nascita e sviluppo dell’arresto preventivol’arresto preventivo, come tante altre misure repressive, nasce di pari passo
alla nascita dello Stato: dall’Italia giolittiana all’ultimo decreto sicurezza
passando per il fascismo e la prima repubblica, questo strumento non è mai stato
abrogato, ma viene puntualmente tirato fuori a seconda del momento storico e del
conflitto sociale in corso.
L’arresto preventivo si fonda su delle categorie di pericolosità fabbricate
dalla questura, una griglia in cui gli oppositori politici, sindacalisti e
simpatizzanti riempivano una parte, mentre l’altra era occupata da matti,
ubriaconi, incontrollabili; e soprattutto a questi ultimi era diretto l’arresto,
sia mai venisse qualche colpo di testa durante una grande cerimonia nazionale.
D’altronde ai politicizzati era (ed è tuttora) riservato costante il controllo,
o l’esilio, o il confino.
Guardando la storia e lo sviluppo di questa ed altre misure repressive capiamo
meglio la guerra ai marginali e agli oppositori politici che questo governo sta
portando avanti.
Ne parliamo con Dario Stefano Dell’Aquila, autore dell’articolo “le storie di
ieri e le vite di oggi. Sovversivi, marginali e arresto preventivo” apparso sul
numero 126 della rivista Gli Asini
(https://gliasinirivista.org/le-storie-di-ieri-e-le-vite-di-oggi-sovversivi-marginali-e-arresto-preventivo/)