Tag - nucleare

Si torna a Islamabad
Oggi è il giorno che le borse risalgano un po’ in modo da permettere al clan degli amici di Trump (non solo a loro, comunque) di “capitalizzare” i titoli acquistati a prezzi stracciati nei giorni scorsi, quando sembra imminente “la fine di una civiltà” e l’uso dell’atomica. Ieri sera, infatti, […] L'articolo Si torna a Islamabad su Contropiano.
April 15, 2026
Contropiano
L’accordo introvabile, la sconfitta inaccettabile
Niente accordo, dopo le prime 21 ore di confronto. O le ultime. La differenza è chiaramente abissale, ma per intuire da quale parte vada l’ago della bilancia bisogna eliminare l’immensa massa di propaganda che avvolge tutto il contenzioso concreto tra Iran e Usa-Israele. A prima vista, ascoltando le poche frasi […] L'articolo L’accordo introvabile, la sconfitta inaccettabile su Contropiano.
April 12, 2026
Contropiano
Il più grande furto nucleare della storia è fallito
Proviamo a raccontare questa storia dall’inizio, seguendo non le dichiarazioni ufficiali ma la geografia. Perché la geografia non mente. Un F-15E americano viene abbattuto sopra l’Iran. I due membri dell’equipaggio si eiettano nella provincia di Kohgiluyeh e Boyer-Ahmad, nel sud-ovest del paese. Fin qui tutto chiaro. Poi succede qualcosa che […] L'articolo Il più grande furto nucleare della storia è fallito su Contropiano.
April 8, 2026
Contropiano
Gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra: le quattro bugie e una verità di Trump
Trump è famoso per il suo spregiudicato disprezzo della verità. Perciò, noi in Corea del Sud dovremmo esaminare le sue parole e le sue affermazioni in modo critico. In effetti, molte delle dichiarazioni del suo recente discorso del 1° aprile (ora statunitense) sono false e costituiscono disinformazione. Cerchiamo quindi di […] L'articolo Gli Stati Uniti non stanno vincendo la guerra: le quattro bugie e una verità di Trump su Contropiano.
April 5, 2026
Contropiano
#war LA #SICILIA IN #GUERRA : #MILITARIZZAZIONE DEI TERRITORI E DISSESTO IDROGEOLOGICO Nella fase attuale, segnata dall’acutizzarsi dei conflitti tra blocchi di potere e dal riemergere della minaccia #nucleare, la guerra si conferma come momento fondamentale del rilancio dell’accumulazione di capitali. https://www.youtube.com/watch?v=Bd_7MVUkSKs&t=2s
April 4, 2026
Antonio Mazzeo
L’Iran vincerà la guerra: sei aspetti da considerare
L’Iran uscirà da questa guerra con le infrastrutture danneggiate, sotto forte pressione economica e con famiglie devastate dalla perdita di vite umane e dall’invalidità. Ma le guerre non si giudicano solo in base alla distruzione. Si giudicano in base al raggiungimento degli obiettivi politici. Le guerre raramente sono decise dal […] L'articolo L’Iran vincerà la guerra: sei aspetti da considerare su Contropiano.
March 21, 2026
Contropiano
[Brema, Germania]: sabotaggio dell’industria nucleare!
> Da Bure bure bure, 10.03.26 Pubblicato originariamente su Tumulte. Il 1° marzo abbiamo attaccato il gruppo Kaefer a Brema e sabotato parte delle sue infrastrutture. In particolare, abbiamo dato fuoco al centro di formazione sulle tecniche di scalata industriale e a diversi veicoli. L’obiettivo di questa azione era danneggiare in modo duraturo Kaefer, in quanto fornitore di servizi per l’industria nucleare, degli armamenti e per vari settori di sfruttamento delle risorse. Kaefer è un ingranaggio fondamentale di questa macchina mortale e distruttiva. Il sito è un edificio isolato e facile da sorvegliare, situato in una zona industriale e utilizzato come deposito di materiale e officina. All’interno dell’edificio non c’era nessuno. È stato escluso qualsiasi pericolo per le persone. IL RUOLO DI KAEFER NELLA MILITARIZZAZIONE E NELLA DISTRUZIONE DELL’AMBIENTE Le implicazioni e la struttura del gruppo Kaefer costituiscono una complessa rete internazionale e sarebbe impossibile affrontarne tutti gli aspetti in dettaglio nell’ambito di questo testo. Per questo motivo, ne daremo una breve panoramica prima di soffermarci più in dettaglio sul settore nucleare. Per una visione più completa, consigliamo la lettura di questo testo. Kaefer opera per diverse multinazionali dei settori della chimica fossile e dell’energia e partecipa attivamente all’estrazione convenzionale di petrolio, a progetti legati al gas naturale e al GNL, all’estrazione di sabbie bituminose, allo sfruttamento offshore e all’estrazione di carbone, lungo tutta la catena di trasformazione: dall’estrazione e dalla raffinazione dei combustibili e di altri prodotti petrolchimici fino alla loro combustione in centrali elettriche di ogni tipo, passando per il loro trasporto tramite oleodotti, navi e terminali. Inoltre, Kaefer sostiene la costruzione e la manutenzione di impianti industriali nei settori della lavorazione del legno e della carta (anche nell’ambito di progetti in Amazzonia, come la produzione di etanolo dalla soia), delle miniere di minerali e di rame, delle acciaierie, degli stabilimenti di alluminio e dell’industria pesante. Il gruppo, con sede a Brema, opera anche nel settore della produzione di cemento, uno dei più inquinanti in assoluto. Un altro settore importante è l’industria degli armamenti, in particolare l’aeronautica e l’aerospaziale militari, nonché la costruzione navale militare (sottomarini e navi da guerra destinati a clienti internazionali come la dittatura di Erdogan o il regime egiziano). Non c’è bisogno di dilungarsi troppo per constatare che i settori dell’economia capitalista sopra citati sono tra i più sporchi in assoluto. Non c’è altro modo per dirlo: Kaefer contribuisce attivamente, su scala internazionale, alla distruzione dei nostri mezzi di sussistenza! KAEFER, INGRANAGGIO DELL’INDUSTRIA NUCLEARE Kaefer opera per l’industria dell’energia nucleare e delle armi atomiche in tutta Europa, dalla Finlandia alla Svezia, passando per la Polonia, la Germania e la Francia, e a livello internazionale, dal Sudafrica alla Cina. Kaefer fornisce servizi industriali all’industria nucleare sin dagli anni ’60. Kaefer dispone delle conoscenze specifiche, degli impianti di ricerca, dei prodotti sviluppati internamente e degli specialisti necessari per operare in questo settore. L’industria nucleare francese è un cliente particolarmente importante: Naval, ad esempio, è uno dei suoi clienti e costruisce navi da guerra, portaerei e sottomarini nucleari. Kaefer collabora anche con Orano, in particolare per la costruzione della centrale nucleare di Olkiluoto III in Finlandia. Tuttavia, alla luce dell’attualità, l’attenzione va posta sulla collaborazione con Framatome. Framatome, azienda pubblica francese, è la divisione nucleare del colosso energetico EDF. Kaefer collabora con Framatome su diversi progetti, come già accennato, in Finlandia, in varie centrali nucleari in Francia e in Sudafrica, dove Framatome gestisce la centrale nucleare di Koeberg. Potremmo citare innumerevoli altri progetti, ma è evidente che Kaefer e Framatome sono partner internazionali di lunga data. Framatome produce le sue barre di combustibile principalmente a Lingen, in Bassa Sassonia, dove Kaefer gestisce una filiale. Una collaborazione diretta presso il sito di Lingen sembra quindi ovvia, ma non è stata ancora resa pubblica. A Lingen, Framatome prevede di produrre barre di combustibile nucleare su licenza russa in collaborazione con il gruppo nucleare pubblico russo Rosatom. Queste barre saranno poi impiegate nelle centrali nucleari dell’Europa orientale di progettazione sovietica. A tale scopo, nel 2019 Framatome (tramite la sua controllata Advanced Nuclear Fuels GmbH) e Rosatom (tramite la sua controllata TWEL) hanno costituito una joint venture. I combustibili vengono prodotti secondo il processo Elektrostal russo che, secondo le informazioni fornite dagli attivisti russi, comporta un’esposizione alle radiazioni molto più elevata. Naturalmente, la Russia non raccoglie alcun dato ufficiale al riguardo. La produzione a Lingen richiedeva l’accordo dei responsabili politici della Bassa Sassonia e del Bundestag. Sebbene né il governo regionale né quello federale abbiano ancora preso una posizione ufficiale, diversi media hanno riferito all’inizio della settimana che, dopo un “controllo di sicurezza”, Berlino avrebbe dato il via libera al progetto. Possiamo concederci una breve riflessione: il governo Merz sta discutendo un programma di armamento nucleare tedesco; Macron sta posizionando la Francia come potenza nucleare protettrice contro l’aggressore a est, mentre nel frattempo vengono conclusi accordi nucleari tra imprese pubbliche francesi e russe con l’approvazione del governo tedesco. Non occorre essere particolarmente perspicaci per notare che questi governi e aziende come Kaefer riducono all’assurdo i loro presunti obiettivi di sicurezza, pace, difesa e sostenibilità. In sintesi, Kaefer è un fornitore di servizi per l’industria nucleare e si rivela non solo un profittatore economico, ma anche un produttore e un attore della ricerca. Kaefer fa quindi parte dell’industria nucleare, ne favorisce l’espansione e sostiene diverse industrie letali. Kaefer è un ingranaggio, un anello nelle catene di produzione della distruzione, ma questo modo di operare su piccola scala è un prodotto del capitalismo stesso che mira a nascondere le reali responsabilità. RESISTENZA CONTRO L’INDUSTRIA NUCLEARE Altrettanto assurdo e pericoloso è il sito di stoccaggio definitivo di Bure, nel dipartimento della Mosa, nella regione del Grand Est, non lontano dai confini con Germania, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. È lì che l’ANDRA (l’autorità francese incaricata della gestione delle scorie nucleari) intende scavare una gigantesca rete di gallerie sotterranee. Come tutti i siti di stoccaggio di scorie nucleari che ci sono stati venduti come sicuri fino ad ora, il progetto CIGEO prima o poi finirà per presentare delle perdite e costituisce una bomba a orologeria. Ma già adesso le espropriazioni e la repressione che accompagnano il progetto stanno danneggiando gli abitanti della regione. L’uso dell’energia nucleare svela il vero volto degli Stati e delle imprese: istituzioni dominatrici! Letteralmente pronte a distruggere le fondamenta della vita per denaro e potere. Ma questa è solo una parte della storia; dall’altra, c’è una meravigliosa continuità della resistenza. Ecco perché con la nostra azione ci uniamo all’appello alla resistenza contro l’industria nucleare. Contro CIGEO e il suo mondo! Per una primavera nera!Altrettanto assurdo e pericoloso è il sito di stoccaggio definitivo di Bure, nel dipartimento della Mosa, nella regione del Grand Est, non lontano dai confini con Germania, Belgio, Lussemburgo e Svizzera. È lì che l’ANDRA (l’autorità francese incaricata della gestione delle scorie nucleari) intende scavare una gigantesca rete di gallerie sotterranee. Come tutti i siti di stoccaggio di scorie nucleari che ci sono stati venduti come sicuri fino ad ora, il progetto CIGEO prima o poi finirà per presentare delle perdite e costituisce una bomba a orologeria. Ma già adesso le espropriazioni e la repressione che accompagnano il progetto stanno danneggiando gli abitanti della regione. L’uso dell’energia nucleare svela il vero volto degli Stati e delle imprese: istituzioni dominatrici! Letteralmente pronte a distruggere le fondamenta della vita per denaro e potere. Ma questa è solo una parte della storia; dall’altra, c’è una meravigliosa continuità della resistenza. Ecco perché con la nostra azione ci uniamo all’appello alla resistenza contro l’industria nucleare. Contro CIGEO e il suo mondo! PER UNA PRIMAVERA NERA!
UE e Pichetto Fratin: nucleare per rispondere alla crisi energetica
La guerra israelo-americana nei confronti dell’Iran non ha fatto i conti con la messa in campo dell’arma più potente iraniana, ossia la chiusura dello Stretto di Hormuz e la deflagrazione della crisi energetica a livello mondiale. Per rispondere alla crisi annunciata Ursula Von Der Leyen al vertice sull’energia nucleare a Parigi ha dichiarato che l’UE ha sbagliato a rallentare sul nucleare, immaginando di dare il via a investimenti per i piccoli nuovi reattori (SMR) per procedere sulla via dell’indipendenza energetica. Di questi reattori al momento esistono soltanto un paio di esempi in tutto il mondo visti i costi, i limiti delle tempistiche nella costruzione, i problemi legati alla sicurezza, la produzione di scorie e l’assenza di una soluzione per esse. Mentre Meloni mette in piedi un decreto bollette senza garanzie, il Ministro della Sicurezza Energetica Pichetto Fratin coglie la palla al balzo dell’UE per sperare in finanziamenti europei – si parla di 200 milioni messi a disposizione dall’UE per sostenere l’innovazione dei SMR da qui al 2028 – per dare seguito al nuovo ddl sul nucleare che di fatto, in barba a ben due referendum in cui la popolazione italiana ha votato contro questa fonte energetica, liberalizza la possibilità di costruire nuove centrali e accentra i poteri decisionali nelle mani del governo. L’Agenzia Internazionale per l’Energia oggi ha rilasciato 400 milioni di barili di greggio per calmare i mercati finanziari a fronte della chiusura dei traffici, il che risulta una semplice misura palliativa che non potrà impedire l’aumento reale dei prezzi sia sul petrolio che sui suoi derivati, mostrando ancora una volta la priorità, ossia garantire la possibilità di speculazione finanziaria in tema energetico. Ne parliamo con Daniele Gamba, attivo sul territorio biellese in merito ai progetti di speculazione energetica e membro del Circolo Tavo Burat.
March 12, 2026
Radio Blackout - Info
[Francia] Pilone! Pilone! Fuoco, fuoco!
> Da trognon, 28.03.24 Tentativo di sintesi delle disavventure pilonesche dalla fine del 2022 ad oggi sulla base dei comunicati e delle pubblicazioni degli ultimi anni. Contro l’industria nucleare, le reti elettriche e l’approvvigionamento energetico più nocivo del capitalismo… I tralicci sono degli obiettivi! Lo scopo è quindi quello di evidenziare la vulnerabilità del sistema delle reti elettriche e, in un certo senso, di dimostrare la capacità di attaccare il capitalismo attraverso questo canale. I tralicci possono quindi essere abbattuti per bloccare la produzione di energia elettrica (come a Brennilis il 15 gennaio 1979) o per colpire l’approvvigionamento di un’industria nociva (come nel famoso film Woman at War [La Donna Elettrica, Ndt], che prende di mira l’industria dell’alluminio). ALLA FINE DEL 2022, DUE NOTIZIE PROVENIENTI DAL SUD-EST DELLA FRANCIA HANNO DIMOSTRATO LA PERTINENZA, SE NON L’EFFICACIA, DI QUESTE AZIONI. A Salindres, nel dipartimento del Gard, è stata attaccata la fonte di alimentazione elettrica del polo chimico-industriale. I/le resistenti che hanno rivendicato via e-mail il crollo del traliccio da 225.000 volt hanno persino indicato il metodo utilizzato, consentendo a tutti/e di staccare la corrente dove non deve arrivare! Ecco il comunicato: «Abbiamo sabotato il traliccio da 225.000 volt sulla linea principale che fornisce elettricità al polo chimico-industriale di Salindres (dove si trovano le aziende Arkema e altre). Metodo: 1) segare le traverse (ossia le barre che collegano i piedi tra loro); 2) Segare con tagli obliqui su entrambi i piedi nella direzione della caduta. (Nota: il traliccio deve cadere perpendicolarmente ai cavi, quindi bisogna segare due piedi sullo stesso lato dei cavi). 3) Segare con tagli diritti sempre sugli stessi piedi, una trentina di centimetri sopra i tagli precedenti. (Nota: segare bene fino in fondo per ottenere un pezzo completamente staccabile). 4) Colpire i pezzi segati, ancora tenuti in posizione dalla gravità del pilone, con un ariete. (Nota: è possibile utilizzare un piccolo tronco d’albero). 5) Mentre il pilone cade, allontanarsi a piccoli passi nella direzione opposta.  Per realizzare questa azione bastano seghe da ferro e olio. Attacchiamo le aziende che avvelenano la terra! Che si tratti di grandi gruppi durante occupazioni/manifestazioni o di piccoli gruppi durante sabotaggi/incendi. Forza agli individui in lotta in Francia, in Germania e altrove. Se gli obiettivi sono troppo ben protetti, attaccare i flussi permette di colpire alla fonte, mettendosi meno in pericolo. Passiamo all’offensiva! Occupazioni, sabotaggi, incendi… Noi non difendiamo la natura, noi siamo la natura che si difende. Dei/delle resistenti.  » Tuttavia, secondo il procuratore di Alès, il traliccio segato non sarebbe caduto. Un aiutino da parte del meteo o dell’architettura della linea non è da trascurare per perfezionare questo tipo di azione (in particolare il senso in cui i cavi tirano già sulla struttura del traliccio). A Vitrolles, nel dipartimento delle Bocche del Rodano, due installazioni elettriche (piloni!) hanno preso fuoco, causando un’interruzione dell’approvvigionamento elettrico. Una delle linee colpite riforniva l’aeroporto di Marsiglia-Provenza (altrimenti noto come Marignane) e la società Airbus Helicopters, che produce, a scelta, velivoli per ricchi o per uccidere. Questo è quanto ha raccolto Valeurs Actuelles da confidenze amichevoli (intime?!) della polizia: «Due tralicci dell’alta tensione di Enedis sono stati incendiati all’angolo tra il viale Marcel Pagnol e la strada provinciale D9 a Vitrolles (13) lunedì scorso, come riferito da una fonte della polizia a Valeurs Actuelles. Il primo fornisce energia all’aeroporto di Marsiglia-Provenza e alla società Airbus Helicopters». Questi/e incendiari/e hanno inoltre smentito la voce secondo cui «un traliccio in fiamme è bello da vedere, ma non fa saltare la corrente!». Il gestore della rete è stato costretto a comunicare che l’alimentazione era stata presa in carico dai dispositivi di emergenza: l’altro incendio ha causato un’interruzione dell’alimentazione in una parte dell’aeroporto di Marsiglia-Marignane, dove i dispositivi di emergenza hanno preso il controllo, ha precisato RTE (Beh, ma quindi questi piloni sono di Énédis o di RTE!?) a RMC . Si può sempre sperare che EDF faccia lo stesso quando i tralicci di uscita di una centrale cadranno, che sia a causa di fulmini, neve o tempeste (tre eventi che hanno già danneggiato la centrale di Flamanville, nella Manica) o di atti di sabotaggio salvifici. I TRALICCI SE LA VEDONO BRUTTA QUANDO STANNO PER PERDERE I BULLONI… Dopo le notizie giunte da Salingre (Gard) e Vitrolles (Bouches-du-Rhône), ne sono arrivate altre dal Grand Est con una frequenza più o meno simile. Il 18 dicembre 2022, il Service des Déconnections de Pylones en tout Genre (Servizio di disconnessione di tralicci di ogni tipo) ha rivendicato, insieme a Rage, Transmissions et Emeutes, un’azione risalente alla settimana precedente che aveva colpito la linea THT Fessenheim-Parigi, la stessa che dovrà alimentare CIGÉO, se questo progetto dovesse mai vedere la luce. Quest’azione è stata compiuta in solidarietà con Alfredo Cospito. Un primo comunicato, pubblicato su Lille Indymedia, recita in particolare: «La forma più appassionata di solidarietà rivoluzionaria consiste nel portare avanti le lotte per cui i nostri compas sono dietro le sbarre. È con questo spirito che, domenica 11 dicembre, durante un’azione di sabotaggio notturna, ci siamo diretti verso un traliccio della linea Fessenheim-Parigi e ne abbiamo svitato i bulloni. Il traliccio è ancora in piedi, ma la sua stabilità è chiaramente compromessa. Che la nostra rabbia rivoluzionaria agisca in alleanza con la natura, e che una tempesta invernale faccia il resto!» Un secondo comunicato riprende l’azione in modo più Transmissible e con la stessa Rage; tornando sulla rimozione dei bulloni dell’11 dicembre, coglie l’occasione per salutare le azioni del Sud-Est. Da notare che, a seconda del luogo di riproduzione, il numero di bulloni e la chiave necessaria non sono necessariamente gli stessi. Ma non è tutto: cinque anni fa le forze dell’ordine hanno sgomberato il Bois Lejuc. Nulla è stato dimenticato né perdonato e la lotta contro le infrastrutture del progetto CIGEO continua. Ed è così che il 14 febbraio 2023 è andato a fuoco un traliccio di trasmissione dell’ANDRA a Osne-le-Val, vicino a Bure, nella Meuse. Quest’azione è stata dedicata a Manuel “Tortuguita” Paez Teran, uccis* dalla polizia dello Stato della Georgia (USA) durante un attacco contro l’occupazione della foresta di Weelaunee, a sud della città di Atlanta, foresta minacciata dal progetto di “Cop City”. Un altro articolo pubblicato su Indymedia Lille riprende il metodo della sega manuale. Si tratta della ripubblicazione tradotta di un opuscolo del 1988 che ne promuove il metodo. Un lavoro paziente, ma non senza risultati. Non dimenticate però di verificare che il traliccio scelto sia adatto al metodo e, se necessario, di adattarlo. CHE RTE STIA IN GUARDIA [GIOCO DI PAROLE CON GARDE, NDT]: VERRÀ SEGATA! CHE CROLLI IL TRALICCIO! Ma non è finita qui: nella notte tra il 25 e il 26 giugno 2023, in Savoia, si è verificata una nuova caduta di tralicci. Un altro pilone è crollato, un’epidemia di cadute che non hanno nulla di fortuito! Come nel Gard, a dicembre 2022, quando un pilone è cascato grazie a un taglio paziente e un metodo collaudato. I/Le sabotatori/rici ne approfittano per intonare una piccola melodia che permette di farsi coraggio e mantenere il ritmo: …E se seghiamo tutti/e, crollerà  Non può continuare in questa maniera Devono cadere, cadere, cadere. Vedi come si sta inclinando già? Se sego forte, si muoverà E se tu seghi accanto a me, di sicuro cascherà, cascherà, cascherà.. E noi conquisteremo la libertà. Il comunicato si conclude così: «Che fiocchino gli attacchi contro la prigionia di questo mondo e grazie a chi, con le proprie azioni o parole, ci ispira!»  L’11 aprile 2023 abbiamo poi avuto il grande piacere di apprendere che aziende come Tyco Electronics France (componenti elettronici per la difesa, il nucleare, l’aeronautica), Robatel Industries (fornitore del settore nucleare), Brenttag (distributore di prodotti chimici) e alcune altre del settore metallurgico e dei trasporti (tra cui la filiale logistica del gruppo Bolloré) hanno visto il loro sito della ZI la mi-Plaine a Lione privato dell’elettricità grazie a dei coniglietti pasquali ecologisti/e radicali che hanno dato fuoco alla linea da 69 kV che alimenta la zona. Il loro comunicato è disponibile qui. Nel novembre 2023, in seguito all’appello internazionale per una settimana di azione contro tutte le guerre, dal 17 al 25 novembre 2023, è stata segata e incendiata una linea THT nella Loira e nel Puy de Dôme:      «Nella notte tra il 19 e il 20 novembre 2023 è stata attaccata l’alimentazione elettrica di due siti produttivi del gruppo Aubert et Duval: – A Firminy abbiamo segato un traliccio sulla linea da 220 kV che alimenta il sito. È caduto solo parzialmente. – ad Ancizes-Comps, abbiamo dato fuoco a una linea da 220 kV nel punto in cui i cavi dell’alta tensione entravano nel sottosuolo. Siamo riusciti ad avvicinarci e a posizionare i nostri dispositivi ai piedi delle guaine senza correre alcun pericolo. L’azienda Aubert et Duval è un ingranaggio fondamentale dell’industria militare francese. Fornisce componenti per i sottomarini della Naval Group, per i Rafale della Dassault e per le centrali nucleari della Framatom.  » Qui il seguito del comunicato. Poco prima, sempre nello stesso distretto, nella stazione di trasformazione RTE di Volovon a Saint-Bonnet-les-Oules (42), alcuni incendi avevano devastato l’intero edificio che ospitava armadi elettrici e batterie. Infine, proprio di recente, in occasione del tredicesimo anniversario dell’inizio della catastrofe di Fukushima, tre incendi hanno cercato di interrompere l’alimentazione elettrica di uno dei subappaltatori del programma CIGÉO dell’ANDRA per lo smaltimento dei rifiuti nucleari più nocivi di questa industria mortale. Nel frattempo, oltre il Reno… FABBRICA TESLA SENZA ELETTRICITÀ: IL GRUPPO VULCANO SPEGNE TESLA! ATTACCO ALLA RETE ELETTRICA VICINO A STEINFURT/BERLINO Il 5 marzo 2024, la giga-factory che produceva 6000 Tesla al giorno è rimasta senza elettricità per una settimana, dopo che un traliccio della linea elettrica della fabbrica ha preso fuoco. La produzione si è fermata con un danno stimato per Tesla tra i 50 e i 60 milioni di dollari (poco meno di euro) al giorno. Mentre una mobilitazione locale cercava di fermare l’ampliamento della fabbrica, il gruppo Vulcan l’ha semplicemente bloccata in modo molto efficace. Puoi trovare la traduzione dei vari comunicati e altre informazioni aggiuntive nei due articoli pubblicati sul blog Sans nom qui e qui. È chiaro che sono state dimenticate un sacco di altre iniziative, qualche bullone qua e là (e forse molto di più). E tanto meglio, perché nel frattempo: RTE sta ampliando la sua rete internazionale e sta preparando la capacità di trasporto degli EPR 2 che la Francia vuole costruire: * C’è una nuova linea che dovrebbe essere costruita tra Bordeaux e Bilbao (Cubnezais e Gatika). Sarebbe sotterranea e sommersa. Una linea del genere, che attraversi il Mediterraneo, era già stata proposta, ma poi è stata scartata, preferendo passare attraverso i Pirenei…  * È stata avviata una nuova linea (un raddoppio di quella esistente tra Amiens e Petit-Caux, cioè Penly) per collegare gli EPR2 [reattori nucleari di ultima generazione, NdT] alla rete. Maggiori dettagli qui. … E poi ci sono un sacco di altri progetti, più o meno importanti. Grazie al blog Sans nom per il suo lavoro di raccolta e ai siti Lille indymedia e Nantes indymedia.org per la raccolta dei comunicati delle sabotatrici/sabotatori. Il capitalismo e l’ordine della rete elettrica sono vulnerabili. Continuiamo a metterlo in luce! >  
La follia suicida di una guerra con l’Iran
La squadra di negoziatori di Stanlio e Ollio, formata da Steve Witkoff e Jared Kushner, unita alla spaventosa ignoranza di Trump in materia di affari mondiali e alla sua megalomania, sembra destinata a spingere gli Stati Uniti verso un altro disastro in Medio Oriente, un disastro che il Congresso non […] L'articolo La follia suicida di una guerra con l’Iran su Contropiano.
February 22, 2026
Contropiano