“A Foras camp 2026” sui monti di Sinnai
Si è concluso domenica 6 settembre con un’assemblea aperta, l’ormai consueto
campeggio estivo dell’organizzazione “A FORAS – contra s’ocupatzione militare de
sa Sardigna.”
Durante la giornata precedente si era parlato di poligoni ed esercitazioni
militari, ma anche della situazione della fabbrica bellica RWM, dei suoi
ampliamenti illegali e della vertenza in corso.
All’assemblea conclusiva hanno partecipato fra le cinquanta e le sessanta
persone, in gran parte giovani e studenti. La breve relazione introduttiva ha
messo in evidenza l’attuale scenario internazionale di riarmo e di
sperimentazione di nuovi ordigni bellici, mentre è sempre più chiara la tendenza
al restringimento degli spazi di dissenso e alla criminalizzazione dei movimenti
d’opposizione alla guerra.
I numerosi interventi successivi hanno approfondito alcuni temi: dal
rafforzamento delle strategie della NATO, al ruolo delle banche nel processo di
riarmo e nel genocidio palestinese, fino alla crescente militarizzazione delle
scuole, dove sta diventando sempre più difficile dibattere liberamente sui
problemi politici.
Se da un lato sono stati ribaditi gli obiettivi centrali di dismissione e
bonifica dei territori occupati dalle basi militari e di riconversione o
chiusura della fabbrica di bombe di Domusnovas-Iglesias, è stato anche dato il
giusto risalto alla riappropriazione del ruolo della Sardegna come isola di pace
e ponte fra diverse culture.
Altri interventi hanno messo in luce le attuali difficoltà del movimento
antimilitarista sardo, che non riesce ad incidere abbastanza sulle scelte
politiche e contrastare la deriva della nuova corsa agli armamenti e del
restringimento degli spazi democratici. Emergono problemi di organizzazione e di
comunicazione che limitano l’influenza che, sia A FORAS che il movimento contro
le basi più in generale, riescono ad esercitare sull’opinione pubblica.
Mentre l’autunno si avvicina, non mancano gli appuntamenti di lotta imminenti:
all’inizio di ottobre è prevista una manifestazione davanti alla fabbrica RWM a
Domusnovas, mentre nelle settimane successive si stanno organizzando iniziative
contro le banche complici del genocidio e contro le previste nuove esercitazioni
militari autunnali.
Per intanto, il prossimo 9 settembre ci sarà un sit-in davanti a Montecitorio,
in occasione della discussione parlamentare del DDL Antisemitismo, col quale si
vogliono imbavagliare le voci che si oppongono al genocidio di Israele in
Palestina. Per chi non potrà andare a Roma, ci svolgeranno in contemporanea
altre iniziative locali, tra cui il presidio in piazza Yenne a Cagliari.
Pur tra tante difficoltà, le voci di dissenso continuano a crescere.
Carlo Bellisai