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Pisa, il Piano operativo rischia di compromettere salute e ambiente. Parola della ASL
Dopo due settimane di attesa, finalmente riceviamo e possiamo leggere i pareri rilasciati dall’ASL in merito al Piano Operativo Comunale (POC). Si tratta di pareri sui quali l’assessore all’urbanistica, Massimo Dringoli, ha rilasciato roboanti dichiarazioni di successo, sbandierando una … Leggi tutto L'articolo Pisa, il Piano operativo rischia di compromettere salute e ambiente. Parola della ASL sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
PONTE RADIO – 26 GIUGNO 2026 – LE COMPLICITÀ DELLA VIOLENZA DETENTIVA – CONDUCE RADIO BLACKOUT
Puntata del 26 Giugno 2025 del Ponte Radio, in diretta dagli studi di Radio Blackout a Torino. Attraverso differenti contributi abbiamo affrontato alcuni aspetti che definiscono e compongono il sistema di disciplinamento, punizione e incarcerazione delle persone in Italia. A partire agli strumenti di cui tale sistema si dota relativamente alle persone razzializzate in quanto tali, sino a quelli che si abbattono in genere su quelle fette di popolazione definite criminali, eccedenti – e che nell’eccedenza vengono monetizzate o marginalizzate -, reiette, riottose. Dalle aziende responsabili dell’erogazione di servizi nel centri di prima e seconda accoglienza, nei CPR o in genere insider dell’umanitarismo nostrano ed esportato, per poi arrivare ad analizzare il ruolo della sanità gestita dalle Aziende Sanitarie Locali (ALS), finanche la realtà spesso occultata della privatizzazione della gestione sanitaria all’interno dei luoghi detentivi penali, amministrativi e semidetentivi. Lo abbiamo fatto partendo dal lancio de “lamappadelrazzismo.com“, una mappatura d’inchiesta del razzismo in Italia e nei nostri contesti, realizzata da diversi compagni e compagne che in giro per l’Italia lottano contro tale forma di sfruttamento, detenzione ed espulsione delle persone. Passando per il racconto della storia di Sanitalia SPA, azienda che attualmente gestisce il CPR di Torino, abbiamo poi presentato una carrellata di quelle che negli anni sono state le azioni che hanno colpito coloro che partecipano al business delle espulsioni. In seguito, è stata proposta un’analisi delle prerogative delle ALS e dei medici privati pagati dagli enti gestori all’interno dei centri di detenzione amministrativa, per infine ragionare su come funziona e che tipo di strumento è la sanità all’interno delle carceri penali. Quest’ultima parte è stata costruita grazie a contributi di alcune persone che il carcere lo hanno vissuto il che ci permette di avere una visione quanto più vivida possibile. Buon ascolto
PONTE RADIO – 26 GIUGNO 2026 – LE COMPLICITÀ DELLA VIOLENZA DETENTIVA – CONDUCE RADIO BLACKOUT
Puntata del 26 Giugno 2025 del Ponte Radio, in diretta dagli studi di Radio Blackout a Torino. Attraverso differenti contributi abbiamo affrontato alcuni aspetti che definiscono e compongono il sistema di disciplinamento, punizione e incarcerazione delle persone in Italia. A partire agli strumenti di cui tale sistema si dota relativamente alle persone razzializzate in quanto tali, sino a quelli che si abbattono in genere su quelle fette di popolazione definite criminali, eccedenti – e che nell’eccedenza vengono monetizzate o marginalizzate -, reiette, riottose. Dalle aziende responsabili dell’erogazione di servizi nel centri di prima e seconda accoglienza, nei CPR o in genere insider dell’umanitarismo nostrano ed esportato, per poi arrivare ad analizzare il ruolo della sanità gestita dalle Aziende Sanitarie Locali (ALS), finanche la realtà spesso occultata della privatizzazione della gestione sanitaria all’interno dei luoghi detentivi penali, amministrativi e semidetentivi. Lo abbiamo fatto partendo dal lancio de “lamappadelrazzismo.com“, una mappatura d’inchiesta del razzismo in Italia e nei nostri contesti, realizzata da diversi compagni e compagne che in giro per l’Italia lottano contro tale forma di sfruttamento, detenzione ed espulsione delle persone. Passando per il racconto della storia di Sanitalia SPA, azienda che attualmente gestisce il CPR di Torino, abbiamo poi presentato una carrellata di quelle che negli anni sono state le azioni che hanno colpito coloro che partecipano al business delle espulsioni. In seguito, è stata proposta un’analisi delle prerogative delle ALS e dei medici privati pagati dagli enti gestori all’interno dei centri di detenzione amministrativa, per infine ragionare su come funziona e che tipo di strumento è la sanità all’interno delle carceri penali. Quest’ultima parte è stata costruita grazie a contributi di alcune persone che il carcere lo hanno vissuto il che ci permette di avere una visione quanto più vivida possibile. Buon ascolto
PONTE RADIO – 26 GIUGNO 2026 – LE COMPLICITÀ DELLA VIOLENZA DETENTIVA – CONDUCE RADIO BLACKOUT
Puntata del 26 Giugno 2025 del Ponte Radio, in diretta dagli studi di Radio Blackout a Torino. Attraverso differenti contributi abbiamo affrontato alcuni aspetti che definiscono e compongono il sistema di disciplinamento, punizione e incarcerazione delle persone in Italia. A partire agli strumenti di cui tale sistema si dota relativamente alle persone razzializzate in quanto tali, sino a quelli che si abbattono in genere su quelle fette di popolazione definite criminali, eccedenti – e che nell’eccedenza vengono monetizzate o marginalizzate -, reiette, riottose. Dalle aziende responsabili dell’erogazione di servizi nel centri di prima e seconda accoglienza, nei CPR o in genere insider dell’umanitarismo nostrano ed esportato, per poi arrivare ad analizzare il ruolo della sanità gestita dalle Aziende Sanitarie Locali (ALS), finanche la realtà spesso occultata della privatizzazione della gestione sanitaria all’interno dei luoghi detentivi penali, amministrativi e semidetentivi. Lo abbiamo fatto partendo dal lancio de “lamappadelrazzismo.com“, una mappatura d’inchiesta del razzismo in Italia e nei nostri contesti, realizzata da diversi compagni e compagne che in giro per l’Italia lottano contro tale forma di sfruttamento, detenzione ed espulsione delle persone. Passando per il racconto della storia di Sanitalia SPA, azienda che attualmente gestisce il CPR di Torino, abbiamo poi presentato una carrellata di quelle che negli anni sono state le azioni che hanno colpito coloro che partecipano al business delle espulsioni. In seguito, è stata proposta un’analisi delle prerogative delle ALS e dei medici privati pagati dagli enti gestori all’interno dei centri di detenzione amministrativa, per infine ragionare su come funziona e che tipo di strumento è la sanità all’interno delle carceri penali. Quest’ultima parte è stata costruita grazie a contributi di alcune persone che il carcere lo hanno vissuto il che ci permette di avere una visione quanto più vivida possibile. Buon ascolto
July 1, 2026
Radio Blackout
Diritto al gioco…di guerra? Forze Armate all’iniziativa ASL e UNICEF Avellino
PUBBLICHIAMO IL COMUNICATO DEL MIR (MOVIMENTO INTERNAZIONALE PER LA RICONCILIAZIONE), ADERENTE ALL’OSSERVATORIO CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE E DELLE UNIVERSITÀ, CHE STIGMATIZZA L’INIZIATIVA MILITARISTICA CON BAMBINI E BAMBINE AD AVELLINO CON UNICEF. Si è svolta domenica 24 maggio ad Avellino l’iniziativa sul “diritto di giocare e crescere insieme”, promossa dal locale Comitato provinciale dell’UNICEF e dall’ASL territoriale. Insieme a varie iniziative ricreative, però, in quella occasione erano presenti anche postazioni di ben tre forze armate: Esercito Italiano, Carabinieri e Guardia di Finanza, mescolando impropriamente al concetto di “gioco” esercitazioni al tiro col fucile, di lotta e di altre pratiche militari che nulla hanno a che vedere con un’attività ludica rivolta a bambini e ragazzi. «A nome del Movimento Internazionale della Riconciliazione, storica organizzazione italiana per la pace e il disarmo, esprimo sconcerto e riprovazione per questo subdolo tentativo di militarizzare ancora una volta non solo la cultura e la scuola, ma anche lo sport e le attività ricreative per l’infanzia – ha dichiarato Ermete Ferraro, presidente nazionale e coordinatore locale del MIR – Ancora una volta colpisce che a prestarsi a questa pericolosa commistione di gioco e attività di ambito militare sia l’organizzazione internazionale che, per statuto, più dovrebbe tutelare il diritto dei minori alla pace ed al benessere. Purtroppo, però, già in altri casi l’UNICEF regionale ha promosso iniziative che vedevano la partecipazione delle forze armate, contraddicendo alla missione della Fondazione che “ispira la sua attività al principio che tutti i bambini abbiano il diritto di sopravvivere, crescere e realizzare le proprie potenzialità per il beneficio di un mondo migliore per ogni bambino ovunque». Alcune sconcertanti immagini allegate – ricavate da un video sulla manifestazione ( http://youtube.com/watch?is=MRNF41DbY7afx8xv… ) mostrano infatti bambini che impugnano e puntano fucili più grandi di loro, esercitazioni alla lotta ed al pugilato ed un’inutile esibizione di uniformi, armi e attrezzature militari. «Che UNICEF, ASL e Consorzio Servizi Sociali A5 promuovano il diritto al gioco, alla salute ed alla socialità con una manifestazione dove si esibiscono strumenti di guerra è davvero intollerabile. Il MIR disapprova questa scelta ed invita invece a lanciare messaggi ben diversi, di educazione alla pace, a relazioni solidali ed a soluzioni dei conflitti prive di violenza» ha concluso Ferraro. Fonte del comunicato: clicca qui. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La sanità e il suo ruolo nei CPR- critica al concetto di idoneità/non idoneità
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì alle 15 su RadioBlackout, proviamo a parlare di sanità e del suo ruolo all’interno dei CPR, di come la sfera della cura, o meglio la non cura, diventi un vero e proprio strumento di dominio che porta  all’annichilimento delle persone.  Partiamo dall’assunto che la sanità, all’interno di questi luoghi, risulta uno dei tasselli su cui si poggia la violenza del CPR: non solo per la mancanza strutturale di cure sanitarie o per la non tutela del  diritto alla salute che questi luoghi generano, quanto per essere un elemento di controllo sui corpi di chi viene recluso. Una violenza quella dei CPR che si fonda su più parti: dalla privazione della libertà per il solo fatto di non avere un documento europeo, vessazioni, abusi e provocazione da parte degli sbirri, alla somministrazione di cibo scadente e psicofarmaci. Ne discutiamo con alcun compagn di Torino,con le quali ci soffermiamo sui limiti e criticità che pezzi di società civile, categoria dei medici e avvocati stanno portando avanti rispetto alla campagna di sensibilizzazione per il rilascio dei certificati di non idoneità per i CPR. Seppur abbia avuto il merito di porre la questione su quali basi poggi l’idoneità medica per la detenzione amministrativa, sembra si sia arenata nella pratica in un dibattito tecnico-scientifico, invisibilizzando la questione centrale: questi luoghi non devono esistere e nessuno deve finire li dentro, a prescindere dal parere medico.  Nella prima parte, partendo dal Decreto Lamorgese (2022) che stabilisce che l’ASL deve effettuare la visita medica prima dell’ingresso nel CPR, confermando il suo ruolo di complicità nella macchina della detenzione, giungiamo ai fatti di Ravenna, dove 8 medici del reparto di malattia infettiva sono stati indagati per falso ideologico in concorso per aver firmato dei certificati di non idoneità alla detenzione in CPR. Nella seconda parte, invece, discutiamo su come il dibattito idoneità/ non idoneità non può essere schiacciato in un’ottica meramente sanitaria, in quanto chi ricopre ruoli sanitari detiene un  potere biopolitico che determina la libertà delle persone recluse e non.
May 15, 2026
Radio Blackout
La sanità e il suo ruolo nei CPR- critica al concetto di idoneità/non idoneità@0
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì alle 15 su RadioBlackout, proviamo a parlare di sanità e del suo ruolo all’interno dei CPR, di come la sfera della cura, o meglio la non cura, diventi un vero e proprio strumento di dominio che porta  all’annichilimento delle persone.  Partiamo dall’assunto che la sanità, all’interno di questi luoghi, risulta uno dei tasselli su cui si poggia la violenza del CPR: non solo per la mancanza strutturale di cure sanitarie o per la non tutela del  diritto alla salute che questi luoghi generano, quanto per essere un elemento di controllo sui corpi di chi viene recluso. Una violenza quella dei CPR che si fonda su più parti: dalla privazione della libertà per il solo fatto di non avere un documento europeo, vessazioni, abusi e provocazione da parte degli sbirri, alla somministrazione di cibo scadente e psicofarmaci. Ne discutiamo con alcun compagn di Torino,con le quali ci soffermiamo sui limiti e criticità che pezzi di società civile, categoria dei medici e avvocati stanno portando avanti rispetto alla campagna di sensibilizzazione per il rilascio dei certificati di non idoneità per i CPR. Seppur abbia avuto il merito di porre la questione su quali basi poggi l’idoneità medica per la detenzione amministrativa, sembra si sia arenata nella pratica in un dibattito tecnico-scientifico, invisibilizzando la questione centrale: questi luoghi non devono esistere e nessuno deve finire li dentro, a prescindere dal parere medico.  Nella prima parte, partendo dal Decreto Lamorgese (2022) che stabilisce che l’ASL deve effettuare la visita medica prima dell’ingresso nel CPR, confermando il suo ruolo di complicità nella macchina della detenzione, giungiamo ai fatti di Ravenna, dove 8 medici del reparto di malattia infettiva sono stati indagati per falso ideologico in concorso per aver firmato dei certificati di non idoneità alla detenzione in CPR. Nella seconda parte, invece, discutiamo su come il dibattito idoneità/ non idoneità non può essere schiacciato in un’ottica meramente sanitaria, in quanto chi ricopre ruoli sanitari detiene un  potere biopolitico che determina la libertà delle persone recluse e non.
La sanità e il suo ruolo nei CPR- critica al concetto di idoneità/non idoneità@1
In questa nuova puntata di Harraga, trasmissione in onda ogni venerdì alle 15 su RadioBlackout, proviamo a parlare di sanità e del suo ruolo all’interno dei CPR, di come la sfera della cura, o meglio la non cura, diventi un vero e proprio strumento di dominio che porta  all’annichilimento delle persone.  Partiamo dall’assunto che la sanità, all’interno di questi luoghi, risulta uno dei tasselli su cui si poggia la violenza del CPR: non solo per la mancanza strutturale di cure sanitarie o per la non tutela del  diritto alla salute che questi luoghi generano, quanto per essere un elemento di controllo sui corpi di chi viene recluso. Una violenza quella dei CPR che si fonda su più parti: dalla privazione della libertà per il solo fatto di non avere un documento europeo, vessazioni, abusi e provocazione da parte degli sbirri, alla somministrazione di cibo scadente e psicofarmaci. Ne discutiamo con alcun compagn di Torino,con le quali ci soffermiamo sui limiti e criticità che pezzi di società civile, categoria dei medici e avvocati stanno portando avanti rispetto alla campagna di sensibilizzazione per il rilascio dei certificati di non idoneità per i CPR. Seppur abbia avuto il merito di porre la questione su quali basi poggi l’idoneità medica per la detenzione amministrativa, sembra si sia arenata nella pratica in un dibattito tecnico-scientifico, invisibilizzando la questione centrale: questi luoghi non devono esistere e nessuno deve finire li dentro, a prescindere dal parere medico.  Nella prima parte, partendo dal Decreto Lamorgese (2022) che stabilisce che l’ASL deve effettuare la visita medica prima dell’ingresso nel CPR, confermando il suo ruolo di complicità nella macchina della detenzione, giungiamo ai fatti di Ravenna, dove 8 medici del reparto di malattia infettiva sono stati indagati per falso ideologico in concorso per aver firmato dei certificati di non idoneità alla detenzione in CPR. Nella seconda parte, invece, discutiamo su come il dibattito idoneità/ non idoneità non può essere schiacciato in un’ottica meramente sanitaria, in quanto chi ricopre ruoli sanitari detiene un  potere biopolitico che determina la libertà delle persone recluse e non.