Tag - apocalypse maybe

Hey Meta, dove vanno a finire le immagini riprese dagli smartglasses? // Il lavoro emotivo dietro all’AI
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video, audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama, subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti sessuali. Persone ignare di essere riprese. Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande, scattare foto e video, tradurre in tempo reale. Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione dati e all’AI. Mathare, slum di Nairobi, Kenya Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento dell’IA. Citati nella puntata: “Non sembra che sappiano di essere ripresx“:  momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya – Svenska Dagbladet ‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404 Media The Data Labelers Association Asia, MG (2025), The emotional labor behind AI intimacy;. In: M. Miceli, A. Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data Workers’ Inquiry. ‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive content to train AI – The Guardian
Hey Meta, dove vanno a finire le immagini riprese dagli smartglasses? // Il lavoro emotivo dietro all’AI
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video, audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama, subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti sessuali. Persone ignare di essere riprese. Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande, scattare foto e video, tradurre in tempo reale. Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione dati e all’AI. Mathare, slum di Nairobi, Kenya Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento dell’IA. Citati nella puntata: “Non sembra che sappiano di essere ripresx“:  momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya – Svenska Dagbladet ‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404 Media The Data Labelers Association Asia, MG (2025). Il costo silenzioso del lavoro emotivo. In: M. Miceli, A. Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data Workers’ Inquiry. ‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive content to train AI – The Guardian
May 20, 2026
Radio Blackout
Hey Meta, dove vanno a finire le immagini riprese dagli smartglasses? // Il lavoro emotivo dietro all’AI
Secondo un’inchiesta pubblicata il 27 febbraio 2026 da Svenska Dagbladet e Göteborgs-Posten, i dati raccolti dagli occhiali smart Ray-Ban Meta — video, audio, immagini — vengono processati da lavoratorx umanx assuntx da Sama, subappaltatrice di Meta con sede in Kenya. Lx lavoratorx in questione descrivono di aver visto persone che si spogliano, che usano il bagno, che hanno rapporti sessuali. Persone ignare di essere riprese. Gli occhiali Ray-Ban Meta sono sul mercato europeo, Italia compresa, e vengono venduti come un assistente AI indossabile, capace di rispondere a domande, scattare foto e video, tradurre in tempo reale. Questa e altre storie ci arrivano dagli slums di Nairobi, ed è possibile conoscerne qualcuna grazie al lavoro della Data Workers Inquiry, un’iniziativa di ricerca collettiva rispetto al lavoro legato alla raccolta e elaborazione dati e all’AI. Mathare, slum di Nairobi, Kenya Leggiamo poi il testo “Il lavoro emotivo dietro all’intimità con l’AI“, scritto dal Michael Geoffrey Abuyabo Asia che ha lavorato per Meta e altre piattaforme di outsourcing globali, tramite la ditta kenyana Sama e ricoprendo ruoli presso CloudFactory, TELUS International, TransPerfect DataForce, Appen e NMS Philippines. Il suo background include l’esperienza di impersonare e addestrare assistenti virtuali basati sull’IA nelle chat, il che gli ha fornito una rara prospettiva su una delle forme di lavoro digitale più opache e in rapida espansione. Fa parte della Data Labelers Association (DLA), il cui lavoro si concentra sul lavoro emotivo, lo stress psicologico e le competenze umane nascoste che si celano dietro la moderazione delle chat e l’addestramento dell’IA. Citati nella puntata: “Non sembra che sappiano di essere ripresx“:  momenti intimi finiscono sugli schermi in Kenya – Svenska Dagbladet ‘AI Is African Intelligence’: The Workers Who Train AI Are Fighting Back – 404 Media The Data Labelers Association Asia, MG (2025). Il costo silenzioso del lavoro emotivo. In: M. Miceli, A. Dinika, K. Kauffman, C. Salim Wagner e L. Sachenbacher (a cura di). Data Workers’ Inquiry. ‘In the end, you feel blank’: India’s female workers watching hours of abusive content to train AI – The Guardian
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana,con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di attacco informatico sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna, che lotta contro la turistificazione dell’isola, e per la difesa della sua terra. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con il resto dell’isola è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. Per informarsi sulla resistenza hondurenha: https://barracondigital.org https://www.instagram.com/barracondigitalhn?igsh=MW9tMG04d3N6cjh2Nw== https://systerserver.town/@barracondigital https://www.facebook.com/barracondigital https://codigosur.org Citati nella puntata: Hondurasgate – Sito ufficiale Pròspera – Sito ufficiale I edited my DNA on a secret island (to live forever) – Video di Bryan Johnson su Youtube Cayos Cochinos – Isola su cui girano “Supervivientes – Perdidos en Honduras” reality show spagnolo Approfondimento sull’Hondurasgate – Info di Blackout Canzoni: 1. Ana Tijoux – Antifa dance 2. Bruja Incendiaria – La kumbia de las grillas 3. Cafè Guancasco – El club de los idiotas 4. Varios Artista – Wagaira Le 5. Puras mujeres – Somos trabajadoras 6. Aurelio – Landini
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana,con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di attacco informatico sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna, che lotta contro la turistificazione dell’isola, e per la difesa della sua terra. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con il resto dell’isola è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. Per informarsi sulla resistenza hondurenha: https://barracondigital.org https://www.instagram.com/barracondigitalhn?igsh=MW9tMG04d3N6cjh2Nw== https://systerserver.town/@barracondigital https://www.facebook.com/barracondigital https://codigosur.org Citati nella puntata: Hondurasgate – Sito ufficiale Pròspera – Sito ufficiale I edited my DNA on a secret island (to live forever) – Video di Bryan Johnson su Youtube Cayos Cochinos – Isola su cui girano “Supervivientes – Perdidos en Honduras” reality show spagnolo Approfondimento sull’Hondurasgate – Info di Blackout Canzoni: 1. Ana Tijoux – Antifa dance 2. Bruja Incendiaria – La kumbia de las grillas 3. Cafè Guancasco – El club de los idiotas 4. Varios Artista – Wagaira Le 5. Puras mujeres – Somos trabajadoras 6. Aurelio – Landini
Hondurasgate, Pròspera e il biohacking sulle terre ancestrali
Qualche giorno fa, il portale Honduras Gate ha denunciato di aver subito degli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), dopo aver pubblicato, a fine aprile, dei documenti audio che rivelano l’esistenza di una struttura di ingerenza per orientare la politica nella regione sudamericana,con l’Honduras usato come piattaforma. Gli audio, disponibili anche su Canal Red, indicano un patto tra l’ex presidente honduregno Juan Orlando Hernández (precedentemente condannato negli USA e graziato da Donald Trump a fine 2025, proprio durante la tanto sbandierata “war on drugs“), l’attuale presidente dell’Honduras Nasry Asfura, anch’egli di estrema destra, e figure internazionali tra cui il presidente argentino Javier Milei, figure come Roger Stone e finanziamenti provenienti da Israele per sostenere il ritorno politico di Hernández. I tentativi di attacco informatico sono iniziati subito dopo la diffusione degli audio che espongono la presunta rete di corruzione e ingerenza internazionale, e, come si vede dalle immagini, provengono da USA e Israele. Secondo i messaggi audio —  resi pubblici da Canal RED e Hondurasgate — Juan Orlando Hernández, starebbe tramando per tornare al potere nel Paese, grazie al supporto decisivo di Stati Uniti e Israele che in cambio otterrebbero facilitazioni per la costruzione di una nuova base militare e di centri di confinamento per presunti terroristi, su modello di quelli voluti dal presidente Nayib Bukele in El Salvador; una legge su misura per le loro esigenze al fine di incentivare gli investimenti nell’intelligenza artificiale, con contratti che verrebbero assegnati direttamente a società private americane come la General Electric; e, infine, l’espansione delle cosiddette Zone economiche speciali, veri e propri dispositivi di espropriazione territoriale e sovranità limitata a beneficio di capitali stranieri, che l’amministrazione di Xiomara Castro, prima presidente donna dell’Honduras — in carica dal 2021 al 2025 —, aveva iniziato a smantellare. La più discussa tra queste realtà è Próspera — che sorge sull’isola di Roatán —  una vera e propria città privata, porto franco libero dalle maglie dello Stato, in cui sono investitori del calibro di Peter Thiel a dettare interamente le regole. Diversi miliardari investono nella costruzione della città privata. Próspera, di fatto una “città-stato” privata sull’isola di Roatán in Honduras, è diventata un hub globale per il biohacking e la ricerca sulla longevità grazie alla mancanza di una istituzione sanitaria regolamentata al suo interno. Molte aziende specializzate vi testano terapie geniche e trattamenti anti-invecchiamento, attirando imprenditori e biohacker come Bryan Johnson. A Pròspera si può pagare e presentare il bilancio delle proprie aziende in criptovalute e non vi è alcuna autorità che imponga regole, nè sull’uso di AI, nè sullo smaltimento dei rifiuti, nè su esperimenti medici e biotecnologici. L’isola di Roatán, dove sorge Pròspera, è abitata dal popolo Garifuna, che lotta contro la turistificazione dell’isola, e per la difesa della sua terra. Ovviamente, Pròspera non è per loro, il confine con il resto dell’isola è rigido. Una strada, controllata da una guardia di una società di sicurezza privata, conduce al complesso residenziale. L’accesso è controllato. Chi vuole entrare deve richiedere un pass online, e allo stesso tempo può registrare la propria azienda con pochi clic. All’interno della comunità di expat del Duna Tower (torre che svetta tra la vegetazione dell’isola, superando di molto l’altezza consentita per gli edifici a Roatan), tutti hanno una start-up. Tra loro c’è Rich Lee, 47 anni, statunitense, che si definisce un “biohacker”: senza studi di biologia o medicina, sperimenta terapie geniche e impianti elettronici. Rich Lee mostra uno dei suoi microchip sottopelle. Con in studio due compagne dall’Honduras, ci facciamo raccontare i vecchi e nuovi presidenti del Paese centroamericano, parliamo di Pròspera e delle lotte dei popoli originari e afro caraibici per la liberazione dei territori. Per informarsi sulla resistenza hondurenha: https://barracondigital.org https://www.instagram.com/barracondigitalhn?igsh=MW9tMG04d3N6cjh2Nw== https://systerserver.town/@barracondigital https://www.facebook.com/barracondigital https://codigosur.org Citati nella puntata: Hondurasgate – Sito ufficiale Pròspera – Sito ufficiale I edited my DNA on a secret island (to live forever) – Video di Bryan Johnson su Youtube Cayos Cochinos – Isola su cui girano “Supervivientes – Perdidos en Honduras” reality show spagnolo Approfondimento sull’Hondurasgate – Info di Blackout Canzoni: 1. Ana Tijoux – Antifa dance 2. Bruja Incendiaria – La kumbia de las grillas 3. Cafè Guancasco – El club de los idiotas 4. Varios Artista – Wagaira Le 5. Puras mujeres – Somos trabajadoras 6. Aurelio – Landini
May 13, 2026
Radio Blackout
La distruzione da remoto. Droni: costi, versatilità, produzione@2
(In copertina, fibra ottica sui campi ucraini. Nella guerra russo-ucraina, i droni vengono pilotati con la fibra ottica perchè il jamming impedisce a entrambi gli schieramenti di radiocomandarli) Sommario: Breve storia dei droni ragionata – apocalisse annunciata (da Marilyn) – le differenze per eserciti più o meno strutturati – con esempi dalla seconda guerra mondiale a oggi. Intro con Ginox Intervista con Francesco Dall’Aglio, medievista, ricercatore presso l’Istituto di Studi Storici al dipartimento di storia medievale della Accademia delle Scienze di Sofia (Bulgaria). Esperto di est Europa e di questioni strategico-militari, è autore del canale telegram War Room – Russia, Ucraina, NATO e co-autore del libro “Oppenheimer, Putin e altre storie sulla bomba”. Infine leggiamo due articoli di Lorenzo Lamperti a proposito della competizione USA-Cina sull’innovazione tecnologica. Marilyn Monroe assembla droni nel 1945 Campi ricoperti di fibra ottica lasciati dai droni nella guerra tra Russia e Ucraina Simulazione cinese di un’operazione di repressione interna tramite droni.
April 30, 2026
Radio Blackout - Info
Rap & Lego. La propaganda di guerra ai tempi dell’AI
Da qualche settimana, una serie di video generati dall’intelligenza artificiale che raffigurano i successi militari iraniani contro Stati Uniti e Israele in uno stile grafico a cartoni animati simile a quello dei Lego stanno diventando virali, ricondivisi da giovani sia statunitensi, sia europei, sia del Sud globale. Circa un mese fa, commentavamo il video condiviso dalla Casa Bianca per lanciare l’operazione Epic Fury in Iran. Mentre la guerra, dopo gli iniziali “pochi giorni”, si prolungava, Trump ha continuato a usare internet per veicolare una retorica bellica molto aggressiva. video diffusi dalla Casa Bianca Nei primi giorni di guerra, gli account ufficiali della Casa Bianca hanno diffuso video in cui spezzoni di scene di sport, film e videogames venivano montati con filmati reali di attacchi militari contro l’Iran. Trump e il Segretario della Guerra (precedentemente Segretario della Difesa) Pete Hegseth hanno ripetutamente sbandierato l’“annientamento” dell’esercito iraniano, assicurando al contempo che gli Stati Uniti si stanno rapidamente avvicinando ai loro obiettivi di vittoria. L’amministrazione Trump sta cambiando le regole del gioco della comunicazione della politica istituzionale, e altri Paesi e regimi la stanno seguendo sullo stesso terreno, con risultati a volte migliori, come nel caso dei video di animazione dei Lego che sono diventati virali nelle ultime settimane. Uno dei video mostra un Trump di Lego in preda al panico che ordina un attacco aereo dopo aver esaminato gli “Epstein files” insieme a Satana e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In un altro, Trump viene ripetutamente definito un “perdente” (“loser“) e accusato di essere una “marionetta” di Netanyahu, il tutto accompagnato da immagini di crolli del mercato azionario, attacchi missilistici e bare di Lego. Abbiamo ascoltato le canzoni di rap che accompagnano questi video e abbiamo provato a districarci all’interno della slopaganda di guerra insieme a Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore che si occupa di complottismo e nuovi media. Citati nella puntata: Slopaganda di guerra – Complotti! L’Iran ha vinto la guerra della slopaganda – Complotti! In the Room With Iran’s Social Media Savants – New York Wars don’t work – New York Stretto di Hormuz meraviglia geologica – National Geographic
April 17, 2026
Radio Blackout - Info
Rap & Lego. La propaganda di guerra ai tempi dell’AI
Da qualche settimana, una serie di video generati dall’intelligenza artificiale che raffigurano i successi militari iraniani contro Stati Uniti e Israele in uno stile grafico a cartoni animati simile a quello dei Lego stanno diventando virali, ricondivisi da giovani sia statunitensi, sia europei, sia del Sud globale. Circa un mese fa, commentavamo il video condiviso dalla Casa Bianca per lanciare l’operazione Epic Fury in Iran. Mentre la guerra, dopo gli iniziali “pochi giorni”, si prolungava, Trump ha continuato a usare internet per veicolare una retorica bellica molto aggressiva. video diffusi dalla Casa Bianca Nei primi giorni di guerra, gli account ufficiali della Casa Bianca hanno diffuso video in cui spezzoni di scene di sport, film e videogames venivano montati con filmati reali di attacchi militari contro l’Iran. Trump e il Segretario della Guerra (precedentemente Segretario della Difesa) Pete Hegseth hanno ripetutamente sbandierato l’“annientamento” dell’esercito iraniano, assicurando al contempo che gli Stati Uniti si stanno rapidamente avvicinando ai loro obiettivi di vittoria. L’amministrazione Trump sta cambiando le regole del gioco della comunicazione della politica istituzionale, e altri Paesi e regimi la stanno seguendo sullo stesso terreno, con risultati a volte migliori, come nel caso dei video di animazione dei Lego che sono diventati virali nelle ultime settimane. Uno dei video mostra un Trump di Lego in preda al panico che ordina un attacco aereo dopo aver esaminato gli “Epstein files” insieme a Satana e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In un altro, Trump viene ripetutamente definito un “perdente” (“loser“) e accusato di essere una “marionetta” di Netanyahu, il tutto accompagnato da immagini di crolli del mercato azionario, attacchi missilistici e bare di Lego. Abbiamo ascoltato le canzoni di rap che accompagnano questi video e abbiamo provato a districarci all’interno della slopaganda di guerra insieme a Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore che si occupa di complottismo e nuovi media. Citati nella puntata: Slopaganda di guerra – Complotti! L’Iran ha vinto la guerra della slopaganda – Complotti! In the Room With Iran’s Social Media Savants – New York Wars don’t work – New York Stretto di Hormuz meraviglia geologica – National Geographic
Rap & Lego. La propaganda di guerra ai tempi dell’AI
Da qualche settimana, una serie di video generati dall’intelligenza artificiale che raffigurano i successi militari iraniani contro Stati Uniti e Israele in uno stile grafico a cartoni animati simile a quello dei Lego stanno diventando virali, ricondivisi da giovani sia statunitensi, sia europei, sia del Sud globale. Circa un mese fa, commentavamo il video condiviso dalla Casa Bianca per lanciare l’operazione Epic Fury in Iran. Mentre la guerra, dopo gli iniziali “pochi giorni”, si prolungava, Trump ha continuato a usare internet per veicolare una retorica bellica molto aggressiva. video diffusi dalla Casa Bianca Nei primi giorni di guerra, gli account ufficiali della Casa Bianca hanno diffuso video in cui spezzoni di scene di sport, film e videogames venivano montati con filmati reali di attacchi militari contro l’Iran. Trump e il Segretario della Guerra (precedentemente Segretario della Difesa) Pete Hegseth hanno ripetutamente sbandierato l’“annientamento” dell’esercito iraniano, assicurando al contempo che gli Stati Uniti si stanno rapidamente avvicinando ai loro obiettivi di vittoria. L’amministrazione Trump sta cambiando le regole del gioco della comunicazione della politica istituzionale, e altri Paesi e regimi la stanno seguendo sullo stesso terreno, con risultati a volte migliori, come nel caso dei video di animazione dei Lego che sono diventati virali nelle ultime settimane. Uno dei video mostra un Trump di Lego in preda al panico che ordina un attacco aereo dopo aver esaminato gli “Epstein files” insieme a Satana e al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. In un altro, Trump viene ripetutamente definito un “perdente” (“loser“) e accusato di essere una “marionetta” di Netanyahu, il tutto accompagnato da immagini di crolli del mercato azionario, attacchi missilistici e bare di Lego. Abbiamo ascoltato le canzoni di rap che accompagnano questi video e abbiamo provato a districarci all’interno della slopaganda di guerra insieme a Leonardo Bianchi, giornalista e scrittore che si occupa di complottismo e nuovi media. Citati nella puntata: Slopaganda di guerra – Complotti! L’Iran ha vinto la guerra della slopaganda – Complotti! In the Room With Iran’s Social Media Savants – New York Wars don’t work – New York Stretto di Hormuz meraviglia geologica – National Geographic
April 17, 2026
Radio Blackout