Un artista antimilitarista, compagno di strada nelle lotte contro le ingiustizieQuesta mattina, 22 settembre 2026, è morto Ugo Pierri.
Nessuna morte è una morte qualunque, ma la sua è meno qualunque di altre, non
più lancinante ma solo più socialmente e umanamente ficcante, acuta, per
l’ampiezza del suo lavoro di artista e di uomo costantemente/impertinentemente
presente nello spazio pubblico, non solo triestino.
Lo abbiamo avuto come compagno di strada, e collaboratore de “Il Lavoratore”
negli anni Ottanta e oggi, sempre politicamente interessato e nemico di chi
produce povertà e sulla povertà prospera.
E nemico di ogni ortodossia.
Radicale anche il suo antimilitarismo, con quei generali dipinti alla maniera di
George Grosz e di Enrico Baj, ma con tocco originale.
Tutta la sua opera pittorica è di grande forza, spesso provocatoria ma sempre
umanissima, con un fondo di tenerezza che si ritrova neanche scavando troppo a
lungo.
E ugualmente formidabili sia l’opera poetica, con epigrammi pungenti, acrostici
e poesie più ampie; sia l’opera in prosa, racconti narrazioni riflessioni
fulminanti.
Generosi i suoi sodalizi: tra i tanti (e ne omettiamo moltissimi) quelli con
Anita Pittoni (struggente l’opera La scala a chiocciola. Anita Pittoni-Ugo
Pierri. Lettere 1966-1979, edizione a cura di Riccardo Cepah e Flavia Delben,
per i tipi di Battellostampatore, fraterni amici, anche gli editori), con Matteo
Moder, con Mauro Caselli e con Fausto Vilevich (lo “spazio pierri” al
bar-libreria Knulp è uno dei luoghi più fantastici della città, come sono
imperdibili i filmati per la regia di Fausto).
Indimenticabili le sue serate, al Knulp o all’ex-lavatoio, dove convocava amici
e nemici, in lente e vorticose sarabande di non-presentazioni di libri, ma con
versi e musiche, spesso dei Bachibaflax.
La sua scomparsa priva Trieste di uno dei pochi intellettuali collettivi (e
fortemente disorganico) e di uno dei più grandi artisti, in cui il binomio
arte-vita era marchio di autenticità e di forme sempre rinnovate. Ci mancherà
moltissimo, ma la sua sarà una presenza-assenza incombente.
Il Partito della Rifondazione Comunista porge le più affettuose condoglianze
alla moglie Afra, alla figlia Miriam, ai nipoti e al genero. Quella di Ugo
Pierri, e di tutte le sue maschere, è una morte non-morte, è la scomparsa di un
corpo sempre risorgente nell’opera e nello sberleffo, nella sua profonda
eticità.
Gianluca Paciucci
Partito della Rifondazione Comunista – Trieste
Ritratto di UGO PIERRI: https://www.poesiadelnostrotempo.it/ugo-pierri/
Rifondazione Comunista - Sinistra Europea