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Pusher invisibili: dipendenze, algoritmi e la disciplina per restare svegli
Premessa È noto a tutti che l’economia capitalistica ha bisogno di un consumo continuo per evitare di implodere e collassare. Più che le singole nazioni è il mercato ormai la patria comune e il consumatore-cittadino, per non venir meno al suo compito principale, deve rimanere sempre insoddisfatto. L’insoddisfazione è quindi […] L'articolo Pusher invisibili: dipendenze, algoritmi e la disciplina per restare svegli su Contropiano.
September 3, 2026
Contropiano
La fine dell’impero
In un mondo dove il novanta per cento delle merci viaggia via mare, gli Stati Uniti rappresentano ormai un paradosso geopolitico, provando ad agire come l’unico soggetto militare che controlla la navigazione globale mentre le fondamenta economiche di tale primato si sgretolano sotto il peso di contraddizioni strutturali insanabili. Da […] L'articolo La fine dell’impero su Contropiano.
September 2, 2026
Contropiano
#08 Apocalypse Prompt | Un token per domarli, un token per trovarli, un token per ghermirli e nel buio incatenarli – di Alessandro Verna
Nuovo appuntamento con la rubrica di Alessandro Verna, Apocalypse Prompt, ospitata in queste settimane da Effimera. Siamo portati a pensare che l'innovazione tecnologica abbia a che fare con la creazioni di nuovi prodotti o di nuove modalità di produzione. Diamo meno importanza all'idea che la tecnologia è soprattutto una forma di organizzazione, funzionale agli [...]
August 31, 2026
Effimera
#07 Apocalypse Prompt | Nessun calcolatore della serie 9000 ha mai commesso un errore o alterato un’informazione – di Alessandro Verna
È lunedì, è tempo di una nuova puntata di Apocalypse Prompt, inchiesta "dall'interno", vissuta e scritta da Alessandro Verna. Il rapporto tra essere umano e Intelligenza Artificiale si dipana da un indistinto senso di vuoto che all'inizio è sollievo incredulo per la velocità con cui l'AI esegue i compiti ma presto si trasforma in [...]
August 24, 2026
Effimera
Riconoscimento facciale? Rischi del controllo AI in uso per l’identificazione
La polizia potrà usare i dati biometrici per identificare chi va in piazza anche nei giorni prima di una manifestazione? Che sia proibito o meno, al Governo importa poco; essi rispetteranno le norme comunitarie, ma nel frattempo stanno spianando la strada a nuove norme repressive. Il casus belli è rappresentato dalle manifestazioni a Bologna e in Val di Susa con incidenti e numerosi feriti. Da tempo Fratelli d’Italia mira a istituire il reato di terrorismo di piazza per dare vita a una lunga sequela di nuove pene, accusando i manifestanti di reati associativi. Il Governo ha fretta di chiudere due capitoli: il primo riguarda l’ordine pubblico, ossessione delle destre al pari dell’immigrazione. Si tratta di inserire tra le priorità dei cittadini la sicurezza e non la salvaguardia della salute e del potere di acquisto. In un colpo solo si allontana l’attenzione mediatica dai problemi reali del Paese, alimentando un clima di insicurezza percepita, che poi sarà utile anche per giustificare l’aumento delle spese militari, i processi di militarizzazione dei territori, la stretta repressiva e l’economia di guerra. Il secondo obiettivo è alzare una cortina di fumo che impedisca di prendere atto del reale stato dell’economia italiana, facendo i conti con le decisioni assunte, come quelle di finanziare con i soldi pubblici gli aumenti contrattuali attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro. Si tratta di una decisione infelice che favorisce solo le imprese e al contempo indebolisce il welfare, impoverisce sanità e istruzione. Il riconoscimento facciale presto potrà essere introdotto all’ingresso delle scuole per trasformarle da luoghi della conoscenza a palestre securitarie. Il Governo, insomma, ha bisogno di alimentare paura e allarmismo, di andare in deroga alle norme vigenti per far passare in fretta e furia delle norme care alla maggioranza, ad esempio, l’uso dei sistemi di intelligenza artificiale per l’attività di polizia e di responsabilità penale e civile. E sempre che non intervenga la UE, il Governo persegue nel frattempo il suo obiettivo ossia consentire il riconoscimento facciale in tempo reale, il trionfo della società della sorveglianza sulla quale tanta ironia è stata spesa, bollando come complottisti chi criticava i sistemi di controllo. Il Governo vuol permettere alla polizia l’uso dei dati biometrici raccolti con l’AI e integrati con i sistemi di videosorveglianza presenti nelle città: basterà una semplice comunicazione, neanche scritta, al Pubblico ministero e, senza autorizzazione del Giudice, potranno ricorrere alla AI per i controlli facciali. Tuttavia, non ci si accontenterà dei controlli in tempo reale: l’uso di questi strumenti deve essere prolungato e preventivo. Ad esempio, si potrà registrare e schedare chiunque sia passato da una piazza nei giorni precedenti ad una manifestazione conclusasi con incidenti. Tutto questo permette delle immani schedature di massa, ledendo le prerogative democratiche fino ad oggi esistenti. L’uso della AI è un argomento di estrema rilevanza avendo impatti sul lavoro e sulla ricerca. In Italia l’approccio alla AI, sul modello israeliano, è funzionale a logiche di ordine pubblico e a costruire un modello sociale dispotico e securitario, un sistema di controllo sociale che militarizza il corpo sociale. Non sfugga che l’uso della AI potrà essere usato per reati di piazza, per oltraggio e resistenza a pubblico ufficiale, per manifestazioni senza preavviso e non autorizzate, per reati ormai considerati di assoluta gravità, addirittura più pericolosi del terrorismo, della mafia e delle azioni portate avanti dalla criminalità organizzata. Ogni intervento legislativo del Governo inizia e finisce con norme securitarie e repressive, la costruzione del nemico rappresentato dai movimenti sociali porta a disegnare un quadro di interventi improntati solo alla repressione (clicca qui). Il riconoscimento facciale basato sull’intelligenza ha permesso ad Israele di realizzare enormi schedature dei civili palestinesi e questo strumento lo ritroviamo particolarmente diffuso, ad esempio, nei controlli agli aeroporti fino a tutti i sistemi della videosorveglianza oggi utilizzati in ambito civile. Il dibattito pubblico sulla AI non si interroga sulla pericolosità sociale e sulla democrazia dei sistemi di sorveglianza con uso della AI e dei dati biometrici. Per chi poi non conoscesse l’argomento sia sufficiente ricordare che una telecamera cattura dei dati e li elabora, tirando fuori una sorta di impronta digitale del volto. La AI è molto più precisa dei primi software. La discussione, dunque, non potrà limitarsi alle obiezioni sulla privacy e sui tempi necessari per il trattenimento dei dati; l’immane schedatura a tutela dell’ordine pubblico rappresenta un salto di qualità nella costruzione di una nuova società dispotica (clicca qui per un saggio di Renata Puleo su Agorasofia). Il regolamento europeo sulla AI permette il riconoscimento facciale a posteriori e solo per ricerche mirate su soggetti già identificati e oggetto di indagini, nulla a che vedere con raccolte di dati preventive e generalizzate. Nel frattempo, il Garante ha invocato il divieto esplicito di utilizzo di banche dati biometriche costituite tramite raccolta di immagini dal web. Ecco che assistiamo, increduli, ad un autentico corto circuito tra la tutela dei diritti fondamentali e le esigenze di ordine pubblico. In Europa esiste maggiore consapevolezza sui rischi della Intelligenza artificiale, specie se utilizzata per l’ordine pubblico, invece in Italia la tentazione di cedere alla AI per una repressione preventiva rappresenta una autentica suggestione e per questo non sorgono dubbi di sorta sull’inaffidabilità tecnica degli algoritmi e sugli utilizzi impropri del sistema di sorveglianza. È bene ricordare che i missili di ultima generazione si avvalgono della AI per individuare e colpire gli obiettivi e lo fanno, tuttavia, con un elevato numero di vittime innocenti, di civili, il cui unico torto è quello di trovarsi nelle vicinanze di un obiettivo militare da colpire e neutralizzare. Federico Giusti, Osservatorio contro la militarizzazione delle scuole e delle università -------------------------------------------------------------------------------- Se come associazioni o singoli volete sostenerci economicamente potete farlo donando su questo IBAN: IT06Z0501803400000020000668 oppure qui: FAI UNA DONAZIONE UNA TANTUM Grazie per la collaborazione. Apprezziamo il tuo contributo! Fai una donazione -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE MENSILMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona mensilmente -------------------------------------------------------------------------------- FAI UNA DONAZIONE ANNUALMENTE Apprezziamo il tuo contributo. Dona annualmente
L’educazione al sionismo delle AI
Come Israele sta cominciando ad avvelenare le fonti (come avvelena i pozzi dei palestinesi) da dare in pasto alle Intelligenze Artificiali. Gli screen allegati sono (per ora metto questi) le “fonti” da controllare ed evitare come la peste. Israele finanzia una rete di siti costruiti per entrare nelle risposte delle […] L'articolo L’educazione al sionismo delle AI su Contropiano.
August 11, 2026
Contropiano
I padroni delle macchine e delle menti
Il libro di Brancaccio dimostra scientificamente questa tendenza attraverso gli strumenti dell’economia politica e dell’analisi econometrica. Cyberfascismo riparte esattamente dal punto in cui quella dimostrazione termina, cercando di dare un volto concreto a quel potere: i data center, il cloud, i semiconduttori, gli algoritmi, i modelli di intelligenza artificiale, le piattaforme digitali, le infrastrutture energetiche che alimentano il nuovo capitalismo del calcolo. I due libri, dunque, non si sovrappongono. Si completano. Il primo dimostra una legge di tendenza. Il secondo ne ricostruisce l’anatomia. Il primo osserva il movimento del capitale. Il secondo identifica gli strumenti attraverso i quali quel capitale organizza oggi il dominio economico, cognitivo e politico. Da questa complementarità nasce il senso di questo articolo. Non una recensione, né un confronto accademico fine a sé stesso, ma la ricostruzione di una vera e propria staffetta intellettuale. Dove termina la lente dell’economia politica iniziano la storia, la teoria della comunicazione e l’analisi delle tecnologie. È lungo questa continuità che diventa possibile comprendere la natura del nuovo potere. L’obiettivo è verificare entrambe le tesi alla prova dei fatti: la concentrazione del capitale, la corsa delle big tech all’energia nucleare, il controllo delle infrastrutture del calcolo, la guerra algoritmica, la subordinazione tecnologica europea e la progressiva privatizzazione delle infrastrutture cognitive dell’umanità. Continua a leggere→
July 14, 2026
Rizomatica