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BRESSANONE TIENE APERTO IL DORMITORIO PER LAVORATORI MIGRANTI, IN CHIUSURA TUTTI GLI ALTRI CENTRI DELL’ALTO ADIGE
Nuovo presidio dalle ore 18 di questo pomeriggio in piazza Municipio a Bolzano, in concomitanza con il Consiglio comunale, per chiedere che i lavoratori alloggiati nei cosiddetti “centri per l’emergenza freddo” non vengano sbattuti in strada. Un centinaio di persone hanno risposto all’appello lanciato da Bozen Solidale, che torna in piazza per la seconda volta in una settimana, anche in seguito agli sgomberi della polizia locale dello scorso giovedì. “L’unico esempio positivo in tutto l’Alto Adige è quello di Bressanone, in cui la struttura per la cosiddetta emergenza freddo verrà riconvertita a struttura di accoglienza anche per il periodo estivo, dando di fatto continuità” alla decina di lavoratori di origine migrante che vi alloggiano. A Bolzano, unica città dell’Alto Adige che dispone di servizi diurni per le persone senza casa, stanno arrivando centinaia di persone espulse dagli altri dormitori, quelli di Merano, a Brunico e Laives; a queste si aggiungono le famiglie di migranti curde, pakistane e afghane espulse da Austria e Germania, paesi che stanno applicando rigorosamente il nuovo regolamento europeo sui paesi terzi sicuri. “Non è più una questione di umanità, ma una questione di dignità” quindi “rilanciamo il presidio per martedì prossimo, 21 aprile”, ci ha raccontato dal presidio Matteo di Bozen Solidale. Ascolta o scarica
April 14, 2026
Radio Onda d`Urto
BOLZANO: DOPO LA CHIUSURA DEI DORMITORI LO SGOMBERO DEI CAMPI ALLESTITI SOTTO I PONTI
Dopo la chiusura dell’ex Alimarket a Bolzano, struttura che ospitava lavoratori senza tetto nella cosiddetta emergenza freddo, proseguono gli sgomberi lungo gli argini dei fiumi di accampamenti di fortuna allestiti sotto i ponti. Questa mattina il nucleo operativo di sicurezza urbana della Polizia locale in collaborazione coi Bacini montani della provincia ha completato lo sgombero di due accampamenti sotto ponte Roma e ponte Palermo. Sono state portate via tende, materassi, coperte e beni personali. Interventi – ha dichiarato l’assessore comunale all’ambiente Marco Caruso – che proseguiranno anche nelle prossime settimane per “garantire sicurezza e decoro urbano”. Il commento di Matteo di Bozen Solidale Ascolta o scarica  MARTEDI 7 APRILE Duecento solidali si sono ritrovati questo pomeriggio al presidio di piazza Municipio a Bolzano per reclamare il diritto ad una casa per le centinaia di persone, tra cui molti lavoratori di origine migrante, che da oggi sono state sbattute fuori dai dormitori pubblici. Si tratta dei centri “emergenza freddo” che, come in moltissime città italiane, chiudono le porte in questo periodo e lasciano migliaia di persone in tutta Italia “nel tunnel della precarietà e della marginalità”. Con la chiusura dei dormitori di Bolzano, Merano, Brunico e Appiano, solo in Alto Adige circa 250 persone si ritroveranno a vivere per strada. Lo stesso territorio, tra i più ricchi d’Europa e a forte vocazione turistica, ha registrato “nel 2025, 36 milioni di pernottamenti”, ospitando circa 9 milioni di turisti. “Non si riescie però a trovare casa per qualche centinaio di persone”, tra cui lavoratori attivi proprio nel settore turistico. Tre le richieste che arrivano dal presidio: “non chiudere le strutture con l’arrivo della primavera; iniziare un percorso condiviso tra Comune e Provincia di Bolzano per stabilizzare le persone” in particolare migranti, di cui il territorio ha fortemente bisogno per assicurare il funzionamento della propria economia; affrontare il tema della casa investendo sulle politiche abitative, dato che anche in Sud Tirolo il diritto all’abitare è tutt’altro che garantito. L’intervista con Matteo di Bozen Solidale che ha organizzato il presidio. Ascolta o scarica
April 9, 2026
Radio Onda d`Urto
L’USB lancia la campagna “Un farmaco per Cuba” per l’acquisto ed invio di farmaci essenziali
Quello che l’amministrazione Trump sta imponendo a Cuba non è un embargo: è un atto di guerra contro un popolo intero.  Una guerra vigliacca, combattuta non con le bombe ma con la fame, il buio e l’assedio.  Una guerra contro un popolo che in settant’anni ha costruito un modello di […] L'articolo L’USB lancia la campagna “Un farmaco per Cuba” per l’acquisto ed invio di farmaci essenziali su Contropiano.
March 6, 2026
Contropiano
1.000 persone sfollate a Ferrara… non un’emergenza pubblica, ma una questione privata
La notte dell’11 gennaio un incendio nella sala contatori della torre B grattacielo ha costretto all’evacuazione (formalizzata con ordinanza di sgombero del sindaco) dei circa 300 residenti che in parte hanno trovato ospitalità presso altre famiglie (anche nelle due restanti torri A e C) ed in parte (circa 70 sfollati) per una settimana sono stati alloggiati in una palestra in condizioni estremamente precarie. Dopo questa prima settimana il Comune di Ferrara, che non ha mai dichiarato lo stato d’emergenza, non ha più dato disponibilità abitativa e quindi circa 40 sfollati hanno trovato ospitalità presso i locali comunque inadeguati di un’associazione di volontariato (dove sono tuttora) in condizioni di vita precarie, i rimanenti si sono rifugiati presso amici mentre i più sfortunati vivono per strada. Nel frattempo a seguito di riunioni inter-istituzionali il sindaco ha emesso altre due ordinanze relative alle torri A e C per imporne lo sgombero entro il 5 febbraio, termine poi posticipato a 15 giorni dopo le relative notifiche ai proprietari, con scadenze quindi comprese tra il 10 ed il 20 febbraio;  ancora a oggi però c’è la massima confusione sui termini reali. Il sindaco continua a sostenere che si tratta di una questione privata che non gli consentirebbe di dichiarare uno stato di emergenza. Insomma, lo sgombero per inagibilità di tre torri (A, B e C) del complesso grattacielo, 208 unità immobiliari e 26 attività commerciali, una biblioteca, una chiesa evangelica e un Centro mediazione, con almeno 600 persone sfollate (ma il numero reale arriverebbe a un migliaio) tra cui numerosi nuclei familiari fragili con minori, disabili e anziani, non rappresenterebbe un’emergenza pubblica, ma una questione privata. Per queste persone la regolare presenza sul luogo di lavoro come operai spesso turnisti, la frequenza di asili e scuole, l’assistenza medica, la possibilità di gestire i tanti aspetti burocratici a partire dalla domiciliazione postale sino ad arrivare alla stessa residenza sono diventate ostacoli praticamente insormontabili In realtà quella è in corso in questi giorni a Ferrara è una vera e propria emergenza sociale che è assurdo definire una questione privata. Ma dietro questa emergenza sociale sembra nascondersi un progetto di pulizia etnica (almeno il 70% dei residenti è straniero) per facilitare l’ennesimo tentativo di speculazione immobiliare. Ferrara, una città dove mille persone disperate restano una “questione privata”… La cinica strategia dell’amministrazione comunale Nella discussione davanti al Consiglio Comunale del 26 gennaio scorso il sindaco Alan Fabbri, rispondendo a interrogazioni e question time dei consiglieri di minoranza, ha elencato quanto non è stato fatto dal 1993 in poi dai suoi predecessori, in alcuni casi alterando l’operato reale degli stessi, usando tra l’altro un’ ironia irrispettosa nei confronti del disastro sociale in atto ma soprattutto omettendo gravemente le proprie colpevoli inerzie. Nei suoi ad oggi sette anni di incarico, il Sindaco di Ferrara ha ignorato le allarmanti relazioni dei Vigili del Fuoco sulle gravi carenze nella sicurezza delle tre torri che costituiscono il grattacielo e pur partecipando, personalmente o delegando, alle assemblee condominiali in qualità di proprietario di diversi immobili compresi nella struttura stessa, non ha mai preso posizione responsabilmente sulle gravi criticità che venivano denunciate nelle assemblee stesse. In quel contesto edilizio caratterizzato da grave e cronica insicurezza, con ripetuti allarmi sottovalutati se non inascoltati, anziché provvedere alla messa in sicurezza della struttura, l’amministrazione comunale ha scelto di promuovere iniziative meramente propagandistiche, che rischiavano addirittura di aggravare la pericolosità del sito. In occasione delle festività natalizie del 2022 è stata installata una ruota panoramica alta oltre 30 metri.  Nel novembre scorso l’amministrazione comunale ha concesso e addirittura caldeggiato l’apertura di un bar dal nome emblematico “Mai guai”. A rileggere le dichiarazioni del sindaco in quell’occasione vengono i brividi. Ora, a seguito dell’incendio dell’11 gennaio scorso, il sindaco si è improvvisamente risvegliato dal suo colpevole e sospetto torpore istituzionale e ha emanato tre ordinanze per imporre lo sgombero delle tre torri del grattacielo, con oltre 200 nuclei familiari alla ricerca di impossibili soluzioni alloggiative alternative in una città da anni in profonda crisi di alloggi. Nessun serio e strutturato sostegno sociale, ma solo interventi improvvisati a favore di nuclei familiari fragili. Nient’altro. La sfrontatezza e l’irresponsabilità del sindaco e della sua giunta arrivano al punto di ironizzare sulla condotta del Prefetto, che cercando di supplire alla loro colpevole inerzia ha convocato incontri e tavoli nel tentativo di coordinare interventi a sostegno di chi improvvisamente si è trovato senza tetto. Il 5 febbraio il Prefetto ha convocato un “tavolo tecnico di coordinamento – interventi a supporto socio-economico a favore dei nuclei familiari sfollati dall’edificio Grattacielo”, ma l’amministrazione comunale ha dichiarato di “non comprendere quale sia l’oggetto del tavolo, quali siano gli interventi richiesti e quale sia il ruolo dei tanti (ben 27) soggetti invitati”.  E non bastasse l’assessora Coletti, presente al tavolo con delega del sindaco, è arrivata a pignoleggiare sull’uso del termine sfollati da parte del Prefetto, sostenendo che era “inappropriato parlare di sfollati” e aprendo un grave vulnus istituzionale. Intanto tante, troppe persone si ritrovano all’improvviso e senza colpa prive di una  casa e di un futuro. Il 10 febbraio sono state notificate almeno una cinquantina di ordinanze di sgombero ai condomini delle torri A e C (ordinanze che indicavano in 15 giorni il tempo massimo per lasciare libero l’appartamento) ma l’11 febbraio l’amministratore condominiale con una mail chiedeva ai proprietari di essere a disposizione o di lasciare le chiavi a persona di fiducia per consentire le operazioni di sgombero alle 7 della mattina successiva, 12 febbraio. Questa mail generava confusione e panico tra gli abitanti, anche perché in aperto contrasto con l’ordinanza del sindaco. Nella serata diverse persone, soprattutto madri, chiedevano chiarimenti senza ricevere risposte certe. Alle 7 del 12 febbraio un ingente spiegamento di Forze di Polizia circondava il grattacielo, gli agenti salivano nelle due torri chiedendo agli abitanti di lasciare subito le proprie abitazioni. Madri con bambini, anziani, con valige e borse portavano fuori quelle poche cose che riuscivano a prendere con sé, lasciando negli appartamenti mobili, vestiti, documenti, ricordi, senza neppure sapere se e quando sarebbero potuti tornare. Gli sfollati della torre B dal 12 gennaio non hanno ancora trovato una sistemazione stabile e sono quasi tutti ospiti di parenti o amici, addirittura 40 vivono ancora in 3 stanze e una palestra dormendo su brande ed in condizioni igieniche e di vita inaccettabili. Ora per questi ultimi sfollati delle torri A e C si ripresenta lo stesso dramma. Ospitati da parenti e amici, sistemati provvisoriamente in alloggi di emergenza abitativa reperiti dalla Curia, poche famiglie con minori sistemate dai Servizi Sociali in condizioni di fortuna ed a volte separando i nuclei familiari, madri e figli da una parte, padri da un’altra. A queste condizioni di vita indecorose si devono aggiungere tante altre gravi criticità. Perdendo la residenza ogni pratica burocratica, in primis permessi di soggiorno, ricongiungimenti familiari, iscrizioni scolastiche, assistenza medica e sociale, lavoro diventa difficile se non impossibile da gestire. Poi ci sono i mutui e i prestiti legati all’acquisto della casa, che in caso di mancato pagamento automaticamente fanno diventare cattivi pagatori nei confronti delle banche, con tutte le conseguenze del caso. Tutto questo sarebbe stato evitato o in gran parte contenuto semplicemente se il Comune avesse dichiarato l’emergenza, potendo così attingere innanzitutto agli aiuti che la Regione era già pronta a fornire. Ma il sindaco Fabbri continua ancora oggi a sostenere che avere oltre 800 persone fuori casa e in condizioni di vita estremamente non è un’emergenza, ma una “questione privata”. Andrea Firrincieli, Cittadini del mondo   Redazione Italia
February 13, 2026
Pressenza
Milano-Cortina: sport, petrolio, greenwashing
Articoli di Claudia Vago, Gianluca Cicinelli e Giovanni Caprio. Con molti link utili ripresi… dalla “bottega”. Milano Cortina 2026, i Giochi italiani “sostenibili”… ma ciò che si vende è “made in Bangladesh” (senza veri controlli). E quasi nessuno dice che la sostenibilità diventa marketing se ignora filiere, subappalti e diritti di chi produce il merchandising. di Claudia Vago (*) Foto:
February 11, 2026
La Bottega del Barbieri
CURAMI – PRIMA DI TUTTO LA SALUTE: ADOLESCENZA E PRE-ADOLESCENZA, “VITE, NON EMERGENZE”
Nella puntata di “Curami – prima di tutto la salute” di sabato 24 gennaio 2026, Donatella Albini, che cura la rubrica su Radio Onda d’Urto insieme ad Antonino Cimino, discute sulla delibera della regione Lombardia del 22/12/2025 – passata pressoché sotto silenzio – “linee di indirizzo regionali per la gestione dell’emergenza comportamentale in pre adolescenza e adolescenza”, insieme a Onorio Rosati, consigliere regionale di Avs, ed Emanuela Bavazzano, psicologa, psicoterapeuta e attivista di Psichiatria Democratica. “Dal pronto soccorso, al ricovero, fino alla continuità territoriale si tratta di vite che non vedono futuro, non di emergenze sanitarie”, commenta Donatella Albini. Ascolta o scarica.
January 24, 2026
Radio Onda d`Urto
Al fianco della popolazione calabrese colpita dal ciclone. Un disastro prevedibile
I militanti di Potere al Popolo, saranno a Catanzaro Lido nell’area Teti, per dare un contributo volontario dal basso per aiutare le famiglie e l’intero territorio colpito perchè ci sarà bisogno di spalare fango. Il ciclone Harry ha colpito l’intera costa ionica con forti piogge, mareggiate, lungomari distrutti, allagamenti, frane, […] L'articolo Al fianco della popolazione calabrese colpita dal ciclone. Un disastro prevedibile su Contropiano.
January 22, 2026
Contropiano
La girandola delle Occupazioni di Suolo Pubblico tra Governo e Comune. E non vince la Città.
dal sito di Roma Capitale di Paolo Gelsomini Torniamo a scrivere di Occupazioni di Suolo Pubblico (OSP) da parte di tavoli, sedie, pedane e gazebo di ristoranti, bar, alberghi e molto probabilmente anche di librerie. Cerchiamo di fare chiarezza, tra vecchio e nuovo Regolamento Osp, Legge di proroga delle Osp emergenziali Covid 19, ultimi emendamenti dell’assemblea capitolina, Memoria di Giunta capitolina per la concessione delle Osp alle librerie. Tenendo presente che nelle concessioni di occupazione suolo pubblico si sommano due tipologie di autorizzazioni: quelle ordinarie, previste dal Regolamento comunale, recentemente modificato, e quelle straordinarie, introdotte durante l’emergenza COVID per fronteggiare gli obblighi di distanziamento e la crisi economica del settore per le chiusure, inspiegabilmente prorogata per anni dai governi fino all’ultimo provvedimento, che estende l’occupazione eccezionale fino al 30 giugno 2027. Un regalo agli esercenti e una ingiustificata sottrazione di spazio pubblico ai cittadini. Alcune associazioni di categoria avrebbero voluto una proroga delle regole comunali al 30 giugno 2027, rimandando quindi anche  gli adeguamenti delle Osp ordinarie. Tuttavia le tempistiche dovranno  fare i conti con  le inevitabili difficoltà per  i Municipi, specialmente il primo, di esaminare in tempi decenti la valanga di richieste che perverranno agli uffici dagli esercenti, in gran parte a ridosso della data di scadenza del 31 marzo 2026. E poichè nelle note di chiarimento del comune (Faq) si legge che “fino al rilascio della nuova concessione di occupazione di suolo pubblico in conformità alle disposizioni del Regolamento, è consentito mantenere la concessione di occupazione di suolo pubblico già esistente“, è assai probabile che gli esercenti potranno continuare a mantenere  le Osp, sia emergenziali che ordinarie, fino al 30 giugno 2027 e forse oltre. Intanto a causa della lunghezza di esame delle migliaia di richieste si creeranno inevitabilmente situazioni di disparità che causeranno ricorsi a valanga ed inevitabili ulteriori ritardi. Si capisce che stiamo davanti ad una nuova giungla dei tavolini. La città di tutti i cittadini  non ci guadagna. I FATTI La Delibera 18 del 6 marzo 2025 Il 6 marzo 205 è stata approvata in assemblea capitolina la delibera 18 (1) sul Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico delle attività di somministrazione di alimenti e bevande, iI nuovo  Regolamento che ha aggiornato  quello pre-covid relativo alla delibera AC 91/2019 (2). Nella nuova proposta di Regolamento, gli spazi concedibili alle OSP sono calcolati in proporzione  alla superficie interna totale del locale  ottenuta sommando la superficie di somministrazione interna (quella aperta al pubblico e quella dei locali di lavorazione e delle cucine nonché quella dei servizi igienici destinati al  pubblico) (3). Le frazioni di superficie interna dei locali concedibile come OSP variano a seconda della zona nella quale è ubicata l’attività commerciale. La città è stata infatti divisa in tre zone, ognuna delle quali con più sottocategorie. Si va dalla più restrittiva del sito Unesco (4) limitatamente al Centro Archeologico Monumentale (5) e ai Tessuti da T1 a T4 (5) (1/3 della superficie interna), alla Città storica (6) escluso il sito Unesco (2/3 della superficie interna), fino al Suburbio (7) (3/3 della superficie interna). Nell’area del sito Unesco riferita all’area archeologica centrale e ai tessuti da T1 a T3 non era consentito l’uso delle pedane mentre tale uso era consentito all’interno del Tessuto T4. Tutte le concessioni di suolo pubblico esistenti avrebbero dovuto essere adeguate ai nuovi parametri della delibera AC 118 entro il 31 dicembre 2025. Usiamo il verbo al passato perché oggi qualcosa è cambiato con gli emendamenti votati in Assemblea Capitolina Che cosa è cambiato con gli emendamenti dell’Assemblea Capitolina Si legge testualmente nel sito istituzionale del Comune di Roma del 15 dicembre scorso (8) che “è stato approvato in Assemblea Capitolina l’emendamento che recepisce l’impegno assunto dal Sindaco e dall’Assessorato alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti con le categorie economiche: i tempi per presentare la domanda di adeguamento alle nuove regole sull’occupazione di suolo pubblico vengono fissati al 31 marzo 2026, mentre i piani di massima occupabilità comunali saranno disapplicati dal 1° gennaio 2026”. Continua poi Monica Lucarelli, Assessora alle Attività Produttive, Pari Opportunità e Attrazione Investimenti: “La disapplicazione dei piani di massima occupabilità comunali dal 1° gennaio 2026 va nella stessa direzione. Permette di superare strumenti non più attuali e che, in alcuni casi, rischiavano di facilitare rendite di posizione. Restano naturalmente salvi i piani della Sovrintendenza del 2006, che tutelano il patrimonio storico e monumentale”. Riguardo ai Piani di massima occupabilità introdotti dal vecchio regolamento,  rimarranno in vigore solo i piani contenuti nella delibera del 2006 dell’allora sindaco Veltroni, dove sono state individuate 54 piazze e aree del centro storico del primo Municipio. Inoltre l’Assemblea Capitolina ha recepito i contenuti della sentenza del Tar del Lazio n. 18344/2025 (9) che dava la possibilità di installare pedane anche all’interno del sito Unesco, cosa inizialmente vietata dal regolamento comunale della del 118/25. Per poter installare le pedane serviranno i pareri delle Soprintendenze e della Polizia Locale. La memoria di Giunta per concedere le OSP anche alle librerie Nel frattempo, tra emendamenti dell’assemblea capitolina e proroghe governative alle situazioni dettate dall’emergenza Covid 19, si registra una Memoria di Giunta capitolina, la n. 98 del 17 novembre 2025 (10), avente come oggetto “Misure per il sostegno e la valorizzazione delle librerie presenti sul territorio di Roma Capitale”. In questa memoria è contenuta la possibilità di rilasciare alle librerie con somministrazione di alimenti e bevande che hanno superficie di vendita di libri non inferiore a 100 mq una concessione di occupazione di suolo pubblico nel rispetto delle prescrizioni contenute nel Regolamento della delibera AC 118/2025. C’è inoltre la possibilità per le librerie già esistenti sul territorio che abbiano una superficie di vendita di libri inferiore a 100 mq ma pari ad almeno 50 mq di svolgere l’attività di somministrazione di alimenti e bevande e individuando, comunque, un limite massimo di superficie da destinare alla somministrazione. Al momento in cui scriviamo non ci risulta che questa memoria di Giunta abbia ancora avuto un esito deliberativo. La legge di proroga alle autorizzazioni delle OSP emergenziali istituite per il Covid 19 E’ stata pubblicata in Gazzetta Ufficiale la legge 2 dicembre 2025 n.182 (11) sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi che ha prorogato fino al 30 giugno 2027 la validità delle autorizzazioni per i dehors (tavolini, pedane, ecc.) di bar, ristoranti ed alberghi, estendendo le deroghe concesse durante la pandemia e dando più tempo al Governo per emanare una normativa nazionale definitiva sul riordino del settore. Questa proroga inizialmente scadeva a fine 2025. Conclusioni Mettendo insieme tutte queste vicende sopra sintetizzate si evince quanto segue: 1. Resta il fatto che illustrammo e dimostrammo dettagliatamente con esempi di calcolo che una Osp concessa con la nuova delibera AC 118/25 permette di avere più metri quadrati dell’Osp concessa allo stesso locale con la vecchia delibera AC 91/2019. Naturalmente occupa meno spazio della OSP emergenziale, ma questo non conta perché il confronto si fa tra regolamenti ordinari e non straordinari. * Non è ancora chiaro se il 31 marzo 2026 manda a scadenza tutte le concessioni OSP, sia quelle del vecchio regolamento che quelle ottenute con gli ampliamenti Covid, o impone l’adeguamento ai parametri del nuovo regolamento della AC 118/25 soltanto alle prime, lasciando quelle emergenziali prorogate fino al 30 giugno 2027 secondo la deroga concessa dalla Legge 2 dicembre 2025 n.182 sulla semplificazione dei procedimenti amministrativi.                                                                   In questo secondo caso, che sembra il più attendibile perché legittimato da una norma sovraordinata, il vantaggio di una Osp maggiorata rispetto a quella ottenuta con il vecchio regolamento si sommerebbe al vantaggio scaturito dall’ampliamento della superficie dovuto ai provvedimenti emergenziali Covid 19 prorogati al 30 giugno 2027. * L’installazione delle pedane, vietata dalla del. AC 118/25 nell’area Unesco e negli ambiti T1,T2 e T3, in seguito alla sentenza del TAR ora sarà trattata con maggiore flessibilità previa parere delle Sovrintendenze e della Polizia Locale. Quindi si ritorna a forme di valutazioni che creeranno nuove incomprensioni e nuovi conflitti tra gli stessi esercenti. Questo pericolo, cacciato a torto o a ragione dalla porta con l’abolizione dei PMO, rientra dalla finestra con la concessione o non concessione delle pedane in zona Unesco e negli altri Ambiti di pregio. * La possibile concessione di OSP alle librerie, aldilà delle dichiarate nobili intenzioni del titolo della memoria di Giunta, consumerà ulteriore spazio pubblico sottraendolo ai pedoni. Insomma, sarà forse stato fatto un po’ d’ordine nella giungla delle Osp ma alla fine una cosa è certa: lo spazio pubblico occupato da sedie, tavoli, pedane, ombrelloni è aumentato a scapito della funzione del camminare e passeggiare. E questa non appare una vittoria della Città Pubblica che è di tutti. Paolo Gelsomini Vai alla pagina del sito di Roma Capitale Occupazione di suolo pubblico per attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande: Linee Guida – Regolamento per la disciplina delle occupazioni di suolo pubblico per attività di somministrazione di alimenti e bevande e FAQ Occupazione di suolo pubblico per attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande Per osservazioni e precisazioni: laboratoriocarteinregola@gmail.com 31 dicembre 2025 Vedi anche Nuovo regolamento per pedane e tavolini sugli spazi pubblici: le osservazioni di Carteinregola di Paolo Gelsomini 20 gennaio 2025 Regolamento tavolini: una delle pagine peggiori dall’insediamento di Gualtieri di Anna Maria Bianchi 6 marzo 2025 Roma città aperta ai tavolini e chiusa ai pedoni (abbiamo fatto i conteggi) di Paolo Gelsomini 25 marzo 2025 Proroga OSP Covid: l`audace colpo dei soliti noti   di Stefano Fabi 19 settembre 2025 NOTE (1) scarica Delibera 118/2025 (2) scarica Delibera 91/2019 (3)Roma città aperta ai tavolini e chiusa ai pedoni (abbiamo fatto i conteggi) di Paolo Gelsomini 25 marzo 2025 (4)Sito UNESCO: Il territorio iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale che comprende l’intero Centro Storico della città compreso all’interno della cerchia delle Mura aureliane, nella loro estensione nel diciassettesimo secolo, nonché il complesso della Basilica di San Paolo fuori le Mura. L’area include specificatamente tutti i rioni storici  con la sola esclusione di una parte dei rioni Borgo e Prati (5)C.A.M. Centro Archeologico Monumentale complesso di elementi architettonici e urbani che assumono valore fondante della forma urbana di Roma. La zona si impernia sul sistema dei Fori e dei Colli relativi all’antico insediamento e si estende fino al tevere, al Circo Massimo e alle Terme di Caracalla. (6) I Tessuti della Città Storica secondo il PRG di Roma (7) Città Storica: l’art. 24 delle Norme Tecniche d’ Attuazione  del Piano regolatore di Roma definisce la “Città Storica” come “insieme integrato costituito dall’area storica centrale interna alle mura, dalle parti urbane dell’espansione otto-novecentesca consolidata, interne ed esterne alle mura, e dai singoli siti e manufatti localizzati nell’intero territorio comunale, che presentano una identità storico-culturale (8) vedi sito Roma Capitale 15 dicembre 2025 OSP, adeguamento entro il 31 marzo 2026 (9) Scarica la sentenza del TAR del 22 ottobre 2025 (10) scarica Memoria di Giunta capitolina, la n.98 del 17 novembre 2025 (9), avente come oggetto “Misure per il sostegno e la valorizzazione delle librerie presenti sul territorio di Roma Capitale” (11) LEGGE 2 dicembre 2025, n. 182  Disposizioni per la semplificazione e la digitalizzazione dei procedimenti in mat eria di attivita’ economiche e di servizi a favore dei cittadini e delle imprese. (25G00190) (GU Serie Generale n.281 del 03-12-2025) note: Entrata in vigore del provvedimento: 18/12/2025  Vai alla legge
December 31, 2025
carteinregola
L’emergenza abitativa in Italia è strutturale, serve un cambio di paradigma
Nel 2024, circa il 5,1% della popolazione – più di 3 milioni di individui – viveva in condizioni di sovraccarico dei costi abitativi, ovvero spendendo oltre il 40% del proprio reddito netto per il mantenimento dell’abitazione. Sebbene in calo rispetto all’8,7% del 2019, il dato resta fortemente preoccupante. Secondo l’Istat […] L'articolo L’emergenza abitativa in Italia è strutturale, serve un cambio di paradigma su Contropiano.
December 20, 2025
Contropiano
Gaza, cessate il fuoco sempre più fragile. La ricostruzione resta una ipotesi
A oltre due mesi dalla conclusione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas – che solo formalmente ha messo fine a due anni di offensiva devastante di Tel Aviv nella Striscia di Gaza – regna una tensione profonda caratterizzata da promesse incompiute e da una realtà sul terreno che […] L'articolo Gaza, cessate il fuoco sempre più fragile. La ricostruzione resta una ipotesi su Contropiano.
December 19, 2025
Contropiano