Tag - antisionismo

[2026-04-17] L'Urbanistica uccide Paradigma Palestina - Inaugurazione mostra a cura di quell* del 25 aprile @ Vivèro - luogo di quartiere
L'URBANISTICA UCCIDE PARADIGMA PALESTINA - INAUGURAZIONE MOSTRA A CURA DI QUELL* DEL 25 APRILE Vivèro - luogo di quartiere - Via Antonio Raimondi, 37 (venerdì, 17 aprile 18:00) Una riflessione su come urbanistica e architettura possano diventare strumenti di controllo e violenza, a partire dal paradigma palestinese. Attraverso mappe e immagini, la mostra racconta la trasformazione dello spazio in dispositivo politico che incide sulle possibilità di vita. Uno sguardo che aiuta a riconoscere queste dinamiche anche nei nostri territori, tra speculazione, esclusione e resistenza. Aperitivo a sostegno dello spazio. 🌹Iniziativa all'interno del programma di avvicinamento al 25 aprile del Pigneto "Giorni di liberazione"
April 11, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-11] Colpevoli di Palestina - proiezione del documentario sul processo di Anan, Alì e Mansour @ Casa del Popolo di Torpignattara
COLPEVOLI DI PALESTINA - PROIEZIONE DEL DOCUMENTARIO SUL PROCESSO DI ANAN, ALÌ E MANSOUR Casa del Popolo di Torpignattara - Via Benedetto Bordoni, 50, 00176 Roma RM (sabato, 11 aprile 18:00) GIORNI DI LIBERAZIONE Programma di avvicinamento al 25 Aprile del Pigneto a cura di Quell@ del 25 Aprile Sabato 11 Aprile - ore 18 Proiezione del documentario “Colpevoli di Palestina” di Giacomo Villa (2025). Il documentario ripercorre la vicenda giudiziaria di tre palestinesi — Anan Yaeesh, Ali Irar e Mansour Doghmosh — sotto processo in Italia. Il lavoro, realizzato dal comitato Free Anan, denuncia la criminalizzazione della resistenza palestinese e mostra come la repressione non si fermi ai territori palestinesi, ma attraversi anche l’Europa e il nostro paese. Casa del Popolo di Torpignattara – Via B. Bordoni 50
April 8, 2026
Gancio de Roma
[2026-04-08] Che succede in Libano? @ Vivero
CHE SUCCEDE IN LIBANO? Vivero - via Antonio Raimondi 37 (mercoledì, 8 aprile 19:00) CHE SUCCEDE IN LIBANO? Un approfondimento delle origini e delle conseguenze delle violenze della guerra sionista/USA In Libano è in corso un’ulteriore escalation della guerra di occupazione israeliana, fatta di bombardamenti sistematici, distruzione di infrastrutture e sfollamento forzato della popolazione civile. Oltre un milione di persone sono state costrette ad abbandonare le proprie case: un’intera parte del Paese viene svuotata, mentre la violenza diventa condizione quotidiana imposta con la forza. Di fronte a questa realtà, la disinformazione e il racconto dominante servono a coprire, giustificare e normalizzare ciò che accade. Per questo è importante costruire spazi di discussione e contro-narrazione: parlare oggi del Libano significa provare a comprendere il contesto di guerra che stiamo vivendo, dentro e oltre i suoi confini. NE PARLIAMO CON ROSSANA TUFARO, COMPAGNA E STUDIOSA DI STORIA POLITICA E SOCIALE DEL LIBANO CONTEMPORANEO. PER MOLTI ANNI HA VISSUTO A BEIRUT. + Ci sarà aperitivo a sostegno Iniziativa del programma di avvicinamento al 25 Aprile "Giorni di Liberazione", promosso da Quell@ del 25 Aprile al Pigneto.
April 3, 2026
Gancio de Roma
L’Ordine dei giornalisti rifiuta la definizione di antisemitismo dell’IHRA
Il 31 marzo il Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti ha approvato una mozione che rappresenta una presa di posizione a favore della correttezza deontologica e della difesa della libertà di parola, contro la censura e la repressione di qualsiasi tipo di critica all’operato criminale dello Stato di Israele. A inizio […] L'articolo L’Ordine dei giornalisti rifiuta la definizione di antisemitismo dell’IHRA su Contropiano.
April 3, 2026
Contropiano
La questione palestinese a scuola
LA QUESTIONE PALESTINESE A SCUOLA PER SUPERARE DOGMI, STEREOTIPI E CENSURE VENERDÌ 27 MARZO 2026 DALLE ORE 8.30 ALLE ORE 13.30 TRIESTE IN PRESENZA PRESSO AULA MAGNA DELLA SEZIONE DI STUDI DI LINGUE MODERNE PER INTERPRETI E TRADUTTORI VIA FILZI, 14 – TRIESTE PIATTAFORMA S.O.F.I.A.: ID 156376 Per iscriversi collegarsi al seguente link: https://forms.gle/AhiM4o3wzMnVR3r9A -------------------------------------------------------------------------------- CONVEGNO NAZIONALE DI FORMAZIONE IL CESP è ente accreditato/qualificato per la formazione del personale della scuola (Decreto Min. 25/07/06 prot.869, circ. MIUR prot. 406 del 21/2/06 – Direttiva 170/2016-MIUR). La partecipazione ai convegni e seminari CESP è gratuita e dà diritto, ai sensi dell’art. 36 del CCNL 2019/2021 (che sostituisce gli articoli 63 e 64 del CCNL 2006/2009), all’ESONERO DAL SERVIZIO. —> Fai richiesta alla segreteria del tuo istituto del permesso per formazione oppure utilizza il modulo allegato alla locandina -------------------------------------------------------------------------------- PROGRAMMA: 8.30 registrazione partecipanti 9.15 Presentazione del corso a cura di Alessandra Triadan (CESP Trieste-Gorizia) * La causa palestinese nel tempo: questioni, rivendicazioni e prospettive, Basen Kharma ricercatore di storia contemporanea presso l’Università di Modena e Reggio Emilia * Islamofobia e arabofobia nella stampa italiana e il genocidio palestinese, Dalia Ismail, giornalista e militante italo-palestinese * Colonialismo mascherato. Il caso di Gerusalemme capitale nei libri di testo della scuola italiana, Leonardo Ferrandino, Rete docenti per Gaza 10.45 – 11.00 pausa * Antisemitismo e antisionismo. Dalle linee guida scolastiche agli ultimi disegni di legge, Ennio Francavilla, docente dell’Isis “G. D’Annunzio – M. Fabiani” di Gorizia e ricercatore presso l’Irsrec di Trieste 11.30 dibattito 13.00 conclusioni 13.30 consegna degli attestati TRIESTEDownload da remoto per chi è fuori regione
March 27, 2026
CESP
I pericoli del disegno di legge sull’antisemitismo. Intervista all’avvocato Ugo Giannangeli
C’è chi lo ha ribattezzato “Legge bavaglio” o “Ddl anticritiche”. È il cosiddetto disegno di legge “Antisemitismo”, approvato il 4 marzo scorso al Senato con 105 voti a favore, 24 contrari e 21 astenuti. Hanno votato No il Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra, mentre i senatori del Partito democratico si sono divisi: 21 astenuti e 6 favorevoli (Valter Verini, Sandra Zampa, Pierferdinando Casini, Graziano Del Rio, Alfredo Bazoli e Filippo Sensi); a favore il centrodestra, Italia Viva, un senatore di Azione e 5 delle Autonomie. La questione al centro delle polemiche si concentra sulla definizione di antisemitismo, ossia quella dell’International Holocaust Remembrance Alliance (Ihra), secondo cui “per antisemitismo si intende una determinata percezione degli ebrei che può essere espressa come odio nei loro confronti, le cui manifestazioni, di natura verbale o fisica, sono dirette verso le persone ebree e non ebree, i loro beni, le istituzioni della comunità e i luoghi di culto ebraici”. Ne parliamo con Ugo Giannangeli, avvocato penalista e grande esperto di “questione mediorientale.” Perché questa definizione viene considerata da molti pericolosa per la democrazia e incostituzionale? La definizione elaborata dall’Ihra è una definizione meramente operativa, lavorativa, provvisoria, priva di valore legale. Lo afferma lo stesso estensore, l’avvocato Kenneth Stern, che si autodefinisce sionista. Stern sostiene che la definizione, nelle sue intenzioni, doveva servire solo a facilitare la catalogazione degli episodi di antisemitismo. La legge che la recepisce diventa pericolosa per la democrazia in quanto si configura come una legge ad hoc a tutela di un gruppo identitario, in palese contrasto con l’articolo 3 della nostra Costituzione. Vede il rischio di un’equiparazione sostanziale tra antisemitismo e antisionismo (condiviso quest’ultimo da molti ebrei israeliani e della diaspora)? Ci può spiegare la differenza tra questi due concetti? L’antisionismo è l’opposizione a un disegno di colonialismo di insediamento che prevede l’espulsione dei nativi con ogni mezzo. Si vedano le molteplici ed esplicite dichiarazioni dei cosiddetti padri fondatori dello Stato di Israele. L’antisemitismo altro non è che una forma di razzismo. Peraltro sarebbe più corretto parlare di anti-ebraismo o antigiudaismo, essendo semiti anche i palestinesi. La modifica accolta in Senato parla di “ripudio di ogni forma di antisemitismo”. Spero quindi che si riferisca anche alla diffusa islamofobia. Temo però che questa mia speranza possa essere vista solo come una battuta. Quando si parla di “istituzioni della comunità” si può intendere anche il governo: ciò significa che sarà vietato dalla legge criticare per esempio l’esecutivo guidato dal premier israeliano Benjamin Netanyahu, su cui pende un mandato d’arresto della Corte Penale Internazionale per crimini di guerra e contro l’umanità e un’indagine per genocidio della Corte di Giustizia Internazionale? In Senato sono state introdotte formule tipo ‘ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e associazione’ o anche ‘nel rispetto dell’autonomia delle istituzioni scolastiche’. Sembrano però formulette di cautela per ridurre gli evidenti rischi di incostituzionalità della legge per palese contrasto con gli articoli 17, 21 e 33 della Costituzione. È il caso anche di ricordare che la Corte Internazionale di Giustizia nel suo parere consultivo del luglio 2024 ha affermato che è imputabile di complicità con i crimini di Israele non solo chi fornisce concretamente aiuti, ma anche chi non si attiva per – quanto meno – attenuare le conseguenze dei crimini. Il genocidio infatti si deve prevenire prima che reprimere. Vede rischi per le campagne di boicottaggio di alcuni prodotti e servizi israeliani connessi o complici nella strage dei palestinesi? Già ora i sionisti assimilano le campagne di boicottaggio dei prodotti e dei servizi israeliani a quelle nazifasciste degli anni ‘30 contro le attività commerciali degli ebrei. A maggior ragione lo faranno dopo l’entrata in vigore della legge. In Germania il 7 novembre 2024 il Bundestag ha inserito tra le manifestazioni di odio anche l’appello al boicottaggio e alle sanzioni contro Israele. Eppure la Corte Europea dei Diritti Umani l’11 giugno 2020 ha sentenziato che l’appello al boicottaggio dei prodotti israeliani è un diritto civile tutelato dall’articolo 10 della Convenzione Europea. Un altro articolo molto controverso della legge recita così: “Prevedere apposite misure per contrastare la diffusione del linguaggio d’odio antisemita sulla rete Internet, anche attraverso l’aggiornamento delle regole di accesso alle piattaforme di social media, nonché mediante sistemi di segnalazione e rimozione, uniformi ed efficienti, dei relativi contenuti”. Anche in questo caso, vista la definizione iniziale di antisemitismo, così ampia e generica, il rischio è che venga considerata ‘odio antisemita’ dagli algoritmi che regolano i social qualsiasi critica al governo israeliano? Particolare attenzione è riservata alle espressioni di odio sui social. È questo il terreno più minato, dove più è evidente il privilegio inserito a favore dei crimini israeliani. Un esempio banale: se commento con “assassini criminali” la foto di bambini palestinesi uccisi a Gaza rischio di essere definito antisemita; se metto lo stesso commento sotto le foto delle 165 bambine iraniane uccise dagli statunitensi a Minab non corro alcun rischio. L’articolo 2 propone di “elaborare apposite linee guida sul contrasto all’antisemitismo, come definito ai sensi dell’articolo 1, comma 2, destinate ai docenti e al personale delle scuole di ogni ordine e grado”: non violerebbe la libertà d’insegnamento garantita dall’articolo 33 della Costituzione? Le linee guida destinate ai docenti violano sicuramente l’articolo 33 della Costituzione sulla libertà di insegnamento. Neppure la circolare Valditara di novembre 2025 recante istruzioni per i dibattiti all’interno delle strutture scolastiche si è spinta a tanto. La circolare richiede competenza dei relatori e la garanzia del contraddittorio. Le linee guida invece entrano nel merito e dettano contenuti. L’articolo 3, oggetto di emendamento al Senato, prevede addirittura il “diniego all’autorizzazione di una riunione o manifestazione pubblica per ragioni di moralità, di cui all’articolo 18 del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza di cui al regio decreto 18 giugno 1931, n. 773, può essere motivato anche in caso di valutazione di grave rischio potenziale per l’utilizzo di simboli, slogan, messaggi e qualunque altro atto antisemita ai sensi della definizione operativa di antisemitismo adottata dalla presente legge”. Con buona pace dell’articolo 17 della nostra Costituzione che prevede il diritto di riunirsi pacificamente e senz’armi e dell’articolo 21 sulla libertà di espressione del pensiero. L’articolo 3 del testo originario, quello sulle manifestazioni, è stato cassato. Avevano pensato di mantenerlo modificando il concetto di ‘rischio potenziale’ con quello di ‘pericolo concreto’ di manifestazioni antisemite, ma poi hanno ritenuto preferibile escludere del tutto l’articolo. Non credo che lo abbiano fatto per una scelta di apertura democratica. Probabilmente riprenderanno il discorso in un disegno di legge che andrà a sostituire il decreto legge sulla sicurezza che è stato recentemente bocciato ma solo sulla forma, per mancanza dei requisiti di straordinaria necessità e urgenza. Come funzionerebbe in pratica la nuova legge? Il testo approvato in Senato ha introdotto due nuovi organismi non previsti dal precedente articolo 2, che rappresentava una sorta di norma in bianco delegando al governo o al Presidente del Consiglio il compito di emanare entro 60 giorni una serie di decreti su temi ben individuati. Col nuovo testo si creano il coordinatore nazionale che elabora una strategia nazionale sull’antisemitismo e un gruppo tecnico di lavoro designato dall’Ihra, dall’Unione delle comunità ebraiche italiane, dai giovani ebrei d’Italia, dal Centro di documentazione ebraica contemporanea e dal Museo della Shoah. Se mi è consentita una battuta osservo che manca solo l’Aipac (American Israel Public Affairs Committee), che però probabilmente provvederà al finanziamento dell’attività del gruppo di lavoro. Infatti l’ultimo articolo precisa che nessun onere economico è previsto per il funzionamento della legge. Il gruppo di lavoro dovrà adottare misure contro il linguaggio d’odio, le linee guida per le scuole e l’università, organizzare corsi di formazione per insegnanti e polizia, nonché campagne informative per la televisione e la stampa. Appare essere una vera e propria task force con la doppia funzione di reprimere da un lato e propagandare dall’altro. La Legge Mancino numero 205 del 1993 punisce “discriminazione, odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi”, senza concentrarsi specificamente sugli ebrei ma includendoli. Tra l’altro nella legge si parla anche di slogan e simboli fascisti, che pure ben di rado vengono puniti. Cosa ne pensa? L’articolo 604 bis del Codice Penale (legge Mancino) era più che sufficiente: punisce la propaganda di istigazione all’odio razziale in generale, con una specifica aggravante per la Shoah in caso di sua minimizzazione o apologia. Appare evidente l’intenzione di introdurre nel nostro ordinamento gli undici indicatori dell’Ihra, come è dimostrato anche dal fatto che sono stati respinti gli emendamenti sulla loro esclusione e sull’adozione della ‘Dichiarazione di Gerusalemme’, nata proprio in contrapposizione alla definizione di Ihra, che contiene cinque esempi di critiche a Israele che non sono considerate antisemite. Non solo, ma esplicitamente riconosce che il movimento BDS svolge un legittimo intervento politico. Si può concludere affermando che la legge introduce una pervasiva attività di controllo e propaganda e sconfina in una militarizzazione culturale e politica. Claudia Cangemi
March 25, 2026
Pressenza
Le polemiche su antisionismo e antisemitismo servono a deviare l’attenzione dal genocidio palestinese
Payday men’s network segnala un testo, di critica radicale della definizione dell’antisemitismo da parte dell’IHRA, scritto da medico in pensione che appartiene alla Rete Internazionale Ebraica Anti-Sionista (IJAN). “L’ha scritta nel Regno Unito – precisa il comunicato – e rispecchia la sua attività di organizzatore tra il personale sanitario dell’NHS (Servizio Sanitario Nazionale) e prima degli attacchi di Trump/Netanhyau su Venezuela, Cuba e Iran, ma riteniamo sia utile anche per la situazione in Italia”.   La definizione di anti-semitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA) è profondamente viziata e non adatta allo scopo, perché:   * È ampiamente contestata da organizzazioni palestinesi, accademici, esperti di diritti umani ed esperti ebrei di anti-semitismo.¹   * Nel 2023 oltre un centinaio di organizzazioni della società civile israeliane e internazionale hanno invitato l’ONU a respingere la definizione, affermando che «è stata spesso usata per etichettare erroneamente come anti-semita la critica a Israele e, di conseguenza, per raffreddare e talvolta sopprimere proteste, attivismo e discorsi non violenti critici verso Israele e/o il Sionismo».²   * L’estensore originario della definizione IHRA, Ken Stern, ha dichiarato: «gli Ebrei di destra la stanno trasformando in un’arma… viene usata come uno strumento grossolano per etichettare chiunque come anti-semita».³˒⁴ * La definizione equipara l’anti-sionismo (ad esempio l’opposizione all’idea di uno Stato ebraico) all’anti-semitismo (odio verso gli Ebrei come individui o come gruppo). Ciò viola anche la legge: l’anti-sionismo è ormai una convinzione protetta nel Regno Unito ai sensi dell’Equality Act.⁵ * L’IHRA afferma che criticare lo Stato di Israele definendolo un’impresa razzista sia anti-semitico. Eppure la Corte Internazionale di Giustizia ha stabilito nel luglio 2024 ⁶ che Israele è colpevole del crimine di apartheid, e sono in vigore decine di leggi, come la legge sullo Stato-nazione del popolo ebraico ⁷, che garantiscono la supremazia ebraica e discriminano i Palestinesi.⁸ * Le origini della definizione IHRA risalgono al 2004 e alle preoccupazioni per il cosiddetto «nuovo anti-semitismo», cioè quello legato alla critica di Israele.⁹ Sette degli undici «esempi» di anti-semitismo contenuti nella definizione riguardano critiche a Israele, a dimostrazione che lo scopo principale della definizione è proteggere lo Stato di Israele, non gli Ebrei. * La definizione promuove uno stereotipo razzista degli Ebrei come filo-israeliani, facendo riferimento allo “Stato ebraico” e al “diritto del popolo ebraico all’autodeterminazione”. Ciò alimenta l’anti-semitismo, associando le azioni dello Stato israeliano a tutti gli Ebrei, quando molti Ebrei affermano che ciò che Israele sta facendo «non è a nome nostro». * La definizione IHRA non ha valore giuridico: essa stessa afferma di essere «non giuridicamente vincolante». * Una recente sentenza dell’Alta Corte del Regno Unito ⁹ ha stabilito che diversi esempi contenuti nella definizione non sono anti-semiti e che le convinzioni anti-sioniste non sono anti-semite e sono protette dalle leggi sulla libertà di espressione. Ciò indebolisce in modo sostanziale la base giuridica di eventuali procedimenti disciplinari avviati dai datori di lavoro sulla base della definizione. * L’imposizione della definizione IHRA va contro il sentimento di una larga parte dei medici britannici. Alla conferenza annuale della BMA [il sindacato dei medici nel Regno Unito] nel giugno 2025 è stata approvata a larghissima maggioranza (84% a favore, 7% contrari) una mozione che affermava che criticare le azioni dello Stato di Israele non è intrinsecamente anti-semita.¹⁰ * È quindi probabile una diffusa opposizione da parte del personale del NHS [Servizio Sanitario Nazionale nel Regno Unito] all’adozione della definizione IHRA, nonché ricorsi legali contro la sua applicazione, anche in ambito lavorativo e disciplinare. * Qualsiasi corso di formazione sull’anti-semitismo basato sulla definizione IHRA risulterà necessariamente anch’esso profondamente viziato, sia dal punto di vista della libertà di espressione sia da quello giuridico. * La definizione IHRA distoglie inoltre dalla discussione legittima su ciò che sta accadendo in Palestina, spostando l’attenzione su dibattiti su cosa sia o non sia l’anti-semitismo, quando la gente vuole parlare dei crimini di guerra, della pulizia etnica e del genocidio che stanno avvenendo in Palestina.   Riferimenti (in inglese) 1. https://www.instagram.com/reel/DImNpgYBzCV/?igsh=bHVhZHkybWJrZjRq 2. https://www.theguardian.com/news/2023/apr/24/un-ihra-antisemitism-definition-israel-criticism 3. https://www.theguardian.com/commentisfree/2019/dec/13/antisemitism-executive-order-trump-chilling-effect 4. https://www.hrw.org/news/2023/04/04/human-rights-and-other-civil-society-groups-urge-united-nations-respect-human 5. https://www.gov.uk/employment-tribunal-decisions/dr-d-miller-v-university-of-bristol-1400780-slash-2022 6. https://www.icj-cij.org/node/204176 7. https://www.theguardian.com/world/2018/jul/19/israel-adopts-controversial-jewish-nation-state-law 8. https://www.adalah.org/en/content/view/7771 9. https://en.wikipedia.org/wiki/IHRA_definition_of_antisemitism#:~:text=In%20May%202004%2C%20this%20was,and%20compare%20incidents%20across%20countries 10. https://www.judiciary.uk/wp-content/uploads/2025/05/Husain-v-SRA-Approved-Judgment.pdf https://paydaymensnetwork.net/ Maddalena Brunasti
March 17, 2026
Pressenza
Israele: denazificare e ripudiare il sionismo
articoli di Naomi Klein, Orly Noy, Jewish Voice for Peace (ripresi da comune-info.net, invictapalestina.org, assopacepalestina.org) Abbiamo bisogno di un esodo dal sionismo – Naomi Klein Ho pensato a Mosè, alla rabbia che deve aver provato quando, sceso dal monte, trovò gli israeliti intenti a adorare un vitello d’oro. L’ecofemminista che c’è in me si è sempre sentita a disagio con
Attivisti australiani arrestati per l’uso dello slogan “dal fiume fino al mare”
Due attivisti australiani, una giovane donna di 18 anni e un uomo identificato come Liam Parry, sono stati arrestati mercoledì 11 marzo per aver usato la frase “dal fiume fino al mare”, una delle formule tipiche di espressione della solidarietà con il popolo palestinese. Sono le prime vittime della nuova […] L'articolo Attivisti australiani arrestati per l’uso dello slogan “dal fiume fino al mare” su Contropiano.
March 13, 2026
Contropiano