Tag - conflitti sociali

In Bolivia nulla tornerà come prima
Arturo Alessandri Severichz I cinquanta giorni di blocchi hanno dimostrato la schiacciante superiorità delle forze popolari di fronte a un apparato inoperante. Tuttavia, la risoluzione temporanea del conflitto è stata realizzata attraverso la frattura del blocco popolare e l’uso della forza militare bruta. La notte del 19 giugno sarà ricordata come il momento in cui […]
Colombia: Il popolo colombiano non si arrende, cazzo!
Malely Linares Sánchez In più di 26,3 milioni di colombiane e colombiani siamo andati a votare in questo secondo turno delle presidenziali, con una partecipazione di circa il 63,6 per cento, la più alta da decenni. E anche se il pre-conteggio non ha ancora un valore giuridico definitivo, i risultati ci mostrano la realtà di […]
Peru: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali
Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).Il 50,1% dei voti per Fujimori contro il 49,9% per Roberto Sanchez, il candidato della sinistra, dipingono un paese profondamente diviso: le zone centrali e costiere hanno votato per Fujimori, mentre le province più povere, soprattutto le zone andine – culla del conflitto armato interno che ha scosso il Peru tra il 1980 e il 1997 – si sono espresse a favore di Sánchez. Al di là delle profonde contraddizioni sociali e geografiche del Perù, e del loro risvolto elettorale, Il paese andino è reduce da una lunga serie di scandali di corruzione e mala-politica che hanno visto una interminabile fila di presidenti ed ex-presidenti incarcerati – da Fujimori a Pedro Castillo. Castillo è stato il primo presidente marxista del Paese, un maestro rurale delle zone andine: eletto nel 2021, è stato da subito fortemente osteggiato dall’establishment peruviano e dalle Camere, ed infine deposto dall’esercito e dalla Vice-Presidentessa dopo poco più di un anno di governo. Proprio contro quello che era stato percepito come un golpe ai danni del primo presidente di sinistra del paese erano esplose enormi proteste che avevano coinvolti giovani, contadini e altri settori sociali e che avevano paralizzato il Peru per mesi. Abbiamo parlato con Daniele Benzi che vive a Lima ed insegna all’Universidad Pontificia del Peru, delle elezioni, dei conflitti sociali peruviani, del ruolo della diaspora e della collocazione del paese andino all’interno del più ampio scenario latinoamericano.
Peru: in un paese profondamente diviso, la destra di Fujimori vince alle presidenziali
Una settimana di spoglio dei voti alle elezioni presidenziali del Peru si salda con la risicatissima vittoria della estrema destra di Keiko Fujimori (figlia dell’ex-presidente e dittatore peruviano Alberto Fujimori, le cui politiche contro la guerriglia di Sendero Luminoso e le classi popolari peruviane gli erano valse accuse di genocidio).Il 50,1% dei voti per Fujimori contro il 49,9% per Roberto Sanchez, il candidato della sinistra, dipingono un paese profondamente diviso: le zone centrali e costiere hanno votato per Fujimori, mentre le province più povere, soprattutto le zone andine – culla del conflitto armato interno che ha scosso il Peru tra il 1980 e il 1997 – si sono espresse a favore di Sánchez. Al di là delle profonde contraddizioni sociali e geografiche del Perù, e del loro risvolto elettorale, Il paese andino è reduce da una lunga serie di scandali di corruzione e mala-politica che hanno visto una interminabile fila di presidenti ed ex-presidenti incarcerati – da Fujimori a Pedro Castillo. Castillo è stato il primo presidente marxista del Paese, un maestro rurale delle zone andine: eletto nel 2021, è stato da subito fortemente osteggiato dall’establishment peruviano e dalle Camere, ed infine deposto dall’esercito e dalla Vice-Presidentessa dopo poco più di un anno di governo. Proprio contro quello che era stato percepito come un golpe ai danni del primo presidente di sinistra del paese erano esplose enormi proteste che avevano coinvolti giovani, contadini e altri settori sociali e che avevano paralizzato il Peru per mesi. Abbiamo parlato con Daniele Benzi che vive a Lima ed insegna all’Universidad Pontificia del Peru, delle elezioni, dei conflitti sociali peruviani, del ruolo della diaspora e della collocazione del paese andino all’interno del più ampio scenario latinoamericano.
June 21, 2026
Radio Blackout
Bolivia: Sei mesi di neoliberalismo
Le organizzazioni contadine della provincia di Los Andes, nel dipartimento di La Paz, hanno deciso di radicalizzare le mobilitazioni e hanno minacciato un possibile blocco dei servizi di base alla sede del governo boliviano. La decisione avviene quando la sollevazione sociale compie sette settimane di blocchi stradali, che hanno peggiorato il deterioramento economico e la […]
Ernesto Llaitul e il Caso Lautaro: “Come movimento mapuche, resistiamo per continuare ad esistere”
Andrés Figueroa Cornejo Il prigioniero politico Ernesto Llaitul è il portavoce dell’organizzazione rivoluzionaria Coordinamento Arauco Malleco, CAM. “Come popolo, nel nostro sviluppo, nella nostra lotta per sopravvivere, ci troviamo di fronte a fenomeni come l’estrattivismo che si scontrano direttamente con noi. Le imprese idroelettriche, forestali, l’attività mineraria delle ‘terre rare’, sono gli interessi e i […]
Messico: Manifestanti si scontrano con la polizia a cavallo all’entrata del parcheggio dello Stadio Azteca
Molte proteste contro il Mondiale di Trump e il genocidio. Un contingente di militanti incappucciati del Blocco Nero è giunto fino alla parte posteriore dello Stadio Azteca, precisamente all’entrata del parcheggio alla Porta 8, dopo essere avanzati per l’Avenida del Imán, fatto che ha provocato, per timore di essere aggrediti, l’arretramento del personale di appoggio […]
Bolivia: Contadini di Chayanta giungono a La Paz per rafforzare i blocchi: “Siamo venuti per scacciare Paz”
Andrea Condori Alla mobilitazione si aggiunge l’arrivo di altri gruppi provenienti dal Tropico di Cochabamba che negli ultimi giorni si sono uniti alla misure di pressione nell’occidente del paese. Una delegazione di contadini della provincia di Chayanta, nel nord del Potosí, è giunta questo martedì nel dipartimento di La Paz con l’obiettivo di rafforzare i […]