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DL 160/2026 e identificazione biometrica negli spazi pubblici
Dal 30 settembre è entrato in vigore il decreto legislativo 160/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, che adegua l’ordinamento italiano all’AI Act europeo e disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Tra le innovazioni più delicate c’è la possibilità di utilizzare sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale negli spazi pubblici o aperti al pubblico. Non si tratta soltanto del riconoscimento facciale a posteriori, cioè del confronto tra il volto ripreso da una telecamera e immagini conservate in una banca dati dopo che un fatto è avvenuto. In determinate circostanze diventa possibile identificare e localizzare una persona mentre si muove nello spazio pubblico. Occorre precisare che il decreto non autorizza una sorveglianza biometrica indiscriminata della popolazione, ne stabilisce finalità, condizioni, procedure autorizzative, banche dati e valutazioni preventive e vieta esplicitamente lo scraping indiscriminato di immagini per costruire archivi biometrici. Ma, dentro questi limiti, viene superata una soglia altrettanto evidente: il riconoscimento biometrico attraverso intelligenza artificiale entra formalmente nell’arsenale ordinario degli strumenti utilizzabili dalle forze di polizia italiane, in tempo reale e a posteriori. Ne parliamo con Riccardo, di Privacy Network.
October 5, 2026
Radio Blackout - Info
DL 160/2026 e identificazione biometrica negli spazi pubblici
Dal 30 settembre è entrato in vigore il decreto legislativo 160/2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 15 settembre, che adegua l’ordinamento italiano all’AI Act europeo e disciplina l’impiego dell’intelligenza artificiale nelle attività di polizia. Tra le innovazioni più delicate c’è la possibilità di utilizzare sistemi di identificazione biometrica remota in tempo reale negli spazi pubblici o aperti al pubblico. Non si tratta soltanto del riconoscimento facciale a posteriori, cioè del confronto tra il volto ripreso da una telecamera e immagini conservate in una banca dati dopo che un fatto è avvenuto. In determinate circostanze diventa possibile identificare e localizzare una persona mentre si muove nello spazio pubblico. Occorre precisare che il decreto non autorizza una sorveglianza biometrica indiscriminata della popolazione, ne stabilisce finalità, condizioni, procedure autorizzative, banche dati e valutazioni preventive e vieta esplicitamente lo scraping indiscriminato di immagini per costruire archivi biometrici. Ma, dentro questi limiti, viene superata una soglia altrettanto evidente: il riconoscimento biometrico attraverso intelligenza artificiale entra formalmente nell’arsenale ordinario degli strumenti utilizzabili dalle forze di polizia italiane, in tempo reale e a posteriori. Ne parliamo con Riccardo, di Privacy Network.
October 5, 2026
Radio Blackout
Data center in Italia: analisi delle criticità tra impatti ambientali e sovranità digitale
L’Italia sta vivendo una fase di espansione infrastrutturale nel settore dei data center senza precedenti, posizionandosi come uno dei mercati emergenti più attraenti d’Europa dopo l’area tradizionale FLAP (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi). Al 2025, si contano circa 222 data center distribuiti sul territorio nazionale, gestiti da 94 diversi provider. La città metropolitana di Milano rappresenta il cuore pulsante di questo sviluppo, concentrando il 68% della potenza nominale installata a livello nazionale, pari a circa 414 MW IT. L’insediamento di un data center non è un’operazione neutrale. Le criticità si manifestano principalmente su quattro fronti: consumo di suolo, stress della rete elettrica, prelievo idrico e impatto sociale. Inoltre, i governi europei promuovono l’attrazione di data center hyperscale come una vittoria per la sovranità digitale. Tuttavia, ospitare infrastrutture statunitensi su suolo italiano non conferisce controllo sui dati né autonomia tecnologica. Al contrario, crea una dipendenza strutturale: una volta che i sistemi della sanità o della difesa sono migrati su server Microsoft o AWS, il potere negoziale dello Stato si azzera. Con Marco di Privacy Network, esploriamo le implicazioni e le criticità del boom dei data center in Italia. Prossimi appuntamenti: Qui il documento integrale consultabile. Leggi anche l’intervista su Infoaut a Errico Duranti del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio e ascolta gli approfondimenti sui data centers su Radio Blackout.
September 17, 2026
Radio Blackout - Info
Data center in Italia: analisi delle criticità tra impatti ambientali e sovranità digitale
L’Italia sta vivendo una fase di espansione infrastrutturale nel settore dei data center senza precedenti, posizionandosi come uno dei mercati emergenti più attraenti d’Europa dopo l’area tradizionale FLAP (Francoforte, Londra, Amsterdam, Parigi). Al 2025, si contano circa 222 data center distribuiti sul territorio nazionale, gestiti da 94 diversi provider. La città metropolitana di Milano rappresenta il cuore pulsante di questo sviluppo, concentrando il 68% della potenza nominale installata a livello nazionale, pari a circa 414 MW IT. L’insediamento di un data center non è un’operazione neutrale. Le criticità si manifestano principalmente su quattro fronti: consumo di suolo, stress della rete elettrica, prelievo idrico e impatto sociale. Inoltre, i governi europei promuovono l’attrazione di data center hyperscale come una vittoria per la sovranità digitale. Tuttavia, ospitare infrastrutture statunitensi su suolo italiano non conferisce controllo sui dati né autonomia tecnologica. Al contrario, crea una dipendenza strutturale: una volta che i sistemi della sanità o della difesa sono migrati su server Microsoft o AWS, il potere negoziale dello Stato si azzera. Con Marco di Privacy Network, esploriamo le implicazioni e le criticità del boom dei data center in Italia. Prossimi appuntamenti: Qui il documento integrale consultabile. Leggi anche l’intervista su Infoaut a Errico Duranti del Comitato Ciarlasco per la Tutela del Territorio e ascolta gli approfondimenti sui data centers su Radio Blackout.
September 17, 2026
Radio Blackout