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Tutti gli eventi della Israeli Apartheid Week 2026
La Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW) è uno strumento di mobilitazione della società civile a livello globale a sostegno della lotta di liberazione palestinese contro il regime pluridecennale di colonialismo d’insediamento e apartheid di Israele. Serve a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'apartheid israeliana e a mobilitare il sostegno alle campagne strategiche del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). L’obiettivo è di porre fine alla complicità internazionale con questo sistema di oppressione come contributo significativo al suo smantellamento.  Ecco un elenco degli appuntamenti in Italia giorno per giorno (in costante aggiornamento) ROMA  17 marzo ore 15-16 Leonardo non ha nulla da insegnarci Città Metropolitana - Ufficio Scolastico Regionale - via Giorgio Ribotta 41 Flash Mob contro gli accordi e le relazioni tra scuole e Leonardo SpA con  Equipaggi di Terra - Rup - Docenti per Gaza Organizzato da BDS Roma e altri  BOLOGNA  18 marzo  ore 20-22 Call to action per una Palestina libera Centro sociale della Pace - Via del Pratello 53 Una serata di musica per conoscere il movimento BDS e attivarsi nelle sue campagne. Con Agrimanto, Chiara Pancaldi, Valentina Turrini, Tati Valle, Reda Zina Organizzato da BDS Bologna   BOLOGNA 21 marzo ore 18-21 Dare Futuro: da Gaza all'Università di Bologna Sala Centofiori, via Gorki 16   Interventi di Mariateresa Veltri UNIBO, Antonio Violante UNIMI, Federico Zanettin UNIVE e BDS Bologna A seguire concerto con Giancarlo Gregori e il Cabaret Social Coro, Paolo Buconi e Dirty Workers Il ricavato dell'evento sarà devoluto a sostenere l'accoglienza di studenti e studentesse universitari provenienti da Gaza. Organizzato da Assopace Palestina Bologna UDINE  21 marzo ore 17,30-21 Presidio e Presentazione reportage Dossier Palestina Piazza Matteotti e via de Rubeis 46   Presidio cittadino per mobilitare la citta' di Udine a capire meglio il sistema di aparthaid israeliana, deunciare la complicita' del nostro governo e invitare le persone a usare il boicottaggio come pratica quotidiana di resistenza e solidarieta'. Al presidio seguira' la presentazione del Dossier Palestina, a cura dell'Assemblea Free Palestine di Padova, presso lo spazio autogestito in via de Rubeis 46, Udine. Organizzato da Comitato per la Palestina di Udine, Donne in Nero di Udine RIMINI 21 marzo ore 18,30-22 Macondo Fest - Serata per la palestina Casa del popolo Macondo - Viale Pascoli 65/A Presentazione del libro "Boicottare Israele", cena e musica palestinese con CDP Macondo organizzato da BDS Rimini ANZIO NETTUNO APRILIA 21 marzo ore 10-19 SIT IN per la campagna di boicottaggio No TEVA Dove: Farmacia Internazionale Piazza Pia N.11 (Anzio)Farmacia Scandellari Piazza Giuseppe Mazzini, N.13 (Nettuno), Farmacia Galassi Via Ardeatina N.170 (Anzio)Farmacia Nencini via Aranci(Aprilia) Farmacia Dr. Max via Ponchielli brteo,(Aprilia). Farmacia Savo via Giovanni XXIII(Aprilia) Il coordinamento Anaa di Anzio nettuno Aprilia e Ardea organizza sit in davanti le farmacia di Aprilia Anzio nettuno, ci sarà volantinaggio e diffusione informazioni della campagna di boicottaggio e su TEVA tramite megafono Organizzato da Coordinamento Anaa di Anzio Nettuno Aprilia e Ardea in solidarietà con la Palestina, co-organizzatore BDS Castelli Romani  BERGAMO  22 marzo  ore 17-20,30 Palestina: vivere sotto il colonialismo di insediamento e il regime di apartheid israeliani Centro Ricreativo Pignolo (CRP), Via Santa Elisabetta, 11 Con Dalia Ismail, giornalista indipendente palestinese e Eyas Awad, Associazione Amicizia Bergamo Palestina e BDS Bergamo A conclusione buffet palestinese Organizzato da BDS Bergamo MILANO  23 marzo  ore 19,00-21,30 Cinema Beltrade Via Oxilia, 10 Proieizione del film "FROM GROUND ZERO" Con Assopace Palestina Organizzato da BDS Milano TORINO 23 marzo ore 20,45-23 Cinema Esedra - Via Bagetti 30 Proiezione del documentario "A state of passion" sulla testimonianza del genocidio a Gaza da parte di Ghassan Abu Sittah Organizzato da BDS Torino e Jaffa Orange MILANO  24 marzo   ore 18-20 Antisemitismo e Antisionismo: una confusione strumentale ChiamaMilano, Via Laghetto 2 Con Moni Ovadia (da remoto), Ugo Giannangeli (Avvocato, Esperto di Diritto Internazionale), Mahmoud Hannoun (API), Daniel (Tikkun - Diaspora ebraica decoloniale), Wieland (Jüdische Stimme), Clara (Tsedek! - Collectif juif décolonial) Organizzato da BDS Milano  NAPOLI 24 marzo ore 17 Transgender Day of Visibility - TDOV 2026 "Per Maja Liberə" Cortile di Porta di Massa - Via Porta di Massa, 1  (c/o Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Federico II) Assemblea pubblica Antifascista per la costruzione del corteo del 31 marzo dedicato a Maja, compagnə antifascista e persona non binaria perseguitatə per il proprio impegno politico e attualmente detenutə nelle carceri ungheresi. E verso l'organizzazione dell'Arrevutamm PRIDE 2026.  Organizzato da BDS Napoli e Arrevutamm Pride, Ass.ne Transessuale Napoli, I'mqueeranyproblem. BOLOGNA  25 marzo  ore 18,00 - 20,00 Criminalizzazione del dissenso - DDL antisemitismo e libertà accademica Aula 12, Piazza Scaravilli 2 – Università di Bologna Con Paolo Gaibazzi, antropologo e membro del Coordinamento Docenti Unibo per la Palestina Fausto Gianelli, avvocato e coordinatore provinciale dei Giuristi Democratici di Modena Amedeo Rossi, ricercatore indipendente, collaboratore del sito Zeitun info e che presenta il suo libro "Antisionismo e antisemitismo. Usi e abusi" Organizzato da BDS Bologna AGRIGENTO 25 marzo ore 17,30-19 La Palestina ci libera tutti Fondazione MondoAltro, Via Barone 2A (AG) Presentazione gruppo bds Agrigento, movimento e presentazione libro "Boicottare Israele" con Valerio Landri, Alex Zanotelli, Soraya La Cola, Mario Maio, Riccardo Maltese, Vincenzo Lombardo organizzato da Agrigento per la Palestina GRASSINA (FI)  25 marzo  ore 18,30-21 Repressione e solidarietà con la Palestina, un fatto politico Casa del Popolo di Grassina Con Dario Rossi, avvocato di Mohammad Hannoun, Progetto CASA (Comunità Agricola Solidarietà Attiva) di Mondeggi Bene Comune, collettivo di Fabbrica ex GKN SPLAI Nodo fiorentino a seguire CENA SOLIDALE a cura della Brigada alimentare GKN Organizzato da BDS Firenze e dintorni CATANIA 25 marzo ore 18,30-21 Israeli Apartheid Week - Rafiqueer e Inaugurazione SPLAI Arcigay, Via Verona 84-86 Catania 41 Inaugurazione dello SPLAI di Arcigay Presentazione del progetto della barca Rafiqueer che farà parte della flottilla verso Gaza con il tema: "Come e perchè la comunità Queer è chiamata a dare il suo sostegno contro il genocidio palestinese" Organizzato da BDS Catania, co-organizzatori Arcigay Catania ROMA 26 marzo ore 17-19 LIBERƏ TUTTƏ: sguardi resistenti dal cinema palestinese Università Roma 3 - Polo Aule Dams Aula 3 via Ostiense 139 Lezione aperta di Studi Post coloniali di Cinema e Media con Proiezioni di Cortometraggi e dialogo con Milena Fiore (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico e Rania Hammad (attivista diaspora palestinese) Maya Issa (Movimento Studenti Palestinesi) attivista BDS Organizzato da BDS Roma, co-organizzatore Leonardo De Franceschi - Roma 3 Etica - Nazra - Disarchivio - Aamod RAVENNA  26 marzo  ore 17,30-20 DDL Antisemitismo e repressione del dissenso Sala Ragazzini, Largo Firenze con Amedeo Rossi che presenta il suo libro "Antisionismo e antisemitismo. Usi e abusi" e Andrea Maestri, avvocato e membro dei GAP Organizzato da BDS Ravenna MILANO  26 marzo  ore 20,30-22,30 Via Quinto Romano 17 Proiezione del docufilm "Il battito della terra" ("The heartbeat of the land") e presentazione del "Popular Art Centre Palestina" con l’Associazione Revdar Organizzato da BDS Milano  BOLOGNA 26 marzo ore 20,30 Arci San Lazzaro, via Bellaria 7, San Lazzaro di Savena (BO) Proiezione del docufilm "Striplife" Organizzato da BDS Bologna TRIESTE 26 marzo ore 18,30 Bar libreria Knulp - Via Madonna del Mare 7/a Proiezione del documentario GAZA: DOCTORS UNDER ATTACK di Karim Shah, Gran Bretagna, 2025, 95' lingua originale con sottotitoli in italiano Organizzato da Salaam ragazzi dell'olivo odv comitato di Trieste NAPOLI 26 marzo ore 18 Assemblea pubblica per una campagna contro MSC La Taverna a Santa Chiara - Via Santa Chiara, 6 MSC, compagnia leader di navi cargo e crociere, ha fatto di Napoli uno scalo cruciale per gli itinerari delle crociere nel Mediterraneo ma non solo, non è un mistero il coinvolgimento di MSC nel trasporto di armi e materiale bellico da e verso Israele. Organizzato da BDS Napoli e La Taverna a Santa Chiara/SPLAI COMO 26 marzo ore 20,45 Cinema Astra viale Giulio Cesare 3 Proiezione del corto Teva e documentario The Life that remains. Interverrà Didi Ananda Rasasudha dell'associazione AMRITEL Relief Team che, tra le altre cose si occupa di fornire soccorso ai rifugiati palestinesi in Egitto. Organizzato da BDS Como TRIESTE 27 marzo ore 18 Incontro con WAFA KAANAN e AISHA MANSOUR Casa Internazionale delle Donne - Via Pisoni, 3 Wafa Kaanan già project manager MAP per Gaza, Aisha Mansour direttrice MAP per la Cisgiordania in collegamento da Ramallah. Traduzione consecutiva a cura di Vanina Troja. Organizzato da Salaam ragazzi dell'olivo odv comitato di Trieste, co-organizzatore Casa Internazionale delle Donne Trieste MILANO  27 marzo  ore 20,30-22,30 Boicottare Israele Exalge APS, via Francesco Ferrucci 5 Nel 2005 nasce, per iniziativa di oltre 170 realtà palestinesi, il movimento internazionale Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS), che in questi 20 anni ha ottenuto notevoli successi e che sta crescendo molto. Con l’aiuto di un gioco, scopriamo come funziona e come aderire. Con Maria Rosaria Angileri e Alessandra Cangemi, attiviste di BDS Milano Organizzato da BDS Milano VASTO  27 marzo ore 19-21 Boicottare Israele Casa del popolo "La Conviviale" - Corso Dante 50/52 - Vasto Incontro di sensibilizzazione al Boicottaggio partendo dal libro "Boicottare Israele. Azioni concrete per fermare il genocidio in Palestina", per cercare di guidare la popolazione verso scelte consapevoli. Organizzato da Bds Vasto PALERMO 27 marzo ore 18-21 Campagna Teva NO GRAZIE Arci Porco Rosso Palermo Incontro informativo Campagna NO TEVA - Presentazione Iniziative BDS PALERMO Con Francesco Faldetta e Elio Teresi Organizzato da BDS Palermo, co-organizzatore Zona AUT Palermo NAPOLI 28 marzo ore 17-19 La resistenza palestinese attraverso la cultura delle donne La Taverna a Santa Chiara - Via Santa Chiara, 6 Il tatreez, tecnica di ricamo antico palestinese rappresenta in questo momento di genocidio culturale una fondamentale forma di resistenza che viene dal passato e porta verso il futuro, trasmessa di generazione in generazione, da madre a figlia, in Palestina così come nelle comunità di profughi e rifugiati palestinesi in tutto il mondo.  Ne parliamo con Eman Zaidat, donna palestinese della diaspora, che vive a Napoli e attraverso il tatreez e la cucina svolge una specifica e indefessa opera da attivista.   Organizzato da BDS Napoli e La Taverna a Santa Chiara/SPLAI LANCIANO 29 marzo ore 11-16,30 Israeli Apartheid Week e Yom Al Ard Bottega dal Viaggiatore Errante - Via dei Frentani 33 In occasione della settimana contro l'Aparheid Israeliano celebreremo la Giornata della Terra Palestinese con la piantumazione di un albero di limone, poesie, talk su apartheid e pranzo solidale. Organizzato da BDS Lanciano, co-organizzatore Assemblea Lanciano per la Palestina AUGUSTA 29 marzo ore 12-20 "La Palestina ci libera tutt3." Mobilitiamoci: il movimento BDS e la flottilla in partenza per Gaza Le Cave Augusta IPranzo sociale Presentazione BDS, focus su Apartheid. Presentazione TMTG e prossima missione flottille. Organizzato da BDS Catania, co-organizzatore 936 Pezzi TMTG NAPOLI 30 marzo ore 18 Da Israele all'Italia: la violazione dei diritti dei Palestinesi attraverso l'apartheid Centro di alimentazione consapevole,  Vico San Pietro a Majella 6   Incontro di approfondimento su come l'apartheid agisce in Israele e sul tema del doppio standard che, attraverso la repressione colpisce anche in Italia le persone e le comunità palestinesi con Dalia Ismail, giornalista ed attivista.   Organizzato da BDS Napoli, co-organizzatore Centro di alimentazione consapevole/in supporto Centro Culturale Handala Ali VICENZA 30 marzo ore 19-21 PALESTINA: resistere è esistere - Dalla letteratura al boicottaggio Ex Centrale del latte - Via Medici 96   Lettura e analisi di due testi sulla Palestina per illustrare la nascita del movimento BDS principi e linee guida.   Organizzato da BDS Vicenza, co-organizzatore Acampada Piazza Biade - La Centrale ROMA 31 marzo ore 18-21:30 Le mani di Israele sulla città: il disinvestimento contro la finanza predatoria Collettivo via Passino 20 (Garbatella) Interventi sul tema del disinvestimento dai fondi Israeliani della società Heinz nel progetto di riqualificazione dei Mercati Generali da parte del comune di Roma Organizzato da BDS Roma e Comitato Civico per la tutela degli ex-Mercati Generali NAPOLI 1 aprile ore 17:30 Verso la creazione di una RETE SPLAI a NAPOLI Centro di alimentazione consapevole (SPLAI),  Vico San Pietro a Majella 6   Il nodo di Napoli del BDS ha scelto di focalizzare i propri eventi della settimana IAW sulla campagna SPLAI per sensibilizzare esercizi commerciali e spazi sociali. Questo incontro pubblico intende mettere le basi per la costruzione di una Rete cittadina.   Organizzato da BDS Napoli, co-organizzatore Centro di alimentazione consapevole, La Taverna a Santa Chiara
Non si affitta al genocidio. Due nuove petizioni
IL MOVIMENTO BDS LANCIA DUE PETIZIONI PER IL TURISMO ETICO I palestinesi si rivolgono alle aziende del settore alberghiero e ai turisti di tutto il mondo perchè chiedano che Israele sia chiamato a rispondere del genocidio a Gaza. Dal lancio della nostra campagna No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio), si sono unite a noi tante piccole aziende del settore dell'ospitalità e del turismo etico, organizzazioni di base e persone responsabili in tutto il mondo. Stanno facendo pressione sui rispettivi governi affinché rispettino i loro obblighi legali e garantiscano che a coloro che sono stati coinvolti in crimini di guerra, apartheid e genocidio contro i palestinesi sia negato un rifugio sicuro nei loro territori.  Il movimento BDS ha appena lanciato due nuovi strumenti per rafforzare questa campagna. GESTISCI UN HOTEL, UN B&B, UN TREKKING O UN CAFFÈ, ECC? Ora anche tu puoi fare la tua parte, unendoti alle aziende del settore alberghiero e alle comunità locali e di vicinato per garantire che criminali di guerra e persone coinvolte in  genocidi non vengano ospitati: firma l’impegno a essere un’Oasi di Pace e unisciti alle sempre più numerose  aziende che stanno prendendo posizione in tutto il mondo.  FIRMA l’impegno per rendere la tua struttura un’Oasi di pace    QUANDO VIAGGI UTILIZZI BOOKING.COM E AIRBNB? Sapevi che queste piattaforme propongono affitti in strutture ricettive nelle colonie israeliane costruite illegalmente su terre rubate ai palestinesi? Questo è un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Partecipa alla campagna BDS per fare pressione su entrambe le piattaforme affinché pongano fine alla loro complicità, firma l'impegno dichiarando che sei un viaggiatore che mette l’etica al primo posto.  Firma l’impegno a non utilizzare Booking.com e AirBnB   Come turista che pone l’etica alla base delle proprie scelte, considero il viaggio uno strumento per esplorare luoghi e contribuire positivamente agli scambi culturali. I crimini di guerra, l'apartheid e il genocidio non hanno nulla a che vedere con questo. È risaputo che Booking.com e Airbnb traggono profitto dall'apartheid e dalla pulizia etnica di Israele nei confronti delle comunità palestinesi, offrendo soggiorni in proprietà costruite nelle colonie illegali su terre rubate ai palestinesi. Rifiuto che questa forma di complicità con tali crimini faccia parte della mia esperienza di viaggio. Inoltre, nessuna di queste piattaforme ha istituito processi di due diligence per garantire che non vengano forniti servizi e ospitalità a criminali di guerra o a persone coinvolte nel genocidio. Booking.com, anzi, censura e applica ritorsioni alle strutture ricettive che esprimono solidarietà con i diritti dei palestinesi. Secondo le Nazioni Unite e le principali organizzazioni per i diritti umani (quali Amnesty International e Human Rights Watch), entrambe le piattaforme sono implicate nelle colonie illegali israeliane. Booking.com e Airbnb sono anche responsabili della gentrificazione di molti quartieri urbani, dell'ipercommercializzazione del turismo e dello sfruttamento delle strutture locali (B&B, hotel, case vacanza, ecc.). Con questa firma, mi impegno a non effettuare le mie prenotazioni tramite queste piattaforme finché non porranno fine alla loro complicità con l'apartheid e i crimini di guerra di Israele e a utilizzare piattaforme alternative o prenotare direttamente presso le proprietà ove possibile.   CONTESTO E INFORMAZIONI SULLA CAMPAGNA “NO ROOM FOR GENOCIDE Dal lancio della campagna di turismo etico No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio) nel luglio 2025, il movimento BDS ha invitato i suoi partner, alleati e sostenitori in tutto il mondo a fare pressione sugli Stati affinché rispettino il loro obbligo di perseguire sul proprio territorio chi è coinvolto/a in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio contro i palestinesi. Questo rientra nella responsabilità legale che, ai sensi del diritto internazionale, gli Stati hanno nel porre fine alla complicità e affermare il dovere di Israele di rispondere per il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale della Palestina. Il lancio di questa campagna ha visto grandi mobilitazioni in tutto il mondo per fare in modo che i criminali di guerra siano chiamati a rispondere delle loro azioni e per costruire un consenso popolare intorno ai messaggi "Ban War Criminals" (No ai criminali di guerra) e "No Room for Genocide" (Non si affitta al genocidio). La campagna lavora su due piani: spingere gli Stati a modificare le politiche di ingresso nel paese (ad esempio imponendo un visto come fatto dalla Colombia in seguito al genocidio di Gaza) e fare pressione su aziende come Booking e Airbnb affinché pongano fine alla loro complicità nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele. A tal fine, stiamo mobilitando sostenitori e gruppi solidali in tutto il mondo, nonché proprietari di strutture ricettive che hanno preso o intendono prendere posizione contro il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale di Israele. Scarica il nostro kit di strumenti per la campagna qui. Con questa petizione, invitiamo i singoli sostenitori e chi desidera viaggiare in modo etico a impegnarsi, quando possibile, a non effettuare prenotazioni di alloggi tramite Booking.com e Airbnb, poiché entrambe le piattaforme sono complici nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele contro le comunità palestinesi. Sui loro siti elencano strutture ricettive costruite nelle colonie illegali su terre palestinesi rubate, un crimine di guerra, come se fossero proprietà israeliane. Booking.com controlla il testo fornito per ogni annuncio immobiliare e censura attivamente le espressioni di sostegno ai diritti umani, in particolare ai diritti dei palestinesi. Inoltre, nessuna delle due società ha messo in atto processi di due diligence per garantire che le loro piattaforme non forniscano servizi e rifugio sicuro a criminali di guerra e a persone coinvolte in genocidio. Con questo impegno puoi aggiungere il tuo nome alla crescente pressione su queste aziende per porre fine alla loro complicità. Condividete i nostri due nuovi strumenti per il turismo etico.
Guerra US-Israele contro Iran: siamo contro la legge del più forte
AGGRESSIONE DI GUERRA ISRAELO-STATUNITENSE CONTRO L'IRAN: È ORA CHE LA MAGGIORANZA GLOBALE SI OPPONGA ALL'ORDINE DELLA LEGGE DEL PIÙ FORTE Nel condurre una guerra di aggressione spietata e criminale contro il popolo iraniano, l'asse genocida israelo-statunitense sta intensificando il suo tentativo di imporre il nuovo ordine della “legge del più forte” che minaccia l'umanità intera. Dato lo status senza precedenti di Israele come Stato più canaglia del mondo, per il genocidio di Gaza in diretta streaming, questa guerra va inquadrata come un tentativo disperato di riabilitare Israele, un regime di colonialismo, apartheid e genocidio, da parte dell'Occidente coloniale, guidato dall'imperatore autoproclamato degli Stati Uniti. Il massacro di almeno 165 studentesse iraniane e dei loro insegnanti, in gran parte ignorato o edulcorato dai media occidentali col loro tipico razzismo e la disumanizzazione nei confronti delle persone di colore, mette a nudo i veri obiettivi di questa aggressione da parte di due potenze nucleari canaglia. Israele, sostenuto dal regime di Trump, vuole dividere l'Iran e distruggere la coesione e la resilienza del suo popolo, come ha fatto in Iraq, Libano e Siria, tra gli altri Stati che ha preso di mira nella regione. L'intero spettro politico sionista israeliano, sostenuto da potenti gruppi sionisti ebraici e cristiani di estrema destra statunitensi, sta ora spingendo per una “Grande Israele” che comprenderebbe parti dell'Egitto, della Giordania, dell'Iraq e dell'Arabia Saudita, non solo la Palestina, il Libano e la Siria.
Epstein: un'arma israeliana di estorsione di massa?
Jeffrey Epstein, responsabile di efferati crimini sessuali contro molte ragazze e giovani donne, avrebbe fornito per anni servizi preziosi all'apartheid israeliano, inclusi i suoi servizi di intelligence, come rivelato da Drop Site News. I media occidentali tradizionali hanno, come prevedibile, in gran parte censurato dal loro flusso di notizie sulle attività criminali di Epstein i suoi inconfutabili legami con leader israeliani, come l'ex Primo Ministro Ehud Barak (accusato di crimini sadici), alti ufficiali dell'intelligence israeliana, gruppi di pressione filo-israeliani, organizzazioni di coloni e figure chiave della lobby israeliana negli Stati Uniti. Robert Maxwell, il padre della complice di Epstein, Ghislaine Maxwell, era ampiamente noto come la "superspia di Israele". PERCHÈ QUESTO È IMPORTANTE? Perché svelare l'uso da parte di Israele di tali metodi criminali per ottenere influenza in molte capitali potrebbe contribuire a infrangere la sua "totale impunità" nel genocidio in corso contro i palestinesi a Gaza e nell’intensificata pulizia etnica in Cisgiordania. Il genocidio in diretta streaming di Israele, il primo al mondo, e il suo regime di apartheid coloniale contro la popolazione palestinese autoctona non possono continuare senza la complicità di stati, aziende e istituzioni, principalmente nell'Occidente colonialista.
February 19, 2026
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Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana 2026
La Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW) è uno strumento di mobilitazione della società civile a livello globale a sostegno della lotta di liberazione palestinese contro il regime pluridecennale di colonialismo d’insediamento e apartheid di Israele. Serve a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'apartheid israeliana e a mobilitare il sostegno alle campagne strategiche del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). L’obiettivo è di porre fine alla complicità internazionale con questo sistema di oppressione come contributo significativo al suo smantellamento. Con una campagna popolare efficace e intersezionale, possiamo costruire una forza capace di smantellare il regime di colonialismo d’insediamento e apartheid di Israele. A partire dal 21 marzo 2026, organizziamo la IAW intensificando le campagne di boicottaggio e disinvestimento e insistendo per ottenere sanzioni legali contro l'apartheid israeliana, prima di tutto con un embargo militare completo e l'espulsione di Israele dall'Assemblea generale delle Nazioni Unite e dai fora internazionali. Con questa IAW, non limitiamoci a informare sull'apartheid israeliana ma facciamo passi significativi per sostenere la lotta palestinese al fine dello smantellamento dell’apartheid. Questa IAW è un cammino per la giustizia, la libertà e l'uguaglianza, un cammino per porre fine al genocidio e all'apartheid. Compilate questo modulo per registrare gli eventi della IAW presso il Comitato internazionale di coordinamento della IAW. Rimanete sintonizzati per gli aggiornamenti del programma IAW. Tutte le attività della Settimana internazionale contro l’apartheid Israeliana (IAW) devono aderire ai principi antirazzisti del movimento BDS e rispettare le sue linee guida. La Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW) 2026 torna nelle università di tutto il mondo 21-28 marzo e oltre - LA PALESTINA CI LIBERA TUTTI Quest'anno la Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana (IAW) torna alle sue radici nelle università di tutto il mondo, 21 anni dopo il primo evento IAW all'Università di Toronto, in Canada. Gli obiettivi della IAW erano quelli di smascherare l'apartheid israeliana, collegare la lotta di liberazione palestinese con altre lotte contro l'oppressione e costruire un sostegno per il movimento BDS guidato dai palestinesi. Questi obiettivi sono ora più importanti che mai di fronte al genocidio, all'occupazione illegale, al colonialismo d’insediamento e all'apartheid per mano di Israele contro il popolo palestinese. L'aggressione imperialista statunitense in Venezuela e in tutto il Sud globale, persino la sua minaccia di "prendere" territori controllati dai suoi alleati della NATO, dimostra che il genocidio in corso a Gaza, trasmesso in diretta, di USA -Israele, è solo il primo "esperimento" per introdurre una nuova era globale di legge del più forte. La costruzione di un'ondata globale e intersezionale di resistenza a tutte le forme di oppressione, razzismo, colonialismo e apartheid è quindi diventata una necessità esistenziale, non solo un dovere morale. Questo anno contiamo sul movimento studentesco che ha svolto un ruolo vitale nella nostra lotta, come hanno dimostrato le mobilitazioni che chiedono di boicottare e disinvestire da Israele. Dopo la feroce repressione a cui abbiamo assistito, soprattutto in Occidente, sosteniamo gli appelli di studenti, accademici e personale a riprendersi le università e a stare dalla parte giusta della storia. Le azioni contro la guerra del movimento studentesco sono state fondamentali anche nelle lotte contro le guerre genocide degli Stati Uniti in Vietnam e in Iraq, e contro il regime di apartheid in Sudafrica. La IAW esiste da 21 anni nelle università e altrove ed è diventata fondamentale per la costruzione dal basso delle campagne BDS. Le mobilitazioni intersezionali con gli studenti, i movimenti per la giustizia razziale, indigena, climatica, socio-economica e di genere, le comunità religiose, i sindacati e altri in tutto il mondo hanno reso il nostro movimento più ricco, forte e consapevole. Il merito è dell'impegno delle persone di coscienza in tutto il mondo che, soprattutto nell'Occidente coloniale profondamente complice, sono solidali con la lotta palestinese per porre fine al genocidio USA-Israele e smantellare il regime coloniale di apartheid di Israele, che dura da 77 anni. Incoraggiamo tutti a organizzare attività durante il periodo della IAW per amplificare l'appello alla liberazione della Palestina. La IAW avrà inizio nella Giornata internazionale per la discriminazione razziale, il 21 marzo 2026, includerà la Giornata della Terra palestinese il 30 marzo e andrà avanti fino ad aprile in altre parti del mondo. Il tema di quest'anno è "La Palestina ci libera tutti". Fonte: Comitato nazionale palestinese per il BDS (BNC)
January 30, 2026
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Da Bagnoli a Gaza: una visione internazionalista sull’America’s Cup a Napoli
A Villa Medusa, i comitati civici e le reti antimilitariste organizzano un dibattito sul furto di territori e diritti. Il 5 gennaio, a Villa Medusa a Bagnoli, si è tenuto un incontro molto denso e interessante dal titolo “Da Bagnoli a Gaza – stop genocidio, no America’s Cup, difendiamo i nostri territori”, in cui le realtà di base antimilitariste e ambientaliste napoletane e campane hanno ragionato dell’impatto dei grandi progetti, come l’America’s Cup, sulla vita dei bagnolesi e sull’intera città. La cornice dell’iniziativa era però molto più ampia e trasversale, al punto da indagare quali connessioni vi siano tra il livello locale, il genocidio che sta avvenendo nella Striscia di Gaza e l’attuale configurazione geopolitica mondiale. In particolare, le realtà che hanno ispirato e attraversato l’iniziativa – Comitato No Coppa America, Mare Libero, Assemblea antimilitarista, Comitato pace e disarmo, BDS Napoli e Salerno, Sanabel per Gaza e altre – hanno evidenziato che, spesso, ciò che ci viene presentato come un’opportunità di sviluppo per i nostri territori non lo è: se questo sviluppo è basato su logiche di profitto, e non sui bisogni delle persone, non serve alla giustizia sociale e ambientale. Anzi, tale paradigma macroeconomico rappresenta il terreno su cui possono avvenire le più aberranti speculazioni e generare insanabili sperequazioni. Quella che, leggendo il titolo, poteva sembrare una forzatura è stata invece immediatamente presentata per ciò che è: una connessione necessaria. Tra le progettazioni calate dall’alto sulla nostra costa, come l’America’s Cup, con una logica – denunciano i comitati – da “mani sulla città”, e ciò che sta avvenendo nel mondo, c’è un filo rosso nemmeno così sottile: il modello economico a cui si rifanno i poteri forti per realizzare i propri interessi, a discapito del bene comune. Per usare il termine giusto: il neoliberismo. Dagli anni ’70 in poi, come sappiamo, nel condannare gli inconvenienti pratici dell’intervento dello Stato, ritenuto spesso inefficace e incline a degenerare in limitazioni alla libertà d’impresa, alcuni economisti hanno teorizzato questa corrente filosofica e tanti sono i governi, per lo più occidentali, che l’hanno seguita. Celebre la frase di Margaret Thatcher secondo cui la società non esiste, ma esistono solo gli individui. In questo sistema, i mercati finanziari e i monopoli di capitale la fanno da padroni: anche se i teorici del neoliberismo, in una prima fase, avevano condannato le grandi imprese per violazioni della libera concorrenza, è proprio alla concentrazione di enormi ricchezze nelle mani di pochi che, alla vigilia della terza decade del terzo millennio, siamo arrivati. Il legame fra le speculazioni che avvengono sul piano territoriale e quello globale appare nettamente evidente quando si analizzano i comportamenti delle multinazionali nel settore della logistica e della produzione di armamenti. Si è parlato, ad esempio, del caso MSC, nota per la sua importanza nel settore crocieristico ma che, invece, come si legge dal sito di BDS Italia, “Mediterranean Shipping Company S.A., meglio nota con la sigla MSC, oggi è la prima compagnia di gestione di linee cargo a livello mondiale. Movimenta annualmente 27 milioni di TEU (stima), ha più di 200.000 dipendenti, 675 uffici nel mondo, e trasporta merci su 300 rotte con 520 porti di scalo in 155 Paesi; con una flotta dalla capacità di 6.716.575 TEU, gestisce il 20,6% del mercato mondiale, seguita dalla Maersk con il 14,1%. MSC Italia è presente in 13 porti italiani, ha 16 uffici e circa 600 dipendenti”. Purtroppo, dietro tutto questo, sembrano esserci accuse avanzate dai media e dalle organizzazioni internazionali di complicità della MSC con il genocidio a Gaza. Fondata a Napoli nel 1970, per stessa ammissione di giornali israeliani, MSC sembra avere un coinvolgimento nella logistica di guerra negli ultimi anni: “Il gigante delle spedizioni MSC Cargo continua a consegnare in Israele nonostante la guerra. La società annuncia che non imporrà sovrapprezzi di guerra o spese di sosta”, notizia comparsa il 1 novembre 2023 sul quotidiano israeliano “The Jerusalem Post”, media notoriamente vicino al partito di governo Likud, il cui presidente è Benjamin Netanyahu. Altre fonti giornalistiche hanno inoltre reso noto che l’azienda sarebbe stata protagonista di una scalata al settore del trasporto marittimo israeliano, tentando di acquisire direttamente il controllo della compagnia di navigazione Zim. Notizia poi smentita, ma comunque conferma del fatto che, nello scenario della riorganizzazione del settore shipping mondiale, MSC non è per nulla distante da ciò che accade in Israele. A fronte di queste informazioni, MSC è stata inserita nella blacklist del movimento BDS, in cui figurano altri nomi, ad esempio ENI, l’azienda globale dell’energia, su cui Francesca Albanese ha condotto le sue indagini come relatrice speciale ONU per i Territori Palestinesi occupati. Il caso di specie che gli attivisti e le attiviste hanno portato all’attenzione della platea lunedì pomeriggio a Bagnoli è stato trattato come esempio di terreno su cui si possono compattare le lotte ambientali e sociali con la battaglia contro le violazioni dei diritti umani nel mondo. Una visione che potremmo chiamare internazionalista, poiché promuove l’intersezione fra le lotte per i diritti umani, in un’ottica di cooperazione tra gli abitanti del mondo, a partire dall’analisi delle esigenze concrete dei luoghi e delle persone che li abitano. Un’impostazione che, considerata la fase attuale in cui le necessità della gente comune sono sempre meno presenti nelle agende politiche dei governi, ci sentiamo ampiamente di condividere. In chiusura, si è parlato della bella iniziativa Sanabel per Gaza, progetto di sostegno alle persone con disabilità fisiche, sensoriali e intellettive e alle bambine e ai bambini con autismo e altre neurodivergenze nella Striscia di Gaza, a cui sarà il caso di dedicare un altro approfondimento. APPROFONDIMENTI E FONTI America’s Cup e Bagnoli America’s Cup a Napoli fino al 2029, affare da oltre un miliardo (la Repubblica): https://www.repubblica.it/sport/rubriche/spycalcio/2025/12/25/news/america_s_cup_a_napoli_fino_al_2029_un_affare_da_oltre_un_miliardo-425060199/ Comune di Napoli – documentazione ufficiale: https://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/54365 America’s Cup e polemiche su Bagnoli (NSS Sports): https://www.nss-sports.com/it/lifestyle/43702/americas-cup-2027-napoli-polemiche-bagnoli Tutti i dubbi di Bagnoli sull’America’s Cup (il manifesto): https://ilmanifesto.it/tutti-i-dubbi-di-bagnoli-sullamericas-cup Rassegna critica su America’s Cup: https://www.google.com/search?q=america%27s+cup+critiche&ie=UTF-8&oe=UTF-8&hl=it-it&client=safari Neoliberismo Il neoliberismo – Storia contemporanea: https://it.wikipedia.org/wiki/Neoliberismo La società oltre il neoliberismo. Intervista a Giorgia Serughetti – Pandora Rivista: https://www.pandorarivista.it/articoli/la-societa-oltre-il-neoliberismo-intervista-a-giorgia-serughetti/ MSC, Israele e logistica di guerra https://www.jpost.com/israel-news/article-771157 MSC – sede Israele: https://www.msc.com/en/local-information/middle-east/israel ICE – settore shipping Israele: https://www.ice.it/it/news/notizie-dal-mondo/280342 MSC sfida Hapag-Lloyd e presenta un’offerta per acquisire Zim (ShipMag): https://www.shipmag.it/msc-sfida-hapag-lloyd-e-presenta-unofferta-per-acquisire-zim/ Sanabel per Gaza https://www.associazionesanabel.org/ Nives Monda
January 7, 2026
Pressenza
Fai qualcosa di concreto per la Palestina
Newsletter di BDS Italia,  , 30 dicembre 2025.   Dal 2022 Carrefour beneficia della colonizzazione di insediamento della Palestina e del sistema di apartheid imposto da Israele  Facendo accordi con società coinvolte (Electra Consumers Products e la sua filiale Yenot Bitan), Carrefour trae profitto dall’occupazione israeliana e viola il diritto internazionale. Le filiali israeliane di Carrefour forniscono pacchi dono ai soldati israeliani che stanno attuando il genocidio a Gaza, mentre fame e sete sono usate come armi contro i palestinesi. Ha inoltre all’attivo partnership con aziende israeliane che operano nell’ambito di analisi dati, intelligenza artificiale e cybersecurity, ritenute fondamentali per il controllo della popolazione palestinese. Sostenere l’economia degli insediamenti rafforza strutture che impediscono la fine dell’occupazione e contribuisce a perpetuare la privazione dei diritti fondamentali dei palestinesi. L’occupazione ha conseguenze devastanti sulla mobilità, sull’accesso alle risorse e sulla libertà economica della popolazione palestinese. Carrefour ha cessato le operazioni in diversi paesi mediorientali a causa del clima commerciale e delle pressioni di boicottaggio. E ora si prepara a lasciare anche l’Italia dopo la vendita di Carrefour Italia alla società NewPrinces Group.  Viste le gravi complicità del marchio, chiediamo al nuovo acquirente di rescindere al più presto ogni legame con Carrefour senza attendere i tre anni ipotizzati per la sostituzione delle insegne, in quanto queste complicità ci risultano essere in netto contrasto con il codice etico di NewPrinces Group. CARREFOUR: DALLA COMPLICITÀ ALL’AUTODISTRUZIONE. TRE ANNI DI CAMPAGNA. Insieme, in questi anni, abbiamo costruito una campagna di boicottagg che è stata molto più di un appello al consumo critico. È stato uno spazio di incontro, di organizzazione e di presa di parola collettiva alla quale hanno contribuito Ultima Generazione, Potere al Popolo!, Non Una Di Meno, Global Movement to Gaza, compagni e compagne dei sindacati di base e di altre realtà come Torino per Gaza, Bologna per la Palestina, il Vittoria a Milano, Ostiantifascita a Roma, Giovani Palestinesi a Bologna e tanti altri cittadini che si sono uniti alle nostre azioni. Abbiamo attraversato territori, intrecciato relazioni, portato il tema della complicità economica con il sistema di apartheid israeliano fuori dalle nicchie militanti e dentro il dibattito pubblico. Abbiamo informato, discusso, coinvolto nuove persone, rafforzato le reti esistenti e contribuito a rendere visibile una responsabilità spesso nascosta o normalizzata. Abbiamo praticato una forma di lotta dal basso, determinata e costante, che mette al centro la solidarietà con il popolo palestinese e il rifiuto di ogni complicità con colonialismo, occupazione e genocidio. Una lotta che si inserisce nel percorso più ampio del movimento BDS, fatto di pressione, consapevolezza e azione collettiva. Carrefour lascia l’Italia, ma la campagna BDS è globale e la denuncia continua. Continuiamo a boicottare, a organizzarci, a costruire alleanze e a lottare finché giustizia, libertà e autodeterminazione non saranno una realtà per la Palestina. PRENDI CONTATTO CON IL GRUPPO LOCALE PIÙ VICINO A TE: CONTATTI Rimani aggiornat*! Segui i nostri canali social Facebook, Instagram, Mastodon. https://bdsitalia.org/index.php/agisci/newsletter-bds-italia/mailid-199?key=66ys2Xtx&subid=974-ABaxC30vZYMLZS&tmpl=component
December 31, 2025
Assopace Palestina
La solidarietà non è un reato – sugli arresti di Genova
Colpisce la notizia dei nuovi arresti in Italia di persone impegnate nella raccolta di fondi e nell’invio di aiuti umanitari destinati a Gaza e al popolo palestinese. Colpisce che parte dell’impianto accusatorio si fondi su documentazione prodotta dal governo di Israele , lo stesso governo che ha adottato misure legislative volte a criminalizzare l’azione umanitaria, colpendo deliberatamente chi, come l’Unrwa, opera a tutela della popolazione civile. Colpisce il fatto che l'Italia non solo non abbia messo in atto misure per contrastare il genocidio in Palestina, come richiesto dalla CIG, ma continui a cooperare con Israele e a legittimare dispositivi repressivi costruiti sulle fonti e sugli interessi di una potenza occupante accusata di genocidio. Il quadro complessivo è ormai evidente. Prima si bloccano i conti e gli aiuti umanitari, poi si criminalizza: * chi scende in piazza ed esercita il diritto di protesta e di sciopero * chi denuncia i crimini di uno stato genocida * chi tenta di fare arrivare aiuti Nella stessa direzione va il disegno di legge che, riprendendo la controversa definizione sull’antisemitismo dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA), equipara la critica alle politiche dello Stato di Israele all’antisemitismo. L’obiettivo è chiaro: esportare in Europa il modello di repressione israeliano e spezzare la solidarietà crescente con il popolo palestinese. A questo tentativo occorre rispondere con fermezza, rendendo la solidarietà visibile, collettiva e non negoziabile. Difenderla oggi significa difendere i diritti umani, il diritto internazionale e la stessa possibilità di dissenso democratico. Per questo, per noi, tacere non è un’opzione.   BDS ITALIA
December 29, 2025
BDS Italia - BDS Italia
Dove nasce Gesù? Dove eri tu?
Corteo a Napoli nella notte di Natale: un Gesù Bambino avvolto in una kefiah per denunciare la tragedia di Gaza e interrogare le coscienze. Napoli, 24 dicembre 2025. Nelle nostre case va in scena una liturgia stanca e distratta. Un Natale per inerzia: luci accese, alberi perfetti, tavole imbandite, televisori che coprono il silenzio. Un rito consumato senza corpo e senza ferite. Eppure Gesù, oggi, non nasce lì. Nasce tra le macerie e il fango di Gaza. A Napoli pioveva. Una pioggia insistente, fredda, che entrava nelle scarpe e non chiedeva permesso. Pioveva come piove a Gaza: senza riparo, senza pausa, senza la possibilità di asciugarsi. Sotto quella pioggia, nel quartiere Vomero, un corteo ha attraversato via Scarlatti e via Luca Giordano. Non una rappresentazione, non un presepe vivente per addolcire le coscienze. Un gesto netto. Un atto politico e umano. Un Gesù Bambino avvolto in una kefiah è stato portato in strada dal Comitato Pace e Disarmo – Campania insieme a Alex Zanotelli. È il secondo anno che accade. Abbastanza per dire che, mentre tutto invita alla distrazione, qualcuno sceglie la fedeltà alla realtà. Gaza non è una metafora. È un luogo devastato: decine di migliaia di civili uccisi, ospedali distrutti, strutture sanitarie ridotte a ciò che resta dopo un bombardamento. Le ONG ostacolate, i soccorsi rallentati, la vita resa impraticabile. E mentre Gaza viene annientata, la Cisgiordania continua a essere erosa dall’espansione dei coloni, fino a lambire Betlemme. Betlemme, proprio Betlemme: il luogo in cui la tradizione cristiana colloca la nascita di un Dio che sceglie di venire al mondo come scarto, come povero, come corpo vulnerabile. Al corteo hanno partecipato la Comunità Palestinese, la Rete Sociale No Box, il Presidio di Pace IoCiSto, i Sanitari per Gaza e molte persone senza sigle, senza ruoli, senza protezioni. Persone che non hanno parlato di Gaza, ma hanno camminato per Gaza. I Sanitari hanno denunciato la condizione drammatica delle poche strutture ospedaliere ancora operative e l’atteggiamento ostativo di Israele verso chi tenta di portare aiuti umanitari. Padre Zanotelli ha letto un messaggio arrivato dalla Palestina: parole di gratitudine per la solidarietà italiana, ma soprattutto un appello a non fermarsi. Continuare con le campagne BDS. Sostenere azioni nonviolente come la Flotilla. Disinvestire dalle banche armate. Fare. Non limitarsi a commentare. Non rifugiarsi in una spiritualità che consola senza assumere responsabilità. Il cristianesimo, quello che non tranquillizza, nasce qui. Non nella sicurezza delle nostre case riscaldate, ma dove un bambino non ha una culla, dove una madre non può proteggere, dove un padre non può promettere il futuro. Il Vangelo non è decorativo: disturba. Non anestetizza: smaschera. Se Dio nasce sotto le bombe, allora la neutralità diventa una menzogna. Gravi e inquietanti i tentativi legislativi che in Italia cercano di equiparare antisionismo e antisemitismo. Confondere la critica politica con l’odio razziale non tutela nessuno: serve solo a spegnere le parole, a rendere impronunciabile l’ingiustizia. Questo corteo non cercava consenso. Interrompeva la corsa ai regali, la liturgia del consumo, la pace fittizia del “non mi riguarda”. E poneva una domanda che il Natale tenta disperatamente di evitare: Se Gesù nasce oggi tra le macerie, tu dove eri? Il corteo si è concluso con l’auspicio di rilanciare nuove iniziative per una Palestina finalmente libera. Ma la domanda resta aperta, inchiodata nelle nostre case illuminate e distratte. Dove nasce Gesù? E soprattutto: dove eri tu? Stefania De Giovanni
December 29, 2025
Pressenza
Ecco perché l’economia genocida di Israele è sull’orlo del baratro
In una recente intervista, pubblicata dalla rivista indipendente +972 Magazine, l’economista Shir Hever, che attualmente vive in Germania dopo aver rinunciato alla cittadinanza israeliana, descrive la profonda crisi economica dello stato di Israele e le ricadute in termini … Leggi tutto L'articolo Ecco perché l’economia genocida di Israele è sull’orlo del baratro sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.