MORTI SUL LAVORO IN ITALIA nell’intero 2025 REPORT OSSERVATORIO DI BOLOGNAAnno 2025 – dati consolidati e parziali Nel 2025, ogni 24 ore sono morti 3,95
lavoratori, compresi sabati e domeniche. Nell’intero 2025, sono 1.432 i
lavoratori morti (dato parziale), inclusi i decessi in itinere e quelli per
Karoshi – termine giapponese che significa morte per superlavoro. Sono 1.032 i
morti sui luoghi di lavoro (esclusi itinere e categorie che operano
prevalentemente sulla strada). Tra le vittime di Karoshi figurano dirigenti,
impiegati, operai, medici, infermieri, agricoltori, camionisti. Sempre più
frequenti i decessi per infarto e malori improvvisi, in particolare tra gli
autotrasportatori, spesso trovati morti e che in pochi anni hanno raddoppiato le
vittime: . soprattutto per incidenti nei parcheggi autostradali con il camion
accostato ai bordi della strada e autostrade Talvolta dopo aver causato
incidenti che coinvolgono terzi. CHI PARLA DI CALI O DI STABILITÀ DELLE MORTI
SUL LAVORO MENTE SAPENDO DI MENTIRE, perché una parte consistente delle vittime
viene esclusa dalle statistiche ufficiali con la motivazione che “non è di
competenza INAIL”. Cause politiche e normative dell’aumento dei morti Jobs Act
(2015) Dall’abolizione dell’articolo 18: +43% di morti sul lavoro Appalti a
cascata Legge entrata in vigore nel giugno 2023, voluta dal ministro Salvini:
+15% di decessi, soprattutto in edilizia e appalti pubblici e nella logistica
Dal 2008 anno di apertura dell’Osservatorio l’aumento è del 61%, così come
risulta dalle tabelle excel Grandi tragedie recenti Brandizzo – Ferrovie dello
Stato Suviana – Enel Calenzano – ENI Esselunga di Firenze (16 febbraio 2024) 5
operai morti in un cantiere con 49 aziende subappaltatrici nel 2025 3
Carabinieri morti in provincia di Verona strage di Marcianise 3 morti in uno
scoppio in azienda smaltimento rifiuti Dati strutturali allarmanti 32% delle
vittime sono lavoratori stranieri regolari e in nero Svolgono i lavori più umili
e pericolosi, muoiono al posto nostro. A loro andrebbe riconosciuta la
cittadinanza italiana dopo 5 anni, non negata con propaganda razzista. Molti
lavoratori del Sud Italia muoiono in trasferta in altre regioni. Donne Poche sui
luoghi di lavoro Quasi quanto gli uomini in itinere, in rapporto agli addetti
Cause principali: fretta, stanchezza, doppio lavoro (famiglia + occupazione)
Proposte per sicurezza ed equità sociale Flessibilità obbligatoria in entrata e
uscita dal lavoro Tutela della salute psico-fisica, priorità alle madri
lavoratrici Crollo della natalità Causato anche dal martirio quotidiano delle
donne che lavorano e hanno figli Quote di lavoro riservate a donne con figli Da
parte dello Stato e degli enti locali come misura concreta di sostegno alla
genitorialità Osservatorio Nazionale di Bologna – Morti sul Lavoro Attivo dal 1°
gennaio 2008 Nato 25 giorni dopo la strage Thyssenkrupp di Torino Primo e unico
osservatorio indipendente in Italia Monitora: morti assicurati INAIL lavoratori
in nero categorie escluse dalle statistiche ufficiali Una voce fuori dal coro
minimalista Nota metodologica Morti sui luoghi di lavoro: aggiornati ogni giorno
Morti in itinere: aggiornati periodicamente I morti sono attribuiti alla
provincia e regione della tragedia, non alla residenza Gli autotrasportatori
deceduti in autostrada gravano sulle Regioni Tipologie di morte – 2025
Agricoltura: 243 morti 144 schiacciati dal trattore 23,5% del totale I trattori
sono bare che camminano Autotrasporto / logistica: 169 morti (16,3%) Raddoppiati
in pochi anni: precariato, stress, età avanzata, orari impossibili Edilizia: 159
morti (15,4%) Prevalenza di cadute dall’alto, moltissimi in nero e
ultrassessantenni Infortuni domestici: 159 morti Incendi, esplosioni, monossido,
cadute – molte donne e anziani soli Karoshi: 111 morti Industria 67 morti 6,5%
Taglialegna: 21 morti Età, genere, nazionalità Ultrasessantenni: 347 su 1.032
(33%) 173 con oltre 70 anni Costretti a lavorare per pensioni insufficienti,
perdita del lavoro, sostegno a figli e nipoti, sopravvivenza di attività
storiche Stranieri: 179 su 1.032 (senza itinere) Sotto i 60 anni sfiorano il 30%
Donne 61 sui luoghi di lavoro oltre 130 complessive con itinere Rischio maggiore
in itinere rispetto agli uomini Distribuzione regionale e provinciale dei morti
sui luoghi di lavoro – Anno 2025 MORTI SUI LUOGHI DI LAVORO: 1.032 Con itinere
(dato parziale): 1.460 N.B. I morti sono segnalati nelle Province e Regioni dove
è avvenuta la tragedia, non in quella di residenza della vittima. Sono centinaia
i lavoratori deceduti in province e regioni diverse da quelle di residenza. Gli
autotrasportatori morti in autostrada gravano sulla Regione (non sulla
Provincia). LOMBARDIA 118 sui luoghi di lavoro 168 con itinere Milano 22 Bergamo
19 Brescia 24 Como 8 Cremona 7 Lecco 1 Lodi 4 Mantova 8 Monza Brianza 7 Pavia 5
Sondrio 6 Varese 4 VENETO 95 sui luoghi di lavoro con itinere 123 Venezia 13
Belluno 7 Padova 13 Rovigo 10 Treviso 15 Verona 9 Vicenza 18 CAMPANIA 99 sui
luoghi di lavoro 129 con itinere Napoli 35 Avellino 4 Benevento 11 Caserta 24
Salerno 21 EMILIA ROMAGNA 81 sui luoghi di lavoro diventano 114 b con itinere
Bologna 10 Piacenza 9 Parma 6 Reggio Emilia 12 Modena 8 Ferrara 6 Forlì Cesena 8
Ravenna 8 Rimini 5 SICILIA 71 sui luoghi di lavoro con l’itinere 93 Palermo 20
Agrigento 10 Caltanissetta 6 Catania 10 Enna 1 Ragusa 6 Siracusa 6 Trapani 3
Messina 6 PUGLIA 72 sui luoghi di lavoro con itinere 95 Bari 19 BAT 7 Brindisi
13 Foggia 12 Lecce 11 Taranto LAZIO 68 sui luoghi di lavoro con itinere 103 Roma
35 Viterbo Frosinone 14 Latina 9 Rieti 4 o TOSCANA 67 sui luoghi di lavoro 86
con itinere Firenze 10 Arezzo 7 Grosseto 4 Livorno 5 Lucca 9 Massa Carrara 5
Pisa 6 Pistoia 7 Siena 3 Prato 2 7 PIEMONTE 63 sui luoghi di lavoro che
diventano 90 con l’itinere Torino 21 Alessandria 6 Asti 3 Biella 4 Cuneo 12
Novara 5 Verbano-Cusio-Ossola 2 Vercelli ABRUZZO 38 sui luoghi di lavoro 53 con
itinere L'Aquila 6 Chieti 12 Pescara 5 Teramo 12 LIGURIA 40 sui luoghi di lavoro
55 con itinere Genova 10 Imperia 8 La Spezia 5 Savona 13 MARCHE 32 sui luoghi di
lavoro con itinere 45 Ancona 6 Macerata 8 Fermo 3 Pesaro-Urbino 2 Ascoli Piceno
10 CALABRIA 28 sui luoghi di lavoro 42 con itinere Catanzaro 7 Cosenza 11
Crotone 2 Reggio Calabria 5 Vibo Valentia 3 TRENTINO ALTO ADIGE 24 sui luoghi di
lavoro 30 con itinere Bolzano 10 Trento 11 SARDEGNA 24 sui luoghi di lavoro con
itinere 33 Cagliari 5 Sud Sardegna 3 Nuoro 6 Oristano 2 Sassari 8 FRIULI VENEZIA
GIULIA 20 si sui luoghi di lavoro con itinere 28 Pordenone 8 Triste 3 Udine 8
Gorizia UMBRIA sui luoghi di lavoro 13 con itinere 17 Perugia 9 Terni 1 F
BASILICATA 12 sui luoghi di lavoro con itinere 17 Potenza 7 Matera 5 Molise
totali sui luoghi di lavoro 4 con itinere 5 Campobasso 3 Isernia 1 VALLE D’AOSTA
totali sui luoghi di lavoro 3 Analisi basata sui dati dell'Osservatorio di
Bologna (19° anno di monitoraggio) 1. Analisi Statistica e Confronto Biennale Il
monitoraggio evidenzia una drammatica crescita dei decessi sui luoghi di lavoro,
segnalando un'emergenza nazionale in peggioramento. Dati 2025: 1.032 morti
registrati direttamente sui luoghi di lavoro. Se si includono i decessi stradali
e "in itinere" (come conteggiato dall'INAIL), la cifra parziale supera le 1.450
unità. Dati 2024: 1.056 morti sui luoghi di lavoro. Confronto Biennale: Il
biennio 2024/2025 chiude con 2.088 morti, contro i 1.736 del biennio precedente
(752 nel 2022 e 987 nel 2023). Trend: Si registra un aumento netto del 16,9% di
morti sui luoghi di lavoro (escluso l'itinere). Dal 2008 anno di apertura
dell’osservatorio i morti sui luoghi di lavoro i morti sono aumentati del 61%,
con un calo solo negli anni della pandemia Nota dell'Osservatorio: Il nostro
conteggio include categorie spesso invisibili alle statistiche ufficiali:
lavoratori non assicurati INAIL, lavoratori in nero e agricoltori pensionati
costretti a restare attivi. 2. I Settori Critici: Tra Realtà e Distorsione
Mediatica L'Agricoltura: Il "Silenzio" sotto il tappeto Si contano 243 morti, di
cui 144 causati dallo schiacciamento del trattore (il 23,5% del totale
nazionale). Mentre l'Italia celebra la sua cucina come patrimonio UNESCO, ignora
che i trattori sono spesso "bare mobili" che operano nell'indifferenza generale.
Logistica e Trasporti: Il boom del precariato Con 169 decessi (16,3% del
totale), gli autotrasportatori sono raddoppiati in pochi anni. Le cause sono
chiare: precariato, ritmi disumani, stress e un'età media troppo avanzata.
Insieme, superano persino i morti nell'edilizia. Edilizia e Appalti 159 morti
(15,4% del totale), principalmente per cadute dall'alto. Il settore è piagato
dal lavoro nero e precario numero di ultrasessantenni. Pesa enormemente il
sistema degli appalti a cascata (introdotti nel 2023), che rende i lavoratori
subappaltati dei veri "figli di nessuno". Senza nessuna protezione politica e
sindacale e questo perché un precario se si iscrive a un sindacato viene
licenziato Industria: Una percezione errata Contrariamente all'immaginario
comune, i morti nell'industria sono "solo" 67 (6,5% del totale). La denuncia:
L'INAIL, sommando erroneamente morti sul lavoro e in itinere, crea la percezione
di un'ecatombe nelle fabbriche che non trova riscontro nei dati puri. Questa
distorsione ha portato a sprecare miliardi di euro in prevenzione dove il
rischio è già arginato. Ma è lì che tanti guadagnano tantissimo con corsi
inutili e costosi Il ruolo del Sindacato: Nelle aziende sindacalizzate i morti
sono rarissimi. Il sindacato e la collaborazione con le imprese agiscono come un
argine efficace. I pochi che ci sono sono in sub appalto nelle aziende stesse.
Ma i Sindacati valorizzano poco questo aspetto determinante per chi lavora 3.
Demografia delle Vittime La strage dei "Nonni": Vecchiaia e Bisogno Il dato più
scioccante riguarda l'età: 174 morti tra gli ultrasessantenni. 173 morti tra chi
ha più di 70 anni. In totale, 347 anziani (il 33% del totale) perdono la vita
lavorando. Sono persone costrette a restare attive perché hanno perso il lavoro
e si devono adattare a svolgere lavori pericolosi e pagati poco, perché la
pensione non basta, , per aiutare figli precari o perché non riescono a maturare
i requisiti pensionistici e lavorano in nero. Stranieri e Donne Lavoratori
Stranieri: 179 morti. Se guardiamo alla fascia sotto i 60 anni, rappresentano
ormai quasi il 30% delle vittime totali e diventeranno la maggioranza in pochi
anni. Donne: 61 decessi sui luoghi di lavoro, ma la cifra raddoppia (oltre 130)
se si considera l'itinere. Le donne muoiono sulla strada per la fretta di
conciliare casa e lavoro o per la stanchezza derivante da turni massacranti. 4.
Infortuni Domestici La casa si conferma un luogo pericoloso con 159 morti. Le
cause principali sono incendi, cadute e monossido di carbonio. Spesso le vittime
sono donne o anziani soli, i cui corpi vengono scoperti solo dopo molti giorni.
Proposte per Arginare la Strage: Il Manifesto dell'Osservatorio A cura di Carlo
Soricelli, curatore dell'Osservatorio Nazionale di Bologna Per fermare quella
che è a tutti gli effetti un'ecatombe civile, non bastano i riti istituzionali.
Occorre un cambio di paradigma che parta dai seguenti punti cardine: 1.
Rivoluzione dell'Informazione È indispensabile un’informazione libera e
indipendente che non si limiti ai dati parziali dell'INAIL. Serve dare voce a
fonti come l'Osservatorio di Bologna, che monitora anche il lavoro nero e i non
assicurati, senza subire il condizionamento di lobby miliardarie interessate a
occultare le reali dimensioni del fenomeno, facendo finta di occuparsi di queste
tragedie, nate tante aziende che si occupano di sicurezza, ma che per questa
tragedie si fanno le “budelle d’oro” 2. Sicurezza in Agricoltura: Rinnovamento
Meccanico L'agricoltura è il settore più colpito. È urgente lo stanziamento di
fondi mirati per il rinnovo immediato del parco trattori. Non si possono più
accettare "bare mobili" prive di sistemi anti-ribaltamento nei campi italiani.
3. Controlli Capillari e Trasparenza nei Cantieri Nei Comuni e nelle Regioni
serve una vigilanza reale e non burocratica: Verifica dell'equipaggiamento:
Accertarsi che ogni lavoratore sia realmente protetto. Formazione linguistica:
Assicurarsi che i lavoratori stranieri comprendano le istruzioni di sicurezza.
Cartellonistica d'impatto: Esporre chiaramente nei condomini e nei cantieri i
rischi specifici per sensibilizzare non solo i lavoratori, ma anche i cittadini
e i committenti. 4. Tecnologia contro il "Business della Formazione" Basta con i
miliardi spesi in corsi sulla carta che arricchiscono solo gli enti formatori e
i referendi aziendali. Ma che non arrivano mai a interessare le piccole aziende
dove ci sono le Bisogna puntare su: Intelligenza Artificiale: Utilizzo dell'IA
per il monitoraggio preventivo dei rischi e per l'addestramento simulato.
Controlli Digitali: Incrocio dei dati per stanare il lavoro nero e le
irregolarità in tempo reale. 5. La Tutela delle Voci Indipendenti L'esperienza
di 18 anni di monitoraggio dell'Osservatorio dimostra che chi cerca di far
emergere la verità viene spesso censurato o ridotto al silenzio. Un Paese civile
deve proteggere chi, come me, che svolge un servizio sociale volontario per dare
dignità alle vittime. Ma che viene colpito anche nell’ambito artistico, con
annullamento improvviso di mostre già programmate sul tema. Spero in un aiuto
per il docufilm “Non vi farò dimenticare” dove si cerca di non far sparire
nell’oblio gli oltre 20000 morti registrati dall’osservatorio in questi 18 anni
di monitoraggio. E per la realizzazione di una Piramide dove ci saranno le foto
di altri centinaia di lavoratori morti sul lavoro, a seguito del “Muro delle
farfalle bianche” dove già 300 lavoratori morti sul lavoro sono stati ricordati
in modo perenne con le loro foto in questa installazione, realizzata coi miei
risparmi. Per chi vuole dare una mano anche con pochi euro RACCOLTA FONDI
Gofundme https://gofund.me/24cd8ca59 per il progetto “non vi farò dimenticare”
https://gofund.me/b7cd429a1 oppure IBAN IT38I0307501603CC8001169837 "Queste
tragedie sono una vergogna per un Paese moderno. L'Osservatorio di Bologna
continuerà a essere la voce scomoda di chi non ha più voce." — Carlo Soricelli