Tag - carovana

Bologna. Il NO sociale chiude la campagna referendaria in carovana fino al Pilastro
Oggi il comitato bolognese per il NO sociale al referendum conclude la campagna referendaria con una carovana che parte dalla tettoia Nervi alle 18 e arriva al Parco Mitilini in Pilastro alle 20 dove si terrà una cena sociale. Dopo la grande manifestazione nazionale del 14 marzo, che ha portato […] L'articolo Bologna. Il NO sociale chiude la campagna referendaria in carovana fino al Pilastro su Contropiano.
March 19, 2026
Contropiano
Strage di Cutrio, carovana per una Calabria aperta e solidale
Torniamo a Crotone e a Steccato di Cutro, nel terzo anniversario della strage, per non dimenticare le vittime del regime di frontiera della Fortezza Europa. Dopo la Carovana dell’anno scorso ci mobiliteremo anche quest’anno per accogliere i famigliari e i superstiti che dopo anni di impegni non mantenuti da chi governa -con la complice latitanza di chi promette e non mantiene – ritorneranno a Crotone ed in Calabria. L’anno scorso grazie alla presenza dei testimoni (dalla rotta balcanica alle isole Canarie), dei famigliari e delle associazioni solidali abbiamo cominciato a costruire dal basso un percorso di solidarietà internazionale per contrastare le necropolitiche dei governi europei, che criminalizzano le navi umanitarie e finanziano le attività armate delle famigerate guardie costiere di Libia e Tunisia. Nel 2025 abbiamo visto crescere un grande e inedito movimento mondiale per fermare il genocidio del popolo palestinese e nell’estate scorsa sono partite dalla Sicilia, dalla Calabria e dalla Puglia decine di barche delle Flotille (coalizioni solidali internazionali) che hanno tentato di rompere l’assedio a Gaza. Dopo lo sterminio in diretta, ora gran parte dei media sta oscurando quanto accade in Palestina e nel Medio Oriente (Kurdistan, Iran, Siria). Il piano di pace, con la  “tregua” a Gaza,  ha causato in pochi mesi centinaia di morti ed è evidente, nelle provocazioni quotidiane di coloni e militari, una situazione che prelude all’occupazione israeliana della Cisgiordania. Per costruire un’altra via alla pace e all’autodeterminazione del popolo palestinese nei prossimi mesi salperanno nuove flotille e anche in Calabria, come nel sud d’Italia, si dovrà esprimere un sostegno concreto agli equipaggi a partire dai porti di imbarco. La tragedia di Cutro evidenzia che senza la popolazione locale e gli attivisti impegnati giorno e notte un nuovo terribile delitto di Stato si sarebbe compiuto nellʼindifferenza. Il silenzio prima di tutto e quel fumo grigio che rende tutto indistinto nelle passerelle televisive e di governo, nelle condoglianze e nelle celebrazioni. Melilla, Ceuta, Isole Canarie, Pylos, Cutro e ancora una volta in Calabria, Roccella Jonica. Sono tanti di più, non solo nel Mediterraneo, i luoghi delle necropolitiche globali; in questi luoghi anche tristemente simbolici si affinano gli strumenti della negazione, dellʼoccultamento dei corpi insieme a quelli dei diritti delle famiglie e delle comunità. Roccella Jonica in ultimo ne è un buon esempio. Le istituzioni italiane terrorizzate dallʼeffetto Cutro sull’opinione pubblica hanno nascosto, disseminato cadaveri in luoghi diversi, hanno depistato lʼinformazione, hanno impunemente maltrattato e disorientato le famiglie. Una geografia del terrore, una risposta del Potere alla libertà di movimento delle persone. Quando gli opinionisti discutono amabilmente sul termine corretto per definire il massacro di Gaza, genocidio o atti di guerra, bisognerebbe ricordare loro che non vi è invece termine più appropriato che quello di “migranticidio” per definire la mattanza alle frontiere dell’Occidente. LʼEuropa che si riarma ha già un esercito comune: Frontex, schierato in armi alle frontiere esterne per blindare la Fortezza Europa e moltiplicare i respingimenti con il famigerato Patto Europeo sulla Migrazione e lʼAsilo (PEMA) che entrerà in vigore a giugno e di cui vediamo, nella recente decretazione del governo, i primi frutti avvelenati. Sotto attacco feroce i migranti, i richiedenti asilo, le famiglie che tentano di ricongiungersi e con loro le navi umanitarie, vessate in ogni modo, i solidali criminalizzati preventivamente mentre per contro si parla comodamente nelle sedi istituzionali di remigrazione e riconquista. Non è un caso che i governi ai due lati dell’Oceano Atlantico si ritrovino con una sola voce sulle pratiche di confinamento, di deportazione ed infine di annientamento lungo le rotte migratorie;  i migranti vanno meglio se inghiottiti dal mare o dai trafficanti di terra che hanno diversificato sulle persone in movimento il loro business criminale. Questa guerra di frontiera ci insegna che la risposta dal basso deve darsi un orizzonte più ampio, condividendo lotte, pratiche e testimonianze dalle rotte. Intrecciando le voci delle madri, dei famigliari che da Tunisi e Algeri, dal Marocco e dallʼestremo Oriente chiamano le Americhe e il resto del mondo. La strage di Cutro e le giornate successive ne sono un esempio; dovremo occupare gli spazi che le istituzioni lasciano deliberatamente vuoti costruendo lotte che vedano al centro le madri, le famiglie ed i loro bisogni. Appare oggi evidente che la battaglia sarà impari, il potere e le sue emanazioni perseguono un altro disegno. Con coraggio dobbiamo avanzare proposte che vincolino queste ultime, di fronte alle tragedie di mare e di terra, a procedure certe, degne e trasparenti sullʼidentificazione, sul supporto psicologico ai famigliari, sulla loro presenza nelle diverse fasi dellʼiter processuale, nelle sepolture e nel rimpatrio dei corpi. Lavoriamo insieme alla costruzione di un incontro internazionale con gli amici spagnoli di Caravana Abriendo Fronteras e ai francesi di importanti organizzazioni sociali, per dare voce e concretezza a un protocollo per l’identificazione dei corpi, per la ricerca degli scomparsi, garantendo il diritto inalienabile dei famigliari a conoscere la sorte dei loro cari. Un processo lento ma ineludibile che non può che vedere al centro le famiglie. Saremo a Cutro e in Calabria accompagnati da alcuni familiari delle vittime della strage; saranno presenti anche Sabina Talović, attivista sulla rotta balcanica nella città di Pljevlja in Montenegro e Tony La Piccirella, portavoce della Global Sumud Flotilla. Saranno sempre con noi i Lenzuoli della Memoria Migrante, oggetti preziosi che vogliono rendere tangibile la volontà di dare nomi ai numeri, riaffermando con forza la dignità di persona che viene regolarmente negata a chi scompare in mare o lungo le rotte. Con affetto, memoria, lotta quotidiana per verità e giustizia. CarovaneMigranti Redazione Italia
February 17, 2026
Pressenza
ROJAVA, LA COMANDANTE YPJ NASRIN ABDALLAH A CHI SI MOBILITA IN EUROPA PER LA RIVOLUZIONE CONFEDERALE: “NOI RESISTIAMO, VOI RESISTETE. ASSIEME”
Siria del Nord e dell’Est, Rojava. Continua l’escalation da parte delle fazioni jihadiste affiliate a Damasco in particolare nelle campagne di Hesekeh e Kobane, nonostante sia teoricamente stato allungato il cessate il fuoco di altre 2 settimane. Nelle ultime 24 ore cii sono almeno 5 civili morti e 3 feriti negli attacchi, via cielo con i droni turchi e via terra con le milizie di Damasco, respinte però dalla resistenza delle YPG e YPJ, che hanno ripreso il controllo del villaggio di Safa, tra Hesekeh e Qamishlo – cuore dell’Amministrazione autonoma – dopo violentissimi scontri che hanno costretto alla ritirata i carri armati di Damasco. Altri attacchi si segnalano in direzione dei pozzi di petrolio nell’area di Rmeilan, al confine con Iraq e Turchia. Le truppe russe hanno nel frattempo lasciato le loro basi nella zona, mantenendo solo quelle sulla costa siriane, mentre la Coalizione internazionale a guida Usa fa sapere che continua il trasferimento dei prigionieri di Daesh verso l’Iraq. Su questo fronte, però, nella notte le milizie di Damasco hanno fatto fuggire numerosi miliziani di Daesh dalla prigione di Al Hol, precedentemente controllata dalle Forze Democratiche Siriane. A livello informativo, tutte le informazioni sul personale dell’Aeronautica Militare sono finite nelle mani degli hacker solidali con il Rojava. “Chiediamo ad Ankara di ritirarsi dal Rojava, altrimenti rilasceremo tutti i documenti statali classificati al pubblico e alle agenzie di intelligence internazionali. Vi avvertiamo” si legge in una dichiarazione comparsa online. Sul fronte della solidarietà con la resistenza confederale, ieri sera – lunedì 26 gennaio – presidio e corteo fino sotto la Rai di Milano, mentre la Carovana dei popoli per difendere l’umanità è arrivata a Salonicco, in Grecia. L’obiettivo resta quello di arrivare in Rojava; così hanno ribadito gli oltre 100 attiviste-i da Italia, Francia, Scozia, Irlanda, Germania, Catalunya, Inghilterra, Austria, Lussemburgo, Slovacchia, Kurdistan, Svizzera e Colombia. Tra loro anche Lea Bunse e Jakob Rihn, attivisti tedeschi “rimasti feriti – si legge in un comunicato stampa diffuso martedì 27 gennaio dalla Carovana – un anno fa durante la difesa civile della diga di Tishreen sul fiume Eufrate nella Siria settentrionale e orientale a causa di attacchi di droni turchi. Ora intendono recarsi al confine turco-siriano per fornire assistenza medica e richiamare l’attenzione sulla preoccupante carenza di rifornimenti nel nord della Siria. Lea Bunse, attivista ambientale del distretto di Heilbronn, e Jakob Rihn, fisioterapista del Brandeburgo, avevano già preso parte alla veglia di pace presso la diga di Tişrîn nel gennaio 2025. All’epoca, si verificarono pesanti attacchi contro l’Amministrazione Autonoma Democratica della Siria del Nord e dell’Est  da parte di milizie islamiste, supportate dall’esercito turco. 22 persone furono uccise e più di 200 ferite. “Abbiamo sperimentato in prima persona cosa significhi essere feriti sotto il fuoco nemico e quanto siano difficili l’assistenza medica e la situazione umanitaria in situazioni simili. Ecco perché il lavoro del personale medico sul posto è così importante”, afferma Lea Bunse. A chi, in Europa ma non solo, si sta mobilitando per la rivoluzione confederale e il Rojava si rivolge da Kobane la comandante YPJ, Nasreen Abdallah, in un video pubblicato poche ore fa. La traduzione integrale in italiano a cura di Radio Onda d’Urto del messaggio di Nasrin Abdallah, comandante YPJ, le Unità femminili di protezione del popolo, impegnate sul terreno a difendere le conquiste della rivoluzione. Ascolta o scarica
January 27, 2026
Radio Onda d`Urto
ROJAVA: IN PARTENZA ANCHE DALL’ITALIA LA “CAROVANA DEI POPOLI PER DIFENDERE L’UMANITÀ”
In partenza oggi, sabato 24 gennaio 2026, anche dall’Italia la “Carovana dei popoli per difendere l’umanità”, direzione: Rojava, Siria del nord-est. L’iniziativa – alla quale partecipano con mezzi propri internazionalisti/e e curdi/e provenienti da tutta Europa – intende raggiungere via terra l’Amministrazione autonoma democratica della Siria del nord e dell’est, sotto attacco totale da parte delle milizie jihadiste del governo di Damasco. L’obiettivo è sostenere la Resistenza dei popoli del confederalismo democratico, sotto un duro assedio da giorni, e fare pressione su governi e istituzioni internazionali, finora del tutto silenti davanti ai massacri e alle atrocità compiute in queste settimane dalle bande jihadiste che compongono l’esercito del governo di transizione di Al Jolani/Al Sharaa. In Italia compagne e compagni sono partiti da Torino, hanno fatto tappa a Milano e faranno tappa a Padova. Dopodiché si parte, prima alla volta di Vienna, dove la colonna di auto italiane incontrerà quelle provenienti dal nord Europa, poi tappa a Lubiana e via verso il Medio oriente. All’accoglienza della carovana a Milano, allo SOS Fornace di Rho, dove si è tenuta anche una conferenza stampa, era presente Giuseppe Pizzichillo, compagno del Magazzino 47 di Brescia e nostro collaboratore, che ha realizzato una corrispodenza e due interviste: * La corrispondenza, realizzata durante l’attesa della Carovana. Ascolta o scarica. * L’intervista a Federico, compagno internazionalista che si è unito alla Carovana. Ascolta o scarica. * L’intervista a Ilaria Salis, eurodeputata di Avs presente alla partenza milanese della Carovana. Ascolta o scarica.  
January 24, 2026
Radio Onda d`Urto