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Puntata dell’1/09/2026@0
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
September 4, 2026
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Puntata dell’1/09/2026@1
ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
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ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
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ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
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ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
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ll primo approfondimento della puntata lo abbiamo fatto in compagnia di Ciccio Collina delegato sindacale del SI Cobas licenziato il 26 maggio 2026 dal terminal Logiport del gruppo Grimaldi a Salerno a causa del suo impegno per la sicurezza e contro il traffico di armi. I motivi formali presentati dall’azienda Logiport (Gruppo Grimaldi) sono definiti pretestuosi dalle sigle sindacali e dai movimenti di solidarietà. Secondo la denuncia del SI Cobas e dei comitati territoriali, le reali ragioni del provvedimento sono di natura politica e sindacale: Lotta per la sicurezza nei porti: Collina si batteva da anni per il miglioramento delle condizioni di sicurezza e contro i rischi lavorativi all’interno del Terminal commerciale. Opposizione al traffico di armi: Il delegato ha guidato e sostenuto l’impegno sindacale e le denunce dei portuali contro l’economia di guerra, contestando il transito e il carico nel porto di Salerno di navi cargo (in particolare della compagnia Zim) contenenti armamenti destinati a conflitti internazionali. Attività sindacale conflittuale: Il licenziamento viene inquadrato come una ritorsione mirata a colpire l’organizzazione sindacale del SI Cobas all’interno dello scalo salernitano, disincentivando ulteriori scioperi e forme di protesta dei lavoratori portuali. Chiunque può concretamente in questo momento aiutare Ciccio: La raccolta fondi ufficiale per supportare la cassa di resistenza e coprire le spese legali e di sussistenza di Ciccio Collina è coordinata dai sindacati territoriali ed è appoggiata da un’organizzazione di volontariato dedicata. Ecco i dettagli per effettuare la donazione: SI Cobas Napoli:Intestatario: EGUAGLIANZA E SOLIDARIETA’ O.D.V. (Nota: per i sistemi bancari la parola “solidarieta” va scritta con l’apostrofo finale e non con la lettera accentata) IBAN: IT59H0623011010000017097877 Causale obbligatoria: per Ciccio Collina Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo argomento della puntata lo abbiamo affrontrato in compagnia di Riccardo del SUDD Cobas, per commentare assieme la vittoria dei lavoratori della vertenza Acca srl. Infatti dopo il licenziamento di tutti gli operai da parte di questo ramo d’azienda di una colosso cinese della logistica e del pronto moda, 70 giorni consecutivi di picchetti, sgomberati temporaneamente con la forza, sia dalle forze dell’ordine che da una banda di padroni (anche totalmente esterni all’azienda), grazie alla determinazione dei lavoratori, del sindacato e dei solidali, hanno vinto un’importante battaglia per il comparto. Siamo scesi nei dettagli, con il nostro ospite, su come si è riusciti ad arrivare a tanto e le implicazioni politiche e sindacali che ha fatto emergere questa vicenda. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Durante il corso della puntata abbiamo provato a ricordare che c’è una guerra in corso contro i lavoratori, si perchè muore un lavoratore in media ogni 6 ore. Abbiamo trasmesso durante la puntata alcuni interventi tenutosi durante il dibattito assemblea che si è tenuto in Piazza della Stazione a Brandizzo il 30/08/2026 in occasione dell’anniversario della strage che ha ucciso sul lavoro 5 manutentori durante il loro lavoro. Dal sito dell’assemblea nazionale lavoratori manutenzione (https://www.anlm.it/brandizzo-30-agosto-2023-30-agosto-2026/), tra i promotori, leggiamo: “È il terzo anniversario della strage di Brandizzo. Mentre aspettiamo la prima udienza del processo che vede imputato non solo il manutentore che quella sera doveva scortare la ditta, ma anche la catena di comando fino ai vertici di RFI, perchè consapevoli di ciò che accadeva sui binari, l’ex AD Strisciuglio viene promosso a capo di tutto il gruppo FSI: una promessa di impunità. Quanto accaduto a Brandizzo è destinato a ripetersi perché quel modo di operare soddisfa interessi economici che portano a ritenere sacrificabili i lavoratori. Non ci arrendiamo all’idea che il profitto vinca sulla sicurezza. “ Buon ascolto
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September 4, 2026
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I.C. “Vincenzo Galilei” di Pisa: commemorazione e militarizzazione delle scuole
Scopriamo dopo una breve ricerca sul sito istituzionale del Comune di Pisa (clicca qui) che l’assessore Riccardo Buscemi, con delega a scuola e servizi educativi, ha coinvolto gli alunni e le alunne della classe 5a A della scuola primaria “Giovanni Parmini” e della classe 5a A della scuola primaria “Sante de Sanctis”, appartenenti all’I.C. “Vincenzo Galilei”, nella commemorazione della “Giornata della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi”. Al di là della contestualizzazione della giornata, a giudicare dalle fotografie pubblicate sul sito del Comune, l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università non può non segnalare la strumentalizzazione che viene fatta dei bambini e delle bambine in una commemorazione che vede come unici partecipanti, oltre al rappresentante delle istituzioni cittadine, i rappresentanti dei militari. Saremmo curiosi di capire meglio quale sia stato il percorso didattico ed educativo condiviso con gli alunni e le alunne dalle maestre e dai maestri della scuola, nonché le ricadute pedagogiche di una simile iniziativa. Clicca qui per il servizio di Tg50News che ne documenta. Un fotogramma del servizio di Tg50News del 9 maggio. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Evento “Uomini in Divisa” a Roma: Commemorazione di Giovanni Falcone completamente fuori luogo
Leggiamo con attenzione il cronoprogramma dell’ evento “Uomini in divisa risorsa per la comunità” organizzato dal DAP (DIREZIONE AMMINISTRAZIONE PENITENZIARIA) del Ministero di Grazia e Giustizia in collaborazione con ASSOCIAZIONE NAZIONALE POLIZIA PENITENZIARIA, per le scuole della Capitale, in occasione della prossima commemorazione (23 maggio 1992) della strage di Capaci in cui trovarono la morte il giudice Giovanni Falcone la moglie e la scorta. Falcone era un giudice e non un “uomo in divisa“: quando nel 1991, nel pieno della polemica intorno la “metodologia Falcone”, degli attacchi quasi unanimi della politica nei suoi confronti e di un isolamento quasi totale da parte della magistratura, soprattutto quella palermitana, Claudio Martelli lo chiamò alla Direzione generale degli affari penali, c’era già stato un forte avvertimento nei suoi confronti, l’attentato all’Addaura. Quando Falcone fu in quel modo tolto dai riflettori, per alcuni messo in protezione, assunse però un ruolo cruciale nei luoghi decisionali centrali per un contrasto ancora più efficace, anche sul piano dell’organizzazione penitenziaria, ai danni di una mafia che si sentì così particolarmente minacciata. Non si saprà mai se la soffiata partì proprio dal Ministero di Grazia e Giustizia, se questa fu confermata e/o coadiuvata da altre fonti informative a livello locale, certo è che a strumentalizzare/vampirizzare la figura di Falcone sono in molti. In un momento in cui il corpo della polizia penitenziaria necessita di riprendere vigore in termini di immagine dopo gli abusi odiosi registrati recentemente in tutta Italia nelle carceri minorili e dopo innumerevoli abusi nelle super-affollate carceri degli adulti, anche queste occasioni sono utili, soprattutto se indirizzate verso fasce di età che non hanno del tutto consapevolezza di cosa sia stata la stagione delle stragi di mafia, della diatriba intorno alla cosiddetta “trattativa Stato-mafia”, di come, non a caso, tangentopoli nacque in coincidenza di quegli anni in cui si assistette contemporaneamente all’ascesa in politica di un rappresentante della mafia in campo-economico finanziario come Silvio Berlusconi. Proseguendo nell’analisi delle strumentalizzazioni non sempre evidenti a prima vista notiamo che parte del programma è la visita al famigerato reparto G.O.M. (Gruppo Operativo Mobile): se questo come il 41-bis aveva un suo senso proprio nella strategia che proponeva Giovanni Falcone oltre trent’anni fa, non possiamo dimenticare l’uso strumentale, in termini puramente repressivi, vendicativi ed arbitrari di questo regime carcerario, per esempio riguardo al caso Cospito, oppure ancora i casi gravissimi nella caserma Bolzaneto durante i fatti di Genova o più recentemente le stragi impunite durante il covid a Santa Maria Capua Vetere. La polizia penitenziaria da un po’ di anni cerca di recuperare un rapporto con la cittadinanza presenziando manifestazioni sportive pubbliche ma anche entrando nelle scuole: ha fatto scalpore quell’immagine, ad apertura di un articolo qui sull’Osservatorio, di due agenti penitenziari che in classe effettuavano una prova di ammanettamento di uno studente-cavia. Non è infrequente, peraltro, incontrare questo reparto che a differenza di altri in altre forze di PS sono perennemente in esercizio viste le frequenti rivolte carcerarie, presenti in manifestazioni di piazza proprio perché sono in qualche modo “pronti a tutto”. Non manca anche la vampirizzazione di un altro cavallo di battaglia delle forze dell’ordine come la violenza contro le donne: nel programma vediamo, infatti, la visita ad una panchina rossa che in modo imperscrutabile è presente all’interno della Scuola di formazione della polizia penitenziaria dove sono organizzate tutti gli eventi della giornata congresso compreso. Altro elemento a prima vista “fantasioso”, ma che rappresenta plasticamente quel legame che potremmo dire storico tra ordine-legalità e gli ambienti ecclesiastici, è la presenza della banda musicale della gendarmeria del Vaticano accanto a quelle della Polizia Penitenziaria: con un po’ di musica la pillola propagandistica va giù! Oggetto: Cronoprogramma evento “VI ^ Uomini in divisa risorsa per la  comunità, evento commemorativo in onore dei caduti di mafia e del giudice Giovanni Falcone” per il 20 Maggio 2026 Per quanto specificato in oggetto alleghiamo il cronoprogramma dettagliato da estendere e a tutti gli alunni e coloro che vogliono partecipare alla nostra iniziativa. Si fa altresì presente che vi è la possibilità di poter invitare all’iniziativa civili interessati all’evento, se accompagnati dal corpo docenti o da un appartenente alle diverse forze di Polizia. Le attività per gli alunni inizieranno dalle ore 9.00 come di seguito elencato nel cronoprogramma. Qualora si intenda aderire esclusivamente al Convegno nelle ore pomeridiane, l’accredito deve avvenire previa comunicazione inviata a questa associazione a mezzo e-mail(anpperoma@gmail.com) preventivamente, presentandosi il giorno 20 Maggio presso l’aula magna entro e non oltre le ore 13.50 per poter partecipare alle attività fino alle ore 17.30. Si prega di comunicare preventivamente a questa associazione dati anagrafici delle persone interessate e la targa dei veicoli in dotazione per consentire l’accesso presso la Scuola di Formazione e Aggiornamento della Polizia Penitenziaria Giovanni Falcone. Cronoprogramma dettagliato della giornata: - Gli studenti saranno suddivisi in 4 gruppi da 25 unità per le visite guidate. - Ore 09:20: Arrivo presso la Scuola di Polizia Penitenziaria "Giovanni Falcone" (Via di Brava). - Ore 09:30: Benvenuto istituzionale presso l’Aula Magna. - Ore 10:20: Visita guidata ai siti d’interesse (Panchina Rossa). - Ore 11:30: Dimostrazione a cura del Gruppo Cinofili della Polizia Penitenziaria. - Ore 12:00: Accredito e visita presso il G.O.M. (Gruppo Operativo Mobile). Saluto del Direttore e illustrazione delle attività istituzionali del reparto specializzato.  - Ore 12:45: Visita presso il N.I.C. (Nucleo Investigativo Centrale). Saluto del Comandante e approfondimento sulle attività di indagine contro la criminalità organizzata e il terrorismo. - Ore 13:30: Pausa pranzo presso la mensa della Scuola. ASSOCIAZIONE NAZIONALE POLIZIA PENITENZIARIA “Sezione di Roma Ostia” - Ore 14:15: Inizio del Convegno. - Ore 16.15 Concerto della Banda Musicale della Polizia Penitenziaria e della Gendarmeria città del Vaticano. - Ore 17:00: Visita alla teca contenente i resti della Quarto Savona 15 (l'auto della scorta del Giudice Falcone). Seguirà l’omaggio con la deposizione di una corona d’alloro, alla presenza delle bande musicali della Polizia Penitenziaria e della Gendarmeria Vaticana. - Ore 17:10 : Commemorazione ai caduti e saluti istituzionali conclusivi.  - Ore 17:30: Fine dei lavori. Si rappresenta che se l’adesione avverrà in tempo utile, per fornire assistenza da parte del Corpo di Polizia Penitenziaria si predisporrà il trasferimento degli alunni dalla scuola a via di Brava con gli autobus messi a disposizione dal Corpo di Polizia Penitenziaria Stefano Bertoldi, Osservatorio contro la militarizzazione delle Scuole e delle Università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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Al Liceo “Scacchi” di Bari commemorazione delle foibe con alzabandiera ed Esercito Italiano
Sarà in virtù della vicinanza, come sosteniamo da tempo all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università; sarà per i quattro minuti a piedi che separano la Caserma “Picca” dal Liceo “Scacchi”, uno dei più prestigiosi e rinomati della città di Bari, ma la commemorazione del 10 febbraio, Giorno del ricordo per le vittime delle foibe, quest’anno ha preso decisamente la direzione della retorica militarizzata di Stato con annesse manifestazioni militaresche sotto forma di alzabandiera. Come si può leggere e “ammirare” sulla pagina Facebook (clicca qui) e sul sito del Liceo Scientifico “Arcangelo Scacchi” di Bari (clicca qui), ieri 10 febbraio 2026, in occasione della Giornata del ricordo per le vittime delle foibe, istituita dal Governo Berlusconi con la Legge n. 92 del 30 marzo 2004, i ragazzi e le ragazze del Liceo barese hanno assistito ad una inedita, non per noi, celebrazione delle vittime dell’esodo giuliano-dalmata in compagnia dell’Esercito Italiano nella cornice della Caserma “Picca”, distante solo un isolato dalla scuola. La mattinata è cominciata con un insolito, per studenti e studentesse il cui interesse principale nelle scuole dovrebbe essere studiare e socializzare, «alzabandiera a mezz’asta» in caserma. La cerimonia militaresca e solenne che non avrebbe nulla a che fare né con la routine degli alunni e delle alunne né con la vicenda storica delle foibe, da inquadrare all’interno di una spirale di odio politico che vede perseguitare i fascisti, e non solo, da parte dei partigiani comunisti, italiani e jugoslavi, dopo che per anni i fascisti italiani avevano perseguitato, cacciato e ucciso, nelle stesse foibe, gli/le abitanti italiani di lingua e cultura slava all’interno del nostro territorio nazionale. Stando alle parole riportate dai colleghi e delle colleghe del Liceo “Scacchi”, veniamo a sapere che: «La storia è uscita dai manuali per farsi riflessione viva. Dopo il saluto del Generale Notarfrancesco e l’inquadramento del Colonnello Mauro Lastella, la lectio magistralis del Prof. Nicola Neri ha acceso nei ragazzi una scintilla preziosa: la curiosità critica per la battaglia geopolitica e umana della questione giuliano-dalmata e le dinamiche del regime di Tito». Immaginiamo, quindi, che il prof. Nicola Neri, docente di storia della Guerra, delle istituzioni militari, dei trattati e politica internazionale presso il Dipartimento di Scienze politiche e di Giurisprudenza dell’Università degli Studi di Bari, si sia anche soffermato sulle dinamiche del regime fascista di Mussolini, che aveva ostinatamente e criminalmente proceduto in quei territori all’italianizzazione delle minoranze slave. E, tuttavia, pur non avendo assistito alla narrazione che il prof. Neri ha fatto ai ragazzi e ella ragazze del Liceo “Scacchi” di Bari, qualche dubbio ci viene sull’interpretazione del docente, giacché solo due anni fa il professore era stato il protagonista, insieme a esponenti di Forza Italia, di un convegno a Trinitapoli (BAT) e «Durante il convegno, è stato evidenziato che il genocidio delle foibe, in cui furono massacrati fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, donne, anziani e bambini, ha lasciato una ferita profonda nella storia italiana e croata, con un numero di vittime che si stima non inferiore a ventimila». Con rigore storiografico e scientifico, ci affidiamo alle fonti di storici che si sono occupati della vicenda per sostenere in primo luogo che non si trattò di un genocidio, come la retorica politica ha cercato di mistificare un evento di natura politica, e che le vittime accertate furono tra le 3.000 e le 5.000, un numero deprecabile, ma decisamente da ridimensionare rispetto alle ventimila. Tuttavia, per approfondimenti rimandiamo alla nostra intervista a Eric Gobetti, uno dei massimi esperti della questione, autore di un volume E allora le foibe?, pubblicato per Laterza (clicca qui per l’intervista). Ad ogni modo, al di là della sostanza, cioè l’incontro sulle foibe in un quadro ammantato da una presumibile ambiguità storiografica, ciò che denunciamo come Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università ormai da tempo, è la necessità della militarizzazione degli eventi, soprattutto quelli culturali e storici rivolti agli studenti e alle studentesse, condotti per la circostanza all’interno delle caserme dalla Forze Armate. Riteniamo che debba restare la scuola il luogo del confronto, del dialogo, in cui la presentazione degli argomenti storici e culturali debba essere inserita all’interno di un quadro didattico e pedagogico, su cui i docenti sono formati, che ne esalti la problematicità e la critica. La presentazione di contenuti educativi e didattici da parte di soggetti in divise militare, in contesti, assetti e posture militaresche introduce una sostanziale sproporzione pedagogica, un’asimmetrica di fondo che pregiudica il rapporto educativo, che diventa così rapporto di obbedienza. Ciò che da tempo cerchiamo di mettere in evidenza è che la militarizzazione dell’istruzione sta sdoganando lentamente il ritorno in grande stile di una pedagogia nera, uno stile addestrativo riconducibile ai manuali educativi tedeschi del XVIII e XIX secolo e storicamente riconducibili alla predisposizione di un contesto culturale favorevole all’ascesa dei regimi totalitari. La pedagogia nera, praticata in questo caso da persone in divisa o da docenti assuefatti alle pratiche standardizzate di valutazione, abitua gli studenti e le studentesse a non mettere mai in discussione l’autorità, obbedendo e conformandosi incondizionatamente ai valori degli adulti.  Anziché generare spirito critico, la militarizzazione dell’istruzione, mediante la pedagogia nera, genera cittadini e cittadine sottomessi/, corpi docili e plasmabili abituati all’assimilazione di un universo simbolico predeterminato all’interno di un sistema di ordini e gerarchia e che, in questo contesto storico, caratterizzato dal coinvolgimento in più scenari bellici e con il ritorno della leva obbligatoria alle porte, cerca di legittimare la normalizzazione della guerra. Ci auguriamo che la nostra denuncia possa essere utile ai colleghi e alle colleghe del Liceo Scacchi per riflettere insieme sulla costruzione dell’universo simbolico che intendiamo offrire ai nostri studenti e alle nostre studentesse. Qui alcuni scatti dell’iniziativa sul sito della scuola. Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Bari -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. 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