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San Gallo non si arrende: un anno di lotta per la città
Ex Ospedale San Gallo, il cantiere avanza, sprezzante e ingombrante, un mostro della speculazione che sta crescendo davanti alle nostre finestre ogni giorno più oscurate, cemento che prende forma e spazio, cercando di abituarci alla sua vista con la speranza … Leggi tutto L'articolo San Gallo non si arrende: un anno di lotta per la città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
La finanziarizzazione della città
Nella dinamica dei prezzi e del carovita in materia di alloggi e parcheggi nelle aree urbane – ma il fenomeno si sta estendendo a servizi pubblici di trasporto, logistica, beni culturali e persino sicurezza pubblica – il privato (che è quello che ha goduto di vantaggi fiscali o che ha approfittato delle maglie del financial project per acquisire diritti a rendite secolari) oltre a speculare nel suo legittimo interesse di fatto alza i prezzi di mercato di tutto il parco urbano. Così facendo si crea un circolo vizioso per la collettività e virtuoso per la rendita privata. In questa impresa troviamo di tutto, dai pesci piccoli che si inventano b&b o parcheggi improvvisati e fantasiosi, alle grandi immobiliari collegate a fondi finanziari. A questo aggiungerei il sospetto che in aree ad alta densità malavitosa la faccenda non possa non interessare chi ha denaro da “pulire”, magari investendolo in affari leciti e sicuri. Ma torniamo a un aspetto particolare della faccenda, e cioè la tanto da tutti vituperata spirale inflazionistica. Tutta la storia dei bonus e delle detrazioni ha sempre prodotto un mercato “su di giri”. Oggi questa logica è quella che governa il territorio. Provo a esaminarla. L’analisi del modo in cui le politiche pubbliche di vantaggio (agevolazioni fiscali, project financing, concessioni di lungo termine) e le logiche estrattive del privato alimentino una cascata inflazionistica sull’intero parco urbano si articola attraverso quattro dinamiche economico-spaziali fondamentali. La distorsione del Project Financing e la Rendita Posizionale La finanza di progetto (PPP) è nata teoricamente per sollevare gli enti pubblici dagli oneri finanziari di infrastrutture e servizi (parcheggi interrati, sistemi di trasporto, rigenerazioni). Nella pratica, spesso si trasforma in un meccanismo di privatizzazione dei profitti e socializzazione dei rischi. Concessioni ultradecennali: L’assegnazione di diritti gestionali per decenni (spesso 30-90 anni) garantisce al gestore privato una posizione di quasi-monopolio naturale in aree ad alta densità urbano-commerciale. Flussi di cassa garantiti: Nel caso dei parcheggi pertinenziali e stanziali, il gestore non estrae solo valore dalla tariffa oraria, ma monopolizza l’accesso al suolo. L’infrastruttura, originariamente pensata come servizio pubblico a standard urbanistico, diventa un cespite finanziario a rendita garantita. Dalla Rendita Parziale all’Effetto Trascinamento sui Prezzi (Spillover) Il fenomeno per cui l’aumento dei costi di un bene specifico (il posto auto o il canone di concessione) rialza i prezzi dell’intero mercato circostante segue una dinamica ben precisa. Scomposizione e valorizzazione dello spazio: Un’abitazione priva di parcheggio in una zona a sosta privatizzata e carissima subisce un deprezzamento relativo, oppure spinge i proprietari a inglobare il “costo della sosta” nel prezzo finale di vendita o affitto dell’immobile. Internalizzazione dei costi di mobilità: Se il costo mensile per parcheggiare passa — a causa delle logiche di massimo profitto del concessionario — da un prezzo calmierato a tariffe speculative di mercato, il valore d’uso dell’intero quartiere cambia. L’alloggio diventa accessibile solo a fasce di reddito più elevate, innescando processi di gentrificazione ed espulsione. Quando lo Stato o gli Enti Locali concedono detrazioni fiscali, scomputi di oneri di urbanizzazione o deroghe urbanistiche a favore di operatori privati con la giustificazione di “incentivare la rigenerazione”, si verifica spesso un paradosso economico. L’effetto Capitalizzazione: Il vantaggio fiscale ottenuto dal costruttore/sviluppatore non si traduce in un prezzo finale più basso per il cittadino o l’inquilino. Al contrario, viene assorbito all’interno del margine di profitto o incorporato nel valore patrimoniale dell’immobile (capitalizzazione del beneficio). Effetto “Segnale di Mercato”: Quando un intervento privato sponsorizzato o agevolato fissa un nuovo prezzo standard (es. garage a prezzi proibitivi o canoni concordati solo nominalmente), i proprietari circostanti adeguano le proprie pretese economiche al rialzo, assumendo quel picco speculativo come nuovo prezzo di equilibrio del quartiere. Il passaggio dall’urbanistica tradizionale alla finanziarizzazione della città ha trasformato il territorio in una classe di investimento. I parcheggi e gli immobili non vengono più valutati per il loro valore d’uso (soddisfare il bisogno abitativo o di sosta), ma come rendite finanziarie attualizzate. L’operatore economico che si assicura un diritto secolare su un nodo strategico della città usa quella posizione di rendita per condizionare la pianificazione locale. Poiché il capitale cerca il massimo rendimento, la rendita estratta dalle infrastrutture “a maglie larghe” fa da volano alla speculazione immobiliare residenziale e commerciale, trasformando la città da bene comune a macchina per l’estrazione di plusvalore. Un male necessario? Nient’affatto! Basterebbe regolamentare realmente il partenariato pubblico privato, riequilibrandolo. E introdurre elementari strumenti di governance pubblica. Quali? Clausole di prezzo massimo di cessione/locazione vincolanti e permanenti sui beni realizzati in PPP o con agevolazioni fiscali. Piani per la mobilità e l’alloggio che trattino la sosta e l’abitazione come servizi di interesse generale (SIEG), sottraendoli alla contrattazione speculativa di puro mercato. Tassazione e cattura della plusvalenza urbana (value capture), per restituire alla collettività la rendita generata da infrastrutture e trasformazioni pubbliche. Può far contenti tutti? Ovvio che no. Ma “tutti”, se non è una presa per i fondelli, può essere obiettivo perfettibile, mentre quello attuale è una truffa ai danni della collettività. Michele Ambrogio
October 16, 2026
Pressenza
Bologna. Parte l’istruttoria pubblica sulle trasformazioni urbanistiche della città
Il giorno 16 ottobre alle ore 9, presso il cortile di Palazzo d’Accursio, il Comitato Promotore dell’Istruttoria Pubblica sulle grandi trasformazioni urbanistiche, di cui come Potere al Popolo facciamo parte insieme a vari esponenti di realtà sociali, sindacali, ambientaliste e giovanili, organizza una conferenza stampa di presentazione del processo di […] L'articolo Bologna. Parte l’istruttoria pubblica sulle trasformazioni urbanistiche della città su Contropiano.
October 15, 2026
Contropiano
Requiem per Casablanca e il prezzo della rigenerazione urbana: da Firenze alla medina
«Ma io non posso dimenticare che qui è stato cancellato un mondo. Il mio mondo», è con queste parole che Rahal, protagonista di Requiem per Casablanca, osserva ciò che resta del quartiere in cui è cresciuto. Siamo all’ultima pagina … Leggi tutto L'articolo Requiem per Casablanca e il prezzo della rigenerazione urbana: da Firenze alla medina sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Le nostre città, terreno di caccia per speculatori
LA PROTESTA SPAGNOLA CHE OGGI PIANGE MARIACARMEN E LA VICENDA DI SPIN TIME PARLANO PRIMA DI TUTTO DEL BISOGNO DI UNA NUOVA CULTURA POLITICA, CAPACE DI PARTIRE DALLA VITA DI OGNI GIORNO E DAL DIRITTO ALL’ABITARE. AL TEMPO STESSO RIMANDANO A UN PROBLEMA ENORME: IL MODELLO DI SVILUPPO CHE PERVADE LE NOSTRE CITTÀ E CHE RENDE OVUNQUE LE AMMINISTRAZIONI LOCALI SUCCUBI DEI GIGANTI IMMOBILIARI. NON SI TRATTA SOLTANTO DI ESSERE PIÙ FORTI NELLE NEGOZIAZIONI CON GLI SPECULATORI IMMOBILIARI, SCRIVE CARLO CELLAMARE RICORDANDO IL PERCORSO DEL SOCIAL FORUM DELL’ABITARE, MA DI PENSARE ALLE ALTERNATIVE, A COME UNA CITTÀ E I SUOI ABITANTI POSSONO ADESSO VIVERE SENZA VENDERSI Roma, 19 settembre, manifestazione promossa da Spin time. Foto di Riccardi Troisi -------------------------------------------------------------------------------- Le mobilitazioni spagnole (11 novembre, sciopero generale, ndr), la vicenda di Spin Time e le tante altre che hanno attraversato le città italiane, l’esplodere della crisi abitativa in tutta Europa (e non solo) che pure ha spinto la Commissione e il parlamento europei ad impegnarsi, vedremo se bene o male, hanno riportato con forza l’attenzione su questo problema. Problema in realtà ben noto da tempo, che affligge molti strati della popolazione ed è causa di grande disagio sociale. È l’effetto della mercificazione non solo della casa, ma dell’abitare come fatto sociale complesso. E va oltre la funzione sociale della proprietà (come sostenuto nella nostra Costituzione), riguarda la condizione sociale stessa dell’abitare e quindi la coesione della nostra società. I numeri del disagio sono stati più volte indicati. Le politiche abitative in Italia, assenti per tantissimi anni, si sono riaffacciate recentemente con tre proposte di legge delle opposizioni che non riescono ad andare avanti e un «Piano casa» nazionale del governo totalmente inadeguato, se non pericoloso. Ci si interroga su come reagire a questa situazione. Da più di tre anni, in Italia, è attivo su questi temi il Social forum dell’abitare, un coordinamento di realtà impegnate sulla questione della casa e del diritto alla città, in un’interpretazione dell’abitare che è molto di più della casa. È una rete che vede coinvolti movimenti di lotta per la casa, realtà associative di livello nazionale (Arci, Forum Dd, Acli…), il mondo del Terzo Settore (Cnca…), alcuni sindacati (Cgil, Unione inquilini) e tante realtà che vengono dai territori italiani, dalle grandi città e dalle aree metropolitane ad alta tensione abitativa (Ocio da Venezia, ma anche da Napoli, Milano, Bologna, Roma, Torino dove ha sostenuto la campagna Vuoti a rendere) così come centri medi o più piccoli e da aree interne. Si tratta di un’alleanza trasversale che ha fatto tre grandi assemblee (Bologna, Napoli e Roma) e molti incontri sui territori (Genova, Torino, Firenze, Venezia…) discutendo le politiche abitative esistenti e promuovendo alternative, nel campo degli affitti brevi e della turistificazione, dell’edilizia residenziale pubblica e dell’housing sociale, della rigenerazione urbana come valorizzazione immobiliare e del peso dei fondi immobiliare sul mercato della casa, intersecando anche il dibattito a livello europeo sulle proposte che emergono dalla Commissione. È un percorso che costruisce rete e rafforza le capacità di opposizione. Non è ancora abbastanza e la prospettiva di una manifestazione nazionale è in discussione, così come emerso nell’assemblea pubblica a Spin Time a settembre e più recentemente nell’assemblea No Kings a Napoli. Le energie sociali impegnate sono tante, ma devono trovare il modo di far valere la propria forza. Indubbiamente è in gioco la democrazia. La manifestazione nazionale a Roma di settembre è stato un primo passaggio importante, oltre al sostegno alla lotta di Spin Time, ha posto il problema del peso dei fondi immobiliari sulle politiche urbane. La crisi abitativa, infatti, rimanda a un problema più ampio e più profondo, e contemporaneamente, molto più difficile, il modello di sviluppo che pervade le nostre città. La crisi abitativa e la mercificazione dell’abitare, con tutto quello che comporta e con tutte le disuguaglianze sociali che produce, è un effetto collaterale della mercificazione della città. L’apertura senza controllo e regolazione adeguata, anzi il creare le condizioni più vantaggiose per l’arrivo degli investimenti immobiliari così come il peso sempre crescente dei fondi e degli operatori finanziari in questi settori fanno sì che le politiche urbane ne siano per lo più succubi, determinando gli effetti collaterali sulle condizioni abitative che ben conosciamo: crescita dei prezzi sia nel mercato degli affitti, che in quello degli acquisti; espulsione e allontanamento della popolazione che non riesce a sostenere il costo della casa in rapporto ai redditi disponibili; gli studentati come grande affare; il passaggio agli affitti brevi. Spesso le politiche abitative pubbliche sono un grande cerotto rispetto ai danni della rendita immobiliare e del modello di sviluppo. Cercano di rimediare alle punte del disagio sociale. Si pone quindi un interrogativo profondo per i partiti di centrosinistra e, in particolare, per quelle forze impegnate nei governi delle città, soprattutto quelle che si avviano alle elezioni. Anche con le buone intenzioni di impegnarsi sul serio sulle politiche abitative, senza sganciarsi da un modello di sviluppo urbano che le produce si lascia aperto il problema. È un problema internazionale, di non facile soluzione in un’epoca di liberismo avanzato e dove le forze del mercato sono molto più grandi delle amministrazioni locali. Ma è un interrogativo ineludibile. E non si tratta soltanto di essere più forti nelle negoziazioni con gli operatori immobiliari, ma di pensare alle alternative, a come una città e i suoi abitanti possono vivere e produrre reddito senza doversi vendere o vendere propri pezzi. -------------------------------------------------------------------------------- Pubblicato anche sul manifesto -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE QUESTO ARTICOLO DI FILIPPO CELATA: > Le case ci sono, è l’abitare che manca -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Le nostre città, terreno di caccia per speculatori proviene da Comune-info.
October 8, 2026
Comune-info
La socializzazione di 220mila alloggi dei fondi immobiliari a Berlino: una storia di continuo ostruzionismo
Con la vittoria della Linke a Berlino, torna nel dibattito un vecchio referendum sull’esproprio di circa 220mila abitazioni in mano alle grandi compagnie immobiliari. Ripercorriamo la storia della consultazione e dei suoi sviluppi, spiegando le peculiarità del sistema tedesco in … Leggi tutto L'articolo La socializzazione di 220mila alloggi dei fondi immobiliari a Berlino: una storia di continuo ostruzionismo sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Livorno: i piedi sulla città
Nel 1963, con “Le mani sulla città”, Francesco Rosi raccontava con grande efficacia le connessioni fra la politica affaristica e la speculazione edilizia. Qui a Livorno si sta andando oltre, calpestando il territorio in un mix letale fra banale sciatteria … Leggi tutto L'articolo Livorno: i piedi sulla città sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Roma si è trasformata. Lettera al sindaco Gualtieri
“QUESTA CITTÀ SI È TRASFORMATA IN UNA MERCE, DA PUBBLICIZZARE SUL GRANDE MERCATO INTERNAZIONALE. SI POTEVA FARE DIVERSAMENTE? SÌ… ABBIAMO OTTENUTO FORSE UNA CITTÀ PIÙ BELLA? NON SAPREI, CERTAMENTE PIÙ INGIUSTA…”. ENZO SCANDURRA, URBANISTA E GIÀ DIRETTORE DEL DIPARTIMENTO DI ARCHITETTURA E URBANISTICA DELLA SAPIENZA, SCRIVE AL SINDACO DI ROMA Unsplash.com -------------------------------------------------------------------------------- Egr Sig. Sindaco Gualtieri, quando la eleggemmo, noi perennemente di sinistra e altrettanto perennemente delusi dopo ogni elezione, pensavamo che Lei avrebbe finalmente realizzato un progetto di città che è sempre mancato: progetti e opere per ridurre le disuguaglianze, altre opere di accoglienza per le persone povere, molte case per chi non ce l’ha e mai potrebbe acquistarne una, porre fine al consumo di suolo, molti trasporti pubblici, cinema, piazze (non asfaltate) per l’incontro e la socializzazione e la felicità pubblica, centri di cura, e poi soprattutto alberi, alberi, ecc, ecc. Insomma una città moderna vuol dire tutte queste cose e altre ancora. Lei obietterà che per fare tutte queste cose ci vogliono i soldi e che Lei stesso, a differenza dei suoi predecessori, ha realizzato molte cose. Mai si sono visti tanti cantieri aperti in città, mai sono stati tagliati tanti nastrini per inaugurarne dei nuovi, mai si sono svolte tante celebrazioni. Insomma quel suo motto stampigliato sui cartelloni pubblicitari in tutta la città: Roma si trasforma, non era solo uno slogan, lei lo ha veramente realizzato, e gliene diamo atto. Ma, vede, in questa straordinaria (e scomposta, dico io) trasformazione c’è qualcosa che non va. Noi pensavamo che (la città) si trasformasse a favore dei cittadini e non dei fondi immobiliari o degli immobiliaristi. Lei ha trasformato la città in una luccicante vetrina che ha peggiorato la vita di molti cittadini, dei più disagiati, con vantaggio di quelli più ricchi. Molti dei primi hanno abbandonato le loro residenze per trasferirsi nelle periferie lontane (leggi anche Chi può abitare il centro di Roma?), per fare posto a sedi di agenzie, banche, negozi di dubbio gusto, supermercati, parcheggi interrati, insomma in un suk modernista sia pure riservato ai più ricchi, il tutto col denaro pubblico, ma soprattutto con quello dei fondi immobiliari che lei ha definito senza cuore (un cuore i fondi immobiliari, Signor Sindaco, lo hanno mai avuto? Suvvia…). Lei obietterà che per realizzare questi fasti c’è voluto molto denaro ed è quindi naturale ricorrere a quello dei privati. Niente da dire su questo, se non fosse che poi, alla fine, questa città si è trasformata in una merce, da pubblicizzare sul grande mercato internazionale. Si poteva fare diversamente? Sì, si poteva fare, bastava imporre ai privati il rispetto del bene pubblico, bastava limitarne lo strapotere, bastava fare un compromesso nel quale il bene comune dei cittadini prevalesse sull’interesse privato e non lasciare mano libera ai loro insaziabili appetiti (Spin Time docet). Abbiamo ottenuto forse una città più bella? Non saprei, certamente più ingiusta. Quanto alla bellezza lascio giudicare a quel viaggiatore che sceso dal treno guarda atterrito quella spianata di cemento che si apre alla sua vista che, se non volesse affrontarla, deve mettersi in fila (una lunga fila) per sperare che passi qualche taxi. Cordiali saluti; un cittadino di sinistra e, in quanto tale, perennemente deluso dai suoi amministratori. . [Enzo Scandurra, già direttore del Dipartimento di Architettura e Urbanistica della Sapienza, autore di diversi libri tra cui Roma. O dell’insostenibile modernità (DeriveApprodi)] -------------------------------------------------------------------------------- LEGGI ANCHE: > Tra rendita e partecipazione -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Roma si è trasformata. Lettera al sindaco Gualtieri proviene da Comune-info.
September 25, 2026
Comune-info
Berlino, terra e case ai cittadini: la sfida di Eralp ai fondi immobiliari
Berlin bezahlbar machen (Rendere Berlino accessibile) è il titolo del programma elettorale grazie al quale Elif Eralp, figlia di profughi turchi fuggiti nel 1980 dopo il colpo di Stato militare ed esponente della Linke ha ottenuto il 25,7% dei voti … Leggi tutto L'articolo Berlino, terra e case ai cittadini: la sfida di Eralp ai fondi immobiliari sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Area ex OGR: scoperte, domande e proposte, camminando insieme
“Ma dove sono queste ex OGR? Vieni a scoprirlo con noi.” Così il titolo del volantino d’invito per la prima camminata intorno all’area che si è svolta sabato mattina 19 settembre. Ottanta persone di ogni età hanno risposto all’invito, … Leggi tutto L'articolo Area ex OGR: scoperte, domande e proposte, camminando insieme sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.