Tag - salute mentale

Era solo questione di tempo
La morte di Abderrahim Fakir è una vergogna per l'Italia e per la città. Ma tutto portava qui, anche a Bologna: dalla polizia con le mani libere al razzismo montante, dalle ferite del Pilastro all'ottusità della politica di fronte alle manifestazioni di disagio.
Napoli. La chiusura notturna delle Unità di Salute Mentale è un grave arretramento
Con la rimodulazione dei turni, la direttrice, dott.ssa Luisa Russo, ha disposto, a partire dal 1° luglio di quest’anno, la chiusura delle UOSM (Unità Operativa per la Salute Mentale) dell’ASL Napoli 1 dalle ore 20.00 alle ore 8.00 del giorno successivo, compresi i giorni festivi. Con la firma di questo […] L'articolo Napoli. La chiusura notturna delle Unità di Salute Mentale è un grave arretramento su Contropiano.
June 27, 2026
Contropiano
Obsession, il mostro siamo noi
di Roberta Cospito L’esordio horror di Curry Barker trasforma una storia d’amore impossibile in un incubo di controllo, dipendenza emotiva e annullamento del consenso. Un racconto inquietante sulle relazioni tossiche …
10 anni di Cirkoloco. Si può fare
Appuntamento con Diario di Città – la trasmissione radio e podcast dedicata alle storie, i temi e le voci della città nascosta. Diario di città – 8 giugno 2026 – Novaradio Città Futura. Ascolta il podcast di questa puntata su … Leggi tutto L'articolo 10 anni di Cirkoloco. Si può fare sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Psichiatria e violenza istituzionale: «Pazzi da morire»
Chiara Gazzola (*) sul libro del Collettivo Antonin Artaud che raccoglie 106 storie di persone “invisibili” decedute negli ultimi 24 anni per trattamenti psichiatrici.   «PAZZI DA MORIRE» – UN’INCHIESTA SULLA VIOLENZA ATTUALE DELLA PSICHIATRIA Mi sento particolarmente fiera di poter segnalare la pubblicazione di questo libro («Pazzi da morire – Le storie delle persone decedute e i dispositivi mortificanti
Senza Basaglia il Far West
di Claudio Dionesalvi* Vagano per le strade gelide o roventi delle nostre città, sbattono la testa contro i muri e le saracinesche dei negozi, urlano, imprecano contro il nulla, lanciano …
Marina Balbo a Napoli presenta “La cura dei ricordi”: l’EMDR tra trauma, memoria e cura psicologica
La libreria IoCiSto di Napoli ha ospitato la presentazione del libro La cura dei ricordi. Voltare pagina con il metodo EMDR (Mondadori) della psicoterapeuta Marina Balbo, in un incontro con la partecipazione della dottoressa Sonia Collaro. L’appuntamento ha inaugurato una rassegna promossa dall’associazione e centro clinico “Una Base Sicura”, impegnata nella divulgazione dell’approccio EMDR, metodologia terapeutica riconosciuta a livello internazionale per il trattamento dei traumi e utilizzata anche negli interventi psicologici in situazioni di emergenza, catastrofi e guerra. Nel corso dell’incontro, Sonia Collaro ha spiegato come il lavoro dell’associazione sia orientato non solo alla pratica clinica, ma anche alla diffusione di una cultura psicologica accessibile al pubblico: «Ci piace poter condividere non solo tra noi esperti, ma anche con i non esperti, che cos’è l’EMDR, su che cosa funziona e come funziona.» Collaro, referente EMDR per l’emergenza in Campania, ha ricordato inoltre il lavoro volontario svolto dagli psicoterapeuti specializzati nelle situazioni critiche e traumatiche, attraverso interventi gratuiti coordinati dalla società scientifica EMDR Italia. Nel presentare Marina Balbo, Collaro ha sottolineato il suo ruolo tra i soci fondatori dell’Associazione EMDR Italia nel 1999, insieme a Isabel Fernandez e ad altri professionisti che hanno introdotto questo approccio terapeutico nel nostro Paese. Psicoterapeuta di orientamento cognitivista e sociale, didatta e autrice di numerosi testi, Marina Balbo si è occupata a lungo di disturbi del comportamento alimentare, tema affrontato anche nei suoi precedenti libri. Di seguito l’intervista a Marina Balbo. INTERVISTA A MARINA BALBO Com’è nata l’idea di scrivere questo libro? Visto che parliamo di ricordi, vorrei partire proprio dal primo ricordo legato alla nascita del volume: il momento in cui le è venuta l’ispirazione, oppure un aneddoto che accompagna l’origine del libro. Il termine “ricordi” è molto legato alla psicoterapia EMDR, di cui poi vi parlerò. Fondamentalmente, però, l’idea del libro nasce dal desiderio di fare cultura psicologica. Fare cultura psicologica significa aiutare le persone a comprendere che, molte volte, quando non riescono a stare bene, quando vivono disturbi d’ansia o problematiche legate alla quotidianità, possono sviluppare delle patologie: ansia, attacchi di panico, disturbi del comportamento alimentare o altre condizioni di questo tipo. Cultura psicologica vuol dire anche sapere che si può chiedere aiuto. Vuol dire conoscere che la sofferenza che proviamo nel presente può avere radici molto lontane, collegate ai ricordi della nostra esperienza, magari infantile, oppure a esperienze traumatiche. Per esperienze traumatiche possiamo intendere incidenti, lutti, condizioni in cui la persona è stata esposta a situazioni molto tristi o molto gravi. Ma possono essere anche esperienze legate alla genitorialità vissuta quando si era bambini. Le esperienze dell’infanzia, infatti, e i ricordi collegati a quelle esperienze, spesso ritornano sotto forma di disturbi ogni volta che qualcosa li richiama. I cosiddetti trigger. Bravissima, i famosi trigger. Questo è molto importante, anche perché le persone spesso pensano — e qui è proprio la scienza che parla — che i brutti ricordi passino semplicemente aspettando, cioè che basti il tempo e che il tempo cancelli tutto. Ebbene, la scienza ci dice che il tempo non serve a nulla. Anzi, il tempo può peggiorare la situazione, perché nella nostra memoria, quando abbiamo vissuto esperienze critiche, non esistono meccanismi che cancellano o fanno dimenticare davvero. Il ricordo si mantiene e, ancora peggio, si mantiene anche il vissuto collegato a quel ricordo. Quello che si può fare con la psicoterapia non è cancellare il ricordo, perché non è possibile cancellare un ricordo, ma trasformare il vissuto collegato a quel ricordo. Non sarà più, per esempio, un vissuto da bambino, ma un vissuto da adulto, che può guardare quell’esperienza con occhi diversi e cambiare la qualità della propria vita. C’è un ricordo che le è stato raccontato in terapia e che l’ha particolarmente colpita? Quasi tutti i pazienti mi raccontano ricordi, e quasi tutti sono ricordi particolarmente critici. Nel libro ci sono cinque storie in cui parlo proprio di questi ricordi. Sicuramente quelli che colpiscono di più sono i ricordi collegati alle storie infantili: adulti che, quando erano bambini, sono stati trattati male, non sono stati ascoltati. Ecco, mi sembra sempre molto significativo quando l’adulto parla e, in realtà, è ancora il bambino a parlare. Perché effettivamente di questo si tratta: la parte bambina è ancora lì, quando il ricordo non è stato elaborato. A questo proposito, si dice spesso che alcune reazioni emotive molto intense, come la rabbia, possano essere legate a esperienze precedenti non elaborate. È come se una situazione del presente riattivasse una sensazione antica, già vissuta nell’infanzia. Esattamente. Quella rabbia è collegata all’ingiustizia, alla condizione vissuta quando si era bambini, ed è ancora lì. Rimane come congelata, non solo nella memoria, ma anche nel corpo. Qui parliamo di tutte quelle condizioni in cui il corpo ci dà dei segnali. Anche i dolori cronici, per esempio, spesso dipendono da esperienze non elaborate. Durante la scrittura del libro ha scoperto qualcosa di nuovo su di sé, come persona o come professionista? Sicuramente ho scoperto il piacere di poter raccontare quello che più di trent’anni di psicoterapia mi hanno lasciato. Ho avuto il piacere di scriverlo e di pensare che altre persone potessero avere un’opportunità in più per stare meglio. Vorrei chiudere con la sua specializzazione nell’EMDR: quando ne è venuta a conoscenza e quando ha deciso di approfondire questa metodologia? Ne sono venuta a conoscenza nel 1999, quando l’attuale presidente dell’Associazione EMDR Italia, Isabel Fernandez, mi chiamò per fare il corso. Io accettai volentieri e con curiosità, anche perché avevo già letto il libro su questo metodo di Francine Shapiro. Frequentai il primo corso e fui una delle prime venti terapeute formate in Italia. Da allora non ho più smesso di utilizzare questo metodo, perché effettivamente ha dei risultati importanti. E non lo dico solo io: sono risultati che ormai il mondo scientifico pubblica in continuazione su riviste internazionali molto prestigiose. La rassegna proseguirà con nuovi appuntamenti dedicati al dialogo tra psicoterapia, cultura e divulgazione. Redazione Napoli
May 28, 2026
Pressenza
ex 51 'la salute mentale è politica'
«La salute mentale è un fatto politico, ma quasi mai è raccontata, e tantomeno affrontata, in questi termini. Nelle società del capitalismo avanzato, viene più spesso amministrata che compresa. Non solo nei reparti e nei centri blindati, ma anche attraverso diagnosi sempre più estensive e l’uso sistematico di psicofarmaci che silenziano i sintomi: nuove forme dello stesso manicomio che Franco Basaglia riuscì a far chiudere.  In questo libro, Piero Cipriano racconta cosa significa oggi occuparsi di salute mentale in Italia e in Occidente. Ripercorre la storia della psichiatria, ne interroga la logica che separa i «normali» dai «devianti» e ne smonta la retorica che riduce il disagio a un malfunzionamento individuale, ignorandone la dimensione sociale. Ma La salute mentale è politica è anche il racconto di ciò che è stato rimosso: la possibilità di un cambiamento reale. Dalla rivoluzione psichedelica mai compiuta, oggi riassorbita dal mercato, al bisogno di senso e trascendenza, che la psichiatria tende a espellere in nome del realismo clinico allineato al realismo capitalista.  Che cosa accade quando la cura si riduce al contenimento? Che cosa resta della salute mentale se viene compressa in diagnosi, pillole e protocolli? In gioco non c’è solo il destino dei cosiddetti pazienti, ma la forma stessa con cui una società definisce ciò che è accettabile, ciò che è patologico, ciò che può essere detto. Piero Cipriano, psichiatra e psicoterapeuta di formazione cognitivista ed etnopsichiatrica, dopo aver lavorato nei Dipartimenti di salute mentale in diverse regioni italiane ha trascorso diciassette anni in un SPDC romano. Oggi lavora in un SerD della capitale. Autore di numerosi saggi critici sulla psichiatria ("La trilogia della riluttanza" e "Basaglia e le metamorfosi della psichiatria"), ha approfondito negli ultimi anni pratiche di cura complementari, di cui ha scritto in "Ayahuasca e cura del mondo" e "Vita breve della psichiatria dal manicomio alla psichedelia"» 🕜 Programma Ore 18,00 - Inizio presentazione A seguire: Cena sociale e selezione musicale 📍  Ex51  📅  Sabato 23 Maggio          dalle ore 18,00
May 21, 2026
Radio Onda Rossa
Eventi estremi e come influenzano la mente e la psiche delle persone
Gli eventi più estremi causati dal cambiamento climatico, sempre più frequenti, non stanno solo modificando l’ambiente a breve e a lungo termine, ma, stanno anche generando gravi problemi di salute mentale che dipendono dai contesti, dalla vulnerabilità dei gruppi e dei singoli cittadini e dall’impatto di tale cambiamento sulle diverse realtà territoriali. Il clima influenza profondamente la società, l’economia e le crisi globali rappresentano una minaccia per il benessere psichico e mentale. Queste trasformazioni complesse fanno emergere nuovi fenomeni psichici di rilievo per la psicologia e la psichiatria, come l’ eco-ansia, stress climatico, paura, vulnerabilità psicologica e gli effetti che eventi estremi come alluvioni, piogge intense, siccità,incendi possono avere sulla salute mentale individuale e collettiva, soprattutto in un territorio fortemente alluvionato. Scenari inquietanti che rendono necessari nuovi strumenti di comprensione e nuove risorse terapeutiche. Questo argomento sarà trattato dal dottor Paolo Cianconi, medico psichiatra, antropologo e ricercatore, conosciuto a livello internazionale per il suo lavoro sui temi della salute mentale, dell’etnopsichiatria e dell’impatto psicologico che gli eventi estremi stanno provocando e su come poterli affrontare. Il dottor Cianconi è particolarmente apprezzato anche per la sua capacità divulgativa e comunicativa, capace di rendere interessante e piacevole l’ascolto. Il convegno si svolgerà sabato 23 maggio dalle ore 9 alle ore 12 presso la Sala Campostrino di Forlì. L’evento è gratuito ed è organizzato da WWF Forlì-Cesena e da ISDE Forlì-Cesena nell’ambito del BiodiversyFest 2026 in collaborazione con il Comune di Forlì. Porterà i saluti istituzionali il Vicesindaco e Assessore alla Cultura del Comune di Forlì, Vincenzo Bongiorno. Interverranno inoltre: – Alberto Granata, presidente ISDE Forlì-Cesena -Monica Paccetti, Centro Studi G. Donati AUSL Romagna – Leonardo Belli, Associazione Romagnola Ricerca Tumori I cittadini sono invitati a partecipare a questo importante momento di approfondimento e confronto, rivolto a tutti ed in particolare ai giovani Redazione Romagna
May 21, 2026
Pressenza