I BOSS DEL S. RAFFAELE SI SENTONO OFFESI!
SOLIDARIETA’ ALLA COMPAGNA MARGHERITA!
Commentando il provvedimento disciplinare del 24 giugno a carico della compagna
Margherita,
portavoce della RSA del San Raffaele ci eravamo dichiarati “tutti diffidati”
perché si intestava proprio
nei termini di diffida l’avvio della procedura disciplinare.
Per i boss del San Raffaele la denuncia dei fatti e dei misfatti nella gestione
dell’ospedale e un’onda
che ha lasciato il segno.
La linea aziendale criticata come lontana anni luce dalla sua missione
assistenziali, propria di una
istituzione che rimanda a santità, (povero San Raffaele, anche lui diffidato?)
palesa solo criteri
affaristici e una disinvolta corsa a mettere le mani su quote di potere e di
denaro.
Con la lesa maestà, al buon nome e al prestigio violato non certamente dai
compagni, viene
addebitata alla compagna e a tutta la RSU la colpa gravissima di aver detto cose
che sono poi state
ampiamente ribadite da tutti i media. Fatti eclatanti ed evidenti a tutti.
Nella favola danese “il re è nudo” il bambino non malato di ipocrita piaggeria
dice quello che vede.
Come nella favola tutti sanno e vedono ma pochi hanno il coraggio di dire e
raccontare, non
episodicamente come fa certa stampa che si avventa sullo scandalismo, ma lo
scempio quotidiano
della sanità una volta pubblica e universale.
Margherita, come il bambino di Andrsen ha semplicemente raccontato una pura
verità che tanta
paura incute a chi puro non è.
La portata del licenziamento sorprende ed è un vero e proprio salto nel processo
di disciplinamento
che avviene non a caso proprio a partire dai luoghi di lavoro perché qui si
gioca il mantenimento della
disciplina che si vuole da caserma.
Quando il non allineamento, la disubbidienza è espressa direttamente dai
lavoratori la repressione è
rigorosa ed inevitabile. I novelli Torquemada, però, devono pagare un costo
salatissimo perché con questo fare da inquisitori gettano via l’ultimo orpello
che riveste il vero volta di questa democrazia ad uso e abuso del capitale.
Aumenta la repressione ma aumenta anche la sfiducia nelle istituzioni. Si
cantano inni al Diritto e alla
Costituzione “più bella del mondo” e alle tante forme di libertà formali.
Solo formali, nient’altro che formali e viene svelato il vero ruolo delle forme
e delle istituzioni che sono
solo travestimenti di una medesima dittatura quella del capitale che opera a
livello economico,
politico, organizzativo, ideologico e militare.
Se l’obbiettivo da conseguire è il profitto questi non risparmiano nessuna sacca
di socialità e umanità.
Questo incredibile licenziamento al pari degli interventi delle forze
dell’ordine che invadono il ruolo del
personale sanitario e determinano la tragica fine di Abderrahim Fakir a Bologna,
i delitti le ingiustizie
e i morti anonimi sul lavoro segnano con cadenza quotidiana il mosaico della
democrazia che altri
non è se non una “trappola e un inganno per i poveri e gli sfruttati”.
Cara margherita hanno colpito te e si preparano a colpire tutti noi. Siamo con
te e ti vogliamo bene.
Ma nulla è vano e questa tua vicenda ci aiuta a combattere il pregiudizio
democratico e rafforza in
noi la convinzione che l’unica democrazie possibile e quella di classe.
Lunedì 27 luglio ore 11.00 conferenza pubblica in Spianata San Raffaele Via
Olgettina MI
S.I. COBAS NAZIONALE!
L'articolo I BOSS DEL S. RAFFAELE SI SENTONO OFFESI! proviene da S.I. Cobas -
Sindacato intercategoriale.