Tag - Lavoro

Illegittimo il diniego automatico in materia di nulla osta legato al decreto flussi se la volontà di assunzione è confermata via PEC
Una decisione del T.A.R. Bari in materia di rilascio del nulla osta al lavoro subordinato per cittadini stranieri, ha chiarito che il rifiuto automatico generato dal sistema informatico per mancata conferma della volontà di assunzione da parte del datore di lavoro entro il termine di sette giorni, previsto dall’art. 22, comma 5-quinquies, del D.Lgs. n. 286/1998, deve considerarsi illegittimo qualora il datore di lavoro, pur riscontrando difficoltà tecniche di accesso al portale telematico, abbia manifestato in modo inequivocabile e tempestivo la persistenza del proprio interesse attraverso un canale di comunicazione ufficiale alternativo, quale la Posta Elettronica Certificata (PEC). L’automatismo procedurale,
Dal linguaggio alle relazioni
L’articolo nasce dall’incontro di rete “Ridurre le distanze fra mercato del lavoro e cittadini”, svoltosi il 4 novembre 2025 alla sede di Coges Don Milani a Mestre nell’ambito del progetto PASSI PLUS, finanziato dal PR Veneto FSE+ 2021–2027. L’iniziativa ha riunito enti del terzo settore, istituzioni, sindacati e rappresentanti della società civile per riflettere sull’accesso alle politiche attive del lavoro da parte delle persone più fragili, con un focus sulla comunità bengalese veneziana. Nonostante il divario occupazionale tra cittadini italiani e stranieri sia ormai minimo, persistono forti criticità legate al genere e all’accessibilità dei servizi . Barriere linguistiche, culturali e
La Città manifesta ha bisogno del tuo sostegno!
Care lettrici, cari lettori de La Città manifesta, come sapete l’autonomia di pensiero e di parola di un organo di stampa è garantita dalla piena autonomia e indipendenza di chi la produce. La redazione de La Città Invisibile, come tutto … Leggi tutto L'articolo La Città manifesta ha bisogno del tuo sostegno! sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
grazie a tutti i visitatori, senza di voi non ce l'avrei mai fatta a "tenere botta" per 18 anni, inziamo il 19° anno di monitoraggio, che purtroppo non promette bene.
grazie agli oltre 2000 visitatori di i 13 morti sul lavoro, colpisce la morte eri del blog che sono venuti a vedere il report dei morti sul lavoro del 2025, purtroppo anche quest'anno è cominciato male con già 13 morti sui luoghi di lavoro, ma diversi sono già morti anche in itinere: non è normale che un 69° muoia ieri fuori regione in Sicilia dalla Campania. Risvegliamo le coscienze di tutti T
Non c’è cultura senza diritti, presidio SUDD Cobas agli Uffizi
Appello a convergere con le precarie ed i precari delle Gallerie degli Uffizi. Appuntamento 4 gennaio ore 15:30 Piazzale degli Uffizi (Firenze) Le Gallerie degli Uffizi sono il museo più visitato d’Italia. Non solo ha incassi milionari (più di 60 … Leggi tutto L'articolo Non c’è cultura senza diritti, presidio SUDD Cobas agli Uffizi sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
Per un 2026 senza Cubi neri. 12+1 domande alla giunta Funaro
Siamo qui a fine perché il 2025 è stato l’anno del Cubo nero, di questo lussuoso inqualificabile orrore edilizio. Siamo qui dove il 29 settembre abbiamo iniziato il nostro “Cubo in tour”, perché Firenze è piena di Cubi neri che … Leggi tutto L'articolo Per un 2026 senza Cubi neri. 12+1 domande alla giunta Funaro sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.
SCUOLA E PRECARIATO: PER IL CONSIGLIO D’EUROPA “L’ITALIA VIOLA I DIRITTI DI 100 MILA INSEGNANTI DI SOSTEGNO”
L’Italia viola il diritto degli insegnanti di sostegno “a guadagnarsi la vita con un lavoro liberamente scelto” a causa dell’elevata percentuale di assunzioni “con contratti precari”. Inoltre “almeno il 30% non ha potuto seguire la formazione necessaria per fare questo lavoro”. Lo ha stabilito, all’unanimità, il Comitato europeo dei diritti sociali, organo del Consiglio d’Europa, accogliendo così il ricorso 2021 dell’Associazione Nazionale Insegnanti e Formatori (Anief) contro Roma. Per lo stesso organo, a causa della precarietà degli insegnanti, violato anche il diritto a un’istruzione inclusiva degli alunni con disabilità. Abbiamo raccolto il commento di Marcello Pacifico, presidente Anief sulla decisione del Consiglio d’Europa Ascolta o scarica e sulla figura degli insegnanti di sostegno Ascolta o scarica Sulla decisione del Consiglio d’Europa è intervenuta anche Gianna Fracassi, segretaria della FLC CGIL Ascolta o scarica Abbiamo ricordato la precarietà lavorativa degli insegnanti di sostegno e di Giuseppe Follino dei COBAS scuola Ascolta o scarica
Decreto Flussi, entrati regolarmente ma lasciati senza diritti
Il Decreto Flussi continua a produrre irregolarità, sfruttamento e vulnerabilità, colpendo proprio chi ha seguito le regole. A denunciarlo sono il Tavolo Asilo e Immigrazione e altre associazioni 1, che in occasione della Giornata Internazionale dei Lavoratori Migranti e delle loro Famiglie, giovedì 18 dicembre, lanciano un appello al Governo. E soprattutto, a denunciarlo sono anche i lavoratori direttamente coinvolti che domani scendono in piazza organizzati in una mobilitazione dal basso. «Il Decreto Flussi non è mai stato uno strumento efficace per garantire ingressi legali e sicuri», ribadiscono le associazioni nell’appello. «Si fonda su un incrocio a distanza tra domanda e offerta di lavoro che non tiene conto della realtà del mercato del lavoro e che, nella pratica, produce irregolarità». Negli ultimi anni, nonostante alcune modifiche normative, la sostanza del meccanismo non è cambiata. Ritardi strutturali, opacità delle procedure e mancanza di informazioni continuano a caratterizzare il sistema. I dati della campagna Ero Straniero mostrano il fallimento dei recenti Decreti Flussi e come decine di migliaia di persone siano entrate in Italia con un visto e un nulla osta all’assunzione, per poi scoprire, una volta arrivate, che il lavoro promesso non esisteva o non rispettava le condizioni previste. «Molti di noi hanno scoperto solo dopo l’arrivo in Italia che il lavoro e l’alloggio promessi non erano reali», raccontano i membri del Comitato dei cittadini bengalesi arrivati con il Decreto Flussi, nato dopo l’importante incontro di autoformazione che si è svolto il 29 ottobre presso la sede di Arci a Roma e che ha registrato una partecipazione di oltre 800 persone. Il problema principale è per chi è rimasto truffato, ma non è solo questo aspetto ad essere criticato. A pesare è anche un sistema privo di punti di riferimento, sia nei Paesi di origine sia all’arrivo in Italia. «Non esistono canali informativi chiari, i documenti sono solo in italiano e gli appuntamenti in prefettura arrivano anche dopo un anno», spiegano dal Comitato. Nel frattempo, il visto scade e la persona diventa facilmente ricattabile. «Una vulnerabilità ingiustificabile – sottolineano – che non dovrebbe mai riguardare chi segue un percorso regolare». Una condizione che incide profondamente sulla vita quotidiana, sull’accesso ai diritti e sulla salute fisica e mentale. «Il mancato rilascio del permesso di soggiorno compromette anche l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale», ricordano le associazioni promotrici dell’appello. Sono centinaia i lavoratori truffati e raggirati che hanno rispettato tutte le procedure previste dalla legge e che oggi vivono in una situazione di incertezza amministrativa. «Siamo vittime dello stesso meccanismo che avrebbe dovuto portarci in Italia in modo sicuro», affermano. Un paradosso evidente, soprattutto in un momento storico in cui si fatica a reperire manodopera in molti settori. «L’interesse dell’Italia è avere lavoratrici e lavoratori regolari, non spingerli nel lavoro nero», ribadiscono le associazioni. «L’Italia non ha bisogno di forza lavoro ricattabile da sfruttare e oggetto anche della propaganda xenofoba e securitaria».». La richiesta avanzata è concreta e immediata. «In passato – ricordano le organizzazioni – il Governo è intervenuto con semplici circolari per chiarire situazioni analoghe». È il caso della circolare n. 3836 del 20 agosto 2007 del Ministero dell’Interno, che riconosce il diritto a un permesso di soggiorno per lavoro o attesa occupazione. «Chiediamo una circolare che dia chiarezza a un percorso già iniziato regolarmente», affermano dal Comitato bengalese. «TIKASE vuol dire “va bene“, “è tutto OK“. Ma sarà davvero tutto OK solo quando la legge sarà chiara». La mobilitazione del 18 dicembre si inserisce in una data carica di memoria. È il giorno in cui si ricordano anche i 28 lavoratori africani morti nel 1972 sotto il tunnel del Monte Bianco, nascosti in un camion diretto in Francia. «Da allora poco o nulla è cambiato», sottolineano le associazioni. Per questo domani in molte città italiane si terranno assemblee e iniziative pubbliche. A Roma, l’appuntamento è in piazza Capranica alle 16.30, dove il Comitato porterà la propria voce insieme alle organizzazioni della società civile. «È una mobilitazione dal basso, ampia, responsabile e pubblica», spiegano. «Fate passaparola, fate arrivare la nostra voce». > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da @tikase_italia 1. L’appello è promosso da A Buon Diritto, ACLI, ActionAid, ARCI, ASGI, Casa dei Diritti Sociali, CGIL, CIES, CNCA, Commissione Migrantes Missionari Comboniani Italia, Emergency, Ero Straniero, Forum per Cambiare l’Ordine delle Cose, Italiani Senza Cittadinanza, Medici del Mondo, Oxfam, Recosol, SIMM, UIL, Unire. ↩︎
CRISI DEI GIORNALI (E NON SOLO): FOCUS SU VICENDA DEL GRUPPO GEDI E DI AGENZIA DIRE
Il gruppo Exor, holding controllata dalla famiglia Agnelli, ha confermato recentemente la decisione di vendere il gruppo Gedi, di cui fanno parte le testate La Repubblica e La Stampa e le emittenti Radio Capital e Radio Deejay. Questa decisione mette a rischio il futuro di molti professionisti, lavoratori e giornalisti del gruppo Gedi. Per mettere a fuoco e comprendere meglio la crisi che interessa il mondo della stampa e del giornalismo abbiamo realizzato una trasmissione specificatamente dedicata alla vicenda dei lavoratori del gruppo Gedi e alla lunga vertenza all’interno dell’Agenzia Dire. Con gli ospiti abbiamo commentato anche la situazione complessiva del settore dell’informazione e del giornalismo in Italia. Nella trasmissione sentiremo gli interventi di Marino Bisso, giornalista di Repubblica ed esponente della Rete No Bavaglio, che commenta anche la vicenda che riguarda da vicino i giornalisti e le giornaliste di Repubblica; il contributo di Alessandra Fabretti, del Comitato di Redazione di Dire con cui abbiamo fatto il punto sulla lunga vertenza di lavoratori e lavoratrici dell’Agenzia Dire; infine Vincenzo Vita, già membro della Commissione di vigilanza Rai ed ex vice-presidente della Commissione Cultura al Senato. Tutte le interviste sono all’interno della trasmissione dedicata Ascolta o scarica.
Dalla ex GKN un’azione contro il riarmo, per salvare Gff
RILANCIO ED ESTENSIONE DELL’AZIONARIATO POPOLARE: DARE UNO SCHIAFFO IN FACCIA AL SISTEMA NON HA PREZZO. UN’AZIONE CONTRO IL RIARMO, PER SALVARE GFF. Rompere l’immobilismo e il boicottaggio con un’azione: un’azione semplice per salvare la fabbrica socialmente integrata e la reindustrializzazione … Leggi tutto L'articolo Dalla ex GKN un’azione contro il riarmo, per salvare Gff sembra essere il primo su La Città invisibile | perUnaltracittà | Firenze.