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Il governo continua la costruzione di uno stato di polizia.
Nell’ultimo decreto sicurezza emanato martedì dal CDM è stato introdotto nel nostro sistema normativo il fermo preventivo di 12 ore nei confronti di liberi cittadini, per ipotetici potenziali motivi di ordine pubblico, fuori da commissioni di reati o da ipotesi di indagini in atto, e soprattutto fuori da ogni autorizzazione, […] L'articolo Il governo continua la costruzione di uno stato di polizia. su Contropiano.
July 15, 2026
Contropiano
2001-2026 Genova Social Forum ReLoad: Riprendiamoci il Futuro!
Otto mostre, altrettanti spettacoli teatrali, diciassette presentazioni di libri, dodici forum e incontri pubblici, tre manifestazioni di piazza: quasi 50 gli appuntamenti con cui Genova si prepara a riflettere su cosa è stato e può ancora significare il G8 di 25 anni fa. Il programma completo, all’insegna dello slogan “Riprendiamoci il Futuro” è in rete da un paio di giorni nel sito curato da ARCI Genova, ed ecco il link https://g8genova.it. Programma enorme, espressione della più ampia quantità di soggetti e associazioni che “oggi come allora, sono impegnati nella costruzione di un modello di società fondato su giustizia, pace, diritti, cooperazione tra i popoli”. E dunque: congratulazioni vivissime al Comitato Piazza Carlo Giuliani, alla stessa amministrazione genovese che ha sostenuto un buon numero di iniziative, e alle tante realtà attive nel territorio (Emergency, Fair, CGIL, Music For People, Fondazione Gianni Minà e altre) che hanno reso possibile un simile evento diffuso in città, coinvolgendo così tanti spazi culturali e riattivando la mappa di alcuni luoghi simbolo del G8 2001. Come sempre Piazza Alimonda che il 20 luglio accoglierà come ogni anno l’evento “Per non dimentiCarlo”, naturalmente la scuola Diaz  per la tradizionale fiaccolata del 21 luglio, e significativamente anche il centralissimo Palazzo Ducale che nella Genova blindatissima del 2001 ospitò gli incontri del G8 e il 18 luglio di quest’anno diventerà “spazio di convergenza tra movimenti sociali, reti civiche e organizzazioni impegnate contro autoritarismo, guerre, disuguaglianze e concentrazione del potere” con l’Assemblea Nazionale No Kings, chapeau! Ma già da oggi (inaugurazione alle 18) negli spazi del Munizioniere di Palazzo Ducale verranno inaugurata le mostre più importanti in programma: sei diversi percorsi con fotografie, grafici, fumetti, per riattraversare le tematiche, ansietà, emergenze che animarono quelle giornate e che sarebbero più che mai urgenti oggi. Passiamole in rassegna. “Al lavoro! Tutto cambia, cambia tutto” Gianni Berengo Gardin Un corale fotoreportage per raccontare i cambiamenti (in peggio) del mondo del lavoro in Italia, nel tritacarne dei provvedimenti legislativi che hanno smantellato gran parte dei diritti conquistati in passato: dal lavoro in fabbrica degli anni Settanta, alle lotte dei braccianti agricoli, fino alle “nuove schiavitù”, la precarietà della new economy, la crisi dei salari, il caporalato. Accanto a firme storiche come Gianni Berengo Gardin, Lucio Cavicchioni, Francesco Cito, Dino Fracchia, Fausto Giaccone, Uliano Lucas, Fernando Moleres, Alberto Roveri, ci sono Elio Colavolpe, Claudia Corrent, Massimo Di Nonno, Michele Lapini, André Lihon, Diambra Mariani, Eros Mauroner, Samuele Pellecchia, Donatella Piccone, Alexey Pivovarov, Massimo Sciacca, e tanti altri che nell’arco dei decenni hanno documentato l’erosione di regole, protezioni, garanzie, retribuzioni: il nostro Paese risulta ormai tra gli ultimi in classifica in Europa per salari, condizioni contrattuali, prospettive di occupazione, sicurezza, salute. Inaugurata per la prima volta al Palazzo Ducale di Genova nel luglio 2008, già allestita in varie sedi, la mostra si presenta oggi aggiornata da Progetto Comunicazione e “abitata” dalle sculture dell’artista Winfried Loeschburg, con una grande installazione dedicata ai morti sul lavoro ad hoc per gli spazi del Munizioniere, mentre un grande monitor trasmette le testimonianze dei riders raccolte in vari Paesi. Maurizio Landini, Vittorio Agnoletto e Monsignor Zuppi hanno contribuito ai testi. “Documenting life, death and resistance in Palestine” Activestills Frutto di una bella collaborazione tra due collettivi di fotografi, ecco che approda a Genova questa importante mostra che in 140 fotografie ci aggiorna circa le agghiaccianti condizioni di vita, morte e resistenza in Palestina. I collettivi in questione sono innanzitutto Activestills –  un gruppo di fotografi-attivisti palestinesi, internazionali e israeliani che dal 2005 documenta il genocidio e la pulizia etnica in corso in Palestina e ciò che resta dei villaggi che vennero spopolati con la Nakba – e il Prospekt Palestine Project che alcuni fotografi dell’agenzia Prospekt hanno inaugurato un anno fa con l’obiettivo di promuovere una narrazione il più possibile “interna” alla questione palestinese, e quindi sostenere il lavoro dei professionisti locali, nelle circostanze che sappiamo. Un progetto di solidarietà attiva che all’impegno di documentazione affianca momenti di formazione, in una prospettiva di ricerca a lungo termine. “Racconti dalla Piazza del Mondo” Un percorso fotografico che prova a raccontare quel magnifico teatro di umanità che è diventata la Piazza di Trieste e l’ormai famoso Silos, Kandwalla: fin dalla seconda metà del 1800 adibito allo stoccaggio di merci varie, mentre adesso è il rifugio dei migranti che vi approdano dopo aver percorso in condizioni disumane la rotta balcanica. L’attesa, la cura, la casa, il gioco, la memoria, la musica: sprazzi di luce che illuminano quel caleidoscopio di solidarietà che da anni continua nella Piazza del Mondo di Trieste, grazie all’impegno di Lorena Fornasir e Gian Andrea Franchi con l’Associazione Linea d’ombra da loro fondata. “Genova 2001: una ferita aperta” Ogni anno dal 2023, in occasione dell’anniversario del G8 di Genova del 2001, il fotoreporter Giulio Di Meo organizza un laboratorio di fotografia dedicato alla memoria di quei giorni segnati dall’uccisione di Carlo Giuliani e dalle violenze: nelle strade, alla scuola Diaz, nella caserma di Bolzaneto. Non solo workshop, ma percorso di riflessione che a 25 anni di distanza interroga il passato di alcuni luoghi-simbolo alla luce del presente. La fotografia dunque come esercizio di memoria: ogni immagine è frammento di una storia collettiva e contribuisce alla riscoperta del passato nel segno del confronto e dell’impegno verso il futuro. “Essere protesta” Screenshot La protesta come bisogno collettivo: per sentirsi comunità, nelle sue componenti più fisicamente percepibili, come folla, gruppo, insieme di corpi, messaggi gridati, talvolta repressi, di nuovo ribaditi. L’autore Antony Risi ha realizzato un percorso di immagini da proteste diverse, mettendo a fuoco soprattutto i dettagli, le emozioni. Sostenuta da Amnesty International, questa mostra ribadisce il valore del dissenso come pilastro di ogni società che voglia definirsi libera: per denunciare le ingiustizie, difendere i diritti, immaginare futuri diversi. Oggi più che mai, mentre cresce la repressione e si “riscopre” il reato d’opinione, è fondamentale difendere il diritto di protestare: non come disturbo da contenere, ma respiro collettivo, anelito di cambiamento. “Quella notte alla Diaz – una testimonianza a fumetti” Nel luglio 2001 Christian Mirra aveva 24 anni e si trovava nella scuola Diaz quando la polizia fece irruzione durante il G8 di Genova. Dopo il pestaggio si risvegliò in stato di fermo in ospedale, accusato di appartenere al Black Bloc e con la prospettiva di quindici anni di carcere. Anni dopo trasformò quella esperienza nel graphic novel Quella notte alla Diaz, pubblicato da Ugo Guanda nel 2010 e oggi disponibile gratuitamente su christianmirra.com/diaz-project. La mostra presenta una selezione di tavole tratte da quell’opera: l’assalto alla scuola, il ricovero, le vicende giudiziarie, un racconto in prima persona che si intreccia con reperti e sentenze. Quella che fu una terribile esperienza individuale diventa così un’occasione di riflessione collettiva sul rapporto tra diritti fondamentali e responsabilità istituzionali. Tutte le mostre che oggi si inaugurano a Palazzo Ducale rimarranno aperte al pubblico a partire da domani 4 luglio fino al 21 luglio (dalle 11 alle 19, lunedì chiuso, ingresso gratuito). Segnaliamo anche gli appuntamenti nel weekend: il primo al CAP (Circolo Autorità Portuale, Via Albertazzi 3, dalle 10 fino alle 19 con pausa-pranzo alle 13.30) per la pubblica assemblea Dal Mito della Globalizzazione alla Terza Guerra Mondiale, con interventi di varie realtà, comitati, reti e organizzazioni anche da fuori-Genova, in preparazione del Corteo Nazionale del 19 luglio (per adesioni: info@inognicasonessunrimorso.org). Il secondo è il film Ragazze, che dopo vari incontri nelle scuole in dialogo con studenti e studentesse, il regista Antonio Carletti ha realizzato sull’inquietante fenomeno del Revenge Porn e Cyber Bullismo (domenica h 21, al Comitato PerPré, Piazzetta Vittime di tutte le Mafie). (7 – continua)       Centro Sereno Regis
July 3, 2026
Pressenza
Palestina: “mille giorni di genocidio a Gaza”. Oltre 50 presidi in tutta italia
“Mille giorni di Genocidio a Gaza” è questo il titolo dell’iniziativa che, venerdì 3 luglio, attraverserà diverse piazze in tutta la penisola. A chiamarla, la rete nata a seguito dell’incontro con Francesca Albanese il 19 giugno scorso, “Palestina Anima Mundi”, di cui “l’appuntamento diffuso” di venerdì rappresenterà la prima uscita […] L'articolo Palestina: “mille giorni di genocidio a Gaza”. Oltre 50 presidi in tutta italia su Contropiano.
July 2, 2026
Contropiano
Quante belle piazze!! Una riflessione sulle manifestazioni del 13 giugno
La giornata del 13 giugno ha visto diverse piazze di segno opposto attraversare le strade di Roma. Da un lato, l’appuntamento convocato dai razzisti del comitato Remigrazione e Riconquista, e la piazza degli ultraconservatori autoproclamati “Provita”. Dall’altro, due cortei uno partito da Colosseo, il secondo da Verano verso il Ministero […] L'articolo Quante belle piazze!! Una riflessione sulle manifestazioni del 13 giugno su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano
Contro il Mondiale dello sfruttamento
Intervista integrale del collettivo Nodo Solidale alla giornalista indipendente Sofia Pontiroli e a un compagno attivista dell’Assemblea AntiMundialista sul “Mondiale dello Sfruttamento”, inaugurato ufficialmente giovedì 11 giugno a Città del Messico. Il contributo mette in luce le contraddizioni del mega-evento sportivo: dai processi di gentrificazione ed espulsione all’invisibilizzazione dei conflitti sociali e delle battaglie per la verità e la giustizia, come quella delle madres buscadoras, fino ai cantieri che destabilizzano la mobilità e la quotidianità di una delle metropoli più grandi del mondo. Riportiamo anche un estratto dell’articolo “Assaltare la fortezza mundialista”, sempre a cura del collettivo Nodo Solidale, in cui vengono raccontate le proteste e le mobilitazioni che hanno attraversato le strade della capitale messicana nei giorni della vigilia e dell’inaugurazione del Mondiale 2026: “La CNTE ha occupato una parte del centro storico in presidio permanente, con decine di migliaia di militant*, e la scorsa settimana ci sono state manifestazioni duramente represse, quando docenti e maestre hanno provato a sfondare le barriere metalliche che da settimane ormai delimitano l’area attorno allo Zocalo, a difesa del FIFA Fan Fest (un’area adibita per gioire delle gesta calcistiche dove si accede solo con identificazione, tutta in mano alla FIFA e consumando rigorosamente prodotti ufficiali, escludendo le migliaia di venditrici informali che ogni giorno animano il centro storico di Città del Messico). Teste spaccate, persone svenute per terra in chiazze di sangue e un maestro che ha perso la vista a causa di un proiettile di gomma, questo il bilancio parziale di quelle giornate. Senza trovare un accordo col governo, attraverso i tavoli di negoziazione che avvenivano praticamente ogni giorno, la CNTE ha portato avanti quotidianamente varie mobilitazioni, annunciando di bloccare l’aeroporto e la partita inaugurale del Mondiale. “Senza soluzione, il pallone non si muove”, questo lo slogan. In realtà poi, la grande marcia della CNTE nel giorno dell’inaugurazione che avrebbe dovuto bloccare tutto e gettare nel caos la città, che era un po’ il grande timore raccontato dai giornali, non c’è stata. Anzi, molte iniziative e racconti terroristici di proteste che avrebbero mandato in tilt la città e avrebbero distrutto la festa di milioni di messicani, sono stati creati ad hoc, anche con l’uso dell’AI per la creazione di locandine false, con lo zampino probabilmente di alcune organizzazioni e partiti di istanze destroidi. Sempre nei giorni precedenti, 17 pullman che accompagnavano familiari dei 43 normalisti di Ayotzinapa scomparsi nel 2014 assieme ad altr* student*, sono stati detenut* all’ingresso di Città del Messico per ore con l’accusa di trasportare esplosivi artigianali, bloccando il loro tentativo di unirsi e appoggiare la lotta della CNTE e ad altri collettivi in protesta. Da mesi, inoltre, collettivi, famiglie e madres buscadoras, in lotta per la ricerca delle loro persone care scomparse, in un dramma collettivo e politico che indica più di 134.000 persone scomparse in Messico, avevano annunciato grandi mobilitazioni nelle giornate a ridosso dell’inizio del mondiale. Come poter accettare passivamente che sotto gli stessi stadi dove si generano milioni di profitti e dove si festeggia il calcio, giacciono pezzi di corpi scomparsi nella complicità dello Stato e del crimine organizzato? “Mexico campeón de desaparición” è lo slogan portato avanti, con le magliette verdi di calcio con dietro stampato il numero +134mila. Questo è a grandi linee, il contesto con cui si arriva alla settimana del mondiale.“
Contro il Mondiale dello sfruttamento
Intervista integrale del collettivo Nodo Solidale alla giornalista indipendente Sofia Pontiroli e a un compagno attivista dell’Assemblea AntiMundialista sul “Mondiale dello Sfruttamento”, inaugurato ufficialmente giovedì 11 giugno a Città del Messico. Il contributo mette in luce le contraddizioni del mega-evento sportivo: dai processi di gentrificazione ed espulsione all’invisibilizzazione dei conflitti sociali e delle battaglie per la verità e la giustizia, come quella delle madres buscadoras, fino ai cantieri che destabilizzano la mobilità e la quotidianità di una delle metropoli più grandi del mondo. Riportiamo anche un estratto dell’articolo “Assaltare la fortezza mundialista”, sempre a cura del collettivo Nodo Solidale, in cui vengono raccontate le proteste e le mobilitazioni che hanno attraversato le strade della capitale messicana nei giorni della vigilia e dell’inaugurazione del Mondiale 2026: “La CNTE ha occupato una parte del centro storico in presidio permanente, con decine di migliaia di militant*, e la scorsa settimana ci sono state manifestazioni duramente represse, quando docenti e maestre hanno provato a sfondare le barriere metalliche che da settimane ormai delimitano l’area attorno allo Zocalo, a difesa del FIFA Fan Fest (un’area adibita per gioire delle gesta calcistiche dove si accede solo con identificazione, tutta in mano alla FIFA e consumando rigorosamente prodotti ufficiali, escludendo le migliaia di venditrici informali che ogni giorno animano il centro storico di Città del Messico). Teste spaccate, persone svenute per terra in chiazze di sangue e un maestro che ha perso la vista a causa di un proiettile di gomma, questo il bilancio parziale di quelle giornate. Senza trovare un accordo col governo, attraverso i tavoli di negoziazione che avvenivano praticamente ogni giorno, la CNTE ha portato avanti quotidianamente varie mobilitazioni, annunciando di bloccare l’aeroporto e la partita inaugurale del Mondiale. “Senza soluzione, il pallone non si muove”, questo lo slogan. In realtà poi, la grande marcia della CNTE nel giorno dell’inaugurazione che avrebbe dovuto bloccare tutto e gettare nel caos la città, che era un po’ il grande timore raccontato dai giornali, non c’è stata. Anzi, molte iniziative e racconti terroristici di proteste che avrebbero mandato in tilt la città e avrebbero distrutto la festa di milioni di messicani, sono stati creati ad hoc, anche con l’uso dell’AI per la creazione di locandine false, con lo zampino probabilmente di alcune organizzazioni e partiti di istanze destroidi. Sempre nei giorni precedenti, 17 pullman che accompagnavano familiari dei 43 normalisti di Ayotzinapa scomparsi nel 2014 assieme ad altr* student*, sono stati detenut* all’ingresso di Città del Messico per ore con l’accusa di trasportare esplosivi artigianali, bloccando il loro tentativo di unirsi e appoggiare la lotta della CNTE e ad altri collettivi in protesta. Da mesi, inoltre, collettivi, famiglie e madres buscadoras, in lotta per la ricerca delle loro persone care scomparse, in un dramma collettivo e politico che indica più di 134.000 persone scomparse in Messico, avevano annunciato grandi mobilitazioni nelle giornate a ridosso dell’inizio del mondiale. Come poter accettare passivamente che sotto gli stessi stadi dove si generano milioni di profitti e dove si festeggia il calcio, giacciono pezzi di corpi scomparsi nella complicità dello Stato e del crimine organizzato? “Mexico campeón de desaparición” è lo slogan portato avanti, con le magliette verdi di calcio con dietro stampato il numero +134mila. Questo è a grandi linee, il contesto con cui si arriva alla settimana del mondiale.“
June 17, 2026
Radio Blackout
La gabbia di Ginevra
Dopo la manifestazione contro il G7, centinaia di persone accerchiate per tutta la notte dalla polizia, identificate una a una e trattenute senza distinzione tra manifestanti, giornalisti, famiglie e semplici …
A Roma piazze contrapposte sulla Remigrazione. Respinti i fascisti e i loro mandanti
Il pomeriggio di ieri nella Capitale ha visto ben quattro manifestazioni e una vistosa contrapposizione di contenuti. La destra neofascista che ruota intorno a Casa Pound aveva chiamato una manifestazione nazionale nel quadro della campagna europea sulla “Remigrazione” animata dai tedeschi di Afd e fatta propria dalla destra a livello […] L'articolo A Roma piazze contrapposte sulla Remigrazione. Respinti i fascisti e i loro mandanti su Contropiano.
June 14, 2026
Contropiano