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“Un’altra difesa è possibile”: accelera la raccolta verso l’obiettivo delle 50.000 firme necessarie per il deposito del testo di legge
Volti noti, società civile e mondo della cultura a sostegno della proposta di legge per la difesa civile nonviolenta: ribadito oggi in Senato l’impegno di Reti e associazioni. Si è svolta oggi, lunedì 6 luglio 2026, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato della Repubblica a Piazza Madama, la conferenza stampa della campagna “Un’altra difesa è possibile”, promossa da Rete Italiana Pace e Disarmo, Conferenza Nazionale degli Enti di Servizio Civile (CNESC e Sbilanciamoci!, su iniziativa della Senatrice Aurora Floridia  (Verdi Alto Adige). L’iniziativa giunge in una fase di forte accelerazione della campagna: sono ormai 14.000 le firme già raccolte sulla proposta di legge di iniziativa popolare per l’istituzione di un Dipartimento della Difesa Civile non armata e nonviolenta — già oltre il 25% delle 50.000 necessarie per la presentazione in Parlamento. La proposta La legge di iniziativa popolare “Istituzione e modalità di finanziamento del Dipartimento della difesa civile non armata e nonviolenta” prevede quattro pilastri concreti: il potenziamento del Servizio civile come istituto di difesa civile della Patria in attuazione degli articoli 11 e 52 della Costituzione; l’istituzione dei Corpi civili di pace, formati da personale preparato a intervenire nelle aree di crisi prima dell’escalation militare; il rafforzamento della Protezione civile come strumento di difesa del territorio dalla devastazione ambientale e climatica; la creazione di un Istituto di ricerca per la pace e il disarmo. Il tutto finanziato da un fondo pluriennale stabile e dalla possibilità per i cittadini di destinare il 6 per mille dell’IRPEF a queste attività. Le voci dalla Conferenza Stampa «La Campagna “Un’altra difesa è possibile” è il programma politico unificante delle molte associazioni nonviolente, pacifiste, culturali, per il disarmo, la solidarietà, la cooperazione. Rappresenta la continuità ideale di quel lungo cammino, iniziato da Aldo Capitini e Pietro Pinna, a sostegno dell’obiezione di coscienza come alternativa al servizio militare. Dopo oltre mezzo secolo, i tempi sono maturi affinché le istituzioni facciano propria la visione di don Lorenzo Milani: “Le uniche armi che io approvo sono nobili e incruente”. «L’obiettivo comune è la piena attuazione dell’articolo 52 della Costituzione in tema di difesa, alla luce dell’articolo 11 che ripudia la guerra: difendersi preparando la pace» evidenza Mao Valpiana, presidente del Movimento Nonviolento. «La situazione internazionale è talmente grave che servono strumenti concreti per intervenire prima che i conflitti degenerino. Più firme raccogliamo e più la nostra proposta acquisterà forza. I partiti dovranno prendere una posizione, la società civile dovrà esprimersi e gli italiani dovranno decidere se preferiscono pagare per la guerra o per la pace.» «L’introduzione della difesa civile nell’ordinamento italiano – hanno sottolineato nel corso dell’incontro Giulio Marcon di Sbilanciamoci! e Rossano Salvatore della CNESC – aprirebbe nuovi scenari nella concezione della sicurezza, rifiutando il modello basato in modo esclusivo sul possesso e sull’impiego delle armi. L’alternativa si fonda su tre direttrici:  prevenzione dei conflitti, agendo sulle cause strutturali delle tensioni;  gestione nonviolenta attraverso mediazione e diplomazia dal basso;  risoluzione e ricostruzione delle relazioni nelle comunità colpite.» Come ha ricordato Papa Leone, denunciando la crescente spesa militare globale, non si può «spacciare il riarmo per difesa della patria»: il riarmo sottrae risorse alla sanità, ai servizi sociali e pubblici, favorendo interessi di poche élite a scapito del bene comune. I volti noti che hanno già firmato Alla campagna hanno voluto esplicitamente segnalare il proprio sostegno e la propria sottoscrizione numerose personalità della cultura, dell’informazione, dell’arte e dell’impegno civile. La filosofa Donatella Di Cesare e l’attore Ascanio Celestini erano presenti oggi al Senato anche in rappresentanza delle altre personalità che hanno firmato la legge: tra i giornalisti e i comunicatori Gad Lerner, Marco Damilano, Giulia Innocenzi, Nico Piro, Vittoria Iacovella; tra gli intellettuali e i pensatori Carlo Rovelli; tra gli artisti, gli attori e i musicisti Alessandro Bergonzoni, Giulio Cavalli, Vinicio Capossela, Maria Pia De Vito, Franco Bassi e il vignettista Mauro Biani; tra le figure dell’impegno civile, umanitario e religioso Cecilia Strada e don Luigi Ciotti. Come firmare Le firme possono essere apposte online sulla piattaforma istituzionale del Ministero della Giustizia, con SPID o CIE, accedendo da difesacivilenonviolenta.org o direttamente da firmereferendum.giustizia.it/referendum/open/dettaglio-open/6100008 Le firme devono essere raccolte entro il 15 settembre 2026. Una volta raggiunta la soglia delle 50.000 sottoscrizioni, la proposta verrà incardinata al Senato e affidata alle Commissioni Affari istituzionali e Affari esteri e Difesa, dove i promotori saranno invitati alla presentazione ad apertura della discussione.  La campagna è promossa e coordinata da: Conferenza Nazionale Enti di Servizio Civile – Rete Italiana Pace Disarmo – Sbilanciamoci! Rete Italiana Pace e Disarmo
July 6, 2026
Pressenza
Al via la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Imposta grandi patrimoni”
Parte oggi ufficialmente la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare “Imposta grandi patrimoni” promossa dal Comitato Promotore 1% Equo, una misura che introduce un contributo progressivo sui grandi patrimoni superiori ai 2 milioni di euro, con l’obiettivo di ridurre le disuguaglianze e rafforzare sanità, istruzione e servizi pubblici. Per l’avvio della campagna è prevista una conferenza stampa pubblica domani 15.5.2026 alle ore 10,30 in Piazza Affari a Milano, con la partecipazione di diversi esponenti del Comitato Promotore. Secondo i promotori, la proposta rappresenterebbe un primo segnale di ripristino della progressività fiscale prevista dall’articolo 53 della Costituzione. La misura interesserebbe meno di 500 mila persone, in un contesto segnato dalla crescita del numero di famiglie in povertà assoluta e relativa. Nei prossimi sei mesi il Comitato promotore avvierà la raccolta delle 50 mila firme necessarie per la presentazione della proposta, sia tramite piattaforma elettronica sia attraverso banchetti organizzati in tutto il Paese. L’obiettivo dichiarato è raccogliere un numero maggiore di adesioni per promuovere un confronto pubblico sul tema delle disuguaglianze sociali ed economiche. Tra i promotori, più di 60, figurano – tra gli altri – Maurizio Acerbo, Fausto Bertinotti, Vittorio Agnoletto, Paolo Maddalena (Vice Presidente emerito della Corte Costituzionale), e un ampio gruppo di economisti ed economiste tra cui Pier Giorgio Ardeni, Guendalina Azzolin, Riccardo Bellofiore, Emiliano Brancaccio, Guglielmo Forges Davanzati, Andrea Fumagalli, Marta Fana, Clara Mattei, Mario Tiberi, Giovanna Vertova, Alessandro Volpi.Sostengono inoltre la proposta Daniela Padoan, Gabriele Polo, Dino Greco, Laura Marchetti, Maura Cossutta, Paolo Ferrero, Ugo Mattei, Cristina Morini, Piero Sansonetti, sindacalisti come Vincenzo Greco ed Eliana Como, insieme a giuristi, storici e studiosi tra cui Guido Liguori, Angelo d’Orsi, Paolo Berdini, Roberto La Macchia e Loris Caruso.Dal mondo della cultura e della musica hanno aderito, tra gli altri, Gang, Pierpaolo Capovilla, Dario Mangiaracina (La Rappresentante di Lista) e Militant A (Assalti Frontali). Secondo le stime del Comitato promotore, il gettito potrebbe arrivare fino a 65 miliardi di euro annui dalla patrimoniale e fino a 8 miliardi dalla riforma della tassa di successione. Le risorse, viene spiegato, sarebbero destinate a sanità pubblica, istruzione, politiche abitative, tutela ambientale, sicurezza sul lavoro, disabilità, sostegno al reddito e riduzione dell’Irpef sui lavoratori. “È una scelta di giustizia: chiedere a chi ha di più di contribuire di più per garantire diritti fondamentali a tutte e tutti” dichiarano i promotori. Per firmare e avere informazioni:  www.unpercentoequo.it Per scaricare la proposta di legge https://unpercentoequo.it/proposta-di-legge-imposta-grandi-patrimoni.pdf   Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
May 14, 2026
Pressenza
Global Sumud Flotilla, conferenza stampa e presidio alla Farnesina: “Violazioni e arresti illegali”
Davanti al Ministero degli Esteri, alla Farnesina, si è svolta questa mattina la conferenza stampa indetta dalla Global Sumud Flotilla, accompagnata da un presidio a sostegno degli attivisti fermati nei giorni scorsi da un’operazione militare israeliana in acque internazionali. Un’iniziativa che ha unito denuncia politica, iniziativa giuridica e pressione diretta sulle istituzioni italiane ed europee. Quanto avvenuto rappresenta un ulteriore e grave salto di qualità nella normalizzazione della violazione del diritto internazionale e nell’uso della forza contro missioni civili e umanitarie. L’attacco alla flottiglia, le modalità dell’abbordaggio e le condizioni denunciate dagli attivisti non sono episodi isolati, ma si inseriscono in un quadro più ampio di guerra permanente e progressiva erosione delle garanzie giuridiche internazionali, in cui i governi occidentali, Italia compresa, continuano a mantenere una posizione ambigua e sostanzialmente inerte. La conferenza stampa ha restituito un quadro gravissimo. Il team legale che assiste gli attivisti ha parlato apertamente di “trattamenti inumani e degradanti”, denunciando almeno 32 feriti tra le persone fermate durante l’operazione e nelle ore successive. Le testimonianze raccolte descrivono oltre 40 ore di detenzione e violenze, definite dagli stessi attivisti come “un incubo”, con pestaggi, pressioni psicologiche e condizioni di forte privazione. Particolarmente delicata la situazione di due attivisti tuttora detenuti in Israele: Saif Abukeshek e Thiago Ávila. Secondo quanto riferito dai legali nel corso della conferenza stampa, entrambi si troverebbero in isolamento, senza adeguato accesso alla difesa, ai familiari e alle autorità consolari. Sul piano giuridico sono state annunciate diverse iniziative: un ricorso urgente alla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, esposti alla Procura di Roma e ulteriori azioni che chiamano in causa anche la Grecia per il ruolo svolto nella gestione successiva all’intercettazione della flottiglia. Centrale resta anche la questione della presenza di una nave battente bandiera italiana, elemento che – secondo i legali – implicherebbe una responsabilità diretta dello Stato italiano nella tutela dei propri cittadini. Il nodo politico emerso dalla conferenza è altrettanto netto. Gli interventi hanno definito quanto accaduto come un vero e proprio “sequestro in acque internazionali”, respingendo ogni tentativo di criminalizzazione della missione. La Flottiglia viene rivendicata come iniziativa pacifica e umanitaria, finalizzata a rompere il blocco e l’assedio su Gaza e a riportare al centro il rispetto del diritto internazionale. Le richieste rivolte al governo italiano sono state esplicite: non bastano dichiarazioni formali, ma serve un intervento immediato e concreto per la liberazione degli attivisti e per una posizione chiara di condanna delle violazioni denunciate. Al centro della critica anche la percezione di una sostanziale inerzia diplomatica da parte delle istituzioni italiane ed europee. Il presidio davanti alla Farnesina ha rappresentato quindi un momento di pressione politica diretta, volto a trasformare una vicenda internazionale in una questione politica interna ed europea. Nei vari interventi è stata ribadita la necessità di rompere ogni ambiguità e di assumere una posizione netta contro le violazioni del diritto internazionale e contro la repressione delle iniziative solidali con la popolazione palestinese. Sul piano delle prospettive, è arrivato un messaggio chiaro anche dalla dimensione internazionale della mobilitazione. Nel corso della conferenza è stato trasmesso un collegamento dalla Grecia, attraverso il quale un attivista ha confermato la ripartenza della Flotilla e l’intenzione di riorganizzare e rafforzare la missione nei prossimi giorni. Dalle reti internazionali è arrivato quindi un segnale politico preciso: la mobilitazione non si ferma, ma si rilancia. In questo quadro, la giornata di oggi assume un significato politico più ampio. Non si tratta soltanto della denuncia di un singolo episodio, ma dell’apertura di una vera e propria vertenza che chiama in causa la tenuta del diritto internazionale e la capacità dei movimenti sociali e politici di costruire una risposta all’altezza della fase. Nei prossimi giorni e nelle prossime settimane si pone con forza la necessità di costruire una mobilitazione ampia, radicata e internazionale, capace di unire la lotta contro la guerra, contro le politiche di repressione e per la difesa dei diritti fondamentali dei popoli. Non si tratta di iniziative simboliche, ma della costruzione di un percorso continuativo di pressione politica e sociale, che sappia intrecciare piazze, reti solidali, organizzazioni politiche e realtà associative. Pertanto, sarà decisivo riuscire a trasformare questa vicenda in un punto di aggregazione più largo, capace di parlare non solo ai settori già mobilitati, ma anche a quelle parti della società che oggi assistono con crescente preoccupazione alla deriva bellicista e all’indebolimento degli strumenti di tutela del diritto internazionale. In questo senso, la sfida è quella di dare continuità alla mobilitazione, coordinandola a livello europeo e internazionale e costruendo momenti di iniziativa comune che sappiano mettere in discussione le responsabilità politiche dei governi, a partire da quello italiano. Solo attraverso un salto di qualità organizzativo e politico sarà possibile incidere realmente sugli equilibri in campo e riaffermare la centralità della pace, del diritto e della giustizia internazionale. Giovanni Barbera
May 2, 2026
Pressenza
Puntata del 14/04/2026@0
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
Radio Blackout - Info
Puntata del 14/04/2026@1
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
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Puntata del 14/04/2026@2
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
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Puntata del 14/04/2026@1
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
Puntata del 14/04/2026@0
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
Puntata del 14/04/2026@2
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
Puntata del 14/04/2026
Il primo argomento della puntata ha riguardato le mobilitazioni dei lavoratori di mondo convenienza e lo abbiamo affrontato in compagnia di Fabio dei SiCobas Torino. Nel 2023 ci fu un’ importante sciopero con picchetto davanti allo stabilimento di Settimo Torinese e in generale in tutta la penisola lavoratori installatori per questo marchio stavano lottando per arrivare al risultato di ottenere il contratto con il CCNL logistica, ma (per citare parte di un testo diffuso sui social del sindacato di base: “I sindacati Cgil, Cisl, Uil tuttavia firmarono allora un accordo di “armonizzazione” che prevedeva che i lavoratori impiegassero due anni per raggiungere la piena applicazione del contratto nazionale, con livelli corretti e retribuzioni giuste….Oggi, essendo tale “accordo” giunto a scadenza, i sindacati confederali – sempre con rappresentanza minima tra i lavoratori (all’ultima assemblea a Settimo Torinese si sono presentati letteralmente solo 3 operai) si apprestano a firmare un “nuovo” accordo che prevede la continuazione del periodo cosiddetto “di armonizzazione”, così lasciando ancora una volta che ai nuovi assunti vengano assegnati livelli e retribuzioni inadeguati e illegittimi perché non corrispondenti al contratto nazionale.” Con il nostro ospite siamo scesi nei dettagli di questo accordo e nel finale dell’ intervista siamo passati anche a parlare della manifestazione che si terrà ad Alessandria sabato 18 aprile per contestare i primi effetti delle lotte operaie nella logistica, alle quali si è risposto per la prima volta con gli strumenti giudiziari messi a disposizione del decreto sicurezza. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il secondo approfondimento lo abbiamo trattato in compagnia di Valentina del SUDD Cobas di Prato e Firenze, ci siamo fatti spiegare da lei i vari motivi che hanno portato a proclamare lo stato di agitazione dal 31 marzo al 6 aprile delle e lavoratrici e dei lavoratori degli Uffizi. Infatti questo settore soffre da tempo la piaga del meccanismo degli appalti ed è proprio dal momento che delle lavoratrici storiche sono state lasciate a casa dopo un cambio appalto che è iniziata la mobilitazione. Dopo aver passato la settimana di pasqua in presidio dentro e fuori il museo, il sindacato di base ha ottenuto prima un incontro in Regione Toscana e poi ha conquistato una presa in carico da parte del ministero. Buon ascolto -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- -------------------------------------------------------------------------------- Il terzo approfondimento lo abbiamo fatto in compagnia di Federico Giusti delegato della CUB a PISA e membro della redazione del blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa su due articoli: Il primo, scritto su “L’anti diplomatico” del nostro ospite, sull’intelligenza artificiale nell’organizzazione del lavoro: “I conti con l’avvento della Intelligenza artificiale (IA) nei luoghi di lavoro andrebbero fatti prima di esserne sommersi, anzi siamo già in grave ritardo. E’ di pochi giorni fa la notizia del licenziamento di alcuni lavoratori, tramite messaggio whatsapp, in un magazzino che sarà gestito, da oggi in poi, con robot e il ricorso alla IA riducendo gli organici a disposizione dell’azienda.” https://www.lantidiplomatico.it/dettnews-algoritmi_e_licenziamenti_quando_lia_sostituisce_luomo_con_un_messaggio_whatsapp/42819_65895/ Il secondo, scritto su l'”Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università” dal blog delegati-lavoratori-indipendenti-Pisa, sul “Mese della prevenzione sugli abusi” diventa “Mese dei figli dei militari”: https://osservatorionomilscuola.com/2026/04/10/pisa-mese-prevenzione-abusi-figli-militari-proteste-osservatorio/ Buon ascolto
April 18, 2026
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