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“La parola ad Alfredo!”. Trascrizione delle dichiarazioni di Alfredo Cospito, chiamato a deporre dalla difesa in qualità di testimone, in occasione della seconda udienza del processo a carico di alcuni imputati, accusati per vari episodi legati alla mobilitazione del 2022/2023
“La parola ad Alfredo!”. Trascrizione delle dichiarazioni di Alfredo Cospito, chiamato a deporre dalla difesa in qualità di testimone, in occasione della seconda udienza del processo a carico di alcuni…
June 10, 2026
La Nemesi
FUORI ALFREDO DAL 41 BIS: PRESENZA SOLIDALE IN OCCASIONE DELL’UDIENZA AL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI ROMA
Dopo l’incontro del 4 giugno presso la sede della Fondazione “La Rossa Primavera”, in via Mecenate 27 a Roma, compagne e compagni solidali con la lotta di Alfredo Cospito hanno organizzato una presenza solidale per il prossimo 12 giugno in occasione dell’udienza al tribunale di sorveglianza di Roma. Durante l’incontro è stato fatto il punto sulla situazione di Alfredo Cospito (compagno anarchico rinchiuso nel regime di tortura del 41 bis dal 2022) e si è discusso dei prossimi impegni di lotta, a partire dai processi in corso per la mobilitazione a sostegno dello sciopero della fame attuato per oltre 6 mesi da Alfredo, contro il 41 bis e l’ergastolo ostativo. “Abbiamo iniziato questa lotta con Sara e Sandro al nostro fianco, la porteremo avanti fino in fondo anche per loro” è stato ribadito e sottolineato durante la riunione. Il resoconto di un compagno di Roma che ci ricorda le prossime iniziative Ascolta o scarica  COMUNICATO STAMPA Fuori Alfredo dal 41 bis. Presenza solidale in occasione dell’udienza al tribunale di sorveglianza (Roma, 12 giugno 2026) Con l’approssimarsi della scadenza dei primi quattro anni di applicazione, il 30 aprile il Ministero della Giustizia ha reso noto il rinnovo per altri due anni del regime di 41 bis nei confronti di Alfredo Cospito. Il 12 giugno è prevista l’udienza presso il Tribunale di Sorveglianza di Roma in merito al ricorso contro il rinnovo da parte del ministero. Alfredo Cospito è un anarchico imprigionato nel 2012 per aver colpito uno dei massimi responsabili del disastro nucleare che verrà. Dopo quasi 10 anni di carcere, veniva trasferito nel più afflittivo e vessatorio regime detentivo esistente nelle carceri italiane. Un provvedimento in linea con le manovre repressive di tutti gli ultimi governi, quindi palese espressione di politiche di guerra interna, imposto con lo scopo di ammutolirlo e interrompere la circolazione dei suoi testi. Contestualmente, nella fase finale del processo anti-anarchico “Scripta Manent”, veniva messo a rischio di una condanna all’ergastolo ostativo. Il movimento di solidarietà internazionale del 2022-’23, sviluppatosi particolarmente durante il lunghissimo sciopero della fame di Alfredo, ha infranto l’equilibrio politico e repressivo su cui si basava l’intento di annientamento totale rappresentato dalla combinazione del 41 bis con il rischio di una condanna all’ergastolo (all’epoca pressoché certa). Al tempo stesso, quella mobilitazione ha squarciato la coltre di silenzio imposta su un regime detentivo di tortura prima di allora intoccabile. Risale infine allo scorso anno il proscioglimento di 12 anarchici, tra cui Alfredo stesso, inquisiti a Perugia per la pubblicazione di un giornale anarchico rivoluzionario. Un’inchiesta che era stata un importante sostegno al trasferimento in 41 bis. Alfredo Cospito è tutt’oggi recluso in quel regime di tortura bianca, pertanto la mobilitazione non è conclusa. Continuare a lottare contro il 41 bis non ha solamente a che vedere con il carcere e la repressione statale: la reclusione di alcuni rivoluzionari nelle sezioni speciali è un monito alle componenti più vive nell’ambito della lotta contro lo Stato e il capitalismo. Continuare a lottare contro il 41 bis è quindi parte integrante di una prospettiva rivoluzionaria che non si estingue. Per una libertà autentica e integrale che ancora non esiste in questa realtà, ma che continua a pulsare nei nostri cuori, così come in quelli di coloro che hanno dato tutto sé stessi, fino alla fine e senza mezze misure. Sara Ardizzone e Alessandro Mercogliano, anarchici tragicamente morti in azione nel mese di marzo, sono tra questi compagni la cui coerenza e dignità continueranno a turbare il potere. Anche per loro prendiamo l’iniziativa. VENERDÌ 12 GIUGNO 2026, ORE 09:00: PRESENZA SOLIDALE NEI PRESSI DEL TRIBUNALE DI SORVEGLIANZA DI ROMA, IN VIA TRIBONIANO. individualità anarchiche sparse  
June 10, 2026
Radio Onda d`Urto
Due ore d'aria
Alfredo e il 41bis, il nuovo decreto sicurezza, le torture nel carcere di Foggia, la storia di Sunjay e l'intervista a Samah Jabr psichiatra palestinese. Sono i contributi di Mezz'ora d'aria che vi propone Radio Spore. Mezz'ora d'aria è una trasmissione che si occupa di carcere, repressione, psichiatria, cpr sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna.
June 5, 2026
Radio Onda Rossa
Ponteradio - Due ore d'aria
Alfredo e il 41bis, il nuovo decreto sicurezza, le torture nel carcere di Foggia, la storia di Sunjay e l'intervista a Samah Jabr psichiatra palestinese. Sono i contributi di Mezz'ora d'aria che vi propone Radio Spore. Mezz'ora d'aria è una trasmissione che si occupa di carcere, repressione, psichiatria, cpr sulle frequenze di Radio Città Fujiko a Bologna. www.mezzoradaria.com no frame
June 5, 2026
Radio spore
Alfredo Cospito riprende la parola: vivo come nel miglio verde
Riprendiamo dal sito kritica.it  Per la prima volta dal 2022, Alfredo Cospito è tornato a parlare pubblicamente. È accaduto stamattina, in video collegamento dal carcere di Sassari dove è detenuto al regime speciale del 41-bis, davanti alla giudice Nicolina Polifroni del Tribunale penale di Bologna. Il suo esame si inserisce nel processo a carico di sei militanti dell’area anarchica accusati, a vario titolo, di “danneggiamento” e “turbamento di funzioni religiose”. I fatti contestati riguardano il presunto sabotaggio di alcuni ripetitori telefonici a Sasso Marconi, l’irruzione nella chiesa del Sacro Cuore durante la messa domenicale e un’azione di protesta organizzata in piazza della Mercanzia con l’esposizione di uno striscione contro il 41-bis: episodi avvenuti tra il maggio e il dicembre del 2022, nel pieno della mobilitazione nazionale in solidarietà con Cospito e contro il carcere duro. Nel corso del processo, la difesa, rappresentata dagli avvocati Ettore Grenci, Daria Mosini e Mattia Maso del foro di Bologna, ha chiesto di ammettere come testimoni due figure ritenute centrali per comprendere il contesto delle proteste finite a giudizio: Alvise Sbraccia, professore associato dell’Università di Bologna ed esperto di sistemi penitenziari, e Alfredo Cospito, detenuto dal maggio 2022 al 41-bis, misura recentemente rinnovata dal Ministero della giustizia per altri due anni. L’uomo, infatti, si trova in carcere dal 2012 per reati commessi nell’ambito della sua militanza nella Federazione Anarchica Informale. La sua vicenda è tornata al centro del dibattito pubblico nel maggio 2022, quando l’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia ha disposto nei suoi confronti l’applicazione del regime speciale. Contro quella decisione, il 20 ottobre dello stesso anno, l’uomo ha iniziato uno sciopero della fame durato quasi duecento giorni. Con il progressivo peggioramento delle sue condizioni fisiche, il caso ha assunto una dimensione internazionale, riaprendo il confronto politico e giuridico sui limiti del carcere duro italiano, “modello” detentivo unico in Europa. «La scelta di coinvolgere tra i testimoni figure che conoscono, per ragioni di studio o per esperienza diretta, il regime del 41-bis nasce dall’esigenza di ricostruire il contesto in cui si sono sviluppate le mobilitazioni finite oggi a processo», ha spiegato a Kritica.it l’avvocato Ettore Grenci. Nel corso del suo esame, Cospito ha ripercorso il trasferimento a Sassari, lo sciopero della fame e gli effetti dell’isolamento imposto dal carcere duro. «Il mio isolamento è totale», ha denunciato. Ha poi parlato di sezioni composte da poche celle isolate, di soggetti reclusi che «per anni e anni non vedono un filo d’erba o un albero» e di persone che, dopo decenni di detenzione, «non hanno nemmeno più voglia di parlare». Secondo lui, «quello che è nato come un regime eccezionale si sarebbe progressivamente trasformato in una normalità» penitenziaria. Per descrivere il livello di controllo imposto dal 41-bis ha evocato il «miglio verde», il braccio della morte raccontato nel celebre film. Poi il racconto della quotidianità: «Oltre alla polizia penitenziaria, posso vedere quattro persone, gli altri membri della mia sezione, soltanto per poche decine di minuti». Persino ottenere un lettore cd per ascoltare musica, ha spiegato, gli avrebbe richiesto due anni e ha visto respinte numerose richieste per ottenere libri da leggere. «Ciò che più mi ha convinto a fare lo sciopero è stato vedere persone ergastolane che hanno trent’anni e sanno che non vedranno mai più un filo d’erba», ha detto. Tra i passaggi più duri della deposizione anche il racconto del trasferimento nel reparto medico del carcere militare, dove avrebbe visto detenuti anziani e malati «con Alzheimer, in carrozzella» incapaci di controllare i propri stimoli corporei. continua qui la lettura: alfredo-cospito-riprende-la-parola-vivo-come-nel-miglio-verde La Bottega del Barbieri
May 31, 2026
Pressenza
Presentazione di 181 giorni contro il 41bis
In questa corrispondenza presentiamo il documentario "181 giorni contro il 41bis. Lo sciopero della fame di Alfredo Cospito". Un documentario che parla della mobilitazione al fianco di Alfredo Cospito contro il 41bis e l'ergastolo ostativo.  In questa corrispondenza commentiamo anche la nuova uscita del documentario "Silenzio stampa" di cui alleghiamo il link dove potete trovare il video: https://www.youtube.com/watch?v=GwP1ubpzvvY   
May 29, 2026
Radio Onda Rossa