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Una Italia “insoumise” fa saltare la prova di forza del governo
Le migliaia di persone, soprattutto giovani e giovanissimi, che ieri hanno riempito le strade di Torino, Milano, Roma, Bologna, Firenze, Genova, Napoli sono la rivelazione visibile che la strada della militarizzazione e dell’autoritarismo intrapresa dal governo non sarà un pasto gratis, al contrario. Il tentativo di soffocare le crescenti contraddizioni […] L'articolo Una Italia “insoumise” fa saltare la prova di forza del governo su Contropiano.
October 25, 2026
Contropiano
Caccia ai giovani e città militarizzate. Cronaca da un paese trasformato in caserma
Ultim’ora. Nonostante la militarizzazione migliaia e migliaia di persone, in larghissima parte giovani e giovanissimi, sono scese in piazza nelle principali città contro il governo. Di seguito una cronaca della giornata. L’isterica militarizzazione che il governo ha imposto sulle principali città italiane in risposta alle manifestazioni e agli scontri della […] L'articolo Caccia ai giovani e città militarizzate. Cronaca da un paese trasformato in caserma su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Francia. Migliaia in piazza in tutto il paese. Duri scontri a Parigi e in altre città
Più di 800mila persone hanno partecipato oggi alle manifestazioni organizzate in tutta la Francia contro il carovita secondo i numeri forniti dal sindacato Cgt. I Gilet Gialli hanno convocato per il 31 ottobre una nuova giornata di mobilitazione in tutta la Francia con manifestazioni e sit-in davanti all’Assemblea Nazionale e […] L'articolo Francia. Migliaia in piazza in tutto il paese. Duri scontri a Parigi e in altre città su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
CAROVITA & RIARMO: LA DIRETTA DAI CORTEI DI SABATO 24 OTTOBRE IN MEZZA ITALIA
Migliaia e migliaia di persone in piazza in Italia sabato 24 ottobre contro carovita, riarmo e l’ennesima militarizzazione delle città, dopo il fine settimana del 17 e 18 ottobre, segnato da una nuova forma di mobilitazione in particolare delle classi giovanili popolari. Il tutto in una giornata in cui il Viminale fa sapere ci siano state ben 4mila identificazioni,9 persone arrestate e ben 371 persone portate in questura, oltre a centinaia e centinaia di perquisizioni “preventive”, partendo da chat e social. Dentro questo clima da caccia alle streghe e da “Minority Report” rientra anche il fermo ai danni di un 30enne, ritenuto creatore e amministratore della pagina Instagram e della relativa community su Telegram “Movimento 17 ottobre”, nata dopo (e non prima) le proteste del fine settimana. Le accuse di reato, al momento ipotesi, sono istigazione a delinquere aggravata dalla finalità di terrorismo e violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, come prevede l’articolo 420 bis, fresco fresco di nuovo decreto legge. In questa ondata repressiva, nel pomeriggio sono partiti i cortei dalle varie città italiane, caratterizzati da una presenza spontanea e giovanile, ma pure da un ruolo molto più significativo giocato da movimenti sociali e organizzazioni di base. Non sono mancati scontri e cariche di polizia, in diversi casi con uso di idranti e fitti lanci di lacrimogeni, a corredo di gestioni di piazza muscolari: è il caso di Torino, Bologna, Firenze, Padova e Roma.  18.45 – Corteo selvaggio a Roma arrivato alla Stazione Termini. Migliaia i manifestanti 18.30– Concentramento in Piazza de Ferrari contro guerra e carovita. Diverse centinaia le persone presenti 18.20- I due cortei di Milano, quello per il Carovita da Cairoli e quello per la Palestina da Piazza Leonardo, si sono appena ricongiunti i Piazza della Repubblica e si stanno ora dirigendo verso Porta Venezia. Scontri all’altezza di Corso Venezia. Diecimila in manifestazione. Ore 18.00 – Scontri a Bologna con utilizzo di idranti contro i manifestanti, un giovane portato via in ambulanza. Ore 17.45- Diversi cortei stanno attraversando la citta di Milano Ascolta o scarica  Ore 17.30– Dopo alcune cariche il corteo è finalmente riuscito a partire uscendo da Piazza Castello, sono migliaia le persone alla manifestazione di Torino Ascolta o scarica  Ore 17.00 –  Oltre un migliaio di persone si sono riunite al momento in piazza del Nettuno, a Bologna. Il collegamento con Federico, della redazione Emilia-Romagna di Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica. Ore 16.50 – Migliaia di persone in Piazza Castello, a Torino. Si segnalano cariche di polizia all’ingresso di Via Po, la piazza rimane compatta. Ore 16.40 – A Napoli è partita da Piazza Garibaldi una manifestazione spontanea diretta verso piazza del Prebiscito. Ore 16.40 – A Milano il corteo spontaneo diretto verso Cairoli è stato bloccato a Lanza dalla polizia in tenuta antisommossa. Ascolta o scarica. Ore 16.25 – collegamento con Bergamo in una piazza studentesca molto partecipata promossa dall’Udu. Con noi Sara Agostinelli giornalista e nostra collaboratrice Ore 16.15 – ‘Soldi alla scuola non alla guerra. Dal nord al sud studenti ai lavoratori uniti contro il carovita’: aperto da questo striscione, è partito il corteo studentesco a Torino, uno di quelli previsti nel pomeriggio di oggi. Oltre duecento ragazzi e ragazze delle scuole superiori si sono mossi da piazza Arbarello per raggiungere – in base alle informazioni raccolte – il punto di ritrovo principale della manifestazione in piazza Castello. Il corteo sfida a suon di musica per le vie del centro storico. Fra i cartelli quello con la scritta “Non rubare il governo non ama la competizione”. Intanto continuano ad arrivare manifestanti in piazza Castello, dove sono presenti già migliaia di persone. Tra loro uno spezzone di studenti universitari dietro lo striscione “Contro guerra e carovita. 30 ottobre sciopero generale”, accompagnati dalle bandiere di Cambiare Rotta, Osa, Potere al Popolo e del sindacato Usb. Dalla piazza si sono levati cori contro la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e lo slogan “Noi la guerra non la paghiamo”.  La corrispondenza con Martina, compagna di Askatasuna. Ascolta o scarica. Ore 15.50 – A Milano ancora nessun annuncio delle piazze in cui si sarebbero svolte manifestazioni. Intanto la Digos avrebbe identificato un 30enne ricercatore e giornalista freelance  come il presunto creatore e amministratore della pagina Instagram e di alcune community Telegram chiamate “Movimento 17 ottobre”, nato dopo i fatti del fine settimana scorso. Il 30enne, è stato portato in Questura a Milano, mentre la Digos ha perquisito l’abitazione dei genitori, nell’est della provincia di Brescia. Il collegamento con Luciano Muhlbauer, compagno milanese e nostro storico collaboratore. Ascolta o scarica. 15.30 – A Firenze città anche qui militarizzata. In piazza Santa Maria Novella, l’ultimo luogo annunciato per il raduno dei manifestanti e senza ulteriori piazze indicate, sono presenti alcuni gruppi di giovani e giovanissimi. I manifestanti stanno cercando di concordare con le forze dell’ordine la possibilità di svolgere un corteo, presumibilmente in direzione del Duomo, e assicurano che sarà un’iniziativa pacifica. Ore 15.00 – Identificati decine e decine di giovani nell’area del centro di Roma durante i controlli preventivi della polizia.
October 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Caccia ai giovani e città militarizzate. Cronaca da un paese trasformato in caserma
L’isterica militarizzazione che il governo ha imposto sulle principali città italiane in risposta alle manifestazioni e agli scontri della scorsa settimana, ha prodotto risultati diversificati. Il clima plumbeo intorno alla misteriosa convocazione di una nuova giornata di turbolenze sociali da parte del sedicente “Movimento 17 ottobre”, ha visto migliaia di […] L'articolo Caccia ai giovani e città militarizzate. Cronaca da un paese trasformato in caserma su Contropiano.
October 24, 2026
Contropiano
Un 4 novembre contro la militarizzazione delle scuole. Strumenti, iniviative e mobilitazioni
Come ogni anno il 4 novembre si «celebra» la giornata nazionale delle forze armate, fissata con la Legge 1 marzo 2024, n. 27, che ne ha ribadito ufficialmente il valore storico, civile e di coesione nazionale. Da diversi anni ormai all’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università arrivano segnalazioni da tutto il territorio nazionale di coinvolgimento delle scuole nella «celebrazione» di questa giornata, proposta alle scuole con modalità ambigue e non rispettose degli organi collegiali. È estremamente importante interrompere la normalizzazione di questi eventi e per questo mettiamo a disposizione di studenti, studentesse, genitori e docenti il nostro Vademecum contro la militarizzazione delle scuole per opporsi, con tutte le coperture normative, a questi eventi. Consultatelo, adeguatelo alla vostra specifica situazione e usatelo! Usate anche la stampa locale per denunciare la compilcità delle scuole nella militarizzazione della società. L’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle univeristà vi sosterrà e rilancerà le vostre lotte. Inoltre, per contrastare questa deriva militarista nel nostro Paese con una adeguata presa di coscienza su ciò che sta accadendo a livello nazionale e internazionale, l’Osservatorio ha organizzato un Corso di Formazione con esonero dal servizio per la giornata del 4 novembre in collaborazione con il Polo Europeo della Conoscenza – I.C. Bosco Chiesanuova di Verona dal titolo “Impatto e prevenzione dei modelli violenti nella società e nei mass media”. Clicca qui per l’iscrizione. Infine, per il pomeriggio del 4 novembre invitiamo le realtà territoriali e le associazioni pacifiste, antimilitariste e nonviolente a mobilitarsi per di una giornata di mobilitazione in piazza atta a promuovere la cultura della pace per opporsi alla crescente militarizzazione di ogni spazio sociale. Seguite le nostre pagine per rimanere aggiornat@ sulle piazze che si stanno attivando in tutto il Paese con lo slogan Il 4 novemre non è la nostra festa! 4 novembre CONTRO LA MILITARIZZAZIONE DELLE SCUOLE, AVANTI CON L’OBIEZIONE DI COSCIENZA TOTALE E COLLETTIVA! -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
In Tunisia esplode la rivolta contro il regime di Saied
Sabato decine di migliaia di persone hanno protestato contro il presidente tunisino Kais Saied dando vita alla più grande manifestazione degli ultimi anni. La manifestazione, guidata dal principale sindacato UGTT e da varie organizzazioni sociali, è il risultato di un forte aggravamento della crisi economica, del peggioramento dei servizi pubblici, […] L'articolo In Tunisia esplode la rivolta contro il regime di Saied su Contropiano.
October 23, 2026
Contropiano
“PROBLEMA COMUNE DELLE PIAZZE EUROPEE È TRADURRE IL DESIDERIO DI RIVOLTA IN ORGANIZZAZIONE E ALTERNATIVA POLITICA”, DA PARIGI INTERVISTA A DAVIDE GRASSO
Radio Onda d’Urto ha intervistato Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino e dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi sulle mobilitazioni studentesche, ma anche contro il carovita e le conseguenze della crisi del capitalismo, che hanno riempito le strade e le piazze delle città di tutta la Francia nelle ultime settimane. Davide Grasso si trova a Parigi per lavoro durante questo anno accademico. In passato ha già vissuto nella capitale francese, durante altri periodi e potendo osservare altre grandi mobilitazioni. Gli abbiamo chiesto, quindi, che idea si sia fatto di queste settimane di mobilitazione generale in Francia anche guardando a possibili confronti con cicli di lotte e movimenti sociali precedenti. A questo proposito il nostro ospite ipotizza che in Francia si stia assistendo all’espressione di una sorta di potente sintesi delle mobilitazioni degli anni scorsi, ma anche a un accumulo, non solo di esperienze, rivendicazioni e pratiche ma anche, in una certa misura, di frustrazioni. “Anche perché i cicli di lotte precedenti in molti casi non hanno avuto successo”, spiega Davide Grasso ai nostri microfoni. “Si è trattato di movimenti molto ampi che però sono stati frustrati anche da alcune sconfitte. Probabilmente sta emergendo anche una forma di frustrazione rispetto all’impermeabilità del sistema politico istituzionale a riuscire a rispondere alle richieste di movimenti sociali molto radicati nel paese”. La mobilitazione intanto prosegue, anche oltre la giornata “campale” di sabato 17 ottobre. Questo accade nonostante una repressione molto dura da parte del governo, della polizia e degli apparati dello stato. Nei prossimi giorni e settimane, avverte Grasso, potremmo assistere a una situazione di forte tensione in cui il movimento potrebbe crescere, anche attraverso date già annunciate come quella dello sciopero generale chiamato dalla Cgt per il 5 novembre, mentre il governo non sembra intenzionato a offrire risposte diverse da quella repressiva. “La prospettiva – continua il ricercatore – è quella di una sorta di assenza di vie d’uscita dal momento che da un lato Macron ha fondamentalmente detto che le manifestazioni devono fermarsi, annunciando che lo stato farà di tutto per impedirle; dall’altro lato c’è un movimento che non si è formato contro una singola legge che può essere ritirata, ma chiede scuole migliori, più insegnanti, una qualità della vita diversa, maggiore uguaglianza, e che quindi prevederebbe una risposta molto impegnativa da parte di un governo che però ha davanti pochi mesi, per via delle imminenti elezioni presidenziali, e si trova a fare i conti con una serie di correzioni di bilancio, sempre nel segno dell’austerità, che sono previsti dagli impegni internazionali della Francia”. Insomma, “ci sono un esecutivo e un presidente che sono considerati inadeguati e lontani dalla realtà e che, da un punto di vista molto pragmatico, non hanno nessuna carta da giocare se non quella repressiva, che stanno cercando di giocare ma che è molto pericolosa”. A partire dalla situazione della Francia e di Parigi, abbiamo chiesto a Davide Grasso come si può leggere, dal suo punto di vista, quanto accaduto lo scorso fine settimana in Italia, in particolare a Milano, con le rivolte e sommosse urbane agite da giovani e giovanissimi, con ogni probabilità provenienti dalle classi popolari. In un articolo pubblicato nei giorni scorsi sul sito de Il Fatto Quotidiano il ricercatore ipotizzava che i fatti accaduti nel capoluogo lombardo potrebbero annunciare alcune novità per i prossimi anni. Quel che si è visto, per altro, era già stato in qualche modo anticipato da altre piazze italiane dell’ultimo anno: “penso ai disordini che c’erano stati a Milano in occasione delle manifestazioni per la Palestina e per Gaza; penso anche alla risposta alla morte di Abderrahim Fakir a Bologna alcuni mesi fa. Fenomeni che avevano lasciato intendere l’emergere di soggetti e gruppi di persone che si vogliono rendere protagoniste all’interno dello spazio urbano e che sembrano non essere riconducibili ai raggruppamenti, alle organizzazioni, ai soggetti, ai codici e agli appelli che in Italia sono stati tradizionalmente egemoni in forma abbastanza continuativa per decenni“, osserva Grasso nell’intervento sulla nostra emittente. “Dal punto di vista dell’iniziativa e della decisione di mobilitarsi, in parte anche delle modalità – continua – sembrano essere autonomi, originali, nuovi e lo scorso weekend, forse, determina un salto di qualità, magari non tanto nei numeri ma nel carattere estemporaneo e imprevisto di questo tipo di azioni, nella loro radicalità e nell’impatto che hanno avuto”. A conclusione dell’intervista abbiamo chiesto al nostro interlocutore di provare a tracciare alcune analogie e sottolineare, dall’altra parte, le differenze, tra quanto sta accadendo in Francia e tra quanto accaduto a Milano e – in misura minore – in altre città italiane, tenendo conto anche del fatto che nel frattempo movimenti significativi in termini di partecipazione stanno riempiendo le piazze anche di altri stati europei, come la Spagna, il Belgio o l’Albania. “Forse l’analogia più importante è il desiderio di transnazionalità, di internazionalismo, o comunque di connessione al di là delle frontiere e degli stati”, risponde Davide Grasso. “Qua in Francia – racconta – si percepisce nel fatto che molte persone chiedono cosa succede in Italia e ne sono molto contente, sono consapevoli del fatto che qualcosa avviene anche in Spagna e si menziona spesso l’Albania. In qualche modo c’è come la sensazione che sia necessario riuscire finalmente a far circolare gli appelli e la voglia di manifestare nei diversi paesi, almeno europei”. “Per il resto – osserva però Grasso – tra Francia e Italia prevalgono le differenze, come quella dell’estensione sociale e numerica delle proteste. C’è anche una differenza nel portato degli anni precedenti. Infatti, per quanto anche l’Italia abbia visto dei movimenti in questi anni, quelli francesi sono stati maggiormente di massa e hanno avuto una dialettica più diretta con le istituzioni, ma questo è caratteristico dello spazio francese”. “Quello che invece credo sia la cosa che accomuna davvero i due contesti – conclude lo studioso – è il problema, la domanda su come questo desiderio di rivolta, mobilitazione, rifiuto ma anche richiesta concreta possa da un lato tradursi in una dimensione più organizzata e che sia in grado di sedimentare e prendere una dimensione politica che non si esaurisca nel giro di qualche mese con una sconfitta o con una vittoria parziale, ma che possa essere invece qualcosa che costruisca alternativa attraverso gli anni e le diverse generazioni; dall’altro su come evitare che la destra e l’estrema destra si rafforzino in reazione a queste mobilitazioni“. L’intervista di Radio Onda d’Urto a Davide Grasso, ricercatore dell’Università di Torino e dell’École des hautes études en sciences sociales di Parigi, in collegamento dalla capitale francese. Ascolta o scarica.
October 22, 2026
Radio Onda d`Urto
Intervista ad Italia in Piazza
Lo scorso 17 ottobre nelle grandi città italiane sono state chiamate manifestazioni contro il carovita, per l'aumento dei salari e lo stato sociale dalla sigla fino ad allora sconosciuta "Italia in piazza". Italia in piazza si è presentata con pratiche molto distanti dai nostri movimenti per tanto abbiamo pensato potesse essere interessante confrontarsi in un'intervista per cercare di capire di più
October 22, 2026
Radio Onda Rossa
TRENTO: MILLE IN PIAZZA IN DIFESA DELLE SCUOLE E A FIANCO DEI DOCENTI. “SE SVALUTANO LORO, SVALUTANO NOI”
Oltre mille studenti e studentesse in piazza a Trento mercoledì 21 ottobre per un corteo che ha attraversato, sotto la pioggia, tutto il centro storico, fino alla centrale piazza Dante. Dopo alcuni giorni di iniziative davanti ad alcuni istituti, la quasi totalità delle scuole trentina si è mobilitata con un duplice obiettivo: oltre alle rivendicazioni generali, relative a un futuro che di fatto non esiste e un presente di scuole fatiscenti, studentesse e studenti hanno voluto esprimere la loro solidarietà concreta ai docenti trentini, che – sulla scia di quanto già fatto dai colleghi dell’Alto Adige-  hanno minacciato il blocco delle gite e di altre attività non strettamente scolastiche contro la svalutazione continua della loro funzione, a partire da stipendi ormai totalmente fuori scala rispetto all'(alto) costo della vita, della casa e del carburante. A lanciare la mobilitazione studentesca trentina sono stati gli alunni del liceo Da Vinci, mentre il giorno precedente c’era stata un’altra iniziativa all’Itet Tambosi, con diversi momenti di tensione e cinque giovani (non sarebbero studenti dell’istituto) portati poi in Questura. Il corteo di mercoledì 21 ottobre non ha visto invece problemi in piazza, con studentesse e studenti a ottenere, per il pomeriggio, un incontro con Francesca Gerosa, assessora provinciale competente oltre che presidente di Fratelli d’Italia in Trentino. Ci racconta come è andata Alberto del Collettivo del liceo scientifico Da Vinci di Trento. Ascolta o scarica
October 21, 2026
Radio Onda d`Urto