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47 giorni di protesta a Tirana: la voce degli studenti
Ieri sera la Rivoluzione dei Fenicotteri è arrivata al suo quantasettesimo giorno. Il presidio si è via via ingrandito e il corteo che ogni sera segue un diverso itinerario per le vie di Tirana era formato da migliaia e migliaia di persone. Oggi però alcuni giovani hanno inscenato una performance vestiti da neo laureati con il tradizionale copricapo e un mantello nero. Diamo quindi a loro la parola traducendo i loro cartelli. Mi sono laureato: all’Accademia di Polizia, ma la decisione della commissione mi ha bloccato; in Giurisprudenza, ma un raccomandato ha preso il mio posto; in Ingegneria, ma l’amico del ministro ha ottenuto l’incarico al posto mio; come ingegnere forestale, ma le foreste sono diventate resort; in Scienze Politiche, ma la burocrazia mi dava davvero sui nervi; in Finanza, ma devi accettare che 5×4=25 in Sicurezza Informatica, ma le spie del Partito mi sono passate avanti; in Urbanistica, ma le società straniere si sono aggiudicate i progetti; come attore, ma non posso permettermi il costo della vita; in Architettura, ma il figlio del sindaco ha ottenuto l’incarico al mio posto; in Marketing, ma il Primo Ministro ha nominato un altro al mio posto; come insegnante, ma una bustarella ha deciso per me; in Belle Arti, ma il nepotismo mi è stato di ostacolo; come Giornalista, ma la stampa non è libera; in Legge, ma il figlio di un criminale ha ottenuto il posto che sarebbe dovuto spettare a me; in Relazioni Internazionali, ma la posizione è stata presa dalla figlia di un oligarca; in Storia e stiamo scrivendo la Storia proprio ora. Mauro Carlo Zanella
July 17, 2026
Pressenza
Roma. “Né zitti e buoni, né delatori”
Studenti e docenti non smetteranno di essere solidali con la Palestina! Solidarietà al docente e agli studenti e alle studentesse del Liceo Vivona! Al Liceo Classico Vivona di Roma arrivano gli ispettori dell’USR Lazio per interrogare i maturandi di quest’anno, al fine di incriminare un docente solidale con la Palestina. […] L'articolo Roma. “Né zitti e buoni, né delatori” su Contropiano.
July 17, 2026
Contropiano
Dati INVALSI, orgoglio italico
Anche quest’anno INVALSI ha rilasciato i suoi scientificissimi dati sulla qualità delle scuole d’Italia. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato i risultati raggiunti con parole semplici. Redazione ROARS si unisce esultante all’orgoglio patrio che, nell’Era del Merito, risorge vittorioso.  Alla soddisfazione per i risultati raggiunti, aggiungiamo un retroscena che nel clamore mediatico rischia di passare inosservato. Nel luglio 2022, Fratelli d’Italia attaccava INVALSI per bocca della senatrice Bucalo, responsabile Scuola del partito: “Scuola: Ministero sperpera denaro con prove Invalsi”. Oggi la senatrice su La Voce del Patriota condivide pienamente la soddisfazione della Presidente Meloni. Grazie a un testimone che ci ha chiesto di rimanere anonimo, siamo in grado di documentare il colloquio intercorso tra la presidente del Consiglio e la senatrice Bucalo che ha fatto cambiare linea al partito. La Verità non è statica, come la Nazione. Evolve. Matura. E i dati INVALSI sono lì a testimoniare l’efficacia per non dire la grandezza dell’opera del governo. Grazie INVALSI, grazie Presidente, grazie ITALIA! Anche quest’anno INVALSI ha rilasciato i suoi scientificissimi dati sulla qualità delle scuole d’Italia. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha commentato con parole semplici i risultati raggiunti grazie all’opera del governo. Prima di unirci all’orgoglio patrio che risorge vittorioso grazie all’instancabile opera del Ministro del Merito, riportiamo un retroscena che nel clamore mediatico che accompagna gli esaltanti dati INVALSI non deve rimanere inosservato. Nel luglio 2022, Fratelli d’Italia attaccava INVALSI per bocca della senatrice Bucalo, responsabile Scuola del partito: “Scuola: Ministero sperpera denaro con prove Invalsi”. Grazie a un testimone che ci ha chiesto di rimanere anonimo, siamo in grado di docuementare il drammatico colloquio che si è svolto a Palazzo Chigi poco prima del rilascio delle dichiarazioni Della Presidente Giorgia Meloni. La senatrice Carmale Bucalo è stata convocata dalla premier per mettere a punto il comunicato stampa. Quando la Premier le ha spiegato il contenuto del comunicato che intendeva rilasciare, colmo di soddisfazione per i risultati raggiunti e certificati grazie al rigore scientifico e statistico di INVALSI, la senatrice Bucalo ha accennato timidamente > BUCALO: “Ma noi siamo contro INVALSI” La premier, severamente la blocca: > MELONI: “Eravamo, Eravamo. Lo vedi che sei sempre indietro!” per concludere assertiva, con una citazione forse apocrifa*, ma efficace: > MELONI: “Soltanto i muLi e i paracarri non cambiano idea” Convinta dalle parole della Presidente, la senatrice si precipita a condividere la soddisfazione della Premier su La Voce del Patriota.   A questo punto non resta che unire la voce di ROARS alla soddisfazione del governo.   -------------------------------------------------------------------------------- BOLLETTINO ROARS DELLA VITTORIA SCOLASTICA Lettori di Roars, italiani tutti! Il Fronte dell’Istruzione avanza. 520.000 giovani vite, che il nemico interno – la subdola dispersione, esplicita e implicita, la fragilità, l’ignoranza – tentava di sottrarre alla Nazione, anno dopo anno, sono state riconquistate. Non un numero: un trionfo. Non una statistica: un destino compiuto. L’abbandono scolastico, che fino a ieri minacciava l’onore della Patria, arretra: dall’11,5% al 7,3%, in una marcia che nemmeno l’Europa aveva osato immaginare per noi. Abbiamo anticipato la Storia. Là dove Spagna e Germania arrancano, l’Italia primeggia. Il dato non mente: il dato esalta. E se pure un tempo – in tempi bui, in tempi d’opposizione – qualche voce, financo tra le nostre fila, osò dubitare dei dati INVALSI, bollandolo “sperpero”, oggi quei dati, costruiti con maestria e dedizione dal Presidente Ricci e dai suoi collaboratori cui la Patria si inchina riconoscente, ci ricordano la Verità, testimoniando il successo dell’azione di governo promossa dalla devota dedizione all’esaltazione del merito del Ministro Valditara. E non si creda che il Nostro trionfo sia costato in rigore! Le eccellenze crescono, i diplomi si irrobustiscono: si vince senza cedere, si include senza indebolirsi. Docente tutor, Agenda Sud, Piano Estate, Decreto Caivano: non misure, ma armi della ricostruzione nazionale, forgiate per colmare il divario, per issare il Sud al livello che gli spetta. Restano, è vero, alcune fragilità. Ma a questo risponde già la Nuova Dottrina definita nella Indicazioni Nazionali: più lettura, più grammatica, più sintassi, la matematica rifondata, la penna e la carta restituite al loro posto d’onore e, insieme, le nuove sperimentazioni su soft skills e tutor digitali, perché la Nazione guarda avanti mentre torna indietro, e non c’è contraddizione dove c’è Fede nel Progresso e nel Dato. Il lavoro non è finito. Ma la Direzione è quella giusta, e la Direzione, si sa, non si discute: si segue. A chi ha pensato di arrendersi e non l’ha fatto: voi siete la prova vivente che i numeri prodotti da INVALSI non sono semplicemente scienza inconfutabile e rigorosa. Sono Patria. * Ecco la fonte della citazione della presidente Giorgia Meloni.
July 17, 2026
ROARS
Perù. Studenti del PRONABEC: difendiamo una politica delle borse di studio all’insegna dell’uguaglianza
Lunedì 13 luglio, studenti, borsisti ed ex borsisti del Programma Nazionale di Borse di Studio (PRONABEC) hanno organizzato una manifestazione decentralizzata nelle città di Lima e Cusco. Gli studenti chiedono che venga estesa a 60 giorni la consultazione pubblica sul progetto di modifica del regolamento del PRONABEC che l’amministrazione entrante intende attuare e che snaturerebbe questo programma sociale di sostegno all’istruzione rivolto ai peruviani con eccellenza accademica e scarse risorse economiche. «Il progetto di modifica del regolamento della Legge n. 29837 snatura la finalità del PRONABEC, poiché inasprisce i motivi di revoca della borsa di studio, riduce i sostegni, dà priorità ai criteri del mercato del lavoro e trasferisce il rischio allo studente, colpendo principalmente chi ne ha più bisogno», hanno sottolineato gli studenti. La mobilitazione è stata indetta dalla Federazione degli Studenti del Perù (FEP), dal Fronte Nazionale dei Borsisti, Ex-borsisti e Candidati del Perù (FRENABEP), dall’Accordo Storico Cittadino (AHC), dalla Confederazione degli Studenti Universitari del Perù (CEUP) e dal Blocco Universitario della Coordinatrice delle Università di Lima e Callao. La manifestazione si è svolta nelle principali arterie di Lima Metropolitana e nella città di Cusco. CAMBIAMENTO DELLA POLITICA PUBBLICA IN MATERIA DI BORSE DI STUDIO I rappresentanti delle istituzioni promotrici hanno denunciato che il processo di modifica della normativa si sta svolgendo in un contesto di forte instabilità politica (successione di quattro ministri tra il 2021 e il 2026) e di cambiamento di modello (quello attuale mira a garantire le pari opportunità nell’istruzione superiore, mentre il prossimo darebbe priorità alla sostenibilità di bilancio a breve termine). «Non si tratta di un aggiornamento amministrativo del regolamento, bensì di una ridefinizione sostanziale della politica nazionale in materia di borse di studio», sottolineano. «Le modifiche proposte inaspriscono i motivi di revoca della borsa di studio, limitano il cambio di corso di laurea e di istituto, eliminano il finanziamento dei corsi ripetuti, riducono i benefici finanziabili — specialmente nelle borse di studio post-laurea — e concentrano le decisioni, un tempo prese in modo collegiale, in organi amministrativi. Nel complesso, aumentano le barriere all’accesso e alla permanenza, trasferiscono il rischio accademico e finanziario dallo Stato al borsista e indeboliscono la tutela che giustifica l’esistenza di una politica pubblica in materia di borse di studio», hanno aggiunto. CAL: LA MODIFICA AL REGOLAMENTO COSTITUISCE UN’INGIUSTA BARRIERA Da parte sua, l’Ordine degli Avvocati di Lima (CAL), guidato dalla dott.ssa Delia Espinoza, ha espresso il proprio sostegno agli studenti e ha respinto le modifiche al PRONABEC. Ha manifestato «profonda preoccupazione e rifiuto istituzionale nei confronti della proposta di modifica di 27 articoli del Regolamento della Legge n. 29837 del PRONABEC». A livello istituzionale, hanno messo in guardia dall’impatto negativo della presunta riforma, poiché: D’altra parte, il direttore esecutivo del PRONABEC, Enrique Chon, ha spiegato che la proposta di modifica mira a ripristinare il carattere meritocratico del programma e che ciò è necessario a causa dell’aumento dei casi di scarso rendimento durante il periodo 2024-II, in cui 857 borsisti sono stati ripetutamente bocciati in alcune materie. * «Contravviene agli obiettivi nazionali di miglioramento dell’istruzione: la riforma introduce barriere restrittive agli attuali benefici, contraddicendo gli obiettivi educativi della Nazione; * Viola il diritto umano all’istruzione: tale diritto è pienamente riconosciuto in strumenti internazionali quali il Patto internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione dell’UNESCO, il Protocollo di San Salvador, tra gli altri. * Contravviene agli obiettivi e alle politiche dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) in Perù». Da parte loro, gli studenti hanno giudicato insufficiente il periodo di 15 giorni di calendario previsto per la consultazione pubblica, poiché limiterebbe la partecipazione di tutte le parti coinvolte (borsisti, ex borsisti, candidati, università, istituti e altri attori). Inoltre, hanno esortato a comprendere la situazione particolare di molti borsisti, che si trovano principalmente in condizioni di vulnerabilità economica. DIALOGO APERTO Alla chiusura di questa edizione, gli studenti e i rappresentanti delle istituzioni hanno riferito che oggi, martedì 14, hanno tenuto un incontro con il ministro dell’Istruzione, Jorge Marticorena Mendoza, e la deputata Ruth Luque, durante il quale hanno chiesto di annullare il progetto di modifica o di estendere il periodo di consultazione nell’ambito del processo di dialogo. Inoltre, continueranno le manifestazioni davanti al ministero competente, affinché le loro richieste vengano ascoltate. Redacción Perú
July 16, 2026
Pressenza
Perù: le federazioni studentesche sostengono gli studenti dell’UNU e denunciano l’uso eccessivo della forza
Le federazioni universitarie di Lima e la Federazione degli Studenti del Perù (FEP) hanno espresso un massiccio sostegno agli studenti dell’Università Nazionale di Ucayali (UNU) in seguito all’intervento della Polizia Nazionale del Perù (PNP) nel campus universitario, caratterizzato da un uso smisurato della forza. Diversi studenti hanno riportato lesioni da corpo a corpo mentre protestavano contro una seduta del Consiglio universitario convocata dal rettore Edgardo Braul, figura fortemente contestata dagli studenti. Va sottolineato che gli studenti dell’UNU stanno protestando da maggio di quest’anno per avanzare 20 richieste, tra cui: il rinnovo delle autorità, del Consiglio Universitario, dell’Assemblea Universitaria e dei Consigli di Facoltà; la convocazione immediata delle elezioni dei rappresentanti studenteschi; una maggiore trasparenza sulle risorse e denunce relative a presunti atti di corruzione all’interno dell’università (in materia di logistica, assunzioni e nomina dei docenti); la semplificazione delle procedure per il conseguimento di titoli e lauree, tra le altre cose. La dichiarazione è sostenuta da 27 federazioni di studenti universitari e associazioni studentesche nazionali, che sottolineano che «questa misura non è isolata» e presenta un carattere ricorrente; per questo motivo, esigono «le dimissioni immediate dell’attuale rettore dell’UNU». Quest’ultimo afferma quanto segue: «A nome delle organizzazioni e delle associazioni studentesche firmatarie, esprimiamo il nostro più energico rifiuto dell’intervento della Polizia Nazionale del Perù contro gli studenti e le studentesse dell’Università Nazionale di Ucayali (UNU) che esercitavano il loro legittimo diritto di protesta per esigere le dimissioni dell’attuale rettore, Edgardo Leoncio Braul Gomero, nonché migliori condizioni per lo svolgimento dei propri studi, infrastrutture, trasparenza nella gestione universitaria e una pronta attenzione alle richieste della comunità studentesca. Durante l’intervento, abbiamo segnalato la sproporzionalità della violenza esercitata dalla PNP, che ha causato gravi feriti tra studenti e lavoratori a causa dei pallini e dell’esposizione ai gas lacrimogeni. Di fronte a ciò, riteniamo il rettore responsabile della violazione dei diritti della comunità universitaria e dell’incapacità di rispondere alle giuste richieste degli studenti. Purtroppo, questa misura non è un caso isolato. L’intervento della polizia nelle università e la persecuzione degli studenti organizzati si stanno verificando con sempre maggiore frequenza. A questo proposito, l’antidemocratica Legge Universitaria n. 30220 stabilisce, all’articolo 10, che l’accesso della Polizia Nazionale e del Ministero Pubblico ai campus universitari possa essere consentito o negato solo per mandato giudiziario o su richiesta del Rettore, il quale ha il solo dovere di renderne conto al Consiglio Universitario. Di fronte a ciò, gli altri membri della comunità universitaria rischiano di subire repressioni da parte di autorità chiuse al dialogo, che ricorrono all’intimidazione nei confronti di forme di protesta legittime. Pertanto, in qualità di associazioni studentesche, esigiamo: – Le dimissioni immediate del Rettore Edgardo Leoncio Braul Gomero; esigiamo inoltre che il Congresso della Repubblica, la SUNEDU, l’ANUP e il Ministero dell’Istruzione agiscano in conformità con i propri obblighi legali e politici, rivolgendo la propria attenzione a Ucayali. – Un’indagine obiettiva e indipendente sulle azioni delle forze dell’ordine e sulle decisioni che hanno portato all’intervento all’interno del campus universitario e sulle relative conseguenze, con l’attribuzione delle relative responsabilità. – L’intervento immediato del Ministero Pubblico, attraverso le Procura per la Prevenzione del Reato e le Procura Penali di turno, in collaborazione con il Difensore Civico, per garantire la tutela dell’intera comunità universitaria, la cessazione immediata della criminalizzazione del diritto di protesta e l’archiviazione definitiva di qualsiasi procedimento disciplinare o fascicolo penale istruito contro gli studenti. – La cessazione delle vessazioni e delle ritorsioni nei confronti degli studenti e delle studentesse che hanno partecipato alle proteste e alle azioni di lotta svolte da maggio ad oggi. – L’avvio di un processo di dialogo e di risoluzione delle rivendicazioni della comunità universitaria, alle condizioni concordate dalle parti per contrastare il dispotismo delle autorità universitarie corrotte. Lanciamo un appello all’unità tripartita dell’Università Nazionale di Ucayali e alla resistenza congiunta di tutte le forze democratiche – studenti, lavoratori e docenti – per difendere l’università e sottrarla alle mani di autorità corrotte e nefaste che, purtroppo, in questo momento saccheggiano e profanano il nome di tale istituzione accademica. Oggi, la difesa dell’UNU ha bisogno dell’unità dei suoi difensori. Oggi, più che mai, la forza tripartita di studenti, lavoratori e docenti ha il compito storico di recuperare i valori e i principi che hanno portato alla creazione dell’università. Sta a loro portare a termine questo compito storico, difendere l’università e lottare affinché essa sia, ora e sempre, un’università nazionale, scientifica e democratica, al servizio del popolo. Allo stesso modo, invitiamo le organizzazioni sociali per i diritti umani, popolari, ambientaliste, femministe, locali e della società civile di Ucayali a sostenere la legittima lotta dei nostri compagni dell’UNU e a non lasciarli soli in questa battaglia che stanno intraprendendo. Chiediamo inoltre a tutto il popolo peruviano di denunciare questi atti che criminalizzano il diritto di protesta. Noi studenti non rappresentiamo un pericolo, né tantomeno la forza della mobilitazione può essere paragonata alla forza repressiva e letale dello Stato. Segnaliamo con preoccupazione l’impunità con cui la PNP ricorre a un uso sproporzionato della violenza. Pertanto, riteniamo le autorità competenti responsabili della minaccia imminente al benessere degli studenti rappresentata da questi atti. Redacción Perú
July 9, 2026
Pressenza
Oltre 120 adolescenti israeliani annunciano il loro rifiuto di arruolarsi nell’esercito
L’ultimo giorno dell’anno scolastico in Israele, il 19 giugno, una lettera dal titolo “Ci rifiutiamo!” redatta da alcuni adolescenti in cui annunciavano la decisione di non arruolarsi nell’esercito israeliano è stata distribuita in migliaia di copie in diverse scuole di tutto il Paese. La lettera, intitolata “Ci rifiutiamo!”, conta ormai più di 120 firme di studenti delle scuole superiori che dovrebbero prestare servizio militare. Testo completo della lettera “Ci rifiutiamo!” Noi, adolescenti destinati alla coscrizione nell’esercito israeliano, con la presente ci rifiutiamo di prendere parte ai suoi crimini e di servire gli interessi del governo dittatoriale. Siamo stati tutti cresciuti nel mito secondo cui Israele agisce solo per legittima difesa. Il sistema educativo ci terrorizza fin da piccoli, facendoci credere che «non ci sia scelta» e che dobbiamo vivere per sempre con la spada in mano. Le nostre scuole ci preparano all’esercito instillandoci una visione del mondo militarista. Al liceo la preparazione ai test militari e i colloqui con i soldati sono parte integrante della nostra quotidianità, ma la verità è che arruolarsi nell’esercito non è inevitabile. Nessuno nasce soldato. E come ogni altra scelta, arruolarsi nell’esercito ha le sue ripercussioni. Negli ultimi due anni e mezzo, attraverso i social media e i notiziari, siamo stati esposti a contenuti difficili e violenti relativi al 7 ottobre. Ma ciò che era iniziato come una risposta a quel terribile massacro si è trasformato in una crudele campagna di sterminio della popolazione di Gaza, di proporzioni incomprensibili. E quali sono i risultati delle azioni dell’esercito? Secondo i dati ammessi dalle Forze di Difesa Israeliane (IDF), dall’inizio della guerra a Gaza sono state uccise più di 72.000 persone, molte delle quali donne, bambini e persino neonati. E nonostante il cosiddetto «cessate il fuoco», il genocidio, la pulizia etnica e i crimini di guerra continuano. Recentemente, abbiamo assistito a un forte aumento della violenza sia da parte dei coloni che dell’esercito in tutta la Cisgiordania. Non si tratta di un fenomeno nuovo. Da decenni Israele utilizza l’esercito per opprimere il popolo palestinese, annettere territori e perpetrare violenze contro i palestinesi che vivono in Cisgiordania – il tutto nell’ambito del progetto di pulizia etnica del Paese. L’esercito attacca, uccide e arresta persone senza processo, compresi ragazzi della nostra età. L’unica cosa che ci differenzia è che loro sono nati dalla parte sbagliata della linea di confine. Riflettete: sono queste le azioni di una “forza di difesa”? Le guerre infinite hanno un pesante impatto su tutti noi: infliggono ferite fisiche e mentali che dureranno per il resto delle nostre vite. Viviamo tra una corsa ai rifugi antiaerei e l’altra e gli annunci dei soldati caduti. Siete disposti a diventare parte delle statistiche? Siete pronti a compiere un simile sacrificio in nome di un governo cinico e dittatoriale che baratta vite umane per rafforzare il proprio dominio? E voi cosa farete? Mesarvot. Rete di obiettori di coscienza israeliani da www.pressenza.it. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
Difendere la filosofia. Assemblea a Roma contro le indicazioni nazionali di Valditara
È stato intenso e ricco di spunti il dibattito svoltosi il 26 giugno a Roma “Difendere la filosofia. La scuola oltre le ‘Indicazioni nazionali’”, organizzato da alcuni dei professori universitari e delle scuole che già a maggio avevano promosso la raccolta firme contro la clamorosa e provocatoria esclusione di Marx […] L'articolo Difendere la filosofia. Assemblea a Roma contro le indicazioni nazionali di Valditara su Contropiano.
June 30, 2026
Contropiano
Noto (SR), comunicato studentesco: «Le vostre Frecce puntano alla guerra, le nostre al futuro»
Gli studenti e le studentesse di Noto (Siracusa) hanno organizzato sabato 27 giugno 2026 dalle 17 alle 19 un presidio di protesta nel centro storico della città per «contestare la serie di iniziative comunali riguardanti l’Air Show Noto 2026 con il coinvolgimento di mezzi appartenenti alla Marina Militare, Polizia di Stato, Guardia di Finanza, Carabinieri ed Esercito Italiano, e il Villaggio dell’Aeronautica Militare collocato a Lido di Noto». Questa presenza capillare e sempre più martellante delle forze armate e delle forze dell’ordine nella società civile viene così presentata sul sito del Comune di Noto: «Per la prima volta, la nostra città ospiterà il Noto Air Show 2026, con la presenza della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori, unico grande appuntamento in Sicilia. Un evento di prestigio nazionale che porterà il nome di Noto e del nostro litorale sotto i riflettori d’Italia, trasformando Lido di Noto in un palcoscenico d’eccellenza, capace di coniugare bellezza, spettacolo, istituzioni e promozione del territorio» (clicca qui). Retorica ridondante e kitsch nella sproporzione fra il dispiegamento dello strumento militare e la promozione della solita “Bellezza” e delle solite “Eccellenze” locali. E anche un po’ di solita mistificazione promozional-aziendale nel vantare l’unicità ed eccezionalità della presenza della pattuglia acrobatica a Noto. Perché in realtà le cronache locali spiegano che si tratta del «ricchissimo programma della manifestazione “Barocco Azzurro” [sic!], che ieri ha visto anche il sorvolo dei comuni del Sud-Est [in particolare dell’altra località balneare della zona, Marina di Modica], e l’atterraggio a Comiso» con pattuglia acrobatica e concerti – naturalmente della banda dell’Aeronautica militare (clicca qui). Ma gli studenti e le studentesse dell’UDS di Noto non ci stanno e colgono la contraddizione di fondo: l’amministrazione comunale spende più di 110 mila euro per lo spettacolo delle Frecce tricolori e per l’air show a Lido di Noto e non per i reali bisogni della città (ospedali, strade, raccolta dei rifiuti, luoghi di socialità). La priorità è data al turismo di massa e di lusso, mentre i plessi scolastici del centro storico sono chiusi da anni per ristrutturazioni, e la mobilità studentesca è un problema irrisolvibile per l’assenza di un trasporto pubblico comunale e l’incapacità di mettere a sistema i trasporti esistenti (ditte private di bus, treno). Tanto che nell’ istituto superiore di Noto gli studenti pendolari perdono 40 minuti di tempo scuola al giorno perché gli orari degli autobus non sono funzionali all’orario scolastico. Gli studenti e le studentesse di Noto hanno le idee chiare anche e soprattutto sul contesto politico internazionale che ha scelto la guerra e boicottato la diplomazia. «Questo show delle Frecce Tricolori, che appartengono all’Aeronautica Militare Italiana – conclude il comunicato degli studenti dell’UDS – si inserisce in un clima di tensione globale, con sempre più conflitti, piani politici mirati ad un riarmo europeo e progetti sulla reintroduzione della leva militare. In questo contesto ci sembra assurdo organizzare un evento che continua a perseguire i valori di nazionalismo e culto del militarismo privi di un reale interesse verso la sovranità e gli interessi dell’Italia, che dovrebbe essere tutelata attraverso una smilitarizzazione completa delle basi USA nella nostra regione ed in tutta Italia. Avendo inoltre un atteggiamento che va verso un’idea nazionale di pace e risoluzione dei conflitti anche attraverso prese di posizione nette rispetto agli attuali conflitti globali e alle costanti violazioni del diritto internazionale» Lorenzo Perrona, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università, Siracusa -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
La disuguaglianza del clima nella città che brucia – di Francesco Demitry
La scuola non è un contenitore neutro: è una società di corpi, di aria, di suoni, di ritmi, di sedie, di finestre, di tempi, di desideri e di stanchezze. Quando l’aria diventa irrespirabile e il caldo blocca l’attenzione, non si assiste a un incidente esterno alla scuola; si scopre piuttosto che la scuola esiste [...]
June 28, 2026
Effimera
L’Indipendente: Roma, Valditara contestato dagli studenti: nel mirino la riforma degli istituti tecnici
DI SALVATORE TOSCANO SU L’INDIPENDENTE DEL 24 APRILE 2026 Ospitiamo con piacere sul nostro sito l’interessante contributo scritto da Salvatore Toscano e pubblicato su L’indipendente il 24 aprile 2026 in cui viene ribadito quanto l’Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università denuncia da due anni a questa parte, vale a dire un pericolosissimo processo di occupazione degli spazi del sapere e della formazione da parte delle Forze Armate e di strutture di controllo, in particolare in occasione della mobilitazione contro la riforma dei tecnici. «A dicembre il ministero presieduto da Valditara ha inviato gli ispettori nelle scuole che avevano precedentemente ospitato la Relatrice Speciale dell’ONU Francesca Albanese. Poche settimane prima era stato anche vietato un corso di formazione per la pace e contro il riarmo organizzato dall’Osservatorio Contro la Militarizzazione delle Scuole e delle Università. Ancora, nel 2024, il ministero ha emesso una circolare in cui chiedeva alle scuole di sanzionare e bocciare gli studenti protagonisti di un’occupazione scolastica…continua a leggere su www.lindipendente.online. -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente