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UE-Cina: una tregua commerciale con lo spettro della guerra
L’8 e 9 ottobre il commissario europeo per il Commercio, lo slovacco Maroš Šefčovič, è stato a Pechino per sostenere le richieste europee, ovvero la riduzione del surplus commerciale del Dragone, arrivato a circa un miliardo di euro al giorno. La visita è stata preceduta da due iniziative. Da un […] L'articolo UE-Cina: una tregua commerciale con lo spettro della guerra su Contropiano.
October 11, 2026
Contropiano
Il Parlamento UE vota per una presenza militare stabile a difesa di Taiwan
Ieri, 7 ottobre, il Parlamento Europeo ha votato in plenaria una risoluzione che traccia una linea intransigente verso Pechino, facendo un passo decisivo verso un’opzione muscolare anche con la Cina. In particolare, è sul dossier di Taiwan che la UE rompe gli indugi e si oppone frontalmente alle rivendicazioni cinesi. […] L'articolo Il Parlamento UE vota per una presenza militare stabile a difesa di Taiwan su Contropiano.
October 8, 2026
Contropiano
LEVANTE: L’INCONTRO TRA TRUMP E XI JINPING A WASHINGTON E LA “TRAPPOLA DI TUCIDIDE”
Il lascito della visita di Stato di Xi Jinping negli Usa (settembre 2026) con il faccia a faccia con Trump. Questo il macrotema della prima puntata per l’autunno 2026 di Levante, approfondimento mensile di Radio Onda d’Urto dedicato all’Asia orientale, tra Cina e dintorni. Chiudendo la visita con un discorso nel Grand Foyer della Casa Bianca, Xi Jinping ha sostenuto che Cina e Usa devono “evitare la trappola di Tucidide“, storico greco che ai tempi della Guerra del Peloponneso tra Atene e Sparta ammoniva rischio di guerra devastante quando una potenza “nuova” sfida con la propria ascesa gli interessi diretti di quella ancora oggi dominante. “Dobbiamo coesistere e cooperare come principali potenze globali”, ha aggiunto Xi Jinping, presidente (dal 2013) della Repubblica Popolare Cinese, già proiettato verso un possibile quarto mandato, a fine 2027, quando è già in programma il 21esimo congresso nazionale del Partito Comunista Cinese. La centralità della relazioni con gli Usa, per Pechino, si mostra anche con l’annuncio di altri incontri (almeno due) con gli omologhi Usa da qui a fine 2026: un ritmo inusuale per la diplomazia cinese, che lascia  intendere come la Cina consideri la stabilizzazione dei rapporti con gli Usa una priorità strategica, almeno nel medio periodo. Su Radio Onda d’Urto ragioniamo di Cina, Usa (e Taiwan, ovviamente alla finestra) intervista a due con il nostro collaboratore Dario Di Conzo – co-curatore di Levante, docente a contratto di Riforme economiche della Cina contemporanea all’Orientale di Napoli – e Lorenzo Lamperti, in collegamento da Taipei (Taiwan). Lamperti, giornalista, è direttore editoriale di China Files, collettivo di giornalisti, sinologi ed esperti di comunicazione specializzati in affari asiatici. Nata nel 2008 a Pechino come agenzia focalizzata sulla Cina, ora China Files copre l’intera area asiatica. Lamperti, dal 2021, vive a Taipei, capitale di Taiwan, da dove segue la politica cinese e taiwanese, le relazioni nello Stretto e le dinamiche politiche dell’Asia orientale. Collabora con diverse testate italiane e internazionali, tra cui Il Manifesto, La Stampa, Rsi e con l’Ispi. La conversazione con Di Conzo e Lamperti in “Levante”, andata in onda venerdì 2 ottobre 2026 su Radio Onda d’Urto. Ascolta o scarica
October 3, 2026
Radio Onda d`Urto
Tappeto rosso per Xi a Washington
L’atteso incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping ha avuto luogo la scorsa settimana. Xi è arrivato a Washington DC mercoledì sera per i colloqui di giovedì, l’incontro ha rappresentato la prima visita di Stato di un leader cinese negli Stati Uniti negli ultimi 11 anni, ma è anche la terza volta in meno di un anno che i due si sono incontrati faccia a faccia. A fare da sfondo a tutto c’è la guerra commerciale, sospesa ma ancora latente, tra le due nazioni. Quasi subito dopo l’inizio del suo secondo mandato alla Casa Bianca, nel gennaio 2025, Trump ha imposto dazi doganali sui prodotti cinesi, accusando la Cina di facilitare il flusso di fentanyl, una droga letale, verso gli Stati Uniti. Pechino ha risposto con dazi a sua volta, per poi limitare le esportazioni di preziosi metalli delle terre rare, cruciali per lo sviluppo e la produzione di ogni tipo di tecnologia avanzata, dagli smartphone agli aerei da combattimento. A un certo punto, i dazi hanno raggiunto il 150%, prima di essere sospesi per consentire lo svolgimento di negoziati. Poco dopo che il leader cinese e sua moglie Peng Liyuan sono atterrati all’aeroporto di Andrews – dove ad accoglierli con tutti gli onori c’erano Donald Trump e la consorte Melania Trump – funzionari delle due parti hanno annunciato un’estensione di due mesi della “tregua di Busan”. Stilata in Corea del Sud a ottobre 2025 dopo una breve ma aspra guerra tariffaria, la sosta nell’escalation commerciale tra Pechino e Washington sarebbe dovuta scadere il 10 novembre. La decisione di prorogarla fino al 10 gennaio, ha spiegato il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, “concederà più tempo alle parti per lavorare a un accordo commerciale potenzialmente più ampio sul fronte economico”. Prima dei colloqui a porte chiuse, iniziati verso mezzogiorno, ci sono state dichiarazioni dalle due parti: Trump ha puntato sul personale, sulla «grande amicizia» tra i due leader, mentre Xi, in linea col personaggio, è stato più sobrio e meno personalista, più attento a un messaggio di cooperazione e stabilità strategica, sottolineando una linea generale della politica estera cinese che si pone come potenza mondiale stabilizzatrice, propensa al dialogo e alla coesistenza pacifica e non allo scontro. Con Sabrina Moles, di China-Files, piattaforma di giornalistə, sinologə ed espertə di comunicazione specializzatə in affari asiatici, andiamo a vedere come sono stati affrontati i vari dossier sul tavolo dei due massimi leader mondiali, mentre le due potenze rimangono in una situazione di competizione sempre più accesa su temi come l’intelligenza artificiale, i metalli delle terre rare, la questione di Taiwan e la guerra contro l’Iran.
September 28, 2026
Radio Blackout - Info
Tappeto rosso per Xi a Washington
L’atteso incontro tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping ha avuto luogo la scorsa settimana. Xi è arrivato a Washington DC mercoledì sera per i colloqui di giovedì, l’incontro ha rappresentato la prima visita di Stato di un leader cinese negli Stati Uniti negli ultimi 11 anni, ma è anche la terza volta in meno di un anno che i due si sono incontrati faccia a faccia. A fare da sfondo a tutto c’è la guerra commerciale, sospesa ma ancora latente, tra le due nazioni. Quasi subito dopo l’inizio del suo secondo mandato alla Casa Bianca, nel gennaio 2025, Trump ha imposto dazi doganali sui prodotti cinesi, accusando la Cina di facilitare il flusso di fentanyl, una droga letale, verso gli Stati Uniti. Pechino ha risposto con dazi a sua volta, per poi limitare le esportazioni di preziosi metalli delle terre rare, cruciali per lo sviluppo e la produzione di ogni tipo di tecnologia avanzata, dagli smartphone agli aerei da combattimento. A un certo punto, i dazi hanno raggiunto il 150%, prima di essere sospesi per consentire lo svolgimento di negoziati. Poco dopo che il leader cinese e sua moglie Peng Liyuan sono atterrati all’aeroporto di Andrews – dove ad accoglierli con tutti gli onori c’erano Donald Trump e la consorte Melania Trump – funzionari delle due parti hanno annunciato un’estensione di due mesi della “tregua di Busan”. Stilata in Corea del Sud a ottobre 2025 dopo una breve ma aspra guerra tariffaria, la sosta nell’escalation commerciale tra Pechino e Washington sarebbe dovuta scadere il 10 novembre. La decisione di prorogarla fino al 10 gennaio, ha spiegato il Segretario al Tesoro statunitense Scott Bessent, “concederà più tempo alle parti per lavorare a un accordo commerciale potenzialmente più ampio sul fronte economico”. Prima dei colloqui a porte chiuse, iniziati verso mezzogiorno, ci sono state dichiarazioni dalle due parti: Trump ha puntato sul personale, sulla «grande amicizia» tra i due leader, mentre Xi, in linea col personaggio, è stato più sobrio e meno personalista, più attento a un messaggio di cooperazione e stabilità strategica, sottolineando una linea generale della politica estera cinese che si pone come potenza mondiale stabilizzatrice, propensa al dialogo e alla coesistenza pacifica e non allo scontro. Con Sabrina Moles, di China-Files, piattaforma di giornalistə, sinologə ed espertə di comunicazione specializzatə in affari asiatici, andiamo a vedere come sono stati affrontati i vari dossier sul tavolo dei due massimi leader mondiali, mentre le due potenze rimangono in una situazione di competizione sempre più accesa su temi come l’intelligenza artificiale, i metalli delle terre rare, la questione di Taiwan e la guerra contro l’Iran.
September 28, 2026
Radio Blackout
USA VS CINA: SECONDO FACCIA A FACCIA DEL 2026 TRA TRUMP E XI JINPING, ALLA PRIMA VISITA DI STATO NEGLI USA DA UN DECENNIO.
Secondo faccia a faccia del 2026, dopo quello di maggio a Pechino, tra il presidente Usa Trump e l’omologo cinese Xi Jinping, alla prima visita negli Usa dai tempi di Obama, nel 2015. ‘Cina e Usa devono coesistere pacificamente come principali potenze globali‘, ha detto Xi Jiping, avvertendo poi Washington su Taiwan: ‘Si opponga all’indipendenza’. ‘Siamo grandi amici, ci sono stati enormi progressi’, la replica di Trump, che ha accolto l’ospite con tappeti rossi e l’annuncio dell’estensione fino a gennaio 2027 della tregua sui dazi. Dopo il bilaterale nello Studio Ovale di Washington, la cena con i big statunitensi dell’Intelligenza Artificiale e quelli di Wall Street. Pechino, invece, non avrebbe portato alla Casa Bianca nomi di peso sul fronte economico e imprenditoriale. Di primo livello, invece, la delegazione politica cinese; oltre a Xi Jinping, presente il ministro degli Esteri Wang Yi e funzionari ed esponenti istituzionali di punta, che gestiscono i dossier più delicati nell’ambito della rivalità sistemica contemporenea tra Pechino e Washington. Sul cosiddetto “G2” di fine settembre 2026 a Washington le valutazioni a caldo di Dario Di Conzo, co-curatore su Radio Onda d’Urto di “Levante”, docente a contratto di “Riforme economiche della Cina contemporanea” e “China’s growth strategies” all’Università L’Orientale di Napoli, esperto di politiche economiche e relazioni industriali nella Repubblica Popolare Cinese. Ascolta o scarica.
September 25, 2026
Radio Onda d`Urto
Il fondatore di Anduril descrive la deterrenza pensata per Taiwan
Non la vittoria sul campo di battaglia in una conflitto aperto, bensì rendere qualsiasi operazione militare eccessivamente costosa, a livelli tali da renderla impensabile per Pechino. È questa la sintesi della strategia di Washington nei confronti di Taiwan illustrata da Palmer Luckey, fondatore della società americana di tecnologia militare Anduril […] L'articolo Il fondatore di Anduril descrive la deterrenza pensata per Taiwan su Contropiano.
August 14, 2026
Contropiano
[Da Roma a Bangkok] I pride in Asia
Nel mese del pride di presentiamo una carrellata di come si manifesta per il pride in Asia, o meglio nella parte del continente che dall'India va verso est. Piccole manifestazioni molto represse in paesi dove il movimento lgbtiq è ancora molto nascosto, manifestazioni oceaniche ed estremamente commerciali ovvero invase, come e più che in occidente dalle grandi multinazionali, feste tradizionali che si trasformano in pride, giornate di lotta o di festa, insomma una grande varietà... lontana dalle attese esotizzanti dell'occidente.
June 18, 2026
Radio Onda Rossa
Accordo industriale tra USA e Filippine. Un nuovo polo hi-tech contro la Cina
Gli Stati Uniti e le Filippine hanno annunciato un importante progetto industriale ed economico: la costruzione di quella che è stata definita una Zona per la Sicurezza Economica di circa 4.000 ettari a nord della capitale Manila. Il fulcro del piano sorgerà a New Clark City, un’area strategica dell’isola di […] L'articolo Accordo industriale tra USA e Filippine. Un nuovo polo hi-tech contro la Cina su Contropiano.
June 2, 2026
Contropiano
Trump a Pechino da Xi Jinping
Mercoledì Trump è volato in Cina per un vertice di alto profilo con il leader cinese Xi Jinping, accompagnato da diversi amministratori delegati: una delegazione di imprenditori di spicco provenienti da diversi settori, tra cui agricoltura, aviazione, veicoli elettrici e chip per l’intelligenza artificiale. Dopo due giorni, il presidente statunitense Donald Trump ha lasciato Pechino affermando di aver concluso “accordi commerciali fantastici, ottimi per entrambi i paesi”, ma sono emersi pochi dettagli su ciò che le due superpotenze hanno concordato dal punto di vista commerciale. Interpellato in merito alle precedenti dichiarazioni di Trump a Fox News, in cui affermava che erano stati conclusi degli accordi, il portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Guo Jiakun, si è limitato a dire che “l’essenza delle relazioni economiche e commerciali tra Cina e Stati Uniti risiede nel mutuo beneficio e nella cooperazione vantaggiosa per entrambe le parti”. Ha aggiunto che entrambe le parti dovrebbero adoperarsi per attuare l'”importante consenso” raggiunto dai due leader e apportare maggiore stabilità ai rapporti commerciali bilaterali e all’economia globale. Secondo quanto riportato da Pechino, Xi ha affermato che le due parti hanno concordato un “nuovo posizionamento” per le relazioni basato sulla “stabilità strategica costruttiva”, ma il leader cinese ha lanciato il consueto avvertimento che Taiwan rimane la questione più delicata. “La questione di Taiwan è la questione più importante nelle relazioni tra Cina e Stati Uniti. Se gestita male, le due nazioni potrebbero scontrarsi o addirittura entrare in conflitto”, ha avvertito Xi durante i colloqui, secondo quanto riportato dai media statali cinesi Taipei osserverà la situazione con attenzione, ma è difficile dire al momento se e come ciò influirà sulla collaborazione degli Stati Uniti con le aziende di semiconduttori di Taiwan, o sulla consolidata relazione con l’isola. La guerra contro l’Iran e il conseguente blocco dello Stretto di Hormuz era un altro punto chiave dell’agenda, e Trump si è avvicinato ai colloqui sperando nella cooperazione cinese sul conflitto con l’Iran e sul mercato petrolifero. Il ministero degli Esteri cinese, però, non si è sbilanciato e rilasciato venerdì una dichiarazione in cui chiedeva “un cessate il fuoco globale e duraturo”. Secondo quanto riportato dai media cinesi, sebbene si sia discusso del Medio Oriente, i dettagli forniti sono stati limitati. Abbiamo chiesto a Sabrina Moles, di China-files, di commentare i nodi centrali dell’incontro tra i due leader mondiali.