Bakari Sako: uno di tanti, troppi, morti di razzismo e sfruttamento
“L’omicidio razzista di Bakari Sako, taciuto per giorni, traccia la misura di
una violenza sistemica che negli ultimi anni si è andata intensificando – a suon
di interventi legislativi sempre più punitivi e securitari, di manipolazione
dell’informazione in chiave razzista e di pratiche di sfruttamento sempre più
intense e generalizzate, che alimentano disagio sociale e guerre tra poveri,
soprattutto in quei territori da secoli soggetti ad operazioni di rapina,
estrattivismo e abbandono sociale”.
Partendo da alcune riflessioni tratte dall’esperienza di Campagne in Lotta,
proviamo ad inquadrare e a parlare della morte di Bakari Sako come un caso non
isolato né tantomeno eccezionale.
Uno dei tanti episodi di violenza razzista che seppur in via eccezionale non è
stato invisibilizzato o rilegato ai margini della cronaca locale, ha finito per
essere raccontato facendo ricorso alla propaganda contro le baby gang, in un
loop di razzismo che strutturalmente sorregge il nostro paese.
Riuscire a smontare una retorica che rende alcune persone sacrificabili o ne
giustifica la sacrificabilità mostrificandone delle altre diventa
quotidianamente più necessario.
Per questo abbiamo colto l’occasione per rilanciare la tre giorni
LUOGHI-CORPI-FRONTIERE: contro la mercificazione dei territori che il 26-27-28
Giugno in Salento aprirà spazi di confronto su pratiche di lotta ma anche di
sussistenza e di resistenza, forme di organizzazione e modi di intendere il
nostro essere nel presente (per la presentazione della tre giorni vedi il
programma del compleanno di Porfido)
Qui il podcast della diretta con un compagna di Campagne in Lotta: