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MILANO: PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica. Alle ore 18 ci siamo collegati con il presidio davanti a Palazzo Marino, Milano. Dall’altra parte del telefono c’era Rocco, compagno di T28. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
Sfratto di una centenaria alla Garbatella, simbolo della crisi abitativa e degli alloggi vuoti a Roma
C’è un contrasto stridente che racconta l’abbandono sociale di Roma: da un lato gli annunci patinati sui grandi progetti urbanistici della città, dall’altro la realtà spietata di migliaia di famiglie che ogni anno subiscono lo sfratto. Questa emergenza silenziosa, ignorata dai grandi media, sta stravolgendo il tessuto umano della Capitale, espellendo i suoi abitanti storici. Le denunce dei comitati degli inquilini e le inchieste pubblicate in questi giorni dai media locali fotografano una situazione impressionante: Roma continua a essere tra le città italiane con il maggior numero di sfratti eseguiti. Dietro quei numeri ci sono persone, famiglie, anziani, lavoratori e bambini costretti ad abbandonare le proprie case senza sapere dove andare. Non è un semplice effetto del mercato. È il risultato di un modello di sviluppo che considera la casa sempre più un investimento finanziario e sempre meno un diritto. La rendita immobiliare, la speculazione e la crescita incontrollata degli affitti turistici stanno espellendo dalla città migliaia di residenti, trasformando interi quartieri in luoghi destinati al turismo o agli investimenti immobiliari. La vicenda della signora Pina, la donna di cento anni residente nei complessi di via Giovanni Andrea Badoero alla Garbatella, rappresenta il simbolo più doloroso di questa deriva. La mobilitazione di numerosi cittadini e cittadine, insieme ai comitati, alle organizzazioni sindacali, ai movimenti, alle forze politiche e ai rappresentanti delle istituzioni, ha impedito finora che quella donna venisse sfrattata dopo aver vissuto per decenni nella stessa casa, ottenendo il rinvio dell’esecuzione. Quel rinvio non è stato un fatto casuale. È il primo risultato di una mobilitazione che ha saputo costruire una rete ampia e determinata. La mobilitazione popolare e il tempestivo interessamento delle istituzioni di prossimità hanno contribuito a evitare che lo sfratto venisse eseguito nell’indifferenza generale. È la dimostrazione che, quando una comunità si mobilita e le istituzioni più vicine ai cittadini scelgono di assumersi le proprie responsabilità, è possibile ottenere risultati concreti e aprire uno spazio per affrontare il problema. Ma il rinvio non cancella il problema. Anzi, lo rende ancora più evidente. La vicenda assume infatti contorni ancora più assurdi se si considera quanto denunciato dagli stessi inquilini e  dagli organi di informazione: nello stesso complesso immobiliare, gestito da una società, oltre cento appartamenti risultano vuoti e inutilizzati. Una situazione che, secondo le segnalazioni dei residenti, si ripete anche in altri complessi della città, da via Rava a viale Marconi fino a via Toscani. È difficile spiegare ai cittadini perché si proceda con gli sfratti mentre numerose abitazioni rimangono chiuse per anni. Case costruite con una funzione sociale vengono lasciate inutilizzate, contribuendo ad alimentare la scarsità di alloggi disponibili e la crescita dei prezzi. È una gestione che favorisce la rendita e penalizza chi cerca semplicemente un luogo dove vivere. Intanto l’emergenza abitativa cambia volto. Non riguarda più soltanto le persone in condizioni di estrema povertà. Sempre più spesso a perdere la casa sono lavoratori dipendenti, pensionati, famiglie monoreddito, giovani coppie e studenti. Persone con un reddito che fino a pochi anni fa consentiva di vivere dignitosamente, ma che oggi non riescono più a sostenere canoni diventati insostenibili. Roma rischia così di trasformarsi in una città dove possono vivere soltanto coloro che hanno redditi più elevati, mentre chi lavora, studia o è in pensione viene progressivamente spinto verso la periferia o addirittura fuori dal territorio comunale. È un modello urbanistico che rompe il tessuto sociale, svuota i quartieri della loro identità e trasforma il diritto all’abitare in un privilegio. Anche il Piano Casa del Governo Meloni, recentemente approvato dal Parlamento, risulta largamente insufficiente rispetto a questa emergenza. Le risorse destinate all’edilizia pubblica restano modeste e il ricorso all’housing sociale affidato ai privati non affronta il nodo principale: gli affitti continuano a essere determinati dai valori di mercato e rimangono inaccessibili proprio per chi rischia lo sfratto. Senza un massiccio investimento pubblico e senza il recupero del patrimonio immobiliare inutilizzato, difficilmente questa situazione potrà cambiare. Ma le responsabilità non riguardano soltanto il Governo. Anche il Comune di Roma e la Regione Lazio non possono limitarsi ad assistere passivamente a questa emergenza. Servono decisioni coraggiose. Occorre rafforzare il coordinamento tra Campidoglio e Prefettura affinché gli sfratti che coinvolgono persone in condizioni di particolare fragilità vengano graduati e accompagnati da soluzioni abitative alternative. Nessuno dovrebbe essere costretto a finire in strada senza un passaggio da casa a casa. Allo stesso tempo è necessario aprire un confronto con i grandi proprietari immobiliari e con gli enti previdenziali che detengono migliaia di appartamenti inutilizzati, accelerare l’assegnazione degli alloggi popolari vuoti, contrastare la speculazione e regolamentare con maggiore efficacia la proliferazione delle locazioni turistiche nelle zone ormai sature. La casa non può essere trattata come una qualsiasi merce finanziaria. È un diritto fondamentale per garantire dignità, sicurezza e coesione sociale. La vicenda della signora Pina dimostra che una parte della comunità cittadina non intende più assistere in silenzio a questa deriva. È da questa esperienza che bisogna ripartire. Le vertenze per il diritto alla casa non possono rimanere episodi isolati, ma devono parlarsi, sostenersi e costruire alleanze sempre più ampie. Difendere la signora Pina significa difendere il diritto di tutti a continuare a vivere nella propria città. Perché una Roma che espelle i suoi abitanti per lasciare spazio soltanto alla rendita e alla speculazione è una città che, poco alla volta, perde anche la propria anima. Al contrario, una comunità che si organizza, resiste e costruisce solidarietà dimostra che cambiare le cose è possibile.   Giovanni Barbera
July 11, 2026
Pressenza
Diritto all'abitare, Garbatella solidale. Sugli sfratti di via Badoero
Al telefono un compagno ci aggiorna sul presidio di questa mattina in via Badoero, a Garbatella, organizzato per impedire gli sfratti che minacciano decine di famiglie. L’ufficiale giudiziario, atteso per eseguire lo sfratto della signora Pina, 100 anni, non si è presentato, ma la vertenza resta aperta. La mobilitazione denuncia la dismissione dei 170 appartamenti del fondo immobiliare proprietario dello stabile e un processo di speculazione che, tra sfratti, studentati e affitti sempre più cari, sta trasformando il quartiere ed espellendo i residenti storici. Facciamo il punto sulla situazione e sulle prossime iniziative di lotta.
July 9, 2026
Radio Onda Rossa
Piano Casa. Confedilizia, Ance e fondi immobiliari ringraziano il governo
Sono i 168 deputati che hanno votato la fiducia al governo Meloni e così il decreto legge 66/2026 è stato convertito dalla Camera e arriva in Senato blindato al punto giusto per arrivare in Gazzetta Ufficiale entro la data limite del 5 luglio. Un dispositivo chiamato Piano casa e propagandato […] L'articolo Piano Casa. Confedilizia, Ance e fondi immobiliari ringraziano il governo su Contropiano.
June 24, 2026
Contropiano
TREVISO: CARICHE DI POLIZIA PER SFRATTARE 5 FAMIGLIE. I TRE IMMOBILI COMPRATI DA UN FONDO SPECULATIVO
Cariche della polizia per sfrattare 5 famiglie di lavoratori e lavoratrici con oltre dieci minori a carico questa mattina, martedì 16 giugno, in via Pisa a Treviso. La polizia in tenuta antisommossa ha caricato inquilini e attivisti del centro sociale Django e dell’Associazione Caminantes, che avevano raggiunto lo stabile per sostenere le famiglie sotto sgombero. Il bilancio è di due feriti tra i solidali. Una delle famiglie si trova ancora dentro lo stabile e non ha intenzione di abbandonare la propria casa. Le altre sono state buttate fuori di casa. Assenti i servizi sociali del Comune di Treviso nonostante la presenza di diversi minori. Attiviste e attivisti hanno lanciato un’assemblea pubblica per stasera sotto i palazzi dove sono avvenuti gli sgomberi. Lavoratori e lavoratrici, insieme alle loro famiglie, non hanno ricevuto l’avviso di sfratto per morosità incolpevole o per finita locazione. Fino al 2022, infatti, gli immobili di via Pisa erano di proprietà di un’impresa che è stata indagata per mafia. I tre condomini, dunque, sono stati messi all’asta e sono stati acquistati, per un 1.8 milioni di euro, dal fondo Dora RE Srl, riconducibile a “un’azienda fantasma con sede ad Amsterdam”, denuncia l’Associazione Caminantes. Non solo, Dora RE Srl è legata a Dora Spv e a Banca Finint, dietro la quale c’è l’imprenditore veneto Enrico Marchi, proprietario dell’aeroporto di Treviso e dei giornali dell’ex gruppo Gedi. Su Radio Onda d’Urto è intervenuta Gaia Righetto, attivista dell’Associazione Caminantes di Treviso. Ascolta o scarica.  
June 16, 2026
Radio Onda d`Urto
L’11 giugno un convegno sul diritto all’abitare alla Sapienza
L’11 giugno l’università di Roma “Sapienza” (aula 11, Facoltà di Medicina e Psicologia, Via dei Marsi 78) ospiterà un convegno sul diritto all’abitare, in una idea di funzione pubblica svolta dai luoghi del sapere e della conoscenza. Il convegno cade, per pura casualità, nel momento in cui l’abitare ha una […] L'articolo L’11 giugno un convegno sul diritto all’abitare alla Sapienza su Contropiano.
June 8, 2026
Contropiano
Casa: governo Meloni prigioniero della rendita!
Perché il ddl approvato in consiglio dei ministri il 30 aprile è pericoloso In questo disegno di legge che riscrive le disposizioni in materia di rilascio di immobili osserviamo una tutela assoluta dei proprietari di casa, con modifiche sostanziali al codice di procedura civile. Inoltre questo dispositivo, una volta approvato, […] L'articolo Casa: governo Meloni prigioniero della rendita! su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
Case promesse e sfratti garantiti
di Gianluca Cicinelli (*) Il governo ha trovato il modo più italiano possibile per affrontare l’emergenza abitativa: promettere case domani e accelerare gli sfratti oggi. Da una parte il Piano casa, con centomila alloggi annunciati in dieci anni, fondi immobiliari, privati da coinvolgere e canoni definiti “accessibili”. Dall’altra il disegno di legge sugli sgomberi e sui rilasci, cioè la parte
Il governo annuncia sfratti in soli quindici giorni. Il disprezzo per le conseguenze sociali
Facciamo una analisi del fenomeno prendendo ad esempio una città come Roma. Dunque, circa 6 mila sfratti in esecuzione. Quindi circa 6 mila famiglie in 15 giorni potrebbero essere sfrattate. Vediamo le soluzioni. Madri single con minori: casa famiglia spesso fuori Roma perché in città sono già tutte piene. Nucleo […] L'articolo Il governo annuncia sfratti in soli quindici giorni. Il disprezzo per le conseguenze sociali su Contropiano.
May 9, 2026
Contropiano