Tag - mostra

[2026-04-17] L'Urbanistica uccide Paradigma Palestina - Inaugurazione mostra a cura di quell* del 25 aprile @ Vivèro - luogo di quartiere
L'URBANISTICA UCCIDE PARADIGMA PALESTINA - INAUGURAZIONE MOSTRA A CURA DI QUELL* DEL 25 APRILE Vivèro - luogo di quartiere - Via Antonio Raimondi, 37 (venerdì, 17 aprile 18:00) Una riflessione su come urbanistica e architettura possano diventare strumenti di controllo e violenza, a partire dal paradigma palestinese. Attraverso mappe e immagini, la mostra racconta la trasformazione dello spazio in dispositivo politico che incide sulle possibilità di vita. Uno sguardo che aiuta a riconoscere queste dinamiche anche nei nostri territori, tra speculazione, esclusione e resistenza. Aperitivo a sostegno dello spazio. 🌹Iniziativa all'interno del programma di avvicinamento al 25 aprile del Pigneto "Giorni di liberazione"
April 11, 2026
Gancio de Roma
Torino, in mostra foto e disegni per le scuole nelle tende di Gaza
Nel settembre del 2025 un piccolo gruppo di illustratrici professioniste che pubblicano nel mondo editoriale internazionale per l’infanzia chiamano diversi colleghi e colleghe molto conosciuti chiedendo loro di donare un’illustrazione per una mostra presso la libreria Binaria al Gruppo Abele, a Torino. La “chiamata” ha un grande successo e la mostra riesce a raccogliere una somma notevole, trasferita ai progetti di Vento di Terra a Gaza. Lo stesso gruppo, ora sotto la sigla “IO CI STO” lancia in febbraio una nuova iniziativa: l’intenzione è di inviare a ogni bambino delle scuole nelle tende un’immagine (tutte diverse) una volta al mese. Con affetto e costanza. Attraverso il gruppo torinese “Comitato un aiuto per la Palestina” entriamo in contatto con 4 scuole nelle tende per un totale di 180 bambini. I disegni vengono inviati al cellulare degli insegnanti che li mostrano e li fanno scegliere ai bambini. A volte riescono a stamparli e a esporli sulle pareti delle tende. Sono stati già distrutti due volte dalle tempeste e dall’acqua, insieme alle tende delle famiglie, ma si ricomincia e i disegni sono sui telefoni. Due bimbe con i disegni arrivati tramite invio al cellulare dell’insegnante il Comitato dà supporto anche a 40 nuclei famigliari con situazioni faticosissime, come si può immaginare per gli Ultimi di una terra ultima, che però sta insegnando a tutto il mondo di saper resistere con creatività e dignità. È quindi stata organizzata dal Comitato Un aiuto per la Palestina una nuova mostra, sempre a Torino presso Binaria. Saranno esposte le fotografie delle famiglie, i loro messaggi, le foto delle scuole nelle tende e della distribuzione di cibo, abiti e di ciò che può essere necessario, oltre alle nostre illustrazioni inviate ai bambini. Le illustrazioni in mostra potranno essere acquistate attraverso una donazione a partire da 20 euro. Questi fondi saranno interamente devoluti alle scuole sotto le tende a Gaza. Questi i dati organizzativi essenziali: Mostra: GAZA ROMPIAMO IL SILENZIO Libreria Binaria, Via Sestrière 34, Torino Dal 10 aprile 2026 dalle 18,30 al 30 aprile 2026 Apertura: dal lunedì al sabato dalle 9 alle 22 Info e visite: binaria@gruppoabele.org Comitato Un aiuto per la Palestina: unaiutoperlapalestina25@gmail.com Redazione Italia
April 6, 2026
Pressenza
“Occupied Territories” – Libano: una guerra che Israele non ha mai smesso
“È passato meno di un anno e mezzo dall’ultimo conflitto, seguito da una tregua mai rispettata, ed ora una nuova guerra in tre settimane ha già lasciato più di un milione di persone senza casa”, esordisce Fabio Bucciarelli, fotoreporter che per 10 anni ha documentato la realtà quotidiana in Cisgiordania, Striscia di Gaza e Libano con tanti ‘scatti’, 100 in esposizione a Vinovo fino al 3 maggio prossimo. Nella pagina oggi online su Il mondo in cui viviamo, Fabio Bucciarelli spiega: > Dopo più di un anno sono tornato in Libano. > > Era l’ottobre del 2024, quando, a seguito del genocidio di Gaza e > dell’uccisione di Hassan Nasrallah, Israele bombardava il paese, causando > migliaia di morti civili e oltre un milione di sfollati. > > Il primo giorno che sono arrivato, dopo aver preso l’accredito stampa, sono > stato in un cimitero temporaneo a Dahieh, quartiere sciita della città > considerato una roccaforte di Hezbollah. Il cimitero provvisorio, tra terra e > fango, dedicato ai martiri in attesa di una sepoltura migliore, quel giorno ha > accolto quattro vittime: Mohamed Serri, giornalista della televisione > Al-Manar, sua moglie, un combattente e un paramedico. > > A causa dei continui bombardamenti israeliani, delle incursioni terrestri e > degli ordini di evacuazione, molte persone hanno trovato rifugio in scuole > trasformate in centri di accoglienza, lungo il lungomare della città o nello > stadio adattato a shelter temporaneo. In questi giorni, le piogge torrenziali > peggiorano ulteriormente le condizioni dei profughi interni, costretti a > vivere nelle tende. > > Gli attacchi si sono intensificati, provocando numerose vittime e la > distruzione di infrastrutture civili, con oltre un milione di persone che, > secondo le stime, sono state sfollate. > > Oggi la guerra è tornata, con la stessa violenza ma con una nuova maschera. > Dopo l’attacco americano e israeliano all’Iran e la risposta di Hezbollah, che > ha lanciato razzi verso Israele in supporto alla Repubblica Islamica, il > Libano è di nuovo ostaggio di un conflitto che sembra ripetersi come un > copione già scritto. > > I bombardamenti israeliani colpiscono ovunque, dalla capitale al sud. Gli > ordini di evacuazione si moltiplicano e arrivano fino al fiume Litani, nella > parte meridionale del paese che molti in Israele auspicano come nuovo confine, > o almeno come zona cuscinetto. Il rischio è quello di un nuovo massacro in > stile Gaza: distruzione sistematica, bombe per abbattere edifici e > infrastrutture, preparare il terreno all’invasione di terra e nuovi territori > occupati. > > Nemmeno la resilienza delle persone è cambiata, né la resistenza dei > combattenti che, come fantasmi, cercano di fermare l’avanzata dell’IDF. Poco o > nulla si sa di Hezbollah: non ci sono fotografie recenti, non si conosce il > numero delle vittime, nè chiaramente i loro nascondigli o strategia. > > Dal 2 marzo, questa nuova offensiva israeliana ha già causato più di mille > vittime e costretto ancora una volta oltre un milione di persone a lasciare le > proprie case. Oggi, in Libano, circa una persona su cinque è sfollata, il 20% > della popolazione. > > Come in un film già visto, la guerra continua senza fine, alimentata solo > dalla necessità di combattere e di seminare il caos in un paese, dove lo > spettro della guerra civile non è mai scomparso. In occasione dell’esposizione della collezione Occupied Territories a Le Gallerie del Museo Storico del Trentino, il direttore dell’Atlante delle Guerre e dei conflitti nel mondo, Raffaele Crocco, ha commentato: «Questa mostra vuole essere un grido d’allarme. Vicino a noi, poche centinaia di chilometri al di là del mare, si sta consumando una tragedia che ha pochi precedenti, per ferocia e determinazione di chi vuole uccidere. Nel vicino Oriente, Israele ha deciso l’annientamento di un popolo e, contemporaneamente, ha avviato una politica di aggressione in nome di una ipotetica “pace duratura”, da realizzare con la sconfitta definitiva e totale dei nemici: l’Iran e Hezbollah. Quello che si deve fare è documentare il massacro, raccontare il crimine. Fabio Bucciarelli lo ha fatto. È sceso all’inferno per raccontarci cosa accade con le sue foto». Dopo la presentazione nel 2025 a Sarajevo e l’esposizione a Modena e a Trento, fino al 3 maggio 2026 la collezione è in mostra al Castello Della Rovere di Vinovo. “Le immagini prendono vita lungo un percorso fatto di cinquanta steli in ferro che sorreggono le foto, creando una sorta di costruzione fisica che guida i passi dei visitatori tra le sale del castello – spiega la recensione su GUIDA TORINO – Questa scelta di allestimento, curato da Lejla Hodzic, trasforma la visita in una camminata lenta dove ogni scatto – dal ritratto intimo alla scena di strada – aiuta a capire la frammentazione dello spazio e la perdita della libertà di movimento. Le fotografie, nate originariamente per un libro edito da Dario Cimorelli, si allontanano dalla fretta della cronaca per restituire un racconto umano e complesso. Si scoprono così le vite di persone che resistono alla cancellazione della propria identità in un mondo che sembra essersi fermato in un’attesa infinita”. Occupied Territories: Stories from The West Bank, Gaza, and Lebanon – antologia di 100 fotografie di Fabio Bucciarelli, edita con prefazione di Fabio Tonacci, inviato di la Repubblica, a cura di Elena Caldara, Dario Fanelli, Laura G. Maggioni, Daniela Meda e Joan Roig nel 2025 stampata in 1˙300 copie e pubblicata da Dario Cimorelli Editore.   OCCUPIED TERRITORIES STORIES FROM THE WEST BANK, GAZA, AND LEBANON Castello della Rovere – Vinovo (TO) sabato e domenica e festivi, fino al 3 maggio 2026 sabato 15-18.30; domenica 10.30-12.30 e 15-18.30 aperture straordinarie: 6 aprile, 25 aprile 1° maggio orario 10.30-12.30 e 15-18.30       Maddalena Brunasti
March 23, 2026
Pressenza
“Along the Border”: intervista a Chiara Fabbro, autrice della mostra fotografica sulla rotta balcanica
“L’Europa muore o rinasce a Sarajevo”, scriveva Alexander Langer il 25 giugno 1995. Oggi potremmo dire “L’Europa muore o rinasce sulla rotta balcanica”. Dove 30 anni fa si consumava una guerra, oggi si vendono passaggi per l’Europa. L’attraversamento viene chiamato … Leggi tutto L'articolo “Along the Border”: intervista a Chiara Fabbro, autrice della mostra fotografica sulla rotta balcanica  sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
[2026-01-29] Bangladesh, Rivolte e GenZ @ Zazie nel metrò
BANGLADESH, RIVOLTE E GENZ Zazie nel metrò - Via Ettore Giovenale 16, Roma (giovedì, 29 gennaio 19:00) BANGLADESH, RIVOLTE E GENZ Nell’agosto 2024 il Bangladesh è esploso. Dalle università è partita una rivolta di massa contro un sistema di potere fondato su autoritarismo, repressione e disuguaglianze. La contestazione del sistema delle quote ha aperto una frattura profonda che, dopo settimane di mobilitazione e violenta repressione, ha portato alla caduta del governo di Sheikh Hasina. Oggi il paese vive una transizione fragile verso le elezioni del 12 febbraio 2026, le prime dopo la caduta del regime. Il governo di transizione guidato da Muhammad Yunus deve muoversi tra istituzioni delegittimate, un processo elettorale incerto e il ritorno di forze politiche legate all’autoritarismo. L’uccisione recente di Sharif Osman Bin Hadi, leader del movimento studentesco Inqilab Mancha, mostra che il potere continua a colpire chi sfida l’ordine esistente. Le rivolte del 2024 non sono finite: il conflitto resta aperto e il futuro del Bangladesh è ancora terreno di scontro. NE DISCUTEREMO CON L’ATTIVISTA NEZUM UDDIN HRIDOY, VOCE DIRETTA DEL MOVIMENTO STUDENTESCO BANGLADESE, GABRIELE CECCONI, FOTOGRAFO DOCUMENTARISTA CHE PRESENTA UNA MOSTRA FOTOGRAFICA SULLE PROTESTE E GIULIANO BATTISTON, GIORNALISTA E RICERCATORE SU CONFLITTI E POLITICA GLOBALE. Un incontro per raccontare le lotte, comprendere il presente e dare voce ai movimenti in lotta nel mondo che i media, con la loro visione neocolonialista, continuano a ignorare.
January 23, 2026
Gancio de Roma
[2025-11-29] TEKNOPATATA @ CSOA Ex-Snia
TEKNOPATATA CSOA Ex-Snia - Via Prenestina 173 (sabato, 29 novembre 19:00) TEKNOPATATA Sabato 29 novembre H 19:00 – till late CSOA Ex Snia Ingresso sottoscrizione libera TEKNOPATATA porta le sue radici deformi al CSOA Ex-Snia per festeggiare lo scarto e trasformarlo in gesto di cura. //Cena Dalle 19:00 fino a esaurimento patate, piatti vegani e senza glutine, a base di patate, in collaborazione con Recup //DJ set Dalle 20:00 a chiusura selezioni tekno ed elettroniche. //Scarti Dalle 19:00 per tutta la serata, esposizione collettiva che rielabora il concetto di rifiuto, restituendogli valore attraverso varie forme di espressione e linguaggi. Line-up, artistз e dettagli sulla festa in arrivo 🪐 Stay teknopatata!🥔🔥
November 19, 2025
Gancio de Roma
BRESCIA: INSTALLAZIONE COLLETTIVA AL MO.CA SUI BIMBI UCCISI A GAZA, DOMENICA 23 NOVEMBRE L’EVENTO CONCLUSIVO
  “Un nome un bambino, un nome una bambina” è il titolo dell’opera collettiva visitabile fino a domenica 23 novembre presso lo spazio aperto del Mo.Ca – Centro per le nuove culture di via Moretto, a Brescia. L’installazione è promossa da un gruppo di educatrici, educatori e insegnanti dei nidi e delle scuole d’infanzia di città e provincia. Domenica 23 novembre è in programma l’evento conclusivo. Appuntamento alle ore 10 in largo Formentone per il corteo educativo per la pace, in collaborazione con le Donne per la Pace, con destinazione Mo.Ca. Seguiranno gli interventi di due mamme palestinesi, dell’operatore umanitario Roberto Guerrieri e di Niccolò Nicotra, Nina Festival. A concludere un momento musicale insieme a Le ragazze Da Copertina e Nic Garrapatero. Per l’occasione saranno organizzati anche giochi e letture per bambini e bambine. L’opera è stata realizzata collettivamente con l’impegno di genitori, insegnanti, bambini e bambine durante diverse settimane in 39 servizi per l’infanzia della città di Brescia e della provincia, per scrivere su strisce bianche di tessuto nomi ed età dei 20.000 bimbi e bimbe uccisi a Gaza. I nomi, scritti sulle strisce ora sospese tra le colonne del Mo.Ca, “si muovono al vento, in un’istallazione che è faticoso ma doveroso guardare, che suscita emozioni profonde ma che, nel contempo, restituisce un percorso di partecipazione e di sensibilizzazione attraverso il quale il dolore si è trasformato in un gesto collettivo di memoria e di pace”. Ci presenta l’iniziativa Francesca Di Modica, educatrice di nido e coordinatrice del progetto. Ascolta o scarica
November 18, 2025
Radio Onda d`Urto
Gallicano: Una Giornata All’Insegna della Partecipazione e dell’Impegno per la Nonviolenza
Sabato 4 ottobre 2025 alle 15:30 presso i locali CIAF della Biblioteca Comunale, si è tenuta con grande successo l’inaugurazione della Mostra Interattiva “PACE E NONVIOLENZA ATTIVA ORA!”. L’evento, promosso dalla Corrente Pedagogica Umanista Universalista (COPEUU) e da “La Comunità per lo Sviluppo Umano – Ahimsa ODV”, con il patrocinio del Comune di Gallicano, ha registrato una calorosa e sentita partecipazione di autorità, associazioni e numerosi cittadini, uniti nell’impegno per la promozione di una cultura di pace e nonviolenza. Il pomeriggio ha preso il via con un vibrante spettacolo di benvenuto offerto dagli Sbandieratori di Gallicano – guidati dal presidente Alessandro Pinocci, Andrea Costabile e dal fondatore Giulio Baldacci – che, nella piazzetta antistante la Biblioteca, hanno dato un tocco di colore e tradizione all’apertura dei festeggiamenti. La conferenza inaugurale è stata aperta dalla Dott.ssa in Educazione Jaqueline Mera di COPEUU, che ha sottolineato il valore profondo dell’iniziativa: “Questa mostra non è solo un’esposizione, ma un invito a riconoscere la violenza, a iniziare a smantellarla, a ricostruire una nuova forma di relazione tra gli esseri umani, basata sul trattamento dell’altro come lo si vuole per sé stessi.” Ha poi portato i saluti istituzionali il Sindaco David Saisi, che ha presenziato l’inaugurazione e parlato anche a nome dell’Assessora Silvia Simonini (presente all’evento), la quale ha seguito la preparazione della mostra fin dalle prime battute. Il Sindaco ha ribadito il pieno supporto dell’Amministrazione Comunale all’iniziativa, sottolineandone l’importanza per la comunità e l’educazione delle Nuove Generazioni. La rilevanza internazionale del progetto è stata evidenziata dall’intervento di Giuseppe Filippi, in rappresentanza della IGO Confederazione delle Nazioni Umanitarie (CNU). A conclusione degli interventi ufficiali, Stefano Colonna di COPEUU Italia ha ribadito la missione della mostra: “Questa mostra rappresenta un punto di svolta. È un’azione concreta per una nuova cultura, per una nuova civiltà basata sulla nonviolenza. È un appello a praticare la nonviolenza attiva come forza che dà impulso alle nostre azioni quotidiane. È un’opportunità per tutti noi di trasformazione e umanizzazione crescente. La Pace sarà una semplice conseguenza.” (link discorso integrale) Un momento simbolico e augurale è stato il taglio del nastro, realizzato dal giovane Nicola Colonna, che ha ufficialmente aperto il percorso esperienziale. I numerosi presenti hanno quindi avuto modo di immergersi nelle tre stazioni interattive della mostra, affrontando temi cruciali legati alla violenza quotidiana e alle strategie per superarla. La partecipazione è stata arricchita da un parterre di associazioni e figure del territorio, tra cui: la psicologa Denise Pagano dell’Associazione di Promozione Sociale Filo D’Arianna; i rappresentanti della Consulta Giovanile di Gallicano; le maestre Annarosa Bacci e Giorgina Roni; Tania Riva, genitore e Assistente Sociale; e la psicologa Daniela Bigagli, a testimonianza dell’interesse trasversale sul tema. Un’emozionante esibizione di canto e pianoforte, curata da Océane Zavattari e Michela Stelletti della Scuola Civica di Musica “Marco Salotti” di Borgo a Mozzano”, ha accompagnato i momenti di condivisione e le spontanee testimonianze libere dei visitatori, che hanno espresso profondo apprezzamento per l’esperienza vissuta. Tra le voci raccolte a fine evento, spicca quella di Tania Riva, che ha partecipato con grande interesse: “È stato un bel momento di ascolto, condivisione e introspezione, un modo per attivarsi in un percorso di formazione ma ancor di più: di trasformazione e consapevolezza interiore! L’idea che, attraverso un’esperienza personale proposta alla comunità, si possa fare cultura di Pace e Nonviolenza è una visione attuale, moderna e, oserei dire, anche rivoluzionaria. Sono rimasta colpita dalla professionalità e dal metodo proposto dagli insegnanti Colonna e Mera che rende tutti parte di una possibile Comunità di Pace e Nonviolenta.” Il pomeriggio si è concluso con un rinfresco che ha favorito la convivialità e lo scambio di idee tra i partecipanti, rimasti fino alle ore 18, a dimostrazione del vivo interesse e della risonanza dell’iniziativa. La versione italiana della mostra “PACE E NONVIOLENZA ATTIVA ORA!” è nata da una collaborazione tra la COPEUU Italia e il Centro di Studi Umanisti “Nueva Civilización” (CEHNC) di Lima, Perù. La mostra rimarrà visitabile presso la Biblioteca Comunale Gallicano – locali CIAF fino a fine gennaio 2026. L’ingresso è libero e l’iniziativa si rivolge a studenti, famiglie, educatori e a tutta la cittadinanza, offrendo a tutti l’opportunità di intraprendere questo significativo percorso di riflessione e crescita personale e collettiva. Informazioni per il percorso guidato: E-mail: copeuu.italia@gmail.com WhatsApp: +39 351 478 8946 COPEHU
October 7, 2025
Pressenza
HeART of Gaza arriva a Monvalle (Varese): mostra presso il Comune da sabato 20 settmbre
Si terrà sabato 20 settembre alle ore 21:00 presso il Comune di Monvalle il dibattito di presentazione di “HeART of Gaza”, la toccante mostra itinerante che attraverso l’arte dei bambini di Gaza dà voce a una storia di resilienza, speranza e denuncia. Una selezione di 40 disegni di bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni realizzati nella “Tenda degli Artisti” allestita da Mohammed Timraz a Deir al Balah, nel cuore della Striscia di Gaza, che raccontano con forza, purezza e creatività le difficoltà e i sogni di un’infanzia rubata. “HeART of Gaza” restituisce le emozioni profonde di questi giovani artisti: i sogni spezzati, le paure, i traumi, ma anche il desiderio di un futuro migliore. Da quasi due anni vivono sotto bombardamenti continui, hanno perso la casa, gli affetti, la possibilità di andare a scuola. Alcuni, purtroppo, non ci sono più. Tutti condividono la perdita dei diritti fondamentali: istruzione, sicurezza sanitaria e alimentare, protezione. Secondo gli ultimi dati diffusi il 10 settembre 2025 da OCHA (Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari), il bilancio complessivo delle vittime accertate, dall’inizio del conflitto (7 ottobre 2023), ammonta a 64.656 vittime palestinesi, di cui 18.430 sono bambini. Almeno 2.456 persone sono morte cercando di accedere ai rifornimenti umanitari. Una nuova analisi indipendente stima che il numero reale delle vittime sia molto più alto di quanto raccontano i dati ufficiali. Secondo il Dr. Gideon Polya e Richard Hil, sarebbero 136.000 le morti dirette (bombardamenti e violenze) mentre 544.000 morti indiretti (fame, sete, mancanza di cure) In totale stimano 680.000 persone uccise da Israele di cui 380.000 bambini sotto i 10 anni. In questo drammatico contesto è nato “HeART of Gaza” che non è solo una mostra, ma un grido silenzioso che chiede di essere ascoltato. Un invito a guardare il mondo con gli occhi di chi, nonostante il genocidio in corso, non ha smesso di sorridere e sognare. «Tutto è iniziato in un piccolo spazio a Deir al Balah – spiegano Féile Butler e Mohammed Timraz, ideatori della mostra – dove i bambini hanno trasformato il dolore in colori. Non avremmo mai immaginato che da quei primi disegni sarebbe nata un’iniziativa capace di estendersi in tutta Gaza: da nord a sud, da est a ovest. Nel tempo abbiamo avuto 17 spazi artistici sicuri, anche se non tutti attivi contemporaneamente, perché spesso i luoghi devono cambiare. In ognuno di questi spazi i bambini possono respirare lontano dal rumore della guerra, dipingere i loro sogni e ritrovare frammenti di infanzia che sembravano perduti. La nostra visione è semplice ma potente – proseguono Féile e Mohammed – raggiungere più di 1.500 bambini e offrire loro gioia, libertà e speranza attraverso l’arte. Per noi il disegno non è solo arte: è un grido che dice “io esisto”, una finestra attraverso cui i bambini di Gaza possono ancora sognare. Continueremo questo cammino, portando questi spazi in ogni quartiere possibile, perché crediamo che insieme possiamo davvero cambiare la vita dei bambini di Gaza.» All’evento di inaugurazione, che si terrà il prossimo 20 settembre alle ore 21:00 presso il  Comune di Monvalle, interverranno: * Centro studi arti sceniche “Il volto di Velluto” con SURVIVING, performance di teatrodanza * Mohammed Timraz, tentativo di collegamento da Gaza * Glores Sandri e Nisreen Isbaita, progetto “A Doula for Palestine” in sostegno alle donne di Gaza * Michela Focchi volontaria e curatrice della mostra HeART of Gaza Domenica 21 settembre dalle 16:00 si terrà un momento di lettura e laboratorio artistico per famiglie. L’Attività è gratuita con posti limitati. Iscrizione obbligatoria via mail:  biblioteca@comune.monvalle.va.it La mostra è organizzata dal Comune e dalla Biblioteca di Monvalle, con il supporto del Centro studi arti sceniche “Il volto di Velluto”. Sarà ospitata presso il Comune di Monvalle e aperta al pubblico domenica durante i laboratori. Lunedì 22 e martedì 23/09 durante gli orari di apertura del comune, dalle 11:00 alle 13:00, e su prenotazione per le scuole lunedì dalle 9:30 alle 13:00 e dalle 14:30 alle 16:00. Per informazioni: Michela Fiocchi heartofgaza.varese@gmail.com Redazione Varese
September 19, 2025
Pressenza