Tag - urbanistica

Ex OGR. Il risveglio della ragione contro il modello unico
A notte fonda cadi dal letto e batti la testa, badabum! Ti svegli e ti accorgi che stavi dormendo da anni, un sonno incosciente e passivo, un torpore arido. Certo che eri contrario alle oligarchie autoritarie, alle multinazionali rapaci, alla … Leggi tutto L'articolo Ex OGR. Il risveglio della ragione contro il modello unico sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Il bluff degli Student Hotel a Pisa: il Sindaco Conti inaugura la speculazione abitativa e festeggia la distruzione del Diritto allo Studio
L’inaugurazione del nuovo studentato privato in via Alessandro Della Spina è l’occasione per il Sindaco Michele Conti di rilanciare la narrazione secondo cui l’iniziativa privata “alza l’asticella della qualità” e “calmiera il mercato”. Si tratta di un teorema economico totalmente … Leggi tutto L'articolo Il bluff degli Student Hotel a Pisa: il Sindaco Conti inaugura la speculazione abitativa e festeggia la distruzione del Diritto allo Studio sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Alla città-vetrina si sono rotti i vetri
-------------------------------------------------------------------------------- Foto SPIN TIME LABS -------------------------------------------------------------------------------- La questione Spin Time a Roma, nel quartiere Esquilino, si potrebbe rappresentare con l’esclamazione di quel bambino che vedendo il Re sfilare esclamò: il Re è nudo! Mentre tutti gli altri sudditi voltavano il capo all’indietro per fingere di non vedere. Perché, come giustamente scrive Riccardo Troisi (Chi può abitare il centro di Roma?), le vicende romane di Spin Time e del Dente Cariato (sempre all’Esquilino) hanno messo a nudo una contraddizione che a Roma esiste da più tempo, ovvero se il patrimonio immobiliare pubblico deve essere solo un capitale da valorizzare, come fosse una merce (magari attraverso la famigerata rigenerazione urbana) o piuttosto lo strumento con il quale riportare casa pubblica, accoglienza e welfare di comunità anche nel cuore della città. Detto in altri termini: chi può abitare il centro di Roma? O ancora più esplicitamente: di chi è la città? Tutte le politiche pubbliche messe in campo dall’Amministrazione, hanno dimostrato come la mediazione tra interessi privati e utilità pubblica si risolvono assai spesso con grandi vantaggi dei primi e con l’impoverimento progressivo dei beni pubblici, con conseguente espulsione dei ceti meno abbienti verso le periferie e la trasformazione del Centro della città in merce da dare al miglior offerente che ne snatura la funzione, il valore simbolico, il senso comunitario e assai spesso il valore architettonico: privatizzazione di spazi, dehors, alberghi di lusso e così via. Questo processo diventato sempre più aggressivo prende, a detta dell’Amministrazione, il nome di modernizzazione o di rigenerazione urbana, espressioni in genere positive ma che nascondono intenzioni speculative e di estrazione di rendite a favore di grandi agenzie immobiliari. Alessandro Scassellati chiama “neoliberismo progressista” questo sdoppiamento tra la retorica dei diritti civili e l’estrazione sistematica della rendita commerciale, turistica (Il regime della città-vetrina. Governance progressista nelle metropoli italiane). Il mantra agitato dall’amministrazione è quello di catturare il più possibile capitali da investitori privati, i soli che consentirebbero di rimodernizzare la città rendendola ancora più attraente agli occhi e alla rapacità di quest’ultimi. L’urbanistica, in origine disciplina riformista volta a mitigare gli interessi pubblici con quelli privati, in questi casi è completamente stravolta a ruolo di ancella del capitale privato. Prevalgono trattative private (spesso non trasparenti), tavoli negoziabili, varianti al PRG, revisione di norme tecniche a salvaguardia di interessi privatistici, conferenze di servizi, vecchi “debiti” contratti dai passati PRG (cosiddette compensazioni urbanistiche) che ne annullano qualsiasi velleità riformista. Ma l’urbanistica non si riduce semplicemente a tecnica separata dalla politica. Essa nelle sue vocazioni originali riguarda i modi attraverso i quali si manifesta la vita associativa, comunitaria come scriveva ai suoi tempi il grande sindaco di Firenze Giorgio La Pira: “La crisi del nostro tempo – che è una crisi di sproporzione e di dismisura rispetto a ciò che è veramente umano – ci fornisce la prova del valore terapeutico e risolutivo che in ordine ad essa la città possiede. Come è stato felicemente detto, infatti, la crisi del tempo nostro può essere definita come sradicamento della persona dal contesto organico della città” (Le città non possono morire, discorso di La Pira ai sindaci di tutto il mondo, Firenze, 2 ottobre 1955). Un urbanista, poeta, scrittore, recentemente scomparso: Giancarlo Consonni, sulle orme di La Pira scrisse pochi anni fa un libricino importante il cui titolo significativo era: Non si salva il pianeta se non si salvano le città (Quodlibet). E tuttavia noi stiamo sempre più privatizzando questo bene comune, riducendolo a valore di merce. E poi ancora il greenwashing urbano, quella “politica ecologica” che fa credere che bastino piste ciclabili (spesso inutili) o l’inaugurazione di qualche giardino municipale o, ancora, qualche piantumazione in sostituzione del taglio di alberi, a contrastare il riscaldamento climatico. Quando poi quello che veramente contribuisce ad esso è il consumo di suolo e i numerosi manufatti e infrastrutture cementizie che continuano a proliferare in città. Una delle tante promesse elettorali di molti sindaci era appunto quello del consumo di suolo zero e del contrasto al cambiamento climatico. È ancora Scassellati che dice: “Sulla superficie visibile della metropoli, quella destinata al turismo e ai media, il centro-sinistra mette in scena una vetrina attraente fatta di piste ciclabili, grandi eventi (come le Olimpiadi invernali), inclusività LGBTQIA+ e parole d’ordine sull’ecologia. Dietro questa facciata sfolgorante, però, la realtà materiale per chi ci vive è completamente diversa. Le giunte comunali portano avanti scelte che favoriscono i grandi costruttori, i proprietari immobiliari e i fondi finanziari, mentre la vita quotidiana delle lavoratrici e dei lavoratori è schiacciata dal carovita, dalla carenza di alloggi ad affitti accessibili e dal precariato”. C’è dunque una narrazione falsa, quantomeno distorta, che occulta la contraddizione tra ciò che l’amministrazione quotidianamente afferma e quello che invece realizza. Una narrazione che fa dire a molti e incolpevoli cittadini: ma, insomma finalmente Roma sta diventando una metropoli moderna. Qualcosa si muove. In realtà si fa molto, forse troppo, ma non sempre a favore dei suoi abitanti, quelli almeno che con fatica arrancano per arrivare a fine mese col proprio stipendio. Si fanno studentati, alberghi di lusso, inutili megastadi, residenze anch’esse riservate ai ceti più ricchi e poi tanti eventi (e tante inaugurazioni) per celebrare i nuovi fasti di questa città: “La mappa elettorale parla chiaro: il centro-sinistra progressista è diventato il rappresentante politico di un blocco sociale ben preciso, formato da chi guadagna con la speculazione immobiliare e commerciale e da un ceto medio benestante che vive di rendita nei quartieri centrali storici o lavora nei servizi culturali”(A. Scassellati, op. cit.). Dunque tanto più appropriata e urgente la domanda di Riccardo Troisi: chi può (ancora) abitare il centro della città? Una città diventata vetrina per i fondi immobiliari, per le grandi agenzie straniere che lucrano sulle rendite. Perché tanti cinema sono chiusi? Perché tanti immobili di proprietà pubblica e non sono abbandonati? È una domanda che molti si fanno. Cosa ci guadagnano i loro proprietari a tenerli chiusi, abbandonati e degradati? Aspettano che quella merce salga di valore per poi, con qualche variante di PRG, possa essere destinata a scopi assai più redditizi. Come per i mercati generali – leggi La posta in gioco agli ex mercati generali di Roma di Lorenzo Romito e diversi interventi di Sarah Gainsforth – nove ettari di terreno incolto che potrebbero in parte risolvere la crisi abitativa e in parte anche mitigare il cambiamento climatico della città, vengono invece offerti per tanti anni a fondi immobiliari che ne “valorizzano” le potenzialità costruendo studentati per pochi e ricchi studenti. Merce dunque sottoposta alle regole del libero mercato. Questa politica urbana si manifesta con due volti: da una parte offre a professionisti, turisti e qualche studente benestante la possibilità di risiedere in una città di servizi di buon o ottimo livello; dall’altra respinge o mette ai margini i lavoratori poveri, le famiglie senza tetto, emargina gli immigrati. Sembra appartenere a questa politica il caso di Spin Time, uno degli ormai tanti casi di costruzione di legami di mutualismo tra persone e famiglie messe ai margini, una straordinaria esperienza di comunità. E se questo caso è stato per molto tempo nelle pagine dei quotidiani è grazie anche alla straordinaria mobilitazione e solidarietà dei romani che non hanno fatto mai mancare la loro voce accanto agli occupanti. Ma il “caso” ha anche smascherato lo sfavillio della città-vetrina mettendo a nudo le sue storiche contraddizioni: accanto alla “Roma che si trasforma” (come recitano retorici manifesti affissi in molte parti della città) è improvvisamente comparsa l’altra faccia della città-vetrina, quella dei poveri, delle famiglie invisibili che vivevano, quasi clandestinamente, in luoghi abbandonati e sconosciuti e pur tuttavia avevano dimostrato come il mutualismo e la cooperazione potessero creare comunità virtuose e nuovo welfare. Il sindaco ha tentato di recuperare il danno provocato da tanti anni di concessione ai poteri dei fondi immobiliari accusandoli di “non avere cuore”. Sarebbe stato meglio una severa autocritica sulla politica urbana seguita in tanti anni, sia pure da diverse amministrazioni, di destra e di sinistra. Intervento tardivo che forse non è riuscito nemmeno a far riflettere su cosa vuol dire un progetto di città, intesa come comunità vivente. Spetta a noi realizzarlo. -------------------------------------------------------------------------------- Enzo Scandurra, urbanista, saggista e scrittore, scrive da sempre su Comune (qui oltre cento suoi articoli). Già ordinario di Urbanistica presso La Sapienza di Roma, è stato direttore del dipartimento di Architettura e Urbanistica. Tra i suoi libri più recenti La svolta ecologica. Ultima chance per il pianeta e per noi e Roma. O dell’insostenibile modernità, editi da DeriveApprodi. -------------------------------------------------------------------------------- L'articolo Alla città-vetrina si sono rotti i vetri proviene da Comune-info.
September 5, 2026
Comune-info
Una – relativa – vittoria di Carteinregola: ridimensionati i rischi per i villini storici nella modifica alla Guida per la Qualità degli interventi
Una nuova Proposta di delibera di aggiornamento della Carta per la Qualità, pur mantenendo l’inserimento della  scheda che prevede anche la demolizione e ricostruzione dei villini storici inseriti nella Carta, che la nostra associazione aveva fortemente contestato, aggiunge una precisazione che ridimensiona notevolmente i rischi per gli edifici tutelati. Carteinregola-ODV da tempo si impegna per la tutela degli edifici storici e in particolare dei cosiddetti “villini” (1), testimonianze architettoniche che fanno parte della storia e del Paesaggio romano, che una serie di leggi regionali ha messo a rischio abbattimento e ricostruzione con maggiori cubature e una diversa distribuzione degli spazi (2), rendendo molto redditizio l’investimento immobiliare nelle zone più pregiate e remunerative della città. A Roma il Piano Regolatore approvato nel 2008 ha introdotto una “Carta per la Qualità” (elaborato G1) che tutela anche molti edifici e spazi di particolare pregio che non godono di vincoli statali, sottoponendo le eventuali trasformazioni alle regole della “Guida per la Qualità degli interventi” (elaborato G2) (3). Gli edifici sono inseriti nella Carta dopo una scrupolosa istruttoria della Sovrintendenza Capitolina, e la Carta stessa è periodicamente aggiornata con nuovi inserimenti ma anche con stralci, quando gli edifici non presentano più le caratteristiche per le quali sono stati inseriti. Avevamo lanciato un allarme per alcune modifiche introdotte con la Proposta di delibera che modificava le Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore, che avrebbero trasformato la Carta per la Qualità in carta straccia (4). Dopo l’adozione della Delibera, l’11 dicembre 2024, il tema è diventato oggetto di un’ampia discussione e nella versione finale della delibera, approvata il 23 luglio 2026, il testo è stato modificato, anche se non è stata ripristinata la norma vigente, come chiedeva la nostra associazione(6). Una piccola vittoria, duramente contestata in Aula da un consigliere di Noi Moderati, che ci ha addirittura identificato come simbolo di  una “delle due filosofie di questa città“, in contrapposizione con le raccomandazioni di “ACER, FederLazio e tutti quelli che si occupano di queste problematiche e mestieri“,  con  la differenza tra i due pensieri/filosofie  che contrappone chi “chiede lo sviluppo in questa città” a chi [Carteinregola] “chiede invece di essere il conservatorismo puro sull’urbanistica di questa città”  Ora possiamo aggiungere un’ulteriore – sempre relativa – vittoria, su un altro rischio per i villini storici, questa volta contenuto in un’altra Proposta di Deliberazione approvata dalla Giunta il 12 marzo 2026 e che sarebbe dovuta andare al voto dell’Assemblea, a cui ci eravamo fortemente opposti (7), realizzando anche un video esplicativo per rendere il tema accessibile a tutti (in calce). La Proposta di Delibera è quella che contiene l’aggiornamento periodico della Carta per la qualità: quella approvata dalla Giunta nel marzo scorso, oltre a comprendere gli elenchi di immobili inseriti o stralciati dalla Carta, introduceva una nuova scheda nell’elaborato “G2 Guida per la Qualità degli interventi”, intitolata “Villini storici” . Come da noi illustrato nel video citato, tale inserimento prevedeva esplicitamente la possibilità di demolizione ricostruzione dei villini storici inseriti nella Carta per la Qualità, affidando a una nuova costituenda commissione l’incarico di valutare la fattibilità di tali interventi. Avevamo allora fatto notare, anche in uno scambio di opinioni con l’Assessore all’urbanistica Veloccia (8) che esisteva già una lunga istruttoria sugli edifici da inserire nella Carta per la qualità e sugli edifici da depennare, e che era già possibile demolire gli edifici che non avessero più i requisiti per cui erano stati inseriti nella Carta, semplicemente stralciandoli dopo i necessari approfondimenti della Sovrintendenza. la scheda Villini storici nella Proposta di Delibera marzo 2026 Qualche giorno fa abbiamo scaricato dal sito istituzionale del Comune una nuova Proposta di deliberazione approvata dalla Giunta il 6 agosto scorso ( 118aProposta (D.G.C. n. 73 )“Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini.” (9) e inserita all’ordine dei lavori dell’Assemblea Capitolina il 7 agosto 2026 . La nuova scheda “Villini storici” resta, con un testo pressochè identico al precedente, ma è stato inserito un nuovo trafiletto che limita in parte le potenzialità di interventi indiscriminati: “Resta inteso che gli interventi di demolizione e ricostruzione (DR) possono ritenersi ammissibili nei casi in cui sia adeguatamente dimostrata la perdita o l’alterazione dei caratteri strutturanti, architettonici e costruttivi originari del villino, tali da determinarne la sostanziale perdita di riconoscibilità sotto il profilo tipologico e storico-documentale “. Certamente, rispetto al testo della G2 vigente, dove la demolizione e ricostruzione è prevista solo per volumi frutto di superfetazioni “incoerenti con l’edificio originario o con il suo ampliamento organico” o casi similari, ipotizzarla per l’intero edificio è una pericolosa apertura oltre a, come abbiamo visto, un controsenso. Tuttavia deve essere riconosciuto che un parziale passo indietro è stato fatto, e questo ci conferma che è importante leggere e studiare “le carte” e soprattutto raccontare le potenziali conseguenze di modifiche normative di cui spesso i non addetti ai lavori non sono in grado di valutare le conseguenze. Conseguenze che in molti casi possono veramente “cambiare i connotati” alla nostra Città storica. Anna Maria Bianchi Missaglia Il video del 14 luglio 2026 Modifiche alle Norme Tecniche : villini storici a rischio – video di Carteinregola- ODV – riprese e montaggio Anna Maria Bianchi – hanno collaborato Susanna Le Pera, Giancarlo Storto, Daniela Rizzo, Clarice Marsano 28 agosto 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com 28 agosto 2026 E’ pubblicata sul sito istituzionale la Delibera delle Modifiche alle NTA del PRG con gli allegati Delibera di Assemblea Capitolina 122/2026 – approvazione Variante parziale alle NTA SCARICA LA DELIBERA APPROVATA NOTE (1) vedi tra gli altri Intellettuali e associazioni ai candidati del Lazio: impegno a modificare la legge demolisci villini 28 gennaio 2023 Il video del webinar – Modifiche al Piano regolatore: quale interesse pubblico? 2 dicembre 2024 al comma 3 dell’articolo 16 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore  è aggiunto al testo vigente: “Nel caso di contrasto tra le indicazioni dell’elaborato G2 e le categorie d’intervento e le destinazioni d’uso riportate nelle norme di tessuto, prevalgono quest’ultime”. (2) vedi   * Piano Casa e legge di rigenerazione urbana- cronologia e materiali  * Urbanistica del Lazio 2023-26 cronologia e materiali * PTPR Lazio cronologia materiali vedi tra gli altri Tavoli, vincoli e paradossi. Parte una procedura per la tutela dei villini. Ma non dal Piano Paesaggistico Regionale. 4 agosto 2019 (3) La Carta per la Qualità è un elaborato gestionale del Piano Regolatore Generale del Comune di Roma, approvato dal Consiglio Comunale con Deliberazione n. 18 del 12 febbraio 2008 e divenuto vigente con la pubblicazione sul Bollettino Ufficiale della Regione Lazio del 14 marzo 2008. È costituita da 34 fogli in scala 1:10.000 (allegato G1) e dalla “Guida per la Qualità degli interventi” (allegato G2). È possibile consultare gli elaborati al link www.urbanistica.comune.roma.it scarica G2. Guida per la qualità degli interventi 2008 vedi La Carta per la Qualitàvedi La Carta per la Qualità vedi il sito del Dipartimento Urbanistica Elaborato gestionale G1. “Carta per la Qualità” – II fase – Aggiornamento 2025 Modifiche PRG: il video del webinar sulla Carta per la Qualità 24 gennaio 2024 (4) Le modifiche delle NTA del PRG adottate dall’Assemblea capitolina l’11 dicembre 2024 con un maldestro inserimento, su cui Carteinregola e altre associazioni si sono immediatamente mobilitate, avevano cancellato l’eccezione prevista per gli elementi in Carta per la Qualità, rispetto agli interventi edilizi più impattanti, fino alla demolizione e ricostruzione Vedi Modifiche Piano Regolatore: la Carta per la qualità diventa Carta straccia 25 marzo 2025 Scarica 102a Proposta (Dec. G.C. n. 53 del 13 giugno 2023) Adozione, ai sensi dell’art. 10 della Legge n. 1150/1942 e L.R. n. 19/2022, della variante parziale alle Norme Tecniche di Attuazione del PianoRegolatore Generale vigente, approvato con Deliberazione di Consiglio Comunale n. 18 del 12 febbraio 2008. Vedi Adozione Modifiche NTA PRG – ART. 16 Carta per la Qualità 8 febbraio 2025 (5) La ricostruzione cronologica dell’iter si trova a questa pagina Modifiche alle NTA del PRG Ultime modifiche alle NTA, restano molti punti critici 12 luglio 2026 Modifiche NTA del PRG articoli Carta per la Qualità e Città Storica: le novità 2026 a confronto con le osservazioni di Carteinregola (6) Il 23 luglio 2026 nel corso della presentazione degli emendamenti in Assemblea Capitolina c’è stato un sorprendente attacco alla nostra associazione da parte del Consigliere e capogruppo di Noi Moderati Marco Di Stefano, che ci ha dedicato vari passaggi dei suoi interventi, arrivando a sostenere che con le controdeduzioni alle osservazioni al testo adottato nel 2024 l’assessore all’urbanistica Veloccia abbia apportato alcune modifiche per necessità di mediazione con le richieste della nostra associazione.Vedi Modifiche Norme Tecniche: il consigliere Di Stefano Vs Carteinregola in Assemblea Capitolina (7)  Decisione di Giunta del 12 marzo 2026 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini”  [SCARICATA DAL SITO ISTITUZIONALE SEZIONE ODG E PROPOSTE ASSEMBLEA CAPITOLINA] vedi Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) 20 maggio 2026 Il 12 marzo 2026 la Giunta capitolina ha approvato la 34a Proposta (D.G.C. n. 19) “Approvazione delle modifiche agli elaborati gestionali G1.“Carta per la qualità” e G2.“Guida per la qualità degli interventi” – Aggiornamento 2025, pubblicati ai sensi dell’art. 2, comma 6, delle NTA vigenti, integrati con i riscontri alle memorie/osservazioni pervenute a seguito della medesima pubblicazione e con le segnalazioni degli uffici capitolini” da sottoporre al voto dell’Assemblea Capitolina. All’interno dell’allegato 2 “segnalazioni d’ufficio” è inserita una nuova scheda: G2. Guida per la qualità degli interventi – “Villini storici” a integrazione del capitolo 4d della parte II, che si riporta  integralmente di  seguito, nel quale, al paragrafo “Indicazioni per la conservazione e la trasformazione” sono inserite le “Categorie di intervento applicabili: Manutenzione ordinaria, Manutenzione straordinaria, Restauro e Risanamento Conservativo, Ristrutturazione Edilizia”. Quest’ultima, come è noto, comprende anche la “demolizione e ricostruzione”, e infatti più oltre, si legge: “La redazione dei progetti relativi ad interventi di Ristrutturazione Edilizia con demolizione e ricostruzione  nonché tutti gli interventi di rilevanza esterna, qualora consentiti dalla disciplina di Tessuto ai sensi delle NTA vigenti, deve essere preceduta da attente analisi e letture storico-critiche sviluppate a seconda delle caratteristiche specifiche dell’edificio e del tipo di intervento e strutturate in relazione alle seguenti variabili (…)”. (8) Il 22 maggio 2026 è pervenuta anche una risposta dell’Assessore Veloccia alla nostra lettera (riportata in Villini storici sempre più a rischio (con la modifica della Carta per la Qualità) 20 maggio 2026 ) vedi  Villini storici a rischio: la lettera dell’Assessore Veloccia a Carteinregola (e la nostra replica)  del 25 maggio 2026 Vedi anche Modifiche al PRG cronologia materiali (9) Scarica la Proposta di deliberazione approvata dalla Giunta ( 118aProposta (D.G.C. n. 73 )
August 30, 2026
carteinregola
Castello, via libera a scatola chiusa a riassetto e nuovo auditorium a Villa le Brache, sede dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai
Villa Le Brache si trova a Castello, e apre il percorso che da Via di Bellagio si snoda lungo via di Castello, via della Petraia per accedere alla Villa medicea di Castello, Villa Corsini e alla Villa Medicea della Petraia. … Leggi tutto L'articolo Castello, via libera a scatola chiusa a riassetto e nuovo auditorium a Villa le Brache, sede dell’Istituto Buddista Italiano Soka Gakkai sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Firenze. Sotto sfratto il Catasto, preda della speculazione immobiliare
Il Catasto è sotto sfratto: venduto a privati negli anni Duemila, la proprietà ora ne vuole fare residenze di lusso. Un altro tassello dell’alienazione del pubblico a pro della speculazione immobiliare. Il noto edificio di via dell’Agnolo 80, destinato agli … Leggi tutto L'articolo Firenze. Sotto sfratto il Catasto, preda della speculazione immobiliare sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Spazio Libero, il film della Compagnia da Tre Soldi in anteprima domenica sera all’Ulisse Dini
Nei prossimi giorni, da venerdì 24 a lunedì 26 luglio, si terrà al Dipartimento di matematica Ulisse Dini (in Viale Morgagni) un contest di matematica e informatica della durata di 72 ore consecutive. Il concorso è bandito dall’ICFP (International Conference … Leggi tutto L'articolo Spazio Libero, il film della Compagnia da Tre Soldi in anteprima domenica sera all’Ulisse Dini sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Delibera modifiche NTA del PRG: colpo di scena (forse rientrato)
(MA SIAMO SEMPRE IN CAMPAGNA ELETTORALE) Il 13 luglio 2026 la Regione Lazio ha inviato una lettera al Comune di Roma, chiedendo di sospendere l’approvazione definitiva della Proposta di Deliberazione con le controdeduzioni alle osservazioni alla delibera adottata nel dicembre 2024 con le modifiche alle Norme Tecniche di Attuazione (NTA) del Piano Regolatore (1). Il Comune le ha risposto sul sito istituzionale (2), senza pubblicare il testo della lettera regionale, annunciando che “continuerà secondo il calendario stabilito”, a partire dalla seduta del giorno successivo, cioè il 16 luglio. Poi però il 16 luglio l’Assemblea non ha trattato la delibera, rinviando a giovedì 23 luglio 2026. Sul sito istituzionale è quindi comparso un nuovo comunicato, che informa di un incontro tra le strutture tecniche di Roma Capitale e della Regione Lazio che si è tenuto la stessa mattina prima dell’Assemblea, e annuncia un “tavolo interistituzionale tra Comune e Regione”, convocato dall’Amministrazione regionale martedì 21 luglio, “per analizzare il testo delle Norme tecniche di attuazione controdedotte“ (3) La questione riguarda il ruolo regionale nell’approvazione delle varianti urbanistiche comunali(4): nel novembre 2022, pochi mesi prima delle elezioni regionali, la Regione Lazio, con alcuni commi della Legge di stabilità regionale (5), ha conferito a Roma Capitale funzioni urbanistiche in materia di approvazione delle varianti allo strumento urbanistico generale che non comportassero “modifica delle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale o dei relativi criteri di impostazione“, nel qual caso sarebbe rimasta “ferma l’applicazione delle ordinarie procedure“, cioè l’approvazione regionale della variante. Il 4 marzo 2025 la Regione guidata dal centrodestra di Francesco Rocca, aveva dato “l’accertamento positivo” alla delibera adottata nel dicembre 2024 dall’Assemblea capitolina, ritenendo che non comportasse “modifiche della caratteristiche essenziali” delle NTA vigenti, nonostante tali modifiche riguardassero 62 articoli e circa 250 commi. Invece nella lettera del 13 luglio 2026 inviata ora al Comune, la Regione ha osservato che il testo destinato all’approvazione definitiva – quello della Proposta di deliberazione con le controdeduzioni alle osservazioni- è molto diverso da quello della delibera adottata. Gli articoli che sono stati modificati dopo l’adozione del 2024, in seguito alle osservazioni di soggetti terzi, ma in molti casi anche alle modifiche apportate dagli stessi uffici comunali (6) sono 44, per 103 commi, ma va detto che quasi tutte modifiche riguardano commi già precedentemente modificati. Per queste modifiche la Regione Lazio ha comunicato nella lettera che intende riservarsi una nuova valutazione sull’applicazione della legge del 2022 rispetto al perimetro delle prerogative urbanistiche trasmesse a Roma Capitale per le varianti, e nel frattempo ha chiesto al Comune di sospendere l’iter di approvazione, di sottoporre la nuova delibera all’ “obbligatorio procedimento di verifica regionale“, e di procedere alla ripubblicazione, cioè a una nuova a raccolta di osservazioni dei cittadini interessati riguardanti il testo ulteriormente modificato dalle controdeduzioni. Alcune considerazioni a margine. 1) LA REGIONE SI ACCORGE SOLO ORA CHE SI TRATTA DI UNA  SOSTANZIALE REVISIONE DEL PIANO REGOLATORE Come fin dall’inizio evidenziato da Carteinregola e altre associazioni, queste modifiche alle Norme tecniche non sono affatto, come sostenuto fino a poco tempo fa dai suoi promotori e sostenitori, semplici adeguamenti, semplificazioni o chiarimenti per scongiurare i contenziosi, ma un importante provvedimento urbanistico che cambia di molto l’impostazione del 2008, in alcuni casi migliorandone gli aspetti di interesse pubblico, in altri – per Carteinregola particolarmente rilevanti – peggiorandoli, a favore di una preoccupante estensione degli interventi ammissibili per favorire l’iniziativa privata a discapito dell’interesse pubblico. Basti confrontare quanto descritto nella prima proposta approvata dalla Giunta nel 2023 (7) con le iperboliche definizioni utilizzate dal Sindaco Gualtieri nella presentazione della Proposta di Delibera definitiva organizzata dal Partito Democratico il 13 luglio in Campidoglio alla vigilia del suo approdo in Aula: “Nuove NTA, per una città più giusta e più moderna“ (8). Laddove la relazione del 2023 evidenziava che “…occorre, pertanto, procedere ad una attualizzazione e revisione mirata dell’impianto normativa del vigente Piano, al fine di correggerne ed aggiornarne i riferimenti di legge in esso contenuti e al fine di restituire un testo delle NTA vigenti di diretta ed univoca interpretazione aggiornato secondo ai nuovi principi disciplinari della rigenerazione urbana …” il Sindaco ha più volte parlato di una “grande riforma” che prosegue nel solco della stagione urbanistica del PRG del Sindaco Veltroni. Difficile sostenere a questo punto che la delibera non comporti la “modifica delle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale o dei relativi criteri di impostazione“, anche se l’intervento regionale è sicuramente tardivo, rispetto all’inspiegabile catalogazione delle modifiche precedenti come “poco rilevanti”. 2) SE ERA UN RIFORMA URBANISTICA, ROMA CAPITALE AVREBBE DOVUTO VARARE UNA ADEGUATA INFORMAZIONE E PARTECIPAAZIONE DEI CITTADINI Da questo punto di vista appare ancora più evidente l’inadeguatezza della comunicazione e della condivisione con la cittadinanza di tale riforma, che fin dall’inizio come Carteinregola avevamo più volte chiesto che fosse oggetto di una campagna informativa, con assemblee pubbliche portate avanti insieme ai Municipi (9). Invece non c’è stato nessun dibattito pubblico, all’infuori delle numerose riunioni della Commissione Urbanistica, che tuttavia sono rimaste nel ristretto abito degli addetti ai lavori, non fosse altro che per le competenze tecniche necessarie a comprendere le problematiche affrontate in quella sede e soprattutto le ricadute delle scelte in atto. Nell’happening in Campidoglio, come in una sorta di rimozione collettiva, si è detto che la Delibera è stata oggetto di un processo condiviso e partecipato con i cittadini e con i Municipi. Facciamo presente che sulla prima proposta di modifica delle NTA del 2023 i Consigli dei Municipi II, III, IX, X, XII e XIV non hanno espresso alcun parere (10), e che in ogni caso la delibera licenziata dalla Giunta è poi stata profondamente modificata in sede di Assemblea capitolina: circa 80 commi modificati, senza contare le ulteriori modifiche su quelle già operate dalla Giunta. A breve faremo una verifica di quante osservazioni inviate dai Municipi siano state effettivamente recepite nella Delibera definitiva in approvazione, ma a una prima sommaria ricognizione risultano ben poche. A partire dalle richieste avanzate dal I Municipio, che ci sembrano per lo più ignorate, nonostante i ringraziamenti della Presidente al citato evento. 3) COSA HA FATTO DELL’URBANISTICA QUESTA MAGGIORANZA REGIONALE Stupisce l’iniziativa della Regione Lazio, visto che, come detto, nel marzo 2025 ha dato il via libera alla Delibera adottata nonostante le consistenti modifiche alle NTA, ma soprattutto stupisce che manifesti la preoccupazione per il mancato “rinnovato adempimento partecipativo”  in quanto “la pubblicazione e la facoltà di osservare [cioè di mandare osservazioni NDR] costituiscono l’unico canale di emersione degli interessi dei privati e della collettività“. Noi teniamo a ricordare la strenua e perdente battaglia che abbiamo portato avanti contro la Proposta di legge regionale n.171 (11), oggi Legge LR 12/2025, che ha sdoganato moltiplicazioni di cubature, cambi di destinazione, abitabilità di soffitte e cantine, approvata dell’attuale maggioranza di centrodestra ignorando le obiezioni poste dalla società civile e dalle opposizioni (12), forse uno dei peggiori provvedimenti urbanistici del Lazio, insieme allo sciagurato precedente del Piano Casa della Presidente Polverini e del suo assessore Ciocchetti. Una legge cementifera contro il Paesaggio e l’ambiente, alla quale, va riconosciuto alla Giunta Gualtieri e all’Assemblea capitolina, Roma ha tempestivamente posto i limiti che erano stati concessi ai comuni (13). Quindi l’iniziativa regionale non è detto che vada nella direzione di un miglioramento per l’interesse pubblico. Anzi. 4) CHI DECIDE IL GOVERNO DEL TERRITORIO Il Presidente Rocca ha già espresso dei dubbi sull’ avvalersi della legge che ha introdotto l’autonomia regionale differenziata, che riconosce alle Regioni che ne facciano richiesta poteri legislativi esclusivi su materie oggi concorrenti stato -regioni, tra cui il Governo del territorio, cioè l’urbanistica (14). Contemporaneamente il Presidente ha fatto parte di un tavolo Governo- Roma Capitale – Regione Lazio che ha lavorato sul Disegno di legge “Modifica dell’articolo 114 della Costituzione in materia di Roma Capitale”, approvato in prima lettura alla Camera dei deputati il 29 aprile scorso, con l’astensione del Partito Democratico (15), nonostante la riforma fosse fortemente voluta dal Sindaco Gualtieri. Tale riforma costituzionale prevede il passaggio dei poteri legislativi su 11 materie, in cui è compreso il governo del territorio, da materie concorrenti Stato/Regione Lazio a materie concorrenti Stato/Roma Capitale, per quanto concerne il territorio comunale. Non è chiaro a questo punto quale sia l’obiettivo della maggioranza regionale, o perchè abbia fatto questo repentino voltafaccia. 5) QUALCHE DOMANDA Non è nostra consuetudine esercitarci in dietrologie, ma la battaglia senza esclusione di colpi in vista delle prossime elezioni nazionali e comunali si è annunciata da tempo a sta entrando sempre più nel vivo. Si è visto anche nella kermesse capitolina sulla Delibera delle NTA con la regia del Partito Democratico (8), dove le regole urbanistiche che incidono sulla vita della città e dei cittadini, e sulla tutela del nostro patrimonio collettivo, sono diventate essenzialmente una medaglia da appuntarsi al petto e una chiamata a raccolta della maggioranza di governo della città per serrare i ranghi in vista della sfida elettorale, mentre sul fronte regionale e nazionale la collaborazione del Modello Giubileo pare svaporata dall’avvcinarsi della primavera del 2027. Ecco, campagna elettorale permettendo, vorremmo una classe politica – nazionale, regionale, comunale, municipale – che si preoccupasse dei cittadini facendo scelte di merito e non di convenienza politica. Roma e i romani se lo meriterebbero. 16 luglio 2026 Per osservazioni e precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com vai a Modifiche alle NTA del PRG cronologia materiali NOTA (1) VEDI Modifiche Norme Tecniche, la Delibera con le controdeduzioni al voto dell’Assemblea Capitolina (2) (dal sito di Roma Capitale 14 luglio 2026(> vai alla pagina) Norme Tecniche Attuazione PRG: Roma Capitale invia risposta tecnica a Regione Roma Capitale ha trasmesso alla Regione Lazio una nota di risposta alla richiesta di sospendere la trattazione della proposta di deliberazione relativa all’aggiornamento delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Regolatore Generale. Nella risposta l’Amministrazione Capitolina ribadisce la correttezza dell’iter seguito e conferma la sussistenza di tutte le condizioni previste dalla normativa per la prosecuzione dell’esame della delibera da parte dell’Assemblea Capitolina, che continuerà secondo il calendario stabilito, a partire dalla seduta di domani. Nella nota di risposta l’Amministrazione capitolina evidenzia in particolare che: •    la Regione Lazio si è già espressa sulla variante in sede di adozione, ritenendo che essa non incidesse sulle caratteristiche essenziali del Piano Regolatore Generale. Le modifiche intervenute nel corso dell’iter non hanno alterato quell’impianto né le finalità della variante, che restano quelle di aggiornare e coordinare le Norme Tecniche di Attuazione alla normativa sopravvenuta, senza modificare le scelte pianificatorie già assunte;  •    le osservazioni formulate dagli uffici costituiscono un ordinario strumento istruttorio finalizzato al coordinamento normativo, all’adeguamento tecnico, alla correzione di errori materiali e al miglioramento della chiarezza del testo, senza introdurre nuove scelte urbanistiche né incidere sull’assetto sostanziale del Piano;  •    le integrazioni derivanti dal confronto con la Soprintendenza recepiscono prescrizioni e indicazioni connesse alla tutela del patrimonio storico, archeologico, architettonico e paesaggistico della città, assicurando la piena conformità della variante al quadro normativo vigente, senza modificare l’impianto sostanziale del provvedimento. (3) vedi sito istituzionale 16 luglio: Norme tecniche attuative PRG: incontro Roma Capitale e Regione Lazio (4) ASKA NEWS Roma, Regione Lazio a Campidoglio: stop a voto su Norme tecniche. Si chiede di valutare la ripubblicazione dell’atto (5) LR n. 19/2022 – art. 9, commi 61 e seguenti) VEDI SITO REGIONE LAZIO Funzioni urbanistiche attribuite ai comuni Le funzioni che vengono conferite, ai sensi della suddetta legge, a seguito della sottoscrizione della convenzione riguardano: * l’approvazione delle varianti al Piano regolatore generale e alle norme tecniche attuative, inclusa l’approvazione di progetti di opere che costituiscono variante agli strumenti urbanistici; * l’approvazione delle varianti derivanti dai Programmi integrati di intervento di cui alla l.r. 22/1997 * l’approvazione delle varianti di cui agli artt. 4, commi 1 e 5, e 6 bis della l.r. 36/1987 * l’approvazione delle varianti derivanti dai programmi di rigenerazione urbana di cui all’art. 2, comma 6, della l.r. 7/2017 * l’approvazione dei piani attuativi, dei programmi urbanistici e dei programmi pluriennali di attuazione ai sensi degli artt. 1, 1 bis e 9, della l.r. 36/1987 * l’approvazione delle deliberazioni previste agli artt. 3, 4 e 5 della l.r. 7/2017 * l’approvazione della variazione dello strumento urbanistico di cui all’art. 8, comma 1, del d.P.R. 160/2010 * l’approvazione dei progetti per le opere pubbliche o di pubblica utilità comportanti varianti al piano regolatore di cui all’articolo 19 del d.P.R. 327/2001 * l’approvazione dei regolamenti edilizi o di loro varianti di cui all’art. 71 della l.r. 38/1999 * l’approvazione del programma urbano dei parcheggi di cui all’art. 6 della legge 122/1989 * l’approvazione delle tabelle parametriche per la determinazione dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione di cui all’art. 16 del d.P.R. 380/2001. ART.19 commi da 61 a 68      Conferimento di funzioni in materia di governo del territorio e di pianificazione urbanistico-edilizia a Roma Capitale nonché ai comuni capoluogo di provincia e a quelli con popolazione superiore a cinquantamila abitanti 61.  Al fine di semplificare i procedimenti amministrativi in materia di governo del territorio e di pianificazione urbanistico-edilizia, Roma Capitale, ferme restando le funzioni ad essa già conferite dalla normativa statale e regionale, provvede all’approvazione delle varianti al Piano regolatore generale e alle norme tecniche attuative, ivi incluse quelle derivanti dai Programmi integrati di intervento di cui alla legge regionale 26 giugno 1997, n. 22 (Norme in materia di programmi integrati di intervento per la riqualificazione urbanistica, edilizia ed ambientale del territorio della Regione) e successive modifiche, le varianti di cui agli articoli 4, commi 1 e 5, e 6 bis della legge regionale 2 luglio 1987, n. 36 (Norme in materia di attività urbanistico–edilizia e snellimento delle procedure) e le varianti derivanti dai programmi di rigenerazione urbana di cui all’articolo 2, comma 6, della legge regionale 18 luglio 2017, n. 7 (Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio), in conformità alla legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge urbanistica) e successive modifiche, secondo le disposizioni di cui ai commi 62 e 63. 62.  Le varianti di cui al comma 61 sono adottate dall’Assemblea capitolina, garantendo idonei processi di partecipazione e informazione dei cittadini. Le varianti adottate sono depositate per trenta giorni presso la segreteria comunale in libera visione al pubblico, dandone avviso; nei successivi trenta giorni dalla data di pubblicazione dell’avviso di deposito, chiunque può presentare osservazioni. Nei successivi sessanta giorni l’Assemblea capitolina si esprime sulle osservazioni presentate e approva le varianti apportando le modifiche conseguenti al recepimento delle osservazioni ritenute accoglibili. Le varianti approvate sono pubblicate sull’albo pretorio di Roma Capitale, dandone notizia sul relativo sito istituzionale, e acquistano efficacia il giorno successivo a quello della loro pubblicazione.(14) 63.  Le varianti adottate ai sensi del comma 62 sono trasmesse alla Regione entro dieci giorni dal loro deposito presso la segreteria comunale. Qualora, entro i successivi venti giorni, la Regione accerti che le varianti adottate, per la loro portata generale, determinano la modifica delle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale o dei relativi criteri di impostazione, ne dà comunicazione a Roma Capitale che provvede secondo le disposizioni di cui all’articolo 66 bis della legge regionale 22 dicembre 1999, n. 38 (Norme sul governo del territorio) e successive modifiche. 64.  Per le finalità di cui al comma 61, Roma Capitale provvede, altresì, all’approvazione: a)  dei piani attuativi, dei programmi urbanistici e dei programmi pluriennali di attuazione ai sensi degli articoli 1, 1 bis e 9, della l.r. 36/1987 e successive modifiche prescindendo dalla trasmissione alla Regione della relativa deliberazione di adozione; b)  delle deliberazioni previste agli articoli 3, 4 e 5 della l.r. 7/2017, prescindendo dalla trasmissione alla Regione prevista dall’articolo 1, commi 2 e 3, della l.r. 36/1987; c)  della variazione dello strumento urbanistico di cui all’articolo 8, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 7 settembre 2010, n. 160 (Regolamento per la semplificazione ed il riordino della disciplina sullo sportello unico per le attività produttive, ai sensi dell’articolo 38, comma 3, del decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 agosto 2008, n. 133) e successive modifiche, prescindendo dall’assenso della Regione; d) dei progetti per le opere pubbliche o di pubblica utilità comportanti varianti al piano regolatore di cui all’articolo 19 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia di espropriazione per pubblica utilità) e successive modifiche, prescindendo dalla verifica di cui all’articolo 50 bis della l.r. 38/1999; e)  dei regolamenti edilizi o di loro varianti di cui all’articolo 71 della l.r. 38/1999, fermo restando il rispetto dei criteri generali stabiliti dalla Giunta regionale ai sensi dell’articolo 70 della l.r. 38/1999, prescindendo dalla verifica di compatibilità prevista dall’articolo 94, comma 1, lettera a), della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo); f)  del programma urbano dei parcheggi di cui all’articolo 6 della legge 24 marzo 1989, n. 122 (Disposizioni in materia di parcheggi, programma triennale per le aree urbane maggiormente popolate, nonché modificazioni di alcune norme del testo unico sulla disciplina della circolazione stradale, approvato con decreto del Presidente della Repubblica 15 giugno 1959, n. 393); g)  delle tabelle parametriche per la determinazione dell’incidenza degli oneri di urbanizzazione di cui all’articolo 16 del decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380 (Testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia) e successive modifiche. 65.  Le deliberazioni di cui ai commi 62 e 64 sono trasmesse alla Regione a fini conoscitivi entro dieci giorni dalla loro approvazione. 66.  Le disposizioni relative al conferimento di funzioni per l’approvazione delle varianti di cui ai commi 64, lettera a) e 65 si applicano, inoltre, ai comuni capoluogo di provincia e ai comuni con popolazione residente superiore a cinquantamila abitanti. Sono fatte salve le disposizioni relative al conferimento di funzioni per l’approvazione delle varianti di cui ai commi da 61 a 65 per i comuni che, alla data del 30 giugno 2024, abbiano già sottoscritto la convenzione di cui al comma 67.(15) 67.  L’esercizio delle funzioni di cui ai commi da 61 a 65 decorre dalla data di sottoscrizione di apposita convenzione tra i comuni interessati e la Regione concernente le modalità, anche organizzative, di esercizio delle stesse. 67 bis. La Regione esercita il potere di direttiva, vigilanza e controllo sul corretto esercizio delle funzioni conferite. A tal fine, il dirigente o il responsabile dell’ufficio competente del comune delegato trasmette annualmente alla Regione un elenco dei provvedimenti approvati. La Regione può effettuare controlli, anche a campione, sui procedimenti in corso e conclusi; a tale scopo può richiedere ai comuni informazioni e copia della documentazione amministrativa e tecnica.(16) 67 ter. La Regione esercita i poteri sostitutivi in caso di inerzia nell’esercizio delle funzioni conferite, nel rispetto di quanto previsto dall’articolo 19 della legge regionale 6 agosto 1999, n. 14 (Organizzazione delle funzioni a livello regionale e locale per la realizzazione del decentramento amministrativo) e successive modifiche e dall’articolo 49 dello Statuto.(16) 67 quater. La Regione, previa contestazione, dispone, con deliberazione della Giunta regionale, la revoca delle funzioni conferite: a)  qualora, nell’effettuare i controlli di cui al comma 67 bis, accerti ripetute e gravi violazioni nell’esercizio delle funzioni amministrative conferite; b) in caso di reiterato ricorso alla procedura sostitutiva, previsto nel comma 67 ter, in conseguenza dell’omesso esercizio delle funzioni conferite.(16) 68.  Sono attribuite a Roma Capitale le funzioni amministrative concernenti la valutazione ambientale strategica di cui alla Parte II del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (Norme in materia ambientale) e successive modifiche, relativa ai programmi e ai piani di cui ai commi da 61 a 65 aventi impatti significativi sull’ambiente. Roma Capitale, nell’ambito della rispettiva autonomia organizzativa, individua la struttura cui affidare la funzione di autorità competente ai sensi del d.lgs. 152/2006, garantendo, in particolare: * a)  separazione di funzioni rispetto all’autorità procedente; * b)  adeguato grado di autonomia; * c)  competenza in materia di tutela ambientale e di sviluppo sostenibile. 9 novembre 2022 Il Consiglio regionale del Lazio approva il collegato alla legge di stabilità 2022 con 32 voti favorevoli e 11 contrari, che contiene le norme che riguardano l’urbanistica, che attribuiscono a Roma Capitale nuove competenze in materia di pianificazione e sulla valutazione ambientale strategica. Stesse competenze in materia di pianificazione urbanistica sono attribuite ai Comuni capoluogo e a quelli con popolazione superiore a 50mila abitanti. 23 novembre 2022 La giunta Gualtieri approva la Deliberazione n. 433 Funzioni in materia urbanistica. Legge regionale 23 novembre 2022 n. 19 art. 9 comma 61 e seguenti. Presa d’atto del conferimento a Roma Capitale. Approvazione schema di convenzione e autorizzazione alla sua sottoscrizione. Scarica la delibera 22 dicembre 2022 La Giunta capitolina approva la delibera Funzioni in materia urbanistica. Legge regionale 23 novembre 2022 n. 19 art. 9 comma 61 e seguenti. Presa d’atto del conferimento a roma capitale. Approvazione schema di convenzione e autorizzazione alla sua sottoscrizione. (Protocollo N. 38485 del 22/12/2022) scarica 28 dicembre 2022 La Giunta regionale approva la delibera con la convenzione scarica Deliberazione 28 dicembre 2022, n. 1249 Funzioni in materia urbanistica attribuite a Roma capitale ai sensi dell’articolo 9, commi da 61 a 67, della legge regionale 23 novembre 2022 n. 19. Approvazione dello schema di convenzione con Roma capitale. 4 marzo 2025 con una nota la Direzione Regionale Urbanistica del Lazio conferma che l’iter di approvazione della variante alle Norme Tecniche di Attuazione del PRG di Roma potrà proseguire con modalità semplificata: l’atto firmato dai dirigenti della Pisana è stato protocollato il 12 febbraio, praticamente subito dopo essere stato ricevuto dal Comune, stabilendo che la variante non comporta modifiche alle caratteristiche essenziali dello strumento urbanistico generale e quindi non sarà necessario applicare le procedure ordinarie previste dalla normativa vigente, in particolare l’articolo 66 bis della Legge Regionale 38/1999. vedi anche Roma Roday 5 marzo 2025 Piano regolatore di Roma, neanche la Regione è più un ostacolo. Rocca dà l’ok alle modifiche di Gualtieri di Valerio Valeri (6) sepre Aska News: …Secondo la Regione Lazio, il testo oggi in Aula “differisce in misura estesa e diffusa da quello adottato con la Dac n. 169/2024 e a suo tempo trasmesso a questa Direzione, per effetto sia del recepimento di osservazioni accolte o parzialmente accolte, sia di numerosissime osservazioni d’ufficio (che si sostanziano in ripensamenti di codesta amministrazione sul contenuto della variante), queste ultime neppure riconducibili all’apporto partecipativo dei soggetti interessati”. IL nuovo passaggio in Regione, prima dell’approvazione finale, sarebbe, così, determinato da il dato stesso, obiettivo e incontestabile, della sopravvenuta difformità tra il testo verificato e il testo che si intende approvare”. (7)PROPOSTA DI DELIBERAZIONE – Variante parziale al PRG vigente Revisione delle Norme Tecniche di Attuazione Relazione 13 giugno 2023 Variante parziale al PRG vigente Revisione delle Norme Tecniche di Attuazione Allegato A alla Proposta di Deliberazione 13 giugno 2023 (8) (9) vedi i nostri articoli/letteree: Modifiche al PRG: no all’approvazione senza informazione e partecipazione 2 aprile 2024 Minimo Sindacale (modifiche al Piano Regolatore senza dibattito con la città) 25 novembre 2024 (10) i Consigli dei Municipi VII, VIII, XI, XIII e XV, con deliberazioni in atti, hanno espresso parere favorevole; il Consiglio del Municipio VI, con deliberazione in atti, ha espresso parere contrario i Consigli dei Municipi I, IV e V, con deliberazioni in atti, hanno espresso parere favorevole con osservazioni; (11) VEDI 26 settembre 2024 Carteinregola invia alla Commissione Urbanistica regionale Le osservazioni di Carteinregola alla PL del Lazio “Semplificazioni e Misure Incentivanti il Governo del Territorio” – prima parte 10 giugno 2025 Carteinregola invia ai consiglieri regionali del Lazio le osservazioni sull’art. 2 della PL 171 del 9 agosto 2024 e alle ulteriori modifiche introdotte dalla Commissione Urbanistica (scarica il PDF )vedi Regione Lazio: in Consiglio si vota una cascata di cemento (le osservazioni di Carteinregola all’art. 2 della PL 171) 10 giugno 2025 (12) 16 /17 luglio 2025 All’alba del 17 luglio la PL 171 è definitivamente approvata con 26 voti favorevoli e 8 contrari. (vedi Nell’indifferenza generale il centrodestra del Lazio cambia – in molto peggio – le regole dell’urbanistica (ma salva i cinema chiusi) Il centro destra fa marcia indietro sulle norme che permettevano trasformazioni delle sale cinematografiche chiuse in strutture commerciali e quant’altro, e sulle prerogative urbanistiche di Roma e dei capoluoghi di provincia (ferma restando l’incognita della versione finale della Legge dopo le modifiche introdotte dagli emendamenti, restano tutte le altre modifiche normative devastanti, a cui si aggiunge un emendamento last minute della Giunta che inserisce le normative sulla trasformazione dei seminterrati in abitazioni, negozi e uffici. scarica il resoconto stenografico 31 luglio 2025 La Proposta di legge 171 è pubblicata sul BUR – N 63 con la denominazione Legge LR 12/2025 ed è pubblicata sul sito regionale Scarica LR 12/2025 Legge 12/2025 Art. 1    Modifiche alla legge regionale 18 luglio 2017, n. 7 “Disposizioni per la rigenerazione urbana e per il recupero edilizio” e successive modifiche vedi Legge Regione Lazio 12/2025, le modifiche alle Legge 7/2017 (Rigenerazione Urbana) Vai alle Osservazioni di Carteinregola al testo approvato della LR 12/20225 – Modifiche alla LR della rigenerazione urbana 7/2017 (pubblicate il 2 dicembre 2025) (13) vedi 12 dicembre 2025 l’Assemblea Capitolina approva la 230ª Proposta (Dec. G.C. n. 163 del 20 novembre 2025) Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025 Scarica la Deliberazione n. 316 Disposizioni attuative per interventi di rigenerazione urbana e per il recupero edilizio ai sensi dell’art. 1 comma 2 bis della legge Regionale n. 7/2017, come modificata dalla legge Regionale n. 12/2025” approvata l’approvazione arriva dopo un animato confronto con le opposizioni di centro destra con i voti, oltre che dalla maggioranza, anche dei consiglieri di alcune opposizioni, Azione, Italia Viva e M5S (vedi L’Assemblea Capitolina approva la Delibera che fissa limiti per l’applicazione della Legge regionale della Rigenerazione urbana ) Vai alla registrazione dell’Assemblea capitolina del 12 dicembre 2025 prima parte Vai alla registrazione dell’Assemblea capitolina del 12 dicembre 2025 seconda parte (14) vedi 23 agosto 2025 Intervenendo al Meeting di Rimini che ha al centro il tema dell’autonomia differenziataAutonomia l presidente del Lazio Rocca è intervenuto sollevando dubbi sull’autonomia differenziata «Mantenere il principio di solidarietà nel Paese» (15) vedi La Lettera/appello della società civile alle istituzioni affinchè non sia approvata la modifica costituzionale in materia di Roma Capitale 4 giugno 2026
July 17, 2026
carteinregola
MILANO: PRESIDIO DAVANTI A PALAZZO MARINO “CONTRO SFRATTI, SGOMBERI E SPECULAZIONI”
Presidio giovedì 16 luglio, alle 17:30, davanti a Palazzo Marino, sede del Comune di Milano, promosso dall’Assemblea cittadina di lotta per la casa e gli spazi sociali. L’iniziativa arriva in un momento di crescente pressione sulle realtà autogestite della città, dopo una serie di minacce di sgombero e sfratto che hanno coinvolto spazi sociali e occupazioni abitative, fino al recente sgombero del Socs26 all’interno dell’Università Statale. Lo slogan scelto per il presidio è “Contro sfratti, sgomberi, speculazione e corruzione“, al centro infatti la denuncia di un modello di sviluppo urbano fondato sulla speculazione immobiliare e finanziaria, che sottrae spazi alla socialità e al diritto all’abitare per favorire investimenti privati, edilizia di lusso e affitti turistici. Ai microfoni di Radio Onda d’Urto abbiamo presentato l’iniziativa di Piazza con Elena, compagna del Centro Sociale Cantiere. Ascolta o scarica. Alle ore 18 ci siamo collegati con il presidio davanti a Palazzo Marino, Milano. Dall’altra parte del telefono c’era Rocco, compagno di T28. Ascolta o scarica.
July 16, 2026
Radio Onda d`Urto
NO al resort in costa San Giorgio. Giovedì 16 luglio, cubo nero in tour
Cubo nero in tour. No al maxi resort a Costa San Giorgio. L’ennesimo intervento dell’iperlusso sulle nostre colline non deve essere realizzato. Giovedì 16 luglio, ore 18.30, ingresso Forte Belvedere, incontriamo la cittadinanza, il Comitato Canneto- le Coste e … Leggi tutto L'articolo NO al resort in costa San Giorgio. Giovedì 16 luglio, cubo nero in tour sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.