Liceo Vescovile di Pontremoli prende posizione contro la militarizzazione e accordo con OLITECNON CI SONO LUOGHI SICURI PER LA CULTURA DELLA GUERRA!
LA DEBOLEZZA DEI GUERRAFONDAI E LA FORZA DEI MOVIMENTI PER LA PACE
Il 29 novembre 2025 si è svolto a Pontremoli in Lunigiana (Massa Carrara)
all’interno del bel teatro del paese un incontro patrocinato
dall’Amministrazione comunale in cui davanti ad alcune classi di un istituto
superiore i rappresentanti e consulenti del settore tecno-militare, come Cluster
Euro TEC Defence, Leonardo SpA, Olitec, Lunilettronik, Rivista Italiana Difesa,
Mbda Italia magnificavano il nuovo percorso di studi che dal settembre 2026
sarebbe partito presso il Liceo Vescovile, una scuola privata a matrice
religiosa.
Nel corso dell’incontro veniva esaltato il settore militare come settore in
grado di creare occupazione nel territorio e come necessità rispetto ad un
nemico alle porte, visto che, come detto dal rappresentante di Olitec, non
“tutti sono alti, biondi e con gli occhi azzurri”. Un linguaggio e contenuti
bellicisti proposti come antidoto all’emigrazione da lavoro che affligge il
territorio della Lunigiana da decenni.
La Fondazione Olitec – Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca “vende” la
propria proposta formativa (definita come «addestramento») come percorso di alta
tecnologia, robotica e IA; si tratta del percorso BRIA – Bioinformatica, Realtà
Immersiva e Intelligenza Artificiale – con applicazioni varie (in primis il
settore sanitario), ma che nell’ultimo step del percorso prevede l’«acquisizione
di competenze per lo sviluppo di applicazioni ad uso militare»; e d’altra parte,
quando si apre il loro sito, compare automaticamente l’invito ad arruolarsi
nelle forze armate.
Olitec è un vero e proprio spaccato di quella che da più parti viene definita
“israelizzazione” della società: si tratta di una Fondazione che tiene insieme
la matrice religiosa di impianto francescano con interessi economici a forte
caratterizzazione militare, che oltre alle industrie belliche direttamente
coinvolte, attraversa il comparto sanitario con il terzo settore e la sanità
privata integrativa legata ai sindacati; un “grumo” di potere in cui non poteva
mancare la nuova Fondazione di Luciano Violante (“Futuri probabili”), già
fortemente compromesso con la Fondazione culturale di Leonardo SpA. I percorsi
formativi che Olitec sta cercando di aprire in varie parti d’Italia si
inseriscono perfettamente all’interno della militarizzazione totale della
società, un percorso nel quale il segmento della formazione ricopre un ruolo
centrale.
Ma a Pontremoli avevano fatto i conti senza l’oste… infatti nel corso della
manifestazione al teatro si dava per scontata l’apertura della sezione BRIA al
liceo vescovile di Pontremoli a partire da settembre 2026; ma non ci sono luoghi
sicuri per la cultura della guerra e la militarizzazione delle scuole e così
anche in un piccolo paese della Lunigiana il mondo della pace si è organizzato:
16 associazioni del territorio, compreso l’Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università, hanno preso posizione pubblica
e hanno chiesto al vescovo, responsabile del liceo in cui doveva partire il
percorso di studi, di ritirare un progetto che di educativo sembrava avere ben
poco.
La risposta del vescovo è arrivata a stretto giro con un comunicato ufficiale
della Diocesi in cui si dichiara «la netta distanza del Liceo vescovile e della
diocesi apuana, di cui il vescovo monsignor Mario Vaccari è il titolare e legale
rappresentante, da questa progettualità» (clicca qui).
Sono seguite nella stampa alcune prese di posizione dirette e indirette da parte
di Olitec (clicca qui) che, facendo volare un po’ di stracci in mezzo ai
protagonisti della vicenda, si premura soprattutto di sminuire il valore
“ideologico” della vicenda, si preoccupa cioè di derubricare il tutto a
questioni di comunicazione e decisione tecnica; più chiaro invece l’articolo di
Giancarlo Vincenzi (già apparso in eventi collegati alla Fondazione Olitec)
(clicca qui per la notizia) che esprime compiutamente quella cultura della
difesa che dovrebbe essere il nerbo dell’azione culturale dei guerrafondai
nostrani.
Certamente il successo ottenuto a Pontremoli dalla cultura della pace
(unitamente a quanto è già successo per il Dipartimento di Filosofia
dell’Università di Bologna, per l’esercitazione NATO alla scuola di Udine, per
la conferenza del generale della Folgore nelle scuole di La Spezia) ci dice che
la rottura che nel Paese si è prodotta con le imponenti mobilitazioni contro il
genocidio di Gaza ha lasciato un segno importante; anche questa vittoria
ottenuta in Lunigiana, tanto più importante a fronte della forza
dell’avversario, ci dice che il movimento per la pace rappresenta oggi la
maggioranza del paese, che per i guerrafondai è impossibile ignorarlo perché
oggi sono molto più deboli di noi, e infatti battono in ritirata.
Proprio per questi attuali rapporti di forza come Osservatorio contro la
militarizzazione delle scuole e delle università invitiamo a prendere posizioni
il più possibili pubbliche (utilizzando soprattutto la stampa locale)
ogniqualvolta si viene a conoscenza di attività di militari all’interno delle
nostre scuole.
Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università
--------------------------------------------------------------------------------
Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo
donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui:
FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM
Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo!
Fai una donazione
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona mensilmente
--------------------------------------------------------------------------------
FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE
Apprezziamo il tuo contributo.
Dona annualmente