Tag - Piemonte

TRIBUNALE DI NOVARA CONDANNA A 8 MESI DI RECLUSIONE DUE COORDINATORI PER IL PRESIDIO IN MEMORIA DI ADIL BELAKHDIM!
IL TRIBUNALE DI NOVARA HA EMESSO UNA SENTENZA DI CONDANNA A 8 MESI DI RECLUSIONE  CONTRO LA COORDINATRICE DEL SI COBAS DI NOVARA LOUBNA NOAMANE E IL COORDINATORE PROVINCIALE DI MILANO ALESSANDRO ZADRA CON L’ACCUSA DI  “INTERRUZIONE DI PUBBLICO SERVIZIO”. IL DUALISMO DELLA GIUSTIZIA BORGHESE NON SI SMENTISCE MAI QUANDO DEVE PUNIRE CHI LOTTA E SALVARE  CHI HA UCCISO ADIL BELAKHDIM. L’ASSASSINONIO DI ADIL E STATO DERUBRICATO A OMICIDIO STRADALE, COME UN NORMALE INCIDENTE, PERMETTENDO A CHI LO HA AMMAZZATO DI  SALVARSI DALLA GALERA,  IL GIUDICE   SI ACCANISCE, INVECE,  CONTRO I DUE DIRIGENTI DEL SI COBAS CHE PRESIDIAVANO IN SOLIDARIETA,’ INSIEME   A  UN MIGLIAIO DI  LAVORATORI E SOLIDALI GIUNTI DA TUTTO IL  CENTRO NORD, DAVANTI AL TRIBUNALE DI NOVARA  L’ULTIMO ATTO DELL’UDIENZA. L’UNICA INTERRUZIONE DI SERVIZIO  PUBBLICO LO HA PROVOCATO  LA STESSA POLIZIA E LA DIGOS  PERCHE’ SONO STATI LORO A CHIUDERE LA STRADA MENTRE NOI ABBIAMO FATTO PASSARE I PULMAN PUBBLICI. LE MOTIVAZIONI DELLA CONDANNA SI SAPRANNO FRA 90 GIORNI E POI SI RICORRERA’ OVVIAMENTE  IN APPELLO, MA E’ EVIDENTE CHE LA CONDANNA  MIRA A COLPIRE CHI SI ORGANIZZA, COMPRESI TUTTI I MOVIMENTI SOCIALI, COME IL SI COBAS  IN OPPOSIZIONE AL GOVERNO  E   ALLLE SUE  POLITICHE REPRESSIVE. ARRIVA OGGI LA NOTIZIA, A PROPOSITO DI POLITICHE REPRESSIVE,  CHE LA COMMISSIONE DI GARANZIA HA DELIBERATO UNA CIRCOLARE SUGLI SCIOPERI  NEL  SETTORE DELLA LOGISTICA FACENDOLI RIENTARE NELLA LEGGE 146 COME BENI ESSENZIALI. QUESTA E’ UNA CIRCOLARE ANTI  SI COBAS E I SUOI SCIOPERI A DIFESA DEI LAVORATORI. IL S.I. COBAS SAPRA’  COME RISPONDERE ALLA CONDANNA E ALLA REPRESSIONE DEGLI SCIOPERI. S.I. COBAS NAZIONALE     L'articolo TRIBUNALE DI NOVARA CONDANNA A 8 MESI DI RECLUSIONE DUE COORDINATORI PER IL PRESIDIO IN MEMORIA DI ADIL BELAKHDIM! proviene da S.I. Cobas - Sindacato intercategoriale.
Torino. Persecuzione giudiziaria contro Giorgio Rossetto, storico attivista del Movimento No Tav
“E’ una persecuzione che ormai dura da tempo, che dura da anni, nei confronti di Giorgio ma anche nei confronti di tutto il Movimento No Tav”. Inizia così l’intervista a Nicoletta Dosio, storica attivista No Tav valsusina, in merito alla decisione della Procura della Repubblica di prolungare il periodo di […] L'articolo Torino. Persecuzione giudiziaria contro Giorgio Rossetto, storico attivista del Movimento No Tav su Contropiano.
March 18, 2026
Contropiano
Torino, 17-18 aprile 2026, Convegno e Assemblea Nazionale dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
IL TRAUMA DELLA GUERRA TRA STORIA, ECONOMIA, DIRITTO ED EDUCAZIONE DALLA PRIMA GUERRA MONDIALE AD OGGI CONVEGNO NAZIONALE, TORINO 17 APRILE 2026 FABBRICA DELLE “E”- CORSO TRAPANI 91/B ASSEMBLEA NAZIONALE, TORINO 18 APRILE 2026  CASA DELLE DONNE, VIA VANCHIGLIA 3 (IN CENTRO VICINO A PIAZZA VITTORIO) ORE 9.00-18.00 Dopo l’esperienza positiva degli ultimi due anni (clicca qui per il 2024 e qui per il 2025), l’Associazione ” Scuola e Società“, (soggetto accreditato alla formazione Decreto MIUR 5.7.2013 Elenco Enti Accreditati/Qualificati 23.11.2016) ha organizzato, in collaborazione con l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, a Torino per il 17 aprile 2026 un Convegno nazionale in presenza e online sul processo di militarizzazione dei luoghi della formazione e sul trauma rappresentato dalla guerra, nella quale ci troviamo sempre più coinvolti e coinvolte. Si cercherà, infatti, di analizzare da un punto di vista storico, economico, giuridico e pedagogico tutte le implicazioni negative che un orizzonte di guerra porta con sé, anche e soprattutto, in vista di una massiccia ripresa in tutta Europa della leva obbligatoria. Il corso, aperto a tutta la cittadinanza e gratuito, rientra nell’ambito della Formazione docente; tutto il personale scolastico è esonerato per tutta la giornata dal servizio, ai sensi del CCNL vigente. Per iscrizione del personale a tempo indeterminato Codice SOFIA 104005 (clicca qui per aprire la piattaforma SOFIA, accedi con SPID e cerca il corso con il codice 104005). Al convegno si potrà partecipare anche da remoto su piattaforma ZOOM per chi è residente fuori dalla provincia di Torino. Per iscrizioni del personale a tempo determinato o in alternativa a SOFIA scrivere a: info.scuola.societa@gmail.com. Il link per il collegamento sarà inviato alle/agli iscritte/i alla mail comunicata all’atto dell’iscrizione. Prenotazioni fino ad esaurimento posti. Come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università da tempo abbiamo attenzionato la questione del ritorno della leva in Europa e in Italia e pensiamo che la questione della militarizzazione delle scuole e delle università sia legata a doppio filo con l’obiettivo strategico dei guerrafondai europei: riportare i/le nostri/e giovani al servizio militare obbligatorio. Siamo di fronte ad un apparato estremamente compatto, intelligente, capace e proprio per questo le modalità con cui cercano di arrivare al loro obiettivo non sono né stupide né semplici; a questo proposito è estremamente istruttivo studiare ciò che si sta muovendo in Europa (dai paesi scandinavi a quelli baltici passando per Germania e Polonia) perché saranno queste le modalità che verranno messe in atto anche nel nostro Paese. Per questo ci mettiamo a disposizione per costruire momenti di incontro, formazione, scambio (preferibilmente in presenza) nelle vostre città in cui presentare ciò che sta succedendo in Europa perché altri Paesi sono il laboratorio di quanto accadrà anche da noi in merito alla leva che non sarà proposta né nei termini classici né come i guerrafondai nostrani la stanno presentando. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università vuole contribuire alla circolazione delle analisi e delle informazioni e mettersi a disposizione delle organizzazioni studentesche e giovanili affinché esse stesse, nella loro autonomia, sviluppino percorsi di lotta su un tema che diventerà sempre più centrale nei prossimi mesi. PROGRAMMA 17 APRILE MATTINO (8:30-13:00) 8.30 Accoglienza e registrazione dei partecipanti Introduce Natale Alfonso, Responsabile dell’Associazione Scuola e Società Coordina Roberta Leoni, Presidente dell’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Presentazione del volume Scuole e università di pace. Fermiamo la follia della guerra La diserzione nella Prima Guerra Mondiale Bruna Bianchi, Università Ca’ Foscari, Venezia Guerra alla guerra. La Resistenza internazionale ai fascismi Carlo Greppi, storico e scrittore Pausa caffè Il cronico trauma della guerra Maurizio Bonati, Già responsabile Dipartimento Salute Pubblica, Istituto Mario Negri, Milano Testimonianze da Gaza don Nandino Capovilla, Campagna Ponti e non muri, Pax Christi POMERIGGIO (14.30-18.00) Introduce e coordina Michele Lucivero Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Il ritorno della leva in Europa e in Italia Serena Tusini, Docente, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università Economia di guerra e diritto alla pace Francesco Schettino, Università della Campania L. Vanvitelli Diritto internazionale e guerra Luigi Daniele, Università degli Studi del Molise Previsto intervento di rappresentanti di associazioni studentesche e dibattito PROGRAMMA 18 APRILE 2026 Assemblea Nazionale Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università per il rinnovo delle cariche e bilancio del secondo anno associativo. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Formazione degli ITS e militarizzazione: analisi della situazione a Torino
Sono un’insegnante di un istituto superiore di Torino le cui classi quinte sono state recentemente coinvolte dal consueto incontro con i formatori degli ITS (gli Istituti Tecnologici Superiori o ITS Academy, istituiti con la legge 99/2022). Le perplessità relative all’opportunità dell’ingresso di questi soggetti all’interno delle scuole sono di varia natura, a partire dalla strategia comunicativa dei formatori, che tendono a svilire il lavoro delle e dei docenti (soprattutto liceali), esprimendo posizioni dichiaratamente antintellettualistiche nel sottolineare quanto le tipiche lezioni che si svolgono nelle nostre aule siano tendenzialmente noiose e inutili sia perchè spesso frontali, sia perché è prevalente un approccio teorico e non pratico, troppo ancorato alle conoscenze e troppo poco attento alle competenze (per questo dibattito l’ovvio rimando è al recente e dibattutissimo documentario D’istruzione pubblica di Federico Greco e Mirko Melchiorre). Fatta questa premessa, da cui è chiarissima la matrice ideologica da cui gli ITS sono nati, dobbiamo però tornare al tema della militarizzazione delle scuole e dunque sottolineare come l’offerta formativa proposta comprenda, tra le diverse «aree tecnologiche considerate strategiche nell’ambito delle politiche di sviluppo industriale e tecnologico e di riconversione ecologica» (https://www.mim.gov.it/web/guest/cosa-sono), anche il settore della meccatronica e dell’aerospazio, che oggi come non mai è fondamentale per la sperimentazione e implementazione di nuove tecnologie legate indirettamente o direttamente all’industria bellica. L’aerospazio d’altronde, soprattutto in una città come Torino, in cui questo settore è cresciuto in maniera esponenziale anche a seguito del declino dell’automotive, rappresenta oggi uno degli ambiti produttivi in cui risultano centrali gli interessi di grandi aziende come Leonardo e Thales Alenia Space, di cui troviamo importanti esponenti proprio nel Comitato tecnico-scientifico degli ITS. Al netto di intrecci già ampiamente dimostrati e studiati e limitandoci all’ambito scolastico, ciò che qui denunciamo è che per “militarizzazione” non si intende soltanto il pur gravissimo ingresso di personale in divisa nelle aule scolastiche e universitarie, ma anche la penetrazione a 360 gradi degli interessi e della propaganda dell’industria bellica tra le e gli student3, che in un momento decisivo e potenzialmente fragile della loro esistenza vengono esposti a un messaggio seducente, che nel caso degli ITS fa balenare loro la possibilità di ottenere in tempi relativamente brevi un titolo di studio per il quale non sono previsti oneri (i corsi sono gratuiti) e spendibile in breve tempo sul mercato del lavoro. La militarizzazione della scuola penetra nelle nostre aule anche attraverso il canto delle sirene/pescecani di guerra che oggi “regalano” formazione in cambio di un impiego sicuro, in un ambito del quale ci facciamo carico di segnalare, come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, le gravissime implicazioni etiche e politiche. Il volantino consegnato alle e agli student3 e qui riprodotto rappresenta in modo più che evidente la strategia seduttiva messa in campo dalla propaganda bellica: vi compare infatti una bella e giovane donna sotto il cui sguardo compare la scritta “abbiamo una luce diversa negli occhi”. Nostro è dunque il compito, oggi più che mai imprescindibile, di svelare l’intreccio tra un settore produttivo apparentemente innocente e una guerra che di settimana in settimana si estende a macchia d’olio con la complicità del nostro governo. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’Orientamento delle scuole superiori di Novara, tra Centro commerciale e reclame militari
PUBBLICHIAMO UNA SEGNALAZIONE ARRIVATA DA UN NOSTRO LETTORE DA NOVARA, A TESTIMONIANZA CHE LA SOCIETÀ CIVILE COMINCIA A PRENDERE CONSAPEVOLEZZA DEL “TEOREMA DELLA MILITARIZZAZIONE” CHE STA DILAGANDO NEL NOSTRO PAESE PER NORMALIZZARE LA GUERRA E INDORARE LA PILLOLA DEL RITORNO DELLA LEVA OBBLIGATORIA. PER ALTRE SEGNALAZIONI SCRIVI A OSSERVATORIONOMILI@GMAIL.COM. Ad accorgersi dell’incongruenza sono stati gli studenti e le studentesse delle scuole superiori in occasione dell’orientamento svolto presso il Centro commerciale san Martino della città nelle giornate del 6 e 7 marzo 2026. Accade infatti che con il patrocinio della Regione Piemonte, della Provincia di Novara, del Comune di Novara e Obiettivo orientamento Piemonte, accanto ai tradizionali orientamenti universitari, un intero piano del centro commerciale è stato dedicato agli stand di Esercito, Marina Militare, Aeronautica Militare e Carabinieri. Volantini, riviste militari, segnalibri e poster in omaggio, degni della cameretta di Donald Trump. “La marina militare è l’occasione che ha incontrato il tuo talento”: “fucilieri, incursori, palombari, tecnici e specialisti di sistema di combattimento”, e ancora “allievi ufficiali piloti, allievi Marescialli, volontari di ferma”, la rivista di aeronautica militare in omaggio ti orienta a tutti i bandi mentre uomini in divisa dallo sguardo solerte ti omaggiano di poster, adesivi e calendarietti. Già suona disturbante la location dell’evento scelto per “orientare” i/le giovani agli studi superiori: non un’università, bensì un centro commerciale, ma “se il tuo sogno è diventare Comandante di uomini e donne in contesti operativi”, “se hai voglia di affrontare con slancio le sfide del lavoro e ti senti particolarmente portato per la vita in uniforme”, “se il tuo sogno è quello di indossare le stellette anche se giovanissimo”, “potrai far parte di un college d’avanguardia, la cui didattica mira a formare uomini e donne responsabili, culturalmente e fisicamente completi”. E tutto questo mentre il quadro geopolitico è quello che tanto ci allarma sul futuro nostro e delle generazioni che verranno, tanto più in una città come Novara  dove a pochi chilometri di distanza, presso Cameri, c’è la base militare della Leonardo SpA dove si producono gli F35. “Perché?” chiedono molti studenti, studentesse e osservatori e osservatrici novaresi non distratti. Quale scenario stiamo preparando per le nostre figlie e i nostri figli? Ecco come la militarizzazione avanza. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Una nuova pronuncia in difesa di Mohamed Shahin
Il 23 gennaio scorso la vicenda che vede coinvolto l’imam di Torino Mohamed Shahin ha visto un nuovo sviluppo significativo: la Corte d’Appello ha rifiutato la richiesta di espulsione ribadendo l’assenza di “concreti elementi per ritenere realmente sussistente la situazione di pericolosità, esposta nel provvedimento di trattenimento del questore, e quindi l’adeguatezza del trattenimento” 1. Come mettevamo in evidenza nell’articolo datato 16 dicembre 2026, la vicenda si è trovata a lungo al centro del dibattito pubblico. Giurisprudenza italiana/Notizie/CPR, Hotspot, CPA MOHAMED SHAHIN LIBERO: SMONTATA LA TESI DEL VIMINALE SULLA “PERICOLOSITÀ SOCIALE” Corte d'Appello di Torino, ordinanza del 15 dicembre 2025 Redazione 16 Dicembre 2025 Mohamed Mahmoud Ebrahim Shahin è un cittadino egiziano residente in Italia da oltre vent’anni e titolare di un permesso di soggiorno di lungo periodo, nonché imam della moschea Al Omar Ibn Al Khattab di Torino. Da sempre impegnato per l’impegno nel dialogo inter-religioso, da oltre due anni aveva preso parte in prima persona alle mobilitazioni in sostegno al popolo palestinese. La sua partecipazione a un blocco stradale durante una manifestazione a sostegno della Palestina in data 9 ottobre, infatti, era stato il presupposto per la richiesta della deputata Augusta Montaruli, Fratelli d’Italia, di espulsione di Shahin, facendo riferimento ad alcune frasi pronunciate pubblicamente durante un’iniziativa di denuncia del genocidio in corso in Palestina. Le frasi in questione, però, erano già state archiviate dalla procura lo scorso 16 ottobre con il fascicolo originato da una segnalazione della Digos, dal momento che i PM non avevano trovato elementi sufficienti a ipotizzare una violazione del codice penale, e quindi gli estremi di reato, né un’istigazione a delinquere. Nonostante questa evidenza, il decreto di espulsione ha raggiunto Mohamed Shahin in data 24 novembre, quando il cittadino è stato condotto in Questura e ha visto revocato il suo permesso di soggiorno di lunga durata. In quest’occasione, è stato notificato un decreto di espulsione dall’Italia giustificato “per motivi di ordine pubblico e di sicurezza per lo stato”, ai sensi dell’articolo 13, comma 1, del Testo unico sull’immigrazione ed è stato accompagnato in Tribunale, dove il giudice ha convalidato l’iter con decreto del Ministero dell’Interno. In quest’occasione, i legali hanno formalizzato una richiesta di protezione internazionale, ritenendo infatti che rientrare in Egitto potesse configurare seri rischi di incolumità per Shahin, in quanto oppositore politico. In merito, si sottolinea la decisione di disporre la reclusione nel Cpr (Centro di Permanenza per i Rimpatri) di Caltanissetta, in Sicilia, seguendo la strategia già ben nota dell’allontanamento della persona oggetto della misura dalle reti sociali in cui questa è inserita. Inoltre, il Cpr che è preso qua in considerazione era già stato segnalato dalla Rete Siciliana contro il Confinamento, la quale si è espressa a più riprese a proposito dei gravi episodi verificatisi in questa sede. Il trattenimento in attesa di espulsione si è prolungato fino al 15 dicembre, data in cui la Corte d’Appello di Torino ha disposto il suo rilascio immediato. Il ricorso contro il trattenimento disposto dai legali è stato vinto e il cittadino è stato autorizzato a rientrare nella città di Torino. La decisione è arrivata al termine del procedimento di riesame del trattenimento, affermando la mancanza di alcuna concreta e attuale pericolosità sociale e disponendo così la cessazione immediata della misura. È stato quindi confermato quanto evidenziato a suo tempo dalla Procura di Torino, la quale non aveva riconosciuto nessun pericolo in questa persona, dal momento che sul fascicolo di archiviazione del caso veniva scritto a chiare lettere che la frase pronunciata da Shahin rappresentava un’ “espressione di pensiero che non integra estremi di reato”. La vicenda, tuttavia, non era per questo ancora del tutto conclusa, dal momento che il procedimento di espulsione restava formalmente in vigore, oggetto di ulteriori ricorsi. Il 31 dicembre, la Corte d’Appello del Tribunale di Caltanissetta ha confermato la mancanza di presupposti per l’allontanamento immediato di Mohamed Shahin dal territorio italiano, rendendo così inefficace la decisione precedentemente presa dal Tar del Lazio che aveva invece confermato il decreto di espulsione. La decisione è stata raggiunta dalla nuova pronuncia della Corte d’Appello in data 23 gennaio, secondo la quale la richiesta di espulsione è stata rifiutata. In ultima battuta, almeno per quanto concerne il rischio di trattenimento in Cpr, il 1° di marzo arriva la notizia che la Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero contro la Corte d’Appello di Torino. Come noto, a difesa di Mohamed Shahin si sono espresse molteplici voci della società civile tramite una petizione, una raccolta fondi, un appello di accademici, numerose manifestazioni di solidarietà partite da Torino e poi sparse in tutta Italia raggiungendo l’Europa e un comitato cittadino ad hoc. In merito alla sua vicenda è stato evidenziato il carattere simbolico della misura: mentre i recenti Decreti Sicurezza offrono sempre più una rilettura del diritto come orientato alla neutralizzazione del conflitto sociale e alla criminalizzazione di condotte di protesta collettiva, quello che appare particolarmente preoccupante è l’utilizzo di strumenti amministrativi per colpire l’esercizio della libertà di opinione. Il sistema stesso dei Cpr, ancora una volta, mostra un disegno più ampio in cui nessuna vicenda giudiziaria è isolata, ma è, piuttosto, tassello di un sistema penale e amministrativo che punisce e respinge. Nel caso di Shahin, del resto, la richiesta di protezione internazionale che ha presentato a seguito della revoca del permesso di soggiorno è stata rigettata come risposta a un procedimento di esame fortemente accelerato. Su questa ha pesato la classificazione dell’Egitto come “Paese di origine sicuro”, senza riservare la giusta attenzione ai rischi in cui l’imam incorrerebbe qualora fosse espulso verso il Paese di cui sopra. Come afferma l’associazione A Buon Diritto, nella vicenda qui analizzata a preoccupare è “l’utilizzo dello strumento del decreto d’espulsione e del trattenimento in Cpr, una procedura amministrativa che non prevede le garanzie di difesa del procedimento penale. L’applicazione di tale misura altamente restrittiva si basa peraltro su un sospetto riguardante una condotta che non configura una fattispecie penalmente rilevante e su alcune dichiarazioni poi rettificate” 2. Il comitato cittadino Free Mohamed Shahin nel suo comunicato del 23 gennaio evidenzia la gravità delle dichiarazioni del Ministro Nordio il quale, in seguito al pronunciamento, avrebbe affermato di voler avviare “un’attività istruttoria al fine di verificare l’eventuale sussistenza dei presupposti per l’esercizio dell’azione disciplinare nei confronti dei magistrati coinvolti”. Esortando a non “abbassare la guardia”, il comitato invita a continuare a seguire la vicenda, in merito alla quale la solidarietà e la mobilitazione dal basso sono state significative. 1. La corte d’appello ribadisce il no all’espulsione dell’imam Shahin – RaiNews (21 gennaio 2026) ↩︎ 2. La società civile chiede all’Italia di fermare l’espulsione di Mohamed Shahin verso l’Egitto, A Buon Diritto (3 dicembre 2026) ↩︎
IIS “Castigliano” di Asti con le Frecce Tricolori: esperienze di cameratismo necessarie?
Mentre gli aerei da guerra della “terza guerra mondiale” solcano i cieli di troppi Paesi a poche migliaia di chilometri da noi, la propaganda bellicista si gioca con le/gli student3 italian3, ancora estremamente inconsapevoli dei progetti di reintroduzione della leva che saranno a breve presentati in Parlamento, una delle sue carte “vincenti” e più seducenti: le Frecce Tricolori. Sei classi dell’IIS “Alberto Castigliano” di Asti hanno infatti partecipato il 25 febbraio nella sala consiliare della Provincia di Asti a un incontro con il Tenente Colonnello Franco Paolo Marocco e il Maggiore Giovanni Lopresti, rispettivamente comandante per la stagione 2026 e speaker della pattuglia acrobatica (https://lanuovaprovincia.it/news/asti/501284/le-frecce-tricolori-ad-asti-l-incontro-con-gli-studenti-dell-istituto-castigliano.html). Particolarmente significative, dal punto di vista di chi ha a cuore aspetti pedagogici ed educativi, è la valorizzazione del “lavoro di squadra” dei piloti: «Le acrobazie che il pubblico ammira con il naso all’insù non sarebbero possibili senza una sinergia totale tra i piloti e senza il lavoro, spesso invisibile, di circa cento persone tra manutentori, tecnici e specialisti. Fiducia reciproca, disciplina, addestramento continuo e responsabilità sono le basi su cui si costruisce ogni esibizione». E ancora: «È questa la forza del gruppo: un’unica visione che supera i singoli». Ciò che come educatrici ed educatori vorremmo evidenziare è che, in tempi di individualismo sfrenato, siamo noi per primi a lavorare con costanza e quotidianamente sui valori della collaborazione e cooperazione, ma è paradossalmente proprio questo il terreno che il messaggio bellicista ci contende, con la sua retorica della jungeriana “esperienza del fronte”, con il richiamo al cameratismo, al superamento del sé, al valore trascendente del “corpo di appartenenza” rispetto al proprio “corpo fisico”. É dunque su questa esigenza, profondamente sentita,  perché profondamente “umana”, di un senso di comunità e di appartenenza che la scuola deve continuare a lavorare, nella direzione di ricordare alle e ai giovani, oggi più che mai, che la guerra nasce anche dall’identificazione con mondi “chiusi” (la patria, la nazione…) e che l’unica emancipazione autentica dall’egoismo e dal ripiegamento su di sé, che tanta solitudine e tanta angoscia – non a caso – producono, è in uno sguardo kantianamente universalistico e cosmopolita. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale
L’autonomia differenziata va avanti, nonostante la sentenza della Corte Costituzionale 192/2024[i] abbia indicato sette punti incostituzionali della cosiddetta “Legge Calderoli”[ii]. Il 18 febbraio 2026 sono state approvate in una riunione del Consiglio dei Ministri, cui hanno partecipato i Presidenti delle Regioni interessate[iii], le intese che riguardano 3 materie catalogate “Non LEP” cioè che non dovrebbero riguardare i Livelli Essenziali delle Prestazioni[iv]: “protezione civile”, “professioni” e “previdenza complementare e integrativa”, sulle quali le 4 Regioni del Nord (Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria) potranno esercitare potestà legislativa esclusiva. Ad esse si aggiunge una quarta materia (“tutela della salute -coordinamento della finanza pubblica”)[v]. La sentenza 192/2024 della Corte costituzionale [i] metteva in risalto la necessità di attribuire un ruolo centrale al Parlamento nella definizione e approvazione delle Intese. La procedura che il Ministro Calderoli sta seguendo, al contrario, emargina  il Parlamento, chiamato ad esprimere pareri e alla fine a votare a favore o contro la legge di ricezione, spogliato del potere di emendamento su materie legislative di propria competenza [vi]. Inoltre  la Corte Costituzionale nella citata sentenza aveva  ripetutamente specificato che ogni funzione devoluta dallo Stato alle Regioni avrebbe dovuto  avere una motivazione  specifica, Regione per Regione, mentre le 4 pre intese sono copie identiche delle stesse richieste di attribuzione, come se Veneto, Lombardia, Piemonte, Liguria fossero uguali per particolarità territoriali e  condizioni socio-economiche. Spicca, come esempio per cogliere la gravità dell’attacco ai diritti sociali, l’articolo 3 delle preintese sulla Sanità [vii],  che prevede che le Regioni potranno differenziare le tariffe dei rimborsi, creare fondi sanitari integrativi, assumere personale oltre quello stabilito nella ripartizione del Piano sanitario nazionale, spostare addirittura poste del bilancio, per capire che siamo al primo passaggio della “secessione dei ricchi”. I prossimi passi di attuazione dell’autonomia per le 4 Regioni saranno  alla  Conferenza unificata Stato Regioni Enti locali, che dovrà esprimere entro 60 gg un parere (non vincolante), quindi poi un passaggio alle due Camere, che formalizzeranno entro 90 gg una valutazione attraverso atti di indirizzo (anche essi non vincolanti), quindi il Presidente del Consiglio o il Ministro per gli Affari Regionali redigeranno un testo definitivo che verrà controfirmato dal Presidente di Regione, deliberato in CdM e trasmesso alle Camere per il voto definitivo, a maggioranza assoluta dei componenti, con una probabile conclusione dell’iter entro il 2026. L’Associazione Carteinregola, da sempre schierata e impegnata per contrastare l’autonomia regionale differenziata, si unisce ai Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e al Tavolo NO AD nell’esprimere una netta critica  su queste procedure accelerate che sembrano ignorare   la sentenza 192/2024 della Corte costituzionale e nel chiedere,  alle Regioni che non sono state coinvolte in questa cruciale fase preliminare, di far sentire la propria voce e di rivendicare i propri diritti [viii]; alle forze parlamentari di fermare  l’iter delle preintese fino a quando non si siano definite procedure che rispettino e rispecchino il ruolo centrale delle Camere; alle organizzazioni politiche, di far sentire la loro voce di protesta e di prepararsi alle elezioni del 2027 con il preciso intento di cancellare l’articolo 116 terzo comma della Costituzione  e di elaborare una revisione complessiva del Titolo V, improvvidamente modificato nel 2001. Noi continueremo la nostra campagna di informazione alle cittadine e ai cittadini, insieme a tutte le forze sociali che si battono per la difesa della Costituzione e dei diritti dei cittadini (il testo è  tratto in parte dal Comunicato dei Comitati per il Ritiro di ogni autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti e Tavolo NO AD  diffuso il 19 febbraio 2026) In calce le interviste a Marina Boscaino, portavoce Comitati no AD; Dall’autonomia differenziata alla riforma della magistratura, la politica sta scardinando la Costituzione – (20 febbraio 2026) e a Marco Esposito, giornalista e saggista Perché la maggioranza decide di cominciare il percorso delle riforme dalla giustizia – (19 febbraio 2026) Vai a Autonomia Regionale Differenziata, cronologia e materiali Vai al  libro di Carteinregola Autonomia differenziata Perchè NO– le 23 materie che possono cambiare i connotati al nostro Paese e ai diritti dei cittadini (> vai alla pagina con l’indice e il libro scaricabile gratuitamente del giugno 2024) Intervista Marco Esposito 27 febbraio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com -------------------------------------------------------------------------------- NOTE [i] Vedi Sentenza Corte Costituzionale 86/2024 sulla Legge 26/06/2024, n. 86 (Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione). pubblicata il 3 dicembre 2024 (vai al testo della sentenza preceduto dal comunicato dei Comitati per il ritiro di qualunque Autonomia differenziata, l’uguaglianza dei diritti e l’unità della Repubblica Vai alla pagina.) [ii] LEGGE 26 giugno 2024, n. 86 Disposizioni per l’attuazione dell’autonomia differenziata delle Regioni a statuto ordinario ai sensi dell’articolo 116, terzo comma, della Costituzione. (24G00104)  note: Entrata in vigore del provvedimento: 13/07/2024 (Ultimo aggiornamento all’atto pubblicato il 04/12/2024)  (GU n.150 del 28-06-2024) https://www.normattiva.it/uri-res/N2Ls?urn:nir:stato:legge:2024;86 [iii] Vedi sito istituzionale del Ministero degli Affari regionali: Autonomia, via libera in CdM agli schemi di intesa preliminare con le 4 Regioni. Esulta Calderoli: “Storica prima volta, ora avanti nel percorso.” https://www.affariregionali.it/it/il-ministro/comunicati/autonomia-via-libera-in-cdm-agli-schemi-di-intesa-preliminare-con-le-4-regioni-esulta-calderoli-storica-prima-volta-ora-avanti-nel-percorso/ Vedi sito istituzionale della Regione Piemonte 18 febbraio 2026 Autonomia differenziata: via libera del Consiglio dei ministri alle intese preliminari https://www.regione.piemonte.it/web/pinforma/notizie/autonomia-differenziata-via-libera-consiglio-dei-ministri-alle-intese-preliminari [iv] I Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) sono gli standard minimi di qualità e quantità dei servizi (ad esempio istruzione, sanità, assistenza, trasporti) che lo Stato italiano deve garantire in modo uniforme su tutto il territorio nazionale. Il loro scopo è assicurare diritti civili e sociali fondamentali indipendentemente dalla residenza, contrastando disuguaglianze e garantendo uguaglianza sostanziale [v] Vedi Autonomia differenziata: il Ministro Calderoli sottoscrive le pre intese con Veneto, Lombardia, Piemonte e Liguria 25 novembre 2025 https://www.carteinregola.it/autonomia-differenziata-il-ministro-calderoli-sottoscrive-le-pre-intese-con-veneto-lombardia-piemonte-e-liguria/ [vi] Il modello utilizzato è quello delle procedure dei Trattati internazionali o delle Intese con le confessioni religiose. Nel caso, però, delle Intese ex art. 116 terzo comma, non si tratta di istituzioni internazionali o religiose,  ma di  competenze del Parlamento [vii] Allegato 2. Tutela della salute – Coordinamento della finanza pubblica – Art. 3 (Disposizioni in materia di gestione delle risorse finanziarie in materia sanitaria) 1. La Regione Liguria può, previa intesa con i Ministri della salute e dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, fermo restando il rispetto dei livelli essenziali di assistenza di cui al decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 12 gennaio 2017, pubblicato nel supplemento ordinario alla Gazzetta Ufficiale n. 65 del 18 marzo 2017: a. definire in autonomia la gestione del sistema tariffario di rimborso, di remunerazione e di compartecipazione per gli assistiti, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; b. definire in autonomia la programmazione degli interventi sul patrimonio edilizio e tecnologico delle aziende del sistema sanitario regionale, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; c. definire in autonomia l’individuazione di sistemi di governance delle aziende sanitarie e degli enti del servizio sanitario regionale, anche mediante l’istituzione e la gestione di fondi sanitari integrativi, previa iscrizione degli stessi nell’Anagrafe dei fondi sanitari, in deroga alla normativa vigente in materia; le disposizioni oggetto di deroga potranno essere specificate nello schema di intesa; d. fermo restando il limite complessivo della spesa sanitaria, allocare le risorse tra i diversi ambiti e finalità della medesima, in deroga ai vincoli di spesa specifici per le politiche di gestione della spesa sanitaria. [viii] A fine settembre 2024 4 Regioni hanno presentato ricorso alla Consulta rispetto alla legge 86/24  
February 27, 2026
carteinregola
Torino. Il Comune mette fine all’esperienza del Comala
Dopo 15 anni di aggregazione giovanile, socialità e iniziative politiche il Comala finirà la sua esperienza negli spazi dell’Ex Caserma Lamarmora. Il bando per la gestione di questi spazi, infatti, è stato vinto da una cordata di aziende che dovrebbero favorire, secondo le parole di Paolo Landoni, docente del Politecnico […] L'articolo Torino. Il Comune mette fine all’esperienza del Comala su Contropiano.
February 22, 2026
Contropiano
Valsusa. Nuova protesta contro i soldati israeliani in vacanza a Sauze d’Oulx
Val di Susa, nuova mobilitazione contro l’esercito israeliano in vacanza a Sauze d’Oulx: «No al turismo di chi partecipa al genocidio». Nel pomeriggio di sabato 14 febbraio, le strade di Sauze d’Oulx sono state attraversate da una seconda manifestazione di protesta contro la presenza di soldati dell’esercito israeliano (IDF) in […] L'articolo Valsusa. Nuova protesta contro i soldati israeliani in vacanza a Sauze d’Oulx su Contropiano.
February 18, 2026
Contropiano