Source - Osservatorio Nazionale di Bologna morti sul lavoro

Come non commuoversi leggere che questo povero lavoratore in nero, che era stato trovato in un cantiere in nero e senza documenti addosso, è un algerino di 37 anni, il suo corpo era stato spostato, ma poi evidentemente hanno pensato che l'occultamento di cadavere è un reato gravissimo, l'hanno riportato dov'era avvenuta la tragedia - 2026 – 194 morti sui luoghi di lavoro 15 marzo . Con itinere 227 accertati
In questo periodo stanno morendo tantissimi per infortuni domestici, occorre fare qualcosa: propongo che in ogni casa sia obbligatorio avere un piccolo estintore che può salvare la vita a tanti. Sono già 22 i morti causate dal fuoco in casa, persone spesso anziene e sole che muoiono tra atroci sofferenze
Voto NO al Referendum sulla Giustizia: chi conta i morti sul lavoro sa che per le vittime cambierà in peggio
Mi chiamo Carlo Soricelli e dal 1° gennaio 2008 porto avanti, come volontario, l’attività dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna. Da quasi vent’anni il mio compito è dare un nome a chi non c’è più e farlo ricordare. Ma oggi sento il dovere di lanciare un allarme: se vinceranno i SÌ ai quesiti referendari sulla giustizia, per le vittime del lavoro e per i loro familiari la parola “giustizia” rischierà di diventare un miraggio ancora più lontano. E voglio dirlo con chiarezza: questo referendum non incide in alcun modo sui tempi dei processi né migliora la giustizia per i morti sul lavoro. Non riduce le attese delle famiglie, non accelera i procedimenti, non rafforza la tutela delle vittime. Per chi ha perso un figlio, un padre o una madre lavorando, non cambierà nulla. E anzi, temo che la situazione possa peggiorare. Nel mio archivio conservo le storie di decine di migliaia di famiglie che, per ottenere una sentenza di terzo grado, sono costrette ad aspettare anche vent’anni. Vent’anni di processi, di rinvii, di udienze che riaprono ogni volta la ferita del lutto. Un tempo infinito che prolunga il dolore e che spesso trasforma la ricerca della verità in un calvario giudiziario. Nel frattempo le controparti — spesso grandi aziende e colossi industriali — affrontano questi processi con il fior fiore degli avvocati, capaci di trascinare i dibattimenti per anni, fino alla prescrizione o allo sfinimento psicologico ed economico delle famiglie delle vittime. Il recente caso del sequestro a Glovo per caporalato dimostra che solo una magistratura realmente indipendente può arrivare a colpire anche i potenti della cosiddetta “nuova economia”. Per questo temo profondamente che, con un maggiore controllo politico sulla giustizia, ed è quello che vogliono fare, si possa arrivare a una magistratura più tollerante e comprensiva con i ricchi e i potenti, mentre la massima durezza continuerebbe ad abbattersi sui lavoratori poveri e sui più deboli. Questa preoccupazione non è soltanto mia. È la preoccupazione di tantissimi familiari delle vittime che seguo da anni. Molti di loro mi chiedono perfino di non apparire pubblicamente, temendo ritorsioni da parte delle controparti o conseguenze nei procedimenti giudiziari. È un clima di paura che non dovrebbe esistere in uno Stato di diritto. E mentre si discute di riforme, la realtà della giustizia per i morti sul lavoro è questa. Il processo per Umberto Musilli, morto quattro anni fa, non è ancora iniziato. Quello per la morte nel 2019 di Giuseppina Marcinnò, 65 anni, è ancora fermo al primo grado. Sono storie concrete, famiglie vere, vite spezzate che attendono ancora giustizia. Invito tutti a guardare la mia installazione, il “Muro delle Farfalle Bianche”. Rappresenta trecento volti di lavoratori che non sono tornati a casa. Per i loro familiari quelle farfalle bianche sono simbolo di purezza, memoria e amore sopra le tombe. Ma per il nostro sistema giudiziario, troppe di quelle fotografie rappresentano procedimenti aperti da anni, a volte da decenni. Se vinceranno i SÌ, temo che quel muro diventerà ancora più alto e ancora più difficile da attraversare. Una giustizia lenta e politicamente influenzabile non è giustizia. È un segnale pericoloso: significa dire che si può continuare a risparmiare sulla sicurezza nei luoghi di lavoro, perché tanto le responsabilità arriveranno tardi, forse troppo tardi, o forse non arriveranno mai. Per questo, per difendere chi non ha voce e per onorare chi ha perso la vita lavorando, esprimo la mia totale contrarietà a questa riforma. Perché chi, come me, conta i morti sul lavoro da quasi vent’anni sa che senza una giustizia davvero indipendente e forte, le vittime resteranno solo numeri e le loro famiglie continueranno ad aspettare giustizia per tutta la vita. Chiedo alle migliaia di visitatori del blog http://cadutisullavoro.blogspot.it di far sentire la vicinanza a ai familiari dei morti sul lavoro e di non contribuire con l'indifferenza a far peggiorare la situazione Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro di Bologna
8 marzo – Un pensiero per le donne che non tornano a casa dal lavoro
Oggi, nella Giornata internazionale delle donne, voglio ricordare anche loro: le donne che muoiono lavorando o andando al lavoro. Sono operaie, mediche, impiegate, ingegnere, agricoltrici, lavoratrici dei servizi, ma anche casalinghe, donne che ogni giorno si spostano per lavorare. Donne di ogni età e professione. Molte perdono la vita sui luoghi di lavoro. Ma tantissime muoiono sulle strade, mentre vanno o tornano dal lavoro, spesso di corsa per conciliare turni, famiglia e responsabilità quotidiane. In itinere le donne muoiono quasi quanto gli uomini. Di queste morti si parla troppo poco. Occorre avere il coraggio di affrontare anche questo tema: rendere il lavoro più flessibile negli orari di entrata e di uscita, nel pubblico ma anche nel privato, per permettere alle donne di conciliare lavoro, famiglia e vita quotidiana senza essere costrette ogni giorno a correre rischi. Alcune di queste donne muoiono anche per malori mentre lavorano. Quelle che vedete in questo collage sono solo una piccola parte delle vittime. Ricordarle oggi significa non accettare che la loro morte resti invisibile. Carlo Soricelli Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro – Bologna http://cadutisullavoro.blogspot.it
LA STRAGE SUPERATI I MORTI SUL LAVORO COMPLESSIVI AL 6 MARZO 2025. IL FORTE CALO DI GENNAIO E' STATO UN'ILLUSIONE
MARZO 2026 – GIÀ 21 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO IN ITALIA E nel mese scorso le vittime complessive sono state oltre cento, tra morti sui luoghi di lavoro e infortuni in itinere. Dietro ai numeri ci sono persone, volti, famiglie distrutte. L’Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro continua a dare identità alle vittime. In allegato le foto di alcuni di loro Morti sui luoghi di lavoro Piemonte – Luigi Bongiovanni Puglia – Loris Constantino Sicilia – Flori Topalli Lombardia – Giorgio Demonti Lombardia – Marco Turra Veneto – Giovanni Nino Dal Canton Sicilia – S.M. Sardegna – Luciano Pinna Sardegna – Antonia Pinna Basilicata – Leonardo Guglielmi Marche – Mario Orazi Veneto – Islam Rafikul Lazio – Dorel Ciobanu Sicilia – Francesco Iarrera Clandestino morto a Vibo Valentia Morti in itinere Simone Argenti Alessio Ardovini Salvatore Murro Diego CrittI Non sono numeri. Sono lavoratori che non torneranno più a casa. Osservatorio Nazionale Morti sul Lavoro Carlo Soricelli
Sono stato un illuso: dopo un gennaio con un calo di oltre il 30% Febbraio si "mangia tutto il calo dei morti; tra l'altro si sono persi tanti giovani
A gennaio 2026 avevo parlato di un possibile cambio di rotta: oltre il 30% di morti in meno rispetto a gennaio 2025. Dopo 18 anni di monitoraggio quotidiano, sembrava finalmente profilarsi un’inversione consistente di tendenza. Poi febbraio: un’autentica strage. 78 morti sui luoghi di lavoro contro i 66 di febbraio 2025. E la differenza con il 2025 si riduce a solo 6 morti Mi sono lasciato prendere dalla speranza. Ed è giusto dirlo: faccio mea culpa. Perché giorno dopo giorno quel calo si è assottigliato, fino a ridursi a pochi morti di differenza nei primi due mesi del 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025. E mentre le percentuali cambiavano, le bare continuavano ad aumentare. Ad oggi, fine febbraio, siamo a 151 morti sui luoghi di lavoro. Il 28 febbraio 2025 erano 161. Ma con i morti “in itinere” si sfiorano già i 200. Una differenza minima, fragile, quella con il 28 febbraio 2025, che può essere spazzata via in pochi giorni — come purtroppo sta accadendo. Negli ultimi giorni diversi giovani hanno perso la vita lavorando. Ragazzi. Ecco chi sono. Carmine Albero, 24 anni. Nico Ulivieri, 30 anni. Tommaso Andreuzza, 27 anni. Un ragazzo di 25 anni, morto ieri mentre lavorava in un cantiere stradale, di cui non conosciamo ancora l’identità. Avevano vent’anni. O poco più. Ma c’è anche l’altra faccia della tragedia. Sono tantissimi gli anziani che muoiono sul lavoro, spesso dopo una vita intera di fatica e in nero: Costantino Rocco, 61 anni. Antonio Nisticò, 61 anni. Nicola Iezza, 68 anni. Francesco Greco, 60 anni. Un agricoltore in Umbria, 70 anni. Antonio Rocco Russo, 60 anni. Eresmo Benelli, 77 anni. Settantasette anni. E non sono ancora conteggiati i morti “in itinere”, che ogni anno rappresentano tra il 25% e il 30% del totale. Ma dentro questa tragedia ce n’è un’altra. I familiari delle vittime raramente ottengono giustizia in tempi dignitosi. I processi si trascinano per venti o trent’anni. Il dolore non si attenua. Molti genitori muoiono prima di vedere riconosciute le responsabilità per la morte dei propri figli. Ne conosco tanti personalmente. La loro disperazione è indescrivibile. Non possiamo continuare a leggere questi numeri come fossero bollettini meteo. Dietro ogni numero c’è un nome. Un’età. Una famiglia distrutta. Un vuoto che non si colma. La vera inversione di tendenza sarà quando smetteremo di considerare inevitabile morire di lavoro. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro 3 allegati • Scansionato da Gmail
Porca vacca: altro che inversione di tendenza, febbraio si sta "mangiando tutto il calo dei morti di gennaio
COMUNICATO STAMPA dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro Dopo aver analizzato le statistiche di gennaio 2026 confrontandole con quelle di gennaio 2025, avevo sperato – dopo 19 anni – di poter finalmente parlare di una reale inversione di tendenza. Il calo delle morti sui luoghi di lavoro aveva superato il 30%. Sembrava l’inizio di un cambiamento. Purtroppo, alla data del 24 febbraio 2026, il confronto con lo stesso periodo del 2025 ridimensiona drasticamente quell’illusione: la diminuzione delle morti sui luoghi di lavoro si è ridotta a - 8%. Bastano pochi giorni drammatici per compromettere un’intera tendenza statistica. Lunedì è stata una giornata infausta: 5 lavoratori hanno perso la vita sui luoghi di lavoro e altri 3 in itinere. Tra questi una donna Giovanna Donato che all'una di notte tornava a casa in bicicletta da un turno in un ristorante, dalle cento alle 200 le donne che perdono la vita in itinere ogni anno Ieri si sono aggiunti altri 3 morti sui luoghi di lavoro. Tra loro Carmine Albero, appena 24 anni e Nico Ulivieri di 31 che a giorni sarebbe diventato papà che col suo pilotina è stato travolto da un grosso natante. Carmine Lavorava come operaio per potersi pagare gli studi e coltivare il sogno di affermarsi come cantante. Alla due famiglie e a quelle di tutti gli altri vanno le mie più sentite condoglianze. Questi numeri non sono semplici statistiche: sono vite spezzate, famiglie distrutte, progetti interrotti. L’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro continua a monitorare quotidianamente queste tragedie, offrendo un’informazione indipendente, libera da interessi politici o mediatici. Un sentito ringraziamento alle centinaia di persone – e in molti giorni alle migliaia – che visitano l’Osservatorio per informarsi su quanto accade realmente nel nostro Paese. Carlo Soricelli Curatore dell’Osservatorio di Bologna Morti sul Lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
Febbraio sta diventando orribile
Un orrore anche oggi con 4 morti sul lavoro il 32enne nel veronese e altri 3, tra questi il secondo schiacciato dal trattore in 3 giorni. Ministro Lollobrigida dell'Agricoltura, dica qualcosa contro questa strage di sua competenza. Si metta una mano sul cuore e agisca, nel 2025 ne sono morti 143 in questo modo orrendo. Un genitore non tornava a casa dal lavoro, l'hanno trovato morto probabilmente schiacciato tra due camion. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it
sono stati 8 i morti sul lavoro ieri 16 feb
Luca Pezzulla, 22enne trovato accanto a un carrello elevatore ribaltato, era il figlio del titolare dell’impresa Giovanni Varetto, 95enne agricoltore che ancora lavorava riaccende la strage di agricoltori schiacciati dal trattore è il quinto quest’anno e l’anno scorso 143, oltre 3000 morti in questo modo orrendo da quando 19 anni fa ho aperto l’Osservatorio Giuseppe Lesioli, un altro anziano 80enne titolare con in fratello di un’impresa edile di Calvisano (Brescia), caduto da una scala Giacomo Casagrande, 71enne agricoltore di Montebelluna (Treviso), è rimasto schiacciato dall’albero che tagliava Catalin Moise Robu, 55enne caduto da un ponteggio mobile nel cremonese. Un operaio 48enne dello Sri Lanka residente a Montelabbate (Pesaro Urbino), è morto quando ancora non c’era luce A Collecchio di Parma un 50enne è uscito fuori strada con il camioncino che è andato contro un albero Un operaio macedone di 55 anni è morto di Karoschi in un salumificio Un operaio macedone di 55 anni è morto nel chietino di Karoschi (fatica) Carlo Soricelli curatore dellìOsservatorio di Bologna morti sul lavoro
Io, speriamo che torno a casa vivo
Sono stati 6 i morti sul lavoro nelle nelle ulti.e 24 anni. Luca Pezzulla aveva solo 22 anni, travolto dal carrello elevators. In provincia di brescia è morto Giuseppe Lisioli che di anni ne aveva 80 (due giorni fa è morto un 79enne). Un 55enne stanietk é mortk cadendo dallaltk un 55enbe straniera, ma la strage di vecchi che muiono lavorando continua con un 71enne, Giacomo Casagrande che é rimasto travolto da un albero. Due sono morti in itinere, uno di questi straniero travolto in bicicletta all,alba mentre andava a lavorare. Mi preoccupa molto la ripresa dei lavori nei campi: giallo 4 gli schiacciati dal trattore. ma temo che anche lanziano schiacciato oggi dal trattore non ce la pissa fare, é in condizioni gravissime. Carlo Doricelli curatore dellosservatorio di bologna morti sul lavoro --
siamo a questa mattina a 109 morti sui luoghi di lavoro nel 2026 con itinere si superano i 130
Ma è un paese normale il nostro dove un tecnico in pensione di 79 anni muore lavorando in una RSA travolto da un letto? Non mi interessa se lavorava in nero, difatti stanno indagando sulla sua posizione assicurativa, nel 2025 il 30% dei morti avevano più di 60 anni, Ma non meno terribile la vicenda di un operaio indiano di 60 anni che ha perso un braccio in un macchinario, ovviamente senza le normali sicurezze. Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro
Un calo formidabile del 38% dei morti sui Luoghi di lavoro in questo primo scorcio del 2026
Grazie, grazie e ancora grazie a tutti gli italiani per la grande sensibilità che stanno dimostrando sui morti sul lavoro, registriamo un calo del 38% rispetto al 12 febbraio 2025. Grazie a tutti: Istituzioni a partire dal nostro Caro Presidente Mattarella che presta una grandissima attenzione per queste tragedie: Media. Politica e soprattutto Cittadini Comuni che  in questi ultimi anni hanno posto una grandissima attenzione al fenomeno. Ma ricordiamo che i morti registrati dell'Osservatorio sono molti di più 2026 – 102 morti sui luoghi di lavoro 12 febbraio. Con itinere 133.Sui luoghi di lavoro sono stati al 12 febbraio 180 e oltre 230 con l'itinere. un calo straordinariodel 38% sui Luoghi di lavoro. L’Osservatorio morti sul lavoro di Bologna li monitora tutti, anche in nero, di categorie diverse da INAIL e quindi il caloè davvero significativo Spero con forza che non sia l’inizio di una tendenza stabile, ecredo che questo calo possa consolidarsi. Ma preoccupa molto però l’impennata dei morti dell’autotrasporto 23 MORTI , CHE SONO L’UNICA CATEGORIA AD AVERE UN AUMENTO DEI MORTI DELL’8%AGRICOLTURA 5 MORTI CALO  DEL 78%, ma attenzione tra poco inizieranno i lavori con i trattori che da soli producono oltre il 70% dei morti in questa categoria EDILIZIA 14 MORTI CALO DEL 34% INDUSTRIA 12 MORTI UGUALE AL 2024 I motivi?Una maggiore sensibilità degli italiani verso queste tragedie, anche tra i piccoli imprenditori, che stanno capendo che la sicurezza paga.È nelle piccole e piccolissime aziende che si concentra lamaggioranza dei morti, dov’è presente il sindacato le morti sicontano sulle dita di una mano, e oggi sempre più persone si rendonoconto della reale vastità del fenomeno. Anche altri soggetti hannoiniziato a monitorare i morti sul lavoro e stanno scoprendo che ciòche scrivevo da 18 anni era vero.Carlo Soricelli curatore dell'Osservatorio di Bologna morti sul lavoro http://cadutisullavoro.blogspot.it