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Il Comunicato congiunto dei 4 comitati del NO per il voto fuori sede e per risorse alla giustizia
Pubblichiamo l’appello sottoscritto dai Presidenti del Comitato della Società civile per il No, Comitato Giusto Dire No, Comitato Avvocati per il No, Comitato 15 per il No. Carteinregola ha aderito al Comitato Società Civile per il NO, ma da tempo segue la battaglia per il voto ai fuori sede portata avanti in particolare da Good Lobby Italia, che ancora pochi giorni prima del referendum ha indetto due manifestazioni a Roma e Milano L’affluenza riscontrata in occasione del referendum costituzionale, tutt’altro che scontata considerata la costante disaffezione al voto, costituisce un risultato assolutamente positivo. Ancor più lo è perché esprime una grande attenzione dei cittadini, soprattutto dei più giovani, per la nostra Costituzione. L’esito referendario va inteso come un chiaro invito ad attuarla e a non modificarla mai più a colpi di maggioranza. A prescindere dal risultato, questa campagna ha evidenziato aspetti di comune interesse dei quali il Parlamento dovrebbe tenere conto. Ci riferiamo, in particolare, all’esercizio effettivo del diritto di voto da parte degli elettori fuori sede che è stato questa volta negato. Ci riferiamo inoltre alla comune consapevolezza della scarsità di risorse da destinare all’amministrazione giudiziaria, non solo finanziarie ma anche umane, che, se introdotte, potrebbero migliorare non poco l’efficienza della giustizia e la sua percezione da parte della collettività. Per questo rivolgiamo un invito al Parlamento, affinché presenti una proposta di legge che riconosca in maniera permanente agli elettori fuori sede la facoltà di esercitare il loro diritto di voto. Sollecitiamo inoltre lo stesso Parlamento e il Governo a prendere urgenti provvedimenti che rendano effettivo l’impiego di risorse umane e finanziarie nell’amministrazione giudiziaria. Giovanni Bachelet, presidente comitato società civile per il No Enrico Grosso, presidente onorario comitato Giusto Dire No Franco Moretti, presidente comitato Avvocati per il No Giuseppe Salmè, presidente comitato 15 per il No 29 marzo 2026 Per osservazionie. precisazioni scrivere a laboratoriocarteinregola@gmail.com
March 29, 2026
carteinregola
Dieci presidi No Autonomia differenziata
Mentre tutto intorno tace, i Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti non cessano di esercitare la loro responsabilità: informare, denunciare, mobilitare per ostacolare e bloccare la folle corsa attraverso la quale il governo e il ministro Calderoli – bruciando le tappe e sconfessando la sentenza 192/24 della Corte Costituzionale – stanno portando a compimento il progetto eversivo dell’autonomia differenziata. Da Catania a Torino e Trieste in contemporanea, sotto le sedi dei Palazzi di dieci Regioni, si sono tenuti presidi che si sono conclusi con la consegna di un documento che individua in maniera circostanziata le deviazioni e le vere e proprie inottemperanze che il governo sta compiendo rispetto alla sentenza 192/24 della Consulta. In particolare: * Le pre-intese, nel loro insieme, su materie non LEP[1], tra il governo delle destre e il Veneto, la Lombardia, la Liguria e il Piemonte, perché la Corte Costituzionale ha chiesto che si procedesse con la devoluzione di funzioni specificamente motivate territorio per territorio, mentre le pre-intese sono fatte con il ‘copia-incolla’; * La legge delega sui LEP, AS 1623, perché è per lo più una legge di ricognizione, e dunque fotografa la situazione attuale, legittimando così le estese e profonde disuguaglianze nell’erogazione dei servizi tra Regioni, che i LEP dovrebbero invece superare; * L’inserimento in legge di Bilancio di 6 articoli (123-128), che determinano i LEP su materie particolarmente importanti, dunque sovrapponendosi alla stessa legge delega. Infine, nei documenti presentati dai Comitati, si chiede che le Regioni si impegnino a ricorrere alla Corte Costituzionale rispetto alla determinazione dei LEP, che non saneranno ma sanciranno le differenze territoriali. In 4 capoluoghi di Regione, poi – a Roma, Milano, Torino, Napoli – sono state consegnate le firme raccolte nelle piazze e sui banchetti per chiedere ai presidenti delle Regioni di non procedere o di non intraprendere alcun passo verso l’autonomia regionale. A Roma i consiglieri di opposizione si sono impegnati per fare una seduta straordinaria sul tema. I Comitati per il Ritiro di ogni Autonomia differenziata, l’unità della Repubblica, l’uguaglianza dei diritti ringraziano tutti i soggetti del Tavolo NOAD che hanno contribuito alla riuscita delle iniziative e ricordano a tutte e tutti che il tempo di agire è ora per bloccare questo progetto scellerato, i cui effetti saranno devastanti per il Paese. L’azione di Comitati e Tavolo è quanto mai urgente: entro il 31 dicembre, verranno infatti ratificati definitivamente gli accordi di Veneto, Lombardia, Liguria e Piemonte per l’applicazione dell’Autonomia differenziata relativamente a Protezione Civile, Professioni (albi professionali, esami, compensi), Previdenza complementare e integrativa, Coordinamento della finanza pubblica in materia sanitaria. E inoltre, la scorciatoia del collegamento alla legge di Bilancio del ddl Calderoli renderà il percorso di quel provvedimento più agevole e semplificato; al termine di esso potranno essere firmate le intese con le Regioni interessate ad acquisire potestà legislativa esclusiva sulle materie desiderate. Per fermare la folle corsa del ministro Calderoli verso la disgregazione della Repubblica, ci appelliamo alla vigilanza che la Corte ha affermato che avrebbe esercitato; alle forze politiche di opposizione e contiamo sulla mobilitazione di sindacati, associazioni, movimenti, cittadine e cittadini che abbiano a cuore l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti.    Comitati contro ogni AD, associazioni, movimenti, forze sindacali e politiche riunite nel Tavolo NO AD Esecutivo nazionale NO AD dei Comitati contro qualunque autonomia differenziata, per l’unità della Repubblica e l’uguaglianza dei diritti. Web:  perilritirodiqualunqueautonomiadifferenziata.home.blog email: noaogniad@gmail.com Fb:     ControOgniAutonomiaDifferenziata Instagram https://www.instagram.com/no_a_ogni_ad/ Canale Youtube [1] LEP sta per Livelli Essenziali delle Prestazioni, un concetto chiave in Italia che definisce gli standard minimi di servizi e prestazioni (come salute, istruzione, assistenza sociale, lavoro) che devono essere garantiti in modo uniforme e uguale su tutto il territorio nazionale, per assicurare i diritti civili e sociali fondamentali a tutti i cittadini, riducendo i divari tra regioni e attuando i principi costituzionali di uguaglianza. La loro definizione è cruciale nel processo di autonomia differenziata, per stabilire cosa lo Stato deve garantire e come finanziare le regioni per raggiungere questi standard. Redazione Italia
December 20, 2025
Pressenza
Pedemontana: un’opera fuori tempo, fuori logica, fuori scala
Sabato 4 ottobre, 2.000 tra cittadini, professionisti, docenti, studenti, giovani e imprenditori si sono ritrovati a Monza per chiedere di fermare Pedemontana. Non un corteo qualunque, ma una manifestazione di competenze e coscienza civile, con il sostegno ufficiale di 17 amministrazioni comunali — da Vimercate ad Agrate, da Lesmo a Usmate, da Bernareggio a Busnago — che hanno deciso di stare dalla parte della realtà, non dell’asfalto. L’Autostrada Pedemontana Lombarda rappresenta un modello infrastrutturale superato, eredità di un modello anni Ottanta italiano, un tempo in cui l’aumento del traffico era letto come segnale di progresso e l’espansione del cemento come misura di sviluppo. Oggi quell’impianto è tecnicamente ed economicamente insostenibile: un’infrastruttura da oltre 5 miliardi di euro, con costi operativi di 52 milioni di euro al km ogni anno. Di fatto Pedemontanana significa miliardi di euro sottratti a funzioni essenziali — sanità, istruzione, mobilità sostenibile e servizi ai cittadini — per sostenere un progetto che non risponde più alle esigenze reali del territorio. Pedemontana è un costo quadruplo per i cittadini. 1. Paghiamo una volta con il denaro pubblico: Il capitale iniziale proviene quasi interamente da Regione Lombardia, CDP, BEI e banche pubbliche o a partecipazione pubblica. In pratica, il primo costo è già sulle tasse dei cittadini lombardi. 2. Paghiamo una seconda volta con il debito: I 1,74 miliardi di euro di finanziamenti concessi da banche e istituzioni sono prestiti garantiti da enti pubblici. Se l’opera non genera flussi sufficienti di pedaggio (come già accaduto a TEM e Brebemi), i costi ricadono comunque sul pubblico, tramite coperture regionali e defiscalizzazioni. 3. Paghiamo una terza volta con i pedaggi: Gli automobilisti pagheranno tariffe tra le più alte d’Italia — fino a 20 €/giorno per il tratto Lentate–Agrate, come indicato nel manifesto “Fermare Pedemontana”. 4. Paghiamo una quarta volta con i costi ambientali e sanitari. ’opera consuma oltre 1 milione di m² di suolo (solo nel Parco GruBria e Nord-Est), compromettendo drenaggio e qualità dell’aria. Più asfalto significa più spesa pubblica per mitigazioni idrauliche e sanitarie. Brianza: un territorio già in emergenza ambientale La Brianza è oggi uno dei territori più fragili e cementificati d’Italia: oltre il 41% del suolo è artificiale, con ecosistemi frammentati e crescente vulnerabilità idraulica. Le conseguenze sono gravi — allagamenti, ondate di calore, perdita di biodiversità — e gli eventi estremi, come l’esondazione del Tarò a Meda nel 2025, mostrano un territorio ormai saturo. In questo contesto, Pedemontana peggiorerebbe la situazione: aumenterebbe l’impermeabilizzazione, la frammentazione ecologica, il traffico urbano e i costi pubblici per mitigare i danni dovuti ad eventi estremi, aggravando una crisi ambientale già fuori controllo. Dire no a Pedemontana non è un atto di opposizione, è un atto di responsabilità Le richieste dei Comitati sono chiare: dire no a Pedemontana significa dire sì al futuro della Brianza. Sì al ferro, no alla gomma: prolungare la M2 fino a Vimercate e potenziare la Carnate–Seregno significa liberare la Brianza dal traffico, non soffocarla con altro asfalto. Sì alla mobilità elettrica e condivisa, ai collegamenti locali e ai percorsi ciclabili integrati: una rete che connette le persone, non solo le corsie.  Sì alla rinaturalizzazione dei suoli e alla ricostruzione dei corridoi ecologici, perché un territorio vivo è anche un territorio più sicuro, più sano, più attrattivo. Sì a un uso intelligente dei fondi pubblici: investire in sanità, scuola, innovazione, sicurezza idrogeologica — non in opere che moltiplicano i costi e svuotano i bilanci. Sì alla Brianza che rigenera, no a quella che consuma. I comitati chiedono una moratoria immediata dei cantieri sulle tratte B2 e C, la sospensione della tratta D e l’apertura di un tavolo tecnico pubblico e trasparente, dove le scelte infrastrutturali siano finalmente guidate da dati, impatti reali e interesse collettivo, non da rendite o convenienze politiche. RAL – Rete Ambiente Lombardia RAL ringrazia i comitati territoriali, le 150 associazioni, i sindaci e le 2.000 persone che hanno riempito Monza con competenza e passione civica. Chi conosce il territorio brianzolo sa che non esistono compensazioni possibili quando il suolo è perso, quando un bosco viene sradicato, quando un fiume esonda su case e scuole. Zero compensazioni, zero Pedemontana. Sì a ferro e trasporto pubblico, sì a mobilità intelligente, sì a rigenerazione e natura, sì a una Lombardia che investe in salute, conoscenza e sicurezza ambientale. RAL parla chiaro: fermare Pedemontana non è un sogno ecologista, è una scelta razionale, economica e civile. È dire che il futuro non si costruisce con opere che si servono dei territori, ma al servizio dei territori. Rete Ambiente Lombardia Redazione Italia
October 9, 2025
Pressenza
18 – 21 settembre 2025 – Fake Week / Babele Milano
La Rete dei comitati della Città Metropolitana di Milano, insieme a San Siro Città Pubblica, Centro Sociale Cantiere, CIO – Comitato Insostenibili Olimpiadi e numerose altre realtà della cittadinanza attiva e di opposizione, organizza anche quest’anno una manifestazione di quattro giorni in concomitanza con la Green Week del Comune di Milano. Giunta alla sua terza edizione, l’iniziativa dal titolo “Fake Week / Babele Milano” intende offrire alla cittadinanza un punto di vista alternativo rispetto alla narrativa istituzionale. In una città caratterizzata da uno sviluppo edilizio bulimico e speculativo, investita dalle inchieste giudiziarie e da un terremoto politico, oltremodo carente di servizi, gravata dall’emergenza abitativa che ha costretto all’esodo decine di migliaia di residenti, afflitta dagli eterni problemi di inquinamento e segnata da una impennata del costo della vita, dove il cosiddetto “sviluppo” ha come unico segno l’interesse dei grandi gruppi di potere economico-finanziario, la giunta racconta invece di una città “attenta ai temi ambientali, alla cura del verde, con al centro il benessere delle persone”. Noi ribaltiamo questa narrazione:  La città che non vi raccontano ve la raccontiamo noi. Vi invitiamo a partecipare a quattro giorni di incontri, dibattiti e momenti di confronto, dal 18 al 21 settembre 2025, secondo il seguente programma: Giovedì 18 settembre 2025 | 16:00 – 19:30 | Palazzo Morando – Via Sant’Andrea 6, Milano.   Chi decide la città? Luci sulla città – Piano di Governo del Territorio: progettazione partecipata e pratiche dal basso Moderatore: Gianni Barbacetto 16:00 | Apertura e introduzione – Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano 16:30 | Saluti di Carlo Monguzzi, Consigliere del Comune di Milano 16:35 | Urbanistica contrattata: il bene pubblico prima degli interessi privati – Paolo Berdini 16:50 | Dal Giambellino al cuore di Milano attraversando le politiche urbanistiche – Basilio Rizzo 17:05 | PGT e bilancio: strumenti per aprire nuove strade – Marco Bersani 17:20 | Come amministrare salvaguardando il suolo – Matilde Casa 17:35 | Governare con responsabilità: la scelta coraggiosa di Cassinetta di Lugagnano – Domenico Finiguerra 17:50 | Cartografie del potere urbano – Elio Catania 18:05 | Dibattito collettivo finale – Domande e risposte con il pubblico Venerdì 19 settembre 2025 | 16:00 – 19:30 | Politecnico – Piazza Leonardo da Vinci 32, Milano. San Siro non si tocca Speculazione, patrimonio collettivo e beni pubblici Moderatore: Andrea Sparaciari 16:00 | Apertura e introduzione – Rete dei Comitati della Città Metropolitana di Milano 16:15 | Stadio Meazza: i conti non tornano – Claudio Trotta 16:35 | Quadrilatero di San Siro: bene pubblico da tutelare – Giacomo Manfredi, Elia Zenoni, Anna Delera 16:55 | Vincoli richiesti e dialogo con la Soprintendenza – Associazione Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere, Baiamonti Verde Comune 17:15 | Memoria e tutela: lacune e responsabilità – Enrico Colosimo 17:35 | Dibattito collettivo finale – Domande e risposte con il pubblico Sabato 20 settembre 2025 |dalle 18:00 | Centro Sociale Cantiere – Via Monte Rosa 84, Milano. La città che vive Valore sociale degli spazi recuperati, diritto all’abitare, partenariato tossico. Mattina 10:00 | Manifestazione dalla Maura al Bosco Falck – a cura del Comitato Difesa Bosco Falck Pomeriggio 18:00 | Apertura e introduzione 18:15 | Mappatura partecipata e collettiva delle trasformazioni urbane a Milano – Attivisti/e del Cantiere e dello Spazio di Mutuo Soccorso 18:30 | Emergenza abitativa: responsabilità e contraddizioni – Veronica Puija, SICeT Milano 18:45 | Qui e ora: il valore dei commons – Emanuele Braga 19:00 | Analisi critica dell’economia alternativa per città vive e inclusive – Andrea Fumagalli 19:15 | Dibattito collettivo finale – Domande e risposte con il pubblico Sera 21:00 circa | Cena sociale in loco A seguire concerto: Andrea Fumagalli e I Cantosociale – Grateful Dead Economy e il Blues dei Precari Domenica 21 settembre 2025 | dalle 15:30 Da Santa Giulia allo Scalo di Porta Romana Olimpiadi per chi? Grandi eventi, propaganda e impatti reali sul territorio 15:30 | Critical mass, nelle strade dei quartieri del sud-est milanese per il diritto allo studio e all’abitare, contro il saccheggio olimpico 17:00 | Assemblea Pubblica a cura della Rete dei comitati della Città Metropolitana di Milano, Associazione Parco Piazza d’Armi-Le Giardiniere, Azioniamo, Baiamonti Verde Comune, Comitato Difesa Ambiente Zona 5, Comitato Cittadini per Piazza d’Armi, Comitato Coordinamento San Siro, Comitato la Goccia, Comitato Milanese Acquapubblica, Comitato per la Difesa del centro balneare Romano, Comitato Popolare del Casoretto, Comitato popolare per la difesa del bosco di via Falk, Comitato Torre di Via Stresa-Torre Insostenibile, Coordinamento Tutela Parco Ovest, No asfalto tutela strade lastricate, Proteggiamo il Monte Stella, Salviamo Benedetto Marcello, Salviamo il Parco Bassini, Salviamo il Pratone, Associazione Greensando con San Siro Città Pubblica, Centro Sociale Cantiere, CIO Comitato Insostenibile Olimpiadi. Info: cittadinicomitati@gmail.com Redazione Milano
September 15, 2025
Pressenza
Dossier Milano # 4 | Più conflitti, meno conflitti di interesse – di Lucia Tozzi
“Le mie mani sono pulite” ha detto il sindaco Sala nella seduta del consiglio comunale dove ha sacrificato il suo capro – l’assessore all’urbanistica Tancredi, coinvolto nelle indagini della procura milanese su alcuni (parecchi) progetti di trasformazione urbana. E con questa affermazione ha confermato la sua linea politica sullo sviluppo: privatizzazione feroce dei servizi [...]
July 27, 2025
Effimera
Mobilità a Milano, così non va! E i cittadini si inventano il mantello volante
Mercoledì 16/7 pomeriggio si è svolta una Commissione consiliare sulla mobilità che ha di nuovo visto la combattiva partecipazione dei rappresentati dei principali comitati che animano il movimento milanese per il Trasporto Pubblico Locale (TPL) – AspettaMI, La 73 non si tocca, il Comitato Basmetto- ed altri cittadini. Dopo oltre 4 settimane di attesa per la convocazione di una commissione espressamente richiesta dai comitati per avere risposte, questi sono riusciti a mettere sul tavolo molti dei temi di cui volevano parlare (e riparlare) e, da cittadini veramente immersi nei problemi del TPL milanese, hanno posto domande molto precise, a cui però non hanno ricevuto risposta. “Purtroppo – spiega Adriana Berra di AspettaMI – ci è toccato riascoltare le conferenze dell’Assessora alla Mobilità Censi e dei dirigenti ATM su argomenti che abbiamo già sentito tante volte. Inoltre, ATM ha dedicato alle risposte tecniche appena 10 minuti. Questo anche a causa degli interventi di alcune consigliere che hanno preso molto tempo per dire nulla di utile dal punto di vista delle risposte e delle informazioni ai cittadini”. Durante la Commissione è di nuovo emerso prepotentemente il tema della crisi del trasporto di superficie milanese, i tagli alle frequenze e i salti delle corse di bus, tram e filobus che per i cittadini significano attese lunghe e lunghissime (anche superiori ai 30 minuti) alle fermate. Attese che sono ben documentate da oltre un migliaio di fotografie commentate e postate nel gruppo Facebook “AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus”, nato nel maggio 2024 e oggi forte di quasi 4.800 membri, cittadini e utenti ATM. “L’unico dato che è arrivato in risposta alle nostre domande – spiega Adriana Berra – è che in ATM sono stati assunti 330 conducenti da gennaio a luglio 2025. Ma, come ho spiegato durante il mio intervento, il dato di vero interesse per noi cittadini è il saldo tra gli autisti che sono entrati in ATM e quelli che ne sono usciti, che a quanto ci riferiscono gli autisti stessi continuano a essere tanti. Per ammissione della stessa ATM, nel 2024 il saldo era di 5 autisti al mese: calcolate voi quanti mesi ci vogliono per avere in organico i 400 nuovi autisti che servirebbero per riportare il trasporto di superficie alla normalità!”. Ritorno alla normalità che era stato stimato per la metà del 2025 dall’ex AD di ATM Arrigo Giana e per settembre 2025 dall’Assessora alla Mobilità Arianna Censi e che invece sembra ancora molto lontano. Infatti, come evidenziato da Sonia Ferrari del Comitato Basmetto, un confronto tra la Carta della Mobilità di ATM del 2024 e quella del 2025 (pubblicate sul sito di ATM) mostra che le frequenze dei mezzi di superficie si sono ulteriormente diluite. In particolare, le linee cosiddette “di forza” nelle ore di punta sono passate da una frequenza di 3-10 minuti (2024) a 4-12 minuti (2025) nell’orario invernale, da 4-11 minuti a 6-12 minuti nell’orario estivo, e da 8-12 minuti a 8-20 minuti nell’orario di agosto. Le altre linee, non di forza, nelle ore di punta sono passate da una frequenza di 6-18 minuti (2024) a 7-20 minuti nell’orario invernale e da 7-30 minuti a 8-30 minuti nell’orario estivo. Anche l’orario estivo – anacronistico in una città come Milano – per i mezzi di superficie nel 2025 è stato prolungato di una settimana, fino al 7 settembre. Guardando la Carta della Mobilità, si scopre tra l’altro che anche la M4 sembra aver aumentato le frequenze: infatti mentre nel 2024 non erano previste variazioni di orario tra quello invernale e quello estivo, nel 2024 la M4 fa orario estivo dal 9 al 17 agosto. Per voce di Adriana Berra, i comitati hanno avvisato che la lotta dei cittadini per il ripristino delle vecchie tabelle orarie dei mezzi di superficie – precedenti alle rimodulazioni introdotte da ATM nel 2023-2024- non si fermerà, annunciando per il prossimo autunno nuove mobilitazioni, anche per ottenere il riconoscimento di un bonus del 30% sul valore degli abbonamenti ATM. La richiesta del bonus era stata già avanzata con una petizione civica pubblicata da Sonia Ferrari sul portale della Partecipazione del Comune di Milano a febbraio 2025. La petizione in soli tre giorni aveva raccolto 1.000 firme (conferite con lo Spid) e si avviava a raccoglierne moltissime altre, ma è stata improvvisamente chiusa, nonostante il regolamento della Partecipazione prevedesse che potesse restare aperta tre mesi. In seguito, la richiesta è stata respinta con una nota di una dirigente dell’Assessorato alla Mobilità. I comitati e il loro seguito di cittadini, però, non si danno per vinti, convinti come sono che, “la spina dorsale della mobilità milanese deve rimanere il trasporto di superficie, l’unico che garantisce quella capillarità fondamentale per avere l’accessibilità e l’inclusività che vengono continuamente invocate come un mantra dall’amministrazione comunale”, come ha puntualizzato Adriana Berra. A dispetto del mantra, il trasporto pubblico a Milano, anche quello sotterraneo, oggi presenta grossi problemi di accessibilità, come è stato ben documentato in Commissione anche dalle testimonianze di due cittadini disabili e richiamato anche da un rappresentante del Codacons. Ai ritardi dei mezzi di superficie e al problema delle scale mobili e degli ascensori spesso fuori uso nelle stazioni della metropolitana, questa estate a Milano si aggiunge anche l’ostacolo rappresentato da diversi grossi cantieri aperti in contemporanea, che rendono impercorribili ai mezzi pubblici ampie zone del centro città. Vista la difficoltà che i cittadini trovano nell’aggirare questi “blocchi”, nel gruppo Facebook AspettaMI è stata ironicamente lanciata una nuova proposta per la mobilità dolce: FlyMe, un mantello volante noleggiabile dalle 6 alle 22. Chi invece sui problemi della mobilità non vuole sorvolare, può unirsi alla lotta dei comitati attraverso il gruppo Facebook AspettaMI: AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus | Facebook. La Commissione di mercoledì 16/7 è rivedibile al link: MOBILITÀ + PARTECIPATE del 16/07/2025 Ufficio stampa di AspettaMI, Milanesi in attesa dei bus aspettami.posta@libero.it AspettaMI – Milanesi in attesa dei bus | Facebook     Redazione Milano
July 18, 2025
Pressenza