ECONOMIA: “LA FINANZIARIZZAZIONE DEL SINDACATO” DI ALESSANDRO VOLPIDal primo luglio entra in vigore la normativa sui fondi pensione. Per gli
assunti, nel settore privato, da quella data scatta il silenzio assenso per cui,
se entro 60 giorni non viene manifestata una chiara volontà in senso contrario,
i contributi finiranno nel fondo pensione della categoria. Se ci sono più fondi,
andranno a quella che ha maggiori iscritti e se non ci sono fondi andranno al
Fondo Cometa, che riguarda i lavoratori metalmeccanici.
A rendere l’adesione ai fondi privati ancora più incentivata concorre una
riduzione del carico fiscale, che si manifesta in termini di deducibilità fino a
5300 euro e in termini di aliquota più bassa sulle plusvalenze, fissata al 20
invece che al 26%. Vale la pena ricordare che questo beneficio significa per lo
Stato una minore entrata di circa 6 miliardi di euro l’anno, che vanno a
beneficio di meno del 40% dei lavoratori e delle lavoratrici del settore
privato. Naturalmente il minor gettito lo pagano tutti gli altri.
Ma a colpire è un altro dato. Chi gestisce i fondi, a cominciare dallo stesso
Fondo Cometa dei lavoratori metalmeccanici? Il fondo ha un suo Consiglio di
amministrazione e un collegio sindacale che sono composti per il 50% da
rappresentanti dei sindacati e per il 50% da rappresentanti dei datori di
lavoro. Tale Consiglio però, come è ovvio, non gestisce l’enorme disponibilità
finanziaria – stiamo parlando di 13-14 miliardi di euro – che proviene dai
contributi, ma la affida ai grandi gestori internazionali che decidono dove
impiegare questi stessi contributi.
Il principale gestore è BlackRock che usa come “depositario” e garante State
Street Bank in una filiera dove gran parte di quel risparmio finisce nelle
società di cui BlackRock è azionista, naturalmente rigorosamente domiciliate in
terra Usa e, spesso, con sede in Delaware.
Ma la finanziarizzazione non finisce qui perché dal 31 ottobre entrerà in vigore
la piena “portabilità” dei fondi negoziali di categoria che potranno essere
affidati dal singolo lavoratore ad una banca o a una assicurazione, mutandone la
natura da fondi chiusi in veri fondi aperti dove il peso dei grandi gestori,
come BlackRock, sarà ancora maggiore. L’impatto finanziario di tale modifica
sarà così forte che il 29 maggio i sindacati e le associazioni datoriali hanno
firmato un “avviso comune” per limitare gli effetti di un simile accelerazione,
ma si tratta di un avviso, appunto, che certo potrà poco contro la norma di
legge dove è prevista la portabilità piena.
Quali i rischi per lavoratori e lavoratrici? L’intervista a Alessandro Volpi,
docente di Storia contemporanea al dipartimento di Scienze politiche
dell’Università di Pisa e collaboratore di Altreconomia Ascolta o scarica