICA Una maratona di interventi davanti a Montecitorio il 9 settembre 2026, giorno in cui è prevista la votazione del ddl in Commissione Affari Costituzionali della Camera. Una pressione sul Parlamento per fermare una legge che minaccia la democrazia e la libertà di parola. 29 agosto 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com IN CALCE l’lelenco delle ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (In aggiornamento) NOTE (1) La definizione IHRA (International Holocaust Remebrance Alliance) vedi Wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/International_Holocaust_Remembrance_Alliance (2) La Dichiarazione di Gerusalemme sull’Antisemitismo (da assopacepalestina 1 Aprile 2021) ORGANIZZAZIONI PROMOTRICI (in aggiornamento) ADIF(Associazione Diritti e Frontiere) Agorà  Amici della Mezzaluna Rossa Palestinese Alkemia aps Artists for Gaza ANPI Roma ANPI sezione Don Pappagallo Rioni Esquilino, Monti, Celio (Roma) ANPI Milano Stadera Gratosoglio Amnesty International Italia Arci Arci Roma Articolo 21 Artisti #NoBavaglio  Associazione Inclusiv3 APS ETS Associazione I.t.a.c.a. Associazione culturale Liguria-Palestina Associazione Memorie & Progetti di Pieve Ligure Assopace Palestina  Associazione Stampa Romana Attac Italia AVS – Alleanza Verdi e Sinistra BDS Italia  Campagna “Ponti e non muri” Pax Christi Italia Carovane Migranti  CarteinRegola Catanesi solidali col popolo palestinese Catania NoFrontex  CdR La Repubblica  Centro Studi Sereno Regis (Torino) CNADU – Camera Nazionale Avvocati dei Diritti Umani Cobas Roma Cobas Scuola Terni Comitato di solidarietà con la Palestina in terzo Comitato Monteverde per la Pace Comitato un Aiuto per la Palestina  Comitato Pace Alto Canavese Comitato per la Palestina di Pordenone Confederazione Cobas Firenze Confederazione Cobas Umbria ControCorrente Lazio Coordinamento Scuole per la Palestina – Pistoia Coordinamento per l’Unità dei Comunisti  Coordinamento CNR contro la guerra CRED (Centro di Ricerca ed Elaborazione e per la Democrazia) CRS (Centro per la Riforma dello Stato) CGIL Roma e Lazio FLC-CGIL Cambiare Rotta Disability Pride Network  Disarma EPR4Palestine (Enti Pubblici di Ricerca per la Palestina) FNSI – Federazione Stampa Italiana  Fondazione Pangea Forum Pace e disarmo Sinistra italiana Lazio Gaza Last Day – Ultimo giorno di Gaza Giovani Democratici Roma Giuristi Democratici Global Sumud Flotilla Global Sumud Flotilla – Lazio Gruppo Pensionati Vanchiglietta APS (Torino) IOCISTO-illustrAZIONI Kairos Kritica La carovana dei pacifici La Scuola per la Palestina L3A (Laboratorio Ebraico Antirazzista) Libere Cittadine per la Palestina Mai indifferenti – voci ebraiche per la pace Mamme Narranti MoveOn Movimento Giustizia e Pace in Medio Oriente Movimento Omosessuale Sardo ODV Movimento Studenti Palestinesi Newrg (New Weapons Research Group) Genova Network Giovani M5S Operatori dell’Informazione per Gaza OSA Osservatorio contro la Militarizzazione nelle scuole Parliamo di Socialismo PCI – Partito Comunista Italiano Partito della Rifondazione Comunista Per non dimenticare – OdV Potere al Popolo Pressenza – Agenzia stampa per la Pace e la Nonviolenza Presidio Palestina Montecitorio  Procida per una Palestina libera Radio Bullets Rete della Conoscenza Roma Rete #digiunogaza Rete del Dissenso Rete Giornalisti per la Costituzione  Rete Italiana Pace e Disarmo  Rete Italia-Palestina gemellaggi scuole  Rete #NoBavaglio Rete NoWar Rete dei Numeri Pari Rete Pistoia Palestiina Rete Radiè Resch Rete dei Preti contro il genocidio Rete RUP – Ricerca e Università per la Palestina Roma sa da che parte stare Roma Tre Etica Rossosispera Associazione Culturale Sanitari per Gaza Roma Saptejah (Associazione Culturale)  Scuola per la Pace Torino e Piemonte Sinistra Anticapitalista  Sinistra Anticapitalista Roma Sinistra Italiana Roma e Provincia Stop Rearm Italia Tetes de Bois Tikkun – Diaspora Ebraica Decoloniale Transform Italia Uds Roma UISP Un’altra idea di mondo Un Ponte Per Unione degli universitari  Unione Sindacale di Base Valsesia per la Palestina Venice4Palestine Voci per la Palestina 100 porti 100 città Torino – GL in supporto alla Freedom Flotilla Italia
August 29, 2026
carteinregola
Incontro con Lee Gordon, il 20 agosto a Rebbio
Lee ha vissuto in Israele per vent’anni, partecipando attivamente al dialogo ebraico-arabo.  Lee Gordon ha promosso la fondazione di Hand in Hand: Center for Jewish-Arab Education in Israel, un’organizzazione israeliana senza scopo di lucro che ha creato una rete di scuole pubbliche integrate per bambini arabi ed ebrei. Partendo da soli 50 studenti nel 1998, Hand in Hand conta oggi sei sedi e oltre 1.600 studenti ebrei e arabi, e sta avendo un impatto significativo in Israele per la collaborazione e la convivenza ebraico-araba. Attualmente vive negli Usa, è un attivista sociale e organizzatore di comunità di lunga data, ed è anche coinvolto nel sostegno ai rifugiati nella sua città di Portland, Oregon. Sarà ospite a cena (necessario prenotare) all’oratorio di Rebbio alle 19,30 del 20 agosto con la moglie e una nipote e poi ci confronteremo e ci racconterà la sua esperienza. L’incontro dopocena è libero a tutti. [Coordinamento comasco per la Pace] Ecoinformazioni
August 18, 2026
Pressenza
Vedere le carceri dall’interno per capire ‘come funziona la giustizia’
Il 14 luglio prossimo 35 istituti penitenziari di 29 città italiane saranno visitati dai rappresentanti dell’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione insieme a numerosi esponenti delle istituzioni locali, del mondo dell’università, della cultura e della società civile. All’iniziativa parteciperanno oltre 330 persone, tra cui Alessandro Bergonzoni, Daria Bignardi, Ascanio Celestini, Marco Damilano, Davide Dileo (Boosta), Luigi Piana, Vanessa Roghi e Pietro Sermonti. I promotori spiegano: > L’obiettivo è riportare l’attenzione dell’opinione pubblica sulle condizioni > delle carceri italiane, oggi attraversate da una crisi sempre più grave, e > riaffermare il principio secondo cui la pena deve essere conforme ai valori > sanciti dall’articolo 27 della Costituzione: umanità, dignità della persona e > finalità di reinserimento sociale. > > I numeri descrivono una situazione ormai insostenibile. > > Le carceri italiane registrano un tasso medio di affollamento pari al 140%, > con circa 18.000 persone detenute in più rispetto alla capienza regolamentare. > > Migliaia di persone continuano a vivere in condizioni giudicate non dignitose > dalla magistratura, mentre continua il dramma dei suicidi e delle morti in > carcere. > > L’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione è nata a Roma lo scorso 6 > febbraio, riunendo numerose associazioni impegnate sui temi della giustizia, > dell’esecuzione penale e dei diritti delle persone private della libertà, e > parte dalla volontà condivisa di costruire un percorso comune per promuovere > politiche di depenalizzazione, decarcerizzazione e umanizzazione della pena, > contrastando una stagione segnata dall’espansione del diritto penale, > dall’aumento del ricorso alla detenzione e dalla progressiva chiusura del > carcere nei confronti della società esterna. > > Per questo motivo il 14 luglio le associazioni dell’Alleanza entreranno > contemporaneamente in decine di istituti penitenziari, nella convinzione che > il carcere debba tornare a essere conosciuto, osservato e discusso dalla > società. > > Come ricordava Piero Calamandrei, per comprendere davvero il funzionamento > della giustizia è necessario vedere il carcere. Le visite interesseranno i seguenti istituti: * Asti * Bari * Biella * Bologna – CC e Istituto penale per i minorenni * Cagliari UTA * Cassino * Chieti * Civitavecchia * Cremona * Ferrara * Firenze * Foggia * Genova * Milano – Bollate, Opera, Istituto penale per i minorenni e San Vittore * Napoli Poggioreale * Padova * Palermo – Istituto penale per i minorenni * Parma * Pescara * Pisa * Prato * Roma – Rebibbia femminile e Regina Coeli * Sassari * Torino * Trento * Udine * Varese * Vicenza * Volterra L’Alleanza per l’articolo 27 della Costituzione aggrega: A buon diritto, Acli, Antigone, Arci, Cgil, CNCA – Coordinamento Nazionale Comunità Accoglienti, CNVG – Conferenza Nazionale Volontariato Giustizia, Confcooperative Federsolidarietà, Conferenza dei Garanti territoriali delle persone private della libertà, Forum Droghe, Gruppo Abele, L’altro diritto, La Società della Ragione, Legacoopsociali, MOVI – Movimento di Volontariato Italiano, ⁠Movimento No Prison, Nessuno tocchi Caino, Ristretti Orizzonti, Voci di Dentro. Dati elaborati dall’Osservatorio sulle condizioni di detenzione dell’Associazione ANTIGONE.   Redazione Italia
July 11, 2026
Pressenza
VERONA: SABATO TUMULTO PRIDE. “POLITICO, INDIPENDENTE” E NUOVAMENTE MINACCIATO DALL’ESTREMA DESTRA
Sabato 27 giugno torna “Tumulto”, il Pride “politico, indipendente, completamente autofinanziato e senza sponsor” della città di Verona. Concentramento ore 16 in piazza Bra. Il corteo che sfilerà per 3 chilometri si concluderà in piazza Vittorio Veneto, nel quartiere di borgo Trento, roccaforte della “Verona bene”. La “Verona bene” che torna a mobilitarsi contro il Pride. Infatti l’estrema destra organizza nel primo pomeriggio un “Corteo in difesa della famiglia” che partirà dal centro storico, vicino a dove passerà anche il Tumulto. L’organizzazione del Tumulto Pride è anche stata “diffidata” dall’associazione cattolica integralista Cristus Rex, che da qualche anno aveva smesso di interessarsi al Pride cittadino. In aggiunta, nei giorni scorsi sono state numerose le polemiche e gli scambi di accuse tra la Rete Tumulto Pride e altre organizzazioni della galassia LGBTQIA+ cittadina: Arcigay, UDU e Yanez Verona si sono aggiunte al corteo all’ultimo minuto e senza aver partecipato al percorso organizzativo che dura da mesi. Hanno anche annunciato una festa finale “alternativa” a quella ufficiale. Tumulto Pride si concluderà con il “Queer party” presso il Festival Paratod@s a Quinzano, in via Villa 25. La serata sarà animata da Yung Paninaru, artista queer neuro divergente che mescola sonorità elettroniche e linguaggi dissacranti, seguita dal DJ set di The Drop DJ. La festa continuerà fino a tarda notte. Giovanni Zardini e Andrea Viceré della Rete Tumulto Pride presentano la giornata sulle nostre frequenze. Ascolta o scarica Leggi il comunicato stampa del Tumulto Pride 2026
June 25, 2026
Radio Onda d`Urto
La “Marcia per una Pace disarmata e disarmante” a Lodi Vecchio
Domenica 31 maggio si è svolta l’iniziativa promossa da numerose associazioni laiche e religiose lodigiane, che spiegano di essersi unite “dal bisogno di esprimere anche attraverso il cammino comune, la Marcia appunto, il desiderio che finisca la corsa alle armi e prevalga la Pace in ogni parte del pianeta”: > E’ difficile portare avanti un’idea che assomiglia ad un’utopia, si potrebbe > pensare che si sia fuori dalla realtà, che si sia ciechi, perché da quando > l’uomo ha iniziato a spostarsi e poi a creare confini e proprietà, ha iniziato > la sua lotta per conquistare altre proprietà e allargare i confini o per > difendere quelli che possedeva già, da altri suoi simili che agivano nella sua > stessa maniera. E così è stato per sempre. L’uomo non si è mai liberato da > questo obbligo immorale, che lo porta ad uccidere il prossimo suo per > appropriarsi dei suoi beni, delle sue terre. E questa è la realtà, > l’attualità. Ne siamo pienamente consapevoli. Ma non è un destino > ineluttabile. Siamo convinti che l’uomo debba evolversi ed uscire da quegli > schemi primitivi che lo portano a pensare che per superare i problemi, > compresi quelli internazionali, si possa solo ricorrere alla violenza, alle > armi. L’Italia 80 anni fa, quando ha cominciato a concepire la sua > Costituzione ha scelto di “ripudiare la guerra come mezzo > per la soluzione delle controversie” e noi crediamo in questo principio, > fondamento che garantisce ai popoli la salvezza, la sopravvivenza, la > conservazione del proprio ambiente, della propria casa. > > “La pace e la libertà sono garanti della felicità dei popoli, e la > ricostruzione del mondo su nuove basi di giustizia sociale e nazionale è la > sola via per la collaborazione pacifica fra Stati e popoli” dichiaravano i > sopravvissuti del lager di Mauthausen nel loro giuramento il 16 maggio 1945. > > Ogni azione che volge alla realizzazione di questo patto fra persone di ogni > nazionalità è un progresso per l’umanità e quindi anche una Marcia di persone > che condividono queste aspirazioni non è un’azione inutile, ma, come ha detto > il parroco di Lodi Vecchio al termine della manifestazione all’interno della > Basilica di San Bassiano “serve a collocarci dalla parte giusta, dalla parte > della Pace”. > > Creare comunità che, pur con diverse sensibilità, colloquiano e agiscono per > un futuro di Pace non è un esercizio retorico, ma una concreta azione di > diffusione di valori fondamentali: solidarietà, fratellanza, accoglienza, > condivisione. > > Una comunità che cammina per la Pace è una comunità viva. E’ una comunità > matura, che si approccia al futuro con speranza! ANPI, ARCI, MEIC, PARROCCHIA DI LODI VECCHIO, CITTA’ DI LODI VECCHIO, CITTA’ DI LODI, FRATELLI SEA, AZIONE CATTOLICA ITALIANA, PROVINCIA DI LODI, AGESCI LODI, CARITAS LODIGIANA, ACLI, ILSRECO, ANED, UMANITA’ LODIGIANA, LEGA AMBIENTE Redazione Italia
June 2, 2026
Pressenza
La nuova e innovativa “Stanza del Silenzio” dell’Ospedale di Livorno
Uno spazio dedicato alla meditazione, alla preghiera, alla riflessione, pensato per accogliere persone di qualsiasi fede religiosa, così come anche i non credenti, aperta ai pazienti, ai loro familiari e amici, nonché ai volontari e ai dipendenti della struttura sanitaria, garantendo a chiunque uno spazio per vivere la propria dimensione intima ed emotiva all’interno del percorso di cura, verrà inaugurato nella mattinata di giovedì 28 maggio. All’evento parteciperanno il sindaco di Livorno, Luca Salvetti, e la direttrice Generale dell’Azienda Usl Toscana Nord-Ovest, Maria Letizia Casani e interverrà Angela Rafanelli, assessora alla cultura con delega al Tavolo delle Religioni e Spiritualità. Aperta tutti i giorni, dalle 7  alle 20, a cura della portineria del Presidio Ospedaliero di Livorno, la Stanza del Silenzio viene messa a disposizione in comodato d’uso gratuito dall’ASL Nord Ovest al Comune di Livorno, in rappresentanza del Tavolo delle Religioni e delle Spiritualità che, sempre aperto a nuove adesioni, vede la presenza di numerose realtà religiose e associazioni filosofiche non confessionali operanti in città. In occasione dell’apertura della Stanza del Silenzio il Comune di Livorno ha attivato una casella di posta dedicata al Tavolo delle Religioni e delle Spiritualità tavoloreligioniespiritualita@comune.livorno.it gestita dall’Ufficio Cultura e Spettacolo che permetterà alla cittadinanza di entrare in contatto con questa realtà e confrontarsi con essa così da conoscere finalità e attività del Tavolo. giovedì 28 maggio alle ore 9.00 – Ospedale di Livorno Palazzo Amministrazione, piano terra lato nord – viale Alfieri, 36 “Ricordiamo il ruolo avuto da ArciAtea e dal Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e dei Culti per arrivare a questo felice esito – rammentano ARCI Atea e il Gruppo Nazionale di Lavoro per la Stanza del Silenzio e dei Culti – Fu infatti il Gruppo a fine 2020 a sollecitare l’Azienda sanitaria di Livorno ad integrare la allora definita sala multireligiosa di preghiera e di raccoglimento alla partecipazione di Arciatea e Uaar all’insegna di quanto previsto dalla legge di riforma del Sistema Sanitario del 1978 e del supremo principio di laicità; senza scendere nei dettagli dell’annoso processo, in seguito è stato grazie al lavoro sottilissimo e al grande acume politico di Lina Sturmann, Arciatea Livorno, che si è ottenuto prima l’allargamento del Tavolo delle religioni a Arciatea e Uaar, ridefinito così Tavolo delle Religioni e delle Spiritualità, e infine, dato che lo spazio all’ospedale è in comodato d’uso al Tavolo, si è giunti alla Stanza del Silenzio all’ospedale con l’aggiunta delle due compagini atee”. Le Stanze del Silenzio nascono e si diffondono dapprima nei paesi anglosassoni e scandinavi dagli anni ’60 (ONU, Hammarskjold) e trovano naturale attuazione prevalentemente in luoghi pubblici fortemente connotati come aeroporti, ospedali, stazioni, centri commerciali, università, piazze. Ne troviamo giustificazione nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, nella Convenzione Europea dei Diritti dell’Uomo, nella Carta dei diritti fondamentali dell’UE, nella Costituzione italiana, nel Trattato costituzionale europeo, nella Legge n.833/1978, nel D.lgs. n.43/2003 “Parità di trattamento tra le persone indipendentemente dalla razza e dall’origine etnica” e infine nella Legge Regionale dell’Emilia-Romagna n.12/1989. Questi luoghi pubblici potranno in questo modo dare piena attuazione alle disposizioni di leggi internazionali, nazionali e regionali sull’inclusione e sul contrasto alle discriminazioni. La Stanza del Silenzio e dei Culti è un luogo studiato per permettere un riparo, un conforto a chi senta bisogno di raccoglimento, quiete o preghiera, da soli o in gruppo, nella quotidianità della vita. Improntato al dialogo tra persone di diversa visione, cultura e religione e alla neutralità: non troveremo simboli religiosi o spirituali così da garantire la convivenza di tutti. La Stanza del Silenzio può essere implementata anche in città, quartieri, cimiteri – dove va raccordata a sale del commiato con attenzione alle differenze culturali e religiose – e potrebbe essere anche una stanza di sola meditazione o per un momento di quiete, senza connotazioni interreligiose se non addirittura un’opera d’arte. Nel Sistema Sanitario Nazionale (SSN) è: uno spazio fisico all’interno degli ospedali per credenti e atei; un elenco di referenti delle maggiori fedi e associazioni filosofiche; assistenza spirituale prestata, a titolo gratuito, da parte dei referenti, attivata in reparto; uno spazio a disposizione dei pazienti, dei parenti, degli operatori sanitari e delle Comunità Filosofiche e Religiose; significa coinvolgimento degli agenti interni delle Comunità = Rete reale tra Istituzione Sanitaria e Comunità. Nelle carceri è assistenza religiosa ai detenuti tutti e momento per sostenere le figure più vicine al detenuto. e un luogo che favorisce la crescita di una “nuova cittadinanza” all’interno del processo di rieducazione e integrazione sociale dei detenuti, per ridurre la tensione all’interno dell’istituto (implicazioni sociosanitarie). Redazione Italia
May 26, 2026
Pressenza
Comunicato di solidarietà per ARCI “Il Botteghino” da Osservatorio contro la militarizzazione, Pisa
L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa esprime solidarietà e affetto agli attivisti del circolo Arci “Il Botteghino” – punto di ritrovo e di socializzazione vitale per il territorio della Valdera – che lo scorso 19 maggio ha subito un’azione repressiva con l’intervento di forze dell’ordine e dei Vigili del Fuoco (indebitamente utilizzati) per rimuovere alcuni striscioni di solidarietà alla causa palestinese e contro il genocidio in corso. Ci preoccupa estremamente l’ipotesi che per questi striscioni possa essere applicato l’art. 297 del Codice Penale italiano, il quale prevede che chiunque nel territorio dello Stato italiano offenda l’onore o il prestigio del Capo di uno Stato estero venga punito con la reclusione da 1 a 3 anni. Davanti alle immagini del genocidio che Israele continua a commettere nei confronti del popolo palestinese martoriato con decine di migliaia di morti tra i civili nel silenzio e nella complicità delle cosiddette democrazie occidentali, davanti alle violenze subite dai membri della Flottilla alla presenza di un Ministro dello Stato di Israele, chi potrebbe mai invocare un reato per una semplice affissione davanti a un circolo Arci? Esprimiamo tutto il nostro sconcerto quindi davanti alla rimozione degli striscioni, un’azione violenta e repressiva la cui finalità è mettere a tacere la protesta della società civile. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università di Pisa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Bologna, 22 maggio: Rete nazionale Europasilo…
… convegno nazionale sulle risposte alle nuove norme per migranti e richiedenti asilo.     Venerdì 22 maggio 2026, la Rete nazionale Europasilo – a cui aderiscono alcuni dei più consolidati progetti dello SAI (Sistema accoglienza integrazione) – promuove a Bologna il convegno nazionale con raccolta esperti, operatori e istituzioni per analizzare le nuove norme europee e costruire risposte comuni
“Falastin Hurra 2.0 – From Strip to Motion” in esposizione a Saluzzo
La collezione di opere artistiche “da e per la Palestina” viene presentata nella cittadina piemontese per iniziativa promossa dal gruppo Saluzzo per Gaza e dalla Rete Cuneese per la Palestina, che spiegano: > Riprende il percorso, con grande slancio politico e artistico, a Ssluzzo, in > provincia di Cuneo, quindi ancora in Piemonte, dell’ormai nota esposizione > curata da alino e Giansandro Morelli e inaugurata a Napoli nel gennaio 2024 > con una grande esposizione al Complesso di San Domenico, poi ospitata in tante > città, e in tante micro-iniziative sparse per tutto il paese, oltre che presso > il museo di Bogotà in Colombia, da ormai quasi due anni. > > Grazie alla partnership con un concerto di associazioni – Saluzzo per Gaza, > Libera Saluzzo, ANPI Saluzzo, Circolo Arci “Ratatoj”, con il sostegno di Rete > Cuneese per la Palestina e con il patrocinio di Voci Erranti, Terres Monviso > e del Comune di Saluzzo, presso il Bistrò Lo Spaccio l’esposizione Falastin > Hurra (Palestina Libera, in lingua araba) giunge nella sua nuova veste, 2.0 – > From Strip to Motion, così concepita a Torino nell’ottobre 2025, e ora pronta > per una nuova unica tappa nella provincia piemontese. > > La mostra raccoglie illustrazioni e fumetti che si muovono tra produzione > artistica e narrazione del presente, restituendo uno sguardo plurale e in > continuo aggiornamento. Molte delle opere nascono anche nel contesto della > comunicazione contemporanea, mantenendo un legame diretto con ciò che accade. > > Aggiornata artisticamente in collaborazione con NAZRA Palestine Short Film > Festival, ancora curata da alino e Giansandro Morelli con la preziosa aggiunta > della fumettista Lorena Canottiere, si focalizza su autori e autrici > arabo-palestinesi, con una piccola sezione di autor* italian* e > internazionali, nella quale si trovano molte nuove acquisizioni, fra cui la > stessa Canottiere, Andrea Bruno, La Verve, Eva Daffara, Samuele Canestrari e > tant* altr* (e si conta di averne ancora nuovi per la tappa di Saluzzo); e si > affiancano alle immagini della storica sezione Kufia, matite italiane per la > Palestina, il portfolio di disegnator* italiani – tra cui Andrea Pazienza > [inoltre Magnus, Guido Crepax, Josè Munoz, Lorenzo Mattotti, Filippo Scozzari, > Milo Manara,…] e Cinzia Ghigliano  da cui tutto è partito, con un > aggiornamento delle ormai quasi 240 opere del progetto (data la prolifica > produzione degli artist* stessi, in costante supporto del drammatico periodo > che vive il mondo Palestinese, nel pieno del Genocidio perpetrato > dall’invasore e criminale Stato d’Israele). > > In mostra, soprattutto, ci saranno le tavole e le illustrazioni (anche quelle > nuovissime realizzate quotidianamente per i social) di: Leila Abdelrazaq, Naji > Al-ali, ma anche il giovane Naji Al Alì, nato nel 99, Fuad Alymani, Mazen > Kerbaj, Gina Nakhle-Koller, Hassan Manasrah, Mohammad Saba’aneh, Othman Selmi; > e le aggiunte di Lina Gaibeh e AnnaMay Khoury, e un ricordo della scomparsa > fumettista, illustratrice e artista Palestinese Mahasen Al-Kethib [a soli 31 > anni uccisa dal bombardamento dell’esercito israeliano a Jabaliya, nella > Striscia di Gaza, del 18 ottobre 2024]. A Saluzzo la mostra allestita negli spazi dello Spaccio Bistrò verrà inaugurata venerdì 15 maggio alle 17:30 insieme al fumettista e illustratore alino in una serata a tema, a cui gli organizzatori dell’esposizione invitano a partecipare per “continuare l’attivismo in supporto del Popolo Palestinese e contro il Genocidio in atto per mano di Israele”. Precedentemente, venerdì 8 maggio, hanno proposto l’incontro sul tema Le parole per dirlo. Una bibliografia di storie e racconti sulla Palestina a L’Ortica Libreria Indipendente di Saluzzo, dove il suo titolare, Giuseppe Cavaglieri, insieme a Francesca Galliano, referente territoriale di Libera, hanno guidato il pubblico in “un percorso editoriale dedicato alla tematica palestinese: una selezione delle pubblicazioni più rilevanti e interessanti sull’argomento, attraversando diversi generi letterari — dai romanzi ai saggi, fino ai racconti — con proposte pensate sia per un pubblico adulto che per i più giovani”. Contemporaneamente, proseguono le iniziative promosse dalla Rete Cuneese per la Palestina, che recentemente ha coordinato la mobilitazione Per la pace, contro la corsa riarmo e l’assemblea sul tema Sicurezza, o repressione? Parliamone… per “costruire pensieri, costruire dialogo” ed elaborato il volantino “L’Italia ripudia la guerra, eppure ne ha fatto un business!” divulgato nel territorio alle manifestazioni e nei presidi. E, parallelamente all’esposizione della rassegna, saranno proposti eventi e verranno svolte attività di cui gli organizzatori comunicheranno presto il programma. FALASTIN HURRA 2.0. FROM STRIP TO MOTION dal 15 al 29 maggio in esposizione a Saluzzo (Cuneo) Lo Spaccio Bistrò / Il Quartiere – piazza Montebello 1 visite a ingresso libero dal lunedì al venerdì a orario continuato, dalle 7 alle 18 al sabato e alla domenica dalle 10 alle 12:30 e dalle 15 alle 18:30 INFORMAZIONI: notiziario di ARCI Cuneo – Asti Rete Cuneese per la Palestina – retecuneeseperlapalestina@gmail.com Articolo redatto a cura di Maddalena Brunasti Redazione Torino
May 13, 2026
Pressenza