Ruspe all’opera agli ex-Mercati generaliNonostante le promesse del Campidoglio di rendere pubblici tutti i documenti
relativi alla convenzione e al progetto che riguarda l’area degli Ex-Mercati
generali, nulla è pervenuto al Comitato che si è formato per difendere
quell’area pubblica lungo la via Ostiense.
I tavoli di confronto per discutere della trasformazione dell’area, promessi a
fine novembre nel corso dell’assemblea pubblica al centro anziani di Ostiense,
sono stati fissati solo ora. Prevedono tre incontri pubblici dal 30 gennaio al
13 febbraio con temi di discussione già fissati. Appare evidente che si dà per
scontato che il progetto è quello già deciso, si parla di residenze
universitarie, di verde, di spazi pubblici per la cultura e il tempo libero, non
viene preso in considerazione che si possa annullare la convenzione e
ricominciare l’iter dall’inizio per decidere insieme ai cittadini e le cittadine
cosa si vuole fare di quell’area pubblica.
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GUARDA L’EVENTO A “LA STRADA” DEDICATO AGLI EX-MERCATI GENERALI
Il dibattito, che si è svolto venerdì 17 ottobre 2025 a La Strada csoa
nell’ambito della due giorni di iniziative intitolata “Comporre la resistenza
per un mondo comune”, ha affrontato il tema dell’urbanizzazione predatoria e
speculativa degli spazi verdi o post-industriali nelle città. Sono intervenute e
intervenuti: Raja Ibnou Quounain, csa Lambretta; Sarah Gainsforth, saggista;
Sara Vegni, A Sud; Giulia D’Aguanno, Agenzia Diritti; Lorenzo Giardinetti,
consigliere Municipio VIII
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Qui negli anni la natura ha ricreato l’habitat fluviale con numerose specie di
piante e animali intorno allo scavo dove è affiorata l’acqua che scorre sotto il
terreno. Tutto questo ha un grande valore naturalistico che continua a essere
ignorato, tanto che del tutto inaspettata, la settimana scorsa nell’area è
comparsa una ruspa che ha cancellato la vegetazione che si era formata.
La reazione di chi si oppone al progetto di cementificazione dell’area è stata
immediata. Al Comune, che ha giustificato quei lavori parlando di pulizia
dell’area, messa in sicurezza e ripristino delle condizioni di decoro, i
cittadini hanno risposto con un presidio di fronte all’ingresso, che si è
trasformato in un corteo comunicativo per raggiungere l’Assessorato all’Ambiente
e per poi proseguire verso l’Assessorato al Patrimonio.
A tutti gli esposti immediatamente presentati agli uffici preposti alla tutela
del verde non ha risposto nessuno. L’amministrazione sostiene che l’intervento
di giovedì 15 gennaio ha riguardato soltanto lo “sfalcio” di «vegetazione
cresciuta nel tempo in modo spontaneo, composta prevalentemente da specie
erbacee e infestanti tipiche di contesti urbani degradati, e la pulizia di
materiali abbandonati».
Simona del Comitato ci dice: «Lo sfalcio consiste nel taglio dell’erba con
attrezzature specifiche come tosaerba, decespugliatori o falciatrici e non con
la ruspa, come è avvenuto in quell’area. In quella zona umida riconosciuta e
censita dal WWF come risorsa ambientale preziosa per la città, gli alberi sono
stati sradicati, il terreno completamente stravolto, il paesaggio trasformato,
cancellando anche la memoria dell’alveo del fiume Almone».
> Per fare un semplice sfalcio è stata chiamata una società specializzata in
> demolizioni e bonifiche e non qualcuno che si occupi della manutenzione di
> aree verdi o naturali.
Così senza informazione, senza partecipazione i lavori nell’area sono partiti
distruggendo quello per il quale il Comitato, che raggruppa realtà sociali e
ambientaliste, cittadini e cittadine, si sta battendo da mesi. «Si è volutamente
ignorata la richiesta da parte del Comitato di avviare un’indagine relativa
all’area umida e definirne la caratterizzazione», continua Simona: «non
riconoscere l’importanza di quell’habitat e descriverlo come degradato,
giustifica qualsiasi operazione speculativa».
Ancora una volta vengono usate parole come “degrado e sicurezza” per
giustificare azioni che hanno ben altro fine. Roma ha conosciuto molte volte
queste operazioni di estrazione di valore dal suo territorio. Si comincia sempre
con descrivere un sito come «vuoto, abbandonato, degradato, inaccessibile,
potenziale focolaio di pericoli» per poi parlare di rigenerazione ed esaltare il
rapporto «pubblico-privato fondato su trasparenza e responsabilità». Quale è in
questo caso l’interesse pubblico che è stato votato dal Consiglio Comunale? Le
opere previste sono private e avranno un rendimento altamente remunerativo per
la società. I costi sociali e ambientali sarà la città a pagarli, contro ogni
interesse pubblico.
> Il Comitato ha più volte dichiarato che per avviare una reale partecipazione
> si deve annullare la convenzione. Di questo non si parlerà nei tavoli
> annunciati, non si discuterà insieme del futuro degli ex-Mercati Generali,
> perché quel futuro sembra essere già segnato.
Intanto i cittadini e le cittadine continuano a incontrarsi per mettere a punto
strategie di resistenza, analizzare le questioni legali e urbanistiche,
approfondire se e come partecipare ai tavoli. E soprattutto lavorare alla
preparazione del corteo cittadino del 28 febbraio, che chiamerà tutta la città a
manifestare perché Roma non sia più preda di famelici investitori, liberi di
agire per estrarre valore dalla nostra città, con la complicità
dell’amministrazione.
Chiedono: revoca della concessione, restauro pubblico e gratuito, area naturale
libera e curata, zero consumo di suolo, stop ai lavori e un nuovo progetto
partecipato.
Appuntamento sabato 28 febbraio alle 14.30 a Largo delle Sette Chiese.
La copertina è del comitato Ex-Mercati generali (Facebook)
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