La prima tappa di “Amazonia: relatos de abundancia” di Sergio Racanati
Il 15 maggio si è tenuta la prima presentazione pubblica, svolta nell’ambito di
Arte al Centro presso la Fondazione Pistoletto / Cittadellarte, con la
proiezione del moodboard del film alla presenza di Sergio Racanati, Manuela
Gandini, Francesca Pasini e Paolo Naldini.
Il progetto Amazonia: relatos de abundancia apre un dialogo tra il Mediterraneo
e le cosmopolitiche indigene, immaginate come strumenti fondamentali per
ripensare i futuri ecopolitici contemporanei.
Prodotto da Centro Itard, ha preso avvio nell’autunno 2025 attraverso una
residenza diffusa nelle regioni della Guajira e della Magdalena, territori che
custodiscono memorie e saperi ancestrali e che riflettono ancora oggi le
conseguenze culturali dei sistemi coloniali, il progetto si sviluppa attraverso
interviste, incontri e collaborazioni con esponenti del mondo culturale,
politico e dell’attivismo, oltre che con artistə indigenə dell’Amazzonia
colombiana.
Al termine della ricerca sul campo sarà realizzato un film d’artista destinato a
entrare nella collezione permanente del MAN – Museo d’Arte di Nuoro, diretto da
Chiara Gatti.
La prima fase del progetto AMAZONIA: relatos de abundancia, avvenuta tramite
residenza d’artista diffusa, rappresenta una forma innovativa voluta fortemente
da Sergio Racanati, che si distacca dal tradizionale concetto di residenza come
spazio statico e centralizzato per abbracciare un modello fluido e disperso, si
è svolta nelle macro-aree geografiche di Santa Marta, Minca, Palomino, Riohace,
Uribia e Barranquilla.
L’artista dichiara: “Mi sono completamente immerso nel contesto ed ho riflettuto
sul mio essere-in-relazione con l’altr*, che sia il pubblico, lo spazio/tempo di
paesaggi naturali ed antropizzati o le comunità locali, riflettendo sulla
nozione fenomenologica di spazio-tempo vissuto, dove ogni elemento diviene
soggetto attivo per il film essay: l’opera non è più immaginata e concepita come
un oggetto immutabile ma come soggetto fluido, mutante, poroso che si rigenera
attraverso l’interazione con lo spazio/tempo e con le particolari configurazioni
storiche, politiche, sociali e culturali. La residenza artistica diffusa si
configura come un dispositivo relazionale che mi ha consentito di sperimentare
una pluralità di contesti e di interagire con ambienti, comunità e realtà
culturali diversificate. Nel mio caso il termine “diffusa” non si limita ad
evocare la dispersione geografica dei luoghi, ma denota una modalità di
creazione-produzione artistica che si articola attraverso un processo di
in-transito, in cui l’artista non è più un soggetto isolato, ma parte di una
rete di relazioni, permeabile e trasformabile di urgenze, sogni e bisogni sia
personali che comunitari.”
A tal proposito la curatrice Manuela Gandini afferma: “Le immagini di Racanati
sono spietate, nessun set, nessuna scena. Sei in un luogo ai margini del mondo
dove l’immensa e rigogliosa vegetazione è divorata dalla fame e dal consumismo
importato di merendine, plastica e benzina di contrabbando.”
Per l’evento “Arte al Centro”, primo momento di presentazione pubblica del
processo artistico, presso la Fondazione Pistoletto/Cittadellarte, l’artista ha
presentato una sorta di moodboard di quello che sarà il film nel suo atto
conclusivo: uno speciale editing di note audio-visive raccolte durante la
residenza. Si tratta di un dialogo continuo tra il materiale
visivo/etno-antropologico e la riflessione concettuale-politica frutto di anni e
di sedimentazione di attivismo ibridato alla consapevolezza e prospettiva
eco-trans-femminista di matrice afro-discendente. E’ immaginato come momento per
implementare le riflessioni politiche, ambientali e socio-economiche continuando
a indagare le dinamiche discorsive e la creazione di comunità.
Qui di seguito alcune note del Diario di bordo di Sergio Racanati sui luoghi
attraversati durante la residenza, atto creativo che l’artista usa abitualmente
nella sua pratica artistica:
* Santa Marta, cuore pulsante della Colombia, è un luogo dove il mare bacia la
terra e le montagne accarezzano il cielo. E’ il profumo della salsedine che
s’infiltra tra le strade polverose della città, mentre il sole accarezza le
case colorate che si affacciano sul mare, raccontando storie di secoli
passati, di naviganti e di conquiste;
* Minca, piccolo angolo di paradiso incastonato tra le montagne della Sierra
Nevada, è un luogo dove il mondo sembra rallentare il suo ritmo e l’anima si
ritrova a respirare una quiete che sfida il tempo;
* Palomino è una piccola gemma nascosta tra il mare dei Caraibi e la maestosità
delle montagne della Sierra Nevada, nel cuore della Colombia ubicato nel
dipartimento di La Guajira: un territorio che raccoglie contrasti tanto
potenti quanto affascinanti. Il mare che lambisce la sua costa parla una
lingua ancestrale, che solo gli indigeni, che ancora abitano queste terre,
riescono a comprendere davvero. Qui si intersecano le radici afro-colombiane,
indigene e quelle dei nuovi abitanti, principalmente giovani che si sono
trasferiti in cerca di un’esistenza più semplice, lontana dalle metropoli. Le
comunità Arhuaco, Kogi e Wiwa, che vivono nella Sierra Nevada, custodiscono
un sapere ancestrale che continua a influenzare l’intera vita della regione;
* Riohacha, capitale del dipartimento della Guajira, si trova all’estremo nord
della Colombia, affacciata sul mare dei Caraibi e incastonata tra le terre
desertiche della Guajira e il confine con il Venezuela. Non è solo un
crocevia geografico, ma anche un luogo in cui si intrecciano le
contraddizioni sociali, culturali ed economiche del paese. Fondata nel 1533
dai colonizzatori spagnoli, Riohacha ha radici che affondano nel periodo
coloniale, quando la città era un punto strategico per il commercio di perle
e successivamente di carbone;
* Uribia, considerata la capitale indigena della Colombia, si trova in una zona
desertica dove la scarsità d’acqua rende difficile la sopravvivenza per la
popolazione locale e gli animali. Situata nella regione settentrionale della
Guajira, al confine con il Venezuela, Uribia non è solo un centro urbano, ma
un simbolo di resistenza culturale, sociale ed economica di un popolo che ha
saputo mantenere la propria identità nonostante secoli di marginalizzazione e
sfruttamento.Uno degli aspetti più rilevanti del contesto politico di Uribia
è la continua lotta per la terra e il riconoscimento dei diritti
territoriali.
* Da diversi anni sono legato alla pianta del cacao e poiché le piante hanno
fortissimi poteri sono stato chiamato a far visita ad una delle più
importanti e storiche coltivazioni di cacao nella Sierra Nevada nei pressi di
Palomino, per la precisione Buritaca. La Ruta del Cacao a Buritaca è un
viaggio che non solo attraversa i paesaggi incantevoli della Colombia, ma
affonda le radici in un sapere ancestrale che si intreccia con il respiro
della terra e il battito del cuore della sua gente. Nel profondo della
giungla tropicale, Finca Mira Mar si erge come un rifugio sacro, una terra
che custodisce saperi e conoscenza ancestrali. Qui ogni passo è un ritorno
alle origini, un ricordo di una connessione che non si è mai persa, un invito
a fermarsi, ad ascoltare il battito della terra, a vedere la bellezza che si
nasconde nei piccoli gesti quotidiani.
Titolo: Amazonia: Relatos de Abundancia
Artista: Sergio Racanati
Partner principale: Centro Itard Lombardia srl
Durata del progetto: 2025–2027
Luoghi chiave: Amazzonia Colombiana (Putumayo), Italia, Nuoro, Bogotà,
Barcellona, New York, Santiago del Cile
Formato finale: Film d’artista / Film essay (acquisito dal MAN di Nuoro)
Progetto supportato da: Italian Council (14a edizione, 2025), Direzione Generale
Creatività Contemporanea, Ministero della Cultura
Promosso da: Centro Itard Lombardia srl | E. info@itard.eu – M. +39 3484453613
Partner di progetto: Regione Puglia, Emily Harvey Foundation (New York)
Museo di destinazione: MAN – Museo di Arte Contemporanea di Nuoro
Redazione Italia