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Iran-Usa, un piano di pace c’è. L’incognita è Israele
Habemus memorandum di intesa, non ancora un accordo esigibile. Poi c’è la propaganda trumpiana, bisognosa – ora più che mai – di una “vittoria” da sbandierare per poter chiudere la guerra perduta con l’Iran. Lasciamo dunque da parte i comunicati e i tweet che arrivano dalla Casa Bianca e basiamoci […] L'articolo Iran-Usa, un piano di pace c’è. L’incognita è Israele su Contropiano.
May 24, 2026
Contropiano
Voci di accordo Usa-Iran
La bozza finale di un possibile accordo tra Stati Uniti e Iran, mediato dal Pakistan, dovrebbe essere annunciata entro poche ore, hanno riferito venerdì fonti di Al Arabiya. I suoi punti chiave sono stati ottenuti in esclusiva dalla rete e includono quanto segue: 🔴 Cessate il fuoco immediato, completo e […] L'articolo Voci di accordo Usa-Iran su Contropiano.
May 22, 2026
Contropiano
Bombe ferme, trattativa in corso
Mr. Taco Trump non cambia mai. L’acronimo sfottente significa del resto “Trump fa sempre marcia indietro” (Trump Always Chickens Out). Tornato da Pechino praticamente a mani vuote, senza aver ottenuto né in guerra né in diplomazia quella “vittoria” da sbandierare per uscire dall’angolo in cui si è chiuso con le […] L'articolo Bombe ferme, trattativa in corso su Contropiano.
May 19, 2026
Contropiano
Per gli Usa è tempo di cominciare a ragionare
Se qualcuno prova a sparare a Trump le borse festeggiano. Con un pizzico di cinismo – che sui mercati domina – si potrebbe trarre questa conclusione dai dati di stamattina sulle piazze asiatiche. Tokyo è salita sui massimi di sempre, superando i 60mila punti, Shanghai un po’ meno ma soltanto […] L'articolo Per gli Usa è tempo di cominciare a ragionare su Contropiano.
April 27, 2026
Contropiano
Al tavolo di Islamabad, ma senza illusioni
Il copione non cambia: quando il volume delle dichiarazioni si alza fino al punto di sembrare un urlo di battaglia imminente, ecco che arriva la dose di valium sotto forma di riapertura delle trattative. A mercati quasi chiusi, questa volta, anche se Wall Street era ancora in piena contrattazione. Che […] L'articolo Al tavolo di Islamabad, ma senza illusioni su Contropiano.
April 25, 2026
Contropiano
Protezione sussidiaria per il richiedente pakistano proveniente da Parachinar, zona di violenza indiscriminata e diffusa
Il Tribunale di Lecce ha accolto la domanda di protezione sussidiaria avanzata da un cittadino pakistano originario di Parachinar, nel distretto di Kurram (provincia di Khyber Pakhtunkhwa), riconoscendo la sussistenza del danno grave ai sensi dell’art. 14, lett. c), d.lgs. n. 251/2007. In punto di diritto, il provvedimento si inserisce nel solco tracciato dalla giurisprudenza della Corte di Cassazione, secondo cui, in materia di protezione sussidiaria: “l’ipotesi della minaccia grave ed individuale alla vita o alla persona di un civile derivante dalla violenza indiscriminata in situazioni di conflitto armato interno od internazionale non è subordinata alla condizione che lo straniero fornisca la prova di essere interessato in modo specifico a motivo di elementi che riguardino la sua persona, ma sussiste anche qualora il grado di violenza indiscriminata che caratterizza il conflitto armato in corso, valutato dalle autorità nazionali competenti, raggiunga un livello così elevato da far ritenere presumibile che il rientro dello straniero lo sottoponga, per la sola presenza sul territorio, al rischio di subire concretamente gli effetti della minaccia (Cass., ord. n. 18130/2017)“. LA SITUAZIONE NEL PAESE D’ORIGINE A supporto del riconoscimento della protezione, il Tribunale ha attinto in modo approfondito alle più recenti Country of Origin Information (COI), dalle quali emerge un quadro di violenza indiscriminata e diffusa tale da comportare, per i civili, un concreto rischio per la vita per la sola presenza nell’area. Secondo i dati ACLED aggiornati ad aprile 2026, la provincia di Khyber Pakhtunkhwa si conferma tra le aree del Pakistan maggiormente colpite da violenza politica e militante. Le rilevazioni mostrano un incremento significativo degli eventi violenti, degli attacchi a distanza e delle azioni deliberate contro civili, in un contesto segnato dalla persistente attività di gruppi armati – tra cui il Tehrik-i-Taliban Pakistan – e da dinamiche di conflitto transfrontaliero con l’Afghanistan che contribuiscono a destabilizzare ulteriormente la regione. I dati più recenti relativi al 2026 confermano la continuità di tali fenomeni: attentati, attacchi esplosivi e azioni armate hanno causato vittime anche tra la popolazione non combattente, con episodi registrati già nei primi mesi dell’anno. Nel complesso, il controllo statale risulta parziale e la capacità di prevenire gli attacchi appare significativamente compromessa. LA VIOLENZA SETTARIA NEL DISTRETTO DI KURRAM Il caso in esame riguarda specificamente il distretto di Kurram, teatro di una grave escalation di violenza settaria tra comunità sunnite e sciite. Sebbene tale conflittualità non costituisca un fenomeno nuovo per l’area, le rinnovate schermaglie avviate il 21 novembre 2024 hanno assunto proporzioni particolarmente drammatiche. In quella data, uomini armati hanno ucciso almeno 38 viaggiatori sciiti in transito da Parachinar verso Peshawar, nell’area di Ochat (Lower Kurram). Nei giorni immediatamente successivi si sono susseguiti attacchi incrociati tra bande tribali, con incendi di mercati e aree residenziali. Il bilancio degli scontri del 21, 22 e 23 novembre ha raggiunto 82 morti e 156 feriti, di cui 66 sciiti e 16 sunniti. Al momento del cessate il fuoco, imposto il 1° dicembre, il totale delle vittime era salito a 130 morti e 186 feriti – con la precisazione che il numero effettivo dei decessi potrebbe essere sensibilmente superiore, stante la severa limitazione ai movimenti dei media imposta dal coprifuoco governativo. Di fronte a tale situazione, la Commissione per i Diritti Umani del Pakistan (HRCP) ha definito quella in corso nella regione una “crisi umanitaria”, che ha costretto numerose famiglie a fuggire verso altre zone del Khyber Pakhtunkhwa. Nonostante la conclusione di un accordo di pace, gli attacchi non sono cessati. Il 16 gennaio 2025, un convoglio di aiuti diretto verso Kurram è stato assalito nei pressi di Bagan: 10 persone sono rimaste uccise, tra cui sei autisti, due passeggeri e due militari. Il 17 febbraio 2025, un convoglio di 64 veicoli in viaggio verso Parachinar è stato attaccato in più punti – nelle aree di Char Khail, Uchit Baghan e Mandori – causando 9 morti, tra cui cinque membri delle forze di sicurezza, e 15 feriti. Oltre 35 veicoli sono rimasti intrappolati nella zona. Pur avendo le autorità pakistane ricondotto la violenza agli scontri settari su base territoriale, il quadro presenta una chiara componente terroristica. Il giornalista Mushtaq Yousufzai, citando fonti locali in data 30 dicembre 2024, ha sottolineato che gli attacchi non prendono di mira un gruppo religioso specifico, ma colpiscono indiscriminatamente i residenti locali. In questo senso risulta particolarmente significativo quanto pubblicato il 14 dicembre 2024 da Voice of Khorasan, organo di Al-Azaim Media affiliato allo Stato Islamico della Provincia di Khorasan (ISKP): il suo 35° editoriale ha esortato i giovani sunniti a colpire la comunità sciita, incitando ad azioni di lupi solitari nella regione e oltre, e criticando duramente TTP e talebani per non aver difeso i sunniti a Kurram. La pronuncia del Tribunale di Lecce, per la ricchezza delle COI richiamate e per il rigore nell’applicazione dei principi elaborati dalla Cassazione, costituisce un utile punto di riferimento per situazione analoghe di richiedenti asilo proveniente da tale zona. Tribunale di Lecce, decreto del 13 aprile 2026 Si ringrazia l’Avv. Mariagrazia Stigliano per la segnalazione e il commento. -------------------------------------------------------------------------------- * Consulta altri provvedimenti relativi all’accoglimento di richieste di protezione da parte di cittadini/e del Pakistan * Contribuisci alla rubrica “Osservatorio Commissioni Territoriali” VEDI LE SENTENZE: * Status di rifugiato * Protezione sussidiaria * Permesso di soggiorno per protezione speciale
L’America mette la marcia indietro
Dalla guerra alla farsa è stato un attimo. E questo naturalmente è un bene. Dopo avere per giorni imbastito una comunicazione terrorizzante – “accettate la nostra offerta o bombarderemo ogni centrale elettrica e ogni singolo ponte” – l’America di Donal Trump ha deciso di prolungare il cessate il fuoco con […] L'articolo L’America mette la marcia indietro su Contropiano.
April 22, 2026
Contropiano
Protezione speciale per comprovata integrazione: il rientro temporaneo in Pakistan per assistere i genitori malati non è ostativo
Una decisione importante arriva dal Tribunale di Bologna in materia di protezione speciale. Con decreto del 27 febbraio 2026, la Sezione specializzata in materia di immigrazione ha riconosciuto il diritto alla protezione speciale a un cittadino pakistano che, durante il giudizio di impugnazione contro il rigetto della Commissione Territoriale, aveva temporaneamente lasciato l’Italia per fare rientro nel proprio Paese a causa di una grave emergenza medica che aveva colpito i suoi genitori. Il caso presentava un profilo particolarmente delicato. Dopo il rientro in Pakistan, durato circa un mese, il giovane era tornato regolarmente in Italia. La Questura di Ferrara aveva segnalato tale circostanza all’autorità giudiziaria, affinché fosse valutata nell’ambito del procedimento. Il Tribunale, tuttavia, ha ritenuto che questo elemento non fosse sufficiente a escludere la tutela, anche perché il rimpatrio temporaneo era stato determinato da una documentata emergenza familiare. Nella decisione, il Collegio ha attribuito rilievo soprattutto al percorso di integrazione costruito dal ricorrente in Italia nel corso degli anni. Il giudice ha valorizzato la conoscenza della lingua italiana, attestata dal superamento dell’esame di livello A2, la disponibilità di un’abitazione in locazione con contratto intestato, la proprietà di un’autovettura e, soprattutto, la continuità lavorativa. Dalla documentazione acquisita risultava infatti che il ricorrente aveva lavorato regolarmente dal 2022 e che, al momento della decisione, era titolare di un contratto di lavoro domestico a tempo indeterminato di 30 ore settimanali. Il Tribunale ha inoltre evidenziato la progressiva stabilizzazione della vita privata e sociale del ricorrente in Italia e, parallelamente, il fisiologico affievolimento dei legami con il Paese di origine. Proprio questo radicamento, secondo i giudici, rendeva il suo allontanamento forzato idoneo a determinare una compromissione seria del diritto al rispetto della vita privata e familiare. Per questa ragione è stata riconosciuta la protezione speciale, con conseguente rilascio di un permesso di soggiorno della durata di due anni, rinnovabile e convertibile in permesso per motivi di lavoro. La decisione assume particolare rilievo perché conferma un principio fondamentale: la valutazione del percorso migratorio e personale di una persona non può essere ridotta a una lettura automatica o meramente formalistica. Anche un temporaneo rientro nel Paese di origine, se adeguatamente spiegato e documentato, non impedisce di per sé il riconoscimento della protezione, quando emergano in modo chiaro il radicamento in Italia, la regolarità del percorso di integrazione e il rischio di un grave pregiudizio ai diritti fondamentali in caso di allontanamento. Tribunale di Bologna, decreto del 27 febbraio 2026 Il ricorrente è stato difeso dall’Avv. Nicola Montefiori con la collaborazione della Dott.ssa Antonella Nediani, avvocata argentina specializzata in diritto internazionale, che ringraziamo per la segnalazione e il commento.
Stesso tavolo, stessi attori. Ma il tempo stringe
Mai fidarsi dell’America. Sospettare per principio di Israele. Come al solito agiscono su due piani completamente opposto: da un lato aprono a una trattativa con l’Iran che tenga dentro anche il Libano, dall’altro preparano nuovi attacchi. Detto chiaramente. La portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt , ha confermato la possibilità […] L'articolo Stesso tavolo, stessi attori. Ma il tempo stringe su Contropiano.
April 16, 2026
Contropiano