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Un primo passo verso gli appalti etici nel Comune di Bologna, ma servono clausole più stringenti
Il 10 marzo scorso il Comune di Bologna, con una determinazione dirigenziale, ha aggiornato il patto di integrità in materia di contratti pubblici che gli operatori economici partecipanti a procedure di affidamento, inclusi gli appalti, devono sottoscrivere. Questo aggiornamento introduce un impegno a “dichiarare di rispettare i diritti umani universalmente riconosciuti” da parte di tutti gli operatori economici coinvolti nella catena di approvvigionamento, inclusi anche i subappaltatori. In caso di violazione del patto di integrità, è prevista l’esclusione delle imprese dalla procedura di affidamento e la risoluzione del contratto stesso. Questo aggiornamento del patto di integrità costituisce un primo passo importante, anche se tardivo e parziale, verso l’introduzione di misure concrete per l’attuazione di una politica di appalti etici, come richiesto dall’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio Comunale il 22 aprile 2024. Nell’ordine del giorno si invitavano il sindaco e la giunta “ad adottare una politica di appalti etici (PAE) che tenga conto del coinvolgimento degli offerenti e dei membri della sua entità economica in gravi violazioni dei diritti umani e/o del diritto internazionale (ad esempio, crimini di guerra e crimini contro l'umanità) e che consenta quindi al Comune di Bologna di escludere tali soggetti”. Mentre riconosciamo che il Comune di Bologna, tra gli enti territoriali che in Italia hanno approvato risoluzioni sugli appalti etici, è stato il primo ad approvare una misura concreta per l’attuazione, muovendosi nella giusta direzione per adempiere agli obblighi previsti dal diritto internazionale, non possiamo non rilevare delle carenze che potrebbero indebolire la sua efficacia. Questo provvedimento, che arriva ben due anni dopo l’approvazione dell’ordine del giorno, recepisce solo in parte l’invito del Consiglio Comunale e le richieste della società civile che aveva avanzato suggerimenti concreti sulle misure di attuazione di una politica di appalti etici. Il confronto avviato con il coordinamento cittadino “Bologna per la Palestina” su questi temi è stato inspiegabilmente interrotto dal Comune diversi mesi fa. Pur consapevoli dei limiti imposti dalla legislazione sugli appalti vigente, riteniamo che il Patto di integrità dovrebbe includere clausole più stringenti, compatibili con il quadro giuridico esistente, volte a escludere dalle procedure relative ai contratti pubblici quelle imprese chiaramente coinvolte in violazioni gravi o sistematiche dei diritti umani e del diritto internazionale. A questo proposito riteniamo necessari come minimo: * Un’esplicita menzione del coinvolgimento delle imprese in violazioni del diritto internazionale, crimini di guerra e crimini contro l'umanità. Aggiungere un riferimento diretto ai crimini sopra menzionati rafforzerebbe i criteri di esclusione di aziende che operano in contesti di occupazione illegale o coinvolte in crimini come quelli commessi da Israele contro il popolo palestinese. * Un riferimento esplicito ai Principi guida delle Nazioni Unite su imprese e diritti umani che richiedono agli Stati di far rispettare i diritti umani da parte delle aziende (Principio 1) e di promuovere i diritti umani attraverso gli appalti pubblici (Principio 6). Oltre agli Stati anche Comuni, Regioni e altri enti pubblici sono tenuti a prevenire le violazioni dei diritti umani da parte di attori privati, adottando politiche e procedure di appalti pubblici che garantiscano che le imprese che partecipano alle gare non contribuiscano a violazioni dei diritti umani e umanitari. L’adozione di una politica di appalti etici da parte di Comuni, Regioni e altri enti pubblici risponde quindi non solo a una responsabilità etica, ma anche all’obbligo giuridico  ai sensi del diritto internazionale degli Stati e dei loro organi di evitare di favorire e contribuire a gravi violazioni dei diritti umani e gravi crimini internazionali ovunque nel mondo, inclusi quelli perpetrati nei confronti del popolo palestinese dal regime israeliano di colonialismo di insediamento, di occupazione illegale e di apartheid. Crediamo che il Comune di Bologna per accertare la reale efficacia delle misure adottate in applicazione dell’ordine del giorno sugli appalti etici approvato dal Consiglio Comunale dovrebbe verificare se queste avrebbero potuto permettere l’esclusione dagli appalti di imprese coinvolte in palesi violazioni di diritti umani e del diritto internazionale, come Alstom e Construcciones y Auxiliar de Ferrocarriles (CAF) che beneficiano attualmente di contratti legati alla realizzazione delle linee del tram a Bologna. Alstom, parte del raggruppamento temporaneo di imprese (RTI) che si è aggiudicato gli appalti per la costruzione della Linea Rossa e per la Linea Verde, è stata inclusa dal 2020 al 2025 nel database delle Nazioni Unite che elenca imprese coinvolte in attività economiche nelle colonie illegali israeliane nei Territori Palestinesi Occupati. CAF, che ha vinto un contratto per la fornitura di 60 tram, è tuttora inclusa nel database delle Nazioni Unite aggiornato al 2025 in quanto sta partecipando a progetti per l'espansione della rete ferroviaria che serve le colonie illegali israeliane. Questi casi sono un esempio di come, in assenza di politiche etiche di appalto e di misure di attuazione efficaci, aziende notoriamente coinvolte in violazioni di diritti umani e diritto internazionale possano impunemente trarre profitto da appalti pubblici, finanziati dalle tasse dei cittadini. Adottare una politica di appalti pubblici etici significa utilizzare il potere d'acquisto pubblico in modo coerente con i principi morali, agendo con integrità, equità e responsabilità, affinché fondi pubblici sostengano solo fornitori che rispettano i diritti umani e il diritto internazionale ed evitino pratiche che danneggiano le persone, le comunità locali o l'ambiente. Come BDS Italia continueremo a batterci per chiedere a Comuni, Regioni e altri enti pubblici di adottare provvedimenti, inclusa una politica di appalti etici, per interrompere ogni tipo di relazione con istituzioni israeliane e con aziende responsabili o complici di gravi violazioni dei diritti umani, inclusi crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio, e del diritto internazionale.  BDS Bologna Gruppo di lavoro Enti Territoriali - BDS Italia
Alimentare il genocidio - Quando la finanza è complice
Roma, giovedì 25 marzo 2026 BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata da Matteo Zuppi, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele: * Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi. * La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo). * L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale. Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. I due obiettivi principali della Campagna BDS Banche Complici sono: 1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania). 2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici. Contatti BDS Italia Embargo Militare: bdsitalia.embargomilitare@gmail.com  Cellulare: (+39) 333-8312194 Rosa Siciliano (Segreteria Campagna “banche armate”) - Cellulare: (+39) 339.138.0637 - Email: campagnabanchearmate@gmail.com Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org
Alimentare il genocidio - Quando la finanza è complice
Roma, 18 maggio 2026 BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata da Matteo Zuppi, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele: * Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi. * La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo). * L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale. Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. I due obiettivi principali della Campagna BDS Banche Complici sono: 1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania). 2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici. Lettere dei correntisti alle tre banche complici   -  modelli di lettera in pdf   Lettera dei cittadini attivi NON correntisti alle tre banche complici -  modelli di lettera in pdf   - VOLANTINO A4 - BANCHE COMPLICI -  Volantino A5 doppio su A4 - Banche complici Altri materiali di presentazione su drive: - Prove di complicità delle Banche complici - Slide di presentazione della campagna - Infografiche della campagna - Video di presentazione della campagna   Contatti BDS Italia Embargo Militare:  bds.banchecomplici@gmail.com Cellulare: (+39) 333-8312194 Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org  
Banche complici - campagna di pressione nonviolenta
Roma, giovedì 25 marzo 2026 BDS Italia annuncia il lancio della campagna nazionale Banche Complici, inizialmente rivolta a UniCredit, Intesa San Paolo, BNL-BNP Paribas - tra le istituzioni finanziarie italiane più coinvolte, causa operazioni non etiche, in operazioni di supporto nella colonizzazione illegale e nell’apartheid in Palestina, nello sfollamento e genocidio di Israele ora estesi alla Cisgiordania. L’iniziativa è realizzata in collaborazione con Nigrizia, Mosaico di Pace e Missione Oggi, tre periodici cattolici italiani che dal 2000 hanno promosso la Campagna di pressione sulle “banche armate”. Anche la Conferenza Episcopale Italiana (CEI), guidata da Matteo Zuppi, invita al disinvestimento da aziende produttrici di armi. UniCredit, Intesa Sanpaolo e BNL- BNP Paribas sono coinvolte in una o più delle seguenti pratiche che supportano Israele: * Il finanziamento o l’estensione di linee di credito/prestiti a società operanti nella produzione e nella fornitura di armi a Israele e utilizzate anche nel genocidio dei palestinesi. * La sottoscrizione e/o distribuzione di Titoli di Stato Israeliani (“War Bonds”) e di titoli azionari/obbligazionari di società presenti nella lista BDS che colludono con il genocidio di Israele (tra le quali ENI e Leonardo). * L’allocazione - attraverso acquisti individuali o fondi d’investimento gestiti - di capitale proprio o dei clienti - in obbligazioni/azioni di società in settori industriali complici del genocidio di Israele, dell’occupazione e delle sue crescenti violazioni del diritto internazionale. Prima di attivarci, abbiamo chiesto alle tre banche se, in base alle loro direttive, avessero escluso operazioni riguardanti il settore degli armamenti con lo Stato di Israele. La risposta è stata evasiva o assente. I due obiettivi principali della Campagna BDS Banche Complici sono: 1. Informare l’opinione pubblica e le persone di coscienza del ruolo e della complicità di queste banche italiane nel genocidio in corso, nell’occupazione, negli insediamenti coloniali e nell’incessante violazione dei diritti umani da parte di Israele in Palestina (Gaza e Cisgiordania). 2. Sollecitare azioni da parte degli attuali clienti privati e istituzionali delle banche affinché i loro risparmi e investimenti presso di esse non siano più associati a pratiche non etiche. Fino a quando tali istituti non dimostreranno di aver interrotto in modo permanente le loro complicità, chiediamo ai clienti di queste banche di trasferire tutti o in parte i propri risparmi e investimenti a istituti meno complici. Lettere dei correntisti alle tre banche complici Contatti BDS Italia Embargo Militare: bdsitalia.embargomilitare@gmail.com  Cellulare: (+39) 333-8312194 Rosa Siciliano (Segreteria Campagna “banche armate”) - Cellulare: (+39) 339.138.0637 - Email: campagnabanchearmate@gmail.com Per ulteriori informazioni sulla Campagna BDS Italia (Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni) Banche Complici: bdsitalia.org Per ulteriori informazioni su La Campagna di pressione alle “banche armate”: banchearmate.org
BLOCCATI ANCHE A CAGLIARI I CONTAINER DIRETTI A ISRAELE
COMUNICATO CONGIUNTO SULLA MSC VEGA AL PORTO CANALE DI CAGLIARI  Cagliari, 26 marzo - Dopo le segnalazioni dei giorni scorsi, la lettera-diffida dell'ELSC e dell'avvocato Saltalamacchia del gruppo dí Giuristi e avvocati per la Palestina (GAP), e dopo il presidio davanti al varco del Porto Canale di Cagliari, che si è tenuto nel pomeriggio dí mercoledì 25 marzo, abbiamo ora la conferma che i 7 container sospetti trasportati dalla MSC Vega sono stati fermati e sottoposti a ispezione. A questi se ne sommano altri 4, ispezionati e bloccati, portando il numero di container fermi a 11.  Sembra quindi confermata la segnalazione arrivata dalla rete No Harbour for Genocide, questi conterrebbero acciaio di grado militare della stessa tipologia impiegata per la produzione di munizioni e proiettili d'artiglieria usati nel genocidio a Gaza.  Lo scambio di questi container tra la MSC Vega e la MSC Hoggar (che dopo altri scali e trasbordi su altra nave MSC avrebbe permesso ai container di raggiungere Israele), sarebbe dovuto avvenire in questi giorni proprio al Porto di Cagliari, dove entrambe le navi sostano in questo momento.  È un primo risultato della mobilitazione, che segue quella di Gioia Tauro, dove altri 8 container sono stati fermati e ispezionati da Dogana e guardia di finanza. Un altro passo necessario nella direzione di quello per cui lottiamo: lo stop definitivo al transito di armi e materiali di armamento diretti in Israele attraverso l'Italia, l'applicazione integrale e concreta di quanto previsto dalla legge 185/90, il ripudio della guerra, di chi la finanzia, alimenta e ne trae profitti.  La nostra mobilitazione non si ferma: vogliamo che i container siano sequestrati e che si applichi un rigido protocollo di fermo e ispezione di tutti i container diretti in Israele con carichi di merce militare o dual use.  Invitiamo tutte le realtà solidali con la Palestina e contro le guerre, a coordinarsi per proseguire insieme le prossime iniziative.  #Blocktheboat    #Noharbourforgenocide Aderiscono (in ordine alfabetico): A Foras Associazione Amicizia Sardegna-Palestina BDS Italia Comitato Sardo di Solidarietà con la Palestina European Legal Support Center Giovani Palestinesi d'Italia Global Movement To Gaza Sardegna Potere al Popolo Sardegna USB Unione Sindacale di Base
Eni si ritira dall’offshore israeliano: una vittoria della pressione collettiva. BDS Italia: “Il boicottaggio continua”
COMUNICATO STAMPA Eni si ritira dall’offshore israeliano: una vittoria della pressione collettiva. BDS Italia: “Il boicottaggio continua” BDS Italia accoglie come un risultato politico significativo il ritiro di Eni dal consorzio Ratio Energies, che nell’ottobre 2023 aveva ottenuto dal Ministero dell’Energia di Israele sei licenze per l’esplorazione di gas nelle acque antistanti la Striscia di Gaza, in aree di competenza dello Stato palestinese. L’uscita di Eni dal progetto — che lascia come partner le società Ratio Energies e Dana Petroleum — segna un’inversione rispetto agli accordi precedentemente sottoscritti e rappresenta un effetto concreto delle campagne di denuncia, mobilitazione e boicottaggio costruite a livello nazionale e internazionale. Questo risultato conferma che la pressione dal basso è in grado di incidere sulle scelte delle multinazionali e di mettere in discussione operazioni economiche legate allo sfruttamento delle risorse nei territori palestinesi. Tuttavia, per BDS Italia, questo passo non è sufficiente. Permangono infatti gravi elementi di complicità che rendono necessario proseguire e rafforzare il boicottaggio: – Secondo Oil Change International, tra il 1° novembre 2023 e il 1° ottobre 2025 l’Italia ha fornito a Israele circa 310.000 tonnellate di petrolio raffinato a Taranto. – È tuttora attivo l’accordo tra Eni e Ithaca Energy, società controllata all’89% dalla multinazionale israeliana Delek Group, inserita dall’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani tra le imprese coinvolte nell’occupazione illegale dei territori palestinesi e nello sfruttamento delle loro risorse naturali. Alla luce di questi elementi, la posizione è chiara: il ritiro di Eni rappresenta una vittoria, ma non chiude il quadro delle responsabilità. Per questo, BDS Italia ribadisce che la campagna di boicottaggio nei confronti di Eni continua, con l’obiettivo di ottenere un disinvestimento completo da tutte le attività che contribuiscono, direttamente o indirettamente, al sistema di occupazione e sfruttamento dei Territori Palestinesi Occupati. Il boicottaggio funziona. E continuerà finché non sarà raggiunta piena giustizia per il popolo palestinese. Colpire, isolare, costringere al disimpegno: questa è la direzione. BDS Italia
Cagliari: BDS Italia chiede il blocco immediato del carico sulla MSC VEGA
Come preannunciato, la nave MSC VEGA è giunta nel porto di Cagliari il 24 marzo. A bordo, come segnalatoci dalla rete No Harbour for Genocide, 7 container di acciaio dual use – medesima tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati sulla Striscia di Gaza. Questi container fanno parte della stessa spedizione già fermata e ispezionata qualche giorno fa a Gioia Tauro. Il BDS, tramite l'European Legal Support Center (ELSC), ha formalmente trasmesso alle Autorità competenti – Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Capitaneria di Porto e Ufficio delle Dogane di Cagliari – una richiesta ufficiale affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a impedire che tale carico lasci il porto, il 26 Marzo. La richiesta si fonda sugli obblighi derivanti dal diritto internazionale, dalla Convenzione sul Genocidio e dalla legge 185/90, che impongono allo Stato italiano e alle sue articolazioni territoriali il dovere di prevenire il transito di materiali suscettibili di impiego nella commissione di crimini internazionali. Le Autorità portuali sono state altresì sollecitate a: * disporre l'ispezione approfondita dei container; * procedere al blocco cautelare della nave; * accertare il destinatario finale effettivo del carico; * garantire piena trasparenza sugli esiti delle verifiche. BDS vigilerà affinché le istituzioni competenti adempiano agli obblighi giuridici che incombono, nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento nazionale e internazionale. Il porto di Cagliari non può divenire complice del genocidio in corso a Gaza. Nessun porto per il genocidio. #noharbourforgenocide #blocktheboat #StopArmiIsraele #BDSItalia
Cagliari: BDS Italia chiede il blocco immediato del carico sulla MSC VEGA
Come preannunciato, la nave MSC VEGA è giunta nel porto di Cagliari il 24 marzo. A bordo, come segnalatoci dalla rete No Harbour for Genocide, 7 container di acciaio dual use – medesima tipologia di materiale impiegata per la produzione di proiettili di artiglieria utilizzati sulla Striscia di Gaza. Questi container fanno parte della stessa spedizione già fermata e ispezionata qualche giorno fa a Gioia Tauro. Il BDS, tramite l'European Legal Support Center (ELSC), ha formalmente trasmesso alle Autorità competenti – Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sardegna, Capitaneria di Porto e Ufficio delle Dogane di Cagliari – una richiesta ufficiale affinché vengano adottate tutte le misure necessarie a impedire che tale carico lasci il porto, il 26 Marzo. La richiesta si fonda sugli obblighi derivanti dal diritto internazionale, dalla Convenzione sul Genocidio e dalla legge 185/90, che impongono allo Stato italiano e alle sue articolazioni territoriali il dovere di prevenire il transito di materiali suscettibili di impiego nella commissione di crimini internazionali. Le Autorità portuali sono state altresì sollecitate a: * disporre l'ispezione approfondita dei container; * procedere al blocco cautelare della nave; * accertare il destinatario finale effettivo del carico; * garantire piena trasparenza sugli esiti delle verifiche. BDS vigilerà affinché le istituzioni competenti adempiano agli obblighi giuridici che incombono, nel rispetto dei principi fondamentali dell'ordinamento nazionale e internazionale. Il porto di Cagliari non può divenire complice del genocidio in corso a Gaza. Nessun porto per il genocidio. #noharbourforgenocide #blocktheboat #StopArmiIsraele #BDSItalia
Tutti gli eventi della Israeli Apartheid Week 2026
La Settimana internazionale contro l'apartheid israeliana (Israeli Apartheid Week - IAW) è uno strumento di mobilitazione della società civile a livello globale a sostegno della lotta di liberazione palestinese contro il regime pluridecennale di colonialismo d’insediamento e apartheid di Israele. Serve a sensibilizzare l'opinione pubblica sull'apartheid israeliana e a mobilitare il sostegno alle campagne strategiche del movimento di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS). L’obiettivo è di porre fine alla complicità internazionale con questo sistema di oppressione come contributo significativo al suo smantellamento.  Ecco un elenco degli appuntamenti in Italia giorno per giorno (in costante aggiornamento) ROMA  17 marzo ore 15-16 Leonardo non ha nulla da insegnarci Città Metropolitana - Ufficio Scolastico Regionale - via Giorgio Ribotta 41 Flash Mob contro gli accordi e le relazioni tra scuole e Leonardo SpA con  Equipaggi di Terra - Rup - Docenti per Gaza Organizzato da BDS Roma e altri  BOLOGNA  18 marzo  ore 20-22 Call to action per una Palestina libera Centro sociale della Pace - Via del Pratello 53 Una serata di musica per conoscere il movimento BDS e attivarsi nelle sue campagne. Con Agrimanto, Chiara Pancaldi, Valentina Turrini, Tati Valle, Reda Zina Organizzato da BDS Bologna   BOLOGNA 21 marzo ore 18-21 Dare Futuro: da Gaza all'Università di Bologna Sala Centofiori, via Gorki 16   Interventi di Mariateresa Veltri UNIBO, Antonio Violante UNIMI, Federico Zanettin UNIVE e BDS Bologna A seguire concerto con Giancarlo Gregori e il Cabaret Social Coro, Paolo Buconi e Dirty Workers Il ricavato dell'evento sarà devoluto a sostenere l'accoglienza di studenti e studentesse universitari provenienti da Gaza. Organizzato da Assopace Palestina Bologna UDINE  21 marzo ore 17,30-21 Presidio e Presentazione reportage Dossier Palestina Piazza Matteotti e via de Rubeis 46   Presidio cittadino per mobilitare la citta' di Udine a capire meglio il sistema di aparthaid israeliana, deunciare la complicita' del nostro governo e invitare le persone a usare il boicottaggio come pratica quotidiana di resistenza e solidarieta'. Al presidio seguira' la presentazione del Dossier Palestina, a cura dell'Assemblea Free Palestine di Padova, presso lo spazio autogestito in via de Rubeis 46, Udine. Organizzato da Comitato per la Palestina di Udine, Donne in Nero di Udine RIMINI 21 marzo ore 18,30-22 Macondo Fest - Serata per la palestina Casa del popolo Macondo - Viale Pascoli 65/A Presentazione del libro "Boicottare Israele", cena e musica palestinese con CDP Macondo organizzato da BDS Rimini ANZIO NETTUNO APRILIA 21 marzo ore 10-19 SIT IN per la campagna di boicottaggio No TEVA Dove: Farmacia Internazionale Piazza Pia N.11 (Anzio)Farmacia Scandellari Piazza Giuseppe Mazzini, N.13 (Nettuno), Farmacia Galassi Via Ardeatina N.170 (Anzio)Farmacia Nencini via Aranci(Aprilia) Farmacia Dr. Max via Ponchielli brteo,(Aprilia). Farmacia Savo via Giovanni XXIII(Aprilia) Il coordinamento Anaa di Anzio nettuno Aprilia e Ardea organizza sit in davanti le farmacia di Aprilia Anzio nettuno, ci sarà volantinaggio e diffusione informazioni della campagna di boicottaggio e su TEVA tramite megafono Organizzato da Coordinamento Anaa di Anzio Nettuno Aprilia e Ardea in solidarietà con la Palestina, co-organizzatore BDS Castelli Romani  BERGAMO  22 marzo  ore 17-20,30 Palestina: vivere sotto il colonialismo di insediamento e il regime di apartheid israeliani Centro Ricreativo Pignolo (CRP), Via Santa Elisabetta, 11 Con Dalia Ismail, giornalista indipendente palestinese e Eyas Awad, Associazione Amicizia Bergamo Palestina e BDS Bergamo A conclusione buffet palestinese Organizzato da BDS Bergamo MILANO  23 marzo  ore 19,00-21,30 Cinema Beltrade Via Oxilia, 10 Proieizione del film "FROM GROUND ZERO" Con Assopace Palestina Organizzato da BDS Milano TORINO 23 marzo ore 20,45-23 Cinema Esedra - Via Bagetti 30 Proiezione del documentario "A state of passion" sulla testimonianza del genocidio a Gaza da parte di Ghassan Abu Sittah Organizzato da BDS Torino e Jaffa Orange MILANO  24 marzo   ore 18-20 Antisemitismo e Antisionismo: una confusione strumentale       link alla registrazione dell'evento ChiamaMilano, Via Laghetto 2 Con Moni Ovadia (da remoto), Ugo Giannangeli (Avvocato, Esperto di Diritto Internazionale), Mahmoud Hannoun (API), Daniel (Tikkun - Diaspora ebraica decoloniale), Wieland (Jüdische Stimme), Clara (Tsedek! - Collectif juif décolonial) Organizzato da BDS Milano  NAPOLI 24 marzo ore 17 Transgender Day of Visibility - TDOV 2026 "Per Maja Liberə" Cortile di Porta di Massa - Via Porta di Massa, 1  (c/o Facoltà di Lettere e Filosofia, Università Federico II) Assemblea pubblica Antifascista per la costruzione del corteo del 31 marzo dedicato a Maja, compagnə antifascista e persona non binaria perseguitatə per il proprio impegno politico e attualmente detenutə nelle carceri ungheresi. E verso l'organizzazione dell'Arrevutamm PRIDE 2026.  Organizzato da BDS Napoli e Arrevutamm Pride, Ass.ne Transessuale Napoli, I'mqueeranyproblem. BOLOGNA  25 marzo  ore 18,00 - 20,00 Criminalizzazione del dissenso - DDL antisemitismo e libertà accademica Aula 12, Piazza Scaravilli 2 – Università di Bologna Con Paolo Gaibazzi, antropologo e membro del Coordinamento Docenti Unibo per la Palestina Fausto Gianelli, avvocato e coordinatore provinciale dei Giuristi Democratici di Modena Amedeo Rossi, ricercatore indipendente, collaboratore del sito Zeitun info e che presenta il suo libro "Antisionismo e antisemitismo. Usi e abusi" Organizzato da BDS Bologna AGRIGENTO 25 marzo ore 17,30-19 La Palestina ci libera tutti Fondazione MondoAltro, Via Barone 2A (AG) Presentazione gruppo bds Agrigento, movimento e presentazione libro "Boicottare Israele" con Valerio Landri, Alex Zanotelli, Soraya La Cola, Mario Maio, Riccardo Maltese, Vincenzo Lombardo organizzato da Agrigento per la Palestina GRASSINA (FI)  25 marzo  ore 18,30-21 Repressione e solidarietà con la Palestina, un fatto politico Casa del Popolo di Grassina Con Dario Rossi, avvocato di Mohammad Hannoun, Progetto CASA (Comunità Agricola Solidarietà Attiva) di Mondeggi Bene Comune, collettivo di Fabbrica ex GKN SPLAI Nodo fiorentino a seguire CENA SOLIDALE a cura della Brigada alimentare GKN Organizzato da BDS Firenze e dintorni CATANIA 25 marzo ore 18,30-21 Israeli Apartheid Week - Rafiqueer e Inaugurazione SPLAI Arcigay, Via Verona 84-86 Catania 41 Inaugurazione dello SPLAI di Arcigay Presentazione del progetto della barca Rafiqueer che farà parte della flottilla verso Gaza con il tema: "Come e perchè la comunità Queer è chiamata a dare il suo sostegno contro il genocidio palestinese" Organizzato da BDS Catania, co-organizzatori Arcigay Catania ROMA 26 marzo ore 17-19 LIBERƏ TUTTƏ: sguardi resistenti dal cinema palestinese Università Roma 3 - Polo Aule Dams Aula 3 via Ostiense 139 Lezione aperta di Studi Post coloniali di Cinema e Media con Proiezioni di Cortometraggi e dialogo con Milena Fiore (Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio Democratico e Rania Hammad (attivista diaspora palestinese) Maya Issa (Movimento Studenti Palestinesi) attivista BDS Organizzato da BDS Roma, co-organizzatore Leonardo De Franceschi - Roma 3 Etica - Nazra - Disarchivio - Aamod RAVENNA  26 marzo  ore 17,30-20 DDL Antisemitismo e repressione del dissenso Sala Ragazzini, Largo Firenze con Amedeo Rossi che presenta il suo libro "Antisionismo e antisemitismo. Usi e abusi" e Andrea Maestri, avvocato e membro dei GAP Organizzato da BDS Ravenna MILANO  26 marzo  ore 20,30-22,30 Via Quinto Romano 17 Proiezione del docufilm "Il battito della terra" ("The heartbeat of the land") e presentazione del "Popular Art Centre Palestina" con l’Associazione Revdar Organizzato da BDS Milano  BOLOGNA 26 marzo ore 20,30 Arci San Lazzaro, via Bellaria 7, San Lazzaro di Savena (BO) Proiezione del docufilm "Striplife" Organizzato da BDS Bologna TRIESTE 26 marzo ore 18,30 Bar libreria Knulp - Via Madonna del Mare 7/a Proiezione del documentario GAZA: DOCTORS UNDER ATTACK di Karim Shah, Gran Bretagna, 2025, 95' lingua originale con sottotitoli in italiano Organizzato da Salaam ragazzi dell'olivo odv comitato di Trieste NAPOLI 26 marzo ore 18 Assemblea pubblica per una campagna contro MSC La Taverna a Santa Chiara - Via Santa Chiara, 6 MSC, compagnia leader di navi cargo e crociere, ha fatto di Napoli uno scalo cruciale per gli itinerari delle crociere nel Mediterraneo ma non solo, non è un mistero il coinvolgimento di MSC nel trasporto di armi e materiale bellico da e verso Israele. Organizzato da BDS Napoli e La Taverna a Santa Chiara/SPLAI COMO 26 marzo ore 20,45 Cinema Astra viale Giulio Cesare 3 Proiezione del corto Teva e documentario The Life that remains. Interverrà Didi Ananda Rasasudha dell'associazione AMRITEL Relief Team che, tra le altre cose si occupa di fornire soccorso ai rifugiati palestinesi in Egitto. Organizzato da BDS Como TRIESTE 27 marzo ore 18 Incontro con WAFA KAANAN e AISHA MANSOUR Casa Internazionale delle Donne - Via Pisoni, 3 Wafa Kaanan già project manager MAP per Gaza, Aisha Mansour direttrice MAP per la Cisgiordania in collegamento da Ramallah. Traduzione consecutiva a cura di Vanina Troja. Organizzato da Salaam ragazzi dell'olivo odv comitato di Trieste, co-organizzatore Casa Internazionale delle Donne Trieste MILANO  27 marzo  ore 20,30-22,30 Boicottare Israele Exalge APS, via Francesco Ferrucci 5 Nel 2005 nasce, per iniziativa di oltre 170 realtà palestinesi, il movimento internazionale Boicottaggio, Disinvestimento, Sanzioni (BDS), che in questi 20 anni ha ottenuto notevoli successi e che sta crescendo molto. Con l’aiuto di un gioco, scopriamo come funziona e come aderire. Con Maria Rosaria Angileri e Alessandra Cangemi, attiviste di BDS Milano Organizzato da BDS Milano VASTO  27 marzo ore 19-21 Boicottare Israele Casa del popolo "La Conviviale" - Corso Dante 50/52 - Vasto Incontro di sensibilizzazione al Boicottaggio partendo dal libro "Boicottare Israele. Azioni concrete per fermare il genocidio in Palestina", per cercare di guidare la popolazione verso scelte consapevoli. Organizzato da Bds Vasto PALERMO 27 marzo ore 18-21 Campagna Teva NO GRAZIE Arci Porco Rosso Palermo Incontro informativo Campagna NO TEVA - Presentazione Iniziative BDS PALERMO Con Francesco Faldetta e Elio Teresi Organizzato da BDS Palermo, co-organizzatore Zona AUT Palermo NAPOLI 28 marzo ore 17-19 La resistenza palestinese attraverso la cultura delle donne La Taverna a Santa Chiara - Via Santa Chiara, 6 Il tatreez, tecnica di ricamo antico palestinese rappresenta in questo momento di genocidio culturale una fondamentale forma di resistenza che viene dal passato e porta verso il futuro, trasmessa di generazione in generazione, da madre a figlia, in Palestina così come nelle comunità di profughi e rifugiati palestinesi in tutto il mondo.  Ne parliamo con Eman Zaidat, donna palestinese della diaspora, che vive a Napoli e attraverso il tatreez e la cucina svolge una specifica e indefessa opera da attivista.   Organizzato da BDS Napoli e La Taverna a Santa Chiara/SPLAI LANCIANO 29 marzo ore 11-16,30 Israeli Apartheid Week e Yom Al Ard Bottega dal Viaggiatore Errante - Via dei Frentani 33 In occasione della settimana contro l'Aparheid Israeliano celebreremo la Giornata della Terra Palestinese con la piantumazione di un albero di limone, poesie, talk su apartheid e pranzo solidale. Organizzato da BDS Lanciano, co-organizzatore Assemblea Lanciano per la Palestina AUGUSTA 29 marzo ore 12-20 "La Palestina ci libera tutt3." Mobilitiamoci: il movimento BDS e la flottilla in partenza per Gaza Le Cave Augusta IPranzo sociale Presentazione BDS, focus su Apartheid. Presentazione TMTG e prossima missione flottille. Organizzato da BDS Catania, co-organizzatore 936 Pezzi TMTG NAPOLI 30 marzo ore 18 Da Israele all'Italia: la violazione dei diritti dei Palestinesi attraverso l'apartheid Centro di alimentazione consapevole,  Vico San Pietro a Majella 6   Incontro di approfondimento su come l'apartheid agisce in Israele e sul tema del doppio standard che, attraverso la repressione colpisce anche in Italia le persone e le comunità palestinesi con Dalia Ismail, giornalista ed attivista.   Organizzato da BDS Napoli, co-organizzatore Centro di alimentazione consapevole/in supporto Centro Culturale Handala Ali VICENZA 30 marzo ore 19-21 PALESTINA: resistere è esistere - Dalla letteratura al boicottaggio Ex Centrale del latte - Via Medici 96   Lettura e analisi di due testi sulla Palestina per illustrare la nascita del movimento BDS principi e linee guida.   Organizzato da BDS Vicenza, co-organizzatore Acampada Piazza Biade - La Centrale ROMA 31 marzo ore 18-21:30 Le mani di Israele sulla città: il disinvestimento contro la finanza predatoria Collettivo via Passino 20 (Garbatella) Interventi sul tema del disinvestimento dai fondi Israeliani della società Heinz nel progetto di riqualificazione dei Mercati Generali da parte del comune di Roma Organizzato da BDS Roma e Comitato Civico per la tutela degli ex-Mercati Generali NAPOLI 1 aprile ore 17:30 Verso la creazione di una RETE SPLAI a NAPOLI Centro di alimentazione consapevole (SPLAI),  Vico San Pietro a Majella 6   Il nodo di Napoli del BDS ha scelto di focalizzare i propri eventi della settimana IAW sulla campagna SPLAI per sensibilizzare esercizi commerciali e spazi sociali. Questo incontro pubblico intende mettere le basi per la costruzione di una Rete cittadina.   Organizzato da BDS Napoli, co-organizzatore Centro di alimentazione consapevole, La Taverna a Santa Chiara
Dossier di approfondimento
Profilo dell’azienda Aggiornato marzo 2026 Teva Pharmaceutical Industries Ltd è una multinazionale con sede in Israele. Opera nel settore biofarmaceutico dal 1901 ed è tra le venti aziende farmaceutiche più redditizie al mondo (1). Presente in 57 paesi, è considerata il leader globale nella produzione e commercializzazione di farmaci equivalenti (anche detti generici). Sviluppa inoltre farmaci specialistici nei settori dell’immunologia, dell’immuno-oncologia e delle patologie del sistema nervoso centrale (2). I bilanci indicano che il suo fatturato è salito da 14,9 miliardi di dollari nel 2022 (3) a 15,8 miliardi di dollari nel 2023 con un aumento del 7% (4), e a 16,5 miliardi di dollari nel 2024 con un aumento del 6% (5). Nel 2025 le vendite, trascinate dall’immissione sul mercato dei marchi innovativi Austedo, Ajovy, Uzedy, ammontano a 17,3 miliardi di dollari con un incremento del 4%. Il 2025 si conferma come il terzo anno consecutivo di crescita (6).
Non si affitta al genocidio. Due nuove petizioni
IL MOVIMENTO BDS LANCIA DUE PETIZIONI PER IL TURISMO ETICO I palestinesi si rivolgono alle aziende del settore alberghiero e ai turisti di tutto il mondo perchè chiedano che Israele sia chiamato a rispondere del genocidio a Gaza. Dal lancio della nostra campagna No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio), si sono unite a noi tante piccole aziende del settore dell'ospitalità e del turismo etico, organizzazioni di base e persone responsabili in tutto il mondo. Stanno facendo pressione sui rispettivi governi affinché rispettino i loro obblighi legali e garantiscano che a coloro che sono stati coinvolti in crimini di guerra, apartheid e genocidio contro i palestinesi sia negato un rifugio sicuro nei loro territori.  Il movimento BDS ha appena lanciato due nuovi strumenti per rafforzare questa campagna. GESTISCI UN HOTEL, UN B&B, UN TREKKING O UN CAFFÈ, ECC? Ora anche tu puoi fare la tua parte, unendoti alle aziende del settore alberghiero e alle comunità locali e di vicinato per garantire che criminali di guerra e persone coinvolte in  genocidi non vengano ospitati: firma l’impegno a essere un’Oasi di Pace e unisciti alle sempre più numerose  aziende che stanno prendendo posizione in tutto il mondo.  FIRMA l’impegno per rendere la tua struttura un’Oasi di pace    QUANDO VIAGGI UTILIZZI BOOKING.COM E AIRBNB? Sapevi che queste piattaforme propongono affitti in strutture ricettive nelle colonie israeliane costruite illegalmente su terre rubate ai palestinesi? Questo è un crimine di guerra secondo il diritto internazionale. Partecipa alla campagna BDS per fare pressione su entrambe le piattaforme affinché pongano fine alla loro complicità, firma l'impegno dichiarando che sei un viaggiatore che mette l’etica al primo posto.  Firma l’impegno a non utilizzare Booking.com e AirBnB   Come turista che pone l’etica alla base delle proprie scelte, considero il viaggio uno strumento per esplorare luoghi e contribuire positivamente agli scambi culturali. I crimini di guerra, l'apartheid e il genocidio non hanno nulla a che vedere con questo. È risaputo che Booking.com e Airbnb traggono profitto dall'apartheid e dalla pulizia etnica di Israele nei confronti delle comunità palestinesi, offrendo soggiorni in proprietà costruite nelle colonie illegali su terre rubate ai palestinesi. Rifiuto che questa forma di complicità con tali crimini faccia parte della mia esperienza di viaggio. Inoltre, nessuna di queste piattaforme ha istituito processi di due diligence per garantire che non vengano forniti servizi e ospitalità a criminali di guerra o a persone coinvolte nel genocidio. Booking.com, anzi, censura e applica ritorsioni alle strutture ricettive che esprimono solidarietà con i diritti dei palestinesi. Secondo le Nazioni Unite e le principali organizzazioni per i diritti umani (quali Amnesty International e Human Rights Watch), entrambe le piattaforme sono implicate nelle colonie illegali israeliane. Booking.com e Airbnb sono anche responsabili della gentrificazione di molti quartieri urbani, dell'ipercommercializzazione del turismo e dello sfruttamento delle strutture locali (B&B, hotel, case vacanza, ecc.). Con questa firma, mi impegno a non effettuare le mie prenotazioni tramite queste piattaforme finché non porranno fine alla loro complicità con l'apartheid e i crimini di guerra di Israele e a utilizzare piattaforme alternative o prenotare direttamente presso le proprietà ove possibile.   CONTESTO E INFORMAZIONI SULLA CAMPAGNA “NO ROOM FOR GENOCIDE Dal lancio della campagna di turismo etico No Room for Genocide (Non si affitta al genocidio) nel luglio 2025, il movimento BDS ha invitato i suoi partner, alleati e sostenitori in tutto il mondo a fare pressione sugli Stati affinché rispettino il loro obbligo di perseguire sul proprio territorio chi è coinvolto/a in crimini di guerra, crimini contro l'umanità e genocidio contro i palestinesi. Questo rientra nella responsabilità legale che, ai sensi del diritto internazionale, gli Stati hanno nel porre fine alla complicità e affermare il dovere di Israele di rispondere per il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale della Palestina. Il lancio di questa campagna ha visto grandi mobilitazioni in tutto il mondo per fare in modo che i criminali di guerra siano chiamati a rispondere delle loro azioni e per costruire un consenso popolare intorno ai messaggi "Ban War Criminals" (No ai criminali di guerra) e "No Room for Genocide" (Non si affitta al genocidio). La campagna lavora su due piani: spingere gli Stati a modificare le politiche di ingresso nel paese (ad esempio imponendo un visto come fatto dalla Colombia in seguito al genocidio di Gaza) e fare pressione su aziende come Booking e Airbnb affinché pongano fine alla loro complicità nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele. A tal fine, stiamo mobilitando sostenitori e gruppi solidali in tutto il mondo, nonché proprietari di strutture ricettive che hanno preso o intendono prendere posizione contro il genocidio, l'apartheid e l'occupazione illegale di Israele. Scarica il nostro kit di strumenti per la campagna qui. Con questa petizione, invitiamo i singoli sostenitori e chi desidera viaggiare in modo etico a impegnarsi, quando possibile, a non effettuare prenotazioni di alloggi tramite Booking.com e Airbnb, poiché entrambe le piattaforme sono complici nell'apartheid, nella pulizia etnica e nei crimini di guerra di Israele contro le comunità palestinesi. Sui loro siti elencano strutture ricettive costruite nelle colonie illegali su terre palestinesi rubate, un crimine di guerra, come se fossero proprietà israeliane. Booking.com controlla il testo fornito per ogni annuncio immobiliare e censura attivamente le espressioni di sostegno ai diritti umani, in particolare ai diritti dei palestinesi. Inoltre, nessuna delle due società ha messo in atto processi di due diligence per garantire che le loro piattaforme non forniscano servizi e rifugio sicuro a criminali di guerra e a persone coinvolte in genocidio. Con questo impegno puoi aggiungere il tuo nome alla crescente pressione su queste aziende per porre fine alla loro complicità. Condividete i nostri due nuovi strumenti per il turismo etico.
Guerra US-Israele contro Iran: siamo contro la legge del più forte
AGGRESSIONE DI GUERRA ISRAELO-STATUNITENSE CONTRO L'IRAN: È ORA CHE LA MAGGIORANZA GLOBALE SI OPPONGA ALL'ORDINE DELLA LEGGE DEL PIÙ FORTE Nel condurre una guerra di aggressione spietata e criminale contro il popolo iraniano, l'asse genocida israelo-statunitense sta intensificando il suo tentativo di imporre il nuovo ordine della “legge del più forte” che minaccia l'umanità intera. Dato lo status senza precedenti di Israele come Stato più canaglia del mondo, per il genocidio di Gaza in diretta streaming, questa guerra va inquadrata come un tentativo disperato di riabilitare Israele, un regime di colonialismo, apartheid e genocidio, da parte dell'Occidente coloniale, guidato dall'imperatore autoproclamato degli Stati Uniti. Il massacro di almeno 165 studentesse iraniane e dei loro insegnanti, in gran parte ignorato o edulcorato dai media occidentali col loro tipico razzismo e la disumanizzazione nei confronti delle persone di colore, mette a nudo i veri obiettivi di questa aggressione da parte di due potenze nucleari canaglia. Israele, sostenuto dal regime di Trump, vuole dividere l'Iran e distruggere la coesione e la resilienza del suo popolo, come ha fatto in Iraq, Libano e Siria, tra gli altri Stati che ha preso di mira nella regione. L'intero spettro politico sionista israeliano, sostenuto da potenti gruppi sionisti ebraici e cristiani di estrema destra statunitensi, sta ora spingendo per una “Grande Israele” che comprenderebbe parti dell'Egitto, della Giordania, dell'Iraq e dell'Arabia Saudita, non solo la Palestina, il Libano e la Siria.